venerdì 5 agosto 2022

Tira brutta aria sull’enciclica Humanae vitae

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Il 25 luglio scorso la Humanae vitae di Paolo VI ha compiuto 54 anni.

Siamo tutti ben consapevoli che la teologia morale cattolica è (purtroppo) in grande trasformazione e che il terreno delle innovazioni più problematiche è la morale sessuale. Già l’esortazione apostolica Amoris laetitia [vedi] ha eliminato gran parte delle indicazioni della Familiaris consortio e della Veritatis splendor di Giovanni Paolo II. La posizione dei vertici ecclesiastici sull’esercizio della sessualità fuori del matrimonio, sulle convivenze pre-matrimoniali, sull’omosessualità, sulla contraccezione, sulla pianificazione familiare e perfino sull’aborto è incerta quando va bene e completamente dissonante dalla tradizione quando va meno bene. Da molte parti arrivano inviti a riformulare la dottrina su questi temi, compresa la revisione del testo del Catechismo.

Fortemente impegnata su questo fronte, oltre alle facoltà teologiche soprattutto di Milano e del Triveneto, è la Pontificia Accademia per la Vita che sistematicamente ormai mette in questione tutte le verità di teologia morale che rientrano nel suo campo di competenza [qui e link per approfondire; vedi sull'Humanae vitae; qui]. Di recente il dicastero guidato da Vincenzo Paglia ha pubblicato un testo per certi versi scandaloso sul quale sono state espresse posizioni di forte preoccupazione [qui, qui] sdoganando esplicitamente la contraccezione e la fecondazione omologa.

Tutto questo fa pensare che a breve si possa arrivare anche ad una nuova formulazione dottrinale sulla contraccezione con una sostanziale revisione dell’enciclica di Paolo VI Humanae vitae. L’agenzia ultra-progressista “Adista” accenna ad una nuova enciclica di Francesco su questo tema che potrebbe annullare (senza dirlo esplicitamente come è ormai nell’uso) gli insegnamenti precedenti. Del resto, le diocesi non sono più impegnate in nessun modo nella formazione ai “metodi naturali”.

Il nostro Osservatorio ha difeso e difenderà l’enciclica Humanae vitae e ritiene, con altri, che i suoi insegnamenti siano irreformabili in quanto formulati dal Pontefice regnante nella dichiarata consapevolezza del suo magistero.

Segnaliamo alla vostra attenzione:
- Il fascicolo del “Bollettino di Dottrina sociale della Chiesa” dal titolo “Cinquant’anni di Humanae vitae” [qui]. 
 - La relazione che Stefano Fontana ha tenuto a Cagliari, invitato dalla Facoltà teologica della Sardegna, dal titolo “Humanae vitae: aspetti politici dell’enciclica sull’amore coniugale” [qui
Stefano Fontana - Fonte

14 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma non è che se arriva pinco pallino (anche Bergoglio) e cambia qualcosa automaticamente cambia il significato di quella cosa: anche se la legge permette (o obbliga) qualcosa di sbagliato, esso non cessa di essere sbagliato. Il Male è sempre male, il Bene sempre bene. Smettetevi sempre di stracciarvi le vesti a ogni bergogliata, a ogni cosa di cattivo che fa la gerarchia, o i politici etc...Io non vedo alcun problema se anche la Chiesa inizia a considerare non-vita i bambini: sappiamo che c'è vita dal concepimento, punto. Non mi interessa se considera peccatori gravi, omosessuali, divorziati, pagani vari come i battezzati, sappiamo che così non è. Non mi interessa se un giorno mi sopprimeranno la messa: la so già a memoria e me la dirò di nascosto. Di necessità faccio virtù: mi intereressa il paradiso non le cazzate di Bergoglio ne di quanti lo seguono.
In questa stagione della storia le cose vanno così, pensate a turarvi le orecchie e ricordare la Tradizione, non a mostrare sempre e di continuo le nefandezze che vengono prodotte da qualche religioso ateo.
D'ora in avanti mettete solo post su santi o festività come già fate: parlate di Tradizione, non di schifezze. Non importa se caleranno gli ascolti: chi andrà in paradiso cerca il Bello, non il marciume.

Anonimo ha detto...

Troppi ritengono che sia solo per ignoranza che la gente non si avvicina a Dio; nella generalità dei casi è più giusto dire che la gente non si avvicina a Dio a causa della propria condotta.

Gesù Nostro Signore è stato chiaro: «il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce» (Gv 3,19-20.)

"Se noi fuggiamo da Dio, è perché la Sua Bontà è per noi un rimprovero e perché l'unione con Lui esige la disunione e il divorzio dal male, dal peccato"

Mons Fulton J. Sheen

Anonimo ha detto...

Sì, non abbiamo piu' fede.

Anonimo ha detto...

Amico, capisco il tuo stato d' animo, tuttavia ricorda che il Signore stesso ha invitato i discepoli a spiegare le ragioni della propria fede a chi lo avesse chiesto

Anonimo ha detto...

Ormai quasi tutti hanno dimenticato che l'H.V. è discutibile non per ciò che proibisce, ma per ciò che si è lascito credere che consenta .

Anonimo ha detto...

Una delle cose che mi impressionano di più è che al giorno d’oggi non è più l’eresia, ma è l’ortodossia a fare notizia,come se fosse ormai pacifico che anche la Chiesa non creda più al suo messaggio di sempre.
Talvolta anche nel mondo cattolico si giunge a pensare che debba essere la divina Rivelazione ad adattarsi alla mentalità corrente per riuscire «credibile», e non piuttosto che si debba «convertire» la mentalità corrente alla luce che ci è data dall’alto. Eppure si dovrebbe riflettere sul fatto che «conversione» non «adattamento» è parola evangelica.
La prima frase che Gesù pronuncia inaugurando il suo apostolato non è: «Il mondo va bene così come va; adattatevi e siate credibili»; ma è: «Il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al Vangelo» (Mc 1,15).
Card. Giacomo Biffi

Anonimo ha detto...

Bisogna dare battaglia perchè Dio conceda la vittoria! Non si deve cedere di un millimetro rispetto alla Humanae Vitae.

E.P. ha detto...

Il problema della HV è che piovve addosso ai prelati criptoabortisti poco tempo dopo che Paolo VI aveva consentito er dibbattito (addirittura allargando la commissione per lo studio del controllo delle nascite, da 6 a ben 72 membri). Quando un Papa si mostra possibilista (cfr. suo discorso del 23-6-1964), tutti - amici e nemici - prevedono uno spiraglio di possibilità, non una negazione totale (il giorno dopo, in commissione, votarono 65 contro 7 per l'abolizione del divieto di contraccezione...!).

E così, quella che doveva essere una stangata per i criptoabortisti, ebbe l'effetto contrario di far avanzare er dibbattito sorprendendo (così si dice) perfino Paolo VI: la Humanae Vitae «ottenne il risultato esattamente opposto al suo intento».

Vi prego di andare a rileggere questo articolo di Tim Rohr [link] sul tema, non fatemelo ricopiare qui.

Chiariamo i termini ha detto...

Una delle
materie, in cui la confusione delle lingue, in ambito cattolico è stata più
intensa è circa la PIANIFICAZIONE FAMILIARE. Se ne fa, oggi, più che altro,
una questione di metodi (Astinenza periodica vs/ anticoncezionali
artificiali), ma, la Chiesa, al riguardo, ha sempre insegnato che, a monte e
prima dei metodi, si tratta di un problema di scopi. Ormai, che il numero
delle gravidanze e l'intervallo tra esse sia materia di cui i coniugi
cattolici possano decidere liberamente, salvo :
a) usare allo scopo l'astinenza periodica;
b) accogliere sempre senza troppe remore i figli nati da eventuali fallimenti dei loro
piani, è comunemente, se non proprio insegnato, quanto meno suggerito. Siamo
certi che la Volontà di DIO sia questa?
La Chiesa ha sempre lodato e portato ad esempio la famiglia numerosa. Da
quando c'è Bergoglio a Santa Marta, la confusione (che già imperava dal
Vat.II), ha raggiunto il culmine. Basti dire che, a fine 2014, scoppiò un
dibattito tra esponenti del Cattolicesimo "Progressista", "conservatore" e
"tradizionalista", proprio riguardo al rapporto tra giudizi della Chiesa
sui metodi "naturali" (espressione che, come ho detto più volte, trovo
ambigua e fonte di fraintesi, è preferibile parlare di astinenza periodica), e giudizio della Chiesa sui Sacramenti ai
divorziati risposati . Alcuni dell'ala "progressista" dicevano che, come Pio
XI e Pio XII avevano condannato i metodi "naturali" e poi Montini li ha
approvati, così si possono approvare i Sacramenti ai divorziati risposati. I
conservatori, invece ( e qualche tradizionalista si è unito a loro)
affermavano che Pio XI e Pio XII NON AVEVANO CONDANNATO I METODI "NATURALI",
ALTRIMENTI MONTINI NON LI POTEVA APPROVARE. Tutte le parti coinvolte nel
dibattito, non hanno centrato i termini esatti del problema. LA CHIESA, con
Pio XI e Pio XII (ma anche prima) NON aveva condannato i metodi
dell'astinenza periodica (giusto) *ma neppure li MAI aveva approvati "SIC &T
SIMPLICITER"* . Aveva sottoposto il giudizio al riguardo, al confessore.

Chiariamo i termini2 ha detto...

IN
materia trascrivo i punti salienti del dizionario di teologia morale (ed.
Studium 1968,QUARTA EDIZIONE) .Si tratta di
un 'opera collettiva, ("corale" diremmo oggi) coordinata dai CARDINALI
F.Roberti (Prefetto PRO TEMPRE del Tribunale della Signatura Apostolica, la
"Corte di Cassazione " della Chiesa) e P. Palazzini (segretario, SEMPRE
ALL'EPOCA, della Congregazione per il Clero). Faccio presente che NON si
tratta di un saggio, per così dire "privato", scritto dagli Autori, allo
scopo di esternare della loro idee personali (alla Kasper o alla Ravasi intenderci). Siamo
in presenza di testo UFFICIALE, al livello di un atto di magistero (tanto
più che, in nota ad ogni voce, c'è il rimando a precisi atti pontifici)
destinato ESPRESSAMENTE ad essere usato dai confessori, per fornire loro
indicazioni su come comportarsi con i fedeli.
Dalla voce "Continenza periodica" (pagine 412 e 413 del Primo volume )
DOTTRINA MORALE
-"[..] l'AuTORITà Ecclesiastica, già nel 1880 ha dichiarato che la
continenza periodica è lecita, QUANTO AL MEZZO. QUANTO ALLO scopo :evitare
la prole e tener piccola famiglia DISTINGUO. [..]La morale cattolica ha sempre
insegnato che il fine primario della vita coniugale è la procreazione dei
figli. Non di uno, due o tre, ma di quanti sono l'effetto naturale della vita
coniugale normalmente vissuta.La Chiesa cattolica reputa la famiglia
numerosa come la forma normale della famiglia e l'effetto naturale di una
vita coniugale [..]. Quando ci sono ragioni speciali gravi, è lecito tenere
piccola la famiglia. Ne segue che, i coniugi che vogliono tenere piccola la
famiglia, in assenza di tali ragioni speciali e gravi PECCANO. [...] CONIUGI
VIRTUOSI, degni del nome di Cristiani e consapevoli del loro dovere verso
Dio, la Chiesa e la Patria, non pensano di diminuire volontariamente il
numero dei figli, se non in presenza di circostanze speciali e gravi.[..]
Dato il grande pericolo di ingannarsi al riguardo I CONIUGI CRISTIANI NON
PROCEDERANNO ALL'ATTUAZIONE DELLA CONTINENZA PERIODICA SENZA IL CONSIGLIO DI
UN CONFESSORE. LA DOTTRINA FIN QUI ESPOSTA EBBE UN'AUTOREVOLE CONFERMA
NELL'ALLOCUZIONE TENUTA DA PIO XII ALL'UNIONE CATTOLICA ITALIANA OSTETRICHE
IL 29 OTTOBrE 1951 [AAS, 43-1951, 844-845] . "

Anonimo ha detto...

6 agosto 2022 18:42

Credo che oggi moltissimi si sposino per motivi altri, tipo il lavoro di due che consente doppie entrate, viaggi, frequentazioni di amici, una certa stabilità affettiva...così la famiglia si rimpicciolisce. Viceversa spesso dietro le famiglie numerose vi è uno dei due coniugi che cerca di mantenere legato l'altro/a che fin dall'inizio aveva il patrimonio più sostanzioso.

Il controllo compulsivo delle nascite a livello popolare credo sia iniziato nel dopoguerra, nella mia infanzia gli adulti venivano tutti da famiglie numerose, parimenti molte erano le coppie che non riuscivano ad avere figli e provavano, provavano...ma quell'atteso figlio mai arrivò. Oggi la maggior parte di chi non ha figli sono quelli che non lo cercano e non l'hanno mai cercato.

D'altra parte la vita moderna è concepita piena e veloce ed un bambino deve sbrigarsi a crescere per entrare nel vortice vitale di mamma e papà, ma un bambino non ha bisogno di vortici, né di velocità, né di un susseguirsi di eventi e neanche di socializzare quando porta ancora i pannolini. Oggi una mamma che sta a casa con i suoi bambini non è ben vista da nessuno, neanche dalla sua stessa famiglia di provenienza...anche dal marito. Sono pochissimi i mariti contenti della moglie, mamma, casalinga. Pochissimi. Fortissima è stata ed è la pressione sociale per far uscire la donna fuori di casa. Fortissima. Le quote rosa ormai le trovi in ogni dove...e non se può più! Maschi e femmine dovrebbero, secondo i nostri tempi, fermarsi a vita intorno ai trenta quaranta anni, restando ragazzi e ragazze, compagni e compagne...marito e moglie, mamma e papà sono obsoleti, troppo gender connotati, oggi va l'androgino gender versatile. I bambini, in questo mondo, non possono neanche avere un'infanzia come Dio comanda; un'infanzia che possa essere fondamento della vita fino all'estrema vecchiaia quando si vanno a succhiare quelle radici che furono gettare al concepimento fino ai primissimi venti anni.

Anonimo ha detto...

Stanno cambiando il magistero e fanno orecchi da mercante a chi glielo fa notare. Fino a quando?

Anonimo ha detto...

Il Padre Congar diceva di Paolo VI che parlava a destra e agiva a sinistra. Mons. Lefebvre, citando il cardinale Daniélou, dava la vera ragione di quest’attitudine: Paolo VI era un liberale, e dunque un incoerente, un uomo che afferma dei princípi e che fa il contrario: «… perché questo Papa è come un frutto del liberalismo, tutta la sua vita è stata impregnata dall’influenza degli uomini che lo circondavano o ch’egli ha preso per maestri e che erano dei liberali». Questa contraddizione faceva di Paolo VI un papa triste. In Italia era corrente il giuoco di parole: “Paolo sesto è un papa mesto”

Anonimo ha detto...

La stampa e talvolta i teologi hanno detto che il Santo Padre non avrebbe mai dovuto emanare l'enciclica "Humanae Vitae" perché divideva la Chiesa. Naturalmente ha diviso la Chiesa come Elia ha diviso coloro che hanno dovuto scegliere tra Baal e Dio; ha diviso la Chiesa come l'ha divisa il Signore: "Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde" (Lc 11, 23).

(Fulton Sheen)

N.B. La Humanae Vitae è l'ultima enciclica scritta da papa Paolo VI e pubblicata il 25 luglio 1968: è volta a specificare la dottrina sul matrimonio così come definita dal Concilio Vaticano II.

Il documento ribadisce la connessione inscindibile tra il significato unitivo e quello procreativo dell'atto coniugale; dichiara anche l'illiceità di alcuni metodi per la regolazione della natalità (aborto, sterilizzazione, contraccezione) e approva quelli basati sul riconoscimento della fertilità.

L'enciclica provocò un enorme dissenso sia a livello teologico sia a livello di conferenze episcopali.