mercoledì 19 dicembre 2012

Il Prefetto della Dottrina della Fede esorta i cattolici ad accogliere gli Ordinariati convertiti (e non lesina nuove esternazioni sulla FSSPX)

Le Forum Catholique cita questo articolo del Catholic Herald britannico. Una ennesima performance, sempre attraverso una tribuna mediatica, del Prefetto della CDF. Vogliamo, con un eufemismo, definirlo pretestuoso?

I Cattolici in Inghilterra e nel Galles dovrebbero accogliere favorevolmente i membri dell'Ordinariato personale di Nostra Signora di Walsingham, ha detto il nuovo prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF).

In un'intervista a The Catholic Herald, Mons. Gerhard Müller ha detto: "Molti di quelli che sono entrati in piena comunione attraverso gli ordinariati hanno sacrificato molto per essere fedeli alla loro coscienza. Essi devono essere accolti senza riserve dalla comunità cattolica, non come figli prodighi, ma come fratelli e sorelle in Cristo, che portano con sé nella Chiesa un degno patrimonio di adorazione e di spiritualità ".

Mons. Müller, che è stato nominato prefetto nel luglio di quest'anno, nel suo nuovo ruolo sovrintende al dialogo per la riconciliazione con la Fraternità di San Pio X. Ha detto all' Herald che "la Fraternità San Pio X deve accettare la pienezza della fede cattolica e della sua pratica" perché "la mancanza di unità danneggia sempre l'annuncio del Vangelo, oscurando la testimonianza di Gesù Cristo".

Egli ha detto: "La Fraternità San Pio X dovrà distinguere tra il vero insegnamento del Concilio Vaticano II e gli abusi specifici che si sono verificati dopo il Concilio, ma che non sono fondati sui documenti conciliari."

Ha poi proseguito: "Chiunque è cattolico deve chiedersi se non sia pretestuoso andare a spigolare negli insegnamenti della Chiesa solo per sostenere una ideologia. Che cosa è più importante: una ideologia o la fede? Voglio dire a chi segue gruppi estremisti di mettere da parte la loro ideologia e venire a Gesù Cristo. "

Mons. Müller ha anche affermato di essere stato un ammiratore dell'attuale Papa da quando era in seminario e che durante la sua formazione era solito leggere il libro del Papa Introduzione al cristianesimo. Egli ha detto: "A suo tempo è stato una novità e le dense intuizioni teologiche che contiene sono oggi sempre presenti nella mia mente."

Nella sua nuova posizione, come prefetto della CDF ha una riunione settimanale di un'ora con il Papa. Egli ha detto: "In privato, parliamo nella nostra lingua madre, il tedesco, ma in un contesto ufficiale dobbiamo parlare in italiano."

12 commenti:

Anonimo ha detto...


Patetico parlare di "gruppi estremisti"...

Quali sarebbero: i tradizionalisti, forse?

Amicus ha detto...

Qualche secolo fa, Mons. Muller sarebbe finito arrostito a dovere a Campo de' Fiori, e per direttissima. Oggi invece è lui ad essere in grado di minacciare di arrostire (metaforicamente, per ora) i fedeli cattolici. Come si vede, anche qui siamo in perfetta ermeneutica della continuità...

Amicus ha detto...

"Mons. Müller ha anche affermato di essere stato un ammiratore dell'attuale Papa da quando era in seminario e che durante la sua formazione era solito leggere il libro del Papa Introduzione al cristianesimo. Egli ha detto: 'A suo tempo è stato una novità e le dense intuizioni teologiche che contiene sono oggi sempre presenti nella mia mente.' "

Ecco, appunto.

viandante ha detto...

A non voler essere pessimisti a tutti i costi si potrebbe dire che con grande ritardo rispetto a molti altri anche Roma ora dice che vi sono stati abusi specifici che si sono verificati dopo il Concilio.
Almeno questo iniziano a vederlo, anche se non ne intuiscono l'origine, anche se non reagiscono, anche se l'andazzo continua in crescendo, anche se i fedeli diminuiscono e quel che é peggio la fede va scemando...
Per il pieno riconoscimento della gravità della situazione, senza intervento divino, prevedo tempi geologici.

Areki ha detto...

Non so se il Card. Muller ci fa o c'è......
Mi spiego. In un medesimo discorso è capace di affermare due cose diametralmente opposte:
Da un lato dice che bisogna accogliere a braccia aperte gli anglocattolici che sono entrati negli ordinariati elogiati per la fedeltà alla loro coscenza e che sono un arricchimento per la chiesa tutta ......
Dall'altro canto tutto un altro discorso per quei cattolici che criticano alcuni punti non chiari dei documenti del concilio e che a suo dire preferiscono una "ideologia" (?!) ad una "fede cattolica" normale ......

Insomma per Muller i Tradizionalisti sono buoni solo se vengono dalla chiesa anglicana, mentre i Tradizionalisti che sono già nella chiesa cattolica sarebbero vittime di una ideologia......

Ma chi gli ha insegnato la logica a Muller? ........ Poi emerge la tipica mentalità tedesca di sentirsi sempre i primi della classe (col Papa parliamo in tedesco nei nostri incontri informali)..... di essere un metro più su di tutte le altre menti pensanti e di tutti i teologi.....
Di fatti i maggiori danni in campo filosofico vengono proprio da quelle parti (Germania): Kant, Heghel, Kung, ecc. ecc. Questi sono i veri malati di ideologia che hanno reinterpretato il cattolicisimo a loro uso e consumo stravolgendo la sana dottrina..... Da Lutero in poi dalla Germania non è venuto mai nulla di buono (Historia docet).....

Anonimo ha detto...

Se il discorso principale era sull'Ordinariato ex-anglicano, cosa c'entra la FSSPX e i "gruppi estremisti"?
La lingua batte dove il dente duole?

Anonimo ha detto...

Pare che gli ex-anglicani costituiscano un problema perché, a quanto risulta, non hanno neppure una Chiesa... Non sarebbe più opportuno risolvere il loro problema fino in fondo in loco e con provvedimenti competenti e responsabili e non con esortazioni al solito a mezzo stampa?

Anonimo ha detto...

Perché manca sempre il riferimento ai contenuti delle discussioni teologiche tra Roma e la FSSPX? Non sarebbe utile per tutti i cattolici conoscerli proprio per i punti su cui sono in tanti ad avere dubbi e perplessità?
Ma la "beatificazione" del concilio sembra non consentirlo!

giuseppe ha detto...

Non credo che il Prefetto farebbe cosa utile se rendesse di pubblico dominio i contenuti delle discussioni teologiche svolte, che costituiscono la base del rientro della SPX, nel tempo che è dato per la riflessione, la chiarificazione interna e le decisioni conseguenti circa il reinserimento canonico. Sarebbe un'imprudenza, del resto impensabile.

Questo non toglie che gli argomenti si conoscano e siano oggetto di discussioni e approfondimenti nella Chiesa. Lo scopo del Papa e di chi lo collabora è fare tutto quanto umanamente possibile per garantire e recuperare l'unità piena della Fede e della Catholica, e questo significa anche incamminarsi nei percorsi che devono portare al superamento di un'esperienza storica precisa com'é la "crisi post-conciliare" che dura da mezzo secolo. In questo contesto si inserisce anche la vicenda della SPX, e in questo senso le parole di Mueller sono positive e incoraggianti perché indicano la direzione e sgombrano il campo dai falsi problemi.

Nell'ultimo articolo su RC il P. Cavalcoli formula un preciso, dettagliato e grave j'accuse verso una dottrina propalata niente meno che da un Cardinale dei più in vista, opponendo alle asserzioni di dubbia ortodossia le formulazioni ortodosse del Concilio Ecumenico. Gli esempi di questo tipo sono numerosi e si moltiplicano a ritmo crescente: questa è la strada.

Il P. Cavalcoli sta nella Chiesa, ovviamente sottomesso al Papa, e come lui moltissimi altri, scrittori in internet e non.
Il tempo, che è nelle mai della Provvidenza, farà capire anche ai cattolici della SPX la scelta da fare, oggi meglio che domani (per non suicidarsi): con le parole del Prefetto della CDF, "venire a Gesù Cristo".

Anonimo ha detto...

Nell'ultimo articolo su RC il P. Cavalcoli formula un preciso, dettagliato e grave j'accuse verso una dottrina propalata niente meno che da un Cardinale dei più in vista, opponendo alle asserzioni di dubbia ortodossia le formulazioni ortodosse del Concilio Ecumenico. Gli esempi di questo tipo sono numerosi e si moltiplicano a ritmo crescente: questa è la strada.

Questa affermazione dimostra solo che nel concilio, come già riconosciuto da chiunque, ci sono proposizioni giuste; ma non toglie che ci siano anche alcuni punti controversi che molti studiosi non solo della FSSPX hanno sviluppato e provato con argomenti più che validi.

E anche loro stanno nella Chiesa e sottomessi al Papa, anche se talvolta osano filialmente porsi qualche interrogativo su alcuni fatti o parole (Erfurt, ad esempio et similia)

Marco P. ha detto...

"....nel tempo che è dato per la riflessione, la chiarificazione interna e le decisioni conseguenti circa il reinserimento canonico. Sarebbe un'imprudenza, del resto impensabile."

E perché mai si tratterebbe di imprudenza ? Se questo è il tempo (ultimatum?) dato (da chi?) per la riflessione e chiarificazione (termine questo un po' inquietante....) interna (alla FSSPX) e le decisioni conseguenti (abbandonare la linea dettata dal suo fondatore?), non sarebbe invece corretto e prudente che tutto fosse reso pubblico, per conoscere la verità ?

Che gli argomenti si conoscano può anche esser vero, ma non si conoscono le discussioni e questo è il punto, lo snodo.

Per superare la crisi post-conciliare occorre risalire alle cause che l'hanno generata, senza preclusioni, queste si iedologiche. Questa volontà io non la vedo.

Anonimo ha detto...

Per superare la crisi post-conciliare occorre risalire alle cause che l'hanno generata, senza preclusioni, queste si iedologiche. Questa volontà io non la vedo.

Anzi, negli ultimi tempi sono andati intensificandosi - nonostante alcune critiche del Papa, che alla fine non sono che massi erratici - i proclami che mitizzano sempre più il concilio e tendono a imporne anche gli esiti, a scatola chiusa, senza discussioni. Il che sarebbe concepibile soltanto in un contesto dogmatico e definitorio... e tuttavia la pastorale assolutizzata è diventata il nuovo metodo impositivo e, alla fine, dogmatizzante ciò che non si dovrebbe...