lunedì 6 dicembre 2021

Le apparenze di pace ecclesiatica sono state appena spazzate via dalla Traditionis custodes. Per i decenni a venire «i priorati saranno le vostre parrocchie»

Il Superiore del Distretto di Francia della FSSPX] lancia un messaggio particolarmente significativo, con una frase profetica di mons. Lefebvre, in un momento di grande incertezza per gli Istituti ex Ecclesia Dei [qui - qui - indice articoli qui]. Fa il paio con recenti considerazioni di LifeSiteNews [qui]. Non possiamo sapere quali saranno gli effettivi sviluppi; ma l'orizzonte attuale è questo.

Le apparenze di una tregua nella crisi della Chiesa sono state appena spazzate via con la Traditionis custodes. Per i decenni a venire, «i priorati saranno le vostre parrocchie».
Cari amici e benefattori,
I priorati della Fraternità San Pio X sono le vostre parrocchie”. Così monsignor Marcel Lefebvre si rivolgeva ai fedeli negli anni 80. Questa affermazione sembrava un po' insolita all'epoca. I fortunati avevano frequentato questi famosi priorati per meno di cinque o sei anni. Ricordiamo che in Francia, terra benedetta del "tradizionalismo", il Fondatore della Fraternità non ha aperto i primi tre priorati fino al 1976.

Ma anche per i pionieri che potevano accedere a uno dei rari priorati allora esistenti, la parrocchia era ancora vicina, faceva parte della vita, questa parrocchia di elezione dove un sacerdote aveva custodito la tonaca, il catechismo e, soprattutto, la messa tradizionale. Andare in un priorato non poteva che essere un evento occasionale, per un ritiro, una cerimonia, una confessione. Forse qualcuno ha mai detto: "I conventi (benedettini, domenicani, francescani, gesuiti, ecc.) sono le vostre parrocchie"? Questo non ha senso, tranne che per chi vive vicino a una casa religiosa e trova conveniente frequentarvi le funzioni. Ma questa pratica marginale non è mai diventata un principio generale. Questa affermazione di monsignor Lefebvre, "I priorati sono le vostre parrocchie", è rimasta dunque enigmatica.

In verità, era potentemente profetica. Nella mente della maggior parte di coloro che hanno resistito alla sovversione religiosa, c'era una convinzione spesso inconscia, ma reale: "Questa crisi è solo temporanea, sarà presto risolta, le cose funzioneranno, sarà eletto un buon Papa, le parrocchie torneranno presto alla messa tradizionale”.

“I priorati sono le vostre parrocchie”. Con straordinaria lucidità, il “vescovo di ferro”, con il suo sguardo sapiente, ha visto la realtà della crisi che scuoteva la Chiesa. Ha capito che questa crisi sarebbe stata lunga, difficile, estenuante, e che la speranza di trovare parrocchie “normali” non poteva che essere remota. Per questo ai fedeli dichiarava ancora (in sostanza): “Stabilizzatevi, costruite una rete di vita cristiana attraverso cappelle, scuole, case di riposo, ecc. che vi proteggerà per tutto il tempo che durerà questa crisi”.

Da parte sua, in quanto Fondatore della Fraternità San Pio X, organizzò quello che doveva essere il centro nevralgico di questo "cristianesimo di sopravvivenza": i priorati. È nei priorati, infatti, che i sacerdoti pregano, studiano, riposano e si fortificano, per poter raggiungere le cappelle, le scuole e gli altri luoghi dove santificano i fedeli cattolici che resistono coraggiosamente al diluvio di errori e peccati che sta investendo il mondo e la Chiesa.

Monsignor Lefebvre ha parlato con grande forza dei conventi in una conferenza ai sacerdoti nel maggio 1988, affermando che il convento è più fondamentale di altre opere, siano esse capitali come scuole o case di ritiri spirituali. “Il priorato”, ha detto, “è la soluzione per preservare la grazia del sacerdozio, per preservare il fervore del sacerdote. (…) Penso di poter dire in verità che se accadesse che i priorati sparissero, non avremmo più una Fraternità. (…) La Fraternità si fonda essenzialmente sui priorati. (…) Di qui l'importanza capitale, a mio avviso, della costituzione dei priorati”.

In questi priorati, che sono bastioni materiali e spirituali, fortezze, cittadelle, risiedono due o tre sacerdoti, un fratello, a volte suore. Questo piccolo gruppo, apparentemente insignificante, basandosi sulla vera dottrina cattolica, sulla grazia di Cristo e sul sacrificio della Messa, questo piccolo gruppo si occupa di operare per la santificazione di centinaia di fedeli sparsi per il priorato, per ricostruire con loro e in loro un vero cristianesimo. Da parte loro, questi fedeli veramente cattolici si ergono intorno al priorato come un muro di preghiera, affinché i santi angeli proteggano i loro sacerdoti e i loro religiosi da ogni debolezza, errore, scoraggiamento. Questi devoti vi portano anche, per quanto è necessario, le risorse materiali affinché l’opera del priorato (la vita dei sacerdoti, la vita delle cappelle, delle scuole, delle svariate opere) possa effettivamente perdurare.

I sacerdoti, a partire dal priorato, raggiungono i fedeli mediante la predicazione della fede, la celebrazione della liturgia e i sacramenti. Da parte loro, i fedeli devono radunarsi vicino ai loro priorati stringersi intorno ad essi. In senso morale e spirituale, certo, e senza riserve. Ma anche in senso materiale, se è possibile e quanto è opportuno: collocare il proprio alloggio vicino al priorato permette di beneficiare con più facilità dell'apostolato del sacerdote. Non dobbiamo trascurare questo criterio quando decidiamo l'ubicazione del nostro alloggio (ad esempio, al momento della pensione): poter andare a messa a piedi è un elemento di scelta che può in gran parte controbilanciare alcune comodità di una casa che fosse lontana da qualsiasi aiuto spirituale.

Ma, anche se non possiamo risiedere nei pressi di un priorato, dobbiamo, nelle circostanze molto difficili che stiamo attraversando, e che (sia chiaro) non miglioreranno negli anni a venire, avere un profondo, organico legame con il nostro priorato. Lo abbiamo attraverso la cappella che frequentiamo, naturalmente, dove il sacerdote ci dispensa la dottrina e la grazia, ma dovremmo andare oltre, e prendere l'abitudine di frequentare lo stesso priorato, anche per ricaricare le batterie lì, per ricevere una formazione adeguata, affinché i nostri figli siano formati a conoscere e amare Dio, affinché sappiamo di avere una “casa base spirituale”, un luogo che ci aiuta a rimanere cattolici, a non lasciarci andare. Un luogo che è per noi baluardo della cristianità, un luogo dive ci sentiamo fortificati, incoraggiati, rivitalizzati. 

In particolare, il priorato è per i sacerdoti che vi conducono una vita religiosa necessaria per il loro equilibrio (quindi necessaria anche per il vostro equilibrio) un luogo di studio, di approfondimento della dottrina cristiana e, per quanto necessario, della verità (la sana filosofia alla scuola di san Tommaso, l realtà storica al di là di ogni mascheramento, ecc.). Perché la Rivelazione divina racchiude, chiarisce e protegge le verità che la ragione umana può conoscere. Senza fede, la ragione umana, danneggiata dal peccato originale, è soggetta a deviare molto rapidamente: è facile vederlo nella nostra società apostata.

Nella vita di un sacerdote, questo studio non è affatto marginale, non è una parentesi, un semplice "passatempo". Al contrario, appartiene alla sua vocazione, che è insegnare la verità, e la verità più alta, quella che riguarda Dio. Le labbra del sacerdote sono depositarie della conoscenza, ed è con la sua bocca che si cerca la conoscenza della legge di Dio, perché egli è l'angelo del Signore degli eserciti” (MI 2, 7). Per poter insegnare in modo giusto ai fedeli affidati alle sue cure, il sacerdote deve impegnarsi ogni giorno per una migliore conoscenza della dottrina divina.

Ma i fedeli, per la loro salvezza, hanno bisogno della verità non meno dei sacerdoti. È quindi anche necessario e opportuno che questa verità, studiata e meditata dal sacerdote, raggiunga i fedeli, attraverso sermoni, conferenze, bollettini, libri, talvolta (se davvero possibile) trasmissioni radiofoniche o Internet. Ma anche attraverso incontri personalizzati, perché ogni fedele ottenga la luce sul punto delle sue difficoltà personali. È anche in questo che va ricercata la “vicinanza” con il priorato, affinché ogni fedele possa ricorrere all'illuminazione della scienza sacerdotale quando ne sente il bisogno.

Cari fedeli, raccoglietevi intorno ai vostri priorati, frequentateli regolarmente, siate attaccati ad essi come alla pupilla dei vostri occhi. Le apparenze di una tregua nella crisi della Chiesa sono state appena spazzate via con la Traditionis custodes. La lotta continuerà a lungo, non sarà facile e ogni giorno avrete bisogno di queste roccaforti spirituali. Siate pienamente consapevoli: per i decenni a venire, «i priorati (e solo essi) saranno le vostre parrocchie».
Abate Benoît de Jorna, Superiore del Distretto di Francia
Fonte: Lettera ad amici e benefattori del Distretto di Francia n° 90 
[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

12 commenti:

Anonimo ha detto...

E' proprio così, come i conventi divennero centri religiosi di cultura, di teologia, di scienza, di medicina, di arte, di economia così oggi i priorati devono diventare le scialuppe, le piattaforme, entro ed intorno alle quali i Cattolici possono vivere, lavorare, pregare, seguendo il Signore senza essere commissariati da una chiesa che chiesa non è più.

Anonimo ha detto...

PRAEFATIO DE SANCTO NICOLAO

Vere dignum et justum est, æquum et salutare, nos tibi semper, et ubique gratias agere, Domine sancte, Pater omnipotens, æterne Deus: Qui beatissimum Nicolaum, caritatis tuæ dulcedine delibutum, honorum operum incrementis, multisque virtutum donis exornasti: eumque Ecclesiæ tuæ adeo strenuum fidei assertorem dedisti, ut quam verbo et opere docuit, signis in universo mundo probavit, ab hæretica pravitate in tormentis quoque defendit, miraculorum copia confirmare non desinat. Et ideo magnificentiam tuam in hujus sancti Pontificis glorificatione exultantibus animis collaudamus: sed et supernæ Virtutes atque angelicæ Potestates hymnum majestati tuæ concinut sine fine dicentes

Francesco ha detto...

Il problema purtroppo è questo: quando la "scure della misericordia" si abbatterà sugli Istituti Ecclesia Dei (ed i sacerdoti che ad essi appartengono verranno dispersi), la FSSPX riuscirà a far fronte alla accresciuta "domanda" di Messe tradizionali? Perché non si può realisticamente chiedere ad una persona anziana o ad un padre di famiglia con dei bambini piccoli di farsi 200 km in macchina tutte le domeniche per raggiungere un priorato della Fraternità...

Diego ha detto...

Pro multis non pro omnibus. Detto questo io dico che ci si deve organizzare. Il cristiano che non vive di ristrettezze tende a "sedersi". Si possono organizzare car sharing, baby sitting, insomma ognuno faccia quel che sa. Il rito antico che è ancora organico alle diocesi, per il tempo che gli è concesso, sia ponte tra la diocesi e la fraternità. Utile strumento di "travaso". Certo, molti non saranno d'accordo ma se la barca affonda si trasferiscono i passeggeri sulla scialuppa. Certo, non è la nave con tutti i suoi bei ponti ma è meglio di affogare. Poi ognuno agisca in coscienza.

Anonimo ha detto...

😱
DONNE BENEDICONO SACERDOTI E VESCOVI

...è successo questo 25 Novembre
Fine Messa assemblea ecclesiale dell’America Latina e dei Caraibi
Cardinale Alvaro Ramazzini :

“Normalmente siamo sempre noi uomini quelli che benedicono, giusto? Andiamo ora, se siete d’accordo, a invertire la cosa proprio adesso”.

“Ora dunque, come espressione del nostro cammino sinodale e impegno per l’eliminazione di ogni violenza contro le donne, chiederemo a tutte le donne membri dell’assemblea di benedirci: cardinali, vescovi, sacerdoti e diaconi; pastori delle nostre comunità cristiane”

Fonte:

https://www.aldomariavalli.it/2021/12/05/un-cardinale-e-alcuni-vescovi-chiedono-di-ricevere-la-benedizione-da-un-gruppo-di-donne/

Valeria Fusetti ha detto...

Caro Francesco, sono una persona anziana a cui il Signore, anni fa e del tutto "per caso", ha fatto trovare un Priorato della fsspx. Abito lontano e, sinché potrò, andrò alla Santa Messa uno o due volte al mese. Quando mio marito, e le chiusure a cui l'illegittimo governo ci condanna, mi accompagna in macchina. Per il resto Esercizi Spirituali, Santo Rosario, preghiera, lettura della liturgia del giorno, buoni blog come questo. Internet è un argomento sul quale dissento con una parte dei sacerdoti della Fraternità. Abito in un vero e proprio deserto spirituale, ed è attraverso alcuni blog che non sono scappata a gambe levate il primo anno durante il quale meditavo di ritornare nella Chiesa Cattolica. Ho chiesto di essere riaccolta quando, la fede di qualcuno mi ha fatto capire che cosa significa che "la Chiesa è il Corpo di Cristo". Oggi è un Corpo rifiutato dai suoi e sul quale si sputa, viene flagellato, riempito di spine, crocifisso. Una Madre alla quale i figli immergono nel cuore una spada e, non contenti, la torcono. E che anch'io ero stata uno di quei figli. Era l'ultima possibilità, e se me ne andavo avrei tradito, definitivamente, il Signore. Così sono rimasta, ed il mio premio è stato di trovare la Fraternità, e la Santa Messa e la Confessione, che volevo con tutte le mie forze, con tutto il cuore. Il Signore me l'ha concessa, per cui va bene con i limiti che ci sono. Ringraziamo il Signore anche, o forse soprattutto, per i sacrifici che ci chiede, sono veramente piccoli. In cordibus Jesu et Mariae.

Anonimo ha detto...

Una bella lettera, che condivido pienamente. Lodo il realismo dell'abbé de Jorna quando scrive "... nelle circostanze difficili che stiamo attraversando, e che (sia chiaro) non miglioreranno negli anni a venire...". Lodo la sua onestà, che non si prende gioco delle persone illudendole quando proprio non è il caso.
Per il resto, non tutto il male viene per nuocere: è la fine di un equivoco.
Preghiamo lo Spirito Santo affinché i sacerdoti, i seminaristi, i religiosi e le religiose, i fedeli degli istituti Ecclesia Dei si schierino per la Chiesa Cattolica e non per la sua contraffazione. Gesù è Maria si attendono da loro una sola semplice parola: ADSUM!

Anonimo ha detto...

...e che avrà fattomai, via .sto vescovo .

https://www.liberoquotidiano.it/news/italia/29698832/papa-francesco-arcivescovo-parigi-michel-aupetit-peccato-carnale-non-grave.html

Anonimo ha detto...

Im dlfondo lo aveva
Già detto chiaramente

https://www.google.com/amp/s/amp.ilgiornale.it/news/cronache/papa-sdogana-piacere-sesso-e-cibo-1889423.html

Perciò perché sorprenderci di fronte alle odierne dichiarazioni? Della serie "siccome il peccato carnale in modo particolare appare praticamente inevitabile, tanto vale declassarlo a semplice mancanza da fragilità umana .compresi quelli compiuti da consacrati/e". Forse ignorando quante lotte hanno sostenuto molti danti contro questo peccato per dimostrare fedeltà a Dio pur innezxo a cadute ma avendo sempre di fronte l'obiettivo fondamentale di non caderci più ..

Anonimo ha detto...

Vedi la preghiera infuocata di San Luigi Maria de Montfort
http://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2015/05/parrocchia-virtuale-san-luigi-maria_31.html

Anonimo ha detto...

Sperare contro ogni speranza, a questo siamo chiamati in questo tempo, anche contro le sempre più frequenti evidenze contrarie, proprio causate dagli innumerevoli e indegni pastori, che vanno cercati, evidenziati, setacciati, perché sono altamente inquinanti. Non sarebbe invece il momento in cui i degni Pastori, invece di essere isolati, si unissero, in tutti i sensi, conoscendosi anche personalmente e fossero un cuor solo e un'anima sola? Se la rete satellitare dovesse andare in tilt, bisognerebbe aver costruito altri tipi di conoscenze più reali e concrete. Chi ha orecchi per intendere...

Anonimo ha detto...

https://onepeterfive.com/in-praise-of-archbishop-lefebvre-and-defense-of-the-sspx/