Nella nostra traduzione dal Substack di Edward Pentin. Nove mesi dopo che gli organizzatori del pellegrinaggio Ad Petri Sedem avevano richiesto un'udienza, il Vaticano ha declinato la richiesta di una Messa pontificale in San Pietro e non è stato annunciato alcun incontro papale. Una chiusura ed un silenzio del papa innaturale e contraddittorio perfino con la tanto declamata sinodalità... Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone.
Nessuna risposta alla richiesta di udienza papale per i partecipanti all'annuale 'Peregrinatio ad Petri Sedem'
Leone XIV sta forse perdendo l’occasione di sanare le ferite dei cattolici legati alla tradizione non incontrando, il mese prossimo, un loro ampio gruppo rappresentativo?
Il Santo Padre non ha finora risposto alla richiesta di udienza papale avanzata dai leader del pellegrinaggio annuale di cattolici tradizionali a Roma — nonostante la richiesta sia stata presentata nove mesi fa e lo scorso anno il Papa abbia affermato che avrebbe voluto incontrare tali gruppi.
Gli organizzatori del pellegrinaggio Ad Petri Sedem [qui], in programma dal 23 al 25 ottobre e composto prevalentemente da laici, avevano richiesto l’udienza papale in una lettera firmata da due membri laici dell’organizzazione e consegnata personalmente dal vescovo Athanasius Schneider in occasione del suo incontro con Papa Leone in Vaticano lo scorso dicembre.
Nella stessa lettera avevano chiesto anche il permesso di celebrare una Messa pontificia presso l’Altare della Cattedra nella Basilica di San Pietro, come era avvenuto in diversi anni in passato e durante il pellegrinaggio dello scorso anno, svoltosi nell’anno giubilare e celebrato dal cardinale Raymond Burke.
Il pellegrinaggio è organizzato dal Coetus Internationalis, un’associazione che riunisce 33 associazioni cattoliche tradizionali provenienti da tutto il mondo. L’anno scorso, circa 3.000 fedeli hanno partecipato al raduno annuale di tre giorni.
Dopo ripetute richieste di una risposta definitiva, il 7 agosto la Segreteria di Stato ha negato l’autorizzazione alla celebrazione della Messa pontificia nella Basilica di San Pietro. La Messa si terrà invece nella Basilica di Santa Maria Maggiore il 24 ottobre, celebrata dal vescovo Athanasius Schneider.
Gli organizzatori hanno espresso la loro «profonda gratitudine» al cardinale Rolandas Makrickas, arciprete di Santa Maria Maggiore, per aver concesso l’autorizzazione alla celebrazione della Messa.
Non è stata fornita alcuna motivazione ufficiale per la decisione del Vaticano. Quel giorno i pellegrini entreranno comunque in processione nella Basilica di San Pietro, per venerare le reliquie dell’apostolo Pietro e unirsi in un momento di preghiera.
Ma ora si registra l’assenza di una risposta alla richiesta di udienza papale, nonostante non vi siano impegni papali annunciati pubblicamente durante il pellegrinaggio, ad eccezione del discorso del Papa durante l’Angelus del 25 ottobre.
Il silenzio è particolarmente sorprendente per i cattolici tradizionali, data la dichiarata disponibilità del Santo Padre a conoscerli meglio.
In un’intervista alla giornalista vaticana Elise Ann Allen pubblicata un anno fa, Papa Leone affermò di non aver ancora avuto l’opportunità «di sedermi davvero a tavolino con un gruppo di persone che sostengono il rito tridentino», aggiungendo: «Presto si presenterà un’occasione, e sono sicuro che ci saranno opportunità in tal senso». Ha poi suggerito che la questione potrebbe dover essere affrontata attraverso un processo sinodale: «È una questione di cui, credo, anche forse in un’ottica di sinodalità, dovremo sederci a un tavolo e discutere».
Gli osservatori ritengono che l’assenza di un’udienza papale sia in contraddizione anche con il suo aperto sostegno alla sinodalità, con il desiderio dichiarato dal Papa di ascoltare tutti i fedeli, e notano la sua apertura verso molti altri gruppi che riceve regolarmente in udienza privata.
Nel corso dell’ultimo mese, il Santo Padre ha ricevuto rappresentanti di una vasta gamma di organizzazioni, tra cui i partecipanti all’incontro «Fratelli tutti: dialogo socio-ambientale Nord-Sud» (12 settembre); gli Adoratori Perpetui del Santissimo Sacramento della Federazione dello Spirito Santo (5 settembre); una delegazione dell’Oriel College dell’Università di Oxford (4 settembre); una delegazione statunitense della Società di San Vincenzo de’ Paoli (28 agosto); e i vescovi della Chiesa luterana di Norvegia (26 agosto).
A febbraio, Leone XIV ha ricevuto i membri di Pro Petri Sede, un’associazione laica, esplicitamente «in occasione del vostro pellegrinaggio a Roma». Egli ha sottolineato che i suoi membri compiono regolarmente il pellegrinaggio per incontrare il Successore di Pietro ogni tre anni. Ha inoltre incontrato regolarmente gruppi di pellegrini al termine delle sue udienze generali settimanali — possibilità non offerta agli organizzatori del pellegrinaggio Ad Petri Sedem.
Alcuni esponenti degli ambienti tradizionali osservano l’emergere di una tendenza a escludere i cattolici tradizionali dall’accesso al Santo Padre. Sono inoltre preoccupati per le continue, e in alcune diocesi crescenti, restrizioni al vetus ordo — Toronto ne è l’ultimo esempio.
Senza alcuna opportunità di incontrare il Papa, si chiedono come egli possa conoscere meglio i fedeli laici tradizionali e le loro preoccupazioni molto concrete, quando gli viene negata la possibilità di incontrare un gruppo altamente rappresentativo di loro. Il Papa, si chiedono, sta forse ascoltando solo cardinali, vescovi e altre figure che non sono favorevoli al rito romano tradizionale, e quindi raramente viene a conoscenza di un punto di vista equilibrato? Il Papa e la Santa Sede, infatti, stanno forse prestando ascolto solo alle opinioni del clero, in contrasto con gli obiettivi dell’era post-conciliare che avrebbe dovuto dare maggiore voce in capitolo ai laici?
Essi, inoltre, si chiedono se il Papa non sia forse all’oscuro dei risultati di un’indagine vaticana tra i vescovi sulla quale si dice che si sia basato su Traditionis Custodes — il decreto del 2021 di Bergoglio che limita il rito romano tradizionale? L’indagine ha rilevato che la maggior parte dei vescovi era in realtà favorevole al mantenimento di Summorum Pontificum1, il decreto di Benedetto XVI che liberalizzava il vetus ordo.
Per i cattolici tradizionalisti che hanno chiesto solo che il Successore di Pietro li incontrasse e li ascoltasse, il silenzio del Papa rischia di aggravare ferite che un’udienza avrebbe potuto iniziare a sanare.
Insieme alle continue restrizioni, ciò rende loro difficile percepire una reale preoccupazione pastorale e suggerisce invece che una porta si stia chiudendo silenziosamente.
Gli organizzatori del pellegrinaggio Ad Petri Sedem [qui], in programma dal 23 al 25 ottobre e composto prevalentemente da laici, avevano richiesto l’udienza papale in una lettera firmata da due membri laici dell’organizzazione e consegnata personalmente dal vescovo Athanasius Schneider in occasione del suo incontro con Papa Leone in Vaticano lo scorso dicembre.
Nella stessa lettera avevano chiesto anche il permesso di celebrare una Messa pontificia presso l’Altare della Cattedra nella Basilica di San Pietro, come era avvenuto in diversi anni in passato e durante il pellegrinaggio dello scorso anno, svoltosi nell’anno giubilare e celebrato dal cardinale Raymond Burke.
Il pellegrinaggio è organizzato dal Coetus Internationalis, un’associazione che riunisce 33 associazioni cattoliche tradizionali provenienti da tutto il mondo. L’anno scorso, circa 3.000 fedeli hanno partecipato al raduno annuale di tre giorni.
Dopo ripetute richieste di una risposta definitiva, il 7 agosto la Segreteria di Stato ha negato l’autorizzazione alla celebrazione della Messa pontificia nella Basilica di San Pietro. La Messa si terrà invece nella Basilica di Santa Maria Maggiore il 24 ottobre, celebrata dal vescovo Athanasius Schneider.
Gli organizzatori hanno espresso la loro «profonda gratitudine» al cardinale Rolandas Makrickas, arciprete di Santa Maria Maggiore, per aver concesso l’autorizzazione alla celebrazione della Messa.
Non è stata fornita alcuna motivazione ufficiale per la decisione del Vaticano. Quel giorno i pellegrini entreranno comunque in processione nella Basilica di San Pietro, per venerare le reliquie dell’apostolo Pietro e unirsi in un momento di preghiera.
Ma ora si registra l’assenza di una risposta alla richiesta di udienza papale, nonostante non vi siano impegni papali annunciati pubblicamente durante il pellegrinaggio, ad eccezione del discorso del Papa durante l’Angelus del 25 ottobre.
Il silenzio è particolarmente sorprendente per i cattolici tradizionali, data la dichiarata disponibilità del Santo Padre a conoscerli meglio.
In un’intervista alla giornalista vaticana Elise Ann Allen pubblicata un anno fa, Papa Leone affermò di non aver ancora avuto l’opportunità «di sedermi davvero a tavolino con un gruppo di persone che sostengono il rito tridentino», aggiungendo: «Presto si presenterà un’occasione, e sono sicuro che ci saranno opportunità in tal senso». Ha poi suggerito che la questione potrebbe dover essere affrontata attraverso un processo sinodale: «È una questione di cui, credo, anche forse in un’ottica di sinodalità, dovremo sederci a un tavolo e discutere».
Gli osservatori ritengono che l’assenza di un’udienza papale sia in contraddizione anche con il suo aperto sostegno alla sinodalità, con il desiderio dichiarato dal Papa di ascoltare tutti i fedeli, e notano la sua apertura verso molti altri gruppi che riceve regolarmente in udienza privata.
Nel corso dell’ultimo mese, il Santo Padre ha ricevuto rappresentanti di una vasta gamma di organizzazioni, tra cui i partecipanti all’incontro «Fratelli tutti: dialogo socio-ambientale Nord-Sud» (12 settembre); gli Adoratori Perpetui del Santissimo Sacramento della Federazione dello Spirito Santo (5 settembre); una delegazione dell’Oriel College dell’Università di Oxford (4 settembre); una delegazione statunitense della Società di San Vincenzo de’ Paoli (28 agosto); e i vescovi della Chiesa luterana di Norvegia (26 agosto).
A febbraio, Leone XIV ha ricevuto i membri di Pro Petri Sede, un’associazione laica, esplicitamente «in occasione del vostro pellegrinaggio a Roma». Egli ha sottolineato che i suoi membri compiono regolarmente il pellegrinaggio per incontrare il Successore di Pietro ogni tre anni. Ha inoltre incontrato regolarmente gruppi di pellegrini al termine delle sue udienze generali settimanali — possibilità non offerta agli organizzatori del pellegrinaggio Ad Petri Sedem.
Alcuni esponenti degli ambienti tradizionali osservano l’emergere di una tendenza a escludere i cattolici tradizionali dall’accesso al Santo Padre. Sono inoltre preoccupati per le continue, e in alcune diocesi crescenti, restrizioni al vetus ordo — Toronto ne è l’ultimo esempio.
Senza alcuna opportunità di incontrare il Papa, si chiedono come egli possa conoscere meglio i fedeli laici tradizionali e le loro preoccupazioni molto concrete, quando gli viene negata la possibilità di incontrare un gruppo altamente rappresentativo di loro. Il Papa, si chiedono, sta forse ascoltando solo cardinali, vescovi e altre figure che non sono favorevoli al rito romano tradizionale, e quindi raramente viene a conoscenza di un punto di vista equilibrato? Il Papa e la Santa Sede, infatti, stanno forse prestando ascolto solo alle opinioni del clero, in contrasto con gli obiettivi dell’era post-conciliare che avrebbe dovuto dare maggiore voce in capitolo ai laici?
Essi, inoltre, si chiedono se il Papa non sia forse all’oscuro dei risultati di un’indagine vaticana tra i vescovi sulla quale si dice che si sia basato su Traditionis Custodes — il decreto del 2021 di Bergoglio che limita il rito romano tradizionale? L’indagine ha rilevato che la maggior parte dei vescovi era in realtà favorevole al mantenimento di Summorum Pontificum1, il decreto di Benedetto XVI che liberalizzava il vetus ordo.
Per i cattolici tradizionalisti che hanno chiesto solo che il Successore di Pietro li incontrasse e li ascoltasse, il silenzio del Papa rischia di aggravare ferite che un’udienza avrebbe potuto iniziare a sanare.
Insieme alle continue restrizioni, ciò rende loro difficile percepire una reale preoccupazione pastorale e suggerisce invece che una porta si stia chiudendo silenziosamente.
Edward Pentin


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