Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

giovedì 9 luglio 2026

Per smontare le calunnie nei confronti di mons. Lefebvre basta una foto

Per smontare le calunnie nei confronti di mons. Lefebvre basta una foto

Scrive un lettore:
"Mi è capitato di imbattermi stamattina presto in un finale di articolo di un noto scrittore su un altrettanto noto sito conservatore in cui si citava il (presunto) colloquio avvenuto tra Padre Pio e Mons. Lefebvre, nel quale il primo avrebbe messo in guardia Monsignore e profetizzato il male che sarebbe sortito dalla divisione della Chiesa per via delle sue scelte in contrasto con Roma.
Molto perplesso circa tale fatto mi sono documentato velocemente, imbattendomi peraltro in un articolo di pochi giorni fa di Radio Spada nel quale, pur confermando l'avvenuto incontro storico tra i due personaggi, si spiega tuttavia come tale fatto sia ripescato ciclicamente ad uso improprio da chi vuole trarne giovamento e danneggiare la Fraternita'. In proposito, viene citata la dichiarazione di Mons.Lefebvre del 1990 in cui escludeva ogni colloquio e profezia in merito di Padre Pio. Vista la rilevanza della vicenda sarebbe bene fare chiarezza anche su questo stimato blog."
Mi limito a riprendere, insieme alla foto, quanto da noi pubblicato anni fa. E aggiungo, per chi obietta che il momento dell'incontro è precedente alla consacrazione dei vescovi, che padre Pio è ben noto per il suo discernimento degli spiriti e anche per la sua preveggenza.  Mi pare evidente che, se avesse avuto da obiettare, non avrebbe baciato la mano e qualcosa avrebbe detto. Oppure, come in altri casi, avrebbe rifiutato l'incontro...
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« È venuto in visita da padre Pio monsignor Marcel Lefebvre, arcivescovo di Synnada (Frigia), superiore generale della Congregazione dello Spirito Santo, e inoltre consultore della Congregazione di Propaganda Fide. Monsignor Lefebvre ha assistito alla Messa di padre Pio e s'è quindi incontrato con lui (vedere foto)» (dal bollettino ufficiale della Casa Sollievo della Sofferenza, 31 marzo 1967).
« L'incontro ebbe luogo dopo la Pasqua del 1967 e durò due minuti. Ero accompagnato da Padre Barbara da un Frate dello Spirito Santo, frate Felin. Ho incontrato Padre Pio in un corridoio, mentre si dirigeva verso il confessionale, accompagnato da due cappuccini. Gli ho detto in poche parole lo scopo della mia visita: che lui benedicesse la Congregazione dello Spirito Santo che doveva svolgere un capitolo generale straordinario, come tutte le società religiose, per un aggiornamento, incontro che temevo avrebbe condotto a dei problemi. Allora Padre Pio gridò: 'Me, benedire un Arcivescovo, no, no, è lei che dovrebbe benedire me!' E si chinò, per ricevere la benedizione. Io lo benedissi, lui baciò il mio anello e continuò il suo cammino verso il confessionale... Questo è stato tutto l'incontro, né più né meno » (da una lettera di Marcel Lefebvre, 8 agosto 1990)

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Chi attribuisce una pur debole veridicità al fatto, oltre alla stupidità, non ha letto una sola riga su p. Pio.

Anonimo ha detto...

L'immagine è bellissima e mi commuove molto. Grazie Mic.
Aichardus

Da gloria.tv ha detto...

Leone XIV ha ereditato una crisi – e la sta aggravando
In un articolo di opinione pubblicato il 6 luglio su InfoVaticana.com (“Tribune”), Pedro Gómez Carrizo sostiene che decenni di deriva dottrinale e disciplinare abbiano svuotato l’autorità della Chiesa.

Egli scrive che Leone XIV esige obbedienza dalla Fraternità Sacerdotale di San Pio X, dopo aver trattato per anni altre controversie come negoziabili, contestuali o esenti.

Le priorità di Leone XIV messe a nudo

Roma ha tollerato quelle che Carrizo considera rotture ben più gravi della consacrazione episcopale della FSSPX:

- Il «Cammino sinodale» tedesco, che ha virato verso lo scisma senza alcuna conseguenza.
- Le nomine episcopali negoziate con il Partito Comunista Cinese.
- Le benedizioni alle coppie omosessuali.
- La sperimentazione liturgica.
- La sinodalità, che ha riproposto vecchie eresie sotto le spoglie di «innovazione».

La disponibilità a fare eccezioni in molti ambiti controversi, pur tracciando una linea di demarcazione assoluta nei confronti di Écône, sostiene Carrizo, mette in luce le priorità del Papa piuttosto che la sua forza.

«La firma è di Tucho; il fallimento è di Leone XIV»

Carrizo descrive il cardinale Víctor Manuel Fernández come l’incarnazione di quella «flessibilità» dottrinale che egli ritiene responsabile dell’attuale crisi della Chiesa.

L’azione di Fernández contro la FSSPX ha assunto la forma di una Nota, mentre solo un Decreto penale formale può stabilire lo status di scisma che Roma sta affermando.

Su questa base, Carrizo sostiene che la misura sia viziata dal punto di vista giuridico.

Sebbene Fernández abbia firmato il documento, Carrizo attribuisce la responsabilità al Papa: «La firma è di Tucho; la responsabilità è di Leone XIV».

Carrizo sostiene che Roma possieda l’autorità canonica, ma abbia sperperato la credibilità morale che conferisce forza a tale autorità.

Leone XIV, afferma, ha agito come se bastasse il solo potere giuridico.