venerdì 5 febbraio 2016

Dio perdona il peccato ma non la volontà di peccare


9 commenti:

Cristiano Scandali ha detto...

Bellissimo! Dio non manda all'inferno, é la gente che vuole andarci!!! Dio é immutabile; come dice il salmista " da sempre e per sempre tu sei, Dio". Che forse non siano ciechi guide di altri ciechi a condurre entrambi giù nel burrone? Non c'è neanche bisogno di dire chi siano le guide...

hr ha detto...

S. Alfonso Maria de Liguori
Apparecchio alla Morte
cioè Considerazioni sulle Massime Eterne
Utili a tutti per meditare, ed a' sacerdoti per predicare

CONSIDERAZIONE XXIII - INGANNI CHE 'L DEMONIO METTE IN MENTE A' PECCATORI
PUNTO II

Dice: «Dio è di misericordia». Ecco il terzo inganno comune de' peccatori, per cui moltissimi si dannano. Scrive un dotto autore(1) che ne manda più all'inferno la misericordia di Dio, che non ne manda la giustizia; perché questi miserabili, confidano temerariamente alla misericordia, non lasciano di peccare, e così si perdono. Iddio è di misericordia, chi lo nega; ma ciò non ostante, quanti ogni giorno Dio ne manda all'inferno! Egli è misericordioso, ma è ancora giusto, e perciò è obbligato a castigare chi l'offende. Egli usa misericordia, ma a chi? a chi lo teme. «Misericordia sua super timentes se... Misertus est Dominus timentibus se» (Ps. 102. 11. 13). Ma con chi lo disprezza e si abusa della sua misericordia per più disprezzarlo, Egli usa giustizia. E con ragione; Dio perdona il peccato, ma non può perdonare la volontà di peccare. Dice S. Agostino(2) che chi pecca col pensiero di pentirsene dopo d'aver peccato, egli non è penitente, ma è uno schernitore di Dio: «Irrisor est, non poenitens». Ma all'incontro ci fa sapere l'Apostolo che Dio non si fa burlare: «Nolite errare, Deus non irridetur» (Gal. 6. 7). Sarebbe un burlare Dio offenderlo come piace, e quanto piace, e poi pretendere il paradiso.
http://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/_IDX006.HTM

(1) GISOLFO P., La guida de' peccatori, p. I, disc. VI, n. 1; I, Napoli 1694, 165: «O e quanto ben disse quel Santo (Thom. a Kempis), che più si dannano per cagione della misericordia che per la giustizia di Dio!» Vedi anche ROSIGNOLI C. G., Elezione della morte, c. 11, parag. I; Opere, III, Venezia 1713, 690: «E tuttavia l'inferno è ripieno d'anime, che troppo confidavano nella divina clemenza, e poco temeano la divina giustizia. Per modo che un gran maestro di spirito fu di parere (Velas., epist. Phil., c. v. 12): Plures damnentur misericordia Dei quam iustitia, quia plures sunt, qui male confidunt in misericordia quam qui bene timeant iustitiam».
(2) PS. AUGUSTINUS, Ad fratres in eremo, sermo 11; PL 40, 1255: «Numquid et qui dissimulat irrisor est, et non poenitens, qui adhuc agit quod poenitet». Questi sermoni sono attribuiti a s. Agostino, ma non sono suoi (cfr. Glorieux 31; Clavis, 377)

Anonimo ha detto...

Mic, perchè non pubblicare?

http://blog.messainlatino.it/2016/02/come-introdurre-pacificamente-e-in-modo.html

T. ha detto...


" La Carita' senza la Verita', e senza la Giustizia che e' Verita' , non puo' esistere . Dio e' Verita' , prima ancora di essere Carita' ".
( Padre Pio )

Anonimo ha detto...

ore 12.10 Briefing del Direttore della Sala Stampa su comunicazioni importanti

https://www.youtube.com/watch?v=1TtcNacBj0E

mic ha detto...

Avevo ricevuto a suo tempo la Lettera di Paix Liturgique pubblicata ieri da Messa in latino con una entusiastica introduzione.
http://it.paix-liturgique.org/aff_lettre.asp?LET_N_ID=2404

Io non l'avevo ripresa, perché avevo delle riserve e non avevo né il tempo né l'energia per formularle.
Il discorso è realista e riguarda il biritualismo.
Tuttavia temo sia un realismo che corre il rischio di produrre l'ibrido tra i due riti che credo sia da temere.
Mi riferisco al discorso sul tipo di 'gradualità proposta, che rischia di diventare un 'passaggio' appagante alcune esigenze, senza sbocco nell'Antiquior.
Di fatto non coglie la sostanziale differenza tra il Sacrificio Actio di Cristo e la Cena actio dell'assemblea.

Il problema di oggi è che chi si scopre 'conservatore', alla fine rischia di conservare soltanto una parte e non il "tutto", che è ciò che preserva davvero dalle contaminazioni.

Sulla gradualità, ripeto, anch'io la considero realista perché l'intransigenza irrigidisce, ma credo che occorra partire dall'essenziale e poi i dettagli. E, comunque, se è vero che necessario colmare il gap generazionale con adeguata formazione, penso che una volta arrivati al sodo è inutile indugiare in aggiustamenti formali, che in parte ripristinano il senso del mistero e il giusto timor di Dio, ma non sanano il rito in radice. Un po' il look restaurato del NO da Ratzinger, che ha ristabilito il focus cristocentrico solo formalmente...

O sbaglio?

Anonimo ha detto...

Come ipotizzato da Magister, il 12 febbraio il Papa incontrerà il Patriarca Kirill a Cuba

mic ha detto...

ore 12.10 Briefing del Direttore della Sala Stampa su comunicazioni importanti

Importante segnalazione. Grazie!

Sto ascoltando il testo inglese. Si tratta Comunicato congiunto dell'incontro tra Chiesa Cattolica e Patriarcato di Mostra (FRancesco e Kirill in Cuba). Si concluderà con una dichiarazione comune. Primo nella storia... Segnale di speranza e invito alla preghiera...

mic ha detto...

Ho già pubblicato anch'io in base a ciò che ho ascoltato.