lunedì 18 dicembre 2017

La lucida scalata al potere del gesuita Bergoglio.

Un amico cortesemente mi ha inviato il testo in pdf del libro Il Papa dittatore definito "la storia segreta del papato più tirannico e senza scrupoli dei tempi moderni". L’autore, Marcantonio Colonna (pseudonimo) si è laureato all’Università di Oxford e possiede una profonda esperienza nell’ambito della ricerca storica e in altri campi. Risiede a Roma fin dall’inizio del pontificato di Papa Francesco, e il suo libro è frutto di stretti contatti con molte persone che lavorano in Vaticano. Mi riprometto di recensirlo; ma nel frattempo attingiamo al testo che segue, ben confezionato da Maurizio Blondet [qui].

“Nel 1991, quando padre Jorge Bergoglio fu nominato vescovo in Argentina, fu necessario ottenere un rapporto dal superiore generale del suo ordine, padre Kolvenbach.   La risposta di padre Kolvenbach, basata sulle opinioni degli altri membri del suo ordine, era che Bergoglio non era adatto per essere nominato vescovo. Padre Kolvenbach  accusò  in  Bergoglio  una serie di difetti, che andavano dall’uso abituale di linguaggio volgare a devianza, disobbedienza mascherata da umiltà e mancanza di equilibrio psicologico. Era  di carattere subdolo ed era stato una figura divisiva quando era provinciale gesuita in Argentina.

Bergoglio era visto, al tempo, come campione del conservatorismo nello stile di Giovanni Paolo II. Ma aveva anche l’abitudine di dire cose diametralmente opposte da un giorno all’altro.

Questo rapporto  [che era molto circostanziato]  fu diffuso presso i membri della Congregazione per i vescovi dell’epoca ed era noto a un numero piuttosto elevato di persone. Ma Bergoglio, naturalmente, si è premurato di occultarlo quando è divenuto Papa. E la copia che si trovava nell’archivio ufficiale dei gesuiti a Roma è scomparsa”.

Così il punto saliente dell’intervista all’autore del libro “Il Papa Dittatore”, che si cela sotto lo pseudonimo di Marcantonio Colonna.

Linguaggio volgare,  carattere subdolo,  dire un giorno una cosa e l’altra l’opposta,   finta ed esagerata umiltà(si veda  come sbaciucchia, tutto curvo le  mani degli ebrei e i piedi dei carcerati…)  Sono tutti sintomi del “disturbo di personalità” da me descritto nel mio testo: “Il Credo di Bergoglio – un referto clinico?”

Qui sotto posto parte dell’intervista fatta all’autore da Francesco Borgonovo per La Verità. Le sottolineature sono  mie, ed indicano quelli che vanno considerati sintomi del disturbo.

Perché ha deciso di scrivere questo libro? E perché utilizzando uno pseudonimo?

In sostanza, devo dire che l’immagine mediatica di cui papa Francesco [come buono e misericordioso]  ha beneficiato negli ultimi cinque anni è una delle più stupefacenti truffe della vita contemporanea. Tutti quelli che lavorano in Vaticano conoscono l’abisso tra quell’immagine e la realtà  [doppiezza ndr.]  e non ci si dovrebbe meravigliare che qualcuno alla fine riveli la verità. Ho scritto il mio libro con il nome di Marcantonio Colonna, che fu il grande campione militare della Chiesa cattolica nel XVI secolo, perché chiunque legga il libro veda che non è in alcun modo un attacco alla Chiesa  […]  Era necessario usare uno pseudonimo perché, come racconta il libro, papa Francesco si vendica senza pietà su quanti gli si oppongono. Per esempio i tre assistenti del cardinale Müller che furono licenziati nell’ottobre 2016 per presunte  critiche nei confronti del Papa.

Secondo lei, perché Bergoglio è un «dittatore»?

Il significato della parola dittatore è quello di sovrano che esercita la sua volontà personale nel disprezzo della legge e della giustizia. È qualcosa di molto diverso dall’autorità legale che tradizionalmente appartiene al capo della Chiesa cattolica. Potrei far riferimento nuovamente al cardinale Müller, che ha cercato di difendere i suoi tre subordinati quando sono stati licenziati, e ha ricevuto questa risposta da papa Francesco: «Io sono il Papa e non ho bisogno di spiegazioni per nessuna delle mie parole». Questo non è il modo in cui i papi esercitano tradizionalmente la loro autorità. Ma nel chiamare papa Francesco un dittatore volevo anche far emergere gli stretti paralleli fra il suo stile e quello di Juan Perón, il dittatore dell’Argentina nell’epoca della giovinezza di Bergoglio. La sua influenza è cruciale nello spiegare lo stile di Francesco. Come dico nel libro, egli è la trasposizione ecclesiastica di Juan Perón.

Come ha raccolto il materiale per il suo libro?

[…]  Si è trattato semplicemente di mettere insieme il materiale. Tuttavia, penso che un importante contributo fornito dal mio libro sia nel secondo capitolo, che descrive il passato di Jorge Bergoglio in Argentina, dove era conosciuto come un politico astuto e manipolatore nella tradizione peronista. Anche qui, c’è poco di nuovo per un argentino, ma si tratta di fatti non conosciuti al resto del mondo, a causa della barriera linguistica. Io sono stato semplicemente il veicolo per tradurli. E ancora: le rivelazioni riguardo la resistenza alla riforma e il regno della paura che ora esistono in Vaticano sono familiari a chiunque lavori lì, ma era necessario che qualcuno dicesse pubblicamente ciò che era ben noto in segreto.

Qual è la sua opinione sulle riforme di Bergoglio?

Il terzo capitolo si intitola: “Riforma? Quale Riforma?”. Descrive nel dettaglio come la riforma sia stata completamente bloccata dalle potenti figure curiali con cui Francesco si è deliberatamente alleato. In primo luogo, la riforma della curia è stata frustrata, in particolare l’intenzione di ridurre i poteri esagerati della segreteria di Stato, che ora è più potente che mai sotto il cardinale Parolin. In secondo luogo, la promessa infranta di agire contro lo scandalo dei preti pedofili: ci sono stati casi noti di sacerdoti che sono stati protetti da figure di spicco della curia. In terzo luogo, l’inversione completa della riforma finanziaria che era stata immaginata quando il nuovo Segretariato per l’economia fu istituito dal cardinale Pell. Era avversato da un gruppo ristretto di cardinali che non volevano rinunciare al loro controllo e sono riusciti a sconfiggerlo. Il licenziamento del revisore generale del Vaticano, Libero Milone, è stata un’altra vittoria per coloro che si oppongono alle riforme. Perché è successo? Perché papa Francesco, che è stato eletto per riformare la Chiesa, ha scoperto che può controllare la curia più efficacemente attraverso le figure corrotte che dipendono da lui per avere potere. Gli obbediscono ciecamente.

Ci sono state reazioni da parte della Santa Sede al suo pamphlet?

Il mio libro non è piaciuto al Vaticano. Ci sono stati immediati tentativi di capire chi l’avesse scritto. A un certo punto hanno pensato di aver identificato l’autore come qualcuno che si trovava in Inghilterra e lo hanno molestato con minacce telefoniche. Quello di cui non si rendono conto è che il libro non rappresenta una voce solitaria, ma esprime le preoccupazioni di moltissime persone – in Vaticano e altrove – che vogliono che la verità sia conosciuta.

44 commenti:

Luisa ha detto...


I fatti relativi al passato di Bergoglio erano conosciuti da chi lo ha portato al potere e in primis dagli Argentini, basta pensare ai commenti, anche su questo blog, di Argentini che ci avvertivano del rischio incorso dalla Chiesa.
Quel rischio è diventato oramai realtà, Jorge Bergoglio continua ad essere una figura divisiva e non è un segreto anche il clima di terrore che pesa sulla Curia e sulla gerarchia, sulle delazioni e chiacchiere di cui si serve il papa per consolidare il suo potere, basta osservare il silenzio codardo di chi è tetanizzato dalla paura delle reazioni=vendetta del papa, nemmeno l`attacco dell`AL contro ben tre Sacramenti ha dato ai sedicenti Custodi della Dottrina il coraggio di rompere quel pesante silenzio, i pochi che hanno osato sembrano non voler assumere fino in fondo il loro dissenso per paura (ancora la paura) di essere accusati di fondamentalismo, di essere contro il papa, di partecipare ad uno scisma ecc..
Ma intanto quel dissenso aumenta, prende diverse forme, sono sempre più numerosi coloro che in vari modi intervengono, purtroppo troppi lo fanno coperti dall`anonimato, da pseudonimi diversi, si vede che sono persone bene informate( penso in particolare a coloro che intervengono da Tosatti) ma a mio avviso quegli interventi restano sterili di effetti, anche se deve essere profondamente irritato da quelle reazioni, il papa se ne fa un baffo, continua imperterrito la realizzazione della "sua chiesa", sa di poter contare sui suoi protetti, sui suoi "obbligati" , sui suoi amici e consiglieri, sulla sua corte di turiferari, la sua guardia ravvicinata si occupa di neutralizzare il dissenso, di fare terra bruciata attorno a coloro che non seguono pedissequamente il leader, una strategia che ben descrive il clima di profonda tensione che è quello di questa ""chiesa della misericordia"".

Ricordo questo commento del prof. de Mattei:

https://www.corrispondenzaromana.it/cardinali-burke-brandmuller-muller-papa-dittatore/

Anonimo ha detto...

Vescovi , ritornate alla realtà : noi non crediamo piu' in niente .

http://www.lanuovabq.it/it/tappeti-rossi-stesi-allislam

http://www.lanuovabq.it/it/samir-moschea-sul-terreno-della-chiesa-una-follia

Anonimo ha detto...

Articolo blasfemo e omofobico contro il Santo Padre, ci vuole una messa ecumenica di riparazione in tutte le moschee, sinagoghe, chiese e loggie d'Italia.

irina ha detto...

Con tutto il dittatorame pregresso uno non diventa papa se 'dietro' non c'è anche una scalata di sfascisti 'dentro e fuori' l'Unam, Sactam, Catholicam et Apostolicam Ecclesiam.

Fael ha detto...

Anche in questo articolo del bravo giornalista ticinese Giuseppe Rusconi, intervistando i preti a poco più di un anno dall' inizio del pontificato di papa Francesco, emerge che i curiali avevano già capito con chi avevano a che fare. http://www.rossoporpora.org/rubriche/vaticano/486-cosi-parlo-la-curia-profonda-al-tempo-di-francesco.html

Anonimo ha detto...

Il plurale corretto di loggia è logge.
Anonimo N°2

Alfonso ha detto...

Anche cento articoli saranno pochi per descrivere la corruzione in questi difficili tempi "bergogliani". Ovunque volgo lo sguardo, vedo legioni di uomini "amanti di se stessi, avidi di denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, scellerati, 3 senza affetto, implacabili, calunniatori, intemperanti, crudeli, senza amore per il bene, 4 traditori, temerari, orgogliosi, amanti dei piaceri invece che amanti di Dio, 5 aventi l'apparenza della pietà, ma avendone rinnegato la potenza". (2Timoteo 3,2-5)
Come Giobbe, innalzo al cielo il mio lamento. Perisca il giorno in cui fu pronunciato il “Buonasera!” "Se lo riprendano le tenebre e l’ombra di morte, resti su di esso una fitta nuvola, le eclissi lo riempiano di paura! Non trovo riposo, né tranquillità, né pace; il tormento è continuo!" Fino a quando?

Anonimo ha detto...

@Anonimo 10:20. Sì, preghiamo per l'ayatollah Bergoglini.

Anonimo ha detto...

Merita un post a parte! Il card. Koch si porta avanti col lavoro, e già prefigura la prossima tappa: la luterana Confessio Augustana come base di incontro!
"Cosa è ora necessario in vista di una nuova comunione? [dopo l'accordo sulla giustificazione]. Secondo il Cardinale, si tratta di un avvicinamento luterano-cattolico a proposito degli argomenti “Chiesa” e “Ministero”. Un testo di riferimento per ulteriori progressi teologici in questo ambito potrebbe essere, secondo la valutazione del card. Koch, la Confessione Augustana,composta dal compagno di Lutero, Filippo Melantone".
Fonte: https://www.unigre.it/sito/PUG_HG_03O820150936/web/LaGregoriana/04-07_LaGregoriana-52-Focus.pdf
Antonio di Roma

Aloisius ha detto...

A onor del vero, la nostra Rr l'ha sempre detto che era disturbato, diverso tempo prima del libro.
Patologia che però gli da una spiccata lucidità, molto preoccupante.
Ieri sera, alla trasmissione di Fazio, il teologo di sinistra Mancuso si sperticava in lodi insieme allo stesso presentatore, (promovendo naturalmente il suo libro), e dopo aver fatto sentire tutte le affermazioni politiche del papa su immigrazione, guerra e pace nel mondo, on tanto di maledizione ai signori della guerra, hanno concluso con il giudizio finale: "è un grande papa".

Ma se e' affetto da un disturbo psichico, chiedo:
e' capace di intendere e volere?
Purtroppo sarà impossibile un accertamento medico, a meno che non degeneri in modo manifesto e tale da pregiudicare la sua capacità di intendere e volere.

A me sembra molto lucido e, quindi, non mi sembra che il suo disturbo possa eliminare la responsabilità dello svuotamento metodico della Tradizione apostolica e Dottrina della Chiesa premeditato e messo un atto in modo molto preciso.

Anonimo ha detto...

Anonimo ha detto...
Articolo blasfemo e omofobico contro il Santo Padre, ci vuole una messa ecumenica di riparazione in tutte le moschee, sinagoghe, chiese e logge d'Italia.
18 dicembre 2017 10:20
i
OVVIAMENTE le righe di cui sopra sono nello stile "Achille Campanile/ Indiani metropolitani del '77".
O, se preferite, ricordano gli indiani Cheyennes che facevano il voto "Del Contrario". Cioè vanno lette: Articolo PIO e e veritiero in pro della Santa Sede. Fate attenzione a quanto sono permalosi i sostenitori del VdR.

Luisa ha detto...

Una delle tante manifestazioni dell`onnipotere del papa che non ammette discussioni e opposizioni,
di Mons. Livi:

"Le intenzioni del Papa non cambiano la dottrina"

http://www.lanuovabq.it/it/le-intenzioni-del-papa-non-cambiano-la-dottrina

"Con questo suo ultimo gesto – la pubblicazione di una formale convalida di quanto avevano scritto i vescovi argentini –  papa Francesco ha fatto proprio il contrario: invece di riformulare le direttive pastorali in modo da eliminare da esse quei presupposti dottrinali che paiono a molti ereticali, ha mostrato disinteresse per la discussione sui principi e ha ribadito la sua intenzione di riformare ab imis la prassi pastorale della Chiesa universale nella direzione che gli era stata indica dal cardinale Walter Kasper e da un’agguerrita minoranza di vescovi  durante i lavori del Sinodo sulla famiglia (cfr i contributi di vari autori pubblicati in Dogma e pastorale. L’ermeneutica del Magistero dal Vaticano II al Sinodo sulla famiglia, a cura di Antonio Livi, Leonardo da Vinci, Roma 2015).
E questa corrente teologico-pastorale che ha suggerito a papa Francesco le soluzioni adottate nella AL le sta adesso giustificando, in polemica con i critici, ricorrendo a tante, troppe argomentazioni retoriche, una in contrasto con l’altra, sicché i fedeli che continuano a nutrire dei dubbi sui principi dottrinali che ispirano la nuova prassi di AL si trovano in uno stato d’animo che io continuo a definire di vero e proprio «disorientamento pastorale».

Anonimo ha detto...

Finalmente ne avete parlato! Grazie, stavo proprio venendo a conoscenza in questi giorni del libro! Con poca speranza, dico: prosit, che sia di giovamento

Sacerdos quidam ha detto...

Intanto vedo che, dopo la famigerata pubblicazione bergogliana sugli AAS, comincia purtroppo ad incrinarsi il fronte della resistenza ad AL, ed emergono i primi 'allineati' al nuovo corso.

Già Mons. Livi, nell'articolo citato sopra da Luisa, 'cincischia' barcamenandosi alquanto; ed anche Sandro Magister nel suo articolo di oggi sul suo blog addirittura loda, come via 'moderata' muellerian-ratzingeriana dell'applicazione di AL, le concessioni già fatte dal Card. Vallini alcuni mesi fa per la diocesi di Roma.
Vergogna.

Aveva davvero ragione l'antico adagio popolare, oggi da modificare così:
"Dai conservatori (cardinali, vescovi e preti pur sempre 'conciliari') mi guardi Iddio, ché dai nemici mi guardo io"...

Onore invece alla FSSPX che, ormai sola a livello di Vescovi e Comunità religiose, sui suoi siti web sta attaccando con l'artiglieria pesante il bergoglismo.

Luisa ha detto...



"Finalmente ne avete parlato!

A dire il vero ne abbiamo parlato subito e a diverse riprese, ma è anche vero che l`info non ha suscitato grande interesse!
Sono così tante le cose che bollono in pentola che si stenta a seguire e riprendere tutto .

Epiphanio ha detto...

Cara sig.ra Luisa, infatti, una volta le ho accennato del libro di Omar Bello di cui il Colonna ne prende alcuni dati. L'autore argentino aveva lavorato con Bergoglio per un certo tempo e scrive che la personalità dell'allora arcivescovo era "particolare".
Il libro del Colonna non dice niente di nuovo, ma lo dice. Peccato sia un libro elettronico.

Anonimo ha detto...

"La separazione da questo Corpo Mistico può solo portare a gravi conseguenze per le nostre anime. Come membri del Corpo di Cristo, dobbiamo sforzarci di rimanere in unione con la Chiesa; dobbiamo sforzarci di aiutare gli altri membri del Corpo a rimanere uniti a lei. Non scivoliamo nelle false ideologie o credenze che sono contrarie alle verità di Gesù Cristo. Piuttosto, rimaniamo in unione con lo Spirito Santo, sforzandoci di vedere come vede Dio, non l'uomo, in modo da poter evitare il potenziale peccato traditore dello scisma."
https://rorate-caeli.blogspot.com/2017/12/guest-op-ed-on-nature-of-schism.html#more

Luisa ha detto...

Nel luglio del 2016 interrogato da un giornale argentino sui suoi rapporti con
""gli ultraconservatori della Chiesa", Bergoglio ha detto nella traduzione data dall’Osservatore Romano:

«Fanno il loro lavoro e io faccio il mio. Voglio una Chiesa aperta, comprensiva, che accompagni le famiglie ferite.
Loro dicono di no a tutto.
Io continuo il mio cammino senza guardare di lato.
Non taglio teste. Non mi è mai piaciuto farlo.
( Davvero? Di teste ne ha tagliate a Baires e continua a farlo a Roma...)
Glielo ripeto: rifiuto il conflitto. I chiodi si tolgono facendo pressione verso l’alto. O li si mette a riposare, di lato, quando arriva l’età della pensione».

Anonimo ha detto...

voci che tacciono, voci che fanno dietro-front e si inchinano al dittatore....
e avete visto questo ?

http://www.fidesetforma.com/

non credo ai miei occhi.... che cosa è accaduto a Francesco Colafemmina ?

fabriziogiudici ha detto...

Colafemmina da tempo aveva annunciato di non volersi più occupare pubblicamente di Chiesa. Però è un peccato che ora sia andato a remengo tutto il sito.

Ogni volta che si trova un buon articolo, fatene sempre una copia personale, non limitandovi a tenere il segnalibro.

irina ha detto...

Il Giornale,Quelle voci sul litigio tra il Papa e un cardinale
Il Papa avrebbe discusso con un cardinale: "Ti abbiamo eletto per fare le riforme, non per distruggere tutto"
Giovanni Neve - Lun, 18/12/2017 - 18:0

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/quelle-voci-sul-litigio-papa-e-cardinale-1475477.html

irina ha detto...

Dal Giornale:

"...Fonti rimaste anonime del Il Giornale.it attribuiscono quel virgolettato al cardinale Giovan Battista Re, vicedecano del collegio cardinalizio. Il clima in Vaticano si sarebbe surriscaldato a causa di alcune decisioni che il pontefice argentino sarebbe in procinto di prendere..."

Preghiamo per cardinale Giovanni Battista Re.

bedwere ha detto...

Si trova molto (tutto?)di Fides et Forma sulla Wayback Machine dell'Internet Archive.

https://web.archive.org/

Anonimo ha detto...

Comprensibile il senso di scoramento alla lettura degli articoli segnalati dai vari commentatori. È vero: aumentano le defezioni, talvolta inaspettate, e credo che ve ne saranno altre. Dai pastori di riferimento non si sa cosa potrà mai venire fuori di risolutivo; a questo punto, temo ben poco o addirittura nulla di nulla. Questo blog così informato, che sa spesso interpretare e vedere oltre, diversamente da un Tosatti o un Magister, dovrebbe forse - dico forse - porsi il problema di avviare una fase nuova. La materia non manca. Utile, forse necessario farci un pensiero.

Anonimo ha detto...

Ho finito ieri sera di leggerlo.
Tra la maggior parte di cose che si sapevano già, (ma con il pregio di averle raccolte) alcuni argomenti che sono riuscita a seguire poco (tutta la parte sulla finanza vaticana), la cosa che mi ha sconvolto, e che non mi pare di aver letto da altre parti, è che sarebbe stato utilizzato l'obolo di Pietro per finanziare la campagna elettorale della Clinton. Non vengono portate prove. Speriamo che non sia vero. Sono sconvolta. Non ci sono parole.
Cate

mic ha detto...

Per quel poco che posso intuire Colafemmina è più esposto ora che ha famiglia. Ha dovuto piegarsi per salvaguardare i suoi.... il colpo di grazia finale è venuto dal contesto che ha perseguitato e perseguita i FI.

mic ha detto...

Peccato perché i suoi pezzi, colti e graffianti, erano efficaci.

mic ha detto...

Aggiungo che entrambi eravamo stati querelati dal commissario defunto. Ma, mentre la mia querela, alla fine, è stata archiviata, a lui sono arrivate minacce più pesanti da parte dei co-protagonisti del commissario defunto.

Luisa ha detto...

Avevamo tempo fa segnalato la chiusura del blog di Colafemmina e la sua riconversione in apicoltore, questo diceva già nel 2014 :

"Papato a tempo, apostasia, autodistruzione"

"Cerco di leggere il meno possibile notizie e commenti che concernono la Chiesa Cattolica.
Cerco, sinceramente, di limitare il senso di pena che sento montare in me, non tristezza o lamento gratuiti, ma pura pena. Ed è pur vero che non sono nessuno e che l’arma rivoluzionaria di questo nuovo-vecchio establishment clericale è un’arma psicologica che mira a spegnere ogni dissenso, facendolo tralignare in superbia o carenza di misericordia.
Un geniale metodo per combattere il cattolicesimo con le sue medesime armi. Dunque scrivo queste righe senza alcuna pretesa, semplicemente come una disillusa riflessione sulla storia – presente e futura – della Chiesa.
Questa, si badi, non è una analisi disfattista, ma una semplice constatazione dei fatti.


E finiva così:

A noi non resta che pregare e continuare a vivere quanto più possibile da cattolici, cercando sempre più di disinteressarci ai fatti papali o vaticani in genere. Ne va della nostra fede!"

https://cronicasdepapafrancisco.com/2014/07/23/papato-a-tempo-apostasia-autodistruzione/

Anonimo ha detto...

Attenzione , valutare con juicio !
http://www.iltimone.org/36707,News.html

fabriziogiudici ha detto...

sarebbe stato utilizzato l'obolo di Pietro per finanziare la campagna elettorale della Clinton

Il primo a parlarne fu un articolo de La Verità, uno o due anni fa. Purtroppo, per ora, sono solo voci o testimonianze anonime, di cui si può prendere atto senza però trarre conclusioni. Certo è che la continua epidemia di teste tagliate dalle parti dello IOR indica chiaramente che c'è qualcosa di grosso da nascondere. Dobbiamo augurarci che, se le voci sono vere, prima o poi venga tutto allo scoperto.

Angheran70 ha detto...

Sacerdos quidam ha detto...

Già Mons. Livi, nell'articolo citato sopra da Luisa, 'cincischia' barcamenandosi alquanto; ed anche Sandro Magister nel suo articolo di oggi sul suo blog addirittura loda, come via 'moderata' muellerian-ratzingeriana dell'applicazione di AL, le concessioni già fatte dal Card. Vallini alcuni mesi fa per la diocesi di Roma.
Vergogna.

Aveva davvero ragione l'antico adagio popolare, oggi da modificare così:
"Dai conservatori (cardinali, vescovi e preti pur sempre 'conciliari') mi guardi Iddio, ché dai nemici mi guardo io"...

Verrebbe soltanto da ridere dato che a conclusione di quasi ogni articolo viene fatto risuonare il possente gong sulla testa del nemico di comodo , sempre lo stesso dai tempi della revoca della scomunica (la gratitudine non è contemplata nel gotha tradizionalista, d'altra parte incrinerebbe il ducesco "si stava meglio quando si stava peggio"). Ma giusto per la cronaca Magister non loda un bel niente, fa semplicemente osservare che quanto già concesso nella Diocesi di Roma coincide - guarda caso - con quanto concedibile secondo le circostanze ben specificate da Benedetto XVI/Muller. Liberi di non riconoscere nulla ma almeno lo scorrere del tempo dovrebbe essere pacifico. Ci spieghi Sacerdos Quidam o chi per lui come sia possibile che queste norme già in vigore ben prima della genesi di AL rappresentino la "via moderata" ovvera la risposta ad essa .

Sacerdos quidam ha detto...

@ Angheran:
Invece di ridere farebbe meglio a piangere, soprattutto sulla sua poca conoscenza (diciamo così) della dottrina cattolica.

Scrive Magister: "L'istruzione in uso a Roma è un capolavoro di equilibrio tra innovazione e tradizione. Riguardo alla comunione ai divorziati risposati spreme da "Amoris laetitia" il massimo di novità che se ne può trarre".
Chiamare l'istruzione di Vallini un "capolavoro di equilibrio tra innovazione e tradizione" non è una lode?
Lei, Angheran, quale altro significato estrae da quanto sopra?

E Magister così prosegue: "...restando però nello stesso tempo pienamente fedele all'insegnamento di sempre della Chiesa".

Quando mai la Chiesa (non Papa Ratzinger o il card. Mueller) ha insegnato che in base ad una convinzione privata del penitente circa la nullità del suo precedente matrimonio, il confessore può concedere l'assoluzione e la ricezione della SSma Eucaristia?
Scusi Angheran, ma ripeto : Lei non conosce la dottrina cattolica in merito.

Dal Codice di diritto canonico del 1983:
"Can. 1085
- §1. Attenta invalidamente al matrimonio chi è legato dal vincolo di un matrimonio precedente, anche se non consumato.

- §2. Quantunque il matrimonio precedente sia, per qualunque causa, nullo o sciolto, non per questo è lecito contrarne un altro prima che si sia constatata legittimamente e con certezza la nullità o lo scioglimento del precedente."

La constatazione di nullità deve essere effettuata 'legittimamente', ossia attraverso esame e sentenza dei Tribunali della Chiesa, e deve essere 'certa', sempre a quel livello.
Questo perché il Sacramento del Matrimonio non è un atto privato ma pubblico. E chi lo contrae, se ne assume anche tutti gli oneri privati e pubblici.

Che poi i neomodernisti da dopo il Vaticano II tentino di aggirare tutto ciò, dimostra solo che Papa Bergoglio non è il marziano sceso all'improvviso sulla Terra che molti ingenui come Lei, Angheran, ritengono che sia, ma solo l'esito finale del neomodernismo stesso.

Infatti seguendo la via falsamente 'moderata' a cui accenna Magister, si verificherebbe la situazione in cui, anche ammettendo una reale invalidità del Matrimonio precedente, i due pseudo-coniugi sarebbero comunque dei concubini, non essendo in ogni caso possibile per loro contrarre Matrimonio cattolico.
Ne consegue che la presunta via 'moderata' muellerian-ratzingeriana (in ogni caso inammissibile, come dimostrato sopra) condurrebbe ugualmente al sacrilegio, conducendo il confessore ad assolvere invalidamente chi vive e vuol continuare a vivere in concubinato more uxorio, e ad autorizzarlo a mangiare e bere la sua condanna ricevendo sacrilegamente la Santissima Eucaristia.
Dico, ma ci siamo bevuti il cervello?


Rr ha detto...

Aloysiua,
grazie per avermi ricordato. Si può essere malati mentali ed essere lucidi, per certi periodi, anche lunghi, specie se in terapia.
Per me il caso è di psicosi maniaco-depressiva, ma non sono psichiatra. Potrei quindi sbagliarmi.
Inoltre, a parte la psicosi ( che ne farebbe un caso in “buona fede”), c’è il lavorio della “mafia di S.Gallo” ed altre lobbies, che ne fanno un in “mala fede”, o un “Manchurian candidate”.
Comunque la si rigiri, prima il Signore ce ne libera, prima staremo meglio tutti.
“Oportet ut scandala eveniant...”.

Sacerdos quidam ha detto...

E concludo con quanto ribadiva Papa Giovanni Paolo II (qualcosa di buono l'ha fatto anche lui) a questo proposito nell'Esortazione Apostolica 'Familiaris consortio' al n. 84, ricordando semplicemente la dottrina e disciplina perenni della Chiesa, che nessuno può avere l'autorità di cambiare con buchi nella diga definiti assurdamente 'un capolavoro di equilibrio tra innovazione e tradizione':

"Ci sono infine coloro che hanno contratto una seconda unione [...] e talvolta sono soggettivamente certi in coscienza che il precedente matrimonio, irreparabilmente distrutto, non era mai stato valido.
[...] La Chiesa preghi per loro, li incoraggi, si dimostri madre misericordiosa e così li sostenga nella fede e nella speranza.
La Chiesa, tuttavia, ribadisce la sua prassi, fondata sulla Sacra Scrittura, di non ammettere alla comunione eucaristica i divorziati risposati. Sono essi a non poter esservi ammessi, dal momento che il loro stato e la loro condizione di vita contraddicono oggettivamente a quell'unione di amore tra Cristo e la Chiesa, significata e attuata dall'Eucaristia."

( http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/apost_exhortations/documents/hf_jp-ii_exh_19811122_familiaris-consortio.html )

Angheran70 ha detto...

Lei scrive:

"anche Sandro Magister nel suo articolo di oggi sul suo blog addirittura loda, come via 'moderata' muellerian-ratzingeriana dell'applicazione di AL, le concessioni già fatte dal Card. Vallini alcuni mesi fa per la diocesi di Roma.
Vergogna.

Ora premesso che:

"La diocesi di Roma continua ad attenersi a criteri suoi, stabiliti ancor prima che i vescovi della regione di Buenos Aires pubblicassero i loro. Portano la firma dell'allora cardinale vicario Agostino Vallini (nella foto), che ne diede lettura solenne il 19 settembre 2016 nella cattedrale di San Giovanni in Laterano"

Cosa permettono queste norme?

"E' la stessa linea sottile percorsa precedentemente da Joseph Ratzinger come teologo, come cardinale e come papa.

"Il caso tipico nel quale sia Müller che Ratzinger ammettono l'accesso alla comunione per dei divorziati risposati che convivono "more uxorio" è quello di chi è certo dell'invalidità del proprio matrimonio celebrato in chiesa, per assenza di fede o di altri requisiti essenziali, ma non può veder riconosciuta canonicamente tale invalidità".


Magister sintetizza al massimo , ma nella realtà il passaggio è meno immediato di quanto sembri.Si può andare per es. al 1998:

Nella Lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede del 1994 si fa cenno a questo, quando viene detto che con le nuove vie canoniche dovrebbe essere escluso "per quanto possibile" ogni divario tra la verità verificabile nel processo e la verità oggettiva (cfr Lettera 9). Molti teologi sono dell'opinione che i fedeli debbano assolutamente attenersi anche in "foro interno" ai giudizi del tribunale a loro parere falsi. Altri ritengono che qui in "foro interno" sono pensabili delle eccezioni, perché nell'ordinamento processuale non si tratta di norme di diritto divino, ma di norme di diritto ecclesiale. Questa questione esige però ulteriori studi e chiarificazioni. Dovrebbero infatti essere chiarite in modo molto preciso le condizioni per il verificarsi di una "eccezione", allo scopo di evitare arbitri e di proteggere il carattere pubblico - sottratto al giudizio soggettivo - del matrimonio.
A proposito di alcune obiezioni contro la dottrina della Chiesa circa la recezione della Comunione eucaristica da parte di fedeli divorziati risposati].

Alla luce di quanto sopra non si capisce chi dovrebbe vergognarsi di cosa.

Mentre infatti si continua a attaccare Benedetto XVI/Muller sulla base di elementi inesistenti, lo schiacciasassi della "riforma" procede a ritmo serrato.
Ne è testimone Melloni che candidamente ammette:

"Perché la strada della riforma venisse ripresa, era necessario attendere il Pontificato di Bergoglio, cioè l’intero arco della nostra esistenza: eravamo adolescenti all’epoca del Concilio, ed oggi siamo anziani"

Anonimo ha detto...

Anche io ho letto nelle parole di Magister una vena ironica, ma si sa, ognuno la interpreta come vuole......Rr nessuno qui ti ha dimenticata, sei tu che non ti fai viva da un po' di tempo, ero in attesa di un tuo pungente intervento ;D, per il resto stiamo parlando di aria fritta, con l'affluenza domenicale attuale, non preoccupano i divorziati-concubini et alii, ma il fatto che nonostante siano pochi ad andare a Messa, in compenso TUTTI i presenti fanno la comunione, escluso il sottoscritto che resta al posto, ci vanno in fila e zitti e solo Dio sa se degni di riceverla, perciò finché i sacerdoti permettono questo ed altro c'è poco da illudersi, l'unica speranza è che si salvi la Chiesa, il resto...... si salvi chi può. Lupus et Agnus.

Sacerdos quidam ha detto...

Angheran, si vede che non mi sono spiegato bene.
Il problema non nasce con Papa Bergoglio, con l'Amoris laetitia e con la lettera di alcuni vescovi argentini ai quali egli ha dato assurdamente ragione.
Il problema nasce dall'occupazione della Chiesa Cattolica da parte dei neomodernisti, e filo-tali, a partire dal Sommo Pontificato di Paolo VI (con i noti prodromi già in quello di Giovanni XXIII).
Si parla di quasi mezzo secolo fa.
Da allora in poi non si può far più affidamento cieco sulle direttive ed interpretazioni della Gerarchia, proprio perché i neomodernisti sono inaffidabili. A volte, anche contraddittoriamente, sostengono la dottrina di sempre, altre volte la svuotano dall'interno con proposte subdole. E non importa, ai fini pratici, se essi agiscano in buona o cattiva fede, perché i danni li fanno in ogni caso.

Senza dilungarmi: nel documento della CDF da Lei citato, e firmato dal Card. Ratzinger, già si comincia a gettare nel calderone delle discussioni teologiche ciò che non può essere oggetto di discussione alcuna: ossia che, come ho detto sopra, la certezza morale in foro interno del penitente non è mai stata, né sarà mai motivo sufficiente per assolverlo dal peccato di adulterio o - nel caso di effettiva nullità, ma indimostrabile per vie processuali - dal peccato di concubinato attivo, di convivenza insomma.

In tutti e due i casi, un sacerdote non può assolvere: nel primo caso (cioè se il precedente matrimonio era valido) perché il penitente vive in adulterio con il nuovo pseudo-coniuge; nel secondo caso, perché in ogni modo i due conviventi (concubini) non possono sposarsi in Chiesa, mancando la dichiarazione ecclesiastica di nullità matrimoniale, e dunque il sacerdote non può assolvere, così come non può assolvere qualunque altra coppia di conviventi, anche se non hanno contratto alcun matrimonio religioso in precedenza.
Questa è dottrina perenne della Chiesa, che nessuno - né il card. Ratzinger né nessun altro - ha l'autorità né di cambiare, né di gettare in pasto alla discussione dei teologi e dei moralisti.

Non ci sono "eccezioni", né questa dottrina necessita di "ulteriori studi e chiarificazioni", se non nella mente e nella volontà dei neomodernisti, che vogliono insinuare il dubbio su tutto e lo fanno, ripeto, trattando come materia ancora oscura e quindi opinabile ciò che invece è dottrina perenne e chiarissima della Chiesa.
Di conseguenza quanto afferma il documento della CDF sopra citato è falso e fuorviante.
Ed ha preparato la strada agli exploits di Papa Bergoglio.

Comprendo l'affetto per il cardinale e poi Papa Ratzinger, ma la dottrina cattolica, il rispetto dei Sacramenti e la salvezza delle anime hanno la precedenza.
Non ho alcuna intenzione di 'dare addosso a Ratzinger', né mi interessa farlo. Neppure mi interessa 'dare addosso' a Bergoglio o a chiunque altro.
Non ne faccio una questione di persone, ma di idee e di prassi conseguenti.
La difesa della Fede e delle anime, che in caso contrario sarebbero le prime vittime ingannate da un falso insegnamento (e, ripeto, non importa se dato in buona o cattiva fede) viene prima di tutto.
E di questa salvezza specialmente un sacerdote, per non parlare di un Vescovo o di un Papa, dovrà rendere un severissimo conto al Giudizio di Cristo Signore.

Sacerdos quidam ha detto...

"Il caso tipico nel quale sia Müller che Ratzinger ammettono l'accesso alla comunione per dei divorziati risposati che convivono "more uxorio" è quello di chi è certo dell'invalidità del proprio matrimonio celebrato in chiesa, per assenza di fede o di altri requisiti essenziali, ma non può veder riconosciuta canonicamente tale invalidità".

Ecco un altro esempio di metodo neomodernista (in buona o cattiva fede, non importa ai fini pratici): "invalidità" matrimoniale "per assenza di fede"?
La fede dei nubendi messa tra i "requisiti essenziali" del Matrimonio ai fini della sua validità?

E' semplicemente un'enormità. Per la validità di qualsiasi Sacramento, Matrimonio compreso, NON E' RICHIESTA LA FEDE, né del ministro né del ricevente. E' sufficiente voler fare ciò che fa la Chiesa.

Gli arzigogoli di Papa Ratzinger, che afferma l'assenza di fede come possibile causa di simulazioni o altro sono appunto arzigogoli campati in aria e proposti con il solo proposito di trovare a tutti i costi il modo di autorizzare ciò che non è autorizzabile.
E' come se si dicesse: siccome Tizio non ha la Fede, può essere lui l'assassino.
Geniale. E soprattutto, portato come argomento in sede processuale, sicuramente convincente e determinante per la condanna di Tizio...

Ma la tesi sballata muellerian-ratzingeriana anche qui ha fatto da apripista a Papa Bergoglio, il quale nel suo stravolgimento dei canoni sui Processi di nullità matrimoniale (Motu Proprio del 15 agosto 2015) ripete la stessa assurdità:

" Titolo V - Il processo matrimoniale più breve davanti al Vescovo

Art. 14 § 1. Tra le circostanze che possono consentire la trattazione della causa di nullità del matrimonio per mezzo del processo più breve secondo i cann. 1683-1687, si annoverano per esempio:
quella mancanza di fede che può generare la simulazione del consenso o l’errore che determina la volontà..."





Alfonso ha detto...

Aria fritta o aria rarefatta, mi permetto di dire la mia opinione: non è poi difficile notare, ed anche giustificare, la subdola vena ironica nelle parole del nostro Sandro Magister, licenza ironica che non inficia assolutamente il suo argomentare ineccepibile e veritiero.
Se affermo che "l'istruzione in uso a Roma è un capolavoro di equilibrio tra innovazione e tradizione", caro mio, non per questo intendo dire che essa sia un'istruzione anche giusta, fosse anche un capolavoro di equilibrio perfetto!
Non volendo entrare in questo contesto nell'ennesima polemica sulla persona e sull'opera di Benedetto XVI, accogliete benevolmente la seguente considerazione che è palesemente ironica.
Di fronte ad una qualsiasi creatura affetta da malattia cronica progressiva, a prognosi infausta, afflitta da crudeli sofferenze, giunta alla fase agonica di fine vita, chi mai sarebbe così duro di cuore da accanirsi con procedure diagnostiche e terapeutiche invasive, incapace di accettare il destino naturale di morte di tutti gli uomini, contro il quale niente può anche la più ardita presunzione prometeica.
Questa premessa si rende necessaria per comprendere il perchè proprio in questo anno 2017 la somma autorità cattolica, papa Francesco, abbia espresso il suo "no" all'accanimento terapeutico! Non essendo assolutamente uno "sclerocardico", il misericordioso Bergoglio ha infatti deciso di troncare una buona volta i futili ed inutili tentativi di resistenza all'exitus, diversamente dai suoi predecessori, Papa Giovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI. Questi due papi non riuscirono ad accettare la triste realtà della Chiesa Cattolica, resa cachettica dal cancro neomodernista e infaustamente parassitata dai virulenti ed implacabili germi conciliari. L'ordine di Bergoglio è perentorio: nessuno ulteriore accanimento terapeutico, niente altro va intrapreso da chicchessia per prolungare l'agonia pluridecennale della bimillenaria Chiesa Cattolica.

Alfonso ha detto...

Continua:
Adesso, però, argomento seriamente: nel 2011 Sandro Magister pubblica l'articolo: " Niente comunione ai fuori legge. Ma il papa studia due eccezioni. Il divieto della comunione eucaristica ai cattolici divorziati e risposati è sempre più contestato e disobbedito. Benedetto XVI resiste. Ma ripubblica un suo saggio del 1998 che apre due spiragli, il secondo affidato alle coscienze." Nell'articolo si legge: "Se il matrimonio precedente di fedeli divorziati risposati era valido, la loro nuova unione in nessuna circostanza può essere considerata come conforme al diritto, e pertanto per motivi intrinseci non è possibile una recezione dei sacramenti. La coscienza del singolo è vincolata senza eccezioni a questa norma". Una norma, l'indissolubilità del matrimonio, che è di "diritto divino" e "sulla quale la Chiesa non ha nessun potere discrezionale". Nella quinta e ultima parte del saggio, infine, papa Benedetto mette di nuovo in guardia dall'"annacquare" in nome della misericordia quella verità rivelata che è l'indissolubilità del matrimonio. E conclude: "Certamente la parola della verità può far male ed essere scomoda. Ma è la via verso la guarigione, verso la pace, verso la libertà interiore. Una pastorale, che voglia veramente aiutare le persone, deve sempre fondarsi sulla verità. Solo ciò che è vero può in definitiva essere anche pastorale. 'Allora conoscerete la verità e la verità vi farà liberi' (Giovanni, 8, 32)". Le "aperture" indicate dal papa nel saggio e nella nota aggiunta sono almeno due etc, etc. Http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/
Le aperture in un muro possente, per quanto siano minime, alla lunga lo fanno crollare. E' molto probabile che anche le "aperture" di Benedetto XVI abbiano contribuito a rendere instabile il muro della Dottrina e del Magistero cattolico, che le picconate del suo successore stanno infine demolendo dalle fondamenta. La realtà è purtroppo che ovunque "nella Chiesa, a tutti i livelli, sempre più accade che ciascuno in questa materia pensa e fa ciò che vuole, a partire dai varchi aperti da "Amoris laetitia". E c'è ormai chi teorizza questo "liberi tutti", come ha fatto, ad esempio, Basilio Petrà, il presidente dei teologi moralisti italiani, sull'autorevole rivista "Il Regno"."Come dire: libero ciascuno di fare da sé, a Buenos Aires come a Roma o altrove."
http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2017/12/18/buenos-aires-contro-roma-con-bergoglio-in-ambedue-le-squadre-e-arbitro/

irina ha detto...

Simile con il simile:

2017 Annus horribilis, tutti gli strafalcioni della ministra Valeria Fedeli
CorriereUniv.it 1 h fa

Luisa ha detto...

Con gli ""auguri" natalizi alla Curia l`autore del libro sul papa dittatore avrebbe potuto aggiungere un nuovo capitolo...

fabriziogiudici ha detto...

@Luisa

Ma, guarda, se andiamo avanti così entro Pasqua avrà sufficiente materiale per un secondo libro...