venerdì 3 dicembre 2021

Viganò: ”l’Italia è una nazione benedetta da Dio e ha un ruolo chiave contro il Nuovo Ordine Mondiale”

Riprendo l'intervista rilasciata da Mons. Viganò a La cruna dell'ago, che aiuta a comprendere ancora una volta che cosa c’è in gioco in questa battaglia che mira alla riduzione in schiavitù dell’umanità per trascinarla verso il totalitarismo del Nuovo Ordine Mondiale. 
Completo questo incipit con l'ultimo messaggio di Rosario Del Vecchio, molto in tema: "Oggi 3 dicembre, al 9° giorno di digiuno a pane e acqua ... sto bene, tuttavia comincia ad essere dura ... ma poi vedo una intera classe dirigente - di laici e di chierici - inginocchiarsi di fronte al Drago mandato  dalle forze tecnocratiche del Nord Europa per schiacciare l'Italia ... e allora mi tornano le forze per dire NO. Gesù Cristo dall'alto del Carroccio vuole un'Italia libera sovrana rispettosa della dignità umana e pietosa verso i piccoli, Gesù Cristo vuole essere il fondamento morale d'Italia e vuole che il popolo italiano si risvegli e ridiventi degno del suo destino spirituale e storico.  rdv da Legnano". Qui l'indice degli articoli precedenti e correlati.

Viganò: ”l’Italia è una nazione benedetta da Dio
e ha un ruolo chiave contro il Nuovo Ordine Mondiale”

C’è un uomo che in questo momento terrorizza letteralmente la gerarchia della chiesa anti-Cattolica di Bergoglio e le alte sfere del potere globalista. Quest’uomo è stato l’oggetto di feroci attacchi mediatici che lo hanno prima screditato e diffamato fino a descriverlo poi come una sorta di vero e proprio “pericolo” per la società. Quest’uomo è l’arcivescovo Carlo Maria Viganò. Da più di un anno a questa parte, Viganò è ormai divenuto una guida spirituale per tutti i Cattolici, i Cristiani e anche i non credenti che si sentono completamente smarriti e abbandonati in questa epoca di grande afflizione morale e di deserto dei valori.
Viganò riesce a raggiungere tutti coloro che hanno sete di ragione e di giustizia in questo mondo alla rovescia nel quale l’umanità sta vivendo. Sin dall’inizio dell’operazione terroristica del coronavirus, monsignore ha parlato con voce pacata e ferma. Ha subito denunciato il piano del Grande Reset di Davos e la matrice mondialista che ha concepito la farsa pandemica.

Al tempo stesso, ha anche denunciato la corruzione e l’infiltrazione della massoneria nella istituzione che avrebbe più di tutte dovuto presiedere e difendere i fedeli e il mondo da questo assalto infernale, ovvero la Chiesa Cattolica. Probabilmente la “colpa” dell’arcivescovo è proprio questa. La sua “colpa” è quella di aver pronunciato e diffuso verità che i potenti non volevano che venissero dette. In questa intervista che ci ha rilasciato, Viganò aiuta a comprendere ancora una volta che cosa c’è in gioco in questa battaglia che mira alla riduzione in schiavitù dell’umanità per trascinarla verso il totalitarismo del Nuovo Ordine Mondiale.

Monsignore ricorda anche a coloro che sono perseguitati per essere rimasti ancorati alla loro Fede, e per non essersi piegati a questo regime, che non devono abbattersi. Essere messi al bando da una società ingiusta e malvagia deve essere un onore per tutti coloro che hanno subito infami discriminazioni e persecuzioni. Probabilmente è questa la ragione per la quale molte persone guardano a quest’uomo in questo periodo storico. E’ uno dei pochi pastori che riesce a parlare in maniera semplice ai cuori degli uomini comuni. Queste sono le sue parole rivolte ad ognuno di noi.

Eccellenza, ultimamente Lei è stato vittima di feroci attacchi mediatici che si sono sempre più intensificati. Il direttore de La Stampa, Giannini, è arrivato a darLe del “mascalzone” in diretta TV, e Bruno Vespa ha detto che Dio dovrebbe “perdonarla” per le sue posizioni sui vaccini e sulla cosiddetta pandemia. Perché l’apparato mediatico italiano la considera come una sorta di nemico pubblico e perché sembrano avere così paura di Lei?

Come ho già avuto modo di osservare, è tipico di un regime totalitario delegittimare qualsiasi forma di dissenso, inizialmente con la ridicolizzazione dell’avversario, fatto oggetto di derisione per screditarlo; poi con la sua patologizzazione (o psichiatrizzazione), facendolo passare come un pazzo da internare; quindi con la sua criminalizzazione e col creare le premesse per la sua separazione dal consorzio civile.

Le menzogne, gli insulti e gli attacchi personali – come l’ultimo nei miei riguardi, da parte del settimanale Venerdì di Repubblica – fanno parte di questa messa in scena, in cui i sommi sacerdoti del Covid si stracciano le vesti dinanzi a qualsiasi obiezione alle loro falsità. D’altra parte La Stampa e La Repubblica fanno capo alla famiglia Elkann, imparentata coi Rothschild sin dal Cinquecento. John Elkann nel 2016 ha prefato il saggio La Quarta Rivoluzione Industriale di Klaus Schwab, in cui il Presidente del Forum di Davos descrive minuziosamente il Great Reset. L’adesione alla narrazione ufficiale da parte degli esponenti dell’élite implica anche l’azione di discredito e di calunnia contro chi vi si oppone, secondo modalità settarie da cospiratori.

Certo, nel silenzio assordante dei Vescovi e nella propaganda di Santa Marta in favore del siero genico, è ovvio che una voce discordante che denunci il colpo di stato in atto da parte dell’élite globalista disturba e risulta intollerabile per quanti pretendono un assenso irrazionale alle loro dichiarazioni contraddittorie.

A questo proposito, gli organi di informazione mediatica sono persino arrivati a mandare delle vere e proprie spie alle Messe di quei sacerdoti, quali don Giorgio Ghio, che stanno denunciando i danni dei vaccini e la deriva anticristiana che incombe sulla società attuale. Lo spirito della vera Chiesa tradizionalista non solo non sembra essere spento, ma sembra essersi riacceso. Secondo Lei, è questo spirito che atterrisce in modo particolare il potere mondialista?

Premetto che le intrusioni dell’Autorità civile in ambito ecclesiastico violano il Concordato tra la Santa Sede e la Repubblica Italiana, e che la CEI non è la controparte legittima del Governo nel negoziare protocolli e accordi che, in quanto contratti da un non avente diritto, sono nulli. Ciò detto, ritengo che ogni sacerdote abbia il diritto, anzi il dovere di mettere in guardia i propri fedeli dal pericolo concreto e tutt’altro che ipotetico rappresentato dall’inoculazione del farmaco sperimentale, a maggior ragione quando l’intera farsa psico-pandemica è chiaramente strumentale all’instaurazione di una dittatura, al controllo dei cittadini e alla violazione dei diritti naturali e costituzionali col pretesto sanitario.

L’asservimento della Gerarchia Cattolica, delle Conferenze Episcopali, dei Vescovi e dei Parroci alla narrazione ufficiale è talmente sfacciato e cortigiano, da rendere evidente quella infiltrazione della deep church che ho più volte denunciato. Un’infiltrazione che è iniziata da almeno settant’anni e che è divenuta oggi palese per la sua arroganza e per la persecuzione delle voci dissenzienti tanto riguardo alla presunta emergenza pandemica, quanto per ciò che concerne ben più gravi deviazioni dottrinali, morali e disciplinari o inquietanti complicità con il deep state.

Questa evidenza del tradimento dei Pastori ha portato, come contestualmente avviene in ambito civile, ad una spontanea opposizione che parte dalla base – dai laici e dal Clero – e che significativamente tocca tanto la pandemia quanto la crisi della Gerarchia. Da un lato abbiamo i fautori del Great Reset con la loro ideologia anticattolica e anticristica, a cui si affianca la chiesa bergogliana. Dall’altro abbiamo coloro che si oppongono al Nuovo Ordine Mondiale, i quali trovano naturale completamento alla propria impostazione valoriale nell’immutabile Magistero cattolico e nella liturgia tradizionale. Città del diavolo e Città di Dio: la divisione è sempre la stessa, perché le forze in campo sono schierate su due fronti ontologicamente opposti e nemici.

Un ex colonnello dei servizi segreti russi, Vladimir Kvachov, ha definito la pandemia come una sorta di operazione terroristica pensata espressamente per dare vita ad una riduzione della popolazione della terra, e instaurare una sorta di dittatura mondiale. In un articolo pubblicato dalla Fondazione Rockefeller nel 2010 e intitolato “Operazione Lockstep” si parla esplicitamente dello scoppio di una pandemia che consente ai governi di attuare misure autoritarie e repressive della libertà personale per poter edificare successivamente una sorta di supergoverno mondiale. Queste misure repressive sono le stesse che abbiamo visto applicate nel corso dell’ultimo anno e mezzo, quali mascherine e distanziamenti che hanno scatenato una psicosi e un odio sociale mai visti probabilmente nelle società Occidentali. Lei pensa che tutto ciò che abbiamo subito sia stata una crisi preparata ad arte dai grandi poteri mondialisti per precipitare l’umanità in questo stato di paura e sottomissione permanente così da poter dare vita successivamente ad un Leviatano globale?

Lo penso e lo affermo sin dall’inizio della psico-pandemia, quando a Maggio dell’anno scorso denunciai i pericoli e le assurdità di questa grottesca farsa. Conosco bene gli scenari della Fondazione Rockefeller, così come quelli prefigurati dal Great Reset del World Economic Forum (il cui Presidente si è incontrato il 14 Novembre 2019 con il premier Conte e pochi giorni fa con Draghi) e quelli dell’Agenda2030 delle Nazioni Unite.

Questa operazione, che ha richiesto una preparazione minuziosissima e necessita della collaborazione di ampi settori del pubblico e del privato, oltre alla connivenza della Magistratura, delle Forze dell’Ordine e dell’informazione, si configura come un vero e proprio colpo di stato, con il quale la pandemia è la scusa – la profasis – con la quale rendere apparentemente inevitabili le violazioni dei diritti fondamentali e instaurare il regime totalitario del Nuovo Ordine. E in questo Nuovo Ordine vige la superstizione pandemica, con i suoi stregoni, le sue pagode vaccinali, i suoi rituali irrazionali, le sue scomuniche contro i peccatori vitandi, ossia contro coloro che non accettano di apostatare alla ragione ancor prima che alla Fede per abbracciare la follia e la furia ideologica.

Nella società del Grande Reset che Vostra Eccellenza ha più volte denunciato assume un ruolo fondamentale il transumanesimo. Le tecnologie stanno avanzando ad una velocità tale che si parla apertamente della possibilità di controllare il comportamento dell’uomo attraverso dei dispositivi elettronici inseriti nel cervello di un essere umano. A teorizzare questo nuovo prototipo di umano/automa è stato Klaus Schwab, presidente del forum di Davos e principale ideologo di questa società post-umana. La tecnologia dunque non sembra più essere al servizio dell’uomo ma al contrario si sta tramutando in uno strumento per sottomettere e annientare la sfera di libertà dell’uomo stesso. A suo dire, il fine ultimo del transumanesimo è proprio questo, ovvero quello di privare l’uomo del libero arbitrio che gli è stato donato da Dio?

Il transumanesimo è un progetto infernale, nel quale il Demonio scimmiotta l’opera creatrice di Dio pervertendola e corrompendola. L’obbedienza al giogo soave della Legge di Dio è sostituita dalla schiavitù e dalla sottomissione alla tirannide di Satana, in cui non c’è nemmeno tolleranza per il bene e ognuno è costretto a compiere il male, ad accettarlo, a legittimarlo. E nonostante solo Dio possa leggere nella nostra coscienza, Satana cerca di violare il santuario della nostra parte spirituale per controllarlo e indurci a compiere il male anche contro la nostra volontà.

Nel suo ultimo libro Il Great Reset, Klaus Schwab scrive: «Stiamo altresì studiando nuove modalità per utilizzare e impiantare dispositivi interni che monitorano i nostri livelli di attività e i valori ematochimici e in che modo questi possano essere associati al benessere, alla salute mentale e alla produttività a casa e al lavoro. Stiamo inoltre imparando a conoscere meglio il funzionamento del cervello e assistendo a sviluppi esaltanti nel campo della neurotecnologia». È un delirio che solo Lucifero può concepire, e che è destinato al fallimento più totale proprio perché si mostra nella sua matrice anticristica, perché sfida la divina Regalità di Gesù Cristo. Un delirio in cui la creatura, ribelle all’ordine divino, si innalza al posto dell’Altissimo, ripetendo con la medesima sciagurata determinazione il Non serviam di Lucifero.

Satana è simia Dei: in tutto quello che compie per allontanarci da Dio e trascinarci all’Inferno si scorge sempre il grottesco tentativo di imitare il Salvatore, di usurparne la Signoria, di pervertirne l’insegnamento, di sottrarGli le anime. Il Demonio vuole farsi adorare al posto di Dio, vuole che l’Anticristo regni sul mondo e assoggetti alla propria tirannide l’umanità intera, sostituendo la Chiesa di Cristo con l’antichiesa di Satana, ossia con la Religione dell’Umanità, ecumenica ed ecologica.

Lei nei suoi interventi video e nei suoi scritti ha parlato più volte della minaccia incombente del Nuovo Ordine Mondiale. Diversi capi di Stato, politici di rilievo sulla scena internazionale e membri delle famiglie più potenti del mondo, quali George H. Bush, Henry Kissinger, Nicolas Sarkozy e David Rockefeller – solo per citarne alcuni – hanno espressamente utilizzato questa espressione per definire l’obbiettivo politico da raggiungere. Nel corso della crisi del Coronavirus, abbiamo sentito altri politici tornare ad utilizzare frequentemente questo termine. Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha persino detto che le vaccinazioni serviranno proprio per stabilire un Nuovo Ordine Mondiale. Può spiegare cosa sottende questa idea del Nuovo Ordine Mondiale e perché le vaccinazioni di massa avrebbero un ruolo così importante nella sua realizzazione?

Il Nuovo Ordine Mondiale non è né nuovoordine: esso rappresenta la folle ambizione di Satana di rovesciare il piano provvidenziale di Dio, di cancellare la vera Religione che sola conduce alla salvezza eterna e di sostituire l’ordo christianus con il chaos infernale: la menzogna al posto della Verità, l’ingiustizia e la sopraffazione al posto della giustizia, l’arbitrio e la licenza al posto dell’obbedienza alla Legge di Dio, la morte al posto della vita, la malattia al posto della salute, la legittimazione del Male e la condanna del Bene, la persecuzione dei buoni e l’esaltazione dei malvagi, l’ignoranza al posto della vera cultura e della saggezza, la bruttezza e l’orrido al posto della bellezza, la divisione e l’odio al posto della concordia e dell’amore.

Satana non vuole essere adorato ammantandosi degli attributi di Dio, ma pretendendo di rendersi adorabile in tutto ciò che lo rende malvagio, osceno, falso, grottesco e mostruoso. Egli vuole il sovvertimento totale, un sovvertimento ontologicamente diabolico e anticristico, è il Nuovo Ordine, ottenuto con il colpo di stato globale imposto con il pretesto di un’emergenza deliberatamente provocata.

La campagna vaccinale, priva di qualsiasi validità scientifica, serve anzitutto come apparente legittimazione all’adozione dei controlli e dei tracciamenti, oggi con la scusa (peraltro falsa, visto che i vaccinati possono contagiare e contagiarsi) di limitare la diffusione della Covid, domani con l’uso del sistema di credito sociale per l’emergenza green, altrettanto falsa e pretestuosa. Il green pass è pensato come il marchio della Bestia di cui parla l’Apocalisse, per consentire o proibire alle persone di comprare, vendere, viaggiare, spendere, mangiare, vivere.

In secondo luogo, l’inoculazione di un siero genico sperimentale che comporta un indebolimento del sistema immunitario naturale degli individui costituisce un crimine gravissimo, perché trasforma le persone in malati cronici, ossia in clienti a vita delle case farmaceutiche e della sanità privata, con un incremento esorbitante dei profitti dell’élite globalista e un impoverimento della popolazione. Anche questo elemento, apparentemente secondario, rivela la matrice eversiva del Great Reset, perché non costituisce solo un attentato alla salute dei singoli, ma un attentato alla sicurezza nazionale degli Stati, che si trovano le proprie Forze Armate colpite dagli effetti collaterali della vaccinazione e dall’esclusione dei militari non vaccinati. Questo è un punto poco considerato, a mio parere, da chi analizza le criticità della situazione presente, e che mostra il dolo di coloro che, costituiti in autorità, cooperano alla distruzione delle Nazioni per asservirle al Nuovo Ordine.

Sempre per rimanere nel tema del Nuovo Ordine Mondiale, Vostra Eccellenza in uno dei suoi interventi video ha spiegato come il Concilio Vaticano II nei primi anni Sessanta abbia assunto un ruolo fondamentale nel preparare la strada a questo progetto. In questo senso, il Concilio è stato l’evento che ha costruito una nuova chiesa liberale separata dalla tradizione cattolica e vicina appunto allo spirito del mondo moderno, che avrebbe invece dovuto combattere e arginare. Sostanzialmente l’istituzione che avrebbe dovuto essere il katechon, la forza che impedisce la manifestazione dell’Anticristo, se ne è invece fatta portavoce e promotrice. È possibile affermare in questo senso che sono state le forze massoniche infiltratesi nella Chiesa già allora a dare vita a questa transizione? La fase di apostasia che la Chiesa sta vivendo in questo momento storico, secondo Lei, è di fatto la realizzazione della visione avuta da Leone XIII nel 1884 e delle profezie di Fatima nel 1917 e di Akita nel 1973 che annunciavano come la Chiesa sarebbe stata piagata da eresie nel corso dei decenni successivi?

La rivoluzione conciliare rappresenta il 1789 della Chiesa – per la stessa ammissione di uno dei protagonisti del Concilio, il Card. Suenens – che dal Vaticano II fa proprie le istanze rivoluzionarie, l’ideologia liberale, il Comunismo, il collettivismo e più in generale lo spirito del mondo, la teoria gender, la dissoluzione del Cristianesimo non solo in ambito dottrinale, ma anche morale e culturale, ossia come elemento vivificante della Civiltà Cristiana. Questo tradimento, ottenuto con modalità non dissimili da quelle che caratterizzarono l’azione delle Logge contro le Monarchie cattoliche, si è appunto consumato con un’opera di infiltrazione che ha agito su due fronti: uno ideologico e uno pratico.

Sul fronte ideologico, si è corrotta l’ortodossia con eresie ed errori filosofici dei quali ancor oggi subiamo le nefaste conseguenze; su quello pratico, si è corrotta la morale dei singoli, assoggettandoli alle loro passioni per dominarli, rendendoli schiavi dei propri vizi per ricattarli, promuovendo i più corrotti ai vertici di quelle istituzioni che, con il proprio comportamento scandaloso, avrebbero essi per primi screditato e delegittimato. Che credibilità può rivendicare la Chiesa in materia di morale sessuale, quando i suoi più alti Prelati sono pervertiti sporcaccioni? o in materia di onestà, quando i funzionari della Santa Sede sono implicati in scandali finanziari e speculazioni in borsa?

È dunque necessario un ritorno alla Tradizione e ai valori oggi cancellati e dimenticati come l’onestà, il senso del dovere, la fedeltà, l’amore per la Patria, l’onore, la disciplina. Un ritorno all’ordo christianus sia in ambito civile, con una riforma radicale degli Stati; e in ambito ecclesiastico, con l’allontanamento dei falsi pastori ed il ripristino di tutto ciò che è stato distrutto dalla furia ideologica rivoluzionaria del Vaticano II. Se vogliamo che la prova a cui la Provvidenza ci sottopone abbia un termine, è indispensabile che sia rimossa la causa delle punizioni che il Signore ci infligge, ossia questo intero sistema anticristico che nasce dai principi massonici e dalla Rivoluzione.

Restauriamo l’autorità come espressione della potestà di Cristo, e diamo una formazione morale e spirituale a chi governa: un compito arduo, ma che va svolto sin d’ora se vogliamo trasmettere ai nostri figli i valori che faranno di loro buoni Cristiani e buoni cittadini, responsabili dinanzi a Dio del proprio comportamento e desiderosi di obbedirGli, di proclamarLo Re, di renderGli pubblici onori. Riconosciuto nuovamente come Re, Nostro Signore non lascerà che i Suoi figli periscano in battaglia, e darà loro una vittoria sfolgorante. Ma finché non comprenderemo l’errore che sta alla base degli orrori presenti, non possiamo sperare nell’intervento di Dio.

Di recente, Bergoglio ha parlato esplicitamente della necessità di dare vita al Grande Reset tanto da sostenere che non ci sarà più un ritorno alla normalità. Bergoglio dunque si è fatto apostolo della religione universale tanto voluta proprio dalle logge massoniche il cui fine ultimo è quello di rimuovere completamente la cristianità. È possibile affermare che Bergoglio è la naturale conclusione dell’eresia del Vaticano II? Secondo Lei, l’apostasia di cui ci hanno parlato le profezie riconosciute dalla Chiesa Cattolica e le visioni del Beato Holzhauser ha raggiunto già il suo culmine e sta per giungere alla sua conclusione?

Bergoglio è uno dei più convinti adepti della religione globalista: ne abbraccia tutte le istanze, ne promuove i piani, ne propaganda la dottrina, ne combatte i nemici. Se non ricoprisse il ruolo che gli è riconosciuto all’interno del corpo ecclesiale, potrebbe essere considerato il profeta del Nuovo Ordine Mondiale e il principale nemico della Chiesa di Cristo. Il fatto che venga universalmente considerato capo della Chiesa evidenzia un’evidente incompatibilità, un gravissimo conflitto di interessi, un palese tradimento dell’autorità ricoperta.
E le stesse modalità che gli hanno consentito di succedere al dimissionario Benedetto XVI rivelano l’intervento di forze ostili alla Chiesa, concretizzatosi con i maneggi della Mafia di San Gallo ed ancor prima auspicato dal deep state, come emerso dalle mail di John Podesta a proposito di una “primavera della Chiesa” che assecondasse il mondo e rinunciasse a proclamare il Vangelo.

Questo “pontificato” è la coerente applicazione dei principi posti dal Vaticano II, come orgogliosamente rivendicato dallo stesso Bergoglio. Tutto ciò che egli dice e compie dal 2013 è in linea con gli errori implicati dai testi conciliari, dai suoi omertosi silenzi, dalle sue colpevoli equivocità.

Ma come tutto ciò che è opera del Diavolo, non ha alcuna speranza di successo, e serve solo a farci comprendere una verità evidentissima ma che non siamo ancora capaci di riconoscere: l’unica speranza di salvezza risiede nell’abbracciare integralmente la Fede cattolica, così come Nostro Signore l’ha insegnata agli Apostoli e come la Santa Chiesa ce l’ha proposta a credere per duemila anni. Tutti gli errori, i tentativi di accomodamento alla mentalità del secolo, i compromessi per ritagliarsi uno spazio nel mondo, i tradimenti in cambio di potere vengono da Satana, e come tali sono destinati al fallimento.

Se Cristo Re tornerà a regnare nella Chiesa, ancor prima che nella società civile, Egli si degnerà di concederle buoni e santi Pastori, e un Pontefice coraggioso, il quale denunci l’apostasia, combatta gli errori, raccolga intorno alla Croce di Cristo i buoni. Perché la Chiesa, Corpo Mistico di Cristo, è anch’essa destinata alla Passione, ma nella dignità e nell’integralità del suo essere appunto Sposa dell’Agnello Immacolato, e non concubina dell’eterno sconfitto.

Per questo spero e prego che la Provvidenza vorrà concedere al mondo un tempo di pace e di conversione, nel quale riportare i Pastori e il Gregge alla fedeltà al Vangelo, perché possano affrontare degnamente l’ultima persecuzione prima del Giudizio Universale. Se questo tempo propizio fosse inaugurato dalla Consacrazione della Russia al Cuore Immacolato, penso potremmo davvero inquadrare i fatti presenti in quell’ottica escatologica che trova compimento nella vittoria di Cristo sul Demonio.

Vostra Eccellenza nei giorni scorsi ha lanciato un appello pubblico per costruire una sorta di Alleanza Antiglobalista mondiale. Questa alleanza, secondo Lei, dovrebbe avere la sua base ispiratrice in Italia, un Paese storicamente odiato dalla massoneria e dal potere mondialista?

L’Italia è una nazione benedetta da Dio e dalla presenza della sede del Papato. La sua civiltà, composita nell’eredità storica, culturale e artistica delle sue città ma unita nel vincolo della Fede cattolica, è stata sempre oggetto dell’azione disgregatrice di Satana e dei suoi servi. La Massoneria odia l’Italia: ne odia la Storia gloriosa, intrinsecamente legata all’avvento del Cristianesimo prima e alla sua diffusione poi; ne odia le tradizioni, tutte impregnate di Cristianesimo; ne odia l’arte, eminentemente cristiana; ne odia la cultura e la civiltà, voce eloquente della potenza della Fede nell’informare ogni ambito della vita umana; ne odia i Santi, che strapparono all’Inferno milioni di anime con la loro predicazione e il loro esempio; ne odia gli abitanti, il cui carattere lascia ancora trasparire quella genuinità e quella passione profondamente cattoliche, fatte di piccoli gesti, di generosità, di un senso morale tutto cristiano.

Per questo credo che l’Italia debba ricoprire un ruolo principale nell’opposizione alla tirannide del Nuovo Ordine, proponendosi come sede naturale di questa Alleanza Antiglobalista mondiale. E siccome il ritorno di una Monarchia cattolica è al momento difficilmente ipotizzabile, penso che le forme di governo dei Comuni e degli Stati preunitari possano fornire vasta ispirazione a chi volesse proporre una riforma dei governi civili coerente con i principi cristiani e compatibile con le esigenze della modernità: penso in particolare all’Allegoria del Buon Governo affrescata nel Palazzo Comunale di Siena, in cui le Virtù teologali illuminano e dirigono le Virtù cardinali e civiche.

Sono molte le persone che stanno andando incontro a gravi problemi personali e sociali dovuti all’applicazione del certificato verde varato dal governo Draghi. Molti stanno rinunciando allo stipendio per non sottoporsi alla vaccinazione e stanno scendendo nelle piazze per protestare contro la deriva autoritaria senza precedenti che Draghi ha portato in Italia. Cosa si sente di dire a tutti coloro che stanno soffrendo in questo difficile momento storico per via di questa repressione e a coloro che si lasciano andare alla disperazione credendo che in realtà non ci sia più nulla da fare?

Rispondo con le parole di Nostro Signore: «Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in Me; nel mondo avrete tribolazione, ma fatevi coraggio, Io ho vinto il mondo» (Gv 16, 33). A quanti soffrono la discriminazione propria e dei propri cari; a quanti sono stati costretti a sottoporsi alla vaccinazione dal ricatto indegno dell’autorità civile e dalla connivenza scandalosa dell’autorità ecclesiastica; a quanti con coraggio rifiutano di sottostare a norme illegittime e tiranniche; a quanti sono privati dei mezzi di sostentamento a causa della loro coerenza, dico: voi siete la prova che la forza e la violenza con cui il Male si impone possono forse riuscire a colpirvi nei beni, nel corpo, negli affetti; ma non potranno mai, mai togliervi la serenità di essere rimasti fedeli al Signore.

Credete che i Martiri siano persone dotate di poteri speciali? I veri Martiri furono, sono e saranno persone come voi e me, persone dai mille difetti forse, ma animate dall’amore di Cristo, ossia dalla Carità, disposte a dare la vita pur di non rinnegare quell’amore soprannaturale e divino. E se furono capaci, con l’aiuto di Dio, di affrontare la morte tra atroci tormenti, volete voi non essere in grado, sotto il manto della Vergine Santissima, di opporre resistenza a questi tiranni tanto crudeli quanto vigliacchi? Sentitevi onorati del privilegio che vi è concesso di meritare il Paradiso: la vostra fedeltà, la vostra fortezza dinanzi alle imposizioni di un potere ostile vi meriterà l’aiuto e la protezione del Cielo anche nelle piccole cose. Rimanete nella Grazia di Dio, che è l’unico bene che nessuno potrà mai sottrarvi: al resto penserà Colei che invochiamo come Aiuto dei Cristiani. E quando interviene la Madonna l’Inferno trema. Fonte

33 commenti:

Anonimo ha detto...

Il Signore con la mia sofferenza scelta liberamente vuole colpire e risvegliare il cuore dei suoi figli addormentati e inginocchiati ai piedi del Drago. rdv

Anonimo ha detto...

Monsignor Viganò ancora una volta onora il divino comando: "Che il vostro parlare sia sì si no no, il di più viene dal maligno".
Amo il linguaggio schietto di Monsignore. Non si serve Gesù Cristo Nostro Signore e non si salvano le anime con la diplomazia e le mezze verità. Che Maria Santissima protegga Mons. Viganò!

Anonimo ha detto...

... è più preoccupante l'Italia schiava di un totalitarismo tecnocratico mascherato da tutti i media e da tutti coloro che dovrebbero aprire gli occhi al popolo italiano e ai figli di Dio ... è più preoccupante l'islamizzazione dell'Europa, è più preoccupante il suicidio morale culturale militare politico dell'Europa, è più preoccupante il rinnegamento delle radici cristiane d'Europa, è più preoccupante il rinnegamento di Cristo stesso nella Chiesa di Cristo ... perciò dobbiamo sacrificarci " e farci mendicanti" affinché i nostri figli non finiscano come burattini nelle mani dei Proci della finanza globale ... rdv

Viator ha detto...

“Da un lato abbiamo i fautori del Great Reset con la loro ideologia anticattolica e anticristica, a cui si affianca la chiesa bergogliana. Dall’altro abbiamo coloro che si oppongono al Nuovo Ordine Mondiale, i quali trovano naturale completamento alla propria impostazione valoriale nell’immutabile Magistero cattolico e nella liturgia tradizionale. Città del diavolo e Città di Dio: la divisione è sempre la stessa, perché le forze in campo sono schierate su due fronti ontologicamente opposti e nemici”.

Anonimo ha detto...


Per la rinascita dell'Italia sul piano civile, politico, mons. Viganò propone come modello il ritorno all'Italia dei Comuni e degli Stati preunitari? Con tutto il rispetto: mons. Viganò dovrebbe forse ripassarsi la storia nazionale prima di lasciarsi andare ad una proposta politica così palesemente fuori dalla realtà.
Forse l'attribuire t u t t o il male che affligge l'Italia di oggi alla sola Massoneria gli impedisce una visione storica più equilibrata, per quanto riguarda il futuro politico del nostro Paese.

Sai che futuro, ritornare all'Italia dei Comuni, dove la guerra civile era persino tra quartiere e quartiere, o a quella degli Staterelli preunitari, disarmati e vili, miserabili, sfruttati e umiliati in tutti i modi dalle grandi Potenze.
Mons. Vigano, mi permetta, ma Lei lo sa che all'epoca della Restaurazione l'Italia (dei Comuni e dei piccoli Stati) era in pratica colonia, possesso, protettorato di Casa d'Austria? E che questa stessa Casa, con il suo ramo lorenese, ci ha portato la Massoneria in casa, a Firenze, nella prima metà del Settecento, o in ogni caso l'ha protetta e fatta crescere? Il responsabile fu il Granduca di Toscana Francesco Stefano di Lorena, marito dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria, iniziatosi alla Setta a Londra.
Un'Italia domani ritornata alla sua frammentazione preunitaria diventerebbe rapidamente possesso e colonia islamica, si dividerebbe in tanti piccoli distretti maomettani, con la benedizione degli autori del Gran Reset, si capisce, se ancora in sella.
P.

Anonimo ha detto...

Mi sembra strano che mons. Vigano' continui a vivere nascosto in un luogo segreto...
Mi domando:che cosa rischierebbe veramente se oggi si facesse rivedere da tutti in un luogo pubblico, (l'ultima volta avvenne semiclandestinamente il 18 gennaio 2020), anziche' solo sul web dal suo studio privato. Perche' nessuno organizza un evento pubblico per Lui, non dico in Italia se fosse impossibile, ma almeno in U.S.A.? Non sarebbe utile alla causa cosi' importante che sta sostenendo? O forse Sua Eccellenza vuole obbedire al Papa che gli ha intimato di non comparire mai in un luogo pubblico e di non viaggiare?

Pio ha detto...

È dunque necessario un ritorno alla Tradizione e ai valori oggi cancellati e dimenticati come l'onestà, il senso del dovere, l'onore, la fedeltà, la disciplina ecc. Questo è uno dei passaggi chiave dell'intervista. Sono valori propri di una Destra vera, cattolica e non ambiguamente protesa alle elucubrazioni esoteriche di qualche illuminato di passaggio. Non da oggi il ventaglio parlamentare appare scevro di qualsiasi forza che abbia i requisiti richiesti. È vero, purtroppo, che ci sono molti che scambiano il decisionismo di Draghi per un elemento di stabilità e ordine. Ma non tengono conto che il prerequisito dovrebbe essere il Bene comune, la legalità e la rispondenza al Diritto naturale e inviolabile dell'individuo. Tutto questo manca in uno stato che applica il ricatto e tecniche degne di nazioni incivili per non dir peggio. Tutta l'area di centrodestra, inclusa la destra alla camomilla di Fratelli d'Italia sarà ricordata come alleata del nemico.

Pio ha detto...

Ma lei pensa che, dopo tutto quello che ha sostenuto, mons. Viganò possa comparire "tranquillamente" in pubblico?

Anonimo ha detto...

Partiamo dal fatto che il Male ha sempre insidiato il Bene per invidia.
Quando si parla di Tradizione non vuol dire che allora, qualsiasi allora, il Male non si aggirasse intorno cercando chi divorare, si aggirava si aggirava, ma vuol dire invece che erano presenti forze sane, buone in grado di tenerlo a freno, di respingerlo e di poter così vivere cristianamente in modo virtuoso ed operoso, stanti sempre i tentativi degli assalti maligni.

Ora il richiamo a società più piccole la cui organizzazione religiosa, culturale, politica consentiva quasi una conoscenza reciproca di tutti i cittadini significa che è questa rete umana da conservare, da nutrire, da rivitalizzare.

La parrocchia avrebbe potuto essere, nella modernità e post/modernità la continuatrice di quella rete umana religiosa, culturale, politica delpassato, ma la modernità ha messo la Chiesa all'indice e la chiesa all'indice si è lasciata mettere.

Personalmente intendo quindi il richiamo di Mons. Viganò come un invito a ripescare una organizzazione umana che sia il più possibile animata dall'essere umano e non da una tecnologia 'controllora' senza volto dietro la quale uomini si ergono superbi e sprezzanti sulle moltitudini umane.

Come Cattolici sappiamo che ogni generazione deve essere educata,passo passo, momento per momento, e che il buon funzionamento di un paese poggia su chi per quel paese ha dato la sua vita,il suo ingegno,la sua fatica, e poggia sulle spalle di chi in quel paese, al presente, vive ed opera, cominciando dal singolo, dalla famiglia dalla scuola, dal lavoro e... a seguire.

La chiesa è venuta meno al suo compito, lo stato è venuto meno al suo compito, ma la responsabilità più grande è della chiesa che proprio lei si è messa alla scuola del mondo quando era ed è lei che lo avrebbe dovuto educare.

Da Wikipedia copio ed incollo le notizie su:
Ernst Friedrich Schumacher CBE (16 August 1911 – 4 September 1977) was a German-British statistician and economist who is best known for his proposals for human-scale, decentralised and appropriate technologies.[1] He served as Chief Economic Advisor to the British National Coal Board from 1950 to 1970, and founded the Intermediate Technology Development Group (now known as Practical Action) in 1966.

In 1995, his 1973 book Small Is Beautiful: A Study of Economics As If People Mattered was ranked by The Times Literary Supplement as one of the 100 most influential books published since World War II.[2] In 1977 he published A Guide for the Perplexed as a critique of materialistic scientism and as an exploration of the nature and organisation of knowledge....

Anonimo ha detto...

Comunque ci si muova, è pronta la contromossa che ci mette all'angolo.
Non puoi dire nulla, non puoi chiedere, non puoi avere dubbi, non puoi scegliere.
E se ti ribelli, i primi ad attaccarti sono i tuoi compagni di prigionia che hanno le stesse tue catene, solo un poco più lunghe.
Quando gli uomini amano la loro schiavitù e barattano la loro e la tua libertà con l'illusione di un po' più di sicurezza e con i loro ed i tuoi diritti, gli uomini e le donne di buona volontà hanno solo un dovere: opporsi.
Farete un errore, prima o poi: in realtà ne avete già fatti tanti e molti non li hanno ancora visti.
Ma non potrete continuare così ancora per molto.
La storia ce lo insegna, basta saperla leggere; ecco perché il vostro regime del terrore e dell'orrore finirà, anche se sembra che voi non conosciate limiti all'abiezione morale e alla vergogna e facciate di tutto perché questo incubo non abbia mai fine.
Perderete, è solo questione di tempo, perché l'uomo ama farsi ingannare, ma in fondo ama la propria libertà più di ogni altra cosa, tanto da avere rinunciato un giorno al paradiso terrestre per averla.
Nemmeno Dio gliel'ha sottratta e voi non siete più di Dio. Dovrete capirlo, prima o poi.
Stefano Burbi

tralcio ha detto...

La sola vera forza del pastore di anime è l'identificazione nell'Unico Buon Pastore Gesù, Cristo Re, Nostro Signore, vero uomo e vero Dio.
La sua è una voce riconoscibile, perchè parla proprio in quel modo lì.
I pastori così (Giovanni 10,7-18) fanno il bene delle pecore.

Gesù a un certo punto, secondo la volontà del Padre, sceglie di consegnarsi ai suoi nemici: offro la vita per le pecore. E ho altre pecore che non sono di quest'ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio.

Tutto è affidato al Padre. Anche noi dobbiamo vivere in questa fede.
La croce che sta soffrendo la vera Chiesa (anche a causa dei compromessi con il mondo della falsa) è identificazione a Cristo Buon Pastore. Il pastore come Mons. Viganò non nega la croce e dice come viverla, fedeli a Cristo Re. Il Signore gliene renda merito.
E faccia di noi dei risorti, dopo aver conosciuto il Calvario nel modo in cui il Padre ci chiederà.

Anima errante ha detto...

Probabilmente il Monsignore intende un'Italia che, pur rimanendo unita, sua uno Stato delle autonomie e specificità locali, che nei secoli avevano fatto nascere e crescere una fede popolare profondamente radicata
Insomma, il modello centralista dello stato savoiardo ha livellato le specificità locali alienando le popolazioni che si sono sentite sudditi e non cittadini

Anonimo ha detto...


Tutte queste interpretazioni su quanto auspicato da mons. Viganò per il futuro politico dell'Italia si basano sul processo alle intenzioni.
Inteso alla lettera, il suo "progetto" è quello della distruzione dello Stato unitario e del ritorno puro e semplice all'Italia preunitaria, con le sue ascendenze comunali. È lo stesso progetto dei gruppi "tradizionalisti" ai quali ultimamente sembra appoggiarsi.

Una prospettiva a mio avviso fuori dalla realtà, basata su una rappresentazione addirittura mitica del nostro passato comunale e diviso in Stati e staterelli.
Lo Stato italiano attuale non riconosce già ampiamente le autonomie locali? Magari, anche troppo, no?
Abbiamo bisogno di uno Stato efficiente, con una opportuna riforma costituzionale. Sul piano morale, di un gruppo dirigente cattolico dalle idee chiare che si faccia carico di uno Stato efficiente, riportato però ai valori cattolici fondamentali.
L'invasione extracomunitaria e mussulmana, la pressione dei poteri globalisti non si combattono con un frammentarsi ulteriore, un ritorno al piccolo, alla regione-Stato, peraltro già abbondantemente afflitta dai mali dello Stato nazionale.
La cultura politica dei "tradizionalisti" cattolici dovrebbe esser capace di rinnovarsi, uscendo da schemi consunti.
P.

Anonimo ha detto...

"... le forme di governo dei Comuni e degli Stati preunitari possano fornire vasta ispirazione a chi volesse proporre una riforma dei governi civili coerente con i principi cristiani e compatibile con le esigenze della modernità: penso in particolare all’Allegoria del Buon Governo affrescata nel Palazzo Comunale di Siena, in cui le Virtù teologali illuminano e dirigono le Virtù cardinali e civiche..."
"...possano fornire vasta ispirazione ..."

mic ha detto...

Capisco l'obiezione messa in relazione ad alcuni stereotipi presenti nel mondo tradizionalista, ma per me trarre ispirazione non significa tornare pedissequamente a quei modelli ma, più genericamente, estrarne gli elementi positivi secondo le Virtù teologali che illuminano e dirigono le Virtù cardinali e civiche...

tralcio ha detto...

La polis chiede governanti che facciano giustizia.
Nella cultura biblica amare la giustizia conduce alla sapienza.
Amare, pensare e cercare sono tre modi per giungere a vedere Dio.
La giustizia non è la mera rettitudine legale di chi promulga leggi.
Il termine evoca piuttosto la nozione dell'ordine che Dio ha posto nella creazione.
Tanto quanto si cerca di amare, conoscere e vivere secondo la giustizia di Dio, tanto più si diventa sapienti nel governare la polis.
La tragedia della laicité, variamente declinata, è l'impossibilità della giustizia, venendo intrinsecamente meno l'ordine.
Infatti oggi la polis è condotta a partire dal caos.
Le leggi di cui tanto sui parla sono volte al disordine.
E quanto più si riempiono la bocca di scienza, tanto più sono insipienti.
La misericordia di Dio si estende a tutti, perchè Dio ama.
La sapienza di Dio è adorabile perchè porta alla giustizia.
La giustizia consiste nell'ordine e nella bellezza creata da Dio.
La misericordia divina consiste anche nel castigo con cui Egli purifica.
La misericordia è volta sapientemente alla salvezza delle creature.
Quando essa attende con pazienza la conversione, lo fa in vista di un ritorno alla comunione dell'ordine, non nell'accondiscendenza al disordine.
Se dunque la giustizia dice l'Essere di Dio e la Sua Sapienza, giustizia, pietà, scienza e intelletto sono tutti dei doni di Dio. Poi possono essere attitudini dell'uomosi ad un umano creaturale e sacralizzato. Se invece si desacralizza anche la giustizia legale, la scienza asservita al potere, la sapienza fattasi ideologia scadono nel disumano, nell'innaturale, ovvero nel caos, la bruttezza, l'inferno.
Lo scadimento può giungere a vertici irredimibili, eternamente.
Quando parliamo di politica, riforme, governi... Abbiamo a cuore questa sapienza e giustizia? Cerchiamo di rispondere sì, perchè viceversa anche una pretesa politica cristiana sarà solo aggettivata, senza essere né giusta, né sapiente, perchè disordinata.

Anonimo ha detto...


Forse a mons. Viganò farebbe bene un'immersione nel realismo politico dei classici.
Lo dico senza spirito polemico. Non dobbiamo curare, per quanto possibile, la nostra formazione politico-culturale con la lettura dei classici, anche quando non ne condiviamo le idee?
Se vogliamo limitarci a quelli nostrani, gli sarebbe forse utile meditare sulla Storia d'Italia del Guicciardini. Nonché su I Discorsi del Machiavelli, con i commenti del suddetto Guicciardini in calce.
Li stampò a suo tempo l'Einaudi.
Siamo tutti d'accordo che il primo scopo dello Stato è la realizzazione della giustizia? Certamente, ma,a mio avviso, sempre da un punto di vista realistico, come quello espresso da S. Paolo, divinamente ispirato, nel cap. 13 della Lettera ai Romani. Non è la giustizia in assoluto (fiat iustitia, pereat mundus) ma la giustizia del reggitore di uno Stato e di un popolo, che ha in primo luogo il dovere di curare la sopravvivenza del popolo, naturalmente senza disgiungerla dall'attuazione della Giustizia con la G maiuscola, per quanto possibile. S. Paolo giustifica il potere sovrano degli Stati pagani del tempo, compresa la pena di morte ("non inutilmente porta la spada"), nella misura in cui adempie il suo dovere naturale, di provvedere al bene comune, secondo appunto giustizia, giustizia naturale, adesione alle leggi di natura, giustizia espressa al meglio nei celebri concetti aristotelici.
Oggi, in Occidente, si sgoverna in piena antitesi al dovere naturale del governante, con le leggi aberranti che conosciamo.

Ma a mio modesto avviso Mic si illude se crede che i "tradizionalisti" di cui stiamo parlando si ispirino al passato comunale e preunitario (non racchiudibile comunque in un'unica formula) solo da un punto di vista ideale. Essi vogliono distruggere lo Stato unitario in quanto tale, non semplicemente riformarlo e condurlo ad essere uno Stato cristiano. La galassia dei neoborbonici ma più esattamente meridionalisti antiunitari e quindi antiitaliani alle prossime elezioni politiche cercherà molto probabilmente di presentarsi come una Lega del Sud mirante alla secessione. Dopo i fasti della Lega Nord, solo in parte riassorbiti, avremo i fescennini della Lega sud?
P.

mic ha detto...

Ma a mio modesto avviso Mic si illude se crede che i "tradizionalisti" di cui stiamo parlando si ispirino al passato comunale e preunitario (non racchiudibile comunque in un'unica formula) solo da un punto di vista ideale. Essi vogliono distruggere lo Stato unitario in quanto tale, non semplicemente riformarlo e condurlo ad essere uno Stato cristiano.

Io non mi illudo su certe frange tradizionaliste, semplicemente non attribuisco a mons. Viganò una visuale identica come da tua ipotesi. Posso sbagliare, ma penso che le sue parole possano interpretarsi nel senso più generico, come ho indicato.
Anche perché non può essere sua intenzione diffondere un manifesto politico... ma leggere la realtà in termini veritativi, cercando di dare indicazioni di massima in un orizzonte parenetico...

mic ha detto...

Questa è la mia impressione di massima da una lettura cursiva sulla globalità del messaggio. Leggerò l'intervento con più attenzione ci rifletterò meglio.

Anonimo ha detto...


Per ciò che riguarda la parte politica del suo Messaggio concernente l'Italia, mons. Viganò dovrebbe forse chiarire.

Egli si è limitato a indicare come modello per la ricostruzione politico-etica del Paese, l'Italia preunitaria, menzionata nei Comuni e negli Stati preunitari.
In effetti, si tratta di un accenno significativo ma nello stesso tempo generico, che andrebbe precisato meglio, secondo me. Nell'Italia "preunitaria" i Comuni tennero il campo nel Centro-Nord poi scomparvero nelle lotte civili, sostituiti dalle Signorie, dagli Stati regionali del Quattro-Cinquecento, incapaci (tranne Venezia) di resistere all'attacco delle Monarchie nazionali straniere e degli Svizzeri. La storia dell'Italia "pre-unitaria" si concluse con la perdita della libertà d'Italia e un dominio straniero che durò tre secoli e mezzo, scomparendo definitivamente solo nel 1918.
Ci furono in mezzo grandi fioriture culturali, ma la seconda, dall'Umanesimo al Rinascimento non portò forse fuori dal Cattolicesimo? Ebbe questo esito, che non può certamente esser preso a modello dal punto di vista cattolico, anche perché la forma di Stato nuuova che stava nascendo dalla crisi del mondo medievale si incrociò con la crisi del Cristianesimo in Occidente, esplosa in maniera spaventosa nel 1517 e continuata tra guerre e massacri sino al 1648, fine della guerra dei Trent'anni col trionfo di una concezione religiosamente neutra dello Stato.
INsomma, il discorso è assai più complesso, appaiono del tutto generiche le indicazioni date da mons. Viganò. Anche perché, come detto, nell'Italia pre-unitaria si delinearono forme culturali e politiche inacceettabili dal punto di vista cattolico.
Bisognerebbe pertanto distinguere.
P.

Anonimo ha detto...


# Small is beautiful = Piccolo è bello - Sì, però...

Nessuno lo nega. Nessuno nega la necessità di ricostruire la società mediante forme economiche, culturali, politiche che abbiano una dimensione più umana e quindi più piccola, attente a valori che derivano dalle buone tradizioni e dalla vera etica. IL punto non è questo.
Per chiarire cosa intendo dire. Questo nuova organizzazione più umana, che nasca spontaneamente, chi la protegge dal ladro, dal truffatore, dal rapinatore, e, in fine, dal nemico invasore? E chi dirime le liti che inevitabilmente nascono all'interno anche delle migliori organizzazioni o la difende da azioni inique?
Ci vuole un potere super partes, che ammnistri, ammnistri la giustizia, organizzi eserciti contro i nemici; che insomma, protegga, organizzi, legiferi per tutti. Questo potere, esposto in sintesi, non è quello dello Stato? La base della società e della nazione è la famiglia, secondo natura. Ma la famiglia e il mondo del lavoro sono pur sempre limitati ai propri obbiettivi. In ogni nazione organizzatasi in società (nel nesso famiglie-mondo del lavoro) si ha, in forma più o meno perfezionata, quell'istituzione superiore il cui fine è solo il bene comune, di tutta la nazione e quindi di tutte le famiglie e del mondo del lavoro.
Bisogna quindi trovare il giusto rapporto tra le esigenze della società (somma di beni e interessi privati) e quelle dello Stato, il cui fine è il bene comune. E si apre il discorso sulla migliore forma dello Stato o governo.
Ma oggi, il pensiero "tradizionalista", a mio avviso, nega liceità all'idea dello Stato. Vi contrappone una cosiddetta "nazionalità spontanea" (quella dei "popoli" dell'Italia pre-unitaria) che lo Stato avrebbe solo il compito di riconoscere e registrare. Invece, storicamente, la nazionalità, che si costruisce dal basso nel popolo, con le sue istituzioni spontanee, cresce sempre intrecciata all'azione dello Stato, che è quella del gruppo o della classe dirigente a capo dell'istituzione-Stato sopra delineata. Se lo Stato, come istituzione, nasce dalla nazione, è pur vero che la nazione nasce dallo Stato, il quale alle volte viene prima di essa, almeno in parte.
Ha notato qualche storico del passato che la nazione francese fu in realtà una creazione della monarchia francese. E che la "nazione cattolica" (se possiamo usare questo termine) fu creazione della Gerarcia cattolica (venuta meno nella fede e nei costumi, come oggi, si è sfaldata in effetti la "nazione cattolica").
Nel suo contrapporre la nazione, un certo modo di concepirla, allo Stato in quanto tale, l'orientamento "tradizionalista" attuale, sempre a mio avviso, pecca fortemente di astrattezza e non riesce a formulare una proposta politica valida. Non solo, la sua impostazione porta alla disunione e alla disintegrazione.
Con questo intervento forse ho chiarito quello che intendo dire.
P.

Anonimo ha detto...

Mons.Viganò per nascita, formazione, professionalità non incarna nessuno di questi fantasmi che andate sventolando. Cerchiamo di dare uno sguardo anche alla biografia delle persone prima di mettere sulle loro spalle nostre congetture.

Anonimo ha detto...

CARD. SARAH: L'OCCIDENTE TAGLIANDO E RINNEGANDO LE SUE ORIGINI E SI STA SUICIDANDO

Profetizzare la fine del cristianesimo è suicidarsi, perché l'Occidente è stato plasmato dal cristianesimo, dalla sua cultura cristiana, la sua arte è cristiana, tutto è cristiano. Non puoi dire che è la fine dell’Occidente. Puoi rinnegare le tue origini e le tue radici, ed è già iniziato con la Costituzione europea, ma è un suicidio. È come se un albero rinunciasse alle sue radici: questo albero muore. Un fiume, per quanto maestoso, se è tagliato fuori dalla sua sorgente, si prosciuga e scompare. Se promuoviamo la fine della cristianità stiamo promuovendo la nostra fine, il nostro suicidio. Se scompare la cristianità, cioè la civiltà cristiana, la cultura cristiana, la vita cristiana che sono essenziali in una società, è un suicidio. Quando vediamo oggi l'organizzazione sociale - e Giovanni Paolo II diceva che l'Occidente viveva come se Dio non esistesse -, se questo orientamento è fermo, per me è un suicidio. Eppure nel passato l'Occidente ha portato la civiltà cristiana in Africa, in Asia. Siamo stati educati da questa civiltà, dagli europei, e se essi rinunciano a questa ricchezza e a questa eredità, tutto diventerà un’illusione che farà scomparire l'Occidente. Se il cristianesimo scompare dalla sua cultura, un'altra cultura lo sostituirà. Sarà una cultura islamica, buddista, tutto ciò che pervade l'Occidente oggi. Li ricevi a braccia aperte, ma non dai loro la tua ricchezza. Prendi il loro e non so come farai a sopravvivere.

Anonimo ha detto...


"mons. Viganò non incarna nessuno di questi fantasmi che andate sventolando.."

Sono "fantasmi" evocati dalle parole di mons. Viganò, non dalle nostre.

Anonimo ha detto...

Oggi lo stato nazionale ha tradito e quello in continuo divenire europeo pure.
La chiesa ha tradito il Signore ed il compito da Lui affidatole e si è dichiarata, ridendo e scherzando, società mafiosa, purtroppo dicendo il vero.

Quindi anche noi dobbiamo azzerare nei nostri pensieri tutte le grandi organizzazioni trasudanti follia criminale in azione, dalle quali non può venire alcuna buona ispirazione.

L'ispirazione può venire dal Cattolicesimo dei Santi e dai governi che hanno funzionato nel passato, tenendo ben presente che tutto ruota intorno alla persona e che persone mediocri hanno fatto crollare imperi.

Come molti hanno già detto la battaglia è spirituale e culturale. Ci troviamo entro un popolo drogato, non più solo con l'oppio, ma con droghe sottilissime e/o altamente corruttrici dell'io.

Molti si stanno risvegliando, ma sono ancora storditi e non sanno da che parte voltarsi, ben vengano quindi queste riunioni tra intelligenze di diversa estrazione, e ben vengano gli esempi portati da Mons. Viganò e ben vengano, nel piccolissimo, anche i nostri commenti, tutto quello che è detto e fatto secondo verità dissipa la menzogna in cui siamo tenuti.

Personalmente vivo nella certezza che un popolo formato da una maggioranza di Santi
necessita di uno stato essenziale, leggero leggero, ma efficiente.

Un'ultima annotazione sul territorio fisico sul quale viviamo, la geografia dell'Italia, a vederla si direbbe terra di marinai, ma la navigazione per motivi strani ci è stata inibita, 8000 km di coste, mah!? Il territorio, esclusi la pianura Padana ed il Tavoliere delle Puglie si arrocca tra monti e valli di piccole dimensioni. Guardando il territorio si capisce allora come l'organizzazione politico giuridica sia nata e cresciuta nella dimensione del piccolo. Ma i Romani allora? qualcuno dirà.I romani pur non essendo marinai nati, si diedero da fare e liberarono il Mediterraneo dai pirati, e col territorio? Le strade romane, i ponti romani, sono lì a rimproverarci ancora della nostra cecità, e ad insegnarci che strade, asfaltate e ferrate che siano, uniscono. Tempo fa due treni, forse proprio in Puglia se non ricordo male, si scontrarono, causa un solo binario sul quale i treni andavano e venivano alternativamente, linea e treni privati. Quando si esce dalle grandi vie, asfaltate o ferrate che collegano le grandi città, le vie,le strade, italiane possono arretrare anche di un secolo!

Questo paese più bello del mondo purtroppo non è amato, lo si svende e lo si sfrutta come fosse una prostituta.

Anonimo ha detto...

"...paese più bello del mondo..."

La terra, donataci da Dio, è bellissima in sé, ma l'ingegno intellettuale e manuale degli Italiani alta e bassa gente insieme, la resero e la conservarono sempre più bella. Raggiunta la vetta della modernità e l'inizio della post/modernità iniziò un suo nuovo stupro barbarico.

Anonimo ha detto...

L'Italia sta morendo, i suoi giovani figli sono ammazzati o non stanno nascendo ... - che il popolo italiano si Risvegli alla sua dignità trimillenaria e difenda libertà vita onore ricchezza e anima. - Come Voce di uno che grida nel deserto sono all'11* giorno di SCIOPERO DELLA FAME (digiuno a pane e acqua con penitenza preghiera lotta pensiero e denuncia ) contro il suicidio morale - e la dittatura mediatica della maggioranza inginocchiata al Drago - dell'Italia e dell'Europa. La Santa Indignazione per l'Onore della Patria ci chiama a rischiare la vita per il bene dei nostri figli e l'onore dei nostri padri. Che la Madonna d'Italia ci protegga! - Rosario Del Vecchio

Anonimo ha detto...

COME SARANNO RICORDATI....?
Un giorno, spero non troppo lontano, quando tutto sarà finito, come saranno ricordati coloro che hanno introdotto ed hanno approvato il lasciapassare sanitario, spacciato per strumento di libertà, ma che da domani renderà impossibile la vita a milioni di cittadini innocenti? Rileggendo le loro parole, cosa penserà il dottore che ha manifestato disprezzo verso i pazienti che hanno scelto diversamente, il politico che ha proposto un segno distintivo per i no vax, l'insegnante che ha avanzato l'ipotesi di bocciare gli alunni senza green pass, la giornalista che non vede l'ora che arrivi domani, quando il ragazzino di 13 anni o la signora non automunita saranno sbattuti fuori dal bus e multati fino a mille Euro se non si saranno fatti un tampone a loro spese per dimostrare di essere sani? E chi per farsi un tampone dovrà comunque prendere un mezzo pubblico, come farà?
Cosa penserà la madre di una bambina di 6 anni riascoltando la sua dichiarazione in cui candidamente ammette di aver fatto vaccinare la figlia solo per permetterle di avere una vita normale?
A questo servono i trattamenti sanitari?
Cosa dirà la direttrice di giornale che nel suo agghiacciante editoriale gioisce per la misura della super-discriminatoria-tessera-verde perché, a sua detta, salverà il suo Natale, altrimenti minacciato dal lockdown? Da quando in qua si deve gratitudine al ricattatore che ti restituisce solo un po', fra l'altro, di quello che era già tuo e che mai avrebbe potuto e dovuto sottrarti?
Arriverà Natale, ma non sarà un Natale uguale per tutti, e ciò per legge. E nel vedere il giubilo e la sadica soddisfazione di chi pensa che la rovina degli altri sia la sua salvezza, mi vengono solo in mente le parole di chiusa di un capitolo del libro "Cuore" di De Amicis: "E quell'infame sorrise".
Stefano Burbi

Anonimo ha detto...


Ammiro il grande coraggio di Rosario Del Vecchio. Mi chiedo tuttavia se la sua scelta sia quella giusta.
Abbiamo bisogno di apporti intellettuali più che di ogni altra cosa, in questo momento.
Di personalità che contribuiscano ad un dibattito difficile, al fine di mettere in piedi una possibile alternativa cattolica di valore.
In grado tuttavia di associarsi alle forze sane della laicità che non accettano la deriva dominante.
PP

Anonimo ha detto...


Ancora sulla "nazionalità spontanea" e lo Stato - Esempio storico di un rapporto complesso. [prima parte]

Come ho ricordato, quello che possiamo considerare oggi il pensiero cattolico "tradizionalista" (neo-legittimista e reazionario, secondo i tradizionali schemi liberali di un tempo) cerca di elaborare un concetto di nazione visto in contrapposizione netta con quello dello Stato. Si tratta della dottrina della "nazionalità spontanea", che sembra riprendere prospettive del pensiero storico e della filosofia politica dei grandi autori "reazionari" del passato. La "nazionalità spontanea" svilupperebbe la tematica della "nazione organica" e della conseguente nozione "organica" dello Stato, da contrapporsi a quella c.d. "giacobina" dello Stato-nazione accentratore nato dalla Riv. Francese.
Semplificando, possiamo dire: la "nazionalità spontanea" sarebbe quella che verrebbe riconosciuta e accolta in uno Stato inteso come organismo sapientemente diretto da un potere non accentratore. Uno Stato, quindi, che lasciasse ampio spazio ai corpi intermedi e alle autonomie locali - che si basasse assai più sugli usi e costumi che sulle leggi imposte da un potere centrale, anche di tipo democratico.
Punto essenziale di questa dottrina è che la "nazionalità spontanea" viene prima dello Stato, p r i m a nel tempo. Lo Stato deve riconoscerla e proteggerla ma senza interferire con il suo contenuto, supposto "organico".
Nella loro polemica antiunitaria, gli odierni meridionalisti oppongono come nazione spontanea formatasi nei secoli, dai Normanni in poi, lo Stato meridionale, da ultimo (secondo loro) sapientemente governato dai Borboni. Un'unità compatta, l'Italia meridionale, costruitasi organicamente, che lo Stato unitario italiano avrebbe per così dire "violentato".
Questa polemica, a prescindere da un'esaltazione iperbolica del Borbone, si basa su verità parziali. In questo senso: è esistita una società meridionale "organica" nei suoi usi e costumi ma, in quanto "nazione", questa società è venuta in essere ad opera dello Stato, la cui azione ha creato alla fine il carattere "organico" della società.
Consideriamo, infatti, come è nato lo Stato unitario dell'Italia meridionale. [Continua - se mic me lo consente]
P

tralcio ha detto...

Il genere umano è la preda fatta propria, mediante l’inganno, dal principe di questo mondo. Ma la Divina Sapienza, che creò l’uomo per affidargli la Sua creazione, l’ha soccorso.

Così il Verbo si è fatto carne per operare la redenzione, liberando l’umanità dal laccio. Il Cristo si è coinvolto nella storia con la sua carne e il suo sangue per ridurre all’impotenza, mediante la morte di croce, colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo, e liberare così quelli che erano soggetti a schiavitù per tutta la vita.
Il mistero della Redenzione si è già attuato, si rinnova in ogni Santa Messa, eppure deve ancora compiersi.

La storia presenta dei passaggi, come fu al Getsemani, in cui Gesù stesso può dire a chi compie il male: “Questa è la vostra ora, è l’impero delle tenebre”. E accade perché si adempiano le Scritture.

Tutto succede con il concorso di comprimari umani e potentati terreni, che si illudono di realizzare i loro deliranti progetti partoriti nel disordine dello spregio di Dio. Invece ciò che avviene è quanto dispose la Sapienza dall’eternità, perché si compisse al tempo stabilito. Chi ne diventa il protagonista perverso e sacrilego finisce con il procurare un immenso male a se stesso e concorre al dispiegarsi della Provvidenza verso le vittime perseveranti nella fede, che vivranno la volontà divina di bene per il genere umano.

Il nemico finisce con l’essere lo strumento inconsapevole della volontà di Dio, persino quando lo stesso Gesù arriva a dire: “è la vostra ora, l’impero delle tenebre”. Un’ora scelta e decretata dal Padre e che vede l’obbedienza del Figlio, vero Dio e vero uomo.

La tenebra è la convinzione anticristica di essere luce per l’umanità fino a mettere le mani su Cristo allora e oggi sulla cristianità, Sua eredità. Tenebra che associa tutti i poteri terreni che concorsero alla Passione: il sinedrio, i capi e gli anziani del popolo pur beneficato di miracoli, il Re galileo, il procuratore romano, l’apostolo traditore e gli altri impauriti, rinnegatori e dubbiosi.
Tutto il potere terreno del diavolo, nel mondo, è il potere dell’anticristo e gli viene concesso “la sua ora”. Solo quella e sarà breve. Serve a purificare i cuori del resto fedele, mentre chi il cuore ce l’ha immacolato, come la Beata Vergine Maria, corredime nel dolore di madre. Non a tutti sarà perdonato, anche se Gesù predica perdono dalla croce per coloro “che non sanno quello che fanno”. Non per tutti la cecità sarà di giustificazione. Dio legge nei cuori e non potremo mentire.

Intanto però succede che accada: “Questa è la vostra ora”. Breve, ma c’è e terribile, straziante. E’ l’ora che sarà accordata nella storia a chi farà ai discepoli ciò che riguardò il Maestro. Ai cristiani ciò che riguardò il loro Signore Gesù Cristo. Una battaglia contro le potenze dell’aria (Ef 6,12).

Ognuno in quell’ora vive la relazione con il potere terreno finito nelle grinfie di Satana, ma nell’orizzonte più ampio di un’obbedienza dovuta ad un livello più alto e vincolante. La responsabilità personale nel collaborare alla propria salvezza passa da questa priorità che non disdegna la ragione nell’adempiere la fede. Vale in campo scientifico e giuridico, così come in quello filosofico, canonico e teologico.

L’autentico umanesimo trae origine dall’Incarnazione del Verbo che ci vede celebrare l’Avvento nella prospettiva della libera consegna di Gesù, vero Dio e vero uomo, Cristo Re, alla Passione che ci ha redenti.

Anonimo ha detto...


Nazionalità spontanea e Stato - seconda parte

Dopo le invasioni barbariche l'Italia si era abbastanza ripresa sotto la monarchia gotica e aveva mantenuto l'unità. Era una società cristiana governata da una minoranza ariana. Ma con la Guerra Gotica (535-553) era tornata a far parte dell'impero romano (d'Oriente). Completamente devastata e spopolata, era stata invasa dai Longobardi (568). Da allora, divisa sino al 1861. Quale nazionalità, più o meno spontanea? Più di una, tra loro confliggenti. I barbari longobardi, i bizantini cristiani ma greci in sostanza. Dopo il crollo dell'impero carolingio, che ne aveva incorporato una parte, si trovò suddivisa in varie entità territoriali. Ognuna di esse una "nazione spontanea"? No, evidentemente. Intanto, nei costumi gli abitanti erano tutti cristiani.
E qui va detto che l'azione della Chiesa, con la sua ferrea e centralizzata gerarchia, la sua unica dottrina, la sua organizzazione capillare al di là e al di sopra dei vari territori, era nei fatti come l'azione di uno Stato accentrato, i cui sudditi erano tutti i battezzati, quale che fosse la loro "nazione". Nota : forma-Stato della Chiesa istituzione, che appariva con la struttura di uno Stato sopranazionale anche senza avere uno Stato in senso proprio, ancor prima di possedere il c.d. Patrimonio di S. Pietro. Allora: la "nazione cristiana" creata dall'azione della Chiesa gerarchica, com'è vero che Nostro Signore ha cominciato a costruire la sua Chiesa partendo dai quadri, dai 12 e dai 72, non dal popolo dei fedeli: una milizia compatta che eseguiva gli ordini del suo Capo, senza discutere.
Accanto all'unità e uniformità nei costumi creata dalla Chiesa, la difformità della frammentazione politico-territoriale.
I NOrmanni apparvero nell'Italia meridionale all'inizio dell'XI secolo. Da feroci pirati scandinavi erano diventati parte della Francia, avendo un re francese, incapace di contenerli, dato loro in feudo la penisola normanna (886). Come si inserirono nel Sud d'Italia? Nel 1010 una loro torma, in pellegrinaggio verso la Terra Santa, preferì restare nel nostro Sud, a Salerno, offrendo i suoi servigi sia a Bizantini che a Longobardi, prendendo parte alle loro continue guerre.
A quel tempo, il Sud era diviso tra n o v e Stati : il Catapanato bizantino (Puglie, Basilicata, Calabria); l'Emirato mussulmano di Sicilia; i Principati longobardi di Benevento, Salerno e Capua; i 4 Ducati bizantini di Napoli, Gaeta, Amalfi e Sorrento. Erano tutti perennemente in guerra tra loro, oltre alle lotte esterne contro il Papato o il S.R. Impero. I Normanni fecero fuori tutti, uno alla volta "seguendo una politica applicata con metodo, cioè quella di vendersi al maggior offerente e di destreggiarsi in modo da ottenere sempre maggiori conquiste". Il primo loro feudo fu Aversa, ottenuto dal Duca di Napoli (1029). Al primo nucleo di avventurieri, altri seguirono. Una politica astuta e predatrice, riconosciuta alla fine sia dall'impero che dal papato, nel 1129, con il riconoscimento della dignità regia a Ruggiero II.
Fu questo regno, accentratore e guerriero, a creare l'unitaria "nazionalità spontanea" dell'Italia meridionale, sul piano politico, economico, culturale, assorbendo e in parte distruggendo elementi estranei, come l'Islam o il retaggio bizantino. Sul piano morale e religioso, l'unità l'aveva già creata l'azione della Chiesa.
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Anonimo ha detto...

"...l'unità l'aveva già creata l'azione della Chiesa..."

L'unità italiana e l'unità europea passano per il Diritto romano e per il Cattolicesimo romano destinati entrambi a venir attaccati, assaliti dai barbari di ogni tempo passato,presente, futuro.

Un esempio importante per l'Italia futura potrebbe essere la piccola Svizzera, in particolare per la sua neutralità con un esercito regolare e leva obbligatoria. Una volta che l'Italia fosse in grado di difendere i suoi confini e difendere la sua neutralità davanti al Dio e al mondo, allora potrebbe darsi da fare per creare una novella unità nel rispetto del suo territorio, che non ha le caratteristiche dei grandi spazi americani o asiatici e nel rispetto della sua cultura che sempre affonda le sue radici nel Diritto Romano e nel Cattolicesimo Romano che ha evangelizzato il mondo. Per questo urge restaurare ogni cosa in Cristo, che ha qui condotto San Pietro e San Paolo, qui diventati Suoi testimoni martiri. Il primissimo passo è la restaurazione della Chiesa; in contemporanea un Diritto snello, non contaminato da un azzeccagarbuglismo di stampo mafioso;a seguire la neutralità eterna, difesa da un esercito regolare con leva obbligatoria; eppoi una buona educazione permanente per tutte le nuove e vecchie generazioni di Italiani.