martedì 9 agosto 2022

Santa Resistenza: un piano per difendere e promuovere la Messa latina della Tradizione

Nella nostra traduzione da The Catholic Esquire una ulteriore riflessione a difesa del Rito Romano dei secoli. Qui l'indice degli articoli su Traditionis Custodes, Responsa e Desiderio desideravi.

Santa Resistenza: un piano per difendere e promuovere la Messa latina della Tradizione
di M. Veritas
“Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi. Siate dunque saggi come serpenti e semplici come colombe». Matteo 10:16.
Ora che il motu proprio Traditionis Custodes è calato come un maglio sulle comunità legate alla Messa latina della Tradizione, per i cattolici tradizionali non è il momento di cadere nella disperazione, di incolpare gli altri o mendicare avanzi al tavolo del Modernismo. Il dado è tratto e tutti i cattolici, per amore della Santa Madre Chiesa, devono resistere a qualsiasi tentativo di distruggere IL Rito Romano della Messa, come confermato e conservato in “perpetuo” da Papa San Pio V.

Per i laici esistono fondamentalmente due strade per affrontare questa situazione. Chiedere pietà a Jorge Bergoglio, implorando in ginocchio e a mani giunte, cercando di spiegare quanto sia importante la Messa in latino. Che ironia! Oppure pregare per la sua conversione alla fede cattolica e lottare per il proprio legittimo patrimonio con un piano d'azione battagliero (ma caritatevole). È la seconda opzione che discuterò in questo articolo.
Il cattolicesimo è ed è sempre stato una religione diffusa tra le classi popolari. I cattolici non hanno bisogno di teologi laici professionisti per capire, comprendere e accettare i principi fondamentali della fede. Gli insegnamenti e i decreti bimillenari di concili, santi e papi, che pregiudicano i fondamenti della fede sono facilmente accessibili a tutti i cattolici che cercano sinceramente di conoscerla. In effetti, con Internet, questa Tradizione è ora più accessibile come mai nella storia umana. Dobbiamo sfruttare questo dono di Dio per difendere ciò che ci è stato tramandato.

Inutile dire che non sono un teologo esperto o un esperto di storia della Chiesa. Detto questo, il mio background come avvocato di diritto civile e costituzionale, oltre alla mia esperienza di attivista politico nei meandri dei partiti statali, mi aiuta a guardare questa situazione in modo diverso rispetto ad altre. Nella mia esperienza, il modo corretto per rispondere a questo tipo di abuso di potere, comportamento immorale e pura crudeltà proveniente dal Vaticano non è mettersi sulla difensiva, ma andare all'attacco.

Principi chiave basilari da ricordare
Mentre alcuni "esperti" potrebbero impegnarsi nella ricerca di scappatoie legali nel motu proprio, ciò che noi, come normali laici, dobbiamo fare è resistere a qualsiasi tentativo di distruggere la Messa latina della Tradizione e prepararci ad incrementare la guerra spirituale. Nel far ciò, prima di poter intraprendere qualsiasi azione, è importante tenere presenti alcuni principi di base:

1° Principio : Se Benedetto XVI è ancora l'unico Papa regnante dal 2005, allora Traditionis Custodes è del tutto invalida, senza effetto e nessuno degli altri argomenti ha importanza. 
Se papa Benedetto XVI ha tentato di biforcare l'ufficio pontificio nel tentativo di mantenere un ministero passivo "entro il recinto di San Pietro", il suo tentativo di dimissioni/biforcazione del 2013 è un errore sostanziale ai sensi del canone 188 e invalida dalla legge stessa (automaticamente) ogni tentativo di dimissioni del Papato. Invalida ANCHE il conclave che ha “eletto” Bergoglio perché non si può convocare un conclave se la Cattedra di Pietro non è vuota (Can. 359). Dopo aver esaminato attentamente la questione, quasi tutte le prove disponibili indicano questa realtà. Se non vi siete presi il tempo di esaminare e considerare almeno questi argomenti, come tutti i cattolici sono tenuti a fare ai sensi del canone 748, ora è un buon momento per farlo. Per cominciare guardate i video di Ann Barnhardt, gli articoli del dottor Ed Mazza e il libro di Estafania Acosta (avvocato canonico). Mi rendo conto che non tutti sono su questa posizione. Quindi, per amor di discussione, tutti i restanti principi esposti di seguito presuppongono che Bergoglio sia un valido Pontefice.

2° Principio: Traditionis Custodes è un abuso di autorità, probabilmente illegittimo e certamente ingiusto. 
Papa San Pio V non ha inventato il rito romano dal nulla come altre versioni della Messa che conosciamo. San Pio V ha semplicemente confermato e omologato il Messale di rito romano per correggere alcuni abusi insinuatisi nella Messa nel corso di molti secoli. La Messa latina della Tradizione presente nel Messale del 1962 è stata celebrata allo stesso modo, in tutte le sue parti essenziali, almeno dai tempi di S. Gregorio Magno (6° secolo), e probabilmente anche prima. Si è sviluppata organicamente per un lungo periodo di tempo, ma non è mai stata costruita artificialmente dal nulla. E quando san Pio V ha confermato le rubriche della Messa, per evitare future manomissioni, ha emesso anche la seguente dichiarazione nella Bolla Quo Primum del 1570:
Concediamo, a tutti i sacerdoti l'Indulto perpetuo di poter seguire, in modo generale, in qualunque Chiesa, senza scrupolo veruno di coscienza o pericolo di incorrere in alcuna pena, giudizio o censura, questo stesso Messale, di cui dunque avranno la piena facoltà di servirsi liberamente e lecitamente... Nessuno dunque, e in nessun modo, si permetta con temerario ardimento di violare e trasgredire questo Nostro documento: facoltà, statuto, ordinamento, mandato, precetto, concessione, indulto, dichiarazione, volontà, decreto e inibizione. Che se qualcuno avrà l'audacia di attentarvi, sappia che incorrerà nell'indignazione di Dio onnipotente e dei suoi beati Apostoli Pietro e Paolo. (il grassetto è mio)” ~ Papa San Pio V
A differenza di qualunque altro Papa della storia, Bergoglio ha tentato di fare l'impossibile: ha cercato di limitare IL Rito Romano antico con l'intenzione di abrogarlo definitivamente, contrariamente al comando di Papa Pio V. In un mondo normale, se si ha l'intenzione di intraprendere un'azione che disfa di fatto una regola o una tradizione di lunga data antica di secoli, un'azione specificamente contraria a una legge rispettata e riconosciuta da oltre 500 anni, ragione e decenza richiedono almeno di menzionarla. Naturalmente, Quo Primum non è stata nemmeno menzionata nel motu proprio stesso, probabilmente per ovvi motivi, principalmente perché l'obiettivo di Bergoglio rappresenta un evidente abuso di autorità.

3° Principio : La tentata abrogazione della Messa tradizionale latina, contrariamente a tutta la tradizione e prassi storica della Chiesa, non è solo una questione disciplinare
Non mi interessa quante lauree a Steubenville [rinomata università francescana -ndT] possa avere un teologo, svilire l'intera celebrazione del rito romano della messa ad una questione meramente disciplinare è illogico e offensivo. La ragione per cui dobbiamo dichiararlo apertis verbis è perché molti teologi diranno che è perfettamente accettabile che Bergoglio contravvenga a Quo Primum perché nessun Papa può vincolare un altro futuro papa in materia disciplinare (par in parem potestatem non habet — gli eguali non hanno potere su ciascuno altro).
[Ma, se non si tratta di una questione disciplinare, il Papa, il quale ha la suprema autorità nella Chiesa, non è esente egli stesso dall’autorità della Chiesa, secondo la legge divina ed ecclesiastica. Egli è vincolato nell’accettare e nel sostenere l’insegnamento definitivo dei suoi predecessori nell’ufficio papale (Concilio Vaticano I, Pastor aeternus, cap. 4; Concilio Vaticano II, Dei verbum, 10) -ndT]

Per comprendere la serietà e l'assurdità di questo argomento rispetto alla Messa, dobbiamo ricordarci che cos'è la Messa.
«Il sacrificio della Messa è e deve essere considerato un solo e medesimo sacrificio di quello della croce, poiché una sola è la vittima, cioè Cristo nostro Signore, che una volta sola si offrì un Sacrificio cruento sull'altare della croce. La vittima cruenta e quella incruenta non sono due, ma una sola vittima, il cui Sacrificio si rinnova quotidianamente nell'Eucaristia, in obbedienza al comando di nostro Signore: fate questo in memoria di me». Catechismo Romano (Catechismo del Concilio di Trento).

“[La Messa] resta il centro della vita della Chiesa”. Catechismo della Chiesa Cattolica, 1343.
La Messa ovviamente non è la stessa cosa, ad esempio, del precetto per soddisfare la penitenza settimanale del venerdì. San Pio V fu preciso nell'attuare «i decreti del Santo Concilio di Trento». Un Papa che impone tutta la forza del suo ufficio, secondo i desideri del Concilio di Trento, "in perpetuo", con un linguaggio specifico indicando che NESSUNO può mai contravvenire al decreto, eleva le rubriche della Messa al di sopra della semplice questione disciplinare. Ciò significa che anche se Bergoglio avesse il diritto legittimo di cambiare la Messa, non significa necessariamente che fosse morale o giusto farlo. Qui non si tratta di astrofisica, non ha importanza quanto i legalisti cerchino di fingere che lo sia.

4° Principio : Mettere in discussione l'abuso di autorità di Bergoglio non rende scismatici. Questa è una delle argomentazioni più comuni e ingannevoli avanzate da coloro che cercano di soffocare qualsiasi discussione contro quello che è ovviamente un abuso di potere e di autorità. 
Il canone 751 definisce lo scisma come un «rifiuto della sottomissione al Sommo Pontefice o della comunione con i membri della Chiesa a lui soggetti». Resistere a specifici o particolari ordini ingiusti (supponendo che la persona che detiene l'autorità ne abbia effettivamente il potere) non rende scismatici se non si rifiuta il potere e l'autorità dell'ufficio stesso. Potrebbe rendere disobbedienti, ma non scismatici.  Martin Lutero è scismatico perché ha rifiutato l'autorità del papa. Tuttavia, se il venerdì non faccio la dovuta penitenza nonostante il comando del Papa, sono disobbediente. Nel caso rifiuti l'invito a porre fine alla Messa latina tradizionale, non sarei nemmeno disobbediente. Vedi seguente n. 5.

5° Principio : Si ha il diritto e potenzialmente anche il dovere di resistere alla distruzione della Messa latina della Tradizione
San Tommaso d'Aquino affronta la questione del rifiuto di eseguire gli ordini di un superiore. Tommaso d'Aquino afferma:
“[T]ecco due ragioni, per cui un suddito può non essere tenuto a obbedire in tutto al suo superiore. In primo luogo a causa del comando di un potere superiore... In secondo luogo, un suddito non è tenuto a obbedire al suo superiore se quest'ultimo gli ordina di fare qualcosa in cui non gli è soggetto. Summa Theologiae, II-II, D. 104, art. 5.
In altre parole, se un Papa comanda di fare qualcosa di contrario a un potere superiore, cioè Dio, non si deve obbedire. Oppure, se il Papa comanda qualcosa al di fuori della sua autorità, non bisogna obbedire. Lo dice San Tommaso, non io. E, a ben pensarci, è solo buon senso.

Se il Papa ti ordinasse di saltare da un dirupo e ucciderti (peccato mortale), saresti giustificato a ignorare l'ordine. Se un Papa tentasse di annullare il dogma dell'Immacolata, allo stesso modo, saresti giustificato a ignorare tale affermazione. Questo perché un Papa non è un monarca assoluto che può agire in modo arbitrario e capriccioso e comandarti di peccare o sfidare la volontà di Dio. Piuttosto, il suo compito è proteggere e tramandare intatta la Tradizione della Chiesa, non distruggerla. Quando lo fa, allora i suoi insegnamenti sono protetti dall'errore dallo Spirito Santo.

Mentre ho menzionato sopra che non abbiamo bisogno di teologi per capire la realtà ovvia, nel caso in cui si dubiti ancora di San Tommaso d'Aquino su questo, Michael Davies nel suo libro Pope Paul's New Mass sottolinea ulteriori affermazioni a sostegno di questa idea che il mancato rispetto di un ordine di un Papa può essere giustificato o addirittura richiesto:
Francisco Suarez: “Se (il Papa) dà un ordine contrario alle giuste consuetudini non bisogna obbedirgli; se cerca di fare qualcosa di manifestamente contrario alla giustizia e al bene comune, sarebbe lecito resistergli; se attacca con la forza, potrebbe essere respinto con la forza, con la moderazione caratteristica di una buona difesa”. De Fide, disp. X, sez. vi, n. 16.

S. Roberto Bellermino: «Come è lecito resistere al Pontefice che aggredisce il corpo, così è lecito resistere anche a colui che aggredisce le anime o distrugge l'ordine civile, o soprattutto cerca di distruggere la Chiesa. Dico che è lecito resistergli non facendo ciò che ordina e impedendo l'esecuzione della sua volontà; non è però lecito giudicarlo, punirlo o deporlo, poiché questi sono atti propri di un superiore». De Summo Pontifice, lib. II, cap. 29.
I laici devono difendere e promuovere la Messa latina della Tradizione e i sacerdoti tradizionali
In fin dei conti, sono i sacerdoti che celebrano la Messa in latino  della Tradizione ad essere più attaccati poiché Bergoglio sa che i sacerdoti tradizionali sono necessari per mantenere in vita il Rito antico. È chiaro che l'obiettivo è fermare la crescita del movimento cattolico tradizionale e alla fine soffocarlo assicurandosi che non ci siano sacerdoti disponibili a celebrare validamente la Messa, senza lasciare altre opzioni per i laici se non la Nuova Messa di Paolo VI o liturgie di rito orientale.

In pratica, ecco alcuni punti, o suggerimenti, su come combattere questo andando all'attacco:

Punto 1 : Continuate con le vostre preghiere e digiuni per la purificazione della Santa Madre Chiesa e il ripristino della Messa tradizionale latina in ogni parrocchia del mondo. Chiedete l'intercessione di Papa San Pio V. Si spera che ora possa aiutarci a mantenere la Messa che intendeva conservare in perpetuo. Non solo pregare e digiunare per restaurare il Summorum Pontificum, che è stato uno sfortunato compromesso che probabilmente papa Benedetto XVI ha ritenuto di dover fare e forse ha dato dei buoni frutti. Pregate per ripristinare la Messa antica come IL Rito Romano della Messa ovunque, proprio come prevedeva Papa San Pio V. 

Punto 2: Dobbiamo continuare a incentivare e sostenere finanziariamente le parrocchie e i sacerdoti cattolici tradizionali. C'è un'ondata di grazia in atto nella Chiesa proprio in questo momento con la crescita del movimento tradizionale, e ciò rappresenta una grave minaccia per il Modernismo e per coloro che indeboliscono la Chiesa difendendo le idee moderniste. La cosa migliore da fare è continuare a fare ciò che stiamo facendo fino a far crescere il movimento e persino aumentarne il fervore. Incoraggiare gli amici che frequentano la Nuova Messa a provare la Messa latina della Tradizione. Dopo alcune volte, c'è una buona possibilità che la "capiscano". C'è bisogno di questo.

Punto 3: Ignorare le beghe interne tra tradizionalisti. Sia che si frequenti o preferisca la FSSP, la FSSPX, l'ICK, la messa diocesana o qualsiasi altra celebrazione del Rito antico, il punto qui è la conservazione e la diffusione del Rito. Il fatto che alcuni “tradizionalisti” utilizzino il motu proprio di Bergoglio come pretesto per colpire i tradizionalisti non solo è opportunista ed egoista, ma è anche incredibilmente stupido.

Punto 4 : Sostenere i Vescovi che rispettano la tradizione ma rendono misera la vita dei Vescovi che annullano la Messa antica. Come la maggior parte degli altri esseri umani nella cultura odierna, i Vescovi tendono a prendere la via di minor resistenza. Non c'è assolutamente alcuna buona ragione per cui un vescovo dovrebbe voler vietare la Messa antica se non per dispetto e adesione alla sua visione del mondo eretica modernista condannata da papa San Pio X. Scrivere lettere, protestare con cartelli fuori dal suo ufficio, trattenere denaro, post sui social media, costi quel che costi. Far loro pagare con il loro tempo, denaro e pace interiore per aver distrutto ciò che è vostro di diritto. Questo non significa che dovreste agire in modo peccaminoso o irragionevole. Rimanete fermi nelle vostre convinzioni senza implorare qualcosa a cui, come cattolici praticanti, avete diritto secondo le promesse di San Pio V.

Punto 5 : Se si è costretti ad andare a una nuova Messa per adempiere al precetto domenicale, viverla come si farebbe con una Messa latina della Tradizione. Agire sempre con decoro, rifiutare di ricevere la comunione in mano, vestire in modo appropriato (donne, indossate il velo!), portare il Messale latino della Messa e leggere quelle preghiere durante la Messa. Restare in ginocchio e recitare il Rosario per tutta la Messa, soprattutto se la Messa è particolarmente irriverente. Chissà, l'esempio potrebbe interessare altri e offrire l'opportunità di promuovere e parlare della Messa in latino a coloro che potrebbero non conoscerla.

Il piano in cinque punti di cui sopra è solo l'inizio. Il piano d'azione dovrà svilupparsi e cambiare con la situazione sul campo. E ricordarsi di non lasciare che queste persone ci influenzino. L'attacco alla Messa non è colpa di coloro che vogliono mantenere la tradizione e rimanere fedeli alla Chiesa, ai suoi insegnamenti e alla Messa dei secoli.

Per ulteriori informazioni sulla giurisdizione e l'autorità di Quo Primum, oltre a qualsiasi libro di Michael Davies di cui sopra, e se è necessario coinvolgere quegli "esperti" disposti ad ascoltare, vedere La giurisdizione della bolla Quo Primum di San Pio V [qui] e p. Gregory Hess, padre Hesse spiega perché Quo Primum è un documento vincolante per sempre, su Tridentine Crusader.
[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

5 commenti:

Prima o poi..se Dio vorra'. ha detto...

Ho conosciuto un giovane tabaccaio che ha lasciato tutto il suo esercizio per intraprendere gli studi teologici,l'ho invitato a venire alla Messa"in latino" ricevendo questa risposta: "Ne ho sentito parlare".
Questo per dire che i piu' non la conoscono e si e' fatto di tutto e di piu'per farla dimenticare, quelle poche Messe che si vedono in internet sono meritevoli almeno di diffondere la S.Messa di sempre della Chiesa cattolica di sempre e se le porte dei cuori sono aperte a Cristo prima o poi faranno il paragone tra quuale Messa eleva l'anima e quale Messa la fa restare ingabbiata sulla terra.

E.P. ha detto...

La tentata abrogazione per via disciplinare implica anche che un futuro Papa possa per via disciplinare imporre come obbligo ciò che oggi si vieta.

Lo si ricordi ai lorsignori con filettatura paonazza che si illudono di piegare i cattolici loro sottoposti a suon di richiami all'ubbidienza. Loro, al nostro posto, avrebbero fatto fuoco e fiamme.

Anonimo ha detto...

Nel tempo post-conciliare la parola “pastorale” è divenuta
quasi onnipresente, spesso come una sorta di panacea ed un
mezzo per giustificare persino aberrazioni dottrinali, morali e
liturgiche, certamente contrarie all’originale intenzione dei Papi
del Concilio e della maggioranza dei Padri conciliari. Chierici
demolitori dell’integrità della fede cattolica e della sacralità liturgica usavano e usano la parola “pastorale” come scudo protettivo
per poter impunemente corrompere la purezza della fede dei semplici. (Mons. Athanasius Schneider - Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Maria Santissima in Astana.)

Anonimo ha detto...

In questa intervista al cardinale posto a capo del sinodo dei vescovi si dice chiaramente che l'insegnamento sugli atti omosessuali potrebbe essere cambiato, che la Bibbia la interpretano loro come vogliono e che 2000 anni di tradizione apostolica non contano nulla. Il cardinale dice di pensarla come Bergoglio. Ecco, qui è chiaro chi gestisce oggi una chiesa ossessionata, non dai veri problemi della fede e dei fedeli, ma dalla legittimazione dei vizietti dei sacerdoti pervertiti di cui purtroppo siamo fin troppo pieni. Lo ripeto da tempo: questo è il momento dei laici. Dobbiamo fare qualcosa noi perché troppi vertici ecclesiastici (per dirla in modo educato) non pensano più col cuore e con la testa ma con i genitali
https://newwalden.org/archives/36129

Anonimo ha detto...

...si è saputo che l'estensore di Genesi 19, dove si racconta della città 'leggendaria' di Sodoma, era un complottista fantasioso...I vescovi dell'era J.M.B avranno presto uno di loro elevato alla gloria degli altari di Sodoma per l'ampiezza, l'altezza e la profondità del buso messo, ecumenicamente, a disposizione delle gerarchie della religione mondiale come elemento base di unione. Sono in preparazione libri, seminari, simboli, musiche, statue per le feste della religione del buso, unica religione mondiale, di gran successo e da sempre al passo dei tempi.

Forse solo quando questa religione diventerà d'obbligo, si farà largo un'opposizione, guidata dallo Spirito Santo, che condannerà ogni profanazione del corpo umano, fattura del Creatore che invitò, tramite Suo Figlio, a farsi eunuchi per il Regno dei Cieli.