giovedì 10 settembre 2020

Ecologia integrale, un concetto stravolto

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Ci sono alcuni commentatori - ultimo Stefano Zamagni - che avvalorano l'idea che per la prima volta in questo pontificato si sia messo in relazione il rapporto tra ecologia umana ed ecologia ambientale. Niente di più falso. La vera svolta è che ora viene sovvertito l'ordine che i precedenti papi avevano chiarito: l'ecologia umana fonda quella ambientale.
Il quotidiano Avvenire ha pubblicato giovedì 3 settembre scorso una recensione di Stefano Zamagni al libro di Mario Toso, vescovo di Faenza-Modigliana ed esperto di Dottrina sociale della Chiesa, “Ecologia integrale, dopo il coronavirus” (Frate Jacopa 2020). Potremo meglio soffermarci sul libro in futuro, per ora vorrei commentare il concetto di “ecologia integrale”, presente come è noto nella Laudato Si’ di papa Francesco, per come viene presentato da Zamagni nel citato articolo.
Egli dice che la novità di questo concetto è che “ecologia sociale ed ecologia ambientale sono come le due facce di una medesima medaglia e quindi non possono essere trattate disgiuntamente come è stato fino a tempi recenti”. In altre parole “ecologia integrale” dice che la “Chiesa si prende cura non solo dell’essere umano, ma anche della natura”.

Leggendo queste righe il lettore può pensare che nel magistero pontificio immediatamente precedente a papa Francesco questa interrelazione tra ecologia umana ed ecologia ambientale non fosse nota o venisse trascurata, e che finalmente la Chiesa l’abbia ora compresa. Questo non è vero. La cosa era stata detta con grande chiarezza sia da Giovanni Paolo II che da Benedetto XVI.

Basterebbe leggere il paragrafo 51 della Caritas in veritate (2009) di Benedetto XVI: “Ogni lesione della solidarietà e dell’amicizia civile provoca danni ambientali, così come il degrado ambientale, a sua volta, provoca insoddisfazione nelle relazioni sociali. La natura, soprattutto nella nostra epoca, è talmente integrata nelle dinamiche sociali e culturali da non costituire quasi più una variabile indipendente. La desertificazione o l’impoverimento produttivo di alcune aree agricole sono anche frutto dell’impoverimento delle popolazioni che la abitano e della loro arretratezza. Incentivando lo sviluppo economico di quelle popolazioni, si tutela anche la natura. Inoltre quante risorse naturali  sono devastate dalla guerre!. La pace dei popoli e tra i popoli permetterebbe anche una maggiore salvaguardia della natura…”.

Gli esempi di interventi del magistero petrino precedente a papa Francesco sulla interconnessione tra ecologia umana ed ecologia ambientale sono molteplici.

Da questo punto di vista, quindi, il concetto di “ecologia integrale” non è una novità, se si limita a segnalare questa relazione. Insistere sulla sua novità da questo punto di vista – come sembrano fare Zamagni e tanti altri – vuol dire dimenticare il magistero precedente e presentare il concetto di “ecologia integrale” come una svolta.

Che sia una “svolta” è vero, ma non su questo punto, non perché indichi una relazione uomo-ambiente che finora fosse stata trascurata, quanto piuttosto perché corre il rischio di equiparare le due dimensioni. I precedenti pontefici hanno sì sempre messo in luce la relazione, ma anche l’ordine di questa relazione che prevede la superiorità dell’ecologia umana su quella ambientale. Tornando, sempre per fare un esempio tra i tanti, al paragrafo 51 della Caritas in veritate, vi si legge anche che “la Chiesa ha una responsabilità per il creato e deve far valere questa responsabilità anche in pubblico. E facendolo non deve difendere solo  la terra, l’aria e l’acqua come doni della creazione appartenenti a tutti. Deve proteggere soprattutto l’uomo contro la distruzione di se stesso”.

A fare la differenza è l’avverbio “soprattutto”, che indica una priorità di valore e finalistica indiscutibile biblicamente e teologicamente. Benedetto XVI fa poi una applicazione molto chiara ed oggi piuttosto in disuso: “Se non si rispetta il diritto alla vita e alla morte naturale, se si rende artificiale il concepimento, la gestazione e la nascita dell’uomo, se si scarificano embrioni umani alla ricerca, la coscienza comune finisce per perdere il concetto di ecologia umana e, con esso, anche quello di ecologia ambientale. È una contraddizione chiedere alle nuove generazioni il rispetto dell’ambiente naturale, quando l’educazione e le leggi non le aiutano a rispettare se stesse”.

Nel oncetto di “ecologia integrale” questo ordine per il quale le due ecologie - umana e ambientale - non sono sullo stesso piano ma la seconda è subordinata alla prima e ne dipende, non è per niente chiaro. Il fatto che non sia chiaro è confermato anche da due aspetti di vita concreta.
Il primo è che la linea di impegno ecologico indicata dal Vaticano ai cattolici è di collaborazione con tutti, anche con chi non rispetta l’ordine suddetto o addirittura lo rovescia.

La seconda è che ormai la sensibilità comune anche cattolica è preparata a tollerare l’aborto di Stato, ma non lo spreco dell’acqua potabile di uso domestico, il suicidio assistito, ma non l’abbandono degli animali nel periodo estivo, la soppressione di embrioni umani, ma non il riscaldamento domestico con il gas naturale invece che con il fotovoltaico. La militanza dei cattolici nei movimenti ecologisti rivela spesso questo stravolgimento delle priorità che il concetto di “ecologia integrale” senz’altro non corregge e non aiuta ad evitare.
Stefano Fontana - Fonte

12 commenti:

Bernardo Guerrini ha detto...

Ma la Chiesa, NSGC, non l'ha forse istituita per insegnare la Dottrina Cattolica? per il Sacrificio della Croce??? per insegnarci a conoscerlo e per rendergli onore e pregarlo???? l'ha forse istituita per fare una facoltà universitaria.... dite a questo pseudo vescovo bergogliano che l'ecologia e tutto l'altro Dio l'ha messo in mano agli uomini, e su questo ha dato loro ordini ben precisi, mentre agli Apostoli aveva dato il Vangelo in mano e disse loro ""andate fino ai confini della terra a predicare il mio Vangelo ed a Battezzare nel Nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo""" non ha detto agli Apostoli piantate gli alberi o crescete le mucche o le pecore..... più vado avanti giorno dopo giorno e più vedo questa falsa chiesa e questi falsi pastori, dire e fare cose che appartengono solo agli uomini al materialismo... la Chiesa deve pensare alle anime, e gli uomini alla natura... ormai questi falsi uomini che si spacciano di chiesa - ma della falsa chiesa loro - non quella di Cristo - sono andati fuori di testa rincorrendo il mondialismo ed il materialismo.... eppure ci sono masse di genti che hanno avuto il lavaggio del cervello dal materialismo predicato da questi da 60 anni che purtroppo gli vanno dietro.... attenzione che veleno dopo veleno e dopo veleno poi si muore... ma non si sono accorti che sono già tutti morti senza grazia di salvezza... l'ipocrisia non ha limiti.

Anonimo ha detto...

Una suora dall'Argentina spiega il ruolo del Vaticano nel NWO
(Canale DENTRO LA NOTIZIA) https://www.youtube.com/watch?v=O6szsNq-ejg

Anonimo ha detto...

Le parole dei papi, pomposamente evocate, quasi a discarico di oggettive responsabilità, sono solo un flatus vocis, la realtà che vedranno i nostri nipoti è quel deserto di vita così ben espresso da Guccini nel suo Canzone della bambina portoghese del 1972.

Sapranno così con chi prendersela ma non potranno rimediare
Azoth

Anonimo ha detto...

Con l'ecologia torna indietro un monachesimo storpiato, senza NSGC, diventato ideologia mondana. I monaci predicarono il Vangelo, pregarono, si presero cura delle anime, bonificarono paludi, coltivarono campi, allevarono animali, furono Maestri e Padri di intere comunità in tutta Europa. La chiesa durante il CVII avrebbe dovuto riscoprire il meglio della sua Tradizione invece di mettersi sulla soglia in attesa di attaccar bottone con il mondo e con esso prostituirsi.

Anonimo ha detto...

Chspeau mon ami, più chiari di così...chi non capisce è solo perché non vuol capire, ma di lor non ci dobbiam curar minimamente, essendo anime perdute, irrecuperabili umanamente parlano, poi, si sa, nulla è impossibile a Dio.

tralcio ha detto...

Per Dio un giorno è come mille anni dei nostri, ovvero 365000 giorni.
La vita -circa ottant'anni- per Dio sono due ore: come una partita che va ai supplementari.
Se ragioniamo "di terra" il tempo scorre in modo differente di quanto avviene in cielo.
Cose di cielo... Ma c'è gente con-creta: non può capire qualcosa a quell'altezza.
Allora scendiamo. Qui si parla di natura: la luce si muove a 300000 chilometri al secondo.
La NASA è riuscita a far muovere un satellite a 300000 chilometri l'ora.
In un'ora ci sono 3600 secondi. Il tempo è creato da Dio e Dio è "prima" del tempo.
La massima velocità raggiunta dall'opera umana è 3600 volte meno della luce.
E' ancora qualcosa che vola, anche se in un cielo che dice creazione, misurabile.
Scendiamo ancora. Pensiamo che Gesù, fatto carne, è morto per salvare ognuno di noi.
Qualcuno dice che Gesù "si nasconde" nel pane di un'ostia. Davvero si nasconde?
Chi si nasconde sta solo in un posto. Gesù sta in migliaia di tabernacoli, quasi ovunque.
Non solo non si nasconde ma sta lì: aspetta chi stia un po' con lui e non l'indifferenza.
Ad ogni Santa Messa si fa presente e si sacrifica, chiedendoci sacrificio per la comunione.
Qui la natura viene alterata, transustanziata, a volte con miracoli a sancire il fenomeno.
Ancora troppo alto? Anche questo non è con-creto? Lasciamo il tempo per lo spazio.
La vita: il sangue circolante in un essere umano scorre in un groviglio di vasi che se messi in fila raggiungono i centomila chilometri, oltre due volte il giro della terra.
La consideriamo un caso fortuito? Cioè per la caduta di un fulmine a far bollire il brodo?
La morte: vale per tutti, dopo ottant'anni nostri o giù di lì, un paio d'ore per Dio.
Fuggirla? Finisce tutto? Siamo merce in scadenza, che nessuno vuole se non la discarica?
Che senso ha vivere di dolore? Rifiutare la croce (rifiutare Gesù, rifiutare la rivelazione di Dio) ha forse reso più felici i con-creti e i cultori delle logiche del mondo?
Gesù dice, anche a questi: sappiate comunque che il Regno di Dio è vicino. E' qui...
Vicino come ciò che appare lontano nel nostro tempo, alle nostre velocità alte o basse.
Ma con una velocità molto maggiore di quella della luce, transustanziando la materia ben più che in un asettico e freddo E=emmecidue, si aprono scenari impensabili.
Così la creazione geme delle doglie del parto. Non è ostetricia e ginecologia: è teologia.
Gesù è morto crocifisso per dar nuova vita alla mortalità che si non fermi all'ecologia.
Ma anche tutti questi numeri sono a rischio di superbia e la Madonna è regina di umiltà.
Siamo all'humus, alla terra. Siamo arrivati a essere terra-terra e c'è ancora più Verità!
Che non è la verità del batterio nitrificante e di quello denitrificante a sostegno del ciclo dell'azoto... No: è la verità di un lievito che fa fermentare tutta la pasta. Non segue la logica del consenso, quella della maggioranza e della sua manipolazione. E' Altro.
Il Suo potere è altro: onnipotente nell'amore. Non come i Pilato, Erode o Caifa d'ogni epoca.

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Prima del Cristianesimo (e dell’Ebraismo) tutte le società sono cambiate o attraverso logiche di potere o a causa di disastri naturali e anche la tendenza al bene dei filosofi non era legata anche a un ideale di progresso, ma era solo un ritorno all’età dell’oro.
Ma quando le società hanno cominciato a cristianizzarsi, hanno sviluppato un PRINCIPIO di cambiamento dovuto alla tensione verso la giustizia (verso Dio e verso gli uomini), che ha portato allo sviluppo delle arti e della scienza ma, anche, a costruire ospedali, al concetto di democrazia, dello stato sociale, dei diritti dell’uomo…
Ma il raffreddamento della carità e il peccato ha portato le società occidentale a “scollegarsi” sempre più da Dio e perciò il principio di cambiamento si è rivolto contro se stesso e perciò contro la Chiesa e contro la stessa società.
Il Progressismo attuale ne è una conseguenza: un progresso (cosa buona) ma contro le proprie radici e, di fatto, un anti progresso.
Così la società occidentale “anti occidentale” di oggi ha una malattia auto immune che uccide le famiglie e i bambini non nati: divorzio, aborto, femminismo marxista, genderismo… ma anche liberismo, islamismo…
Con la scusa della giustizia si vuole compiere il più grande atto di ingiustizia, sia contro Dio che contro l’uomo: una società atea di fatto e cambiare l’ordine della natura stabilito da Dio, come la “nuova ecologia” dimostra.
E molti Pastori della Chiesa nei fatti si sono adeguati.
Solo un intervento divino può cambiare la situazione

Anonimo ha detto...

Joseph Ratzinger interpreta la realtà e il valore dei "segni di Dio": stralcio di passaggi di stretta attualità.
In quest'epoca così densa di retorica ambientalista e di accostamenti tra l'ecologia cristiana e quello che inizia ad essere chiamato "gretathunberghismo", per esempio, Joseph Ratzinger rilegge le vicende esistenziali di San Francesco:

"Egli sapeva che non vi è niente di più grande, nessuna maggiore prestazione, nessun maggiore successo, nessun maggiore adempimento dell'umanità che imparare ad amare in pienezza e grandezza".

Siamo ancora nel novero delle caratteristiche che Ratzinger individua per definire il Santo di Assisi come quello "più simile a Cristo". Ma le contingenze della modernità offrono forse un'ulteriore possibilità di approfondimento.
Sappiamo infatti come San Francesco e il francescanesimo vengano spesso strumentalizzati per far sì che gli ecologismi possano passare in quanto assoluto ideologico. Bene, Ratzinger stronca di netto quei tentativi, sentenziando:

"Il suo cantico di frate sole, la lode del Creatore nello specchio della creazione risuona attraverso i secoli".

Poi la specificazione, che è forse quella di maggior interesse per le odierne fasi dialettiche:

"L'uomo che lo cantò non era un trovatore sognante o un ecologista, come a volte ci viene presentato, ma uno che venne sottoposto a patimenti, che li volle sostenere per amore di Cristo per accostarsi come lui alla profondità dell'essere umano e al cuore di Dio".
(da "I Sacramenti, segni di Dio nel mondo" : riflessioni liturgiche pronunciate da Ratzinger durante il suo pontificato o mentre era ancora cardinale).

Anonimo ha detto...

La alto medievale "scuola" medica salernitana (di cui quella moderna conseva tracce importanti) si basava sull'unione tra la tradizione greco-latina e le nozioni delle culture araba ed ebraica.  La più antica e rinomatissima scuola medica di Velia si fondava sulla disciplina sapienziale asclepica d'origine addirittura preomerica ed essa conta dei contonuatori anche ai nostri tempi per la effettiva capacità di coniugazione delle tre componenti dell'essere umano corpo, anima e spirito

Il medico arcaico doveva essere prima filosofo e poi medico

Riguardo all'età dell'oro, beh, accogliendo la narrativa sul tema se i nostri progenitori non avessero mangiato la mela staremmo amabilmente a parlare con il bue muschiato e la gazzella nel giardino incantato.Chissà perchè si chiama Paradiso 

Sig Pietro, una domanda: ma a lei la pagano per scrivere sciocchezze o la fa gratis?

Azoth

Anonimo ha detto...


"Ma a lei la pagano per scrivere sciocchezze o la fa gratis?"

Frase inaccettabile, per un blog come questo, filtrata per sbaglio tra le maglie della moderazione. Non c'è bisogno di insultare il prossimo, se non si è d'accordo con quello che dice. Cerchiamo di mantenere un livello civile, please.
Z.

Ma e' plastica ecologica della serie " Mo' te scapicollo io "! ha detto...

https://www.facebook.com/SchiesaroSindaco/videos/687323458809479

Stamattina sono arrivati con i camion per scaricare i BANCHI A ROTELLE della ministra Azzolina.
Mentre le scuole cadono a pezzi, GUARDATE per cosa vengono spesi decine di milioni di euro dei cittadini!

Anonimo ha detto...

Mi giunge voce che i banchi siano quasi tutti made in China sia pure di cinesi residenti in Italia, hanno stracciato tutti con prezzi bassissimi che le nostre fabbriche non possono sostenere......