venerdì 18 settembre 2020

Una scuola già disastrata e ora con le complicazioni covid

Oggi la Chiesa ricorda San Giuseppe da Copertino, patrono degli studenti. Chiediamo la sua intercessione per una scuola già disastrata e ora con le complicazioni covid.
Buon inizio a tutti i bambini che finalmente sono tornati a scuola. Buon inizio agli insegnanti e buon inizio a tutti gli educatori, genitori compresi. Educare è un compito di tutti. L’esempio è la prima forma di educazione! Se c'è per l'umanità una speranza di salvezza e di aiuto, non si potrà iniziare che dal bambino, perché in lui si costruisce l'uomo.
La toccante testimonianza di una maestra di sostegno

“Sono una mamma e una maestra di scuola primaria quest’anno sono stata nominata sul sostegno di una bimba grave, gravissima e ...bellissima. Bene: appena arrivo in classe la maestra prevalente mi avverte “Stai attenta alla madre che cercherà in tutti i modi di tirarti dentro alla sua sofferenza e poi è un po’ fissata con il fatto che la figlia può far tutto, capisce tutto ecc.” ed io …sto zitta. Mi dice che dobbiamo andare a visitare un posto con la classe e che la mamma si è “fissata” col fatto che debba andarci anche la figlia… sto zitta ancora e intanto incrocio gli occhi della bimba che sono quelli della mia e dentro di me le parlo e le dico “stai tranquilla ti ci porto io” …lei sorride è bellissima... nessuna maestra però che ormai è con lei da tre anni mi dice quali siano le sue competenze o no, la diagnosi funzionale è troppo generica. Usciamo e inizia la visita guidata. La bimba con la sedia a rotelle cerca di spingersi avanti per guardare i quadri, le tele, i dipinti ma la maestra di classe mi dice di tirarla indietro perché leva il posto e la visuale a chi “capisce”... Resisto e faccio come se non avessi sentito, la porto ovunque e le parlo e le spiego… la maestra mi guarda di sbieco.
Torniamo in classe e mentre tutto il gruppo classe relaziona sull’uscita lei non ha un compito, un libro, niente… e io sono al mio primo giorno e non ho preparato niente.
Poco male mi organizzo, la coinvolgo e chiedo alla sua compagna di banco, una bimba carinissima, di farci sbirciare sul libro lei ci prova ma poi dice che non ha tempo deve lavorare con gli altri.
Merenda: da sola e gli altri in gruppo. Cambio pannolino da panico: i bidelli fanno a gara per non venire, ti cambio io amore, è un’ora che sei con la cacca. Parlo con la maestra dell’anno scorso che mi scarica addosso una serie di cattiverie sulla madre sulla famiglia e sul fatto che non si può lavorare con un handicap così grave. Le chiedo se ha mai usato la CAA o la tecnologia e mi dice che loro del sostegno vengono da una laurea in scienze della formazione e che hanno sostenuto solo quattro esami troppo generici per poter sapere tutto… RESISTO ANCORA.
Intanto sono completamente innamorata della mia bimba… in lei c’ è la mia, la sofferenza della madre è la mia … Le risposte le ho da lei. Uno scricciolo accartocciato su se stesso che indica in modo corretto tutti i colori, le forme, le lettere, i numeri che risponde esattamente a tutte le mie domande con gridolini che capisco e interpreto bene.
Le ho dato mille baci e lei mi ha fatto mille carezze. Alla fine della giornata saluto e la maestra di classe mi dice “comunque sei molto portata ne avevamo bisogno”!
Mi giro e sulla porta dico “corro a casa c’è mia figlia completamente disabile che mi aspetta. GELO TOTALE. Oggi sono arrivata con il mio Ipad e con l’aria di quella incavolata, loro, le maestre hanno cercato di recuperare ma io ho detto: “Sentite, io non sono la maestra di questa bimba, io sono una maestra di classe a supporto della classe, la bimba è di tutti, di tutta la classe quindi o si programma insieme o sono cavoli amari. Se vedeste quello che vedo io in lei, se vedeste dentro questo corpo che non risponde una bimba come le altre desiderosa di scoprire di sapere di giocare di interagire allora questa classe sarebbe migliore, voi sareste delle persone migliori e il mondo sarebbe una favola.” La mia bimba si è divertita un mondo con le applicazioni app… tutti i bimbi erano dietro di lei a cercare di capire cosa stesse usando… ho fatto un piccolo gruppo ricreativo e fuori dal suo banco ha potuto far merenda con altri bimbi… le ho portato un libro di favole e le ho detto in un orecchio di leggerlo quando non ci sono così non si sente sola. Ha diciotto ore e quando è senza di me… è sola a guardare il nulla. Ora sono a casa e guardo mia figlia …e spero e prego che lei possa sopravvivere alle cattiverie e all’ignoranza della gente.
Una maestra e una mamma

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Il bambino con grandi difficoltà necessita di una cura particolare che la scuola non è in grado di dare, né spesso sono in grado di dare i genitori stessi né gli stessi educatori comunemente intesi, né gli stessi pediatri in genere.

Prima di occuparsi di un bambino con gravi difficoltà bisogna avere una visione del mondo, della vita NON materialista, NON nichilista, NON relativista, NON scientista, NON progressista. Cioè bisogna credere naturalmente, spontaneamente che un'anima, uno spirito si è incarnato in quel corpo per ragioni che noi possiamo a stento ipotizzare.

Questi bambini hanno un compito speciale verso se stessi, verso la propria famiglia, verso il proprio ambiente sociale, verso l'umanità in senso lato. Sono gli amministratori umani di Dio, quelli che hanno il compito di tenere in ordine i conti morali degli uomini.

L'essere cristiano dell'educatore viene prima di qualsiasi specializzazione da lui conseguita. Con cristiano si intende colui che sa che il solo e vero taumaturgo è Gesù Cristo, quindi l'educatore è realista non si illude, non illude, non dispera, non pregiudica il suo compito con un giudizio scientista, ma persevera con costanza all'unisono con le risposte del bambino che volentieri si mette in sintonia con l'educatore e con il suo desiderio di comprenderlo.

La scuola, così com'è, non è il luogo per queste imprese. Come ho scritto in un altro commento oggi potrebbe essere il momento giusto per molti giovani capaci per diventare autodidatti. Mentre anche la letteratura ed il teatro hanno lasciato traccia di questa battaglia a due tra educatore ed educando, mi torna alla memoria 'Anna dei miracoli' di Arthur Penn, poi film ed opera teatrale.

Ogni libro pedagogico parla dell'esperienza di un insegnante e di un allievo/a; è da questa esperienza sul campo che sono uscite le linee guida della migliore pedagogia di tutti i tempi, mai dalle 'pensate a priori' al tavolino o dall'accidioso desiderio: 'come me ne lavo le mani?'.

Ora con l'eugenetica ci 'liberiamo' di questi strani angeli che sono qui per ammorbidire le nostre dure cervici, non so quale sarà il costo che tutti pagheremo per questo nostro comportamento superbo, edonista, omicida. Il costo, è certo sarà altissimo per noi e per figli e nipoti che lasceremo su questa terra presto deserta di ogni genuino sentire umano, cioè cristiano.

Anonimo ha detto...

AUTOSCONTRI (c.v.d)

La Stampa ha pubblicato in prima pagina l’intervento di una ragazza di 16 anni, studentessa in un liceo romano, che racconta il suo ritorno in aula.

"All'arrivo avevamo ingressi separati, eravamo in fila indiana, distanziati da puntini. Una telecamera ha misurato la temperatura a tutti. Abbiamo dovuto consegnare un'autocertificazione nella quale dichiaravamo di non aver sintomi del Covid. Dovremo farlo molto spesso, almeno ogni tre giorni Tutta la scuola è piena di frecce nei pavimenti che indicano le vie da percorrere in un solo senso. Quando siamo arrivati in classe abbiamo trovato i banchi nuovi con le rotelle. Nel pavimento ci sono dei puntini gialli, così da mantenere il distanziamento. All'inizio non ho pensato al fatto che sarebbe stato scomodo. Per capirlo è bastato dover prendere un appunto con un piccolo quaderno. Una volta appoggiato, c'era spazio giusto per la penna e la mascherina. Non so come farò quando dovrò tenere sul banco mobile un un libro o il dizionario. La mia amica mancina sta ancora più scomoda di me
Le ruote della postazione si muovono liberamente, e la cosa è fastidiosa. Ovviamente al primo cambio dell'ora alcuni miei compagni maschi hanno fatto una gara di autoscontri. Ma le regole per andare al bagno sono rigidissime: si potrà andare uno alla volta, ed è vietato rimanere in attesa fuori della porta. Non ho ancora capito come si può evitare. "

E neppure noi

Ireneo ha detto...

Stanno cercando di fare i maggiori danni mentali possibili nelle giovani generazioni, i cattolici dovrebbero sapere che sul ponte di comando stanno non da adesso seguaci di sette e culti in lotta con Dio. Questo è l'inizio della fine.

Anonimo ha detto...

Le sofferenze eroiche dei bambini salgono al Cielo come un incenso.
https://www.youtube.com/watch?v=mH3yYAs_yVo
RASSEGNA STAMPA - Commento del Giorno 18 settembre 2020
di Pier Luigi Bianchi Cagliesi.

E "Avvenire" sdogano' Netflix
https://www.maurizioblondet.it/e-avvenire-sdogano-netflix/

Josh ha detto...

https://www.radioradio.it/2020/09/chip-nel-cervello-per-le-nuove-generazioni-sembra-fantascienza-ma-non-lo-e/

26 Mag 2020 ha detto...

Io so quanto è grande un virus, uno di quelli cattivi che fanno strage oggi: più o meno 120 nanometri. Io ho lavorato per il Ministero della Difesa, facendolo con il CNR di Bologna (prof. Franco Prodi, fisico eccellente), per progettare un filtro da mascherina capace di fermare le nanopolveri (le dimensioni sono quelle dei virus) e so quanto questo sia difficile. Per la cronaca, ce la facemmo brillantemente, anche se, poi, per motivi che ignoro il Ministero non diede seguito alla cosa. Il filtro, comunque, esiste e basta solo produrlo.
Insomma, per averci lavorato sopra, so perfettamente che le mascherine che si vedono in giro non servono a null’altro che a rendere un po’ buffo il portatore e ad impedirgli una respirazione corretta, con tutto quanto ne segue.

https://www.facebook.com/stefanomontanari.net/videos/vb.598709533667371/964914790592404/?type=2&theater