martedì 4 febbraio 2020

Spagna 2020: il Comunismo redivivo e (alcuni) vescovi spagnoli che resistono a PODEMOS e Sanchez

Una delle derive dell'Occidente una volta cristiano.

1. Abbiamo commesso un errore. Abbiamo la colpa di essere stati distratti per così dire dalla offensiva cattolico-comunista, da quel ramo del comunismo che dagli anni sessanta ha trasformato Cristo nel Che Guevara di Gerusalemme.
Abbiamo fatto un errore strategico nell’opporci unilateralmente a quella pseudo-teologia che sostituiva la Redenzione della Croce con la rivoluzione utopica e socialista.
Ci siamo lasciati prendere dalla profanazione del Vangelo che da Parola di Dio è diventata Parola di un profeta socialista, nei partiti democristiani, democratici e comunisti latino-americani e italiani. Ed è stato corretto e più che doveroso. Tuttavia, forse siamo rimasti indietro di 60 anni.
Siamo restati fermi allo sbigottimento per una Chiesa che apriva ai governi di centro-sinistra, non parlava (e non parla) più di Giudizio, peccato, Inferno.
Abbiamo creduto che il comunismo, nella sua forma essenziale, spietata e perversamente demoniaca (come già sottolineava Pio XI) fosse finito o sopravvissuto solo in Cina, dove ad oggi miete vittime e persecuzione, nel silenzio e compromesso, grave e colpevole, di tutte le diplomazie.
Ma non occorre andare in Cina.
È sufficiente l’Europa, lì dove si inneggia al comunismo latino-americano come esempio, modello ed emblema.
È sufficiente la Spagna dei socialisti e di Podemos.
2. Ci siamo adagiati troppo a lungo sulla concessione neo-marxista alla religione: sul cambio di prospettiva che i comunisti nel Novecento erano disposti a fare circa il ruolo della religione. Se per  Marx era senza mezzi termini oppio anti-rivoluzionario, per i neo-marxisti poteva essere intesa come utopia e speranza infantile di rivoluzione, addirittura “ancella” e “linfa” della sovversione socialista.
Anche in questa sede ho descritto i dettagli della nascita e forza “pastorale” della teologia della liberazione (vedi qui), a cui naturalmente ci si oppone visceralmente.
Ma potrebbe non bastare più.
3. Quello che sta avvenendo in Spagna con il governo “giacobino” di Sanchez è estremamente grave e preoccupante: si tratta dello stesso profondo odio anti-cristiano che polarizzò lo scontro già nei decenni prima della guerra civile del 1936-1939, quella guerra che determinò il potere di Franco, e la sua resistenza e contro-offensiva contro le forze anti-religiose, repubblicane, comuniste e massoniche appoggiate dai partiti comunisti, democratico-occidentali e da Stalin (che strumentalizzò quella guerra per presentarsi a Francia e Inghilterra come alleato delle democrazie occidentali).
In Spagna stanno imponendo la forma di laicismo ideologico e ateismo pubblico e militante.
Non il comunismo che corrode dall’interno il Cristianesimo. Non il comunismo che accetta un Vangelo umanitario della solidarietà mondialista.
Ma il comunismo dei tempi cupi della guerra fredda, il comunismo cubano e maoista. Il comunismo dell’orrore staliniano.
Il comunismo nudo e crudo, ortodosso sul piano marxista.
Forse è bene prendere atto di questo secondo fronte.
4. Alla teologia della liberazione che dall’interno corrompe, si apre l’offensiva frontale della negazione dei diritti dei genitori di educare i figli; dell’indottrinamento ideologico alla dittatura gender; della demolizione anche architettonica della fede cristiana; della satanica volontà di estirpare Dio dal cuore e dalla vista.
È forse il momento di prendere in considerazione, con prudenza ma senza ingenuità, che potrebbe tornare in Europa una forma diretta e spietata di comunismo che andrebbe ad allinearsi con l’anti-clericalismo liberale.
Proprio le economie stataliste, insieme con il regime imposto da Bruxelles, da un lato, e le nuove perversioni sessuali dall’altro sarebbero un perfetto punto di convergenza…
Approfittando della deriva incontrollata della Chiesa che, in molti suoi esponenti, arriva a tutelare e promuovere le teorie mondialiste e socialiste, accettando in alcuni casi il compromesso e dialogo persino sul fronte delle perversioni sessuali.
Pierluigi Pavone - Fonte

15 commenti:

Tu si che vales . ha detto...

https://www.maurizioblondet.it/soros-gender-e-femminismo-chi-e-elly-schlein-il-volto-della-nuova-sinistra/
E' facile , basta essere pensare parlare piu' rosso del rosso .

Anonimo ha detto...

Far fare un convegno sulle Foibe all'ANPI è come chiedere a Nerone di criticare la strage dei cristiani, o intervistare Robespierre sul genocidio vandeano, o domandare notizie a Stalin sull'Olomodor ucraino.
Il Comunismo si evolve dialetticamente, ma non muta la sua più profonda natura.
Li avete gettati un'altra volta nelle foibe. (MV)

Anonimo ha detto...

Giorgia Meloni:
Il convegno organizzato al Senato della Repubblica dall'anpi “Il fascismo di confine e il dramma delle foibe" rappresenta senza dubbio l'ennesima occasione, dal chiaro intento revisionista, di voler minimizzare o provare a giustificare la violenza contro gli italiani. È un vero e proprio oltraggio agli esuli istriani e dalmati infoibati vittime dell’odio comunista e, ancor più grave, che il tutto avvenga all’interno di un’Istituzione. Non è accettabile che ancora ci sia bisogno di rimarcare che le foibe non sono state un dramma ma un crimine i cui colpevoli troppo spesso non hanno pagato. Anpi senza vergogna.

Anonimo ha detto...

L'anpi fa l'anpi e se gli fanno organizzare un convegno è ben lieta di farsi propaganda a spese(in tutti i sensi) delle istituzioni.I legami fra i titini ,autori di quei massacri, ed i partigiani comunisti italiani (anpi) durante la seconda guerra mondiale erano molto stretti quindi far organizzare a loro un convegno sulle foibe è un insulto alla memoria dei morti infoibati ed al buonsenso.Però prima o poi la gente si sveglierà e capirà quanto sia stato ed è bestiale il comunismo e quanto sono bugiardi i suoi eredi. Quel che invece bisogna notare è che la presidente del senato è una senatrice di FI.Se poteva evitare questa ennesima speculazione su quei poveri morti perché non ha vietato il convegno?

Anonimo ha detto...

In riferimento a 4 febbraio 2020 10:51

Credo che si possa tranquillamente chiamare "infestazione" : la infestazione di anime morte alla grazia che temono per la loro mandria di porci ..

tralcio ha detto...

Più si è dialogato con questi figuri e più loro hanno perso ogni rispetto per la religione.
Anzi: siccome i "dialoganti" di dentro tengono maggiormente a costoro che ai "rigidi" che rimangono attenti alle celesti cose, chi da fuori le dissacra si sente autorizzato a farlo.
E' tutto un processo (che era importante avviare, perché il tempo è superiore allo spazio...) che sta dando i frutti (dai quali si riconosce la pianta) volto a togliere spazio a Dio.
Siccome lo spazio vale tanto quanto il tempo e il processo l'avevano già avviato quelli che lo intentarono a Gesù Cristo, la Via Crucis è sempre quella e anche come andrà a finire.
Il calice va bevuto e il Padre ha già detto che il Figlio sarà glorificato così (Gv 12,23-28).
Viceversa la gloria del mondo, effimera e vacua. Sic transit gloria mundi...

Anonimo ha detto...

« L’ex-ministre de l’Intérieur du gouvernement présidé par Mariano Rajoy a dit que c’est la première fois qu’il raconte en public sa rencontre avec Benoît XVI. Ils ont parlé entre autres choses des visites de ce dernier en Espagne alors qu’il était le Pape régnant. Jorge Fernández Díaz a expliqué au pape émérite où en était la situation en Espagne, avec le problème de la Catalogne, et lui a demandé de prier pour la nation espagnole.

« Il m’alors interrompu avec douceur et m’a dit littéralement : ‘Le diable veut détruire l’Espagne’. »

http://www.benoit-et-moi.fr/2020/2020/02/01/le-diable-veut-detruire-lespagne/

(Traduction de l’article paru ici : https://www.infocatolica.com/?t=noticia&cod=36812)

Unknown ha detto...

''Abbiamo creduto che il comunismo, nella sua forma essenziale, spietata e perversamente demoniaca (come già sottolineava Pio XI) fosse finito o sopravvissuto solo in Cina.'' Cosa ci sarebbe di 'comunista' nella Cina attuale?

Felice ha detto...

Far fare un convegno sulle foibe all'ANPI è come far fare un convegno sulla Shoah a un gruppo neonazista.

Anonimo ha detto...

known ha detto...
''Abbiamo creduto che il comunismo, nella sua forma essenziale, spietata e perversamente demoniaca (come già sottolineava Pio XI) fosse finito o sopravvissuto solo in Cina.'' Cosa ci sarebbe di 'comunista' nella Cina attuale.
IN Cina si è soggetti a quanto di peggio possa essere concepito da mente umana. Un connubio tra gli aspetti più biechi della tirannide comunista in politica, con quelli più biechi dello sfruttamento capitalista in economia.

Anonimo ha detto...

L'arte sinistra dello strappo

Nancy Pelosi ha strappato pubblicamente il discorso di Trump all'Unione. Sulla scia di Lutero che strappò la scomunica appena ricevuta (con tutti i "mutatis mutandis" di questo mondo, ovviamente... Ogni paragone personale in tal senso sarebbe ridicolo, ma non il concetto in sé).
Ma ve l'immaginate voi cosa potrebbe mai accadere se un qualsiasi uomo di "Destra" - o semplicemente non di "Sinistra" - strappasse il discorso di un qualsiasi rappresentante di "Sinistra"?
Ve l'immaginate cosa non scatenerebbero le ire dei politici di Sinistra, della quasi totalità dei giornalisti, dei discorsi infuriati dell'esercito dei docenti scolastici e universitari, dei turpiloqui mentali degli pseudointellettuali da strapazzo?
Ve lo immaginate cosa non direbbe Alba Parietti, nota coltissima intellettuale di Sinistra, e con lei tutto l'esercito di show-women e comiche?
E volete che qualche magistrato non avanzerebbe la necessità di iniziare un processo per offesa alla sacralità della "Democrazia"?
Ve l'immaginate se un cattolico legato alla Tradizione di sempre strappasse uno solo dell'oceanica massa degli eretici, apostati e cialtroni discorsi del clero della neochiesa odierna?
Ve l'immaginate le accuse di "medievalismo", inquisizionismo", "bernardoguismo", che proverrebbero da ogni dove?
Questa è la democrazia moderna, liberale o socialista o laica o conciliare che sia.
Loro hanno il diritto di odiare. Noi non abbiamo il diritto di amare la Verità, la Bellezza, la Giustizia, l'Ordine, la Gerarchia, la Tradizione: perché loro odiano tutto questo. Perfino Trump, che certo non incarna tali valori ma solo una sporadica e altalenante difesa di una parte di essi, è per loro insopportabile.
Figuriamoci se qualcuno di noi possa manifestare il suo amore in maniera costante e coerente. Impossibile. Verremmo subito "strappati", in vari gradi e maniere.
Esistiamo solo perché non siamo nulla, nulla di importante, ai loro occhi. E si diventa importanti - e si fa carriera politica o mediatica o intellettiva - solo nella misura in cui si rinuncia a tutto questo e si accetta la loro "democrazia".
Quello dello "strappo".
Da Lutero alla Pelosi, lo "strappo" è l'anticamera dei gulag e dei genocidi. Ne è il trampolino di lancio.
E' la vera anima della Sinistra e della sovversione rivoluzionaria: l'odio per qualsiasi anche pur minimale forma di bene e ordine. (MV)

Anonimo ha detto...

Le Rivoluzioni partono sempre dall'alto.
Le Controrivoluzioni dal basso.

Anonimo ha detto...

"L'arte sinistra dello strappo"

Magnifico e verissimo.

mic ha detto...

Di sicuro è un avvertimento al governo più anticristiano che la Spagna ricordi dagli ultimi 20 anni. Il cardinale Antonio Maria Ruoco Varela, arcivescovo emerito di Madrid, nel presentare il suo ultimo libro La famiglia davanti alla sfida della secolarizzazione ha ricordato che «Il tentativo di sopprimere l’istituzione famigliare e matrimoniale lo fece anche Lenin, ma fallì».

Un avviso al governo neonato composto dai Socialisti e da Podemos che sta già mostrando di che pasta è fatta la Sinistra radicale al governo. Le parole di Ruoco Varela sono una boccata d’ossigeno nell’ecclesialmente corretto corrente, dato che il tema della famiglia è «un vicolo cieco anche per i cattolici» perchè esiste il pericolo che «la Chiesa non viva la fede e le grandi virtù teologiche». Certo, «non è vero che tutti i giovani non ne vogliono sapere di Dio, esiste una minoranza molto qualificata che lo cerca», ha spiegato aggiungendo anche un tocco di orgoglio cattolico: «Quale altra realtà istituzionale è capace di riunione così tanti giovani come può vantare la Chiesa? Nessuna».

Un altro riferimento al governo è stato quello che il porporato ha fatto nell’avvertire che la difesa della vita e del diritto dei genitori a scegliere l’educazione dei propri figli non può dipendere da una «maggioranza sociologica e politica», dato che «siamo in presenza di una responsabilità enorme». Così come l’aborto: «Se il rispetto della vita non è fondamentale in un matrimonio, smette di essere un matrimonio. Se è una comunità di amore, è allora anche una comunità di vita. Sennò, non può esserci una comunità di amore», ha detto in riferimento alle recenti misure «come le diagnosi prenatale e gli effetti a cui queste stanno portando».

Parole forti, che sembrano delineare un comportamento decisamente critico rispetto al nuovo governo e sicuramente più morbido di quello espresso dalla Conferenza episcopale spagnola che in recenti dichiarazioni dei suoi membri si è mostrato più attendista. Ginés García Beltrán, ad esempio, vescovo di Getafe, ha detto di non aver paura del nuovo governo. «Se per preoccupazione si intende la volontà di portare a termine le politiche espresse in campagna elettorale di un laicismo escludente, possiamo dire che c’è una certa preoccupazione, ma se parliamo di preoccupazione come paure di diventare invisibili o insignificanti o ad essere disprezzati, francamente no. «Con i poteri pubblici dobbiamo intavolare un dialogo onesto e sempre tendere la mano alla collaborazione». Sarà. Ma quel che è certo è che per la Chiesa, come diceva Ruoco Varela, si sta palesando sempre più il vicolo cieco.

http://www.iltimone.org/news-timone/vescovo-avverte-governo-anche-lenin-fallito/

Anonimo ha detto...


Le controrivoluzione partono sempre dal basso


ma non concludodno niente senza l'appoggio dall'alto, cioè di Stati potenti da fuori, con le loro forze armate e gli aiuti economici (p.e. l'oro inglese e la flotta inglese, al tempo delle guerre giacobine e napoleoniche).
La "controrivoluzione", se è solo "il contrario della rivoluzione", risulta poi sterile sul piano sociale e anche spirituale. Diventa cieca restaurazione, ottusità al potere.