martedì 19 dicembre 2017

Intervista al prof. Roberto de Mattei sulla crisi della Chiesa

Corrispondenza Romana pubblica la traduzione italiana dell’intervista che il professor Roberto de Mattei ha rilasciato alla giornalista americana MaikeOnePeterFive. Importante condividerla.

Maike Hichson (11-12-2017)
Molti cattolici in tutto il mondo speravano che i cardinali dei Dubia pubblicassero la loro pubblica correzione a papa Francesco per la sua esortazione post-sinodale, Amoris laetitia. Cosa direbbe a quei fedeli che sono delusi e perfino scoraggiati di fronte al silenzio dei principi della Chiesa? Con quali parole vorrebbe incoraggiarli a perseverare nella loro speranza e nella loro fede?

L’attuale crisi nella Chiesa non nasce con papa Francesco e non si concentra in una sola persona, ma risale al Concilio Vaticano II e, più indietro ancora, agli anni del modernismo. Oggi larga parte del collegio cardinalizio, del corpo episcopale e, in generale, del clero, è infetto di modernismo. I pochi cardinali, vescovi e sacerdoti che resistono devono tener conto di questa situazione e il nostro compito è di aiutarli. Ma soprattutto non bisogna immaginare che un singolo atto di qualcuno di essi, per esempio la correctio fraterna al Papa annunciata dal cardinale Burke possa, da solo, risolvere la crisi. È necessaria una convergenza e una sinergia di iniziative diverse, provenienti dal clero e dai laici, ognuno al proprio livello e secondo la propria possibilità. Il sensus fidei suggerisce ai cardinali, vescovi, religiosi, semplici laici come reagire, L’importanza della correctio filialis [qui], sottoscritta da 250 studiosi, religiosi e laici, è stata proprio quella di esprimere questo sensus fidei. La reazione può essere diversa da paese a paese, da diocesi a diocesi, ma le sue caratteristiche sono sempre quelle della professione della verità e della denuncia degli errori che a questa verità si oppongono.

Non saranno gli uomini a salvare la Chiesa. La situazione sarà risolta da un intervento straordinario della Grazia, che però deve essere accompagnato dall’impegno militante dei cattolici fedeli. Di fronte alla crisi attuale vi sono alcuni che pensano che l’unica cosa da fare è attendere un miracolo nel silenzio e nella preghiera. Non è così. È vero che abbiamo bisogno di un intervento divino, ma la grazia presuppone la natura e ognuno di noi deve fare il massimo di ciò che può fare secondo le proprie possibilità.

La lettera del 2016 [qui] con cui papa Francesco si congratulava con le linee guida [qui] elaborate dai pastori della regione di Buenos Aires è stata pubblicata negli Acta Apostolicae Sedis, con una nota, del Segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, secondo cui è il Papa stesso che ha voluto che i due documenti – le linee guida e la lettera – fossero pubblicati negli Acta.

Il fatto che le linee guida dei vescovi argentini e l’approvazione del Papa siano state pubblicate negli Acta, [quiqui - qui] ha reso ufficiale che «non sono possibili altre interpretazioni» dell’Amoris laetitia diverse da quella dei vescovi argentini, i quali autorizzano la comunione dei divorziati-risposati, in una oggettiva situazione di peccato mortale. La lettera era privata, ma la pubblicazione negli Acta trasforma la posizione di papa Francesco in un atto di Magistero. Mi sembra che ciò confermi la tesi espressa dal padre Giovanni Scalese nel suo blog [qui], secondo cui entriamo in una nuova fase del pontificato di papa Francesco: il passaggio dalla rivoluzione pastorale all’aperta riformulazione della dottrina. Il discorso dell’11 ottobre, in occasione del venticinquesimo anniversario della promulgazione del nuovo catechismo, sembra avviare una reinterpretazione del Catechismo della Chiesa cattolica alla luce di Evangelii gaudium e di Amoris laetitia.

In un recente saggio, alla luce di come Lutero viene ora reintegrato nella Chiesa cattolica, lei ha dichiarato: «In breve, ogni cattolico è chiamato a scegliere se schierarsi con papa Francesco e i gesuiti di oggi, o essere al fianco dei gesuiti di ieri e dei Papi di tutti i tempi. È tempo di scegliere e meditare proprio sulle due norme di Sant’Ignazio (“Esercizi spirituali”, 137) che ci aiuteranno a fare scelte in questi tempi difficili». Potrebbe spiegare ai nostri lettori queste parole, non solo alla luce della domanda su Lutero, ma anche alla luce di Amoris laetitia?

Ci sono momenti nella nostra vita e nella storia della Chiesa in cui si è obbligati a scegliere tra due campi, come sostiene sant’Agostino, senza ambiguità e compromessi. Sotto questo aspetto, la recente pubblicazione negli Acta della lettera di papa Francesco ai vescovi di Buenos Aires riconduce le posizioni a due poli frontalmente opposti. La linea di quei cardinali, vescovi e teologiche ritengono possibile interpretare Amoris laetitia in continuità con Familiaris consortio n. 84 e altri documenti del Magistero ne esce polverizzata. Amoris laetitia è un documento che discrimina i campi: va accettato o rifiutato in toto. Non c’è una terza posizione e l’inserimento della lettera di papa Francesco ai vescovi argentini ha il merito di renderlo chiaro.

C’è chi nega che la pubblicazione della lettera ai vescovi argentini sia un atto del Magistero, perché propone una posizione erronea, se non eretica…

Chi pensa questo parte, a mio parere, da un presupposto sbagliato: l’idea che il Magistero pontificio non possa mai errare. In realtà la garanzia dell’inerranza è riservata al Magistero solo a determinate condizioni, che la costituzione Pastor aeternus del Vaticano I stabilisce con chiarezza. L’esistenza di errori nei documenti non infallibili del Magistero, anche pontificio, è possibile, soprattutto nei periodi di grandi crisi. Vi può essere un atto del Magistero autentico e solenne, ma erroneo. Tale fu per esempio, a mio parere la dichiarazione conciliare Dignitatis Humanae che, al di là del suo carattere pastorale, è indubbiamente un atto magisteriale e, altrettanto certamente, contraddice, in maniera almeno indiretta e implicita, la dottrina della Chiesa sulla libertà religiosa.

Vede in arrivo uno scisma formale, e come potrebbe accadere praticamente? Chi sarebbe il fautore di questo scisma e cosa significherebbe per i semplici laici?

Lo scisma è una divisione all’interno della Chiesa, come accadde in Europa per quarant’anni, tra il 1378 e il 1417, quando sembrava che non si potesse individuare con assoluta certezza dove si trovava l’autorità della Chiesa. Quella lacerazione, nota come il “Grande scisma d’Occidente” non conobbe eresia. Generalmente però, allo scisma fa seguito l’eresia, come avvenne nell’Inghilterra di Enrico VIII. Oggi ci troviamo in una situazione inedita, in cui l’eresia, che in sé è più grave dello scisma, lo precede e non lo segue. Non c’è ancora scisma formale, ma c’è eresia nella Chiesa. Sono gli eretici che stanno promuovendo lo scisma nella Chiesa, non certo i cattolici fedeli. E i cattolici fedeli che vogliono separarsi dall’eresia non possono certo essere definiti scismatici.

Lei sembra suggerire che il Papa stia promuovendo lo scisma e l’eresia nella Chiesa. Quali sarebbero le conseguenze di questa gravissima situazione? Il Papa non perderebbe il pontificato?

Non si può riassumere in poche parole un problema così importante e complesso. Su questo punto è necessario un dibattito teologico, su cui rimando al volume di Robert J. Siscoe e John Salza, True or False Pope, agli scritti dell’abbé Jean-Michel Gleize sul Courrier de Rome e soprattutto allo studio di Arnaldo Xavier da Silveira, Ipotesi teologica di un Papa eretico, di cui ho curato nel 2016 l’edizione italiana [ne abbiamo parlato qui - qui] ed è prossima l’edizione inglese. L’autore, di cui condivido la posizione di fondo, sviluppa le tesi dei decretisti medioevali, di san Roberto Bellarmino e di teologi moderni come Pietro Ballerini, secondo cui, pur esistendo un’incompatibilità in radice tra l’eresia e la giurisdizione papale, il Papa non perde il suo incarico fino a che la sua eresia non diviene manifesta a tutta la Chiesa.

E infine, qual è la Sua previsione e il Suo incoraggiamento per i nostri lettori, al termine del 100° anniversario delle apparizioni della Madonna di Fatima?

Lo scoraggiamento è un sentimento che il cattolico militante non può permettersi. Bisogna combattere, utilizzando le armi della logica, di cui dispone ogni fedele, e ricorrendo sempre all’aiuto invincibile della grazia. Nostro Signore ha promesso di essere con noi ogni giorno fino alla fine del mondo (Mt 28, 20). Che cosa potremmo chiedere di più?

19 commenti:

irina ha detto...

OT:

Impariamo a conoscere la ministra degli Esteri del governo “estremista” di Vienna
Maurizio Blondet 19 dicembre 2017 5

https://www.maurizioblondet.it/impariamo-conoscere-la-ministra-degli-esteri-del-governo-estremista-vienna/

Anonimo ha detto...

OT Baronio ha ricevuto un ammonimento che riguarda tutti i non allineati, okkio........blog opportuneimportune.

fabriziogiudici ha detto...

Non sono così entusiasta. Un ritratto più completo c'è su Wikipedia:

https://en.wikipedia.org/wiki/Karin_Kneissl

e ci sono due questioni problematiche: da giovane era militante di Amnesty International e di varie organizzazioni ambientaliste; ancora nel 2012 è stata "guest of honor in the annual "multiculture ball" organized by the Afro-Asian Institute Graz (AAI Graz)".

Questo istituto, come potete leggere sulla sua pagina web, ha come finalità classici concetti mondialisti (pari opportunità, dialogo, multi-culti):

The AAI provides financial support with its scholarship programme seen as a contribution to peaceful co-existence of people from different regions of origin through the promotion of equal chances, dialogue, intercultural know-how and partnership.

Stiamo a vedere. Io da tempo ho espresso le mie perplessità sul nuovo gggiovane primo ministro austriaco. Sono ben contento quando la sinistra è sconfitta, ma non è automatico che sia tutto ok quando la destra va al potere, perché ci sono destre strane oggi, e molti trasformisti. La stessa mossa del passaporto austriaco agli altoatesini mi insospettisce perché, in definitiva, si tratta delle classiche cose che fanno molto rumore senza un gran che di sostanza, e si comportano così i politici che vogliono dare al proprio elettorato gratificazioni eclatanti, ma superficiali, ... magari per nascondere altre cose. Tanto per dire, in campo europeo la prima cosa che il governo ha detto è che non ha nessuna intenzione di mettere in dubbio l'appartenenza austriaca all'area euro.

Vediamo situazioni ambigue anche in Francia, dove il FN si è spaccato (Philippot, oltretutto, è un militante LGBT); lo vediamo anche in Italia, dove a fronte di una destra estrema che mette l'anti-abortismo nero su bianco (Forza Nuova) ce n'è una che parla di aborto gratis per tutti (Casa Pound), eccetera.

Anonimo ha detto...


Un brutto articolo

L'articolo di Blondet, un brutto articolo, per la parte che riguarda Vitt. Em. III e la questione altoatesina.
Sembra favorevole all'annessione austriaca dell'Alto Adige.
INsulta Georgia Meloni, non si capisce perché. Meloni ha
preso giustamente posizione, alla sua maniera,
contro la mossa di Vienna della
doppia cittadinanza agli altoatesini di lingua tedesca, mossa
che appare motivata da una logica annessionistica.
Che bisogno ce n'è, dal momento che gli altoatesini godono di un'autonomia
che per certi aspetti è quasi indipendenza e in più ricevono lautissime
sovvenzioni da parte italiana? Dimenticavo, c'`e l'odio nei nostri confronti,
i popoli non vivono di solo pane, vivono (certi popoli) soprattutto di odio e
di sentimenti di superiorità a sfondo razziale (anche se oggi non si può dire).
All'opposizione della brava Meloni, bisogna aggiungere: No al pangermanesimo,
in qualsiasi forma.
Il defunto Re d'Italia ha condotto la vicenda dell'Armistizio dell'8 sett. nel modo peggiore e si è moralmente squalificato con la vergognosa fuga, sua, di Badoglio, etc. Grande è stata la sua colpa ma perché negargli il diritto (dopo tanti anni) alla sepoltura nel mausoleo di famiglia, accanto alla moglie? Il tutto non è avvenuto a spese dello Stato, a quanto se ne sa.
Lasciamo riposare i morti in pace.
PP

Alessandro Mirabelli ha detto...

OT sono state riconosciute le virtù eroi he del card. Stefan Wyszynski

mic ha detto...

Il tallone di Achille del ... è la deposizione di Benedetto XVI. Mentre si taccia su questo punto e si censurino quelli che parlano, la situazione non avrà soluzione possibile. Guai a te Laodicea. Jeanne de Rohan

Costei o costui si lamenta costantemente di non veder pubblicati i suoi commenti. Ma ancora non vuole capire che certi epiteti e un linguaggio tranchant come il suo non è il nostro, che di certo non le mandiamo a dire e abbiamo parlato ad abundantiam e dunque in più occasioni e in tutte le salse sia della dimissioni di Benedetto che i punti controversi dei pontificati precedenti, che pure ci viene rimproverato di trascurare mentre attribuiremmo l'intera responsabilità a Bergoglio.
Siamo consapevoli che non nasce come un fungo e certe 'aperture' (note e sviscerate a lungo) vengono da lontano; ma non si può negare l'anomalo ed inedito di questo pontificato, prodromi compresi...
Chi vuol essere pubblicato la pianti con le recriminazioni, gli epiteti e gli anatemi tranchant e scriva argomentando!

Luisa ha detto...

E qui un`intervista di "Tucho" Fernandez il teologo di fama men che mediocre ( Magister dixit), autore di un libro sull`arte del bacio...e considerato il "teologo del papa", autore ombra di Amoris laetitia nella quale figurano "interi brani di suoi confusi articoli d'una dozzina di anni prima sulla morale famigliare":

-Sui AL e vescovi argentini:

"In realtà, ciò che abbiamo fatto i vescovi della Regione di Buenos Aires (più di 20 vescovi per una popolazione di oltre 12 milioni) è stato quello di esprimere in altre parole e riassumere quanto già detto nel capitolo VIII di Amoris laetitia. Ma è stato un modo per dimostrare che abbiamo accolto cordialmente l'insegnamento di Francisco. Con la sua risposta e incorporandola nell'Acta Apostolicae Sedis, il Papa ha trovato un modo per smettere di dire che c'è "ambiguità" in questo numero."

-Sull`avvio dei "processi":

"Pertanto, penso che, quando dice che il tempo è superiore allo spazio, dice che non è tanto il dominio degli spazi, quanto l'avvio di processi, la motivazione, il risveglio. Perché quei processi, dopo che siamo morti, continueranno a girare il mondo. Come un fiume che scorre, che sebbene non lo vediamo, produce nuovi effetti. È convinto che nel suo pontificato, non intende installare le cose con enorme forza, ma iniziare quei processi, che saranno fruttuosi chissà come.

-Sull`"erudizione di Bergoglio":

"Non gli piace mostrare quell'erudizione, perché pensa e dice che la realtà è superiore all'idea. A volte, ci intratteniamo nelle elucubrazioni e gli argomenti e la realtà ci sfugge."

-Sui dissensi nella Chiesa e le resistenze :

"In alcuni Concili abbiamo raggiunto i pugni tra i vescovi. Nella storia della Chiesa abbiamo avuto discussioni teologiche molto forti e, quindi, non dobbiamo richiamare l'attenzione su alcuni settori minoritari della Chiesa, che hanno una certa convinzione, li infastidisce che il Papa sta sviluppando un'altra linea di pensiero teologico ."

http://www.periodistadigital.com/religion/america/2017/12/07/no-publicar-victor-manuel-fernandez-el-papa-es-una-persona-de-palabra-simple-de-lenguaje-llano-de-gestos-mas-que-de-elucubraciones.shtml

Insomma per l`AL non c`è più nessuna ambiguità e chi la pensa diversamente deve essere solo ignorato.

Anonimo ha detto...

...
Se il 2017 non è stato dedicato nè alla Madonna di Fatima, nè all’anniversario della rivoluzione bolscevica, nè al dialogo con gli ortodossi, ciò non significa che non vi sia stato un qualche aggancio con la storia passata: per oltre un anno Bergoglio e i suoi uomini più intimi, come Galantino (il suo Nunzio), hanno commemorato e celebrato Martin Lutero. L’eretico e il divisore della cristianità e dell’Europa per eccellenza. L’amico dei sovrani e dei potenti; il creatore di chiese nazionali e nazionaliste, di Stato!

http://www.marcotosatti.com/2017/12/19/melanconie-di-super-ex-un-bel-2017-con-il-papa-che-celebra-piu-lutero-della-madonna-di-fatima-vediamo-nel-2018-che-si-inventa/

Anonimo ha detto...

Mi raccomando date l'otto per mille alla CEI così BETORI fa costruire altre moschee con i vostri soldi!

Anonimo ha detto...


"Entriamo in una nuova fase di questo pontificato, siamo alla riformulazione della dottrina"

Ma già la fase precedente, quella della c.d. "pastorale liquida", non conteneva una implicita riformulazione della dottrina? Elogiando apertamente il luteranesimo e definendo non erronea ossia corretta la teologia luterana della giustificazione, Papa Francesco non riformulava implicitamente la dottrina della Chiesa? La nuova "formula" consisteva nell'accettazione delle eresie di Lutero, nella loro celebrazione, come se la dottrina in base alla quale i Papi avevano sempre condannato l'eresiarca non fosse più buona, fosse appunto da riformulare, secondo lo spirito "ecumenico".
Ma a ben vedere, che vuol dire qui "riformulare"? Più che di riformulazione (termine ancora neutro e forse anodino) si tratta di vera e propria negazione della dottrina ortodossa. Dire che Lutero non si è sbagliato sulla Giustificazione significa far capire che si è sbagliata la Chiesa nel condannarlo, significa schierarsi dalla parte dell'eresia. Dichiarare che l'interpretazione autentica di AL fornita dai vescovi argentini, che autorizza i divorziati risposati conviventi more uxorio a ricevere la Comunione, deve tenersi da parte di tutti come legge della Chiesa, significa dare cittadinanza al peccato di adulterio e sacrilegio nella Chiesa.
Qui non si riformula niente, si nega e basta, si afferma esattamente il contrario di ciò che il Papa ha il dovere di dire e di fare, in quanto Vicario di Cristo in terra, capo della Chiesa visibile.
Con l'imposto inserimento dei testi autorizzanti la trasgressione della morale cristiana negli AAS, si è avuto un salto di qualità, tale, a mio avviso, da render "manifesta a tutta la Chiesa" l'eresia professata da questo Papa.
Siamo pertanto sempre in attesa che i Principi della Chiesa di competenza, tralasciate interviste, conferenze, giaculatorie, omelie e processioni, battano finalmente un colpo, un colpo di maglio dottrinale che risuoni in tutta la Cristianità, inchiodando il presente e deviante Pontefice alle sue gravissime responsabilità di fronte a tutti.
PP

Sacerdos quidam ha detto...

"...non dobbiamo richiamare l'attenzione su alcuni settori minoritari della Chiesa, che hanno una certa convinzione, li infastidisce che il Papa sta sviluppando un'altra linea di pensiero teologico ."

Non è "un'altra linea di pensiero teologico", è una contraddizione del Magistero precedente, costante, universale e dunque infallibile della Chiesa. Che poi questa contraddizione avvenga in modo indiretto tramite approvazione papale di prassi sacrileghe, non cambia nulla: Papa Bergoglio sta contraddicendo chiaramente la dottrina cattolica. E Fernandez la pianti di dire scemenze.

Quanto all'intervista del prof. de Mattei, è ottima, ricordando giustamente che il problema non si riduce all'attuale Pontificato bergogliano, ma si trova anzitutto nel modernismo e nel Vaticano II, che fece proprie parecchie delle sue istanze.

Anonimo ha detto...

Per PP (messaggio delle 11:49).

Sono pienamente d’accordo. Grazie.

Maso

Luisa ha detto...

Chiesa misericordiosa e molto gay friendly:


"Il comunicatore vaticano e il colosso gay friendly"

http://www.lanuovabq.it/it/il-comunicatore-vaticano-e-il-colosso-gay-friendly


"Radio Vaticana e le ospitate reciproche con l'icona gay"

http://www.lanuovabq.it/it/radio-vaticana-e-le-ospitate-reciproche-con-licona-gay

irina ha detto...

Costruire, curare, conservare richiedono sforzo, dedizione e tempo.
Distruggere, trascurare, buttare, non richiedono sforzo, nè dedizione, nè tempo.
Hanno distrutto la Chiesa, non costruiranno niente altro, non credono in nulla, sono incapaci di costruire, di curare, di conservare, sono nei fatti incapaci di dedizione se non di quella rivolta a se stessi. Il tempo li sferza a correre impedendo loro di vederlo dilatato, dimenticando se stessi e fissando Gesù Cristo. Le macerie di questa distruzione li seppelliranno. Saranno vittime della loro stessa follia, come è stato per tutti gli ebbri della storia.

Epiphanio ha detto...

Ateismo, sig.ra Irina, si chiama ateismo quello descritto da lei, in cui Dio è una proiezione dell'uomo e il reale viene decostruito.

Catholicus ha detto...

"Saranno vittime della loro stessa follia, come è stato per tutti gli ebbri della storia". penso, Irina, che lei voglia dire che finiranno dritti dritti all'inferno, dall'attuale timoniere della barca di Pietro a tutta la ciurmaglia che lo seguirà fin nell'abisso.
Mi creda, lasciamoli andare, precipitare nell'abisso, se lo vogliono, noi teniamoci stretti all'Immacolata, che prima o poi (speriamo quanto prima) schiaccerà la testa al serpente infernale, rispedendolo a casa sua, con tutti i suoi nuovi ospiti. Christus Vincit, auguri di un Santo Natale nel Signore Gesù.

irna ha detto...

Un esempio da Giosuè Carducci - Rime nuove (1906)
Libro VI - La leggenda di Teodorico

"...
Guarda il sole sfolgorante
E il chiaro Adige che corre,
Guarda un falco roteante
Sovra i merli de la torre;
Guarda i monti da cui scese
La sua forte gioventú;
Ed il bel verde paese
Che da lui conquiso fu.

Il gridar d’un damigello
Risonò fuor de la chiostra:
— Sire, un cervo mai sí bello
Non si vide a l’età nostra.
Egli ha i piè d’acciaro a smalto,
Ha le corna tutte d’òr. —
Fuor de l’acque diede un salto
Il vegliardo cacciator.

— I miei cani, il mio morello,
Il mio spiedo — egli chiedea:
E il lenzuol quasi un mantello
A le membra si avvolgea.
I donzelli ivano. In tanto
Il bel cervo disparí,
E d’un tratto al re da canto
Un corsier nero nitrí.

Nero come un corbo vecchio,
E ne gli occhi avea carboni.
Era pronto l’apparecchio,
Ed il re balzò in arcioni.
Ma i suoi veltri ebber timore
E si misero a guair,
E guardarono il signore
E no ’l vollero seguir.

In quel mezzo il caval nero
Spiccò via come uno strale,
E lontan d’ogni sentiero
Ora scende e ora sale:
Via e via e via e via,
Valli e monti esso varcò.
Il re scendere vorria,
Ma staccar non se ne può.

Il piú vecchio ed il piú fido
Lo seguía de’ suoi scudieri,
E mettea d’angoscia un grido
Per gl’incogniti sentieri:
— O gentil re de gli Amali,
Ti seguii ne’ tuoi be’ dí,
Ti seguii tra lance e strali,
Ma non corsi mai cosí.

Teodorico di Verona,
Dove vai tanto di fretta?
Tornerem, sacra corona,
A la casa che ci aspetta? —
— Mala bestia è questa mia,
Mal cavallo mi toccò:
Sol la Vergine Maria
Sa quand’io ritornerò. —

Altre cure su nel cielo
Ha la Vergine Maria:
Sotto il grande azzurro velo
Ella i martiri covria,
Ella i martiri accoglieva
De la patria e de la fe’;
E terribile scendeva
Dio su ’l capo al goto re.

Via e via su balzi e grotte
Va il cavallo al fren ribelle:
Ei s’immerge ne la notte,
Ei s’aderge in vèr’ le stelle.
Ecco, il dorso d’Apennino
Fra le tenebre scompar,
E nel pallido mattino
Mugghia a basso il tósco mar.

Ecco Lipari, la reggia
Di Vulcano ardua che fuma
E tra i bòmbiti lampeggia
De l’ardor che la consuma:
Quivi giunto il caval nero
Contro il ciel forte springò
Annitrendo; e il cavaliero
Nel cratere inabissò.

Ma dal calabro confine
Che mai sorge in vetta al monte?
Non è il sole, è un bianco crine;
Non è il sole, è un’ ampia fronte
Sanguinosa, in un sorriso
Di martirio e di splendor:
Di Boezio è il santo viso,
Del romano senator.

Anonimo ha detto...

"Di fronte alla crisi attuale vi sono alcuni che pensano che l’unica cosa da fare è attendere un miracolo nel silenzio e nella preghiera. Non è così. È vero che abbiamo bisogno di un intervento divino, ma la grazia presuppone la natura e ognuno di noi deve fare il massimo di ciò che può fare secondo le proprie possibilità"

Proprio per questo, egregio professore, ci si aspetta che i cardinali facciano il massimo di ciò che possono fare secondo le loro possibilità... non si può esigere impegno dai semplici fedeli laici e glissare sulla mancata correzione

Anonimo ha detto...

Quando si pubblicano acta vaticani eretici è resa nota l'eresia a tutta la chiesa oppure bisogna aspettare una raccomandata con ricevuta di ritorno ad ogni battezzato?