domenica 9 febbraio 2020

Coronavirus, i cristiani di Wuhan chiedono di pregare nel nome di Gesù

Attualmente ci sono più di 17mila casi confermati di contagio da Coronavirus 2019-NCOV nel mondo. Il virus ha già causato la morte di 362 persone in Cina, provocando più vittime dalle SARS, tra il 2002 e il 2003, dove persero la vita 349 persone solo nel territorio cinese.
L’origine del virus ancora non è stata confermata ma, secondo alcune ipotesi, il mercato di Wuhan potrebbe essere messo in discussione per spiegarne l’origine.
Da allora, la città di 11 milioni di abitanti è stata messa in quarantena, negozi e ristoranti sono chiusi. Una città ferma che ha gli occhi puntati addosso dall’intero pianeta, in contatto col mondo solo per aggiornare la costante perdita dei propri cittadini. Tuttavia, sono state diffuse parole di speranza proprio dal cuore di Wuhan.
Un pastore di Wuhan ha scritto al China Source Blog Post per ricordare che in questa situazione così critica, Dio ha piani per la pace.
«La situazione è così critica, eppure ci fidiamo delle promesse del Signore, i suoi pensieri verso di noi sono di pace e non di male (Geremia 29:11), e concede il tempo per la prova, non per distruggerci, ma per stabilirci. La peste di Wuhan non può separarci dall’amore di Cristo; questo amore è nel nostro Signore Gesù Cristo».

Ha affermato di aver ricevuto numerosi contatti da pastori all’estero. A tutti, chiede di pregare: «Quindi, soprattutto, chiedo di rivolgere gli occhi a Gesù. Non siate preoccupati del mio benessere, non siate agitati o spaventati, ma pregate nel nome di Gesù. Le persone di buon cuore, attraverso le loro azioni, sono al servizio di questa città, in particolare il personale medico che rischia la propria vita. Se possono assumere tali responsabilità nel mondo, come possiamo non assumerci più facilmente responsabilità spirituali».

Un altro cristiano ha contattato l’associazione internazionale cristiana Barnabas Fund, descrivendo un’atmosfera pesante, di paura, con una disinformazione sulle maschere protettive: «È davvero una situazione preoccupante, le persone hanno paura. Le maschere monouso e le maschere filtranti valgono il loro peso in oro; le altre maschere sono semplicemente inutili. Le maschere necessarie sono difficili da trovare e, se ne trovi una, preparati a pagare un prezzo elevato».

Ha anche menzionato le difficoltà legate allo sfollamento: «Mentre scrivo questa lettera, la polizia ha inviato nuove disposizioni. Ora alcuni tipi di trasporto non sono più validi nella nostra città. E se qualcuno si sente male o vuole lasciare la città, deve contattare un numero speciale» .

Il contatto di Barnabas Fund parla delle misure di protezione adottate dalla sua famiglia:  Il virus si sta avvicinano sempre di più. Mi preoccupo per la mia famiglia ma cerco di fidarmi di Dio. Purtroppo la città di Wuhan non è lontana da noi, a circa 600 km. Non c’è niente che possiamo fare a riguardo, possiamo solo pregare, rafforzare la nostra immunità e mantenere l’igiene. Abbiamo deciso di rifiutare riunioni o ospiti. Crediamo che non dovremmo correre rischi».

Infine, fa appello alla preghiera della comunità cristiana internazionale: «I credenti di tutta la Cina e non solo sono uniti nella preghiera, vi invitiamo anche a pregare. Grazie per il vostro sostegno nell’amore e la vostra attenzione per noi. Grazie a Dio per tutto! Benedizioni generose». Filippa Tagliarino - Fonte

22 commenti:

Anonimo ha detto...

Dopo l'orgia, intesa alla lettera, sanremese dove l'italiota medio ha cercato un po' di normalità in un mondo anormale ( e trovando anche lì l'esatto contrario di ciò che è normale) ecco il risveglio, con due notizie, specchio fedele dei tempi, in occidente ed in Oriente! Le due notizie sono pubblicate fianco a fianco sul MESSAGGERO DI ROMA, e sono un perfetto affresco di ciò che è diventato l'occidente, con la notizia della coppia di Taiwan che ha avuto tutto il tempo di girare indisturbata per 10 giorni a Roma salvo scoprire di essere contagiati una volta tornati a casa! Questo caso è l'emblema di come siamo tutelati da questo governo di gaglioffi, che non ha avuto neanche il coraggio di imporre la normale quarantena a tutti coloro che provengono dalla Cina, compresi i bambini ovviamente, per i quali, tra lo sbalordimento dei virologi italiani, è stato prescritto solo un volontario assentarsi da scuola, lasciando liberi tutti di frequentare e di contagiare! Evidentemente hanno tutti dimenticato il vecchio detto " il medico pietoso fa la piaga purulenta "! Ma qui non si tratta di pietà, si tratta della viltà di chi non ha il coraggio delle proprie azioni, di chi per ossequio al politicamente corretto non vuole apparire razzista nei confronti di chi viene dalla Cina, siamo arrivati a questo, anche la medicina deve negare l'evidenza scientifica perché il politicamente corretto con scappellamento molto a sinistra non permette altro comportamento! E se questo provocherà migliaia di morti chi se ne frega! I cinesi, invece, stanno facendo i medici come va fatto, stanno cercando di evitare alla piaga di diventare purulenta! Avete capito, finalmente, con che governo di fanatici vigliacchi abbiamo a che fare ? Avete capito che siamo abbandonati a noi stessi, con dei quaquaraqua' che sono il nulla assoluto e che qualcuno ha messo lì a decidere della nostra vita e della nostra morte? A tale proposito vi invito a leggere sul MESSAGGERO DI ROMA di ieri l'editoriale di Luca RICOLFI su questo argomento, ed a constatare come anche lui spari ad alzo zero su questi fanatici sinistrati, anche lui che è di sinistra! Lo vogliamo capire che questi sono pericolosi per tutti noi, per i nostri figli, per il nostro futuro? O lo capiremo quando sarà troppo tardi?

Anonimo ha detto...

La Casa Bianca ha attivato un team di scienziati per cercare di capire se il coronavirus è stato creato in laboratorio o se la contaminazione viene dagli animali
https://abcnews.go.com/Politics/white-house-asks-scientists-investigate-origins-coronavirus/story?id=68807304

Viator ha detto...

DI CHI POSSIAMO FIDARCI SUL VIRUS? NON DELLA CINA, MA NEANCHE DELL’OMS.
di Giulia Pompili

Quando l’emergenza del nuovo coronavirus sarà finita, e i contagi inizieranno a calare, e una cura sarà a disposizione di tutti, allora sarà il momento di riflettere su un tema politico cruciale.

Diversi analisti internazionali hanno accusato la Cina di non essere stata tempestiva nel comunicare la gravità della situazione. Di essere stata costretta, quando ormai era troppo tardi, a prendere una decisione drastica, una quarantena che da due settimane coinvolge un numero spaventoso di persone.
Ma tra il 31 dicembre e il 31 gennaio, cioè quando è stata dichiarata “l’emergenza globale”, anche l’Organizzazione mondiale della sanità ha minimizzato. Mentre la Cina tentava di controllare la narrativa sulla reale situazione nello Hubei, il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus volava a Pechino, si faceva fotografare sorridente con il presidente cinese Xi Jinping e lodava la “determinazione politica e le misure tempestive ed efficaci intraprese per far fronte all’epidemia”.
Cioè faceva quello di cui la propaganda di Pechino aveva più bisogno: rassicurare la comunità internazionale.

Ciò che è successo dopo lo sappiamo, anche grazie alle inchieste della stampa cinese e ai social network, in questi giorni più che mai capaci di aggirare censure e controlli.
Forse nessun paese sarebbe stato in grado, da solo, di contenere un’epidemia così veloce, un virus così aggressivo e altrettanto sconosciuto. Ma nessun paese avrebbe rifiutato l’aiuto di una organizzazione internazionale per mandare un messaggio politico: sappiamo fare da soli, siamo una potenza responsabile.
La conseguenza è stata quella di mettere in quarantena 56 milioni di persone, che ora sono sorvegliate e trattate come appestati, probabilmente senza cure adeguate per tutte, mentre il contagio aumenta (e in un futuro non molto lontano chissà se si occuperà l’Unhcr di queste persone).

Se non possiamo fidarci delle comunicazioni di Pechino – e non si fidano neanche i cinesi, lo abbiamo visto in questi giorni – allora dovremmo poterci fidare di una agenzia super partes, che detti l’agenda per la protezione della salute internazionale, senza cadere nella propaganda e nella politica.
E invece no. Perfino il comitato d’emergenza istituito il 22 gennaio per studiare il coronavirus, composto da esperti di tutto il mondo, si è spaccato tra chi voleva subito dichiarare l’emergenza globale e chi voleva tenere la questione molto più bassa, ha scritto il Monde. E John Mackenzie, docente alla Curtin University australiana e membro del comitato, mercoledì ha parlato chiaro, e detto che la Cina ha risposto in modo “riprovevole” all’emergenza. Parole in contrasto con quelle di Tedros.

Viator ha detto...

.... segue
L’influenza politica della Cina nelle organizzazioni internazionali è un problema enorme, e di cui si parla pochissimo. Taiwan è stata inserita dall’Oms nelle “zone ad alto rischio”, nonostante i suoi pochi casi di contagio, perché la Cina rivendica l’isola come suo territorio. Per questa ragione Taipei non siede a nessun tavolo. L’Icao, l’agenzia dell’Onu per l’aviazione civile, di cui Pechino ha la presidenza, nei giorni scorsi su Twitter bloccava chiunque menzionasse Taiwan.

Da tempo Pechino impone una sua agenda nelle organizzazioni e alle agenzie dell’Onu. Grazie al progressivo deterioramento del multilateralismo nel mondo occidentale, ha trovato un’autostrada davanti a sé. “Non c’è dubbio che la Cina abbia alzato il suo profilo alle organizzazioni internazionali con Xi”, dice al Foglio Philippe Le Corre, senior fellow alla Harvard Kennedy School e che studia da tempo il soft power cinese, “Chiunque abbia lavorato in questi ambienti, comprese le Nazioni Unite a New York, ti direbbe che i cinesi sono molto aggressivi quando si tratta dei loro interessi. Qualsiasi cosa abbia a che fare con la Cina, e che potrebbe avere un impatto sulla percezione interna, è presa molto sul serio.
Prova ad alzare una bandiera tibetana nella hall principale del quartier generale dell’Onu a New York”.

Il Foglio 8 Febbraio 2020

Valeria Fusetti ha detto...

Caro Anonimo delle 13.03 non penso che sia difficile risponderle "Si, abbiamo capito". Ma è un pezzo che abbiamo capito, molto prima del coronavirus, tanto che i sinistri nostrani per governare hanno trovato il modo di evitare l' ingombrante rito delle elezioni. È dall' epoca del presidente Napolitano, e del governo Monti. Quel governo nel cui seno si dispiegava una squisita sensibilità muliebre: quella della dottoressa Fornero, che le imponeva di piangere mentre rovinava decine di migliaia di cittadini italiani, e le loro famiglie. Momento toccante ... e chi se lo scorda ? E poi ? Mi scusi, ma lei che propone ? Perché vede, io mi rifiuto, categoricamente mi rifiuto, di sentirmi responsabile per i consapevoli e deliberati golpe, fatti ai nostri danni da politici di stretta fede comunista e di altrettanta fede cattolica. Mi repellono tutti allo stesso modo poiché tutti avevano le stesse possibilità: o scegliere di servire il bene comune, oppure di servire i loro personali interessi servendo la casta alla quale sono affiliati.

Anonimo ha detto...

Sono un Medico, è vero, non dovrei abbandonarmi a congetture fantascientifiche, ma in un mondo dove ognuno spara la sua supercazzola gratuitamente, ecco qui pronta la mia!
E se questo coronavirus fosse solo un'avanguardia per saggiare le nostre difese?
Da un testo di Medicina del 1906 apprendo che nel 1893-94 ad Hong-Kong scoppiò una epidemia di peste ed un'altra scoppiò a Bombay nel 1896-97. "La peste (peste bubonica, peste orientale o levantina) (che linguaggio politicamente scorretto: ndr!) esiste endemica in certi focolai e da questi parte per diffondersi epidemicamente e minaccia l'Europa; che, aggredita anche in questi ultimi anni come a Vienna nel 1898 ed a Napoli nel 1901, deve la sua salvezza alle rigorose misure profilattiche adottate." 
Non c'è Speranza che ci salverà! Prima o poi ritornerà e noi europei debosciati ed accoglioni alzeremo i cartelli con su scritto: Welcome Yersinia pestis!
Alfonso Aliberti

tralcio ha detto...

Una delle paure diffuse da questa epidemia sta nell'asintomaticità del portatore del virus.
Non vedi segni eppure il male c'è, e lì, può trasmettersi a te, può costarti caro.

Lo status di portatore sano ha suggerito a mia moglie un parallelo spirituale: ve lo giro.

Ogni anima che è dedita al peccato è gravemente malata o addirittura morta.
Il corpo in cui essa risiede può apparire sano, di bell'aspetto, simpatico ed attraente.
Così il suo agire, che raccoglie consenso e si circonda di folla, diffonde il suo veleno.
Qualcuno può anche farsi del male, non tutte le ciambelle riescono con il buco.
Se così fosse nessuno va dal portatore sano: al più si cerca un fallo nel malato, o in Dio.

Del coronavirus spirituale, la società materialista e senza Dio non ha contezza.
Non avverte del pericolo, non studia, non dispone cordoni sanitari, non indossa mascherine.
Paradossalmente chi questa sapienza l'avrebbe, pare così ebbra di mondo da fare lo stesso.
Togliere il katechon consisterebbe proprio in questa esposizione al virus.

Senza addentrarci su quel che può nascondere l'attualità (dall'eccesso di zelo, all'uso strumentale della paura, dal manomettere le cifre, a dover fare i conti con una strage), questa vicenda, in chiave spirituale può insegnare che cosa è il peccato per l'anima.

Avremmo diritto a una corretta informazione: la catechesi.
Avremmo lo strumento per il monitoraggio della qualità dell'aria: l'esame di coscienza.
Avremmo un cordone sanitario imperforabile: i dieci comandamenti.
Avremmo la mascherina: la vita della grazia, vissuta con fede.
Avremmo un sistema per attivare le difese immunitarie: la preghiera.
Avremmo di che nutrire l'anima per fortificarla: il pane supersustanziale eucaristico.
Avremmo una cura infallibile, in caso di malattia: il sacramento del perdono.

Li avremmo...
Sempre in meno sanno d'averne, mentre stiamo con il portatore sano o lo diventiamo.





Rr ha detto...

Tralcio,
non è che il Coronavirus è l'unico ad avere una fase asintomatica: TUTTE le malattie, da quelle infettive alle degenerative, hanno una fase asintomatica. Ma in particolare quelle virali. Se si è fortunati, dopo alcuni giorni giro d’incubazione compaiono malesseri leggeri e generici, e poi tutto passa in due-tre giorni, come per le sindromi influenzali.
Se non si è fortunati, si sviluppano patologie respiratorie gravi, anche mortali.
Nella fase asintomatica si può cercare il virus o gli anticorpi contro di esso.
Nel dubbio meglio mettere in quarantena.
In Cina, soprattutto quella rurale, le condizioni di vita ed igiene sono molto rudimentali con commistione ampia e diffusa tra uomini ed animali, domestici e selvatici. Nelle città va meglio, ma sono talmente popolose che per forza di cose l’igiene non è il massimo.
Purtroppo anche nelle varie Chinatown diffuse in Occidente, a cominciare da quella di New York, i nuovi arrivati continuano a vivere come fossero rimasti nel villaggio, per es. vendono al dettaglio, in strada, su tavolacci di fortuna frutta e verdura mescolate con altre cibarie o altre merci (abiti usati, per dire) SENZA osservare tutte quelle norme igienico-sanitarie, che i nostri commercianti sono obbligati a rispettare..
Quindi è chiaro che ogni 10 anni circa si sviluppa qualche schifezza.

tralcio ha detto...

Grazie cara Rr.
L'approfondimento è prezioso per capire quanto sia necessaria la prudenza e anche mettere in atto tutto ciò che fa "igiene". La purezza, tra gli altri presidi, è infatti una grande dimenticata dalla medicina che si riduce ad ospedale da campo. Ogni peccato mortale per l'anima ha una virulenza. E le patologie respiratorie gravi ti lasciano senza Spirito Santo...

Viator ha detto...

CORONAVIRUS. IL COLPO DI GRAZIA ALLA GLOBALIZZAZIONE E AL MERCATISMO?
( di Antonio Socci )
www.antoniosocci.com

"Alle prese con il coronavirus, il governo italiano mostra l’improvvisazione dei dilettanti e oscilla tra minimizzazione e allarmismo: “non c’è motivo di allarme o panico” dichiarava Conte, “lo gestiamo come il colera e la peste” aveva aggiunto il ministro Speranza (in effetti, chi mai si allarma per un’epidemia di peste o di colera?).

Poi c’è pure il tocco di surreale comicità che Zingaretti sempre ci assicura. Dopo il manifesto dove – a nome del Pd – chiedeva di ridurre a zero le emissioni di cobalto (voleva scrivere anidride carbonica, ma ha confuso le formule chimiche), il buon Nicola ha annunciato l’isolamento del “virus responsabile del coronavirus” (testuale). Il problema non è il suo diploma di perito odontotecnico: preoccupa il fatto che Zingaretti sia il leader dei “competenti”…

Ieri poi, dopo che Conte aveva risposto picche alla richiesta dei governatori regionali del Nord di evitare, per 14 giorni, la frequenza scolastica di tutti i ragazzi tornati dalla Cina, i ministri della Sanità e della Pubblica istruzione hanno deciso di favorire la loro “permanenza volontaria” a casa giustificando l’assenza dei ragazzi. Così hanno sconfessato Conte.

A fronte di questa commedia all’italiana, nessuno (neanche le autorità internazionali) riesce a capire le reali dimensioni della tragedia.

Qual è davvero la situazione in Cina? Cosa sta accadendo? I dati ufficiali parlano di circa 35 mila contagiati, 4800 persone in gravi condizioni e 725 morti. Con decine di milioni di persone isolate in città fantasma.

Ma non è affatto chiaro se queste sono le cifre vere e se l’epidemia è circoscritta o se invece la situazione è più grave. Né è stata spiegata l’origine di questo virus.

La poca chiarezza deriva dalla natura stessa del regime di Pechino che impedisce la necessaria trasparenza e la circolazione delle notizie e dei dati. Ad amplificare la pericolosità dell’epidemia infatti è stato proprio il totalitarismo comunista di quel paese, perché inizialmente le notizie sul virus sono state sottovalutate e silenziate dal regime, impedendo così che venissero prese subito le adeguate contromisure.

Dunque ora si aprono gli occhi su questa dittatura rossa a cui i globalizzatori degli anni Novanta hanno regalato la possibilità di diventare la prima economia del pianeta, aumentando a dismisura il suo peso geopolitico sul globo.

Viator ha detto...

...segue
Aver trasformato la Cina nella fabbrica del mondo, oltre ad aver posto fuori mercato le produzioni occidentali e aver impoverito di colpo il nostro ceto medio e i nostri lavoratori, a causa dello svantaggio competitivo derivante dalle basse retribuzioni cinesi e dalla mancanza di garanzie sociali e vincoli ambientali, ha reso il sistema economico occidentale dipendente da quel colosso tirannico.

Che coltiva disegni imperialistici e non vuol saperne né di libertà di informazione, né di diritti politici e sociali, né di rispetto dell’ambiente, ma che – come mostra il coronavirus – è poi un gigante dai piedi d’argilla.

Qualcuno – con la globalizzazione – aveva puntato a conseguire guadagni stellari separando liberismo e mercato dalla liberaldemocrazia e scommettendo sulla Cina (fino a ignorare tuttora i rischi per la sicurezza rappresentati dal 5G) e sulle delocalizzazioni.

Oggi la retorica del mondo senza frontiere, del mercato-mondo e il fanatismo della globalizzazione – che avrebbe dovuto dissolversi già con la micidiale crisi del 2007-2008 – subisce un colpo, anche d’immagine.

Le grandi società occidentali che chiudono i battenti nelle città cinesi, la chiusura degli aeroporti, il blocco delle due navi, con migliaia di passeggeri, in Oriente, mentre tutto il mondo spera che il contagio non arrivi in Africa – dove si trovano milioni di lavoratori cinesi e dove l’epidemia diventerebbe incontrollabile – mostrano la fragilità del sistema globale.

Anche il gruppo Fiat Chrysler ha annunciato che a seguito della chiusura di 4 impianti di componentistica in Cina, verrà chiuso pure un impianto in Europa.

Non è stato lungimirante, scrive Giuseppina Perlasca su “Scenari economici”, spostare “la produzione di componenti auto europee a decine di migliaia di chilometri di distanza, per poi scoprire che questa catena logistica è incredibilmente fragile e basta una semplice influenza per farla saltare”.

Questa crisi – prosegue – insegna che “aver voluto disperdere e polverizzare a livello mondiale ogni produzione industriale è stato un clamoroso errore, perché ha creato una folle interdipendenza facilmente cancellabile dal minimo imprevisto”.

Il mercatismo – ultima utopia del Novecento – ha l’esito fallimentare di tutte le ideologie".

Antonio Socci
da “Libero”, 9 febbraio 2020

Anonimo ha detto...

Non è razzismo verso i migranti porre dei limiti ai tanti non avente diritto di essere ospitati nel nostro paese. Ma è soltanto buon senso, Salvini, aveva ridotto le somme da business, adesso questo governo che parlava TANTO.. di ridurre gli sprechi, STA NUOVAMENTE APRENDO IL PORTAFOGLI DEGLI ITALIANI aumentando gli stanziamenti per l'accoglienza indiscriminata.
Possibile che nessuno di quelli che sostengono questo governo abusivo, non se ne rendono conto?
Dico ai giovani, in particolare alle sardine... i RISPARMI dei vostri nonni sono finiti, presto finiranno pure quelli dei vostri padri E SARETE COL CULO PER TERRA E SENZA LAVORO, SE NON CAMBIERETE ATTEGGIAMENTO AL PIÙ PRESTO.

Anonimo ha detto...

Cesare Sacchetti:
La Cina invita l'Italia a non "prendere misure eccessive" per il coronavirus [Di fatto fa loro problema per ragioni economiche]. Se il virus non è così letale come ci vogliono far credere i cinesi, perchè la polizia, in Cina, entra nelle case delle persone sospettate di contagio e le trascina via con la forza?

mic ha detto...

... e perché non ci fornisce informazioni più dettagliate su entità del contagio e tipologia drl virus?

Anonimo ha detto...

Il prossimo vescovo di Hong Kong sarà tutto pro-Cina. Si tratta di monsignor Peter Choy, sarebbe stato già nominato ma l'annuncio ufficiale è slittato: anzitutto per la consapevolezza che tale nomina spaccherà ulteriormente la Chiesa di Hong Kong, e poi ora si è aggiunta anche la minaccia del Coronavirus. L'accordo - tuttora segreto - tra Santa Sede e Cina fa dunque una nuova vittima.

mic ha detto...

http://www.marcelloveneziani.com/articoli/sindrome-cinese/

Viator ha detto...

Novità da Shangai sul coronavirus

Incubazione salita a 24 ore ..
E durata fuori del corpo umano pare fino a 9 giorni !!
E si trasmette anche attraverso l'aria (e anche attraverso gli occhi) e non solo per contatto diretto o ravvicinato o attraverso oggetti contaminati.

Per il popolo cinese duramente provato preghiamo:
Nostra Signora di Lourdes, dispensatrice dei doni del Cielo prega per loro;
Nostra Signora di Lourdes, a cui Gesù nulla può rifiutare prega per loro;
Nostra Signora di Lourdes, che nessuno ha mai invocato invano prega per loro;
Nostra Signora di Lourdes, consolatrice degli afflitti prega per loro;
Nostra Signora di Lourdes, che guarisci da ogni malattia prega per loro e per il mondo intero.

mic ha detto...

https://vocecontrocorrente.it/confiscati-aiuti-per-il-coronavirus-in-arrivo-nuove-restrizioni-per-i-cristiani-in-cina/

Anonimo ha detto...

https://it.euronews.com/2020/02/11/i-vlogger-cinesi-che-sfidano-la-narrazione-del-partito-comunista-sul-coronavirus

Anonimo ha detto...

La situazione del coronavirus è sotto controllo. È talmente sotto controllo che, negli Stati Uniti, il dipartimento federale per la salute ed i servizi all'uomo, HHS, ha chiesto al dipartimento per la difesa, DoD, di allestire 11 basi per contenimento e quarantena all'interno di aree militari vicino ai grandi aeroporti. Le aree prescelte sono le seguenti: JB Pearl Harbor-Hickam, HI (HNL).....
In ciascuna di queste aree verranno creati spazi per accogliere almeno 20 persone più il relativo personale medico. Queste non sono le aree principali per le Quarantenne già identificate dal Dipartimento per la salute, si tratta di aree di terza linea che si aggiungono a tutte le infrastrutture già predisposte.

https://scenarieconomici.it/usa-undici-campi-di-quarantena-in-allestimento/

Anonimo ha detto...

http://belgicatho.hautetfort.com/archive/2020/02/11/chine-le-vatican-livre-hong-kong-a-pekin.html

Viator ha detto...

Il dottore che scoprì il coronavirus

Con un verso della Bibbia concluse la sua poesia LI WEN LIANG
Tutti ormai conoscono il nome del dottore che ha denunciato il "coronavirus", e che il 7 febbraio ha lasciato questa terra perché è stato "promosso in gloria".
Il dottore era un figlio di Dio. Un uomo che aveva riconosciuto Gesù come Signore e Salvatore della sua vita. È stato un esempio per i nostri tempi in cui i compromessi sono
all'ordine del giorno.
Non si spaventò di denunciare la verità!
Prima di morire scrisse una poesia
E qui sotto è riportata l'ultima parte:

"L'eroe che ha detto la verità"
"...
Arrivederci, persone care.
Addio, Wuhan, la mia città natale.
Spero che dopo il disastro
ricorderai qualcuno che ha
lavorato duramente per farti conoscere la verità il prima possibile.
Spero che dopo il disastro
imparerai a essere retto e a
non lasciare che le persone buone
soffrano di infinita paura
e tristezza impotente.
"HO COMBATTUTO IL BUON COMBATTIMENTO ,
HO FINITO LA CORSA ,
HO CONSERVATO LA FEDE.
ORA MI È RISERVATA LA CORONA DI GIUSTIZIA"
2timoteo 4:7"