mercoledì 26 dicembre 2012

Attualità e verità delle parole di Pio XII su Chiesa e Stato

Dal Radiomessaggio natalizio di Pio XII del 1944: parole chiare, principi certamente non 'datati'...

[...] Una sana democrazia, fondata sugl'immutabili principi della legge naturale e delle verità rivelate, sarà risolutamente contraria a quella corruzione, che attribuisce alla legislazione dello Stato un potere senza freni né limiti, e che fa anche del regime democratico, nonostante le contrarie ma vane apparenze, un puro e semplice sistema di assolutismo.

L'assolutismo di Stato (da non confondersi, in quanto tale, con la monarchia assoluta, di cui qui non si tratta) consiste infatti nell'erroneo principio che l'autorità dello Stato è illimitata, e che di fronte ad essa — anche quando dà libero corso alle sue mire dispotiche, oltrepassando i confini del bene e del male, — non è ammesso alcun appello ad una legge superiore e moralmente obbligante.

Un uomo compreso da rette idee intorno allo Stato e all'autorità e al potere di cui è rivestito, in quanto custode dell'ordine sociale, non penserà mai di offendere la maestà della legge positiva nell'ambito della sua naturale competenza. Ma questa maestà del diritto positivo umano allora soltanto è inappellabile, se si conforma — o almeno non si oppone — all'ordine assoluto, stabilito dal Creatore e messo in una nuova luce dalla rivelazione del Vangelo. Essa non può sussistere, se non in quanto rispetta il fondamento, sul quale si appoggia la persona umana, non meno che lo Stato e il pubblico potere. È questo il criterio fondamentale di ogni sana forma di governo, compresa la democrazia; criterio col quale deve essere giudicato il valore morale di ogni legge particolare.

Se l'avvenire apparterrà alla democrazia, una parte essenziale nel suo compimento dovrà toccare alla religione di Cristo e alla Chiesa, messaggera della parola del Redentore e continuatrice della sua missione di salvezza. Essa infatti insegna e difende le verità, comunica le forze soprannaturali della grazia, per attuare l'ordine stabilito da Dio degli esseri e dei fini, ultimo fondamento e norma direttiva di ogni democrazia.
[...]
Con la sua stessa esistenza la Chiesa si erge di fronte al mondo, faro splendente che ricorda costantemente quest'ordine divino. La sua storia riflette chiaramente la sua missione provvidenziale. Le lotte che, costretta dall'abuso della forza, ha dovuto sostenere per la difesa della libertà ricevuta da Dio, furono, al tempo stesso, lotte per la vera libertà dell'uomo.

La Chiesa ha la missione di annunziare al mondo, bramoso di migliori e più perfette forme di democrazia, il messaggio più alto e più necessario che possa esservi : la dignità dell'uomo, la vocazione alla figliolanza di Dio. È il potente grido che dalla culla di Betlemme risuona fino agli estremi confini della terra agli orecchi degli uomini, in un tempo in cui questa dignità è più dolorosamente abbassata.

Il mistero del Santo Natale proclama questa inviolabile dignità umana con un vigore e con un'autorità inappellabile, che trascende infinitamente quella, cui potrebbero giungere tutte le possibili dichiarazioni dei diritti dell'uomo. Natale, la grande festa del Figlio di Dio apparso nella carne, la festa in cui il cielo si china verso la terra con una ineffabile grazia e benevolenza, anche il giorno in cui la cristianità e la umanità, dinanzi al Presepe, nella contemplazione della « benignitas et humanitas Salvatoris nostri Dei », divengono più intimamente consapevoli della stretta unità che Iddio ha stabilita tra di loro. La culla del Salvatore del mondo, del Restauratore della dignità umana in tutta la sua pienezza, è il punto contrassegnato dalla alleanza tra tutti gli uomini di buona volontà. Là al povero mondo, lacerato dalle discordie, diviso dagli egoismi, avvelenato dagli odi, verrà concessa la luce, restituito l'amore e sarà dato d'incamminarsi, in cordiale armonia, verso lo scopo comune, per trovare finalmente la guarigione delle sue ferite nella pace di Cristo.

19 commenti:

Antonio ha detto...

Molto bene. E' un tema centrale. La "laicità dello stato", condannata da vari pontefici in quanto esito del liberalismo e dell'indifferentismo, è paradossalmente appoggiata dai "modernisti di destra" (Cammilleri, Socci, etc.), spesso in funzione distintiva rispetto all'Islam. Essi non colgono --o forse fanno finta di non cogliere, perchè non si tratta di stupidi-- che è proprio per la laicità dello stato che aborto e divorzio sono stati introdotti. Lo stato non deve essere laico, dovrebbe essere confessionale, come è stato fino al 1984, quando GPII ha compiuto l'opera dell'"autodemolizione".

mic ha detto...

Lo stato non deve essere laico, dovrebbe essere confessionale, come è stato fino al 1984

Credo che il processo verso l'aconfessionalità sia stato reso possibile attraverso l'accentuarsi progressivo e inesorabile della secolarizzazione, alla quale la Chiesa ha certamente contribuito o per lo meno non ha saputo opporsi, non facendo appello alle forze soprannaturali che fondano e animano la sua missione nei secoli.

don gianluigi ha detto...

Grazie Mic, il tema, toccato da Pio XII, nel messaggio qui riportato, è molto interessante, soprattutto oggi alla vigilia di "libere" elezioni in cui si è già deciso il programma e il primo ministro, a prescindere dalla nostra volontà.
È interessante altresì per approfondire il tema della libertà religiosa, che oggi la Chiesa proclama indiscriminatamente, senza distinguere il foro interno da quello esterno.
Colgo l'occasione per rivolgere a Mic e a tutti gli amici del blog i voti di un Santo Natale.
don gianluigi braga

Anonimo ha detto...

Aborto e divorzio sono stati introdotti quando l'Italia era uno stato confessionale cattolico. L'art. 7 della costituzione rimanda ai patti lateranensi, che fino al 1984 erano in vigore con questo testo, all'art. 1 del trattato "L’Italia riconosce e riafferma il principio consacrato nell’articolo 1° dello Statuto del Regno 4 marzo 1848, pel quale la religione cattolica, apostolica e romana è la sola religione dello Stato". In forza del rimando costituzionale, l'articolo succitato ha forza di legge costituzionale e pertanto l'italia fino al 1984 era confessionale, e la religione cattolica era "la sola dello stato". Questo non ha impedito il divorzio, la riforma del diritto di famiglia, l'aborto ecc. Tutte norme peraltro votate dal partito cattolico. Affermare che il problema sia "la laicità" è una idiozia colossale. La laicità dello stato è una conseguenza logica della dissoluzione della cristianità (che inizia a prodursi almeno dal 1517, ma ha le sue cause anche prima) e della perdita della fede dei popoli ex cristiani. Se fosse infatti colpa di uno stato "massonico" che secondo la mitologia tradizionalista governa dispoticamente contro il volere dei suoi cittadini cattolici, qualcuno mi spiega perché ai referenda abrogativi i cattolici hanno dimostrato di essere un 40% risicato? Oggi stando ai sondaggi, i cattolici sono il 30% dei cittadini, mentre secondo un sondaggio del 2010 condotto tra i giovani di 15-20 anni, la percentuale di credenti e praticanti (considerati anche i poco praticanti, ma che convengono sui dogmi e la morale cattolica) sono il 5-6%. Infatti nel 30% di praticanti attuali si contano tutti i vecchi e i bambini: quando tra 20 anni i vecchi saranno morti e i bambini saranno agnostici, sarà quel 5% di 70.000.000 ad essere "la chiesa cattolica"., ossia una minoranza, probabilmente superata dall'islam stesso. Con questi numeri, si ha ilmcoraggio di parlare di confessionalità delo stato? Il 70% dei cittadini, si dichiara favorevole all'eutanasia, al divorzio, alla convivenza. Non avete mai pensato che imporre la morale cattolica per legge, ad una maggioranza non cattolica è una forma di tirannide, una dittatura? Il problema non è la laicità dello stato, ma che il 70% degli italiani è agnostico e ostile al vangelo e dunque lo stato non può che essere laico. Anzi, va ancora bene che sia laico, perchè con questi numeri lo stato potrebbe perseguitare e mettere fuorilegge il cristianesimo come fomite di illegalità, dato che predica apertamente contro le leggi della repubblica ed è sgradito alla maggioranza. Mi chiedo se sti fanatici talebani che parlano di autodemolizione si rendano conto delle scemenze che dicono, o se gli piace fare i piagnoni sguaiati. Sicuramente il loro atteggiamento non inverte il trend, dato che sanno solo accusare e dare la colpa al concilio o a qualche papa. Loro sempre innocenti.

Silente ha detto...

La "laicità dello Stato" è una costruzione ideologica dell'anti-clericalismo massonico ottocentesco, successivamente impastata con il positivismo giuridico negatore del diritto naturale. Oggi la "laicità dello Stato" è funzionale al tecno-nichilismo neo-capitalista e predatore e al mondialismo anticristiano. La necessaria, o quanto meno opportuna, distinzione tra l' "auctoritas" spirituale e la "potestas" civile non può significare il disancoraggio di quest'ultima dal diritto naturale e dal principio di Verità. O, addirittura, la sua negazione. Per questo ritengo sconcertante il richiamo di alcuni cattolici a un'astrusa, macchiavellica e contraddittoria "sana laicità", come se l'aggettivo potesse, appunto, "sanare" politicamente il sostantivo. Se si vuole rispettare e non manipolare il significato oggettivo delle parole, la "laicità delle istituzioni" è un principio inaccettabile per un cattolico, perchè contrario alla Regalità Sociale di Nostro Signore Gesù Cristo.

mic ha detto...

Un altro grande discorso di Pio XII: " Ci riesce", ai giuristi cattolici italiani nel 1953.

Ci sono spunti interessantissimi sulle esigenze della confessionalità e le sue molteplici forme.

Silente ha detto...

Il commento dell'anonimo delle 15:04 è certamente interessante ed emblematico perchè, nella sua feroce crudezza anticattolica (ma il vero dramma è che l'autore, probabilmente, si considera cattolico), ripropone il tema del rapporto del Cattolicesimo (che è semplicemente Verità) con la modernità e sue ideologie. E' il problema, tragico e irrisolto, del concilio.
L'insistenza dell'autore di questo post sulle cifre e le percentuali è sintomatica della resa dei cattolici di oggi a un pernicioso, corrotto principio della democrazia (diceva saggiamente J. L. Borges: "la democrazia è un curioso abuso della statistica"). La Verità non può essere subordinata nè all'opinione, nè al numero. Semplicemente stà ("Stat Veritas" diceva Romano Amerio). Ciò che è sancito dal diritto naturale non può essere soggetto a referendum. I cattolici sono ormai minoranza? Ciò non ci legittima strumentalmente a invocare, a nostra presunta tutela, principi a noi estranei, quali quello della "libertà religiosa" o peggio, della "laicità". Sarebbe, semplicemente, un tradimento dei nostri principi. La strada maestra rimane sempre quella del combattimento spirituale e, se serve e quando serve, anche quello secolare, come i Crociati, i Vandeani, i Cristeros messicani e i combattenti della Crusada spagnola hanno dimostrato. Anche se il nostro fine è l'Aldilà, l'Incarnazione di Cristo nella storia ha comunque dato a noi cattolici, nel mondo e nel Suo Nome, una una grave responsabilità. E' la Regalità Sociale di Nostro Signore Gesù Cristo. A noi, con il Suo indispensabile aiuto, sostenerla e affermarla. Con, senza o persino contro ogni principio democratico.

Areki ha detto...

Silente ha ragione su tutta la linea......
Quanto all'anonimo delle 15,04 sconcerta la sua analisi. Partendo da premesse in parte condivisibili giunge a conclusioni totalmente fuorvianti e si perde in accuse gratuite quando parla di cattolici fondamentalisti e talebani.
Sinceramente mi dispiacciono questi toni che impediscono purtroppo un pacato quantunque serrato confronto.....

Aborto e divorzio forse sarebbero potuti venire anche senza il Vat. II (personalmente non ne sono convinto). Quello che impressiona è che in seguito al Concilio la Chiesa ha voluto rinunciare aprioristicamente ad ogni strumento di difesa della legge di Dio e della Vita. I cattolici dialoganti hanno preferito il "dialogo" ad un cattolicesimo militante e così si sono ritrovati sempre sulla difensiva, sempre a spostare indietro la linea del fronte:
prima il divorzio, poi l'aborto, poi l'eutanasia, la procreazione artificiale, il matrimonio omosessuale, ecc. ecc.
Capisco che è difficile la lotta ma occorre alzare di più la voce soprattutto nelle alte sfere e fare gesti controcorrente: (alcuni esempi): una marcia per la vita che si concluda nella Basilica di San Pietro con una via crucis presieduta dal Papa in persona a piedi scalzi in riparazione dei peccati contro la vita. Altro es: convocare l'ambasciatore della Nigeria presso la santa sede e fare formale protesta contro gli attentati ai fedeli cattolici, scrivere una lettera ai capi religiosi mussulmani per chiedere loro formale e pubblica condanna degli attentati terroristici contro i cattolici, altro es: protestare vivamente contro le vignette blasfeme sulla Trinità pubblicate in Francia.....
Essere insomma Chiesa Militante come Sant'Ambrogio e altri grandi Vescovi e Papi hanno fatto....

Non è certo tutta colpa del Concilio, ma il Concilio ci ha tolto ogni fiducia nella potenza della Grazia di Dio e nel ruolo profetico che ha la Chiesa che non è quello di andare a braccetto col mondo pagano, ma quello di insegnare la via della Verità e del Cielo e di elevare a Dio.....

Ripeto i toni offensivi dell'anonimo delle 15,04 non mettono in luce dove sta il vero nocciolo della questione....

don gianluigi ha detto...

L'Anonimo che inveisce contro "i Talebani" pro stato confessionale dimentica che i Cattolici degli anni 70 e 80 erano ben lontani dagli insegnamenti della Chiesa, tanto che gli ecclesiastici stessi risultavano divisi sulla difesa delle leggi che salvaguardavano i principi della legge naturale. Si stava già preparando un nuovo concordato, sulla base di una male intesa laicità dello stato.
C'è da parte dell'Anonimo suddetto un colossale equivoco, quello di pensare che lo stato confessionale fornisca una specie di strumento per imporre la società Cristiana. È vero il contrario, la confessionalità esprimerebbe la difesa dei principi identitari di un popolo. D'altra parte non si possono dimenticare le parole di Pio XI: «Sbaglierebbe gravemente chi togliesse a Cristo Uomo il potere su tutte le cose temporali, dato che Egli ha ricevuto dal Padre un diritto assoluto su tutte le cose create, in modo che tutto soggiaccia al suo arbitrio. ... Pertanto il dominio del nostro Redentore abbraccia tutti gli uomini, come affermano queste parole del Nostro Predecessore di immortale memoria Leone XIII, che Noi qui facciamo Nostre: «L'impero di Cristo non si estende soltanto sui popoli cattolici, o a coloro che, rigenerati nel fonte battesimale, appartengono, a rigore di diritto, alla Chiesa, sebbene le errate opinioni Ce li allontanino o il dissenso li divida dalla carità; ma abbraccia anche quanti sono privi di fede cristiana, di modo che tutto il genere umano è sotto la potestà di Gesù Cristo».

LUISA LAVAGNA NOVELLO ha detto...

ho scritto dieci anni fa la tesi di laurea in una materia (diritto ecclesiastico,branca del diritto costituzionale)attinente al tema,basandomi in buona fede,data la predicazione corrente,sul concetto di sana laicità ecc... ,ritenendo questo concetto ormai acquisito e del tutto compatibile con la retta dottrina.Ora avendo studiato e approfondito,sconfesso queste mie posizioni e aderisco con convinzione ai commenti di mic,Antonio don Gianluigi,Areki.Spero di non aver inviato un doppio commento,non scrivo mai al computer ma ora lo faccio perchè è per me un punto dolente.

bernardino ha detto...

Cara Mic. Non lasciamo soli quei pochi sacerdoti che in qualche modo (Forse sbagliando metodo perche' non preparati a dovere)cercano di richiamare ai valori della Santa Madre Chiesa. Chiediamo ai loro Vescovi, anziche' sollevarli dal loro incarico, di non mandarli allo sbaraglio, perche' loro non hanno colpa. La nuova Chiesa ha voluto adattarsi ad un mondo moderno, anteponendolo a Cristo Signore, mentre c'e' ancora qualche sacerdote che vorrebbe insegnare una sana dottrina che comprende un po' tutto, anche il vestire decentemente. Ti sarei grato se su questo caso, tu aprissi un commento.

Silente ha detto...

A proposito della "laicità dello Stato" e dei suoi necessari e terrificanti esiti, segnalo la notizia pubblicata dal sito "Campari & de Maistre":

"Il ministro dell’interno francese Manuel Valls ha annunciato negli ultimi giorni che il governo terrà sotto osservazione dei gruppi sospetti di “patologia religiosa”: fra questi vi sono ebrei ortodossi, musulmani, e l’organizzazione cattolica tradizionalista Civitas “movimento politico ispirato alla legge morale naturale e alla dottrina sociale della Chiesa… impegnato nell’affermazione della regalità sociale di Cristo”.
Le sue proteste politiche (con evidente riferimento alle manifestazioni contro la “homofolie”) sarebbero secondo il ministro “al limite della legalità”; sicché ogni eccesso sarà minutamente registrato, perché il governo possa difendere la propria opera dinnanzi ad un tribunale, qualora l’organizzazione venga sciolta"

C'è ancora in giro qualche imbecille che osa difendere e affermare, definendosi cattolico, un presunto principio di "sana laicità dello stato"?

Anonimo ha detto...

Fino ad ora, anche chi si opponeva alla Chiesa, nel mondo occidentale, in fondo portava (a modo suo) alcuni principi del cristianesimo stesso: cercava, in definitiva, di creare un mondo giusto (ed è per questo che riusciva ad attrarre parte del popolo!) che, però, doveva nascere con l'annientamento di alcuni gruppi di popolazione e di oppositori.
Oggi il fine dei gruppi massonici & company è la tirannide e la schiavizzazione delle popolazioni sottomesse ai pochi e non si prospetta alcuna giustizia sociale: si sta uscendo effettivamente dalla mentalità dei valori cristiani.
Io ritengo che, vista l'opposizione che cresce a livello mondiale, trattenuta solo da un sistema di vigilanza e di sistemi di sicurezza spionistica avanzatissimi, in questo deserto spirituale sarà di grande efficacia la testimonianza di chi vive veramente la fede.
Ci saranno persecuzioni, ma penso che le popolazioni torneranno a Cristo, nel quale vedranno chiaramente la Salvezza.

Stefano78 ha detto...

Sono d'accordo con Mic, Silente, Areki, ecc..

Avete già evidenziato le contraddizioni anticattoliche dell'anonimo di cui sopra.

Vorrei solo evidenziare un altro elemento fondamentale: il fatto che la secolarizzazione e il materialismo abbiano un indubbio fondamento nella "soppressione" della fede religiosa, non significa che questo a) sia un "bene" b) sia un "fatto acquisito" ed effetto dell' "imposizione" della Religione.

La Morale pubblica Religiosa, di quasi tutte le Religioni, almeno di quelle monoteistiche, fonda sulla Legge Morale Oggettiva. Questa Legge Morale DEVE, sottolineo DEVE stare a fondamento degli Stati perchè è GIUSTA!

Non si capisce come, in uno stato laicistico e materialistico PER LEGGE, non si dovrebbe considerare questo materialismo una DITTATURA, mentre lo stato Religioso sì!

Il materialismo è IMPOSTO PER LEGGE, poichè se ancora sopravvive il concordato, abbondantemente modificato IN PEGGIO, le leggi sulla famiglia e sulla comunità sociale SONO LAICISTE e vanno nella direzione del materialismo più becero! Parlo non solo delle leggi che riguardano il cittadino, ma anche quelle che riguardano l' "economia di mercato", oltre che quelle che riguardano la previdenza sociale, che praticamente non esiste più!

Tutte queste leggi NEGANO la Legge Morale Oggettiva (=VERA) e per questo IMPONGONO il materialismo PER LEGGE! E dunque: questo sarebbe "scaturito dai cittadini", oppure da "elite", oligarchie vere e proprie che "aiutano molto" il sentimento materialistico, introducendo nella società idee che la modellano?

Le due cose vanno di pari passo, purtroppo!

E la favola secondo cui lo Stato Religioso, per il nostro caso Cattolico, sia una iattura dittatoriale, serve solo a consentire la DITTATURA del materialismo! Che però, non si sa perchè, sarebbe "giusta"! Bel doppiopesismo!

Lo Stato ha il dovere di esprimere non solo "un momento" di un Popolo, ma la sua CULTURA E LA SUA IDENTITA'! Perchè se esprimesse solo un MOMENTO, solo una fotografia presente, allora tutti gli Stati, di ogni origine, che con la MAGGIORANZA dei cittadini esprimessero anche sentimenti CRIMINALI del popolo, dovrebbero essere definiti LECITI!

Invece gli Stati dovrebbero essere Autorità (non autoritaristi!), Organicamente strutturati, che esprimono la CULTURA, L'IDENTITA', LA LEGGE E IL DIRITTO di un Popolo, fondandosi sulla CIVILTA' e sui VALORI SPIRITUALI che la esprimono!

Gli Stati assolutisti sono quelli materialisti! Gli STATI GIUSTI sono quelli che mettono al loro fondamento una dottrino Spiritualista, che rigetta il materialismo!

Gederson Falcometa ha detto...

Ma questo anonimo di 26 dicembre 2012 15:04 è troppo innocenti:

1) Dopo la DH so poteva esistere Stati cattolico nominale, non più confessionale (Anche nel rissorgimento, lo stato era solo nominale cattolico, mentre in pratica era un Stato aconfessionale [agnostico o ateo]) ;

2) Per quanto riguarda l’aborto la Humanae Vitae di Paolo VI, fui ampiamente criticata per una parte e respinta da un'altra parte dell'episcopato (in Germania l’episcopato ha stabilito una legislazione independente);

3) Partito cattolico dopo 1965? Quale? Il partito popolare fundato da don Luigi Sturzo ? Ma tu me fai ridere anonimo!!!

4) Dopo il Concilio la Chiesa ha abbandonato la politica, o migliore, ha adottato la politica di nulla imporre, dove le leggi naturali sono diventati precetti. Nella maggior parte dei paesi i partiti cattolici sono stati aboliti, in cui il suo riferimento a un partito cattolico nel 1984, è molto strano;

5) Tu non capisci nulla del rapporto tra potere temporale e spirituale, e non sa nulla del rapporto tra natura e grazia, per questo fa battute sul governo Massonico. Infatti, la grazia dipende dalla natura, se le leggi naturali vengono rimossi, si perde la coscienza del peccato. I massoni hanno inventato il suffragio universale per attaccare il potere temporale della Chiesa, ma la Chiesa riesce comunque a mantenere una certa influenza sulla società attraverso alcuni documenti (che viene in mente è "Il Fermo proposito di San Pio X, Ad Beatissimum di Benedetto XIV, Quas Primas di Pio XI e Pio XII raio messaggi - potremmo raccogliere i documenti del Magistero con le istruzioni politica pre-conciliare, cosa ne pensi?)per la participazione dei partiti e dei fedeli cattolici nella politica di ogni Stato. Dopo il Concilio con il fine di dialogare con i comunisti, liberali, ecc la Chiesa comincia a fare la politica di nulla imporre e il fondamento dello Stato, che era già abbastanza fragile (Summi Pontificatus) viene crollato. Una volta eliminati i partiti cattolici, e gli autorità dichiarano pubblicamente che la Chiesa non farà piú politica, se perde tutto il potere temporale e tutto l’influsso sulla società civile attraverso la partecipazione dei partiti e dei cattolici in parlamenti (con la perdità degli Stati Cattolici se ha perso in grande parte l'influsso della Chiesa sulla ONU). Anche se ha perso veramente, la compreensione delle legge naturali e de Dio, come legge che sono stati fatti per la pólis (La Chiesa non può non fare politica - San Pio X, adesso sono solo precetti;

6) La dissoluzione del cristianesimo è solo uno fattori remoto della “laicità”. Non è perché la cristianità se ha dissolto che anche tutti Stati e Società cattolica sono stati perse, avevano prima del Concilio molti Società e Stati cattolici, che sarebbe rimasto come tale... La più grande prova di questo è ancora lo Stato e la Società ungheresi che ce legge cattolica;

7) Secondo la mitologia rousseuaniana l'anonimo, i cittadini sono la forza massima dello Stato, sarà candora o ottimismo?

Antonio ha detto...

Mi pare che Gederson individui un nodo fondamentale: se si cancella la legge naturale, si perde il senso del peccato. E' precisamente quello che è successo. Da altri, di ambito ciellino e più o meno marrano-affaristico, la distinzione tra peccato e reato è considerata invece una conquista. Ma, se ciò vale per l'adulterio, ad es., perchè non dovrebbe valere per l'aborto? Infatti, oggi quasi nessuno sostiene che l'aborto è reato: da peccato che grida vendetta al cospetto di Dio è divenuto diritto. I ciellini ancora sono contro l'aborto, ma se non si danno giustificazioni "metafisiche" si cade nel moralismo: che è facile attaccare, e che facilmente si decompone.

Gederson Falcometa ha detto...

Don Curzio Nitoglia commenta "La 'dottrina sociale' di Pio XII" vale la pena di leggere:

http://www.doncurzionitoglia.com/dottrina_sociale_pio_xii.htm

E anche l'artiloco "LA COSTITUZIONE CRISTIANA DEGLI STATI E LA “LIBERTÀ RELIGIOSA”" dove se puÒ leggere:

“L’eresia da individuale, col laicismo liberale, diventa sociale e politica” (M. Ayuso).

L'articolo è un commento al libro "La costituzione cristiana degli Stati", di Miguel Ayuso, professore di ‘Diritto costituzionale’ all’Università Comillas di Madrid, ‘Presidente dell’Unione Internazionale dei Giuristi Cattolici’.

lister ha detto...

Ma il famigerato anonimo, dove ha letto quelle percentuali di cui scrive, sull'Umidità?

Amicus ha detto...

Vabbe', l'anonimo del 26 dicembre 2012 ore 15:04 è solo una delle tante vittime della scuola di Stato e del superconcilio. Speriamo che si informi meglio sulla dottrina cattolica in materia, soprattutto leggendo le grandi encicliche papali come la Quanta cura, la Libertas, la Quas primas. Circa la massoneria ed il suo influsso tentacolare, gli consiglio la lettura integrale dell'enciclica Humanum genus di Papa Leone XIII, interamente dedicata a quella setta.
E speriamo che molti altri cattolici (e non),ingannati dall'ideologia liberalmassonica ed illuminista, seguano l'esempio di Luisa Lavagna Novello con la sua stessa onestà intellettuale ed il suo medesimo amore per la verità.