lunedì 24 dicembre 2012

Nella città di David è nato il nostro Salvatore, Cristo Signore!

Un testo da condividere, insieme agli auguri più belli per un Felice e Santo Natale.

L'attenzione è al testo Lucano (Lc 2,6-7) che, con semplicità impressionante narra l'evento più sconvolgente di tutta la storia umana. [...] Il tono di semplicità e la sobrietà della narrazione cede preso all'irrompere della hwhy dwbk kabhodh IHWH, la Gloria di Dio non soltanto cantata dagli angeli dinanzi ai pastori, ma presente in quel batuffolo di carne umana che ha appena visto la luce e la Vergine ha avvolto in poveri panni, deponendolo in una mangiatoia. È come se "il velo del Tempio" si fosse improvvisamente "lacerato" (Mc 15,38; Mt 27,51; Lc 23,45) e qualcosa del Sancta Sanctorum fosse venuto in piena luce. Gli angeli, infatti, si presentan ai pastori rivelando loro cose inaudite. Mentre essi son "presi da grande spavento", un angelo porta l'"Annunzio d'una grande gioia". Quant'aveva intessuto per secoli le speranze del popolo eletto è già realtà: "nella città di David è nato un Salvatore, Cristo Signore". Tutto ciò che il lemma êύριος indica della sovranità e della gloria di Dio, eccolo, è lì, in quel piccolo che vagisce tra le braccia d'una giovane madre o all'interno d'una misera mangiatoia. Un coro d'angeli inneggia alla gloria di Dio e preconizza pace agli uomini, oggetto del suo divino amore. La riprova di codest'amore è il fantolino della mangiatoia. Egl'incarna in sé la gloria di Dio, quella stessa infinita ed ineffabile gloria che, avvolgendo di luce i pastori, li ha indirizzati al neonato nella città di David (cf Lc 2,8-14).

"Una grande gioia". L'evangelo è qui, vivo, palpitante, rassicurante. Lui stesso, il piccolo appena nato è infatti la grande gioia. È la Parola che Dio, il Padre ha pronunciato una volta per sempre fin dai suoi giorni eterni, dando con essa non un motivo di semplice speranza, ma la certezza che il problema di fondo, il rapporto dell'uomo con Dio, è ora risolto. Per sempre. Dunque quella medesima Parola, che qui, nella stalla o nella grotta di Bethlehem è diventata Gesù Cristo, davanti a sé non ha limiti di tempo e di spazio. Quando la si dice centro della storia, si sottolinea la realtà del suo essere incondizionato e sovrano. Non a caso êύριος è, fin da queste prime battute, il titolo che caratterizza l'essere e l'azione della Parola incarnata.

Non si tratta d'un suono, d'un sia pur piacevole flatus vocis; è un essere vivente, è l'essere stesso dell'Altissimo onnipotente Dio che viene a noi come Dio e parla ed opera a nostro favore. È la testimonianza vivente dell'eterna decisione a favore dell'uomo: una decisione che rivela l'assoluta libertà di Dio, perché nessun diritto e nessun'esigenza è in noi, né sul piano della pur c.d. dignità della persona umana, né su quello della sua reale indegnità e peccaminosità, tale da condizionare le scelte della libertà increata e per questo è anche la testimonianza del suo infinito amore. Cristo è Dio-per-noi.

Dinanzi a quella mangiatoia e alla storia che, prevista e decisa da sempre nel seno di Dio, prese le mosse col primo palpito del primogenito di Maria, non si può pensar ad una bella novellina. Le fiabe ed i miti han caratteristiche nettamente differenziate dalla realtà di quel fatto che, fin dalla mangiatoia di Bethlehem, tocca la storia d'ogni tempo e d'ogni luogo, non solo per la ragione che la realtà di Cristo è storicamente provata, ma anche e soprattutto perché quella realtà dimostra un nuovo rapporto tra l'uomo e Dio, costituito non solo dai semplici aneliti dell'uno verso l'altro ma dalla loro compresenza storica, dal fatto cioè ch'Egli è diventato uno di noi, in mezzo a noi, partecipe della nostra quotidianità, cittadino della nostra madre terra. L'incarnazione del Verbo è infatti la realtà della nuova alleanza.

Forse, e talvolta è proprio così, si vive ogni anno la festività natalizia senza percepirne il collegamento con l'evento incluso nelle semplici parole di Lc: partorì il suo primogenito. Si passa accanto all'abisso, lo si sfiora, e nulla scuota la comune indifferenza, se non quel tanto di poesia che sboccia dal panorama imbiancato di neve, dal luccichio delle strade illuminate a festa, dal richiamo delle vetrine e dallo scampanio delle chiese. Quel primogenito non è poesia. È l'azione personalizzata di Dio che opera la nostra salvezza. È questo l'aspetto del Natale da riscoprire e da vivere.
[Brunero Gherardini, Credo in Gesù Cristo, Ed. Vivere In 2012, pagg.119-121]

13 commenti:

Una preghiera e Auguri! ha detto...

Sono nato nudo, dice Dio
perchè tu sappia spogliarti di te stesso.
Sono nato povero
perchè tu possa considerarmi l’unica ricchezza.
Sono nato in una stalla
perchè tu impari a santificare ogni ambiente.
Sono nato debole, dice Dio
perchè tu non abbia mai paura di me.
Sono nato per amore
perchè tu non dubiti mai del mio amore.
Sono nato di notte
perchè tu creda che possa illuminare qualsiasi realtà.
Sono nato persona, dice Dio,
perchè tu non abbia mai a vergognarti di essere
te stesso.
Sono nato uomo
perchè tu possa essere “dio”.
Sono nato perseguitato
perchè tu sappia accettare le difficoltà.
Sono nato nella semplicità
perchè tu smetta di essere complicato.
Sono nato nella tua vita, dice Dio,
per portare tutti alla casa del Padre.

BUON NATALE A TUTTI!

Marco Marchesini ha detto...

Buon Santo Natale a tutti.

Ghergon ha detto...

Un carissimo augurio di Buon Natale Mic, a te e a tutti gli amici del blog. :)

Ruben02 ha detto...

...e udirò nel canto del Gloria le rassicuranti parole che invitano ad una "pace" non ipocrita, non indistintamente a tutti, bensì agli "uomini di buona volontà".

"Pax in terra ominibus bonae voluntatis"

Areki ha detto...

Buon Santo Natale a tutti.
Nelle celebrazione delle Sante Messe vi ricordo tutti davanti la Culla di Gesù che nascerà sui nostri altari.
Mi raccomando alle vostre preghiere.

don Bernardo

hpoirot ha detto...

SANTO NATALE a TUTTI. Accogliendo tra poco nelle nostre anime Dio nel Bambino Gesu'.

Egli é Parola e non sa parlare, é Cammino e non sa camminare, ha occhi che non vedono ma é la luce del mondo, trema di freddo ma brucia dal desiderio di portare il fuoco sula terra.

(canto tradizionale spagnolo "Despacito no hagáis ruido")

http://www.youtube.com/watch?v=SkGC4iaEJjw

Gederson Falcometa ha detto...

"Adeste fideles" amici, augure de Natale a tutti :)

http://www.youtube.com/watch?v=V8BJxxnPBNk



Gederson Falcometa ha detto...

Lodato sia nostro Signore Gesù Cristo!

don Camillo ha detto...

Santissimo Natale anche da parte mia a tutti voi.

romanz ha detto...

Santo Natale a voi tutti.

Silente ha detto...

Carissima Mic, con i miei migliori auguri di Buon Natale, un grazie di cuore per questo sito, per la sua testimonianza e per il suo impegno.
E' una fiammella che illumina la notte e ci aiuta a non perdere la Via.

Giampaolo ha detto...

Santo Natale a tutti!

viandante ha detto...

A Mic e a tutti coloro che partecipano a questo blog i miei auguri di un santo Natale ed un sentito grazie per tutto quanto fate in difesa della fede e di Cristo.