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sabato 10 ottobre 2026

Leone XIV si unirà a oltre 300 leader di false religioni in uno scandaloso raduno ad Assisi

Nella nostra traduzione da Lifesitenews. Il sesto incontro di Assisi vedrà la partecipazione di 384 rappresentanti religiosi provenienti da 53 paesi e promuoverà quella che gli organizzatori definiscono "l'unificazione spirituale" del mondo. Leone XIV non fa altro che riaffermare — e, in questo caso, portare a conseguenze più estreme — gli atti più controversi dei suoi predecessori. Lo inserisco — perché vi si riallaccia — nell'indice degli interventi sulla infausta Dichiarazione di Abu Dhabi che precede Fratelli tutti [qui]. Precedente  panoramico, a partire da un'altra iniziativa di Leone XIV [qui]. Vi invito a consultare anche questo documento di diversi anni fa [qui]. Forse l'assetto geopolitico sta cambiando; ma ciò che non cambia è il potere transnazionale che non credo tramontato. Il problema viene da lontano.

Leone XIV si unirà a oltre 300 leader di false religioni
in uno scandaloso raduno ad Assisi


Papa Leone XIV si recherà ad Assisi il 27 ottobre per commemorare il 40° anniversario del controverso incontro di preghiera interreligioso avviato da Papa Giovanni Paolo II nel 1986, insieme a rappresentanti delle religioni del mondo.

Il 6 ottobre, una conferenza stampa organizzata dalla Comunità di Sant'Egidio ha annunciato che l'incontro internazionale per la 40ª Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace, indetta da Giovanni Paolo II nel 1986, si terrà ad Assisi dal 25 al 27 ottobre. L'evento riunirà 384 rappresentanti di religioni, culture e istituzioni provenienti da 53 Paesi, con 155 relatori che parteciperanno a 24 forum tematici. Papa Leone XIV presiederà la celebrazione liturgica cristiana nella Basilica Inferiore di San Francesco e pronuncerà il discorso conclusivo nella piazza antistante la basilica.

Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant'Egidio, citando lo storico Alberto Melloni[1], ha affermato che gli incontri interreligiosi di Assisi rappresentano «un punto di svolta nell'atteggiamento del cattolicesimo contemporaneo verso le altre religioni e un punto di svolta nella visione che le religioni non cristiane hanno del cristianesimo».

Nel corso dell'incontro, 13 diverse sedi saranno utilizzate per la preghiera simultanea da parte dei vari gruppi religiosi, un accorgimento che, secondo gli organizzatori, mira a evitare qualsiasi apparenza di "sincretismo religioso", in linea con la visione originaria di Giovanni Paolo II. Al termine dell'incontro, i partecipanti firmeranno e proclameranno un messaggio di pace congiunto rivolto al mondo.

Oltre al Papa, saranno presenti anche il Cardinale Matteo Maria Zuppi, non solo in qualità di presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ma anche come figura di spicco della Comunità di Sant'Egidio, e il Cardinale Fridolin Ambongo, arcivescovo di Kinshasa, Repubblica Democratica del Congo.

All'incontro parteciperanno Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant'Egidio; il Patriarca ecumenico Bartolomeo I di Costantinopoli; Nasaruddin Umar, ministro degli affari religiosi dell'Indonesia e imam della moschea di Giakarta; e Hala al-Karib, un'attivista sudanese. Sarà presente anche il rabbino capo di Francia Haim Korsia.

Il 28 settembre, durante il viaggio apostolico del Papa in Francia, insieme ad altri rappresentanti delle religioni, Korsia ha firmato l'Appello di Metz alla presenza di Leone XIV, un documento che riecheggia lo "Spirito di Assisi" e propone ancora una volta tutte le religioni come strumenti necessari per "disarmare" il mondo.

I 24 forum in programma trattano un'ampia gamma di temi, tra cui il disarmo, il cambiamento climatico e le migrazioni. A queste sessioni di discussione parteciperanno rappresentanti di importanti organizzazioni laiche e globaliste, prima fra tutte la Fondazione Gates, nonché numerosi intellettuali laici.

Impagliazzo afferma: “Il tema dell’unificazione spirituale del mondo è qualcosa di veramente importante… per infondere un discorso sulla fraternità universale, Fratelli tutti [qui], in diversi contesti culturali e religiosi”.

Secondo Impagliazzo, l'“unificazione spirituale” del mondo è necessaria per contrastare la rinascita del nazionalismo, che a suo dire sta minando il multilateralismo promosso da organismi internazionali come le Nazioni Unite e l'Unione Europea. Le religioni, a suo avviso, possono fungere da strumenti utili nelle mani di queste istituzioni per riaffermare la loro visione del mondo.

Durante la conferenza stampa, Impagliazzo ha anche fatto riferimento critico alle obiezioni sollevate dall'arcivescovo Marcel Lefebvre fin dal primo incontro del 1986: «Ricordo i lefebvriani, i critici più feroci… perché si riteneva che continuare questi incontri avrebbe comportato il rischio di trasformare la Chiesa in uno spettacolo… o addirittura di sincretismo… Niente sincretismo: ognuno secondo la propria tradizione».

Il 27 ottobre 1986, su invito di Papa Giovanni Paolo II e con la stretta collaborazione della Comunità di Sant'Egidio, che decise di non limitare lo "Spirito di Assisi" a un evento isolato, 130 rappresentanti di diverse confessioni cristiane e religioni del mondo si riunirono ad Assisi per la Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace.

L'evento suscitò immediatamente indignazione in ampi settori della Chiesa. Tra gli episodi più controversi vi fu la collocazione di una statua di Buddha sul tabernacolo all'interno della chiesa di San Pietro ad Assisi.

Il 28 ottobre 1999, Giovanni Paolo II rinnovò l'incontro interreligioso con una nuova grande assemblea tenutasi tra Roma e Assisi. In quell'occasione, il vescovo Bernard Fellay della Fraternità Sacerdotale San Pio X inviò una lettera formale di protesta al pontefice, denunciando la riemersione di uno scandalo che poneva l'unica vera Chiesa fondata da Cristo sullo stesso piano delle religioni pagane ed eretiche.

Successivamente, il 24 gennaio 2002, si è tenuto ad Assisi il terzo incontro interreligioso, convocato ancora una volta da Giovanni Paolo II in seguito agli attentati terroristici dell'11 settembre 2001 a New York. Particolarmente scandalosa per molti cattolici fu la preghiera congiunta di rappresentanti cattolici e leader religiosi non cristiani.

Con l'elezione di Papa Benedetto XVI, la gerarchia vaticana ha tentato di ricalibrare il dialogo ecumenico, ma eventi come la sua visita alla Moschea Blu di Istanbul il 30 novembre 2006 hanno dimostrato una sostanziale continuità con la linea dello "Spirito di Assisi".

Il 27 ottobre 2011, Benedetto XVI ha convocato il quarto incontro interreligioso di Assisi, per commemorare il 25° anniversario del primo incontro di preghiera. In tale occasione, Papa Benedetto ha deciso di includere atei e non credenti tra gli ospiti ufficiali invitati alla Basilica di Santa Maria degli Angeli.

Il 20 settembre 2016, Papa Francesco ha presieduto il quinto incontro interreligioso in occasione del trentesimo anniversario dell'evento originario, rafforzato in parte dalla significativa influenza della Comunità di Sant'Egidio sull'agenda e sull'orientamento del suo pontificato.
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Nota di Chiesa e post-concilio
1. Storico italiano, ordinario di storia del cristianesimo nell'Università di Modena-Reggio Emilia. Si è dedicato in particolare allo studio dei concili delle chiese e del Concilio Vaticano II. Appartiene alla cosiddetta La "Scuola di Bologna": Attraverso la sua attività di ricerca e divulgazione (anche televisiva, ad esempio su Rai Storia a Passato e Presente con Paolo Mieli), Melloni sostiene la natura di "rottura/svolta" profonda del Concilio contro le letture riduttive o di sola continuità amministrativa, insistendo su temi cardine come la collegialità episcopale, la povertà e il ruolo del popolo di Dio. Considera il Vaticano II non solo come un'assemblea dogmatica, ma come un evento storico globale che ha ridisegnato il rapporto tra la Chiesa cattolica, la modernità, la politica internazionale (dalla Ostpolitik alla pace globale) e le altre religioni.

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