lunedì 7 settembre 2020

Documento dei vescovi polacchi: “Aiutare a ritrovare il normale orientamento sessuale”

Famiglia: mandiamo la CEI a ripetizione dalla CEP?

La Conferenza episcopale polacca ha rilasciato alla fine di agosto un documento di 27 pagine sui temi LGTB +, annunciandolo anche con un comunicato in cui si sottolinea che le persone con sentimenti omosessuali devono essere rispettate, ma allo stesso tempo è necessario essere in disaccordo con l’ideologia di genere e riconoscere che si tratta di posizioni incompatibili con gli insegnamenti cattolici su sessualità, famiglia e diritti dei bambini, ad esempio. 
Così come sintetizzate da Religion en libertad evidenziamo sette idee presenti nel documento. 
La Chiesa è aperta al dialogo con tutti, comprese le persone LGTB +
I vescovi sottolineano che la Chiesa è aperta al dialogo con qualsiasi “uomo di buona volontà” che cerca la verità. Danno l’esempio di come Papa Francesco accoglie «le persone che si identificano con LGBT +, si rivolge gentilmente a loro, esprime comprensione per le loro inclinazioni, ma allo stesso tempo non evita di presentare chiaramente l’insegnamento della Chiesa sull’ideologia di genere e sulle pratiche contrarie alla natura e alla dignità umana». 

La rivoluzione sessuale e l’ideologia di genere, contro la morale tradizionale
I vescovi polacchi segnano l’origine di questo conflitto ideologico nella «cosiddetta rivoluzione sessuale e nei cambiamenti culturali e morali che l’accompagnano» e nel «rifiuto della morale tradizionale». L’ideologia di genere sostiene «la priorità del sesso socioculturale rispetto al sesso biologico, così come lo sforzo per creare una società senza differenze di genere». 
Dobbiamo creare centri che aiutino coloro che vogliono «ritrovare il loro naturale orientamento sessuale»
Il documento chiede che «di fronte alle difficoltà, alle sofferenze e alle lacrime spirituali che queste persone sperimentano, è necessario creare dei centri di consulenza (anche con l’aiuto della Chiesa o delle sue strutture) per aiutare le persone che vogliono ritrovare l’orientamento sessuale naturale». 

Tutte le persone devono essere rispettate: il comportamento aggressivo è inaccettabile
I vescovi difendono «il rispetto per tutte le persone, comprese le persone che si identificano con LGBT +» e che «qualsiasi atto di violenza fisica o verbale, qualsiasi forma di comportamento violento e aggressione nei confronti delle persone LGBT + è inaccettabile». Ma, contemporaneamente, devono essere rispettati anche i sentimenti religiosi, i principi morali e di ordine pubblico degli altri membri della società.

La Chiesa si opporrà all’ideologia di genere
La Chiesa si pronuncerà sempre contro l’ideologia di genere. All’interno di questa ideologia c’è la strategia di etichettare come «omofobi e discriminatori» tutti coloro che si oppongono al matrimonio tra persone dello stesso sesso, e dichiarare che le società tradizionali praticano «la normatività eterosessuale oppressiva». Questa ideologia nega ulteriormente la complementarità tra uomini e donne e «almeno implicitamente mina la loro vocazione genitoriale». I vescovi ricordano che «la Chiesa non può accettare l’estensione del concetto di matrimonio e famiglia alle unioni dello stesso sesso». 
Esiste una strategia LGTB + per cambiare le società
I movimenti LGBT + propongono di utilizzare il metodo dei piccoli passi volti a forzare una lenta trasformazione culturale attraverso la graduale familiarizzazione della società con comportamenti che fino a poco tempo fa erano considerati inaccettabili e moralmente riprovevoli. Anche «alcuni social network sostengono questi progetti diffondendo l’ideologia di genere», denunciano i vescovi polacchi. Questi movimenti vogliono trasmettere la loro ideologia ai bambini attraverso un’educazione sessuale ideologica già nella scuola primaria.

La Chiesa accoglierà le persone ai sacramenti, ma non gli “atteggiamenti transgender”
La Chiesa non riconosce il cambio di genere di una persona solo perché ha ricevuto documenti civili o perché ha eseguito un intervento chirurgico (che considera solo un atto di mutilazione). La Chiesa ritiene che il sesso genetico sia quello reale. Quando battezza i bambini, non accetterà nomi che non siano coerenti con il sesso reale, né manterrà il sesso “indefinito” nei registri parrocchiali in attesa che il bambino cresca e «definisca se stesso». La Chiesa accetta di battezzare gli adulti che in passato potrebbero aver subito un cosiddetto “cambio di genere” a condizione che durante il catecumenato questa persona accetti la visione cattolica sul cambio di sesso. «Dato che la riassegnazione chirurgica del sesso genitale è irreversibile, dovrebbe essere richiesto un pentimento sincero». Non rendere difficile per queste persone (pentite) l’accesso ai sacramenti. Sarà impedito a coloro che cercano ambiguità (come sposare qualcuno dello stesso sesso, nascondere il vero sesso, ecc …). (fonte originale in polacco)

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Giusto combattere ma, finché questi poveri disgraziati manipolati non avranno sbattuto il muso sulle loro contraddizioni e sulle contraddizioni di chi si serve di loro come grimaldello per espropriare la società della Verità, i risultati non si vedranno. Purtroppo molte vite dovranno attraversare crisi indicibili prima di poter intravedere uno spiraglio di luce. L'impotenza del dialogo, in situazioni tipo queste, mostra tutta la sua Realtà a dispetto di tante illusioni astutamente inculcate dagli stessi fautori del dialogo al grido di Libertà libertà.

fabrizio giudici ha detto...

OT https://www.informazionecattolica.it/2020/09/07/cardinale-propone-di-unificare-le-due-forme-del-rito-romano-pre-e-post-conciliari/

Allora ci sarebbe un girotondo Intorno al mondo ha detto...

" ha suggerito un’idea "

Ecco ,appunto . E'la sua idea e naturalmente manda avanti come scudo il convitato di pietra . La domanda se l'e' posta ? " E'quello che vorrebbe Dio per essere onorato come Gli si deve " o e' "Come vorremmo noi per far pace con tutti ", a scapito di Lui.. non c'e' piu' il Suo timore..

Anonimo ha detto...

http://www.settimananews.it/chiesa/polonia-gender-e-dintorni/

Valeria Fusetti ha detto...

Un altro "pateracchio" ? Magari targato BXVI ?

Anonimo ha detto...

Bergoglio con un video messaggio ha invitato alla conversione i ricconi, manager e finanzieri. che a Cernobbio si riuniscono al Forum Ambrosetti.
Li ha invitati alla conversione a Cristo?
Su dai, non scherziamo, che avete capito? Bergoglio non fa "proselitismo".
Li ha invitati alla conversione...ecologica!
Martino Mora

Anonimo ha detto...

i vescovi italiani a questo riguardo da che parte stanno? Regna solo una grande confusione.
Castellaz Giovanni

Anonimo ha detto...

I vescovi polacchi ora verranno tutti epurati e sostituiti da vescovi modernisti cattoprotestanti!

Josh ha detto...

https://youtu.be/QiI2yS9njoI

in calce a questo intervento che segnalo al video, i vescovi delle Marche si mostrano entusiasti della situazione attuale e col regime monsiale futuro: anzi, dicono, la generazione covid, museruolata mascherinata soffocata privata della libertà e del contatto umano per loro sarà speciale perché cresciuta nella privazione. Fine a se stessa. E in omaggio a un potere occulto satanizzante ed espropriante la stessa umanità. Collaborazionisti sono.

In più noto tanto entusiasmo nel fatto che i piccoli qui possano sperimentare ora la povertà, col crollo economico autunnale, come in Africa e in Asia. Per loro é un merito non aiutare il 3rzomondo là, ma 3rzomondizzarci tutti qui.

La scelta non obbligatoria della povertà di una S Chiara o S Francesco era una loro libera scelta personale. Qui si parla invece di una società volutamente e maleficamente distrutta in direzione antiumana col terrorismo da virus che continuerà permanentemente, e i vescovi sono d'accordo.
Iniziassero a impoverirsi loro

È 1 vita che condivido, costretto dalle circostanze ma anche dalle ASSENZE di opere buone della chiesa verso gli autoctoni,
E ora devo sentire i vescovi entusiasti dei crack finanziari provocati, così i nostri piccoli possono sperimentare la poverta'??

Di questa chiesa non so che farmene

Isaia 5,20 e segg