venerdì 19 febbraio 2016

“Instrumentum laboris” e attenzione verso le persone con tendenza omosessuale: lacune e silenzi

Il rinvio di una settimana della discussione in aula della famigerata legge Cirinnà è una provvidenziale grazia concessa per mano della Beata Vergine Maria per permetterci di unirci tutti in spirituale combattimento e offrire ogni preghiera, Rosari e fioretti, per riuscire, per Sua intercessione, a riportare la vittoria su questa legge contro natura e metterla per sempre fuori dell'ordinamento giuridico del Paese. Ma poiché siamo in prima linea - dopo il testo di Paolo Pasqualucci [qui] - pubblichiamo un altro contributo autorevole, per favorire questo fine di salvezza delle famiglie, dei bambini, del futuro dell'umanità. Le ragioni che il mondo non vuole sentire, ma che uomini di buona volontà non faticano ad accogliere.

L’OMOSESSUALITÀ NON È SEDE DI DIRITTO
di Enrico Maria Radaelli

1) Sulle pagine della Instrumentum laboris che riguardano coloro che anche in tale documento vengono eufemisticamente chiamati “persone a tendenza omosessuale” vorrei manifestare una riserva di carattere generale: dai tempi infatti del Nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica (1993), sostitutivo di quello di san Pio V, o Tridentino (1566), la Chiesa ha scelto di accettare e di includere, come se la cosa fosse possibile, una realtà supposta ontologica di “persone con tendenza omosessuale”.
Prima di questo Catechismo, di tali persone il magistero della Chiesa ha parlato di sfuggita, p. es., nelle 45 Proposizioni condannate nei decreti del S. Uffizio del 24-09-1665 [contro i lassisti], nella Proposizione 28: « La pederastia, la sodomia e le congiunzioni con animali, sono peccati della stessa specie più infima: perciò nella confessione è sufficiente dire che ci si è procurati una polluzione » (Denz 2044), e naturalmente nel Catechismo Tridentino (p. 469 edizione Cantagalli): « Disonesti e adulteri, effeminati e pederasti non erediteranno il Regno di Dio » (I Cor 6,9). Ora, invece, nel testo del sopra detto Nuovo Catechismo, che vorrebbe supplire alle carenze del primo, si dà per scontata e per reale una tendenza la cui consistenza è invece tutta da vedere, e di cui potrebbe essere messa in dubbio l’esistenza ontologica almeno con tre considerazioni (i sotto indicati punti A, B e C), accettando unicamente il fatto ahimè storicamente riscontrabile di uomini che peccano contro la castità e dunque di uomini che, come tutti i peccatori, vanno certamente accettati, amati accolti e ascoltati, ma rigettando ogni pretesa ontologista del loro status, che è solo quello di una situazione peccaminosa, transeunte, accidentale e storica, deviante dall’innata tendenza dell’uomo al bene, qui quello della castità, elargita da Dio a tutti gli uomini.
Ecco le tre considerazioni:

A) L’uomo – tutti gli uomini – tende naturalmente al bene. Ma la « tendenza omosessuale innata » (CCC 2358) contrasta sia col Vecchio che col Nuovo Testamento, che non la ammettono. Per il Vecchio Testamento si possono segnalare almeno i seguenti passi scritturali: 
  1. L’episodio di Sodoma (Gn 19,1-11); 
  2. « Non avrai con maschio relazioni come si hanno con donna: è abominio » (Lv 18,22); 
  3. « Se un uomo ha rapporti con un altro uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte; il loro sangue ricadrà su di essi » (Lv 20,13). 
Per il Nuovo Testamento: 
  1. « Non illudetevi: …né effeminati, né sodomiti, … erediteranno il regno di Dio » (Loc. cit.); 
  2. « La legge … è fatta per … i fornicatori, i pervertiti … » (I Tim 1,8;10); 
  3. « Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in sé stessi la punizione che si addiceva al loro traviamento » (Rm 1,26-7).
Quindi, se le Sacre Scritture sono inerranti, v. Denz 3292s e 3652-4 (almeno in fide et moribus, e dico “almeno” a beneficio di quei chierici razionalisti che non sanno raccordare scienza e ispirazione dello Spirito Santo, ma appunto: consideriamo qui che, sull’argomento che stiamo trattando, l’inerranza è riconosciuta da tutti) e le Sacre Scritture sono certamente inerranti (almeno in fide et moribus), tale tendenza non può essere né un bene, né innata, perché Dio non punisce l’uomo per ciò che l’uomo è, anche accidentalmente, p. es. per nascere cieco, o senza qualche organo corporeo, come a volte avviene, ma punisce l’uomo per ciò che egli fa, e che fa adempiendo tre precisi parametri: piena avvertenza, deliberato consenso, materia grave.

Ma se la « tendenza omosessuale » non è un bene, gli uomini che dicono di tendervi, tendono verso il male: tendono verso una direzione anomala, perversa, contro natura, e ciò fanno per desiderio, per concupiscenza; inoltre, secondo, non essendo tale tendenza innata, perché il suo innatismo metterebbe in errore, come visto, le Sacre Scritture, tali uomini vanno instradati con opportuni consigli spirituali, forse uniti anche a terapie collaterali, così da correggersi presto e compiutamente, tirandosi fuori dal loro peccato. 

B) L’uomo – tutti gli uomini – tende naturalmente al bene. Se vi fossero persone con « tendenze omosessuali innate » (v. sopra), ciò significherebbe che tale tendenza sarebbe un bene. Ma non può essere un bene cui tendere ciò che dalla Chiesa, nelle azioni di un uomo conseguenti alla tendenza, viene con termini inequivocabili indicato come atti « intrinsecamente disordinati, contrari alla legge naturale » (CCC 2357, dunque articolo che, pur precedendo di un solo numero quello visto sopra, lo contraddice): se le azioni sono “intrinsecamente disordinate”, non può non essere “intrinsecamente disordinata” anche la cosiddetta “tendenza” allo status che li porta a compiere tali azioni, anzi: lo dev’essere di più, come la causa (la tendenza) dev’essere di certo più dell’effetto (l’azione).

C) Tali persone, che pretendono essere riconosciute intrinsecamente “omosessuali”, quasi che la loro condotta disordinata, anomala e contro natura sia ontologica (non accettano neanche una prospettiva clinico-psico-terapeutica, sostenendo di essere tali geneticamente), asseriscono che le Sacre Scritture non si riferiscono a loro, quando parlano di sodomiti o di sodomia, ma a persone che compiono “atti omogenitali”, ma qui andrebbe chiarito invece che agli occhi di Dio (sia nel V. T che nel N. T.) ogni scelta, atteggiamento o atto sessuale che non sia teso alla vita, che non sia teso cioè a “dare figli a Dio”, è male, è atto intrinsecamente e gravemente peccaminoso. Posto che l’inclinazione  al proprio genere sessuale (meglio: il desiderio, anzi l’impuro desiderio, anche per il CCC, il quale, p. es. al n. 377, lo chiama “concupiscenza”) è cosa che non porta ad atti fecondi per la vita, per dare “figli a Dio”, essa è intrinsecamente cattiva, in odio o quantomeno in disprezzo a Dio e ai suoi disegni (per orgoglio, perché tutto nasce dall’orgoglio: il narcisismo è una forma di orgoglio). 

Queste tre considerazioni rigettano ab ovo ogni pensiero sul tema che sia fondato su pretese ontologiste, cioè sulle premesse attualmente in voga universalmente e che oggi allignano, come visto, pur se di certo senza suo dolo, anche nella stessa Chiesa.

Su questo punto la Chiesa odierna dovrebbe correggere il proprio insegnamento, come l’ha già corretto una volta nel passaggio dal Catechismo di San Pio V, il Tridentino, al Nuovo Catechismo, perché un sano e santo sviluppo della società e del mondo non può avviarsi che a partire da un insegnamento moralmente corretto. Esso, invece, in primo luogo si presenta fortemente disorganico nei confronti dell’insegnamento precedente, come si può osservare – il che non significa che anche l’insegnamento precedente, posto nel Tridentino, non vada corretto e migliorato, e anche in più punti –; e in secondo luogo, specialmente, non sembra essere veridico come dovrebbe, e in questi quarant’anni di vita mi pare si sia mostrato fortemente lacunoso, omettendo, Dio non voglia, per gran paura delle potenti lobbies sessiste, ma anche, in generale, dei loro fiancheggiatori, gli intellettuali a tendenza liberale, più o meno crudamente anticattolica, verità imperdibili, senza cadere peraltro in vero e grave difetto di magistero, perché tali insegnamenti sono stati dati sempre (un “sempre” relativo: esplicitamente, e in documenti conservati e ufficiali, solo dal 1566) in qualità di “verità connesse ai dogmi”, similmente a quelle “verità connesse ai dogmi” della cui forza chi scrive ha con ogni dovizia illustrato estensione e limiti in Dogma e pastorale (Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2015, pp. 53-66).

Verità imperdibili, dunque, tali “verità connesse ai dogmi” su cui si soffermano i due più conosciuti Catechismi stilati nei secoli dalla Chiesa, ma non esse stesse dogmi, e dunque compatibili con qualche imperfezione, come mostra lo stesso Catechismo Tridentino, o, in altro ambito, mostrano i due Codex Iuris Canonici (il primo del 1917, il secondo del 1983), o le canonizzazioni dei santi (che a volte, come si sa, furono anche di santi inesistenti); le “verità connesse”, va ribadito, sono verità storiche, dunque defettibili, sicché, dogmaticamente parlando, la Chiesa è salva. Ma lo scandalo dell’errore, allorché individuato, andrebbe tolto di mezzo sempre al più presto, correggendo l’errore e pubblicizzando la correzione nella misura in cui fu fatto e fatto conoscere l’errore. 

Da come stanno le cose, potrebbe sembrare quasi che le lobbies sessiste e i loro fiancheggiatori siano riuscite a spostare la linea di demarcazione che la Chiesa dovrebbe riconoscere tra bene e male inducendola, con impropri, inaccettabili e tendenziosi argomenti cosiddetti “scientifici”, a farle includere nel bene anche gli atti di coloro che sarebbero “affetti” da tali « tendenze omosessuali innate », ma la vera e originale linea di demarcazione è quella tra purezza e impurità, tra carnale e spirituale, tra castità e fornicazione, come dicono le Scritture: « Chi semina nella sua carne raccoglierà corruzione; chi semina nello Spirito, dallo Spirito raccoglierà vita eterna » (Gal 6,8).

Le lobbies omosessuali e i loro fiancheggiatori sono riusciti anche a spostare l’attenzione di tutta la società su un suo aspetto marginale (non accidentale, ma marginale, circoscritto), come la sessualità, moralmente corrompendo tutta la società come materialmente la corruppe la peste nera nel 1348, così che ora viviamo in una società ipersessualizzata, ipercarnale, potremmo dire anche insatanassata, dove cioè il sesso è presente come fosse il sale della terra, con grave perdita della sua spiritualità, che è invece il suo elemento davvero non marginale, non circoscritto, ma sostanziale e illimitato (v. Mc 5,13).

Al contempo di questa invadente e abietta ipertrofia sessista, inaspettatamente avviene che, in sgradevole simmetria eguale e contraria, ci tocca vivere anche in una società che oggi si rivela gravemente e volutamente infeconda, destinata perciò alla propria atrofia, al proprio autoannientamento. D’altronde, né il singolo uomo né la società può vivere etsi Deus non daretur, “come se Dio non ci fosse”, che è il principio che si è voluto dare la società occidentale e liberaloide d’oggi, a partire dalle sue stesse Costituzioni. Sicché questa tendenza autodistruttiva è destinata a essere prima o poi corretta da Dio, con una correzione che Dio stesso, nella sua bontà, garantisce col suo celebre giuramento: « Portæ Inferi non prævalebunt » (Mt 16,18).

La Chiesa è l’unica Società che può salvare i popoli e le Nazioni, ma si ha l’impressione che forse qualche suo Pastore – come d’altronde è avvenuto in altri secoli in duri confronti avutisi con altri potentati – si sia lasciato prendere da un eccessivo timore delle lobbies sessiste dominanti, così da produrre senza volere delle convinzioni come quelle viste al punto A), e il combattimento dunque per la necessaria correzione degli insegnamenti da dare sul tema potrebbe essere portato anche intra mœnia e potrebbe non essere privo di grandi scosse.

Ma la purissima Vergine ha sempre protetto e sempre proteggerà la sua santa Chiesa, specie quei suoi figli che ciò vogliono e chiedono, salvaguardandola, lei e i suoi figli, dagli schizzi di impurità anche minimi con cui il Nemico vorrebbe infangarla, spingendola presto alla purezza dogmatica che la guida. 

A proposito, infine, della castità, cui ora si è accennato, andrebbe ricordato – e questo vale anche per i cosiddetti divorziati risposati, cioè i concubini – che la castità e la purezza di cuore sono dovuti a una condotta di vita richiesta dal Signore come status naturale da tenere sia nella condizione di celibi, sia in quella di sposati, sia infine in quella di consacrati, come indicato dal Signore: « Se non vi farete piccoli come questo bambino non entrerete nel Regno dei cieli » (Mt 18,4): l’impudicizia, la concupiscenza, la fornicazione, è una tentazione; la purezza non è uno dei tanti possibili modi di vivere il matrimonio (e la vita in generale), ma è lo status ontologico dell’uomo, fuori e dentro il matrimonio che sia.

Certo, per mantenerla è necessaria la grazia, ma lo status dell’uomo, anche nel matrimonio, è la purezza, è la castità, non l’impurità, non la lussuria. È vivere secondo lo Spirito, non vivere secondo la carne: « Chi semina nella sua carne, dalla carne raccoglierà corruzione, chi semina nello Spirito, dallo Spirito raccoglierà vita eterna » (Loc. cit.).

La grazia è decisiva per il combattimento, ma l’uomo, di suo, non è che dopo il battesimo sia costretto quasi a guadagnare un territorio di santità e di purezza in cui non si troverebbe originariamente, ma, dopo il battesimo, e ancor più dopo la cresima, e ancora più poi dopo ogni comunione eucaristica, dovrebbe ricordare che il suo status naturale è la purezza, dunque lontano da ogni tendenza malsana, da ogni tentazione-inclinazione impura: per grazia, si manterrà puro come puri sono i bambini, ossia come puro era stato egli stesso fin quando era stato bambino.

La purezza del cuore è l’unica via a essere atta, oltre che per la santità, anche per tornare a rendere feconda la società, viva la civiltà, promettente il futuro. La castità e la legge morale garantiscono e donano un benessere sociale anche materiale, perché il Signore, Cristo Gesù, premia con grazie anche materiali, se pur secondarie rispetto alle spirituali, la condotta morale di una società che segue i suoi comandamenti, il suo Vangelo, come suggeriscono anche alcune dottrine economico-finanziarie cattoliche che sollecitano a intraprendere politiche che sappiano legare con rigore ambiti solo apparentemente lontani tra loro, come parrebbero essere il morale e l’economico-finanziario, ma le Scritture sono piene di vivi suggerimenti in tal senso: « Il Signore annulla i disegni delle nazioni, rende vani i progetti dei popoli » (Sal 32,10), « Il Signore ha dato, il Signore ha tolto » (Gb 1,21), e, nel N. T., Lc 12,6: « Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio », o anche I Cor 3,7: « Né chi pianta, né chi irriga è qualche cosa, ma è Dio che fa crescere ».

Il Signore, padrone anche della materia, premia chi segue con purezza d’animo e con apertura alla vita (anche il rifiuto di metodi contraccettivi fa parte della castità) i misericordiosi e santi insegnamenti della Chiesa, dando alla società fecondità e benessere: spirituali sempre, e a volte, per i Suoi fini superiori e dunque sempre squisitamente spirituali, anche materiali.
Prof. Enrico Maria Radaelli

International Science and Commonsense Association (ISCA)
Department of Metaphysics of Beauty and Philosophy of Arts,
Research Director (http://www.isca-news.org/?page_id=351)
www.enricomariaradaelli.it

53 commenti:

Anonimo ha detto...

Il rinvio di una settimana della discussione in aula della famigerata legge Cirinnà è una provvidenziale grazia concessa per mano della Beata Vergine Maria per permetterci di unirci tutti in spirituale combattimento e offrire ogni preghiera, Rosari e fioretti, per riuscire, per Sua intercessione, a riportare la vittoria su questa legge contro natura e metterla per sempre fuori dell'ordinamento giuridico del Paese.
AMEN. Ma,Ohimè!Temo che resterà mero sogno. Purtroppo non tiene conto della triste realtà, per cui, in direzione (pseudo-)progressista, sono all'opera agguerrite forze sovrannazionali. Forze che non possono permettere un tale sviluppo. Ci dovremmo attendere sanzioni economiche e peggio, da parte europea e non solo.
Che Dio, per intercessione della Madonna, dei santi patroni d'Italia, di San Michele e tutte le potenze celesti ci dia forza.

Secondo me ..... ha detto...

Nonostante l'abito mentale e la formazione ricevuta valuta le cose nella loro gravita' ed importanza . E' questione di buonsenso e non di appartenenza all'uno o all'altro credo .
http://www.lanuovabq.it/it/articoli-viva-limam-che-sui-diritti-da-lezioni-alla-sinistra-15300.htm

AICI ha detto...

Il giornale dove ora lavoro apre in prima pagina "Il pontefice sul contagio Zika apre alla contraccezione:<>". E dopo che il Pontefice così facendo si prenderà davanti Dio la non nascita di milioni di bimbi; rincara la dose e dice <> e certo chi sei te....solo il Vicario di Cristo! E pensare che una sua parola netta ora in merito alla Cirinnà rimanderebbe sine die l'iter legislativo di una proposta di legge oramai azzoppata.

Della serie O mangi questa minestra..... ha detto...

" Ci dovremmo attendere sanzioni economiche e peggio, da parte europea e non solo "

Ecco il punto a cui siamo arrivati ! Devi fare questo peccato grave agli occhi di Dio altrimenti avrai l'ennesima multa .
Ti obbligano a compiere ogni sorta di male .

Angheran70 ha detto...

Sulla premessa :

E' un po' difficile essere in prima linea invitando la gente a restarsene a casa.
Come per Riscossa Cristiana non si capisce perchè la preghiera avrebbe dovuto escludere
la presenza e viceversa (c'erano controesempi sia tra laici che tra religiosi , si presume
che almeno questi ultimi ogni tanto preghino).

Sulle considerazioni di Radaelli:

Non stupisce l'avversione verso il nuovo catechismo dato che egli ha avversione manifesta e
dichiarata per ogni opera in cui abbia messo lo zampino Ratzinger.

Il riconoscimento della tendenza non è una caratterizzazione ontologica , non si capisce
come possa essere desunta. E' semplicemente la constatazione di un fenomeno noto dall'antichità verso il quale la chiesa mostra volontà pastorale al pari di qualsiasi
altro soggetto.

Che poi vi siano pressioni fortissime delle lobby per farne elevare lo status è un altro discorso. E' colpa della chiesa se quello che era definito "disturbo" è sparito anche dai manuali medici?

"L’uomo – tutti gli uomini – tende naturalmente al bene. Se vi fossero persone con « tendenze omosessuali innate » , ciò significherebbe che tale tendenza sarebbe un bene".

Questa appare ancora più problematica , ai limiti del pelagianesimo.
Dall' abc del catechismo si sa che la natura umana è ferita dopo il peccato originale,
per cui l'uomo manifesta tendenza al bene in virtù della Creazione (cosa buona e giusta) e parimenti ai difetti umani in virtù della propria disobbedienza.

Anonimo ha detto...

La tendenza all'adulterio è anch'essa una tendenza verso il male in quanto l' adulterio è punito con la morte esattamente come "l'atto contro natura". Dunque anche l'eterosessualità è una tendenza verso il male? "Il suo innatismo metterebbe in errore"...

Lo scrive l'autore: "se le azioni sono “intrinsecamente disordinate”, non può non essere “intrinsecamente disordinata” anche la cosiddetta “tendenza” allo status che li porta a compiere tali azioni, anzi: lo dev’essere di più, come la causa (la tendenza) dev’essere di certo più dell’effetto (l’azione)."

Ne deduco che l'autore ha le idee confuse.

mic ha detto...

Di confuso ci vedo solo l'incapacità di leggere e comprendere più in profondità.

AICI ha detto...

Probabilmente per qualche comando informatico strano che fa scattare le virgolette basse, risulta mancante la scritta al proprio interno. Risposto il messaggio con virgolettato alto e con testo completo. Il giornale dove ora lavoro apre in prima pagina Il pontefice sul contagio Zika apre alla contraccezione:"E' il male minore". E dopo che il Pontefice così facendo si prenderà davanti Dio la non nascita di milioni di bimbi; rincara la dose e dice "Le unioni civili? Non mi immischio" e certo chi sei te....solo il Vicario di Cristo! E pensare che una sua parola netta ora in merito alla Cirinnà rimanderebbe sine die l'iter legislativo di una proposta di legge oramai azzoppata.

mic ha detto...

Angheran,
Non vedo perché debba insistere sempre sulle stesse cose. C'è chi ha esercitato la sua libertà astenendosi dall'andare in piazza e ne ha fornito le motivazioni e chi invece è andato. Qui non si coarta nessuno.
Il discorso della manifestazione aveva molti risvolti. Tuttavia penso anch'io che ci sono momenti in cui non si deve guardare troppo per il sottile.

Inoltre, non c'è bisogno di andare in piazza per essere in prima linea. Ci sono molti modi e molti fronti nella battaglia.

L'uomo tende al bene in quanto orientato al Creatore, che lo ha creato per il bene, anche se a causa del peccato originale va sempre vinta una residua inclinazione al male, che però non è assoluta.

È un disordine anche la trasgressione eterosessuale perché induce alla lussuria. Ma la tendenza eterosessuale non è disordinata perché aperta alla vita e alla fecondità. Diventa foriero di disordine il suo esercizio peccaminoso, contro la castità.
Il resto a più tardi.

don gianluigi ha detto...

All'Anonimo delle 9.41
L'adulterio non s'identifica con l'eterosessualità, ma ne è un'espressione errata. Il Matrimonio è il compimento correttto dell'eterosessualità e la tendenza ad esso è giusta e benedetta, mentre, essendo l'adulterio intrinsecamente disordinato, è intrinsecamente malvagia anche la tendenza a realizzarlo. Radaelli ha ragione, è lei che mi pare leggermente confuso.

Bah ! ha detto...

Giustappunto , oggi e' venerdì e questo e' un modo :

https://it-it.facebook.com/rrradiospada/photos/a.579206508775689.140910.577400568956283/1263081577054842/?type=3&fref=nf

tralcio ha detto...

Anch'io volevo sottolineare qualche punto critico.

Non è ancora certo che l'omosessualità sia genetica, ma non è escluso (seppur in un numero minoritario di casi)che possa esserlo.
In compenso è certo che la gran parte delle tendenze omosessuali si sviluppa da situazioni familiari in cui la figura genitoriale (particolarmente quella paterna) è sbilanciata o confusa.

Da un punto di vista teologico già Angheran spiega bene che il peccato originale mette in conto il disordine (la malattia). E da un punto di vista morale, tanto nel caso di un disordine genetico, tanto nel caso di un problema successivo, comunque la persona che sviluppa questo disordine è innanzitutto un portatore di sofferenza della quale in prima battuta non è colpevole.

Perciò è giusto ribadire che se tutti siamo malati in sè nessuno è peccatore in sè.
Il peccato diventa peccato quando lo facciamo carne in noi.

Ogni essere umano, qualunque tendenza sessuale abbia, è tentato al male (oltre al peccato originale c'è anche il Maligno), ma non è peccatore finchè non acconsente alla tentazione.

Qualora purtroppo acconsentiamo, abbiamo un Medico, Gesù consegnatosi ad essere crocifisso per redimerci e guarirci.

Oggi il problema dell'omosessualità è di essere stata derubricata dalle malattie. Giustamente si è fatto osservare che è la "scienza" a dirlo...
A questo problema culturale (che fa il paio con quello sociologico: famiglie sfasciate producono maggiormente situazioni disordinate e la stessa cultura che abolisce la nozione di malattia ha promosso lo sfascio della famiglia) si aggiunge quello morale.

Ulteriore guaio: il narcisismo intrinseco a certe tendenze disordinate, che aggiungono orgoglio a malattia e il malato orgoglioso di esserlo non pensa alla cura. L'orgoglio -infatti- è un peccato.

Passare al semaforo con il rosso è vietato. Anche se sono innamorato è vietato.
Qui invece si è fatta strada l'idea che l'amore giustifichi l'infrazione.
Ci piaciamo. Questo è ciò che dirime ogni discussione.
E' un'idea ampia, che vale per l'etero e per l'omo.

Così il peccato viene annullato dall'amore.
Non l'amore di Dio, crocifisso per salvarci.
Ma la nostra pulsione, che -disordinata- ha disobbedito a Dio creando il disastro del peccato originale e continua ad aggiungere tormento a Cristo in croce!

Se la vostra giustizia non supererà quella di scribi e farisei... Vangelo odierno.
Guai a ritenere condannato o peccatore chiunque, per come è.
Ma guai a ritenere giustificato chiunque, solo perchè dice di "amare".
Scribi e farisei te la fanno pagare e poi ti condonano il debito.
Gesù chiude gli occhi sul debito SE (ripeto il SE) ci pentiamo. Paga Lui per noi!
L'economia di Gesù non è mercantile o retributiva, ma generosa.
Però è giusta: chi si converte può contare sulla Sua misericordia.
Ma non può esserci misericordia senza conversione.
Senza umiltà resta l'orgoglio e l'orgoglio non conosce il timor di Dio.

Tutto qui il problema delle "tendenze" (omo ed etero): chi le eserciti disordinatamente non fa la volontà di Dio. Il matrimonio tra un uomo e una donna è un sacramento perchè rende sacro l'esercizio pensato nell'ordine della creazione.

Fuori dal matrimonio anche le pulsioni "etero" sono disordinate.
E nell'omosessualità non c'è matrimonio.
Per tutti i disordinati c'è il Medico e la cura: ma se non mi converto non sarà l'amore a far diventare lecito il passare con il rosso.

Quella non è la giustizia di scribi e farisei, ma nemmeno quella di Dio.





mic ha detto...

Un grazie grande a tralcio. Discorso centrato ed essenziale.

Anonimo ha detto...

Vedo che c'è chi non crede ai miracoli e alla Potenza di Dio, sta di fatto che quando la Francia sembrava ormai persa, una contadinella S.Giovanna d'Arco, ignorante, debole e molto giovane, riuscì con l'aiuto di Dio a salvare un'intera nazione ormai in procinto di soccombere. Basta un santo per capovolgere le sorti della storia. Se poi la Cirinnà passerà significa che non abbiamo avuto abbastanza Fede. S.Giovanna d'Arco arrivo fino al martirio. Chissà Dio cosa ci chiederà nel prossimo futuro.

mic ha detto...

Le preghiere arrivano al cielo. E cambiano il corso della storia. Secondo i programmi della politica il ddl sulle cosiddette unioni civili avrebbe già dovuto essere approvato. 'Chiedete e vi sarà dato'- dice Gesù. E noi incessantemente chiediamo. PRENOTA LA TUA ORA DI GUARDIA. I TUOI FRATELLI SAPRANNO DI POTER CONTARE SU DI TE E TU VEDRAI CHE IN QUESTA BATTAGLIA NON SEI MAI SOLO

http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2016/01/unora-di-guardia-unora-di-preghiera-per.html

RR ha detto...

Oltre ad invitare a non usare i termini "etero" ed "omo" perchè pongono sullo stesso piano due cose che NON sono sullo stesso piano, e per non fare il gioco della parte avversa, ricorderei che mentre l'omosessualità è in sè "disordinata", cioè non è nell'ordine naturale, biologico (voluto ovviamente da Dio), l' attrazione tra due sessi opposti è normale, ordinata ai fini naturali e biologici ("crescete e moltiplicatevi"). Nel caso dell'omosessualità, sec. me, c'è un errore di "qualità", nel caso della normale attrazione tra i due sessi opposti, è una questione di "quantità": non si può andare con tutte le donne del mondo dai 0 ai 100 anni, o con tutti gli uomini del mondo da 0 a 100 anni, ma si può, anzi è lecito sceglierne uno/una per la vita. Nell'altro caso non si può, né uno, né 1000, né un milione.
Esistono uomini e donne con una sessualità deviata verso l'altro sesso, sono psichicamente malati, vanno curati, ma sono un'eccezione. Gli omosessuali, invece, presentano TUTTI, chi più, chi meno, altre caratteristiche psicopatologiche, che, ora che si sentono "empowered", si fanno sempre più evidenti.
RR

Anonimo ha detto...

È un vero peccato che le considerazioni sempre molto centrate dell'insigne professore siano accompagnate da accenti così odiosi sulla condizione delle persone omosessuali; considerazioni che appaiono veramente strabilianti e non brillano per chiarezza.
Mi sembra che voler desumere dall'inerranza delle Scritture l'imputabilità della tendenza omosessuale a prescindere dai suoi atti sia inaccettabile, perché quei brani parlano sempre di 'sodomia', non di 'inclinazione'.
È vero che Dio non condanna l'uomo per ciò che non dipende da una sua libera scelta, ma anche qui ribaltare tale visione dicendo che, dunque, ogni omosessuale ha liberamente scelto la sua condizione in quanto sarà condannato, è francamente insopportabile.
Infine il professore contesta che gli omosessuali neppure vogliono sottomettersi a percorsi clinico-sanitari per uscire dalla loro condizione di colpevolezza... Ma dal medico non ci vanno i malati? Se si sostiene che l'omosessualità è una malattia , allora non è evidentemente imputabile, perché le malattie non si scelgono.
A me pare che in questo caso il catechismo sia perfettamente centrato, molto di più del professore.

mic ha detto...

Anonimo 11:43 Lettura frettolosa o mancanza di comprensione?

Mi sembra che voler desumere dall'inerranza delle Scritture l'imputabilità della tendenza omosessuale a prescindere dai suoi atti sia inaccettabile, perché quei brani parlano sempre di 'sodomia', non di 'inclinazione'.
È vero che Dio non condanna l'uomo per ciò che non dipende da una sua libera scelta, ma anche qui ribaltare tale visione dicendo che, dunque, ogni omosessuale ha liberamente scelto la sua condizione in quanto sarà condannato, è francamente insopportabile.


Il professore ha distinto la tendenza dalla persona: " ...uomini che, come tutti i peccatori, vanno certamente accettati, amati accolti e ascoltati, ma rigettando ogni pretesa ontologista del loro status..."
Non ha detto che è inaccettabile l'imputabilità della tendenza, ha detto che è inaccettabile il suo riferirla ad uno status ontologico.

Infine il professore contesta che gli omosessuali neppure vogliono sottomettersi a percorsi clinico-sanitari per uscire dalla loro condizione di colpevolezza...
Se la "tendenza" e non solo l'esercizio dell'omosessualità è una malattia, come sostenuto da molti insigni scienziati ma rifiutato dalla vulgata corrente, il sotyrarsi alla possibile cura non è certo un bene.
Il problema è che cultura e corifei secolarizzati, compresi persino i pastori, portano in direzione opposta...

Anonimo ha detto...


@ L'omosessualita' non puo' esser "genetica", tanto meno solo "in un certo numero di casi"

Dire che l'omosessualita' puo' essere genetica ma solo in un certo numero di casi mi sembra contraddittorio: se e' genetica ossia nei cromosomi, innata, lo sara' in tutti i casi, perche' "solo in un certo numero di casi"? Quali casi? Come si stabilisce che, in quei "casi" di omosessualita', si aveva a che fare con una tendenza innata e non acquisita?
Non esiste dimostrazione scientifica del "gene omo" ne' del "cervello omo". Ed e' un dato di fatto che non esista anche se i media dicono il contrario. Biologicamente e fisiologicamente sodomiti e lesbiche sono come noi, persone normali attratte dall'altro sesso, come vuole la natura. Se la tendenza al peccato contro natura fosse "embedded" nella nostra struttura biologica, ci dovrebbe essere in tutti noi. Invece si ritrova solo nel 2-3 % della popolazione. Oggi poi la tendenza prevalente sembra esser quella della "bisessualita'" ossia di libertini e libertine che ad un certo punto, per vizio, vogliono sperimentare "cose nuove", esplorando anche i sentieri di quello che una volta si chiamava "vizietto". Ma questo dimostra, a maggior ragione, che la tendenza omosessuale non puo' esser innata. Parvus

Anonimo ha detto...

Cara mic,

Non mi pare di aver frainteso...

O l'omosessualità è una condizione ontologica, cioè attinente l'essere, o è una condizione elicita, cioè attinente la volontà: tertium non datur.

Dire che è una condizione attinente l'essere non significa omologarla alla condizione eterosessuale e attribuirle pari diritti, ma significa affermare che non procede dalla libertà e quindi non è imputabile.

Affermare che l'omosessualità è comunque imputabile, sia a livello di inclinazione sia a livello di operazione, significa dire che tutti gli omosessuali, benché amati, sono destinati all'inferno, a meno che, per via 'clinica/psicologica' non escano da tale condizione.

Ma, in coscienza, le pare accettabile tale proposta? Veramente l'unico rimedio al l'omosessualità è la psicanalisi e non piuttosto la cristiana virtù? E prima dell'invenzione della psicanalisi gli omosessuali erano massa dannata?

Le mie considerazioni mi appaion ragionevoli; inoltre che io sappia nessuno prima di Redaelli ha mai contestato il nuovo catechismo su tale argomento.

mic ha detto...

Lo avevo notato, Parvus, ma il resto del discorso mi pareva sommergesse il dato, sia pure lanciato come ipotesi ma effettivamente contradditorio, buttato lì di sfuggita.
Interessanti e calzanti le tue considerazioni ad hoc.

mic ha detto...

Lo avevo notato, Parvus, ma il resto del discorso mi pareva sommergesse il dato, sia pure lanciato come ipotesi ma effettivamente contradditorio, buttato lì di sfuggita.
Interessanti e calzanti le tue considerazioni ad hoc.

Anonimo ha detto...

Inoltre lei mi scrive:

"Il professore non ha detto che è inaccettabile l'imputabilità della tendenza, ha detto che è inaccettabile il suo riferimento a uno status ontologico'

Il che, semplificando la formulazione significa:

'Il professore ha detto che è accettabile l'imputabilità del l'inclinazione e inaccettabile il suo riferimento ad uno status ontologico'.

Come vede, non sono io che ho frainteso.

ilfocohadaardere ha detto...

Leggendo l'interessante articolo del prof. Radaelli anche a me qualche passaggio non ha convinto. E Angheran (e poi,benissimo,Tralcio)ha avuto il merito di rilevare quello più importante, riguardante quella che appare un'esclusione di principio della possibilità che si possa avere una deviazione(debolezza-disordine) che mostri i suoi segni precocemente,e si sviluppi in assenza di apparenti ragioni.Pongo una domanda,da ignorante sul tema:esistono oppure no pre-adolescenti/adolescenti che,in assenza di traumi evidenti subiti(affettivi-familiari-psicologici) sviluppino precocemente una certa tendenza disordinata?Se esistono,allora è evidente che come anche un bambino può presentare-fin da piccolo-altre tendenza disordinate(perché no,anche un"carattere irascibile",o una tendenza"a qualche male",così,può succedere che sviluppi,in modo(almeno apparentemente)"innato",anche una tendenza disordinata di tipo omosessuale(o comunque all'effeminatezza).Questo,credo sia evidente,ha a che fare,per noi cristiani,con il peccato originale e con la nostra natura ferita(e forse anche,talvolta,non come regola,con disordini radicati p.c.d. nell'"albero genealogico"?Siamo certi che in nessun caso,in un modo che per noi è misterioso e difficilmente comprensibile,i disordini radicati nei"padri" possano,in qualche misura consentita da Dio,ricadere su dei figli umanamente innocenti?Faccio un esempio:nell'ambito di famiglie da generazioni dedite alla massoneria luciferina,ed al suo culto dell'"androgino",può darsi che,in qualche caso,poi si radichino e diffondano misteriosamente tali disordini,che sono evidentemente opera del maligno?Per quanto mi riguarda sospendo ogni giudizio,ricordando solo che la massoneria è il fomite di tutte le operazioni,culturali,legislative e sociali,di diffusione della corruzione e dell'omosessualismo tra i giovani e che, attualmente, è all'apice della sua forza e pervasività: leggendo San paolo,l'omosessualità è posta in relazione con l'impugnazione della Verità conosciuta: "per questo Dio li abbandonò alle loro illecite passioni..." etc.).Detto ciò,sono convinto che invece,nella maggioranza dei casi,la "tendenza" omosessuale sia una mera TENTAZIONE contro cui chiunque possa incocciare,essendo tenuto a respingerla senza se e senza ma, come tutte le tentazioni contro il sesto comandamento.Il problema grande è proprio l'aver smesso(in parte) di chiamare e trattare la tentazione appunto da tentazione, ed il peccato da peccato.

E anche questo e' andato ha detto...

http://www.ilgiornale.it/news/politica/family-day-contro-vangelo-1226952.html

tralcio ha detto...

Nel peccato originale (fatto dall'uomo -che è anche carne- tentato da Satana -che è spirito-) si introduce un disordine che non è solo morale (la concupiscenza) ma segna anche fisicamente l'umanità.

In questo senso qualsiasi disordine successivo non viene dalla perfezione della creazione, ma discende da quel peccato che ha turbato l'ordine creato da Dio.

La gravità del peccato originale è che le sue conseguenze negative non derivano solo dall'eventuale "concorso di colpa" (cioè il peccare nella nostra natura -psiche inclusa- ferita), ma esistono anche in assenza di una nostra colpa.

Questo sfugge a molta ecclesiologia. Rende il battesimo sempre più indigesto al senso comune e la redenzione meritata da Cristo una necessità solo morale (e se la morale cambia o viene interpretata diversamente, la croce/resurrezione è inutile).

In questo senso una tara genetica può esprimersi ANCHE nella tendenza omosessuale (che è disordinata). O per lo meno non lo si può escludere a priori, visto che la creazione è risultata disordinata dopo quell'evento anche per le generazioni successive a chi commise il misfatto.

Concordo che comunque la maggior parte (non riuscirei a dare per scontata la totalità dei casi) delle tendenze omosessuali derivino da fattori psicologici successivi alla nascita. In questo caso, derivando da una percezione distorta, potrebbe essere corretta, se curata.

Non vedo comunque la contraddizione. Pensavo di aver ben distinto i casi, ma se mi sono spiegato male chiedo scusa e provo a spiegarmi meglio.

Sarebbero (uso il condizionale, ma potrei usare l'indicativo) due situazioni diverse, ma con uno stesso risultato: la tendenza omosessuale della persona che la manifesta. La quale persona, portatrice di innegabili sofferenze, in sè non ha commesso alcuna colpa.

Dio non c'entrerebbe (come responsabile)in entrambi i casi: piuttosto, come nel caso del cieco nato (Gv 9,1-3) può intervenire per "manifestare le opere di Dio" nel guarire il malato, liberandolo dal suo stato che altri ciechi (spiritualmente) reputano colpevole in sè stesso o che i ciechi stessi potrebbero orgogliosamente dire "sano" rifiutando la propria condizione o facendone "lobby" per pretendere diritti.

Mentre la condizione malata esiste (dalla nascita o dopo) e finchè non si viene guariti (facilitandolo se lo desideriamo o ritardandolo se rifiutiamo le cure), il portatore di questa tendenza può:

-rimanere nello stato di malattia CHE NON HA COLPA (talora esposta al giudizio dei mormoratori, ma non esercitata ne' vergognandosene, ne' ostentando orgoglio)

-aggiungere la colpa dei peccati che aggravano la condizione iniziale.

Un cieco che guidi un automezzo è pericoloso per sè stesso e per altri.
Ma anche chi cieco non è, ma fosse ottenebrato da droghe, sarebbe lo stesso.
E chi guidasse lucido, ma accecato dall'idolo della velocità, invece pure.

Così ogni malato che pretenda di diffondere il proprio male può fare danno.

Il peccato originale è una tara (malattia) involontaria. Ed è già un problema.
Il peccato volontario è una malattia volontaria. E aggiunge un ulteriore problema.

Il primo è un male ereditario. Il secondo è un male successivo. Ed è contagioso.

In ogni caso c'è solo una via di guarigione, per tutti: la conversione.
Per essere rivolti alla volontà di Dio e per mettere tra gli idoli il voler fare soprattutto la nostra, più comoda per ognuno di noi, comodissima sopratutto per l'orgoglioso.

L'orgoglio non è innato e qui concordo.

tralcio ha detto...

(ANSA) - ROMA, 19 FEB - Nel 2015 le nascite sono state 488 mila (8 per mille residenti), quindicimila in meno rispetto al 2014.
Si tocca così un nuovo record di minimo storico dall'Unità d'Italia, dopo quello del 2014 (503 mila).

Lo rileva l'Istat nel Report sugli Indicatori demografici, diffuso oggi.

Nello stesso anno i morti sono stati 653 mila, 54 mila in più dell'anno precedente (+9,1%). Il tasso di mortalità, pari al 10,7 per mille, è il più alto tra quelli misurati dal secondo dopoguerra in poi.

Evidentemente la politica coglie i "segni dei tempi" cerca di migliorare i numeri:

-maggior attenzione alle coppie omo
-utero in affitto
-tagli alle cure
-eutanasia

Nella politica italiana io non m'immischio...
Hanno una coscienza certamente formata.
Non hanno in programma la costruzione di muri.
Chissà com'è che hanno cacciato quello che voleva fare il ponte sullo Stretto.

mic ha detto...

Diamo per scontato ciò che tralcio ribadisce e cioè che la natura umana è ferita dal peccato originale e quindi anche la "tendenza disordinata" di cui stiamo parlando fa parte di questo deficit.
La differenza di fondo sta nello status ontologico delle due tendenze: il discorso di Readaelli e il punto chiave è che la tendenza etero, visto che "maschio e femmina li creò" e implica l'apertura alla vita e la fecondità anche riproduttiva, ha il suo status ontologico ed è inscritta nella natura; la tendenza omo, no...
Abbiamo recentemente letto Aardweg: "La scienza dice NO" e così affermano altri studiosi seri. Invece vogliono rifilarci come verità che questa tendenza disordinata sia naturale.
Il fatto che come disordine rientri nella ferita originale non implica necessariamente che sia inscritta nella legge naturale; appartiene invece alla natura decaduta come il resto delle deviazioni o dei peccati che ne possono conseguire.

mic ha detto...

Diamo per scontato ciò che tralcio ribadisce e cioè che la natura umana è ferita dal peccato originale e quindi anche la "tendenza disordinata" di cui stiamo parlando fa parte di questo deficit.
La differenza di fondo sta nello status ontologico delle due tendenze: il discorso di Readaelli e il punto chiave è che la tendenza etero, visto che "maschio e femmina li creò" e implica l'apertura alla vita e la fecondità anche riproduttiva, ha il suo status ontologico ed è inscritta nella natura; la tendenza omo, no...
Abbiamo recentemente letto Aardweg: "La scienza dice NO" e così affermano altri studiosi seri. Invece vogliono rifilarci come verità che questa tendenza disordinata sia naturale.
Il fatto che come disordine rientri nella ferita originale non implica necessariamente che sia inscritta nella legge naturale; appartiene invece alla natura decaduta come il resto delle deviazioni o dei peccati che ne possono conseguire.

Anonimo ha detto...

Il peccato originale è ereditato generazionalmente (ora non rammento la frase con cui mi pare un concilio - Trento o V. I lo stabilisce). Omosessualità pedofilia e bestialità (è il prossimo traguardo massonico "fratelli animali"), come altre tendenze errate si erditano e non se ne è colpevoli. Ma si è colpevoli dell'esercizio delle stesse tendenze in quanto si sanno errate. Beato quindi chi si fa eunuco per il Regno di Dio. Si tratta di scegliere, Dio o il piacere di 50-80 ani circa.
L'omosessualità era catalogata tra i disordini psichiatrici fino al... recentemente. Poi fu fatta derubricare.
Di fronte a tale contesto si tratta di capire cosa può essere stato il peccato originale. Si è detto un peccato di ibridazione di Adamo. Questa ipootesi fatta dalloscienziato francese conte lecrerc de buffon(un nome simile, non lo ricordo però) verrebbe (mi rimetto alle decisioni in merito del vero magistero quando ci sarà) da Don Guido Bortoluzzi affermato nelle visioni che avrebbe avuto. Al di là di quanto la Santa Chiesa deciderà in merito , si può valutare tale ipotesi come chiarente molkti problemi attuali. Si sa poi che satana agisce sui punti deboli dell'uomo facendo credere lecito il frutto.

mic ha detto...

da Don Guido Bortoluzzi affermato nelle visioni che avrebbe avuto

Ma di cosa stiamo parlando?

Anonimo ha detto...

A mio avviso il discorso è viziato da un falso presupposto, cioè l'equivalenza dei concetti di "naturale" e di "ontologicamente innato".
Non si può ritenere che tutto ciò che è ontologicamente innato è anche naturale: in tal senso, la pretesa di ritenere la tendenza omosessuale come "naturale" per il semplice motivo che essa esiste è inaccettabile.
Ugualmente, però, possono esistere delle tendenze o condizioni che, pur essendo "innaturali", sono radicate nell'essere e, dunque, hanno un'effettiva "pretesa ontologica": il che non significa che tale condizione sia necessariamente portatrice di diritti, ma semplicemente che esiste in quanto tale.
La demenza, ad esempio, è in alcuni casi una condizione ontologica innata eppure non è certamente naturale.

Posto che in alcuni casi l'omosessualità è un vizio volontariamente scelto ed esercitato; non si può misconoscere che certe persone nascano con una determinata tendenza, ontologicamente innata, ma non per questo naturale.

A me pare che il Catechismo non prevarichi tale concezione e pertanto ritengo sostanzialmente ingiuste le accuse rivolte a tale testo su tale specifica questione dal prof. Redaelli.

mic ha detto...

L'unica cosa che c'è da sapere è che siamo malati e abbiamo bisogno dell'unico medico che è Cristo Signore.
Dobbiamo solo ringraziarLo perché ci ha portati fin qui e ci fa comprendere qual è il nostro posto qui e ora, in questa temperie difficile della storia umana (una delle tante) e ci sostiene perché riusciamo a perseverare nella fedeltà e nella preghiera nella Sua Chiesa, andando avanti giorno dopo giorno. Ci sembra di navigare a vista, ma la nostra bussola - ancora di più: Via Verità e Vita - è Lui, mentre la Sua nostra tenera Madre ci custodisce nel Suo seno Verginale....

mic ha detto...

A mio avviso il discorso è viziato da un falso presupposto, cioè l'equivalenza dei concetti di "naturale" e di "ontologicamente innato".

La prima cosa da chiarire è il vero senso di ontologico...

mic ha detto...

Rafminimi,
perdona se non ti pubblico, ma ho fatto delle ricerche che mi hanno fatto capire quel che dici e non intendo alimentare questo filone.
La discussione devierebbe. Leggi quel che ho scritto 15:15

Rafminimi ha detto...

Rafminimi,
perdona se non ti pubblico, ma ho fatto delle ricerche che mi hanno fatto capire quel che dici e non intendo alimentare questo filone.
La discussione devierebbe. Leggi quel che ho scritto 15:15.
NO PROBLEM!
Mi dispiace solo che, per l'ennesima volta sono venuto meno a quella mia idea, secondo è bene che, prima di inviare qualche cosa dove c'è un filtro, farmene una copia. Ma è un problema mio.

mic ha detto...

prima di inviare qualche cosa dove c'è un filtro, farmene una copia. Ma è un problema mio.

Non ho cancellato. Te lo invio via mail.

Anonimo ha detto...


@ La critica al CCC del prof. Radaelli e' giusta

Infatti l'art. 2358 afferma l'esistenza di "tendenze omosessuali innate". Quell'"innate", non e' un'affermazione nuova per la Chiesa? La dottrina della Chiesa si deve basare sempre o no sul Corpo Testamentario? E in esso troviamo un qualsiasi appiglio per poter considerare "innata" la tendenza omosessuale, in chi ce l'ha?
A me sembra di no, sia considerando cio' che ha detto Nostro Signore (quando per tre volte mostra di approvare pienamente la condanna di Sodoma e Gomorra e quando dice che "sono gli adulteri e le fornicazioni" che, unitamente agli altri peccati, "contaminano l'uomo") sia cio' che ha detto S. Paolo. Il nuovo CCC sembra preoccupato piu' di tutelare la "dignita'" degli omosessuali che di metterli di fronte alle loro responsabilita' nei confronti di Dio. O no?
Dagli interventi si capisce poi che alcuni si ribellano all'idea che sodomiti e lesbiche, in quanto tali, si debbano considerare una massa dannata. C'e' poco da scegliere: e' cosi'. Ma e' cosi' per tutti i tipi di peccato: anche tutti i ladri, gli imbroglioni, i bestemmiatori, gli assassini, i fornicatori, le prostitute, etc. sono "in quanto tali" una massa dannata. Ma vengono dannati solo se non si convertono a Cristo e non cambiano vita, uscendo dalla condizione dello "in quanto tale". Questo passaggio e' chiarissimo in S. Paolo. Nella Lettera ai Romani (1, 24 ss.) egli condanna giustamente con la massima severita' questo peccato, usando l'aggettivo "turpe", aggettivo appropriato, data la natura del peccato stesso.
INvece di scandalizzarci facendo mostra di falso e caramelloso sentimentalismo per le forti espressioni dell'Apostolo (che ha da NS l'ufficio anche di ammonire,scuotere il peccatore per la sua salvezza) si ponga mente alla bruttezza del peccato che quelle espressioni ci fanno vedere (di ogni peccato dovremmo chiedere a Dio che ci faccia vedere la bruttezza, non solo di quello contro natura). Nella 1 ai Corinti, 6, 9 ss., S. Paolo fa vedere invece come con la conversione anche "gli effeminati e i sodomiti" possano salvarsi. Li aveva convertiti lui personalmente ("lavati e giustificati") Dunque: prima l'ammonimento severo, poi la misericordia della conversione che fa la Grazia e si esce dagli artigli del demonio. Qui evidentemente non c'e' spazio per l'idea di "tendenze omosessuali innate". E che non ci siano, non lo dimostra anche la scienza, quella vera, che da 50 ha sempre dimostrato la mancanza di scientificita' delle finte "scoperte" di un "gene gay" o di un "cervello gay"?
PARVUS

Anonimo ha detto...

Il commento di Parvus dà prova lampante di come si possono fraintendere le cose.

Un conto è un omosessuale, un conto è un "Sodomita":

l'omosessuale E', e difficilmente potrà essere diversamente da com'è, perché tale condizione "innaturale" è però innata, cioè misteriosamente ma non meno realmente posseduta fin dalla nascita senza propria colpa;

il sodomita FA, volontariamente compie il peccato.

Pertanto ammetto che la massa dei sodomiti impenitenti sia massa dannata; nego che la massa degli omosessuali in quanto tali siano massa dannata. E di più, ritengo che tale affermazione sia irresponsabile e indegna di essere pronunciata da un cristiano.

Esempio pratico. Un uomo prova innata attrazione per un'altro uomo; mediante la grazia e i sacramenti potrà vivere castamente, non sarà pertanto un sodomita, ma non per questo perderà la propria inclinazione; il fomite della concupiscenza, dal quale nessuno è esente neppure dopo il battesimo, continuerà a suscitare in lui passione per le persone del medesimo sesso; passioni che potranno essere represse (lo dico in senso positivo) e sublimate, ma non mai eliminate. Ora quest'uomo, in quanto omosessuale, voi lo mettereste all'inferno?

La Sacra Scrittura parla sempre di "fornicazione", di "sodomia", MAI di inclinazione; pertanto il CCC non prevarica né la dottrina scritturistica, né la dottrina tradizionale.

La Chiesa non ha MAI promosso opera di riconversione delle persone omosessuali in eterosessuali; ha costantemente indicato la via della virtù cristiana e della continenza come via necessaria e sufficiente alla salvezza.

Se vogliamo il trionfo della dottrina cattolica dobbiamo essere onesti e difendere la purezza della verità non solo da coloro che la attaccano, ma anche da coloro che con zelo autentico ma grossolano ne prevaricano il senso, rendendola ridicola.

Rr ha detto...

1) Nel DNA non è stato trovato finora alcun gene dell'omosessualità. Verosimilmente non si troverà mai, o se lo si trovera', sarà un gene ad espressione fenotipica bassa, in assenza di cofattori. O un gene recessivo. Perché? Perché un omosessuale non si riproduce, quindi il gene è letale per la riproduzione della specie. Le specie viventi nascono, crescono, SI RIPRODUCONO e muoiono. Crescete e moltiplicatevi.
2) la saggezza popolare, al medicina secolare e la filosofia, prima ancora del Cristianesimo, hanno SEMPRE considerato l'omosessuLita' un'anomalia.Poteva esser culturalmente tollerata, ora più ora meno, qui di più,la di meno, ma MAI considerata una variante normale.
3) anche la Medicina moderna la consideva un' aberrwzione, una perversione, una malaltria mentale, finche' i potenti mezzi economici della lobby che ha creato quella LGBT, hanno convinto l' American PSychology Association, per morivi che NULLA hanno di scientifico, a eliminare lo stigma della malattia. E le altre associazioni in Europa hanno fatto seguito, perché ogni opposizione è stata soffocata con una propaganda asfissiante, col ricorso al " name calling", " character assasination"ecc.ecc.
4) possono essserci bambini più sensibili e meno maschiacci di altri, spetta ad un genitore avvertito accorgersene e correre ai ripari, soprattutto impedendo che quei bambini finiscano preda di giovani o adulti che li avviino al "vizio". Ma molti genitori, intellettualmente, culturalmente, economicamente, non sono all' altezza. Purtroppo inoltre in certe societa' e culture l'omosessualità maschile è tollerata, finché non diventi pubblica, o non sia ripudiata da adulti per sposarsi e metter su famiglia
6) questo è un ragionamento che, come si vede, non tira in ballo Dio. Va fatto cosi, sec. Me, agli interlocutori laici. Ma amche noi, parlando di Dio, del peccato originale, dobbiamo stare attenti, perché se è colpa del Serpente, io non ne ho di colpa. Cadrò, peccherò, mi pentiro', tornero' a cadere, ecc.ecc., ma sarò " naturale" nel peccato come te che ami la donna, essendo uomo, o l'uomo, essendo
donna. Quindi io pecco, tu pecchi. Dov'e' la differenza ? Perché mi discrimini? Invece NON è cosi.
Rr
Rr

Rr ha detto...

Anonimo 23.29: e' molto, molto difficile che un omosessuale non sia un sodomita. È molto più difficile per un omosessuale non cedere alla tentazione del rapporto sessuale che ad un uomo o donna normale. Non lo dico io, lo dicono e raccontano loro, solo che li si ascolti a quattr'occhi o se ne leggano le confidenze, i diari, i racconti.
Sec.me tutta questa distinzione tra tendenza, pratica, si, ma, è solo fuffa post CVII per quel che riguarda la Chiesa, e fuffa pseudoscientifica per ciò che riguarda psicologi, psicanalisti e psicoterapeuti per salvarsi dagli strali della LGBT.
Rr

Anonimo ha detto...

Sinceramente non capisco.

Una volta detto che l'omosessualità è una tendenza 'innaturale', cioè contro natura; che non può essere omologata alla tendenza eterosessuale; e che non è sede di diritti;

Ma che importanza ha stiracchiare la Sacra Scrittura e denigrare il catechismo per indagare una questione di carattere scientifico, ovvero se l'omosessualità sia innata o avventizia. È comunque certo che, nella grande maggioranza dei casi, è una tendenza involontaria e non un cattivo abito acquisito.

Perché causare sofferenza a molte persone omosessuali che si sforzano onestamente di vivere da cristiani dicendo loro: tu sei comunque malvagio indipendentemente dalle tue scelte?

Come se tra le fila dei cattolici, magari anche tradizionali, non ci fossero omosessuali.


Boh, non capisco...

mic ha detto...

Boh, non capisco...

In effetti non capisce perché non si è accorto/a che coloro che stanno sovvertendo le leggi e l'antropologia lo fanno in base all'affermazione di principi distorti, che qui si riaffermano.

RR ha detto...

È comunque certo che, nella grande maggioranza dei casi, è una tendenza involontaria e non un cattivo abito acquisito.

Chi lo dice ? quali evidenze scientifiche ci sono ? NESSUNA; visto che molti in relatà sono bisessuali ed alcuni, non atnto, però ci sono, tornano normali.

Perché causare sofferenza a molte persone omosessuali che si sforzano onestamente di vivere da cristiani dicendo loro: tu sei comunque malvagio indipendentemente dalle tue scelte?

Ma quando dai pulpiti si tuonava: "siete polvere, e polvere ritornerete" e s'invitava alla conversione, alla penitenza, se si voleva evitare il fuoco eterno delle Gehenna, ecc., ci si preoccupava delle sofferenze di tante persone per bene, oneste, che non avrebbero mai fatto del male ad una mosca, e che vincevano la tentazione di tradire la moglie, il marito, o di andare a letto con la fidanzata o il fidanzato ?
Noi siamo cattolici, non protestanti, per ciò nessuno è malvagio "ab origine", ma tutti abbiamo il peccato originale, dal quale il Signore ci ha salvato, ma non una volta per tutte: solo se lo seguiamo, obbedendo a suoi comandamenti, tra i quali, appunto, il sesto comandamento.

RR

RR ha detto...

Sembra che il professore abbia toccato punti nascosti di alcuni lettori: coda di paglia ?
RR

Anonimo ha detto...


@ Replica all'anonimo che malamente vuol distinguere

1. La distinzione tra omosessuale e sodomita (ma anche lesbica, aggiungo) e' artificiosa. L'A. dice: "il sodomita FA, volontariamente compie il peccato". Quale peccato? Quello appunto di sodomia, nel linguaggio tradizionale, e quindi: pecca compiendo atti erotici o sessuali che dir si voglia con persona dello stesso sesso. Pertanto, il "sodomita" e' un omosessuale praticante o attivo, come si dice oggi. Distinguere tra "omosessualita'" e "sodomia" (o "saffismo") come se fossero due categorie nettamente separate e' chiaramente un assurdo logico.
2. L'omosessuale non praticante e' allora quello che prova l'inclinazione deviata ma non la mette in pratica. Secondo l'A tale sentire deviato e' "innato", corrisponde cioe' a una tendenza naturale, ineliminabile: come fa a dirlo, che sia un prodotto della natura cui non si saprebbe resistere, in quanto inclinazione? Per la concezione moderna, giusta o sbagliata che sia, tale "tendenza innata" dovrebbe potersi dimostrare con l'indagine genetica, che finora ha fatto un clamoroso buco nell'acqua. Ma in ogni caso, se con la psichiatria e la psicoanalisi ben orientate si possono "guarire" gli omosessuali dalla loro tendenza, cio' non dimostra che quest'ultima non e' affatto naturale?
3. Cattivo e irresponsabile sarei io perche' definisco "gli omosessuali in quanto tali una massa dannata". Se sono cattivo io, allora e' stato cattivo anche Dio Onnipotente quando ha dato a Mose' i Dieci Comandamenti, i due ultimi dei quali ordinano di respingere i pensieri malvagi, i desideri peccaminosi (9. Non desiderare la donna d'altri. 10. Non desiderare la roba d'altri). Cosa dimostrano questi comandamenti? Che Dio giustamente non vuole solo un comportamento irreprensibile, vuole anche la purezza delle intenzioni, del cuore, della mente. Solo cosi' possiamo esser "perfetti" davanti a Lui (Gen 17,1). Percio', non vuole solo che viviamo "castamente" ("astenetevi dalla fornicazione", diceva S. Paolo) ma anche che pensiamo "castamente". E come e' possibile? Sempre allo stesso modo, con l'aiuto della Grazia e della preghiera, dei Sacramenti. Il peccato non nasce forse quando aderiamo con la mente alla tentazione, quale essa sia - rubare, imbrogliare, fornicare, pascersi di immagini e/o desideri disonesti, etc.? Ora, l'adesione con la mente significa che ci compiaciamo nella nostra mente di quel peccato, anche se ci guardiamo bene dal commetterlo all'esterno: ma questo atteggiamento e' aborrito da Dio. Non si tratta solo di "reprimere e sublimare" le passioni che ci affliggono, come dice l'A. Questo linguaggio viene dalla psicoanalisi e a ben vedere non e' chiaro il concetto di "sublimare".
Dal punto di vista cristiano, certi nostri impulsi negativi vanno respinti, il che mi sembra cosa diversa. Come si presentano alla mente, vanno cacciati immediatamente e questa volonta' di cacciarli solo con l'aiuto (espressamente richiesto) della Grazia la possiamo mettere in pratica. Fortificandosi in questa pratica (aiutata anche dal fuggire le occasione prossime del peccato) alla fine si giunge ad elevare un muro che il Demonio trovera' difficile sfondare, anche se ci provera' sino alla fine dei nostri giorni. Ora, il peccatore (nel nostro caso, l'omosessuale, maschio o femmina che sia), se si adagia nell'idea che la sua inclinazione cattiva sia naturale, ragion per cui deve limitarsi a reprimerla e sublimarla (?), senza cercare di eliminarla, si viene a trovare nella situazione di chi vive violando il Nono e Decimo comandantamento, perche' vegeta sempre in lui l'intenzione peccaminosa. E se muore in questo stato d'animo, chi lo salva dall'Inferno? PARVUS [SEGUE]

Anonimo ha detto...


@ Replica all'A. che malamente distingue etc. [SEGUITO E FINE]

1. L'AFFERMAZIONE (ERRATA) CHE LA SCRITTURA NON PARLA MAI DI "INCLINAZIONE".

Condanna solo i comportamenti e mai le intenzioni? Quest'interpretazione della Scrittura mi sembra del tutto errata. Condannando le purita' rituali dei Farisei, NS disse: "Ma quel che esce dalla bocca viene dal cuore, ed e' questo che contamina l'uomo, poiche' dal cuore vengono i cattivi pensieri [cogitationes malae], gli omicidi, gli adulteri, le fornicazioni [di ogni tipo, evidentemente], i furti , le false testimonianze, le bestemmie: queste cose contaminano l'uomo ma il mangiare senza lavarsi le mani non contamina l'uomo" (Mt 15, 18-20). Dunque: "i cattivi pensieri", che vengono da dentro (dal cuore) e non da fuori, contaminano l'uomo allo stesso modo delle cattive azioni. E nei "cattivi pensieri" non vogliamo metterci le "cattive inclinazioni"? Sono a no parte delle nostre "cogitationes"? Conclusione: i "cattivi pensieri" ci "contaminano" portandoci alla dannazione allo stesso modo delle cattive azioni. Non basta quindi evitare le cattive azioni, bisogna anche liberarsi dei cattivi pensieri, se si vuole piacere a Dio. Sappiamo tutti che e' difficile ma non impossibile con l'aiuto della fede, della Grazia, delle opere della nostra santificazione quotidiana. Bisogna pero' avere le idee chiare su cio' che dobbiamo chiedere a Dio per la nostra salvezza.

2. LA CONDANNA PLATONICA DELL'OMOSESSUALITA', COMPORTAMENTO "CONTRO NATURA".

Nell'ultimo suo dialogo, "Le Leggi", Platone scrive: "[...] e sia che di questo argomento si pensi per gioco o seriamente, bisogna riconoscere che tale piacere [sessuale] sembra esser stato attribuito dalla natura al genere femminile e a quello dei maschi in quanto fra loro si uniscono per la generazione, ma l'unione dei maschi coi maschi o delle femmine con le femmine e' contro natura [kata' physin], atto temerario creato fin da principio da disordinato piacere " (I, 636 c - tr. it. A. Zadro, in Platone, Opere, II, Laterza, Bari, 1966, p. 624). PARVUS [FINE]

irina ha detto...

...Società ipersessualizzata ed ipercarnale. Queste tre parole sono bastanti per spiegare i fiumi di inchiostro che stiamo tutti scrivendo.Sono certa, che l'uomo non fu creato, per tutti questi mischiamenti. Mi dispiace di cuore per tutti coloro che di questo hanno fatto il loro idolo. NSGC aiuta tutti quelli che vogliono farsi aiutare, anche gli ipersessualizzati e ipercarnali, basta chiedere. E'anche la pompa di Emma che ha svuotato gli uteri dai bambini e culturamente ha rigonfiato i sessi di milioni di uomini e donne. Forse questo pure è un evento simbolico di cui Emma neanche forse sapeva, o avrebbe potuto immaginare, come si sarebbe concretizzato poi il simbolo nella realtà.O lo sapeva? Forse anche questa immigrazione è parte delle conseguenze della pompa di Emma, dei suoi sodali e imitatori, che ora svuota di là e riempie di qua; modi diversi di concretizzarsi del simbolo una volta che l'evento
simbolico è stato agito. Una volta si parlava di causa ed effetto ma ora sono termini superati perchè siamo nei tempi nuovi e poi c'è un che di più nell'evento simbolico che contiene nella mente di chi lo agisce certe conseguenze,ignorandone ahimè altre sempre imprevedibili. Ricordo che mancano all'appello sei milioni di italiani aspirati.Prepariamoci. Naturalmente sessualmente accoglienti. Però forse se ci vestissimo di sacco e facessimo una bella processione, coperti il capo di cenere, chiedendo perdono a Dio del mal fatto, forse Dio avrebbe pietà di noi e delle nostre guide farneticanti e di tanti uomini e donne strappati dalla loro terra e cultura da chi li illude e li corrompe e li usa senza pietà e carità.

Luigi Rmv ha detto...

Sostanzialmente concordo con Anonimo e Parvus, e altri, in questo senso.

Certe devianze sono innate perché si manifestano fin dall'infanzia, non si può metterlo in dubbio, è un dato di fatto.

Impostare una battaglia con laicisti e atei su questo vuol dire perderla in partenza
perché non è questo il problema.

Vale per l'omosessualità come per altre devianze, ad esempio il sadomasochismo, il feticismo, la pedofilia, ecc., o anche per comportamenti ostinatamente peccaminosi di vizi "normali": libertinaggio, scambi di coppia etero, orge etero, gioco d'azzardo compulsivo, alcolismo, droga, ecc.

Ci si può anche diventare crescendo, ci sono molteplici sfumature e gradazioni di gravità, ma sono tutte devianze.

Il punto di scontro è il riconoscimento giuridico di una sola di queste categorie:
gli omosessuali, che presumendo di essere superiori alle altre categorie, si ritengono normali come la coppia etero e pretendono pure di avere figli con artifici biotecnologici.

Così non è perché non si possono riprodurre, mentre la specie umana, anche dal solo punto di vista scientifico, sopravvive da alcuni milioni di anni per unioni di uomini e donne.

Ma il fatto che ci sei nato o ci sei diventato poco importa.

La famiglia naturale è quella tra uomo e donna e introdurre una nuova categoria, oltre a danneggiare i bambini, futuri adulti, apre il varco ad altri riconoscimenti giuridici di altre categorie e, quindi, a un disastro collettivo.

Con i laicisti atei nemici della Chiesa bisogna rimanere su questo piano (concordo anche con Rr) e in particolare sul terreno neutro del dritto, visto che dobbiamo convivere nella stessa società e sono nemici incalliti di Gesù, di Maria e della Chiesa cattolica, senza speranza di redenzione (e con il papa amico...)

In democrazia decide la maggioranza, e sul piano politico bisogna dar battaglia a gran voce, ma rimanendo ai pochi punti fermi, senza allargare il discorso sull'origine innata o meno dell'omosessualità, che è un boomerang.

Per questo il cattolico, quale cittadino, deve fare politica, altro che "non mi immischio" e "arrangiatevi!" (lo disse anche Totò...)

Professiamo forte la nostra Fede, il motivo religioso profondo della nostra convinzione, ma non cadiamo nelle trappole.

Consideriamo che questa gente non ha nessuna intenzione di convertirsi perché non solo non crede in Dio, ma gli è nemica, odia la religione cattolica perché non tollera limiti morali, meno che mai divini.

Sul piano spirituale la Dottrina cattolica tradizionale è perfetta, non fa una grinza, perché è fedele alla Parola di Gesù.

Tutti peccatori, tutti obbligati all'astinenza e alla purificazione, tutti con il peccato originale, omo ed etero.

Alcuni peccati sono piu' gravi, altri meno, alcuni individui hanno inclinazioni innate a certi peccati, altri acquisite: ma tutti siamo obbligati a "rinnegare" noi stessi e a convertirci, conditio sine qua non della salvezza.

Gli omosessuali non sono affatto discriminati ed esclusi dalla Chiesa, se rinnegano la loro inclinazione, innata o no che sia.
E sono fratelli e figli di Dio.

Sono rigorosamente etero, ma se scambiassi mia moglie con quella di un altro per gioco erotico o andassimo insieme a fare orge ogni settimana, o la tradissi di nascosto abitualmente mantenendo una doppia vita ipocrita, non sarei in grave peccato mortale come un omosessuale sodomita? Non finiremmo all'inferno insieme?

E allora la questione è sterile perché la gravità dei peccati e la loro assoluzione spetta al sacerdote nel segreto del confessionale e a Dio.

Io posso, e devo, ammonire il fratello e il nemico, omosessuale o meno, innato o meno, se si trova nell'errore e pensa di essere a posto con Dio mentre non lo è.

In politica, stesse intenzioni ma diverso linguaggio, limitato allo stretto necessario.

Scusate la lunghezza, ma il tema è corposo e gli interventi tutti interessanti.
Pace e bene e buona Domenica a tutti.

Anonimo ha detto...


@ La fissazione sul carattere "innato" dell'omosessualita'. E perche', perche'
lo dice anche il CCC?

1. Per Platone, essendo "contro natura", l'omosessualita' non poteva evidentemente considerarsi innata. Vedi passo delle Leggi, sopra riportato. Se fosse stata "innata" sarebbe stata nella natura e quindi secondo natura. Si parla della natura umana, che e' composta di una parte animale e di una spirituale, che e' la piu' importante. Si da' per
scontato il significato di "innato" ed in un certo senso e' giusto: il suo significato appare intuitivo. Svolgendo l'intuizione, possiamo avere: innato e' cio' che e' intrinseco alla nostra natura, in modo tale da non poter esser mutato ma solo controllato o raffinato. Innato = nato in noi, con noi, senza che noi ci possiamo fare nulla e ce lo portiamo dentro.

2. Qui, l'innato e' riferito ad una tendenza od istinto che sarebbe posto in noi dalla natura. Nel caso dell'attrazione fisica tra i due sessi, si dice appunto che e' naturale perche': a. posta dalla natura; b. perche' finalizzata alla riproduzione della specie, sempre ad opera della natura, che vuole mantenersi mendiante questa riproduzione. Percio', se la tendenza omosessuale fosse innata e quindi naturale, nella natura ci sarebbe contraddizione, dato che l'omosessualita' comporta l'estinzione della specie. La natura avrebbe quindi programmato la propria estinzione? Ma la natura non agisce in questo modo. La natura, intesa anche solo come vitalita' dell'istinto e' vita che si riproduce e vuole istintivamente riprodursi, v i v e r e . Per questo anche si dice che tutta questa giustificazione e promozione dell'omosessualita' cui dobbiamo assistere e' il trionfo di una cultura della morte, anzi, voglio dire, di una subcultura che comporta la morte, dei popoli, delle societa' e in prospettiva dell'intero genere umano. (Ma Dio non lo permettera', pertanto, come ha detto Nostro Signore: "Ricordatevi della moglie di Lot!", cioe' di quello che e' successo a Sodoma e Gomorra).
3. Come ha detto giustamente RR, l'uso del termine "eterosessuale" e' improprio. Purtroppo e' ormai entrato nell'uso, anche scientifico. Il termino credo venga dalla subcultura gay. Inganna perche', partendo dal presupposto errato che l'omosessualita' sia "innata" (e quindi naturale e quindi immutabile) vuol far credere che in natura esistano due tendenze uguali e contrarie, di pari dignita': l'omosessuale e l'eterosessuale, tra le quali si possa "scegliere". Ma l'eterosessualita' e' la normalita'(secondo natura) mentre l'altra e' la deviazione (contro natura). PARVUS

Anonimo ha detto...

La citazione platonica non è del tutto pertinente, perché Platone non conosce il peccato originale e ritiene che la natura, nel presente ordine sia sana.

Alla luce della dottrina del peccato originale, invece, non c'è alcuna contraddizione nel ritenere che una natura possa nascere malata, che cioè una cattiva inclinazione sia innata, sebbene innaturale.

Anonimo ha detto...


@ replica all'anonimo 15.10

Se la cattiva inclinazione e' innata.. Mi sa dare una definizione di "innata"? Nell'attesa dico: se e' innata, e' naturale e allora, per quanto cattiva, non potra' mai esser definita "innaturale". E in quanto innata-naturale non potra' mutare mai e non ci potra' essere Grazia che possa intervenire. Ma allora, cio' e' come dire che quell'individuo, con quella cattiva inclinazione "innata-naturale" e percio' immodificabile e' stato predestinato da Dio all'eterna dannazione. O no? PARVUS

Anonimo ha detto...


@ Seguito, di Parvus, su Platone.

Chiedo scusa, ho dimenticato il riferimento al passo di Platone. Platone dice che l'unione "contro natura" e' "atto temerario perche' originato da disordinato piacere", da un piacere, da una ricerca del piacere ,possiamo dire, del tutto "disordinata", al punto da tradursi nel suddetto "atto temerario"; temerario, ritengo, anche per le modalita' ripugnanti nelle quali si manifesta. Disordinata gia' per il fatto di negare il fine per il quale si ha la ricerca del piacere tra il maschio e la femmina, rappresentato dalla generazione. Ora, che i rapporti omosessuali siano in quanto tali "disordinati" e "temerari" non lo diciamo anche noi? Platone rileva la qualita' obiettivamente nefasta di essi, realta' sulla quale anche lei e' certamente d'accordo.
Pero', poiche' usa il termine "contro natura", lo usa, dice lei, perche' non puo' conoscere il dogma del peccato originale, che ha corrotto la natura umana. Allora, poiche' esiste il peccato originale, non possiamo usare il concetto di "contro natura"? La Chiesa non l'ha usato per secoli? Il fatto che il peccato originale abbia (parzialmente) corrotto la natura umana non toglie che l'atto del quale stiamo parlando sia manifestamente contrario "alla natura", come stabilita da Dio. Contrario al fine per il quale, con ogni evidenza, il maschio e la femmina si sentono per natura fisicamente attratti, fine che e' la generazione della prole. L'esistenza del peccato originale impedisce forse di considerare "conforme a natura" l'attrazione tra il maschio e la femmina? Direi di no, dal momento che Dio li ha creati tutti e due proprio in relazione a quel fine ("Crescete e moltiplicatevi"). Esiste un ordine della natura, stabilito da Dio, natura fisica e spirituale, che puo' esser violato con atti che appaiono obbiettivamente "contro natura" cioe' contro l'ordine della natura stabilito da Dio. Cio' significa che le conseguenze del peccato originale ci inducono anche ad atti di questo tipo, non che, a causa di detto peccato, la "contro natura" debba considerarsi naturale. PARVUS