venerdì 11 settembre 2020

11 settembre, diciannove anni fa l'attacco terroristico che ha segnato una svolta per il mondo intero

11 settembre 2001-2020. Per non dimenticare fino a dove possano spingersi l'odio e il terrore. Con le parole di Oriana Fallaci, che aveva visto lontano e che con i suoi scritti coraggiosi e profetici ha inquadrato la realtà che ora è sotto i nostri occhi nelle nostre contrade invase e sfigurate [qui - qui - qui - qui]. 
Ero a casa, la mia casa è nel centro di Manhattan, e verso le 9 ho avuto la sensazione d’un pericolo che forse non mi avrebbe toccato ma che certo mi riguardava. Sai, la sensazione che si prova alla guerra, anzi in combattimento, quando con ogni poro della pelle senti la pallottola o il razzo che arriva, e tendi le orecchie e gridi a chi ti sta accanto: «Down! Get down! Giù! Buttati giù». L’ho respinta. Non ero mica in Vietnam, mi son detta. Non ero mica in una delle tante e fottutissime guerre che sin dalla Seconda Guerra Mondiale hanno seviziato la mia vita. Ero a New York, perbacco, in un meraviglioso mattino di settembre. L’11 settembre 2001. Ma la sensazione ha continuato a possedermi, inspiegabile, e allora ho fatto ciò che al mattino non faccio mai. Ho acceso la TV. L’audio non funzionava. Lo schermo, sì. E su ogni canale, qui di canali ve ne sono quasi cento, vedevi una torre del World Trade Center che bruciava come un gigantesco fiammifero.” (Oriana Fallaci)

23 commenti:

Japhet ha detto...

La prima vittima registrata la mattina dell'11 Settembre fu un sacerdote cattolico romano e cappellano di nyfd, Padre Mychal Giudice. Aveva attraversato le torri bruciando e i vigili del fuoco, sentendo le loro ultime confessioni, perdendo poi la vita.

Anonimo ha detto...

Nello skyline di NYC le torri non ci sono più ma Miss Liberty svetta sempre. Dopo 19 anni possiamo dire che quell'attacco alla nostra civilizzazione è fallito. Oggi ne è in corso un altro, più subdolo e quindi più pericoloso perché tutto interno alle nostre dinamiche culturali e politiche: quello che si nutre di emergenza enfatizzata, disprezzo per il lavoro e l'intrapresa, discredito per la democrazia e i valori etici. Vinceremo anche questa battaglia.

Omertà di sistema ha detto...

Stampa muta su Grillo che picchia un giornalista di Del Debbio e lo manda in ospedale .. ed è un recidivo in quanto ha già ha ucciso in un incidente e se l'è sfangata.

Discriminazioni di sistema ha detto...

Tutti i media raccontano la drammatica vicenda di Willy Monteiro Duarte, il ventunenne morto sabato notte a Colleferro nel corso di una rissa. Una vicenda identica era avvenuta poche settimane fa, in cui Filippo Limini, veniva massacrato da un branco di albanesi e poi finito con l’auto: gli passarono sopra due volte. Nessuno ne ha parlato, niente prima pagina per lui, nemmeno un mezzo trafiletto, nessun "indignè" dei politici, forse perchè lui era un italianissimo bianco.
La cosa è che non esistono vittime di serie a o b. È scontata? Eppure non lo è, almeno oggi.
Sì è creata una netta distinzione, grottesca, tra due fazioni, coloro che parteggiano per chi non è bianco
e coloro che vorrebbero una giustizia che non c'è.
Frasi fuori luogo non dovrebbero essere proprio concepite in aule di tribunale, come “non possiamo pretendere che un africano sappia che in Italia, su una spiaggia, non si può violentare...”, o ancora situazioni allucinanti come la sentenza francese del 2018, nell’ anno dei "gilet gialli, in cui fu assolto un immigrato autore di uno stupro perché i suoi "codici culturali" non gli avrebbero permesso di capire che non si può violentare. O ancora i due nigeriani, i killer di Pamela assolti per scadenza dei “termini cautelari".
Niente, diventa difficile comprendere il concetto che siamo tutti uguali, si punisce la persona per il reato, non per il colore della pelle. Ma siamo nel paese dei paradossi...

Anonimo ha detto...

11 settembre 2001, la guerra che non venne. Dobbiamo avere la cruda franchezza di dirlo: si trattò di un gigantesco, doloroso falso allarme. Vorrei tornare con voi, a tanti anni da quella catastrofe, a quei giorni e ricordare che cosa pensò il mondo, l’America, noi, all’indomani della tragedia delle due torri. Si apriva per noi, in modo spettacolare e feroce, il terzo millennio con la terza guerra mondiale. Non tra est e ovest ma tra nord e sud, non tra due ateismi, uno pratico e l’altro ideologico, ma tra due civiltà venute da due religioni, anzi tre, di cui una appariva come giudeo-cristianesimo. Con la perdita dell’invulnerabilità dell’America in casa sua, pensavamo di entrare in un tunnel di attentati, guerriglie, ritorsioni, fino al conflitto mondiale. Eravamo rassegnati a veder precipitare le cose, sembrava una valanga inarrestabile, un po’ come il 1939 o il 1914.

Per fortuna ci sbagliammo. L’11 settembre non fu l’inizio di questa guerra, ma l’apice.

http://www.marcelloveneziani.com/articoli/la-guerra-mondiale-abortita/

Anonimo ha detto...

Tre torri collassati con 2 aerei. La seconda puntata nel 2013, altra Torre abbattuta a Roma.

Anonimo ha detto...

Mi mancano molto Oriana Fallaci e i suoi splendidi articoli sul Corsera, adesso solo notizie Tass uguali per tutte le testate salvo 2 o 3, che tristezza.....

fabrizio giudici ha detto...

Per una volta mi trovo in disaccordo con Veneziani. Forse è vero che il conflitto non si è materializzato nei modi che si prevedevano nel 2001, ma da quel momento si capì che tutti si illudevano di vivere in un mondo pacifico. Certo, il nemico peggiore è sempre quello interno, ma nel 2001 nessuno si aspettava attentati islamici nelle città occidentali, quartieri interi in mano alle bande islamiche, l'invasione di "migranti" che stiamo vedendo, lo stillicidio di micro-violenze di cui sono piene le cronache. Il 9/11 fu davvero uno spartiacque.

Anonimo ha detto...

Dall’11 settembre 2001 nessuno si fida più di nessuno. Il terrorismo centra poco.
Da quel giorno lo spazio pubblico s’è riempito di metal detector, di controlli, di “regole” sulle dimensioni del dentifricio, dello shampoo, della semplice acqua da bere. È uno stato di emergenza che perdura a tutt’oggi.
Una forbicetta da unghie è considerata un’arma, uno spray da barba può diventare un esplosivo. Tutti guardano tutti con sospetto.
Poco dopo, all’inizio del 2002 è entrato l’Euro. E così è partita la gara a fregare lo stato membro. Il cittadino europeo è diventato peggiore di un nemico. Uno straniero sospetto, non immigrato, da sopportare a casa propria: bisognava imbrogliarlo e derubarlo.
A livello mondiale, nel 2008, l’economia è collassata, per via della troppa sfiducia nel prossimo, soffocato dagli strozzini, impoverito dai finanzieri.
Infine, questi anni Venti sono stati inaugurati dalla malattia contagiosa. Lo stato di emergenza è diventato carcere (forse a vita), passando per la fase degli arresti domiciliari, a danno dei poveracci. È la soluzione migliore per troncare ogni contatto con il resto del genere umano, di cui non ci si fida più.
Per liberarsi da questa condizione sono necessari tanti, ma tanti soldi. Occorre, cioè, essere strozzini, finanzieri o politici.
Silvio Brachetta

mic ha detto...

Anche secondo me stavolta Veneziani non la vede giusta...

Anonimo ha detto...


La crisi bancaria del 2008 nacque per i troppi debiti di certe banche americane anzi
per le speculazioni incredibili che si facevano sui debiti delle banche.
L' Europa ne fu vittima.
L'invasione musulmana è colpa della viltà delle classi dirigenti europee, già evidente alla fine del secolo precedente.
L'attentato alle Torri Gemelle rappresentò un salto di qualità fondamentale per ciò che riguarda l'attacco musulmano all'Occidente. Scatenò anche una serie di guerre contro e nel mondo arabo (invasione dell'Afghanistan, seconda guerra contro l'Irak etc.) che non si è ancora arrestata e non si sa come andrà a finire, avendo allargato via via i suoi attori (ultimi in ordine di tempo Russia e Turchia, paesi arabi del Golfo) e l'ambito strategico,comunque sempre collegato alle zone mondiali fornitrici di petrolio.

Anonimo ha detto...

https://letturine.blogspot.com/2020/09/sullautoattentato-e-sui-padroni-del.html

Anonimo ha detto...

Japhet ha detto...

La prima vittima registrata la mattina dell'11 Settembre fu un sacerdote cattolico romano e cappellano di nyfd, Padre Mychal Giudice. Aveva attraversato le torri bruciando e i vigili del fuoco, sentendo le loro ultime confessioni, perdendo poi la vita.
Possa la morte da martire avergli fatto scontare, espiare e RIPARARE le scelte pubbliche filo-gay.

Anonimo ha detto...

Un giorno che non si dimentica. Un ricordo e una preghiera per le vittime di quel terribile attentato.

Anonimo ha detto...

Ugo Carandino


Don Anthony Cekada, 18 luglio 1951 - 11 settembre 2020.

Preghiamo per l'anima del confratello statunitense, che ricevette l'Ordine Sacro nel 1977. Nella sua intensa vita sacerdotale servì Nostro Signore difendendo la verità cattolica e offrendo l'Oblatio Munda per la gloria della SS. Trinità e per la santificazione e salvezza delle anime.

De profùndis clamàvi ad te, Dòmine;
Dòmine, exàudi vocem meam.
Fiant àures tuae intendèntes
in vocem deprecatiònis meae.
Si iniquitàtes observàveris, Dòmine,
Dòmine, quis sustinèbit?
Quia apud te propitiàtio est
et propter legem tuam sustìnui te, Dòmine.
Sustìnuit ànima mea in verbo ejus,
speràvit ànima mea in Dòmino.
A custòdia matutìna usque ad noctem,
speret Ìsraël in Dòmino,
quia apud Dòminum misericòrdia,
et copiòsa apud eum redèmptio.
Et ipse rèdimet Ìsraël
ex òmnibus iniquitàtibus ejus.
Réquiem aetérnam dona eis, Dómine,
et lux perpétua lúceat eis.
Requiéscant in pace. Amen.

De profùndis clamàvi ad te, Dòmine; ha detto...

Una indagine condotta pochi giorni dopo l’11 settembre, di cui oggi ricorre l’anniversario, aveva rilevato che nove americani su dieci dichiaravano di soffrire di sintomi da stress post-traumatico.

Il terrore generalizzato, indotto dagli attentati, produsse un’opportunità per il governo Bush che ne approfittò su diversi fronti: da un lato legittimare la Guerra al Terrore, cioè l’ennesima guerra “preventiva” che in un altro momento non sarebbe stata accettata dall’opinione pubblica, grazie a questo assicurarsi un’impresa volta al profitto e alla privatizzazione del governo (il “capitalismo dei disastri”), dall’altra restringere la privacy introducendo il Patriot Act.

https://enricaperucchietti.blog/2020/09/11/la-teoria-dello-shock-come-si-strumentalizza-la-paura-dall11-settembre-a-oggi/

La paura
La chiave di volta per capire cosa avvenne dopo l’11 settembre e per analizzare quanto sta avvenendo ancora oggi sull’ondata dell’emergenza sanitaria è la paura.

Viator ha detto...

La nostra fede è l'antidoto per gestire la paura in maniera razionale, non fideista ma neppure rassegnata cedendo in libertà di pensiero e di azione...

mic ha detto...

“Io non vado a rizzare tende alla Mecca. Io non vado a cantar Paternostri e Avemarie dinanzi alla tomba di Maometto. Io non vado a fare pipì sui marmi delle loro moschee, non vado a fare la cacca ai piedi dei loro minareti. Quando mi trovo nei loro paesi (cosa dalla quale non traggo mai diletto) non dimentico mai d’ essere un’ ospite e una straniera. Sto attenta a non offenderli con abiti o gesti o comportamenti che per noi sono normali e per loro inammissibili. Li tratto con doveroso rispetto, doverosa cortesia, mi scuso se per sbadatezza o ignoranza infrango qualche loro regola o superstizione. (…) noi italiani non siamo nelle condizioni degli americani: mosaico di gruppi etnici e religiosi, guazzabuglio di mille culture, nel medesimo tempo aperti ad ogni invasione e capaci di respingerla. Sto dicendoti che, proprio perché è definita da molti secoli e molto precisa, la nostra identità culturale non può sopportare un’ ondata migratoria composta da persone che in un modo o nell’ altro vogliono cambiare il nostro sistema di vita. I nostri valori. Sto dicendoti che da noi non c’ è posto per i muezzin, per i minareti, per i falsi astemi, per il loro fottuto Medioevo, per il loro fottuto chador. E se ci fosse, non glielo darei. Perché equivarrebbe a buttar via Dante Alighieri, Leonardo da Vinci, Michelangelo, Raffaello, il Rinascimento, il Risorgimento, la libertà che ci siamo bene o male conquistati, la nostra Patria. Significherebbe regalargli l’ Italia. E io l’ Italia non gliela regalo.”

da “La rabbia e l’orgoglio” di Oriana Fallaci

Anonimo ha detto...


E io l'Italia non glela regalo...

Belle parole di quella donna coraggiosa e pugnace che è stata Oriana Fallaci. Un patriottismo, il suo, che veniva dall'intelligenza, non solo dal cuore.
Ma proprio questo stanno facendo i nostri governanti, laici ed ecclesiastici: regalare l'Italia al miglior offerente, soporattutto se è africano, arabo, orientale e via dicendo. Si sono venduti ai maomettani, come nel resto d'Europa, a ben vedere: la svendita del proprio Paese non è una sventura solo italiana, sta avvenendo in tutta Europa e non solo da oggi, da decenni.
Il disprezzo e persino l'odio per l'Italia dimostrato da comunisti, postcomunisti, cattocomunisti, preti "conciliari", e compagnia cantante, trova a controbatterlo un patriottismo granitico? La penna di Oriana mostra quell'amore della Patria, quell'amore viscerale e genunino che non ha paura di nulla; quel sentimento di spontanea esaltazione per quella che pure è stata una storia tragica sì la nostra e tuttavia piena di creatività, di genio. Oriana qui non lo ricorda, piena anche di santità, se pensiamo non ai periodi di decadenza della Chiesa ma a quelli di splendore, non tanto mondano quanto spirituale, religioso, mistico.
Ma un amore per l'Italia come quello di Oriana lo troviamo anche tra tutti coloro che tentano di opporsi all'invasione straniera e ai suoi manutengoli nazionali?
Il cattolicesimo prevalente, schierato conformisticamente con l'impostazione data da Papa Francesco, è a favore dell'invasione, dell'orinateci addosso ché esser italiani è una colpa.
E quello "tradizionalista", il quale non fa altro che sputar veleno sui valori, gli eventi, i grandi personaggi esaltati da Oriana?
Z

Aloisius ha detto...

Tempo fa, alcuni di questo blog (non ricordo chi, sono quasi tutti anonimi), mi trattarono da ingenuo, perché ritenevo possibile la versione ufficiale: il crollo delle torri gemelle causato da aerei dirottati da terroristi islamici,che si sono suicidati per uccidere gli infedeli e colpire il simbolo dell'Occidente, il satana americano, per la gloria di Allah.

Ero ingenuo - e quindi lo era anche la Fallafi - perché sarebbe stata evidente la presenza di cariche esplosive, messe lì dallo stesso potere americano, segreto e deviato (o da ebrei americani, che avrebbero esultato per la strage), allo scopo di uccidere circa tremila connazionali e giustificare una gueŕra agli Stati canaglia, trarre profitti e sospendere le libertà, mentre i dirottatori islamici sarebbero stati mandati da questo potere, più o meno deviato, e si sarebbero suicidati.... non ho capito perché (per la gloria della Cia).

Bisogna mettersi d'accordo:
o è stato un complotto americano, o è terrorismo islamico.
O le torri sono state abbattute da cariche esplosive messe dagli americani, o sono state abbattute dai due aerei dirottati dagli islamici per un atto di terrorismo.

Chi ritiene che le torri gemelle siano state abbattute da cariche esplosive, che solo gli americani potevano mettere, non può accusare contemporaneamente gli islamici.

L'articolo e i commenti sembra che siano scritti da ingenui come me, non sono l'unico.
O no?
Aloisius

Anonimo ha detto...


La tesi del complotto americano per far saltare le due torri e dar la colpa ai musulmani o a chissà chi, è semplicemente demenziale.
Caso diventato classico di quella malattia che si chiama "complottismo", cioè: tutti gli eventi storici vanno s e m p r e riportati ad organizzazioni occulte che li organizzano in modo segreto, dirette tutte in qualche modo dalla massoneria, non meglio specificata, sin dai tempi dei tempi. La storia sarebbe il risultato dell'azione millenaria di "superiori occulti", il prodotto di un anonimato insondabile....
Z.

Anonimo ha detto...

https://m.ilgiornale.it/news/politica/salvini-ora-sbarca-usa-segnale-dallarme-conte-1889743.html

Anonimo ha detto...

https://www.radiospada.org/2020/09/il-conflitto-di-civilta-tra-passato-e-presente-secondo-don-curzio-nitoglia/