mercoledì 9 settembre 2020

Trump pronto a mettere fine all’operazione terroristica Covid: ora il mondialismo farà di tutto per eliminarlo

Nel frattempo, Trump sta per annunciare il ritiro delle truppe americane dall'Iraq e dall'Afghanistan. Trump sta separando gli Stati Uniti dalla morsa del deep state. Se Trump resta altri 4 anni alla Casa Bianca, il mondialismo è destinato a crollare.

Donald Trump sembra intenzionato a seguire la stessa strada intrapresa dal suo omologo russo al Cremlino.
La crisi da coronavirus sarà risolta attraverso lo sviluppo di un vaccino, ma non sarà quello sotto l’egida dell’OMS.
La Casa Bianca ha infatti annunciato che gli Stati Uniti andranno per la loro strada e non si uniranno agli sforzi dell’organizzazione sanitaria internazionale.

È un altro duro colpo alla gestione sovranazionale dell’operazione coronavirus che prima ancora di una diffusione del Covid aveva già tracciato il suo percorso nel club globalista di Davos lo scorso gennaio.
Il vaccino come mezzo per risolvere questa crisi, ma allo stesso tempo come passaggio intermedio per giungere ad un obbiettivo molto più grande.
Una società completamente ridisegnata a immagine e somiglianza della dittatura mondialista che non sarà più la stessa di prima.

Persino la stessa OMS lo ha ammesso pubblicamente. “Non possiamo tornare alle cose com’erano precedentemente.” Il vaccino dunque non riporterà il mondo all’era pre-Covid.
Nell’idea dei poteri globali, nulla sarà più come prima. L’autoritarismo sanitario sarà il mezzo attraverso il quale arrivare ad un controllo ferreo e totale della popolazione mondiale.

Donald Trump lo sapeva sin dal principio. Sapeva che questa crisi, nell’idea di chi l’ha pianificata, aveva uno scopo molto più grande dello sviluppo di un farmaco.
Aveva ed ha tuttora l’obbiettivo ultimo di trascinare il mondo verso il totalitarismo globale.

È per questo che il presidente degli Stati Uniti aveva immediatamente provato a sottrarsi al piano lo scorso gennaio quando aveva denunciato chiaramente l’isteria mediatica che disperatamente cercava di far apparire il coronavirus nel peggior modo possibile.
Quando ha visto che si era messo in moto un meccanismo senza precedenti che vedeva coinvolti i media di ogni parte del pianeta tutti uniti nello sforzo di rappresentare il Covid come un virus terribilmente letale, è stato al gioco e ha deciso di adottare una strategia simile a quella di Putin.
Giocare il sistema con le sue stesse armi.
Il vaccino si farà, non sarà quello sponsorizzato dall’OMS e non sarà obbligatorio.
In questo modo, ci si sottrae definitivamente alle insensate accuse di “negazionismo” e si dimostra al mondo intero che questa gente non ha alcun interesse alla salute pubblica e che le loro ragioni sono ben altre.

Questa crisi non è stata pensata solamente per gonfiare i profitti delle case farmaceutiche. Questa crisi è stata pensata per portare il mondo tra le braccia autoritarie del Nuovo Ordine Mondiale.
Serviva un evento catalizzatore, dalle proporzioni devastanti. Il paradosso di questa epoca è che gli effetti di questa crisi sono stati in larga parte mediatici. Il virus letale infatti esiste sugli schermi delle TV e sulle pagine dei giornali.

I numeri e la scienza libera continuano a ripetere la stessa cosa. Nessuno sta morendo per il Covid.
In questo senso, il circuito mediatico ha avuto il compito di creare una crisi che nella realtà dei fatti non esiste. Il mondialismo aveva bisogno di aprire un varco verso il Nuovo Ordine Mondiale.

Fu proprio David Rockefeller, uno degli uomini appartenenti ad una delle famiglie più influenti negli ambienti globalisti, a spiegarlo chiaramente nel 1994 a margine di un evento dell’ONU.
Il mondialismo aveva bisogno di un evento sconvolgente per giungere verso la dittatura globale. Rockefeller spiegò in quell’occasione che il mondo era “sull’orlo di una trasformazione globale. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è la giusta e rilevante crisi e le nazioni accetteranno il Nuovo Ordine Mondiale.” Ora quell’evento di portata globale sembra essere davvero arrivato. La crisi da Covid è divenuta di fatto l’11 settembre del mondo che servirà per instaurare questo nuovo totalitarismo globale, così autoritario e repressivo da far impallidire tutti i suoi predecessori del secolo scorso.

Il mondialismo non aveva previsto la presidenza Trump ostile al Nuovo Ordine Mondiale
Ma c’è stato un evento imprevisto nei piani delle élite. Non avevano calcolato infatti che alla Casa Bianca, per la prima volta dopo molti decenni, ci sarebbe stato un presidente che non ha nessuna intenzione di sacrificare l’America sull’altare del mondialismo.
Non avevano calcolato che gli Stati Uniti da forza propulsiva del piano globalista si sarebbero trasformati in suo maggiore ostacolo.

La missione che le grandi élite avevano in mente per l’America già da prima della seconda guerra mondiale era quella di essere il profeta dell’internazionalismo e del futuro governo mondiale.
Proprio a questo riguardo, c’è un interessante e raro volume del 1941 firmato, tra gli altri, da alcuni intellettuali molti noti allora, tra i quali gli antifascisti italiani Gaetano Salvemini e lo scrittore tedesco Thomas Mann, dal titolo “La città dell’uomo”, nel quale si sostiene apertamente che le nazioni avrebbero dovuto lasciare il posto un giorno ad un superstato globale.
Un superstato globale che darebbe vita ad una unica legge in ogni luogo della Terra, ad un’unica moneta, ad un’unica economia, ad una polizia unica e ad una giustizia unica.

Gli autori del manifesto descrivono il loro “sogno” universalista come l’unica via per mettere fine all’era dei dispotismi e ai totalitarismi, quando in realtà lo Stato mondiale che anelano assumerebbe i contorni del più feroce totalitarismo della storia perché per vedere la luce dovrebbe annientare millenni di storie, lingue, tradizioni e culture diverse.
L’intera inestimabile ricchezza delle nazioni verrebbe dissipata irrimediabilmente per consentire ad un Leviatano unico globale di instaurare una falsa pace che non avrebbe altro in realtà che le fattezze della peggiore tirannia.
Le élite dunque avevano le idee chiare già molto tempo prima, praticamente da secoli. Hanno avuto l’abilità e la costanza di passarsi il testimone di questo piano di generazione in generazione fino a giungere pazientemente ad un passo dal loro fine ultimo.

Non hanno scelto l’attacco frontale, ma hanno preferito una strategia di infiltrazione radicale e progressiva in ogni istituzione pubblica fino ad arrivare al completo controllo degli Stati e dei loro apparati di potere.
La crisi da Covid testimonia appieno l’efficacia di questa scelta. Non una singola istituzione si è ribellata o dissociata da questo copione.
Tutte, come un sol uomo, hanno remato e stanno remando per distruggere la linfa vitale della nazione.

Nella “Città dell’uomo” si può leggere dunque quello che sta accadendo ora. Si sta vedendo in diretta la formazione del totalitarismo globale.
Le élite in quel manifesto non solo avevano già annunciato dove sarebbe andato il mondo nei decenni successivi.
Avevano allo stesso tempo anche assegnato all’America la leadership. Il Nuovo Ordine Mondiale doveva poggiare sulle spalle del Nuovo Mondo, e non su quelle della vecchia Europa.

Tra la fine della seconda guerra mondiale e l’immediato dopoguerra prende vita infatti l’impalcatura del cosiddetto ordine liberale internazionale.
Il dollaro prende il posto della sterlina come valuta di riserva internazionale e le forze armate USA sono lo strumento a disposizione del deep state per colpire chiunque osi dissociarsi dal nuovo ordine internazionale.

In molti sono caduti sulla strada del deep state, sia all’interno degli USA sia fuori. E’ stato eliminato chi come Kennedy stava per separare gli Stati Uniti dalle grinfie delle società segrete denunciate in un celebre discorso del presidente nel 1961, prima di essere giustiziato pubblicamente a Dallas nel 1963.
E’ stato rimosso all’esterno chi come Salvador Allende, presidente del Cile, parlava nel 1972 della minaccia incombente di questi poteri internazionali che rappresentavano un grave pericolo per la sovranità degli Stati nazionali.

Ora, dopo molti anni, alla Casa Bianca si è instaurato un presidente che non vuole legare l’America al destino del Nuovo Ordine Mondiale.
A Washington, c’è un presidente che ha chiaramente detto che non intende ascoltare oltre la “falsa canzone del globalismo.”
Trump dunque si sta apprestando come Vladimir Putin a mettere fine a questa crisi artificiale e a portare il suo Paese sul corso della sovranità e della indipendenza nazionale, scevra da ogni influenza di oligarchie e potentati domestici e stranieri. 

Il mondialismo scatenerà l’inferno per riprendersi l’America
E’ per questo che il mondialismo ha iniziato a scatenare l’inferno in America. Il Nuovo Ordine Mondiale è semplicemente su tutte le furie perchè non ha il controllo della presidenza degli Stati Uniti, senza la quale non può portare a termine i suoi piani.
Il mondialismo è pronto a intraprendere qualsiasi via pur di togliere Trump dalla Casa Bianca.

Lo scorso mese ci sono già stati due allarmanti episodi che hanno riguardato sia la scorta dell’elicottero del presidente sia il suo aereo personale, l’Air Force One.
Nel primo caso, qualcuno, ancora ignoto, ha sparato contro l’Helipcoter Squadron che scorta il Presidente nei suoi spostamenti.
Trump non era a bordo, ma un militare è rimasto ferito.
Questo episodio ha avuto una copertura praticamente inesistente dai media italiani.

Nel secondo caso, un drone, manovrato non si da chi e da dove, ha per un pelo mancato l’Air Force One, sul quale a bordo c’era Trump.
Se a questo si aggiunge che questi episodi sono avvenuti a distanza di pochi giorni dal discorso di Trump tenutosi in una fabbrica della Whirlpool nell’Ohio, durante la quale il presidente ha detto che avrebbe dovuto farsi vedere di meno in giro perchè i suoi nemici sono potenti, lo scenario si fa ancora più inquietante.
Qualcuno tra le élite ha già iniziato a fare le prove tecniche per lanciare un attacco a Trump e testare i tempi di reazione della sua sicurezza personale?
Il sospetto c’è, ma questa non è l’unica “soluzione” che hanno in mente i piani alti del potere.

Mentre si avvicina l’appuntamento delle elezioni presidenziali del 3 novembre, le strade degli Stati Uniti sono messe a ferro e fuoco dai gruppi insurrezionalisti di Black Lives Matter e Antifa, entrambi vicini al finanziere George Soros, uno degli uomini più di rilievo nell’establishment globalista.
Recentemente, appartenenti di questi gruppi, ormai equiparabili a formazioni terroristiche, hanno aperto il fuoco su dei sostenitori di Trump durante un evento in corso nello Stato del Nord Carolina, nel quale c’erano anche dei bambini. Per fortuna, tutti sono rimasti illesi.

La stessa sorte purtroppo non è toccata a Aaron Danielson, ucciso da un membro di questi gruppi a sangue freddo.
E’ una vera e propria strategia della tensione che prende di mira chi sostiene il presidente americano.
Il sistema vuole impaurire, terrorizzare, intimidire chi vuole che l’America sia libera.

Ora il regime sta per alzare il tiro. E’ prevista per il prossimo 17 settembre a Washington una sorta di adunata permanente fino al prossimo 3 novembre di Adbusters, un’organizzazione vicina sempre allo stesso Soros, che darà vita ad un presidio stabile della capitale americana.
L’idea sembra quella di dare vita ad altri disordini e cercare disperatamente l’incidente che possa mettere in cattiva luce il presidente.
Se non dovesse funzionare nemmeno questo, allora l’establishment ricorrerà alla carta del voto postale nel disperato tentativo di assegnare la vittoria a Joe Biden, un candidato debole, privo di carisma e identificato con i peggiori poteri del deep state.
Anche questa opzione potrebbe rivelarsi fallimentare perchè nonostante una parte dei voti passerà per questa via, potrebbe non essere abbastanza per ribaltare un risultato elettorale probabilmente a favore di Trump.
Ed ecco che i media mainstream iniziano già a scrivere di scenari apocalittici post-voto. Il Washington Post, da sempre house organ della sinistra progressista, ha già scritto di sicure situazioni di violenza e disordini in ogni caso.

Quando gli organi del regime scrivono questo, in pratica non fanno altro che annunciare apertamente le loro intenzioni.
Il sistema si giocherà il tutto per tutto pur di strappare la Casa Bianca a Trump. Non può permettersi che i loro “sogni” si sciolgano come neve al sole.
Non possono permettersi oltre che il destino dell’America si separi dal mondialismo, portando all’inevitabile fallimento del secondo.

Stati Uniti e Russia baluardi contro la dittatura mondiale
In questo scenario di caos e devastazione che le élite sono pronte a portare pur di veder realizzato il loro governo unico mondiale, avanza la riproposizione dell’alleanza tra Stati Uniti e Russia che potrebbe rivelarsi fatale per le élite.
Trump ha chiaramente detto che non ci sono prove che Navalny, uno degli oppositori di Putin manovrato dalle élite liberali occidentali, sia stato avvelenato, sottraendosi così alla manovra di accerchiamento contro la Russia, l’altro grande avversario del mondialismo che la cabala tenta da tempo di isolare e mettere alle corde.
Ora è quanto mai fondamentale però che Trump faccia tutto quanto in suo potere per impedire che scoppi una guerra civile nel suo Paese.
Il presidente dovrà far ricorso a tutta l’abilità politica di cui dispone per non cadere nelle trappole che il sistema vuole tendergli e assicurare allo stesso tempo l’incolumità del popolo americano.

Da oggi al 3 novembre mancano 55 giorni. Saranno i 55 giorni più decisivi della storia dell’umanità.
Il mondo si risveglierà nei giorni successivi e conoscerà il suo destino. L’umanità saprà se vivrà nella “città dell’uomo” fondata sull’autoritarismo globale della nuova torre di Babele e nemica acerrima di Dio.
Oppure l’umanità saprà se vivrà ancora nelle nazioni e riuscirà a conservare ancora un po’ della sua storia e del suo senso purtroppo sempre più smarrito di Dio.

Chi vorrà risvegliarsi in un mondo dove si possa ancora condurre una esistenza dignitosa e libera, dovrà sinceramente sperare che Donald Trump e Vladimir Putin restino saldamente nelle loro posizioni.
Ma Mosca da sola non può farcela. Per fermare il Nuovo Ordine Mondiale, c’è bisogno dell’America.

Per avere l’America, c’è bisogno di Trump.
Un fatto sembra essere certo. Trump farà di tutto per non far cadere gli Stati Uniti tra le tenebre di questo nuovo oscurantismo globale.
La speranza è che la mano divina possa aiutarlo in questo suo proposito.

Le forze del male e i figli delle tenebre sono pronti a ogni nefandezza. Per farcela, occorrerà essere vigili, pazienti e preparati anche spiritualmente.
Ora c’è molta oscurità, ma alla fine si riuscirà a vedere un po’ di luce.
Cesare Sacchetti - Fonte

17 commenti:

Anonimo ha detto...

Preghiamo molto per Trump e Putin, Orban e brexit. Sabato consacriamoci al Cuor e Immacolato , consacrandol'Italia in comunione con Mons.Viganò come ha pubblicato don Elia. Sarà l'arma del piccolo David contro il golia odierno.

tralcio ha detto...

Chiediamo al Signore anche la grazia di essere felici già oggi, non solo domani o nella vita eterna. Non perché oggi non vediamo il male e le sfide (anzi) che incombono e costano lacrime e dolore, ma perché già oggi possiamo godere la beatitudine di chi esprime i frutti dello Spirito santo. Perché oggi, in ogni altare dove si celebra il santo sacrificio della Messa, Gesù è lì ad offrirsi per noi (proprio perché crocifisso dal mondo che non lo accoglie e lo detesta), rimanendo realmente presente nei tabernacoli per consolare e accettare di fare comunione con chi lo vuol consolare. Queste consolazioni non sono un piangersi amaramente sulla spalla, ma un anticipare, malgrado il secolarismo mondano, ma nel tempo, la gloria di Dio, già vincitrice di tutte le forze del male.

San Paolo: "Il tempo si è fatto breve; d’ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l’avessero; quelli che piangono, come se non piangessero; quelli che gioiscono, come se non gioissero; quelli che comprano, come se non possedessero; quelli che usano i beni del mondo, come se non li usassero pienamente: passa infatti la figura di questo mondo!"

Gesù: "Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché la vostra ricompensa è grande nel cielo"

Anonimo ha detto...

@ Cessare sacchetti : "Le forze del male e i figli delle tenebre sono pronti a ogni nefandezza" : e il nostro beneamato Santo (?) Padre, tra quali file lo includiamo? tra i figli delle tenebre o tra i difensori della libertà, della civiltà, dei popoli? La risposta è ovvia, vedendo quello che sta dicendo e facendo, vedendo il suo vergognoso appoggio a Biden e, prima, alla Clinton, che da soli lo delegittimano da Vicario di Cristo (titolo che si è tolto da solo), ma anche da semplice pastore cattolico. Un politico e nient'altro, e dei peggiori e più insidiosi, tra l'altro. Quindi la battaglia di Trumnp è anche una battaglia contro i massoni, o i loro servitori, che si sono impadroniti del governo della Chiesa Cattolica, sempre più ferocemente negli ultimi 7 anni. Bisogna riconquistare la libertà come popoli, italiano in particolare, ma anche come fedeli cattolici. Una battaglia globale, l'ultima battaglia del diavolo, come ci avvertiva anni or sono il reverendo Paul Kramer. Ma non vinceranno, non la spunteranno, contro Cristo e l'Immacolata nessuno la spunta, figuriamoci Soros, Rockfeller, Rotshild, e i loro prestanome, politici o ecclesiastici che siano...

Anonimo ha detto...

Kennedy e Allende, se fosseto vissuti più a lungo sarebbero stati adepti efficienti e devoti della sinistra globale Non a caso di essa tuttora sono icone venerate.

Anonimo ha detto...

Forse non capisco ..il commento delle 15, 29... Kennedy è stato ucciso perchè voleva combattere il deep state, Allende che finì "suicidato" durante il colpo di stato era stato eletto dal popolo..ma non piacevano al deep state: QUI NON PARLIAMO DI SINISTRA E DESTRA CHE SONO SOLO MARCE LENTE O VELOCI DEL DEEP STATE, qui parliamo di gente che voleva aiutare il popolo per cui è stato eliminato. Ormai il gioco dei 3 bicchieri non ci interessa più.

Maria Grazia Miccheli ha detto...

Che Dio ci Protegga,affidiamoci al Cuore Immacolato di Maria

Anonimo ha detto...

Difficilmente faranno fuori Donald Trump.
È molto più semplice falsare i risultati delle elezioni.
Noi viviamo in un un paese esperto in questo genere di frodi.
È notorio che il referendum istituzionale del 2 giugno 1946 fu una frode. Alcuni provarono a contestare i risultati, a resistere, ci furono degli scontri a Napoli, in via Medina, e furono uccisi dalla polizia dei giovani monarchici. Non ci fu niente da fare.
Le irregolarità del referendum permisero al Re Umberto II di partire per l'esilio senza abdicare, lanciando un bel proclama alla Nazione. Fece male, poiché i Re, una volta che se ne vanno, non ritornano più.
Oggidì non si usano più le guerre per schiavizzare i popoli. Si usano le pandemie. Finte, mezze finte e vere.
Quando leggevo mesi addietro certi articoli di don Curzio Nitoglia o di Mons. Richard Williamson, nei quali era questione di guerre classiche di qua e di là, addirittura mondiali, mi scappava da ridere...
Nessuno vuole ritrovarsi fra le mani un sacco di macerie!
Ed infatti... nessuno parla o scrive più di guerre mondiali classiche.
Conviene usare la fantasia per altri soggetti che non siano la guerra mondiale classica e l'assassinio di Trump.
Riguardo poi a Trump e Putin, se son rose fioriranno.
Teniamo a briglia la fantasia, di grazia!
Stamattina, in Posta, mascherina, gel, percorso obbligato, la postina che sembrava una sgherra di Gulag (rari sono i "tradizionalisti" che si ricordano dei Gulag sovietici... eppure il Bolscevismo russo è durato circa settanta anni!). La realtà ormai è questa e ogni giorno assisteremo al perfezionamento del Nuovo Ordine Mondiale.
La guerra mondiale c'è già stata - sotto forma di pandemia - e l'ha vinta chi lavora da più di duemila anni per ottenere il potere mondiale.
Leggete IL LIBRO di Roger Gougenot des Mousseaux!

Anonimo ha detto...


Paragonare l'impiegata delle Poste che in modo un po' arcigno obbliga tutti a portare la mascherina ad una "sgherra del Gulag" è roba da matti.
Qui si sta perdendo del tutto il senso delle proporzioni e dei fatti storici.

Unknown ha detto...

Hanno trasformato un'influenza stagionale in una Dittatura Sanitaria.
La soluzione non sta certo nel vaccino, perché, come ripetuto per mesi, da un numero indefinito di medici, virologi, ricercatori, con un virus-RNA è impossibile creare un vaccino.
Il fatto è che il virus, come tutte le influenze stagionali è ormai passato, e tenuto in vita artificialmente scovando in ogni angolo i positivi asintomatici, cioè i sani, quelli che testimoniano la tanto decantata, e già dimenticata, immunità di Gregge.
Certo che se Trump si pone contro l'ordine mondialista a partire da un inutile vaccino, siamo davvero molto lontani dalla verità, e quindi dalla libertà.

Anonimo ha detto...

L'espressione è volutamente un po' carica. Se legge Autori quali L. Bloy o L. F. Céline ne troverà di ben più cariche.
Tutto quel che sta accadendo, ma non per caso, in Italia e in tutto il mondo è paragonabile a qul che accadeva nei Gulag, anche se adesso si impiegano altri metodi, non meno umilianti e lesivi della dignità umana.
La nuova scuola nella quale dovrebbero essere educati i nostri bambini, i nostri ragazzi, non le pare un'impresa dememziale?
Ancor più grave di ciò che accadeva nei Gulag? Se poi si considera che tutte queste follie non sono circoscritte ad una sola nazione, ma al mondo intero...
Conosco perfettamente la storia.
Mi stupisco piuttosto che si incontri qualcuno pronto a difendere le folli imprese del mondialismo. Crede che Nostro Signore Gesù Cristo benedica tali imprese?

mic ha detto...

Io non penso a questo virus come a una semplice "influenza stagionale" così come non cado nelle trappole del terrorismo mediatico che enfatizza la prosecuzione della pandemia come se nulla fosse cambiato dal drammatico inizio.

Unknown ha detto...

Ci hanno fatto vedere il film del virus fuggito dal laboratorio cinese a gennaio, poi si è venuto a sapere che il virus era in giro almeno da ottobre.
Intubavano le persone, di 81 anni di media e pluripatologiche, alcune morivano, non venivano fatte le autopsie per ordine governativo, poi si è scoperto che intubare era controproducente, andavano invece somministrati anticoagulanti specifici.
I morti venivano contati un tanto al kilo, uno moriva d'infarto, ma era positivo e asintomatico? Era catalogato come morto neanche con, ma "di" covid!
Di altre patologie, quelle che poi hanno realmente portato al decesso, non è più morto nessuno.
Alla fine del mese di marzo in Italia c'erano 20 mila morti "in meno" rispetto all'anno precedente.
Secondo il principio di realtà empirico, fra tutte le persone che conosco, abito nella tartassatissima Emilia, amici, parenti, conoscenti, e che a loro volta essi conoscono, il numero di infettati è dieci,8 raffreddori e due influenze con tosse.
La narrazione televisiva è un enorme bluff.

Anonimo ha detto...

Maria Giovanna Maglie:
Cinquantamila sterline in un'unica puntata su Trump? Un mercato londinese di scommesse che si avvia a superare tutti i record, e sta già a 130 milioni, tre volte la cifra del 2016, soprattutto che ha visto una rimonta incredibile del presidente, racconta la storia che sondaggi e fake news negano. Ve la riassumo.
Mai sottovalutare il potere del presidente in carica che si ricandida negli Stati Uniti; solo 5 presidenti negli ultimi 120 anni non sono stati rieletti; non sottovalutare la forza di Trump tra i suoi sostenitori bianchi, ma anche tra i nuovi elettori, gli ispanici e i neri che sono stati vittime come i primi di saccheggi e proteste; non dimenticare che dalle due convention sono usciti un candidato smorto, Joe Biden, e uno in grande forma, Donald Trump, e che già ora gli stessi scommettitori lo danno al 89% vincitore del primo dei dibattiti il 29 settembre, ancora una volta al contrario di quanto predicono giornali e TV; non dimenticare che un conto sono i sondaggi nazionali, altro il sistema dei voti elettorali per il quale servono alcuni Stati chiave. Infine guardare i dati di Wall Street in ripresa e di S&P. Quando sale quest'ultimo, il presidente rimane.

Nobel per la pace ? Immagino crisi isteriche dalle parti di Capalbio e in certe redazioni militanti contro il nuovo cinghialone. Mettiamola così: in Usa si mastica amaro dalle parti di Blake Lives Matter, di Antifa, di militanti di Cancel Culture, e soprattutto dei loro ufficiali ispiratori e pagatori dalle parti del Partito Democratico americano, mai arrivato a livelli di estremismo e ricorso a falsità ideologica come in questa campagna presidenziale del 2020. Non si scherza neanche un po' qui, al contrario è necessario denunciare che se a colpi di dpcm, e avvocaticchi malati di narcisismo, può morire la nostra Repubblica democratica, anche nella più grande democrazia del mondo, se si fa ricorso a metodi autoritari e violenti, qualcuno deve fermarli, o finisce veramente male.
Per fortuna le grandi democrazie hanno anticorpi, così oggi al disinvolto direttore di The Atlantic è toccato ammettere che forse la notizia pubblicata con grande risalto e sussiego, e sulla quale hanno menato scandalo tutti i media del mondo, in prima fila rombanti TV italiane ed ex giornaloni, è falsa, che su quel cimitero in Francia di caduti della Prima Guerra Mondiale, Trump non atterrò perché c'era cattivo tempo, non perché ritenesse quei poveri morti degli sfigati perdenti.
Anche questo però è un segno di anticorpi per fortuna inoculati nella democrazia americana, altrimenti piagata da una tale ondata di bufale che sembra di stare in Italia...
Un parlamentare norvegese di buona volontà ha deciso di candidare il presidente americano al Nobel per la pace. Iniziativa di routine, i candidati sono circa 300 e figurati se i parrucconi di Oslo daranno mai a Trump un simile riconoscimento. Ma la candidatura costringe a riflettere sulla politica estera di questo presidente, e obbliga chiunque a fare un paragone con quello che il Nobel per la pace lo ha vinto prima di lui, a riconoscere che non solo in quattro anni di mandato Trump ha mantenuto la sua nazione in pace, ma che ha chiuso uno storico accordo tra Israele e Emirati Arabi, che ha fatto eliminare senza ulteriori spargimenti di sangue due mostri come al-Baghdadi e Solemani, che ha costretto il Kim di turno della Corea del Nord da operetta tragica a sedersi a un tavolo di trattative, che e' pronto a mordere al collo la Cina del nuovo Hitler, lo stesso Jimping che dalle nostre parti piace tanto da averne favorito l'export dopo il bello scherzo del virus.

Lui no, Trump non perdona, e se sarà rieletto non perdonerà neanche gli amici di Pechino. Giuseppi è avvisato, gli amichetti della Merkel pure.

Unknown ha detto...

In alto i cuori!

Viator ha detto...

https://it.insideover.com/politica/elezioni-usa-la-sinistra-radicale-si-prepara-alla-guerra-civile.html

Anonimo ha detto...


La sinistra radicale americana si prepara alla guerra civile.

Veramente, già la sta facendo, la guerra civile nelle forme ben note della
guerriglia urbana capillare, mescolata alla delinquenza comune,
che si impadronisce di certe zone delle città
grazie alla complicità di sindaci e giudici democratici.
Speriamo accada loro quello che dice la Bibbia: "chi semina vento, raccoglie
tempesta".

Anonimo ha detto...

Offriamo anche delle Messe, oggi ho chiesto una novena