Mi unisco a Paolo Deotto e ad Alessandro Gnocchi, nel lanciare la proposta che segue [
qui], che è un inizio di reazione della parte sana della Chiesa alla crisi epocale che stiamo attraversando.
Ce lo siamo detto anche noi qui più volte che non bastano le parole e non bastano le tribune virtuali, se non come strumenti per accompagnare ed incoraggiare l'esperienza reale di Chiesa da fare nel concreto del cuore e della vita di ognuno.
E non si può non iniziare dalla Preghiera di Riparazione [
vedi nel blog].
Tra le tante Realtà meravigliose che la grazia del Signore ci apre e ci dona c'è la
Riparazione. Anche di questa non si parla più e rischia di cadere nel dimenticatoio, con la conseguenza che non possa dispiegare più la sua efficacia per il bene delle anime e la maggior gloria -
estrinseca - del Signore
1. Perché naturalmente la sua gloria
intrinseca è immutabile.
Strada facendo potremo pensare anche a momenti d'incontro e formazione o altro, con realismo e semplicità.
È normale che l'iniziativa parta dalla zona di attività del nucleo propositivo; ma, come suggerito, il discorso è affidato all'impegno e alla buona volontà di ognuno con ovvi raccordi nelle zone di rispettiva appartenenza. Già avevamo pensato a qualcosa del genere e il tutto sembra poter confluire in questa iniziativa, con realismo e semplicità. Penso con gioia anche a quanti che seguono questo blog che potranno ritrovarsi il 1° maggio a Linarolo. Nel frattempo, regione per regione, diocesi per diocesi, si possono trovare anche gli altri raccordi territoriali, così come sarà possibile con l'aiuto del Signore. E lo vedremo strada facendo.
Possono esserci anche altri atti di riparazione, ma se non si inizia dalla preghiera e, soprattutto, se non si coinvolgono i sacerdoti, non si può andare da nessuna parte.
Maria Guarini
Sia lodato Gesù Cristo
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1. Questo discorso è legato anche al fatto che alcuni insegnamenti modernisti negano che Dio possa venire offeso nel senso di togliere a Lui la gloria perché allora Dio sarebbe vulnerabile e non sarebbe più Dio, ed è anche con questo che si elide l'
espiazione... Ma nel concetto di "offesa" a Dio bisogna distinguere la gloria intrinseca di Dio - invulnerabile, infinita e immutabile - dalla Sua gloria
estrinseca, collegata alla ridondanza delle sue opere nel nostro rapporto con Lui Creatore e Signore nostro, gloria che può essere maggiore o minore, e che risulta diminuita a causa dei peccati degli uomini. Per questo S. Ignazio ha scelto per la Compagnia di Gesù il motto "Ad maiorem gloriam Dei", affermando che essa avrebbe dovuto lottare per la "maggior gloria di Dio".
Proponiamo ai cattolici di buona dottrina e di buona volontà di associarsi all’iniziativa della “Lega cattolica per la preghiera di riparazione” che nasce in questo momento con il fine di restaurare i lineamenti della Chiesa di sempre attraverso un mezzo ascetico che discende dalla spiritualità e dalla devozione del Sacro Cuore.
“E allora che cosa facciamo?” chiedono molti bravi cattolici dopo aver toccato con mano la crisi in cui versa la Chiesa dei nostri giorni. “E tu che cosa fai?” dicono altri, magari provocatoriamente, sottintendendo che non basta toccare con mano e lamentarsi.
In effetti, non basta. Non ci si può solo lamentare davanti allo svuotamento del deposito della fede, ai temerari aggiornamenti della teologia e della filosofia, ai cedimenti morali, agli abusi liturgici, alla devastazione dell’ascetica e della devozione, al rinnegamento della Tradizione.