Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

giovedì 19 dicembre 2024

Prefazione a “J’ACCUSE”, il nuovo libro di Mons. Carlo Maria Viganò

Presentazione del libro qui. Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.
Prefazione a
“J’ACCUSE”

Il nuovo libro di Mons. C. M. Viganò

Testo corretto della Prefazione

Per un errore di redazione, la bozza finale consegnata a Amazon per la pubblicazione riportava un testo errato della Prefazione scritta dal dott. Jerome R. Corsi. La correzione sulle prossime stampe è già in corso, ma per chi avesse ricevuto il libro con il testo errato, riportiamo qui di seguito la versione corretta.
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Noi di Post Hill Press siamo onorati di pubblicare il libro dell’Arcivescovo Carlo Maria Viganò J’Accuse: Per fare luce sulla mia “scomunica”.
Con questo titolo, Sua Eccellenza cita il breve saggio: J’accuse le Concile! che Mons. Marcel Lefebvre, fondatore della Fraternità San Pio X, scrisse nel 1976. L’Arcivescovo francese scriveva: «È essenziale demistificare questo Concilio che i responsabili del Vaticano II volevano fosse pastorale, a causa del loro istintivo orrore per i dogmi, e per facilitare l’introduzione ufficiale di idee liberali in un testo della Chiesa. Ma una volta completata l’operazione, hanno dogmatizzato il Concilio, paragonandolo al Concilio di Nicea e sostenendo che era uguale agli altri, se non superiore».

Incertezze in Siria dopo la caduta di Assad: cristiani e drusi temono l’ascesa jihadista

Le storiche minoranze religiose siriane rischiano di perdere sicurezza e autonomia di fronte alla frammentazione politica e alla minaccia estremista. Si rivela forte anche l'influenza turca, dagli interessi sui gasdotti alla connivenza con i Fratelli musulmani e che appare già pronta all'offensiva contro i Curdi... Qui l'indice dei precedenti.

Incertezze in Siria dopo la caduta di Assad:
cristiani e drusi temono l’ascesa jihadista


La nuova situazione in Siria, dopo la caduta del governo di Bashar al-Assad è segnata dall’incertezza e dalla frammentazione politica. In un contesto del genere, le comunità cristiane e druse, dopo anni di relativa stabilità sotto uno Stato laico, guardano il futuro con trepidazione, nel timore che l’avvento delle forze estremiste causi la perdita delle storiche garanzie acquisite.
In Siria le comunità cristiane rappresentano una parte fondamentale del tessuto sociale e culturale: la loro presenza millenaria comprende diverse confessioni come i greco-ortodossi, i siro-ortodossi, i maroniti e i cattolici romani. Lo stato centrale di Assad garantiva loro un contesto stabile, libertà di culto e sicurezza.
Il vuoto di potere odierno è causa di incertezza e di preoccupazioni crescenti. La possibile affermazione di gruppi islamisti radicali, già attestati in alcune aree, minaccia seri rischi per il delicato equilibrio interreligioso e i diritti delle minoranze.

Colligite Fragmenta – 3a domenica di Avvento: “Siate forti, non temete!”

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la meditazione settimanale di p. John Zuhlsdorf, sempre nutriente e illuminante, che ci consente di approfondire, durante l'ottava, i doni spirituali della domenica precedente [vedi].

Colligite Fragmenta –
3a domenica di Avvento: “Siate forti, non temete!”


Che siamo cattolici latini occidentali o cattolici orientali, dovremmo essere interessati a ciò che i nostri antenati hanno fatto a Roma per queste domeniche di Avvento. Le nostre tradizioni sono profonde. Sappiamo meglio chi siamo sapendo chi erano loro.

In questa terza domenica di Avvento la Stazione Romana è a San Pietro sul Colle Vaticano. Nei tempi antichi, non c'era una stazione per la quarta domenica perché le ordinazioni venivano conferite la sera prima. Nella settimana prima delle ordinazioni venivano condotti gli scrutini dei candidati. Quindi, la gente si riuniva a San Pietro per intercedere. Durante la notte si tenevano splendide e complicate cerimonie festive con processioni ai vari altari, il canto dei salmi, lezioni e il Te Deum . Quando la messa era finita, il Pontefice Romano veniva incoronato con la triplice tiara e una vasta cavalcata a cavallo si dirigeva attraverso Roma verso la Basilica Lateranense, dove si teneva un banchetto. Oggi, qualcosa del tono festoso del giorno rimane nei paramenti rosa, nei fiori e nella possibilità di un maggiore uso della musica strumentale.

mercoledì 18 dicembre 2024

18 dicembre 2024: Mercoledì delle quattro tempora di Avvento

Per meglio conoscere l'Anno Liturgico e le sue gemme spirituali. Pratiche abbandonate con il Novus Ordo; ma tuttora vive in chi custodisce la Tradizione. Precedente qui. Le Quattro tempora di Quaresima qui. Le Quattro Tempora di Pentecoste qui.

18 dicembre 2024: Mercoledì delle quattro tempora di Avvento
(terzo giorno della Novena di Natale qui)

La Chiesa pratica in questo giorno il digiuno chiamato delle Quattro Tempora, il quale si estende anche al Venerdì e al Sabato seguenti. Questa osservanza non appartiene punto all'economia dell'Avvento, essendo una delle istituzioni generali dell'Anno Ecclesiastico. Si può annoverare nel numero delle usanze che la Chiesa ha derivate dalla Sinagoga; poiché il profeta Zaccaria parla di digiuno del quarto, del quinto, del settimo e del decimo mese. L'introduzione di tale pratica nella Chiesa cristiana sembra risalire ai tempi apostolici; questa è almeno l'opinione di san Leone, di sant'Isidoro di Siviglia, di Rabano Mauro e di parecchi altri scrittori dell'antichità cristiana: tuttavia, è da notare che gli Orientali non osservano tale digiuno.

Fin dai primi secoli, le Quattro Tempora sono state fissate, nella Chiesa Romana, alle epoche in cui si osservano ancora attualmente; e se si trovano parecchie testimonianze dei tempi antichi nelle quali si parla di Tre Tempora e non di Quattro, è perché le Tempora di primavera, cadendo sempre nel corso della prima Settimana di Quaresima, non aggiungono nulla alle osservanze della Quarantena già consacrata a un'astinenza e a un digiuno più rigorosi di quelli che si praticano in qualsiasi altro tempo dell'Anno.

L'Exultet, La felice colpa e la Regina del cielo

Nelle nostre traduzioni da Via Mediaevalis attingiamo testi particolari come quello che segue.
Vedi qui il testo dell'Exultet.

L'Exultet, La felice colpa e la Regina del cielo
“Se la mela non fosse stata presa, la mela non fosse stata presa, / né la nostra signora sarebbe mai stata la regina del cielo.”
I cattolici di rito romano hanno la loro opportunità annuale di assaporare il praeconium paschale, un antico inno liturgico noto in inglese come Proclamazione di Pasqua e comunemente indicato con la sua prima parola estremamente appropriata: exultet (1) “gioisca (l'esercito angelico dei cieli”. Cantato dal diacono durante la liturgia del Sabato Santo, l'Exsultet è un capolavoro poetico che riempie i momenti iniziali della veglia pasquale di pathos mistico e porta in glorioso rilievo i principali motivi pasquali: luminosità, liberazione, gioia comunitaria.

Nell'immagine: Canto dell'Exsultet [vedi] tratto da un libro di epistole e letture del Vangelo della fine del XIV secolo (Epistolarium et Evangeliarium, Biblioteca comunale di Lubecca, MS theol. lat. 2° 5, folio 91 recto).

O Necessarium Peccatum ...
Originariamente una delle varie preghiere con cui i riti dell'Europa occidentale celebravano l'accensione del cero pasquale, l'Exsultet risale al IV o V secolo e giunse a Roma con i sacramentari gelasiani. Sembra essere stato influenzato dal pensiero di Sant'Ambrogio e potrebbe essere stato composto da lui. Come vediamo in altri primi scritti cristiani (e nella Sacra Scrittura), l'Exsultet trae molta energia poetica e spirituale dall'eloquente abbinamento di opposti che i retori chiamano antitesi. L'antitesi di luce e oscurità è particolarmente evidente e informa l'intero inno; i seguenti esempi sono tratti dalle sezioni iniziali e conclusive del testo:

Tragico declino della salute mentale e della libertà

Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica.
Alcune testate cattoliche nei giorni scorsi hanno pubblicato un caso di discriminazione accaduto nel Regno Unito. Una consulente scolastica ha denunciato una scuola cattolica che l’avrebbe licenziata per le sue opinioni considerate “misogine”, sul matrimonio. Risultato della sua attività online, dato che sui suoi profili social esprimeva pensieri fondati sulle sue convinzioni cristiane, censurati dalla scuola prima di licenziarla dopo averla sottoposta ad un interrogatorio sulla sua attività online. 
In breve, su Instagram aveva mostrato una donna musulmana con il suo abbigliamento coatto che si dichiarava felice di vivere sottomessa al marito. Secondo la scuola, il suo operato era “preoccupante”, in quanto improntato a pura misoginia... Altri contenuti erano stati segnalati da un genitore, in forte disaccordo con i principi cristiani espressi. 
Davvero paradossale che in un tempo e in un contesto in cui risulta espresso qualunque tipo di opinione, anche la più spudorata e scandalosa, non ci sia spazio solo per il pensiero cristiano, divenuto alieno. È capitato anche a me di veder censurati contenuti semplicemente critici ma non uniformati al "pensiero unico". Ormai è prassi consolidata. E fa ancor più specie il fatto che si censurino, anche sui social, opinioni espresse senza offendere nessuno, mentre è ormai normale imbattersi in pagine Facebook infarcite di contenuti aberranti comprese le bestemmie, gli unici che non contrastano con i "principi della community"! 

martedì 17 dicembre 2024

Gli angeli agli occhi del Medioevo

La serie su Via Mediaevalis in ordine all'angelologia medievale continua. Saggi precedenti sull'argomento: L’angelologia biblica e letteraria del Medioevo qui; Fiat Lux: La creazione degli angeli qui; Gli angeli: giardinieri nella creazione di Dio qui

Gli angeli agli occhi del Medioevo
Robert Keim 15 dicembre

«Vidi», dice Dante, «angeli festanti, con le penne sparte (ad ali spiegate), più di mille, angeli festanti, ciascun distinto di fulgore e d’arte (per splendore e specie)».

Intrecciate nell'articolo precedente c'erano due domande: perché i cristiani medievali davano particolare importanza alla creazione degli angeli, che non è menzionata nella Genesi ed era quindi avvolta nell'incertezza? E perché la co-creazione, ovvero la nozione che gli angeli abbiano partecipato alla creazione del mondo materiale, sembra attrarre, con significati così profondi e risonanti, l'immaginazione umana?

Ho offerto una risposta parziale a entrambe le domande alla fine dell'articolo. Una delle chiavi della ricca, bella e altamente intellettuale devozione della cultura medievale agli angeli era una dottrina che esiste ancora ma è ampiamente scomparsa dal panorama della vita quotidiana: esiste una parentela unica tra la natura angelica e la natura umana, e quindi un'amicizia unica tra angeli e uomini. Gli angeli sono vicini a noi, ontologicamente parlando; ci capiscono e si interessano alle nostre vite, come le rocce, gli alberi e le bestie non faranno mai; si dilettano nell'aiutarci, proprio come noi ci dilettiamo nell'aiutare coloro che sono più deboli e vulnerabili di noi. Hanno ragione, cognizione avanzata e un destino eterno, come noi. Sono dotati di libero arbitrio, come noi, sebbene abbiano già raggiunto lo stato in cui la libertà è immune dalla tentazione. E sebbene non siano naturalmente uniti ai corpi, possono assumere corpi e apparire a noi come esseri corporei.

Cristo, Re delle Famiglie

Nella nostra traduzione da Crisis Magazine un gradevole articolo che aiuta la nostra riflessione. "... il vino del Nuovo Regno sulla terra trasformerebbe un impero pagano in un impero cristiano in un impero così poco tempo da sconcertare ancora gli storici laici". Sapreste immaginare uno storico laico degli ultimi 100 anni che resti "sconcertato" nel modo suggerito?

Cristo, Re delle Famiglie
L’unico modo per evangelizzare il mondo pagano odierno è attraverso la famiglia.
David Torkington

Molti anni fa, avevo un idraulico meraviglioso che era sempre a disposizione quando avevo bisogno di lui. Nessuna chiamata era fastidiosa per lui, né di notte né di giorno, nei fine settimana e persino nei giorni festivi, quando non faceva mai pagare più della tariffa corrente. Purtroppo, non l’ho mai apprezzato come avrei dovuto. Per me era solo la persona a cui mi rivolgevo quando avevo problemi con l’impianto idraulico.
Poi, un giorno, suo figlio si ammalò a scuola e corse a prenderlo per portarlo a casa, dimenticando la sua cassetta degli attrezzi. Mentre la raccoglievo per portarla a casa sua, vidi queste parole scritte sotto il coperchio: Ad maiorem Dei gloriam — “Per la maggior gloria di Dio”. Mi ero interessato così poco a lui che non sapevo nemmeno che fosse cattolico. Quando ho avuto modo di conoscere lui, sua moglie e la sua famiglia, è stato per incontrare quanto abbia mai conosciuto a una replica, in una famiglia terrena, dell’amore di Dio in Paradiso.

lunedì 16 dicembre 2024

Vescovo Joseph E. Strickland / Costruire una scala

Nella nostra traduzione da substack la Lettera del Vescovo Strickland per l'Avvento. Una lettera piuttosto notevole che dimostra il suo percorso verso il cattolicesimo tradizionale e, ovviamente, la sua profonda fede e il suo zelo e amore per le anime. Qui l'indice dei precedenti scritti del vescovo che continua a non tacere.

Cari fratelli e sorelle in Cristo,
In questo periodo dell'anno, mentre aspettiamo Nostro Signore, vorrei attirare per un momento la nostra attenzione su San Giuseppe, una persona per lo più silenziosa ma molto importante nell'Avvento di Nostro Signore. Conosciamo San Giuseppe come falegname perché San Matteo e San Marco usarono il termine greco tekton per descrivere il suo lavoro, che è un termine comune per un lavoratore del legno, un costruttore, un "falegname" - una persona le cui abilità nella lavorazione del legno includono "unire" pezzi di legno insieme. I padri latini interpretarono questa parola come "falegname".

La parola "falegname" è una parola adatta per San Giuseppe perché in molti modi fu chiamato a essere un costruttore di scale che fornivano gradini affinché il cielo "si unisse" alla terra e la terra "si unisse" al cielo. La Beata Vergine Maria fu chiamata a essere la Madre di Dio e San Giuseppe costruì una scala offrendo il matrimonio e una casa dove il Bambino Gesù potesse vivere sulla terra. Gesù Cristo dimorò nella casa che San Giuseppe fornì e, sebbene una casa e tutti i gradini che San Giuseppe costruì sarebbero stati fatti di materiali terreni, su di essi camminò il cielo: quindi si potrebbe dire che costruì una scala che collegava il cielo alla terra.

Regem venturum Dominum. Oggi inizia la Novena di Natale

Oggi, 16 dicembre, inizia la Novena di Natale per preparare il cuore alla venuta di Gesù, tempo per fermarsi ad adorare il Signore che è il nostro Tutto. È Re onnipotente che si fa umile e s’incarna in un Bambino. Tutte le Parrocchie la celebrano comunitariamente. Chi non può farlo, può unirsi spiritualmente aiutato dai testi che seguono.

Parti da dirsi ogni giorno

+ Deus, in adiutòrium meum intende. Domine, ad adiuvandum me festina.
Dio, volgiti in mio aiuto. Signore, affrettati a soccorrermi. (Salmo 69,2)
In nomine Patris +, et Filii +, et Spiritus Sancti +. Amen.


Canto delle «Profezie»

Regem venturum Dominum, venite adoremus
Regem venturum Dominum,
venite adoremus.


Iucundare filia Sion, et exulta satis filia Ierusalem, ecce Dominus veniet,
et erit in die illa lux magna et stillabunt montes dulcedine et colles fluent lac et mel, quia veniet Propheta magnus et Ipse renovabit Ierusalem.

Regem venturum Dominum,
venite adoremus.


Ecce veniet Deus, et Homo de domo David sedere in throno; et videbitis et gaudebit cor vestrum.

Regem venturum Dominum,
venite adoremus.


Ecce veniet Dominus protector noster,
Sanctus Israël, coronam Regni habens in capite suo et dominabitur a mari usque ad mare et a flumine usque ad terminos orbis terrarum.

Regem venturum Dominum,
venite adoremus.

Ecce apparebit Dominus, et non mentietur: 
si moram fecerit, expecta eum quia veniet et non tardabit.

Regem venturum Dominum,
venite adoremus.


Descendet Dominus sicut pluvia in vellus, orietur in diebus eius iustitia et abundantia pacis et adorabunt eum omnes reges terrae, omnes gentes servient ei.

Regem venturum Dominum,
venite adoremus.


Nascetur nobis parvulus et vocabitur Deus fortis; ipse sedebit super thronum David patris sui et imperabit; cuius potestas super humerum eius.


Regem venturum Dominum,
venite adoremus.


Betlehem civitas Dei summi, ex te exiet
dominator Israel, et egressus eius
sicut a principio dierum aeternitatis, et magnificabitur in medio universae terrae, 
et pax erit in terra nostra dum venerit

Regem venturum Dominum,
venite adoremus.

Alla vigilia di Natale si aggiunge

Crastina die delebitur iniquitas terrae,
et regnabit super nos Salvator mundi.

Regem venturum Dominum,
venite, adoremus.
Prope est iam Dominus:
venite, adorémus.
Venite, adoriamo il Re Signore
che sta per venire.


Godi figlia di Sion, esulta figlia di Gerusalemme, ecco il Signore verrà ed in quel giorno vi sarà gran luce; i monti stilleranno dolcezza e dai colli scorreranno latte e miele, perché verrà un gran profeta ed Egli rinnoverà Gerusalemme.

Venite, adoriamo il Re Signore
che sta per venire.


Ecco, dalla casa di Davide verrà il Dio-Uomo
a sedersi sul trono; vedrete e godrà il vostro cuore.

Venite, adoriamo il Re Signore
che sta per venire.


Ecco, verrà il Signore, il nostro Protettore, il Santo d'Israele, portando sul capo la corona regale e dominerà da un mare all'altro e dal fiume ai confini estremi della terra.

Venite, adoriamo il Re Signore
che sta per venire.


Ecco, apparirà il Signore e non mancherà di parola; se indugerà attendilo, perché verrà e non potrà tardare.

Venite, adoriamo il Re Signore
che sta per venire.


Il Signore discenderà come pioggia sul vello, in quei giorni spunterò la giustizia e l'abbondanza della pace; tutti i re della terra lo adoreranno e i popoli lo serviranno.

Venite, adoriamo il Re Signore
che sta per venire.


Nascerà per noi un bimbo e sarà chiamato Dio forte; egli siederà sul trono di Davide suo padre e sarà un dominatore e avrà sulle spalle la potestà regale.

Venite, adoriamo il Re Signore
che sta per venire.


Betlemme, città del sommo Dio, da te nascerà il dominatore d'Israele; la sua nascita risale al principio dei giorni dell'eternità e sarà glorificato in mezzo a tutta la terra; e, quando Egli sarà venuto, vi sarà pace sulla nostra terra.

Venite, adoriamo il Re Signore
che sta per venire

Alla vigilia di Natale si aggiunge

Domani sarà sconfitto il male della terra
e regnerà su noi il Salvatore del mondo.

Ecco il Signore viene,
venite adoriamo.
Il Signore è vicino,
venite adoriamo.

 (Nota: Tutte le strofe dal n.1 al n.7 devono essere recitate o cantate ogni giorno dal 16 fino al 23 dicembre; la Vigilia di Natale, il 24 dicembre, si aggiunge la strofa n. 8)