venerdì 19 febbraio 2016

Lettera del Papa a Socci e sua risposta

Il testo di Socci che precede può essere letto qui

LA LETTERA
Quando ho aperto la busta ho visto che era tutto di suo pugno. So capire il senso di certi “dettagli”: i Pontefici comunicano attraverso la Segreteria di Stato (ho ricevuto in passato altre missive papali di questo tipo).
Invece questa lettera autografa scritta dal Papa stesso e inviata direttamente, senza passare per nessun ufficio vaticano, ha un significato preciso: vuole essere un segno di familiarità, un gesto paterno, di affetto e di comunione.
Pur sapendo quanto papa Bergoglio ami uscire fuori dai formalismi, non me lo aspettavo. Gli avevo fatto inviare dalla Rizzoli il mio libro perché il sottotitolo recita: “Lettera a papa Francesco sulla Chiesa in tempo di guerra”.
Su quel volume avevo scritto una dedica in cui spiegavo al Papa che il libro contiene ciò che in coscienza mi sento in dovere di dirgli. Ma dopo averlo fatto inviare non ci ho pensato più.
Sono dunque rimasto molto sorpreso vedendo la lettera e leggendo le parole – davvero non formali – di papa Francesco:
Vaticano 7 febbraio 2016
Sig. Antonio Socci
Caro fratello:
Ho ricevuto il suo libro e la lettera che lo accompagnava. Grazie tante per questo gesto. Il Signore la ricompensi.
Ho cominciato a leggerlo e sono sicuro che tante delle cose riportate mi faranno molto bene. In realtà, anche le critiche ci aiutano a camminare sulla retta via del Signore.
La ringrazio davvero tanto per le sue preghiere e quelle della sua famiglia.
Le prometto che pregherò per tutti voi chiedendo al Signore di benedirvi e alla Madonna di custodirvi.
Suo fratello e servitore nel Signore,
Francesco
Sono parole che non lasciano indifferenti. Ci sono cose di questo Papa che mi commuovono profondamente (l’ho scritto nel libro).

Mi entusiasma la sua libertà evangelica, la sua semplicità, il suo essere fuori dagli schemi clericali. E’ emozionante quando parla dello sguardo di Gesù o, come nei giorni scorsi a Guadalupe, degli occhi materni di Maria. E quando ricorda che il nostro Salvatore non vuole perdere nessuno e si prende ciascuno di noi sulle spalle.
Ma infine un pontificato è anzitutto il suo magistero e il suo governo della Chiesa e di fronte allo smarrimento e alla confusione che in questi tre anni hanno investito il popolo cristiano ho dovuto e voluto dire la verità, a costo del suicidio professionale e morale.

PARRESIA, NON IPOCRISIA

Ho buttato alle ortiche quello che il mondo definisce “prestigio”, costruito in decenni di lavoro, per diventare un reietto nel mondo cattolico, che è la mia casa.
Diventato di colpo un “appestato”, in questi due anni ho fatto indigestione di insulti. Quelli più frequenti sono stati i seguenti: 
“sei un indemoniato” e “sei impazzito”.

Altri poi hanno invocato l’arrivo di un esorcista, del Tso o perfino una sentenza di scomunica, hanno insinuato addirittura che fossi stato accalappiato da qualche setta, da qualche bislacco guru o da qualche oscuro “potere” e hanno sentenziato che sarei ormai fuori dalla Chiesa.

Mi hanno messo al bando dai loro media ed è stato messo all’Indice un mio volume in certe librerie cattoliche dove, magari, vendono Augias e Mancuso. C’è perfino chi ha fatto disgustose considerazioni sulle traversie vissute dalla mia famiglia.

Oggi però le parole che Francesco mi ha scritto fanno giustizia di mesi e mesi di insulti. Sono anzitutto, per ciascuno di noi, un esempio di umiltà e di paternità.
Ma la legittimazione delle “critiche al papa”, contenuta nella lettera, mi pare anche che insegni ad essere cristiani virili e non pavidi o opportunisti. Si deve parlare con “parresia” e non con calcolata ipocrisia.

Nel mio libro avevo riportato le parole del vescovo spagnolo Melchor Cano (1509-1560), grande teologo del Concilio di Trento: “Pietro non ha bisogno delle nostre bugie o della nostra adulazione. Coloro che difendono ciecamente e indiscriminatamente ogni decisione del Sommo Pontefice sono quelli che più minano l’autorità della Santa Sede: distruggono, invece di rafforzare le sue fondamenta”.

Così motivavo la mia franchezza, come un piccolo aiuto al vescovo di Roma. E’ molto bello che ora il Papa risponda al mio libro confermando tutto: “In realtà, anche le critiche ci aiutano a camminare sulla retta via del Signore”

Francesco del resto sa bene che, per lui, il pericolo non viene dalla franchezza dei figli di Dio, ma dalla corte: un giorno arrivò a dire che “la corte è la lebbra del papato”.
E’ vero del resto che nella Curia romana e nelle altre curie, sotto il suo pontificato, domina un clima di vero terrore, un’oppressiva aria inquisitoriale, mai vista prima. Ed è sua responsabilità.

Il modo come ha condotto le vicende ecclesiali in questi anni e anche l’ultimo Sinodo purtroppo dimostrano che insieme al Francesco paterno e comprensivo ce n’è uno che usa il potere in modo molto duro. Talora anche per imporre alla Chiesa dottrine eterodosse.
E’ lui che usa il pugno di ferro contro famiglie religiose o ecclesiastici di grande fede e ortodossia e poi elogia e promuove chi va dietro ai venti delle ideologie mondane.

Continuo a sperare vivamente che egli metta fine a questo clima ed esorti tutti a stare nella Chiesa con la libertà e la dignità dei figli di Dio, come lo stesso Concilio insegna (senza temere epurazioni, vendette e umiliazioni).
Ma spero soprattutto che sia fedele alla missione di Pietro, cioè che difenda la fede cattolica e non la svenda e nemmeno la stravolga: questo non gli è lecito. Non può farlo.

“Perché anche il papa” diceva Joseph Ratzinger “non può fare quello che vuole. Non è un monarca assoluto, come un tempo lo furono alcuni re. È tutto il contrario, Egli è il garante dell’ubbidienza. Egli è il garante che noi non siamo dell’opinione sua o di chicchessia, ma che professiamo la fede di sempre che egli, ‘opportune importune’, difende contro le opinioni del momento”.
Antonio Socci
Da “Libero”, 19 febbraio 2016

33 commenti:

Gianni ha detto...

Socci è solo uno schizofrenico modernista. Personalmente gli sto alla larga, il suo atteggiamento da tempo mi pare ingenuo oltre che sempre più inopportuno!

Luís Luiz ha detto...

Dopo la Fraternità, ancora uno che abbandona la battaglia per una piccola elemosina. Bad, very bad weather ahead!

Anonimo ha detto...

Verifico sul libro del Socci che il medesimo era convinto che Bergoglio non fosse stato eletto validamente e che non godeva della grazia di stato, per dirla breve, che Bergoglio non è papa.

Ora che si è ricreduto credo sia utile che spieghi perchè, dato che con questa lettera di Bergoglio ragioni precise non se ne evincono e chi cambia idea
in una stagione non è che risulti molto affidabile, in un senso e nell'altro.

Anonimo ha detto...

a quanto pare il gioco del cioccolatino o del regalo funziona sempre!!!!!!!!

Anonimo ha detto...

Povero Socci! Si stava avvicinando alla realtà, ma è stato giocato in contropiede da Bergoglio: la sua lettera è stata una mossa molto astuta; molto più astuta della telefonata che Francesco fece al compianto Palmaro. Quella telefonata si espose all'inconveniente della replica salace del temprato giornalista (amare la Chiesa/amare la Verità), questa lettera invece evita il rischio e con la sua persistenza materiale tocca e commuove i sentimenti del fragile Socci.
TEOFILATTO

Luís Luiz ha detto...

Nei momenti dove opera sovranamente la mano di Dio, come nella Passione o come oggi, col crollo della Chiesa, nessuno sta all'altezza dell'ora. Il povero Socci, medjugoriano, meno di tutti. Che Dio abbia misericordia di tutti noi.

Frank 30 ha detto...

Socci si e' comportato da persona intelligente:il VR usa belle parole, ma sono i fatti che contano.....
insieme al Francesco paterno e comprensivo ce n’è uno che usa il potere in modo molto duro. Talora anche per imporre alla Chiesa dottrine eterodosse.
E’ lui che usa il pugno di ferro contro famiglie religiose o ecclesiastici di grande fede e ortodossia e poi elogia e promuove chi va dietro ai venti delle ideologie mondane.

Continuo a sperare vivamente che egli metta fine a questo clima ed esorti tutti a stare nella Chiesa con la libertà e la dignità dei figli di Dio, come lo stesso Concilio insegna (senza temere epurazioni, vendette e umiliazioni).
Ma spero soprattutto che sia fedele alla missione di Pietro, cioè che difenda la fede cattolica e non la svenda e nemmeno la stravolga: questo non gli è lecito. Non può farlo.

Anonimo ha detto...

Ma cosa poteva rispondere Socci? Il Papa gli ha scritto una lettera e già questo è molto discutibile da parte sua, e lui non poteva certo rispondere in modo sgarbato.Vedremo come si comporterà d'ora in avanti, senza trarre conclusioni affrettate.La cosa certa è che Bergoglio non è minimamente all'altezza del ruolo che gli è stato affidato.Troppo umorale ,autoreferenziale e velleitario per un compito tanto gravoso.Vedremo cosa succederà.bobo

Anonimo ha detto...

finta è la carità che responde alle domande con un saluto paterno



Osservatore

Gio ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Anonimo ha detto...

Se la letterina se la teneva per lui nel cassetto della scrivania invece di commuoversi tanto ci faceva una figura molto migliore, ma evidentemente anche per lui conta di più il regaluccio con la dedica...

dico solo una cosa: che pena!

RR ha detto...

Socci è pur sempre figlio di un minatore...
RR

Luís Luiz ha detto...

Se la Fraternità tace, se ora anche Socci tace, io nel mio microscopico voglio dire, con assoluta tranquilità, dopo 3 anni di riflessioni e di lettura giornaliera di quello che si dice e fa a Santa Marta, che "Bergoglio è papa legittimo" e "la Chiesa è morta" sono sinonimi perfetti. Jesu Pater futuri saeculi, miserere nobis.

Anonimo ha detto...

se figlio di minatore allora si spera che abbia la forza di scavare ancora per cercare la verità senza vendersi per un sorriso, evviva il compromesso, il galateo, l'ipocrisia, le lacrime di brosio per una finta telefonata...si abbinano bene... quanta sporcizia in questo sedente sulla cattedra di Pietro ...ma lui è successore di Giuda e non di Pietro... veramente Gesù disse "i figli delle tenebre sono più astuti dei figli della luce". E quanto ci facciamo fregare, più dai complimenti che dalle persecuzioni. Quanto vero!

Anonimo ha detto...


@ Critiche sbagliate a Socci

Il libro di Socci non l'ho letto. Ma non vedo la ragione di tanto scandalo nel suo articolo, qui riproposto. Riferisce dell'indubbia emozione che la lettera del Papa gli ha provocato (nonostante tutto, il Papa e' sempre il Papa), riconosce la capacita' che ha Bergoglio di compiere gesti "paterni" ma nello stesso tempo mi sembra mantenga le sue critiche al Papa cioe' al papato di Francesco. Non mi pare affatto che viri di direzione. Del resto, aveva gia' rinunciato a considerare invalida l'elezione di Francesco, mi sembra. E ha fatto bene, perche' era un sentiero che non portava da nessuna parte. A. R.

Annarita ha detto...

Ma scusate, va bene che la risposta è stata scritta di proprio pugno da Bergoglio ma solo io trovo che non vi sia alcuna differenza da quelle che avrebbe potuto tranquillamente scrivere la sua Segreteria? In fin dei conti gli dice "grazie, parla pure finchè vuoi tanto a decidere son io, il tuo libro mi è arrivato l'ho aperto e se non uscirà un altro succulento libro del mio amico card. Kasper, forse ne leggerò ancora qualche paginetta, grazie delle preghiere, saluti". A me sembra tanto una liquidazione bella e buona. Ma il Socci da buon scrittore sa benissimo che una dedichetta pur striminzita e strampalata vale ORO sul mercato, quindi è giustamente commosso come penso lo sia pure il suo portafoglio... Socci chi lo conosce lo evita...da sempre!

Anonimo ha detto...

Quando devo concludere il S.Rosario, le preghiere per l'indulgenza e per le intenzioni del Papa, mi viene un brivido, subito rettifico e le affido al Cuore Immacolato di Maria. Proprio non posso, perché costui, rinnegando la Verità, anziché portarci la Benedizione di Dio, cosa ci può portare? Faccio passare tutto dal Cuore Immacolato di Maria, quale filtro purissimo, essendo l'operato del Papa, sempre più ambiguo e confuso. Nella confusione che regna nella chiesa, assimilare influenze maligne, non è mai stato così semplice. Ora come ora, non vorrei ricevere benedizioni da chi un giorno è bianco e poco dopo è diventato nero. Mi spiace per Socci, che il suo papà dal cielo, lo guidi e protegga, perché questo Papa, opera e parla sempre più spesso, secondo le sue personali vedute, sempre fluttuanti, non quelle del Signore Gesù Cristo.

Annarè ha detto...

Luiz Luiz non so lei di che Fraternità parla, sinceramente non mi pare che la FSSPX(se intende questa fraternità) abbia abbandonato la battaglia, può darsi però che lei sappia più cose di me.
Ritornando a Socci, non comprendo, per Socci, Papa Francesco, è Papa oppure no? Perchè mi pareva di aver capito in precedenza che secondo Socci il Conclave era truccato e l'elezione invalida.

Silvano M. ha detto...

Socci bisogna capirlo: anche lui tiene famiglia...

viandante ha detto...

Non me la sento di condannare Socci per il suo commento che per certi versi ribadisce diverse accuse al papa.

Un errore, tra l'altro, che spesso noto in alcune persone legate alla Tradizione è quello di sparare ad alzo zero contro tutto ciò che il papa fa o dice.

Questo papa, piaccia o non piaccia, non è stupido. Quanto dice non possiamo semplicemente riassumerlo nella parola "banale".
Le immagini che usa sono molto affascinanti e riescono molto bene a colpire la mente dei suoi ascoltatori. Parole come "periferie esistenziali" o "ospedale da campo" non sono per nulla insignificanti, banali o assolutamente fuori luogo.
In questo contesto è evidente che colui che critica, giustamente, talune sue esternazioni che effettivamente fanno rabbrividire per non dire di peggio, deve essere molto cauto.
Non è una novità che una delle caratteristiche della Chiesa modernista sia l'ambiguità. Per questo motivo è indispensabile saper intelligentemente discernere quanto si vuol criticare. Se ci limitiamo a criticare tutto quanto il papa dice, semplicemente perché lui lo dice, signori miei stiamo arrecando più male che bene alla causa della fede. Certo, è sufficiente un errore per diventare eretici, tuttavia criticare anche gli aspetti positivi espressi, seppur finemente miscelati a madornali errori, senza distinzione alcuna, ci fa perdere non solo la credibilità ma rischia di confinare noi stessi nell'eresia.
Certamente non è un lavoro facile, ma la critica per essere utile ed efficace (e questo blog ne è un esempio) deve essere accurata. Sparare alla rinfusa non giova a nessuno, anzi... meglio tacere e lasciar perdere i discorsi del papa se pensiamo che sia sufficiente credere semplicemente al contrario di quanto dice.

Per questo ritengo che molte delle critiche rivolte a Socci non si giustifichino. Da persona intelligente come è, sa che rispondere in modo sgarbato ad una simile lettera non avrebbe portato a nulla. Poi per altre sue scelte, non tocca a me difendere le sue opinioni.

RR ha detto...

Viandante,
se io ricevessi mai una lettera dal Papa, chiunque, me la terrei per me, custodendola come un gioiello prezioso, perché è una lettera del Vicario di Cristo. Idem per una telefonata. Non la metterei in piazza. Si chiama riserbo, pudore, rispetto.
Cosi invece il sospetto di uno sfruttamento a scopo commerciale (OK tiene famiglia, ed essendo di umili origini se la fa sotto ogni volta che un "signur" gli rivolge la parola), è lecito. Inoltre dalla Curia SICURAMENTE lo avevano già ammonito dopo il primo libro.
E' pur sempre un Ciellino. Non ce lo vedo bene nel Gulag.
Rr

SPERO CHE SIA pubblicato ha detto...

Ripeto: fate avere a Socci quel consiglio che ho espresso. Credo che sia importante.

Luisa ha detto...

Beh un pò di comprensione per la reazione di Socci ci vuole, come lo dice lui stesso è stato messo all`angolo come un reietto da chi oggi "conta", dalla corte bergogliana, ma lo reputo troppo intelligente e "rodato" per immaginare che consideri serie, totalmente sincere e con effetti pratici, le parole di Bergoglio laddove dice che "tante delle cose riportate mi faranno molto bene. In realtà, anche le critiche ci aiutano a camminare sulla retta via del Signore".
Socci è troppo informato del carattere di Bergoglio per non sapere che egli non tiene conto delle critiche, anche se a parole dice di farlo e non è la prima volta, non solo va dritto per la sua strada ma non teme di sanzionare chi gli si oppone, togliendoselo dai piedi se gli è d`intralcio per avanzare, Socci non può aver dimenticato le parole di Bergoglio alla fine del Sinodo per i cardinali che gli avevano scritto.

Quella lettera è solo un`operazione di comunicazione, di Bergoglio e del suo team-guardia ravvicinato, è molto furba: guardate come sono buono , guardate come il papa è buono, anche con chi lo attacca, capite come sono ingiuste e piccole le persone che lo criticano, una mossa in realtà tutta tesa a togliere ogni credibilità a Socci nel futuro.
Peccato che Socci invece di riporre quella lettera nel cassetto l` abbia pubblicata, ma la sua è una reazione molto umana.

Luisa ha detto...

Anche a Palmaro Bergoglio aveva detto che le critiche fanno bene, abbiamo poi visto come abbia tenuto conto di quelle critiche, vedremo se Socci continuerà ad essere un osservatore anche critico delle parole e azioni del vescovo di Roma, ancor più che ora è, o si sente, legittimato a farlo da Bergoglio stesso!

Luigi Rmv ha detto...

Non condivido affatto le vostre critiche a Socci.
Le trovo maligne e ingiuste.

È stato assolutamente coerente e coraggioso.
Non c'è nessuna contraddizione, ha sempre criticato il papa e non è tornato affatto indietro per la lettera, anzi.

La pubblicazione era non solo opportuna, ma doverosa perché la sua rivolta al Papa era aperta, contenuta in un libro ed essendo giornalista può e deve pubblicare ciò che ritiene giusto.

Il papa lo sapeva che avrebbe potuto pubblicarla e sono anche convinto che sia assolutamente sincera.

Questo non vuol dire rinnegare le critiche, tra cristiani ci deve essere sempre la possibilità di correzione reciprocae dare atto di un comportamento positivo da parte di colui che si critica, che comunque è il papa, un bel gesto da cristiano.
Altrimenti si diventa duri di cuore, senza possibilità di riconciliazione.

Il papa terra' conto delle critiche sincere di Socci e altri?
Sleriamo di si, di danni ne ha fatti ormai parecchi e mondiali, preghiamo perché ciò avvenga, ma non credo che si possa accusare Socci di nulla.

Pace e bene.

Anonimo ha detto...

Vaticano 7 febbraio 2016
Sig. Antonio Socci
Caro fratello:
Ho ricevuto il suo libro e la lettera che lo accompagnava. Grazie tante per questo gesto. Il Signore la ricompensi.
Ho cominciato a leggerlo e sono sicuro che tante delle cose riportate mi faranno molto bene. In realtà, anche le critiche ci aiutano a camminare sulla retta via del Signore.
La ringrazio davvero tanto per le sue preghiere e quelle della sua famiglia.
Le prometto che pregherò per tutti voi chiedendo al Signore di benedirvi e alla Madonna di custodirvi.
Suo fratello e servitore nel Signore,
Francesco
Le critiche a Socci sono legittime, poiché dopo una semplice letterina di ringraziamento, perde molta lucidità. Intanto il Papa afferma di aver appena iniziato la lettura del libro di Socci, quindi di cosa lo ringrazia, se non conosce l'intero contenuto del libro? Per quel poco che ha letto e che gli ha fatto molto bene: sempre un argomentare lacunoso, vago, senza entrare nel merito di alcun argomento specifico. Sostiene che le critiche ci aiutano a camminare sulla retta via del Signore. Quali critiche e, se le ritiene valide, dove si è sbagliato Francesco? Non una parola, non una rettifica sulle sue opere e parole, quindi è solo l'ennesima strategia per pigliare nella sua rete un altro pesciolino, abbagliato dal ghiotto boccone, che rivelerà l'amaro sapore, appena si renderà conto di essere stato solo l'ennesimo pretesto per aumentare il numero dei suoi adoratori. Quanta manipolazione, strategia, si trova sempre più nei comunicati vaticani.

Anonimo ha detto...

Ottima critica ! L'entourage l'avra' informato del contenuto e delle critiche ivi contenute . La risposta e' di circostanza .

Rr ha detto...

Anni fa Odifreddi pubblico' una feroce critica a BXVi. Questi, quando non fu più papa in carica, ma ormai solo emerito, prese carta e penna e scrisse una confutazione delle critiche, da Prof. Universitario a Prof. Universitario, o semmai Assistente. confutqzione che poi Odifreddi, avendone avuta autorizzazione , pubblico'. Da allora Odifreddi è praticamente silente, direi sparito dalla circolazione.
Ora aspettarsi una confutazione accademica da Bergoglio è ridicolo, ma anche da un parrocco di campagna ad un fedele, si devono confutare le critiche, e magri dimostrare di averne tenuto conto, per es. spiegsndo il senso delle ultime affermazioni in aereo. Una bella conferenza stampa di P. Lombardo e, senza citare Socci, riferire che il VdR chiede che si spieghino meglio le sue parole, che vanno interpretate cosi e non cosa'.
La letterina è l'osso gettato al cane abbaiante perché ha fame. Cosi sta buono per un po' e non rompe .
Rr

Anonimo ha detto...

Ma voi vivete sulla luna, perchè mai un papa riconosciuto come validamente eletto e legittimo dovrebbe mettersi a discutere con un laico se lui è papa oppure no, se sta sbagliando oppure no??
Anche l'esempio di Odifreddi è fuorviante , Odifreddi non metteva in discussione la figura personale di Benedetto. Bene a fatto Bergoglio a non dare corda a Socci. Ognuno stia al suo posto

Antonino

Luigi Rmv ha detto...

Giudizi affettati e temerari.
Socci non e' affatto un cagnolino abbaiante che si fa manipolare.
Questo semmai si potrà dire dopo, se smettera' di criticarlo.
Ma non avverrà, non è il tipo e non è uno sciocco, affermarlo adesso è quantomeno prematuro.
Pace e bene.

Luisa ha detto...

Il fatto è, Antonino, che il vescovo di Roma non cessa di discutere con i laici, cattolici e non cattolici, con quelli di Repubblica, del Corsera, di varie radio e emittenti, con coloro che riceve a Santa Marta durante i frequenti incontri informali che non figurano sull`agenda ufficiale e che poi, uscendo dal Vaticano, raccontano, entra a gambe tese nella politica di uno Stato, giudica spesso senza misericordia, fa dichiarazioni problematiche e-o ambigue sul piano dottrinale che creano confusione e divisione, normale dunque che i cattolici non ancora decerebrati reagiscano, è un loro diritto, una loro responsabilità.
Anche se è un`evidenza che un papa non è obbligato di ripondere a chi pretende che non è papa, ci sono altri casi, e sono tanti, in cui un suo intervento per rettificare, precisare, chiarire, il senso di certe sue parole e azioni, sarebbe più che auspicabile.
Un papa non deve confondere nella fede ma deve confermare nella fede.
O no?

Rr ha detto...

Se i papi del recente passato si fossero degnati di ascoltare alcuni laici, per es. Amerio, ed avessero risposto, la Chiesa starebbe senz'altro meglio.

Su Socci: domani si riparte col ddl Cirinna'. Vedremo, se passerà , se Socci se la prenderà o no con silenzio da S. Marta.
A proposito ha reagito all'esternazioni in aereo, per es. quelle sulla contraccezione ?
Rr

Luisa ha detto...

A proposito di bisogno di chiarimenti:

"La tentazione di riscrivere il Catechismo"
di Riccardo Cascioli


http://www.lanuovabq.it/it/articoli-la-tentazionedi-riscrivereil-catechismo-15322.htm

Ne riporto la conclusione:

"Ma a parte l’introduzione di questa casistica, che farà felici i "dottori della legge", le parole di padre Lombardi indicano un oggettivo cambiamento del Magistero della Chiesa, il cui significato va ben oltre il caso in esame. Vale a dire che stiamo assistendo al cambiamento pratico del Magistero della Chiesa via intervista (anzi, attraverso un’intervista che vorrebbe chiarire una conferenza stampa).

È una novità senza precedenti nella storia della Chiesa: saltato il Catechismo, ignorate un’enciclica (Humanae Vitae) e un’esortazione apostolica (Familiaris Consortio) per affermare un nuovo principio facendo finta che sia perfettamente coerente con la tradizione.
Del resto, si può essere sicuri che quasi nessuno andrà a consultare catechismi, encicliche e documenti vari; a spiegare cosa dice la Chiesa ormai sono i titoli dei giornali.

Ma a questo punto – ed è qui che la questione diventa universale - qualsiasi altra affermazione definitiva del Magistero può essere messa in discussione: se ciò che la Chiesa ha sempre considerato un “male intrinseco” potrà diventare un giorno lecito, allora non c’è più nulla di oggettivo nella morale cattolica.
E se è vero che il cristianesimo non è una morale, è altrettanto vero però che la morale è una conseguenza oggettiva del fatto cristiano, non è indifferente: il confine tra bene e male è netto e chiaro.
Certe dichiarazioni – lo si voglia o meno - hanno la conseguenza di cancellare questo confine, tutto diventa relativo.
E confuso per i semplici fedeli.
È troppo chiedere un chiarimento?"