martedì 14 agosto 2012

Vescovo americano chiede ai suoi seminaristi di imparare l'usus antiquior

Leggo da Tradinews:

Lo apprendiamo dal blog del celebre Father Zuhlsdorf. Mentre i vescovi tutt'al più talvolta celebrano la messa di rito romano nella sua forma extraordinaria soltanto nel quadro di cerimonie eccezionali (ad esempio Confermazioni), il vescovo di Madison, negli Stati Uniti, Mons. Robert C. Morlino, ha celebrato questa forma davanti ai  32 seminaristi della sua diocesi.

Se egli ha celebrato questa messa, antica e venerabile, non è soltanto per offrire un corso dal vivo di storia liturgica, e neppure per dar loro modo di vivere almeno una volta nella loro vita l'esperienza della messa tradizionale. No, la fatica di Mons. Morlino va più lontano. Egli ha esplicitamente dichiarato ai suoi seminaristi che si augurerebbe che tutti imparassero a celebrare questa forma prima di ricevere il sacramento dell'Ordine. Non si tratta evidentemente di fare dei suoi seminaristi dei preti che celebrano esclusivamente l’usus antiquior, benché sia ragionevole pensare che alcuni possano diventare « exclusivisti » dopo aver gustato le ricchezze dottrinali, spirituali e liturgiche di questo venerabile rito.

In sostanza, con l'ordinario di Madison abbiamo un vescovo che esprime chiaramente il suo auspicio che la messa tradizionale sia appresa e compresa e che serva come modello di messa cattolica, anche per la celebrazione della forma ordinaria. Ma, unendo egli stesso il gesto alla parola ha dato l'esempio celebrando questo rito davanti ai preti di domani. Mons. Morlino non è soltanto il vescovo di Madison, è un modello per i vescovi del mondo intero. Che potrebbero ben intraprendere la stessa via…

4 commenti:

DANTE PASTORELLI ha detto...

Se ne parlava l'altro giorno: gli USA ci stanno dando l'esempio e forse una grande lezione.
Oh, se l'Italia qualche volta prendesse gli esempi buoni provenienti da quel popolo!

dal web ha detto...

lo stesso buon esempio lo danno vescovi delle Filippine. Il buon esempio fine dall'alto!

http://www.riposte-catholique.fr/summorum-pontificum-blog/informations/philippines-lexemple-vient-de-haut#.UCuUOVYgekc

Simone da Varagine ha detto...

Ottimo esempio davvero...ovvio,però, fare confronti con il nostro episcopato. Per quello che riguarda quello italiano non vorrei che più che questioni di ideologie ci fossero problemi più concreti e terra terra.Un amico è stato dagli ottimi Francescani dell'Immacolata e dal tenore della predica (ispiratissima ma incandescente a tratti per gli argomenti toccati)mi vien il sospetto che a molti presuli riuscirebbe difficile poi sedersi ai soliti tavoli da magna magna con i già visti politiconi romani con elementi del genere nelle proprie diocesi. Pensiamo a Casini che sembra tanto strizzare l'occhio a Vendola e compagnia...Ovviamente ,come al solito, sono io che penso male.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Ricordati di quel che diceva Andreotti: a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca.
Però non credo che questa sia una causa delle più importanti. I problemi sono di ordine dottrinale. E soprattutto di Fede.
Né manca la piaggeria verso altri più in alto che posson influir su carriere.