venerdì 3 agosto 2012

Il Summorum Pontificum un'arma a doppio taglio

Editoriale di Radicati nella fede, n° 8 agosto 2012 foglio di collegamento della chiesa di Vocogno e della cappella dell'Ospedale di Domodossola dove si celebra la Messa tradizionale.

Non vogliamo fare una critica al documento del Santo Padre, state tranquilli, vogliamo solo dire che può essere usato differentemente, a seconda delle intenzioni che si hanno.

Di fatto abbiamo assistito a un fenomeno strano, in questi cinque anni: al Summorum Pontificum si sono richiamati tutti o quasi, sia quelli che volevano il ritorno della Tradizione nelle chiese della cattolicità, sia quelli che volevano arginarla, perché non desse fastidio al nuovo corso di violenta modernizzazione, ormai introdotto da quasi mezzo secolo. 

Tutto questo noi lo constatammo già nel luglio del 2007. Entusiasti iniziammo a celebrare nel Vetus Ordo (la messa tradizionale), lieti della liberalizzazione miracolosamente operata da Benedetto XVI, e le curie intervennero per dire che quello che facevamo non era l'intenzione vera del Santo Padre. Vi risparmiamo tutti i “tira e molla” di quel tempo, con le diatribe su cosa fosse “messa privata” e su cosa non lo fosse: si arrivò a pretendere che i sacerdoti avessero la libertà di celebrare la messa “antica”, da soli, a porte chiuse, con al massimo un inserviente ben preparato... più “privata” di così si muore, è il caso di dirlo!... si arrivò ad esigere i dati di tutti i richiedenti e assistenti alla messa tradizionale, alla faccia della “privacy”, si tentò di vietare catechismo e predicazione. Tutto questo veniva fatto richiamandosi ai vari cavilli giuridici del documento papale, ai cavilli giuridici, non alla sostanza. 

Poi ci si risolse a screditare dietro le quinte i fedeli della tradizione, con le parole magiche... ”sono dei disobbedienti”, senza specificare oltre. 

In una Chiesa dove regna il caos su tutto, dove pochissimi accettano ancora tutte le verità del Credo senza esclusione, dove i comandamenti sono accolti o rifiutati a piacimento, dove i parroci non possono chiedere quasi più nulla ai fedeli, pena l'essere sottoposti al giudizio pubblico, dove il Papa è criticato per gusti personali (simpatico-antipatico), dove anche nei confessionali la legge morale è sovente inventata dal sacerdote di turno, più o meno “aperto” alle nuove esigenze umane, è molto strano che gli unici “disobbedienti” siano i sacerdoti e i fedeli amanti della Tradizione! 

Non è che la questione dell'obbedienza la si tiri fuori solo per fermare il ritorno alla Tradizione? Quanti fedeli sono stati spaventati così, sibilando loro “attento, sono dei disobbedienti”? Ma quelli che così hanno sibilato, si sono poi curati delle loro anime? ...temiamo di no, l'unico desiderio loro era quello di staccarli dalla Tradizione. 

C'è una cosa che resta il punto centrale del motu proprio Summorum Pontificum, la sostanza: “La messa tradizionale non fu mai abolita” questo è il punto chiaro. Da qui bisogna partire per capirci. Non è una concessione, la messa tradizionale, è una realtà, fa parte della vita della Chiesa. È quindi questione di giustizia non fermarla, la messa di sempre, non impedirne i frutti, né con i mezzi espliciti dei divieti, né con quelli subdoli dell'instillare i dubbi. 

Non fu mai abolita. E allora, lasciatela libera di operare il bene di sempre in tutti i campi della vita. Non fu mai abolita, è stata la messa di secoli e secoli di cristianità, ha fatto i santi della Chiesa... ma allora di cosa avete paura? Sì, di cosa avete paura? Se la fede della Chiesa è quella di sempre, perché avere paura della messa di sempre? A meno che qualcuno pensi che la fede cambi a seconda delle epoche, ma questa è un'altra storia, si chiama modernismo, è un'eresia bella e buona, anzi è l'insieme di tutte le eresie. 

E allora, disobbediente è chi pensa che bisogna modernizzare la fede: e questa è la disobbedienza, la sola gravissima, quella non contro le leggi umane, ma contro la fede."

10 commenti:

don Camillo ha detto...

Ottimo.

Areki ha detto...

Concordo totalmente. Il Signore benedica il lavoro dei coraggiosi sacerdoti di Novara.
La Messa di sempre è davvero la pietra di scandalo davanti alla quale sono rivelati i pensieri di molti cuori..... è anche la mia piccola esperienza personale.
don Bernardo.

Luisa ha detto...

Scusate se vado OT...Mons. Müller ha trovato già un alleato, tutti contro la FSSPX, non che sia una sorpresa, ci sono le implicazioni dogmatiche di Müller e c`è il card. Koch che si accoda e vorrebbe farci credere che dei documenti conciliari per niente dogmatici sono comunque costringenti perchè traggono i loro principi da costituzioni dogmatiche, perchè
interpretano e spiegano i documenti dogmatici.. e, ciliegina sulla torta, non potevano mancare le relazioni con l`ebraismo...pure loro dogmatiche?

Riguardo all'ecumenismo, il porporato ha sottolineato che ''non è un tema secondario bensì centrale del concilio, come ha ricordato una volta Giovanni Paolo II. E' per questo che oggi deve essere un tema centrale della Chiesa. Inoltre, anche la dichiarazione conciliare sulle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane, in particolare l'ebraismo, la Nostra aetate, trova le sue basi nella costituzione dogmatica sulla Chiesa"

http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/lefebvriani-lefebvrianos-lefebvrians-lutero-koch-17263/

Ah se il card. Koch si occupasse di che cosa succede nella sua ex-diocesi, e nella mia Svizzera devastata dai vari novatores ribelli ostili al Papa, al Magistero della Chiesa, ad ogni costrizione.
Quanto sono poco credibii e paradossali quei prelati che vogliono imporci un Concilio tutto infallibile ma non dicono una parola, eppure di parole ne spendono tantissime, su chi ha portato la Chiesa nel caos applicando quei documenti che oggi ci vien detto hanno "implicazioni dottrinali!

Anonimo ha detto...

Cara Luisa,
grazie, è davvero desolante.
ho già postato il nuovo articolo.

Anonimo ha detto...

La Messa di sempre è davvero la pietra di scandalo davanti alla quale sono rivelati i pensieri di molti cuori..... è anche la mia piccola esperienza personale.

Grazie Don Bernardo, è una pietra di scandalo che dovremo tenerci ben stretta!

DANTE PASTORELLI ha detto...

Strano che nessuno di questi papaveri ciarlieri sappia spiegare qual sia il legame tra la NAe e il magistero infallibile della Chiesa.
Si rinvia sempre alla costituzione "dogmatica" del Vaticano II sulla Chiesa. Il concilio giustificato con lo stesso concilio. Assoluta autoreferenzialità.

Anonimo ha detto...

card. Koch che si accoda e vorrebbe farci credere che dei documenti conciliari per niente dogmatici sono comunque costringenti

questo punto dolente denunciato da Luisa rientra nella "potenza d'inganno" di cui parla S. Paolo.

Nota a margine.
Osservo che per tante situazioni di menzogna, spaventose aberrazioni e derive, se la loro denuncia viene fatta da alcuni è rispettata, se viene fatta da altri viene chiamata "geremiade" e respinta come fosse un'idea fissa personale. Non si capisce quali credenziali o quale nome illustre bisogna avere per essere rispettati quando si espongono fatti clamorosi di degrado.
Tantissime cose che qui si denunciano non ottengono lo stesso rispetto e ascolto se vengono dette da Tizio o da Caio, si bada a chi le dice (che forse è simpatico o meno ad alcuni, ma per lo più ignoto ai lettori) e non a ciò che si dice, che è realtà in sè pesante come un macigno.
Il dito e la luna.

Anonimo ha detto...

Tantissime cose che qui si denunciano non ottengono lo stesso rispetto e ascolto se vengono dette da Tizio o da Caio, si bada a chi le dice (che forse è simpatico o meno ad alcuni, ma per lo più ignoto ai lettori) e non a ciò che si dice, che è realtà in sè pesante come un macigno.
Il dito e la luna.


Caro Anonimo,
che siamo purtroppo in una situazione disastrosa ne siamo convinti e lo riconosciamo da sempre. Anzi, il nostro esserci non dipende che da questo.

Il problema non è chi scrive ma cosa vien scritto. Quando ho parlato di 'geremiadi', mi riferivo a contenuti da parte mia condivisibilissimi, ma che invece di rimanere nel tema proposto nell'alveo di un discorso organico di approfondimento, innescano un fiume di critiche a raffica sulle generali -ripeto di per sé condivisibilissime- ma alla fine col risultato di appesantimento... In effetti siamo i primi a metter in guardia i nostri lettori di quanto di negativo succede; ma poi vogliamo anche esporre i principi cattolici da conoscere e da interiorizzare per custodire la fede non senza l'aiuto della Grazia, insieme e oltre alla puntuale denuncia...

DANTE PASTORELLI ha detto...

Vedi, ANONIMO, intanto sarebbe bene darsi almeno un nick, in modo che un anonimo non venga confuso con l'altro e si sappia con precisione a chi si riferisca l'eventuale risposta.
Il problema non è la denuncia dei mali nella Chiesa, né, per quanto riguarda un blogger come me - e come me altri - che non fa parte della redazione, di simpatie o antipatie. Né di tale sentoimenti può esser tacciata MIC, che semmai è troppo paziete.
Se in ogni commento si elencano tutte le carenze e le malefatte degli uomini di Chiesa, la precarietà della dottrina dominante anche in alto, ed a maggior ragione se in un linguaggio non controllato e violento, chi passa dal blog e non ne conosce la storia, anche recente, resta sconcertato e pensa ad una sterile pagina di irrispettose proteste. Inoltre è difficile rispondere a chi mette insieme un numero infinito di problemi. Si potrebbe dire: sì hai ragione e chiudere il blog, perché su certe premesse tutti più o meno siam d'accordo.
Invece è bene che, ribadisco anche con un nick ove non si voglia sottoscrivere con nome e cognome (ed io non ho mai capito perché una persona, un cattolico non voglia affermar la propria fede a viso aperto), si partecipi cercando di conseguir il più possibile la sintesi, la chiarezza e la serietà dell'argomentazione.
Da quando son qui non ho visto alcuna discriminazione, salvo che per alcuni provocatori ben individuabili.
Resta e partecipa. Ogni voce ha il suo valore, ognuno può portar un contributo, uno spunto di riflessione: e questo serve a tutti.

Luisa ha detto...

Condivido ogni parola dell`editoriale dei Sacerdoti di Novara, hanno ragione quando ricordano quanto e come il Summorum Pontifucum ha scatenato la furiosa reazione di chi ha poi agito, pubblicamente o in modo più subdolo, per impedirne l`applicazione.
Viviamo una strana epoca, i disobbedienti quelli veri, quelli che hanno fatto dell`errore e dell`abuso la norma, non solo non sono sanzionati, ma sono lodati e incoraggiati, l`errore non viene più definito tale e gli erranti si moltiplicano, mentre vengono puntati con un dito accusatore i cattolici detti "tradizionalisti" che non domandano che di poter usare la libertà ritrovata, o tale dovrebbe essere, di celebrare la Santa Messa Antica MAI abrogata (anche se nell`intenzione di Paolo VI doveva esserlo...), se osano esprimere il loro disappunto, se non se ne stanno muti come carpe davanti a vescovi e sacerdoti che, loro sì disobbedienti, oppongono il loro rifiuto, "qui da me non passerete...", "qui comando io " , saranno criticati, e dichiarati "disobbedienti".
Ci sono diverse maniere per neutralizzare il Summorum Pontificum e non sono necessariamente i nemici più dichiarati i più temibili.