Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

giovedì 19 marzo 2026

Nel decennale dalla promulgazione Leone XIV rivisita Amoris Laetitia

Nel decennale dalla promulgazione
Leone XIV rivisita Amoris Laetitia


Il 19 marzo di dieci anni fa, Bergoglio firmava e datava l'Esortazione Apostolica Amoris Laetitia [vedi indice articoli], che divenne probabilmente la causa di una delle più grandi controversie del suo pontificato, poiché permetteva ai divorziati risposati di ricevere la Santa Comunione. Ha fatto scalpore la sua mancata risposta ai Dubia dei quattro cardinali nel 2016 [qui] e il fatto che, rispondendo alle domande sul testo, confermava che non ci fosse "altra interpretazione" di Amoris Laetitia se non quella fornita dai vescovi Argentini [qui - qui], che permetteva la Comunione ai divorziati risposati.

Leggo che per celebrare il decimo anniversario di Amoris Laetitia, Leone XIV ha convocato in Vaticano i presidenti delle conferenze episcopali nazionali entro la fine dell'anno, per elaborare una strategia su come "annunciare il Vangelo alle famiglie oggi, alla luce di Amoris Laetitia" e valutare la situazione nelle chiese locali.

Lo si deduce dal fatto che, proprio in occasione del decimo anniversario del documento, Leone XIV ha diffuso un Messaggio [qui] descrivendo il testo come "un luminoso messaggio di speranza riguardo all'amore coniugale e familiare". Come già ci ha abituati per precedenti come Mater populi fidelis [qui] non ne prende le distanze e non lo riduce a un documento del passato o una parentesi da superare; ma lo riprende, richiamando il Concilio Vaticano II. 

Una mossa degna di nota, data l'immensa controversia che circonda il testo, che ha dato origine, oltre ai famosi Dubia del 2016 citati supra, a diverse altre considerazioni su successivi sviluppi [ad esempio qui], insieme a una Correctio filialis (anch'essa caduta nel vuoto) di numerosi sacerdoti e studiosi cattolici [qui - qui testo integrale], che avvertiva che Amoris Laetitia conteneva "pericoli per la fede" e chiedeva una correzione.

E non possiamo non ricordare anche qui che nel discorso pronunciato il 29 gennaio, in cui ha brevemente lodato il lavoro svolto sulla nota Mater Populi Fidelis menzionata supra, Leone non ha mancato di rivolgere altre affermazioni positive sul lavoro del dicastero della dottrina della Fede e quello del suo discusso Prefetto, tra le quali spicca anche quella su Dignitas infinita che, secondo lui, sarebbe di “grande beneficio” per la crescita spirituale dei fedeli [vedi invece; qui l'indice di altri articoli]. Ricordiamo anche tra i documenti avallati da Leone c'è anche la Fiducia supplicans [qui]; il nuovo documento sul primato petrino [qui]; “Norme per procedere nel discernimento di presunti fenomeni soprannaturali” [qui].

Resta il fatto che, mentre si poteva sostenere che i documenti originali (in particolare la Mater populi fidelis o Fiducia supplicans) fossero opera esclusiva del cardinale Fernández, divenuto famoso per i suoi libri pornografici, papa Leone ha espresso esplicitamente la sua approvazione della nota dottrinale; così come ha fatto sugli altri documenti sopra ricordati con tutti i link di riferimento alle osservazioni che si sono rese necessarie; il che, ovviamente, aumenta lo sconcerto.

Quanto all'Amoris laetitia, nonostante numerosi spunti di riflessione elencati nel Messaggio odierno, Leone XIV non lascia passare inosservato il decimo anniversario e, se pensa a dei correttivi, non è facile arguirlo dai peana sulla sinodalità e sulle Chiese locali... Vedremo! (Maria Guarini)

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