mercoledì 22 dicembre 2021

Novena di Natale - VII Giorno. O Rex géntium

Oggi è il settimo giorno della Novena di Natale. La stiamo percorrendo ogni giorno con una delle Antifone "O" nella meditazione di dom Guéranger.

22 dicembre – VI Antifona
O Rex géntium, et desiderátus eárum, lapísque anguláris, qui facis útraque unum: veni, et salva hóminem, quem de limo formásti O re delle genti, oggetto dei loro desideri! Pietra angolare che riunisci in te i due popoli ! Vieni e salva l’uomo che hai formato dal fango.

O Re delle genti! Tu ti avvicini sempre più a quella Betlemme in cui devi nascere. Il viaggio volge al termine, e la tua augusta Madre, che il dolce peso consola e fortifica, conversa senza posa con te lungo il cammino. Adora la tua divina maestà e ringrazia la tua misericordia; si rallegra d’essere stata scelta per la sublime missione di servire da Madre a un Dio. Brama e teme insieme il momento in cui finalmente i suoi occhi ti contempleranno. Come potrà renderti i servigi degni della tua somma grandezza, quando si ritiene l’ultima delle creature? Come ardirà sollevarti fra le braccia, stringerti al cuore, allattarti al suo seno mortale? Eppure, quando pensa che si avvicina l’ora in cui, senza cessare d’essere suo figlio, uscirai da lei ed esigerai tutte le cure della sua tenerezza, il suo cuore vien meno e mentre l’amore materno si confonde con l’amore che porta verso Dio, è sul punto di spirare in quella lotta troppo impari della fragile natura umana contro i più forti e i più potenti di tutti gli affetti riuniti in uno stesso cuore. Ma tu la sostieni, o Desiderato delle genti, perché vuoi che giunga al felice termine che deve dare alla terra il suo Salvatore, e agli uomini la Pietra angolare che li riunirà in una sola famiglia. Sii benedetto nelle meraviglie della tua potenza e della tua bontà, o divino Re, e vieni presto a salvarci, ricordandoti che l’uomo ti è caro poiché l’hai formato con le tue stesse mani. Oh, vieni, poiché l’opera tua è degenerata, è caduta nella perdizione, e la morte l’ha invasa: riprendila nelle tue potenti mani, rifalla, salvala, perché l’ami sempre, e non arrossisci della tua creazione.
(da: P. Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, Edizioni Paoline, 1959, p. 309.)

8 commenti:

Natale triste a Napoli ha detto...

Niente più Messa di Natale celebrata in latino, come da oltre venti anni sono abituati ad ascoltare i fedeli della chiesa di San Ferdinando di Palazzo, a Napoli. Don Lino Silvestri, il sacerdote nella cui “giurisdizione” rientra la chiesa, di piazza Trieste e Trento, ha infatti comunicato che non intende più celebrare il rito. Così: punto e basta. A nulla sono valse finora le proteste dei fedeli legati alla celebrazione in latino, tra i quali figurano esponenti di antiche famiglie napoletane, docenti universitari, studenti ed imprenditori. Eppure uno spiraglio sembrava essersi aperto dopo che una loro lettera era arrivata sulla scrivania di monsignor Battaglia, arcivescovo di Napoli.
Il rito in latino consentito da un Motu Proprio del Pontefice
Vi si invocava l’applicazione dell’applicazione del Motu Proprio Traditionis Custodes di Papa Francesco. Tale documento fa infatti salvo il diritto dei gruppi già esistenti a continuare a partecipare al rito in latino alla ripresa delle celebrazioni sospese per la pandemia. Monsignor Battaglia dà il proprio assenso e invita i richiedenti a designare un sacerdote per la cura spirituale del gruppo. E qui entra in gioco don Silvestri. È lui il prescelto. L’arcivescovado approva ma lui non dà seguito. I fedeli provano a contattarlo telefonicamente, e quando sentono la sua risposta ne restano sbigottiti. «Per voi non c’è più posto andate altrove», urla nel telefono.

Anonimo ha detto...

Bergoglio ha specificato in T. C. che la nuova messa-cena protestante è l'unico rito della sua chiesa conciliare.
Almeno Bergoglio ha il pregio di essere stato chiaro e di avere messo fine ad un equivoco che non poteva durare per sempre. Voi potete insistere finché volete, ma la chiesa conciliare non vi vuole più, a meno che non andiate alla nuova messa-cena protestante. Volendo rimanere nella chiesa conciliare, nata col Concilio Vaticano II, che voi riconoscete, mi sembra l'unica soluzione.
Volendo invece aderire alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana bisogna percorrere un'altra strada.

Quel che è bene nei confronti del Signore è bene anche per noi ha detto...

Dottor Paolo Gulisano, Epidemiologo e Dirigente presso il Servizio Prevenzione e Malattie Infettive di Lecco: "Qui in Italia si è giunti alla proibizione di fare la Comunione in bocca secondo la forma tradizionale perché si pensa che, prendendo la Comunione in questo modo, ci può essere un aumento del rischio di contagio.

Ma è realmente così? In realtà non c’è un pericolo maggiore di quando si riceve la Comunione sulla mano; anzi, evidenze scientifiche dimostrano come l’uso della distribuzione della Comunione sulla mano può essere più rischioso rispetto all’uso di riceverla sulla lingua. Ciò è dovuto all’evidenza che sulle mani si depongono molti microrganismi patogeni, batteri, virus e quant’altro. [...] A questo punto, allora, si potrebbe pensare che possa essere il sacerdote a contagiarsi toccando le labbra del fedele che si comunica e trasmettere il virus agli altri fedeli che si comunicheranno dopo. Seppur dovesse accadere la possibilità che il sacerdote tocchi le labbra dei fedeli, non può infettarsi e ciò per un motivo molto semplice: il coronavirus è presente in una percentuale bassissima nella saliva. Esso può essere presente in modo considerevole nel muco nasale o catarrale e non nella saliva perché in essa c’è un enzima, il lisozima, che è un disinfettante naturale.

Si vuole la prova di quanto affermo? I tamponi che si eseguono per prelevare campioni di muco contenenti coronavirus sono rinofaringei e non orofaringei, cioè si prelevano dalle mucose nasali o dalla faringe e non dalla bocca. Quindi la possibilità che un sacerdote possa infettarsi, toccando la lingua del comunicando, nell’atto di assumere la Comunione è ininfluente. Il virus, infatti, non si trasmette attraverso la saliva, ma attraverso le secrezioni, come per esempio attraverso gli starnuti, o i colpi di tosse o parlando ad alta voce; in tutti questi modi si possono diffondere delle microgoccioline a forte pressione. A meno che un fedele, all’atto di ricevere la Sacra Particola, non starnutisca o tossisca addosso al sacerdote, è estremamente improbabile la trasmissione del virus.

Il timore dei vescovi o dei parroci non è, pertanto, giustificato quando scelgono di considerare più sicura la distribuzione dell’Eucaristia sulla mano.

A rigor di logica, stando al loro ragionamento, ai fini della sicurezza sanitaria dovrebbero addirittura consigliare ai fedeli di prendere la Comunione in ginocchio perché, se c’è preoccupazione della trasmissione per via aerea e se, consequenzialmente, vogliamo tenere lontane le vie respiratorie dei fedeli da quelle dei sacerdoti, non c’è niente di meglio che ricevere la Comunione in ginocchio, in modo che naso e bocca del fedele siano più distanti dal naso e dalla bocca del sacerdote.
Inoltre, per la legge fisica naturale, la Comunione cade sulla lingua per la forza di gravità e quindi diminuisce il pericolo del contatto con la mano del ministro di Dio."

Anonimo ha detto...

TEMPO DI AVVENTO E SANTO NATALE - Meditazione del Rev. Don Giorgio Ghio
TRIARII TV - MERCOLEDÌ 22 DICEMBRE 2021 - 0RE 21:15
https://www.youtube.com/watch?v=qRWFHsukHiY

M ha detto...

Certo

Valeria Fusetti ha detto...

La falsa pandemia, come ha affermato mr. Schwab,è una buona occasione, per i supposti "padroni del Mondo", di levare ogni illusione di potere alle masse, e prendere in mano apertamente la gestione del Mondo. Come operano i padroni così opera il "direttore spirituale" da lorsignori intronizzato lo scorso anno. Per poterlo fare "legalmente" prima c'è stata la rinuncia al titolo di Vicario di Cristo. Titolo definito storico,e questo atto gravissimo è passato nella quasi indifferenza generale,ora si dichiara detronizzato Nostro Signore. E a chi Lo vuole morto (letteralmente), si spiega quanto male, tutto questo,faccia ai cattolici ! Il "parroco" che urla nel telefono che "qui" non c'è più posto per noi compie un semplice atto di carità, cerca di dare la vista ai ciechi e l'udito ai sordi: andate da un'altra parte, sinché siete in tempo !

Ho zelato la gloria di Dio o la mia ? Esame di coscienza .Il 2° esempio dimostra quali astuzie si debbano escogitare per cercare di evitare che sfascino tutto. ha detto...

Se la realtà non è conforme alle loro idee, peggio per la realtà.
https://www.aldomariavalli.it/2021/12/23/traditionis-custodes-e-responsa-ecco-nomi-e-ragioni-che-stanno-dietro-alla-guerra-dichiarata-alla-tradizione/


"La concede volentieri"? È una ben strana concessione. ...
http://blog.messainlatino.it/2021/12/lesorcismo-monte-berico-vi-con-il.html#more

AMORTH: Vuol sapere da dove nasce? Da un tentativo compiuto dal cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, e dallo stesso cardinale Medina di introdurre nel Rituale un articolo - allora era l'articolo 38 in cui si autorizzavano gli esorcisti ad usare il Rituale precedente. Indubbiamente si trattava di una manovra in extremis per farci evitare i grandi errori che ci sono in questo Rituale definitivo. Ma il tentativo dei due cardinali venne bocciato, Allora il cardinale Medina, che aveva compreso la posta in gioco, ha deciso di darci in ogni caso questa scialuppa di salvataggio, aggiungendo una notifica a parte.

Anonimo ha detto...

Scusate:
risponde a verità quanto leggo?
Amicus Plato, sed magis amico Vèritas
Attenzione!
Ci sono da puntualizzare alcuni aspetti:
1) se hanno (a modesto avviso di chi scrive INFONDATI) "scrupoli di [sic!] coscienza" ad andare alla FSSPX, a Napoli ha ricevuto l'autorizzazione il gruppo che celebra a San Gaetano;
2) da questa estate a San Ferdinando non si celebrava più;
3)ciò che si celebrava a San Ferdinando, a rigor di termini non era una Messa Tridentina. Era un ibrido. Alcune parti Messale '62, altre messali precedenti, altri '65 e, qualche volta pure concelebrazione;
4) a leggere bene il comunciato, l'arcivescovo, come ha fatto con quelli di San Gaetano, così anche al gruppo di San Ferdinando aveva rilsciato tutti i permessi. Chi celebrava prima, ha scelto di non farlo più. Motivi? Affari suoi! Che io sappia, nessun documento lo obbliga a comunicarceli.