sabato 10 aprile 2021

Bergoglio e l'ennesima enfasi sulla salvezza di Giuda

La crisi della Chiesa al suo vertice assume connotati sempre più sconcertanti ma soprattutto preoccupa per la sua ingravescente drammaticità. Grande la nostra sofferta impotenza.
L’Osservatore Romano il 1 aprile scorso, Giovedì Santo, pubblica in prima pagina un articolo dal titolo: Giuda e lo scandalo della misericordia. Risulta evidente che il giornale del Vaticano, pur nella ricorrenza del Triduo Pasquale, fa memoria con accenti altisonanti di colui che per trenta denari ha consegnato Gesù ai suoi crocifissori e lo fa proprio lo stesso giorno in cui se ne ricorda il tradimento.  
E così, apprendiamo anche che Bergoglio ha collocato nel suo studio un quadro dove Gesù - che tra l'altro sembrerebbe sceso dalla Croce prima della risurrezione - "abbraccia Giuda dopo averlo tolto dall’albero su cui si è tolto la vita”. Sotto il titolo, giganteggia un’immagine per scegliere la quale occorre avere il gusto dell'orrido, opera di uno sconosciuto artista francese che - spiega l'articolo -  ha tratto ispirazione da una meditazione di Papa Francesco presente in un libro del 2018: Quando pregate dite Padre Nostro. Le meditazioni hanno per oggetto la misericordia di Dio che perdonerebbe unilateralmente i peccati più indicibili, come nel caso di Giuda. 

Ne scrive anche Maurizio Blondet [qui] attribuendo il fatto ad evidenti sintomi di un "Disturbo Narcisista di Personalità, confessione – involontaria ma trasparente, come i sintomi psichici, al di là delle intenzioni di chi ne è affetto  – della miseranda condizione spirituale del soggetto. Perché, se un cattolico – e un alto prelato – ha i suoi motivi per identificarsi con Giuda e cerca di convincersi (e ha bisogno di convincere tutti gli altri credenti) che Giuda è stato perdonato, salvato, lo stato della sua coscienza è terribile. Non Gli parla più."

C'è in più un'aggravante. Gli articolisti adulatori ricordano che nel testo del 2018 Bergoglio citava il capitello della chiesa di Vézelay che pure, in foto, ha appeso dietro la scrivania nel suo studio personale. Ma ciò che si vede in quel capitello appare tutt'altra cosa, falsamente interpretata dal nostro misericordioso al oltranza. Infatti vi è raffigurato un giovane uomo che porta sulle spalle un cadavere che con ogni probabilità è l’impiccato raffigurato nella scena precedente, riconoscibile dalla corda intorno al collo e dal particolare della lingua di fuori. Tra l'altro è difficile riconoscere Gesù nel giovane uomo, non solo per la stupefacente arbitrarietà dell'interpretazione che non trova riscontro in alcun brano evangelico, ma anche perché in raffigurazioni coeve e nella stessa cattedrale di Vezelay, esistono rilievi dove la figura di Gesù appare ben diversa, nelle fattezze del Buon Pastore o in ogni caso con caratteri ben più corrispondenti alla sua autorevolezza.
Questa interpretazione diventa tanto più inattendibile se ricordiamo la preghiera che Gesù rivolge al Padre: «Quand’ero con loro, io conservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi; nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si adempisse la Scrittura» (Giovanni 17, 12).

Ora, a prescindere dalla sorte di Giuda che solo il Signore conosce e sulla quale si accendono fin troppi dibattiti senza costrutto, quel che importa qui è che si tratta dell'ennesima occasione in cui siamo costretti a riconoscere la deformazione della Chiesa di Cristo e della sua dottrina per adattarla ad interpretazioni personali ed estemporanee che, se non hanno alcuna fondatezza né tanto meno prerogative di magistero, di fatto incidono sull'interiorità di chi ascolta, dal momento che non tutti hanno la formazione o la maturità di fede per riconoscerne la falsità e sono molte le anime che rischiano di essere sviate. 
Mi colpisce, e la condivido di seguito, la conclusione di Blondet: 
"In fondo, se ci si pensa, è lo stesso procedimento che attuano – con successo – i militanti LGBT: deformare la società intera perché si adatti ai loro vizi. Nella società, ciò porta diritto al totalitarismo stravolto e deviato, per il quale i gay militanti entrano nelle scuole per “educare“ i figli degli altri, violando il diritto dei genitori all’educazione dei figli loro... Nella Chiesa porta agli esiti francamente anticristici, di nascondere ai credenti la via del pentimento-salvatore, e indurci all’impenitenza finale. Già nelle messe bergogliane si ascoltano variazioni spaventosamente ereticali per placare il Narciso: “pace in terra agli uomini di buona volontà” (dettato evangelico) è stato modificato “pace in terra agli uomini che Dio ama. Già la formula necessaria (ed esorcistica) del confiteor: “Confesso a Dio onnipotente a tutti i santi, e a voi fratelli.. che ho molto peccato in parole, opere ed omissioni”, è stata raggelato alla svelta nella formula “kyrie eleison”, perché i modernisti estremi sanno ben tornare alla “antica tradizione greca” quando gli fa comodo per non far capire ai fedeli di cosa si tratta. Già nei sacerdoti, anche buoni, è tutto un parlare di “fragilità” scusabili quando dovrebbero dire “peccati”, come dice Valli, è tutto uno scagionare e uno scusare attribuito a Cristo stesso. Temo altamente che nella prossima enciclica si proclami l’assunzione al Cielo di Giuda, perché Bergoglio ha saputo che Cristo lo ha scusato.
Maria Guarini

38 commenti:

Anonimo ha detto...

Per quello che vedo è un sentire comune. Il prete dove vado a Messa in settimana (NO) ripete spesso che Giuda potrebbe essere salvo, che non era sacerdote e cose simili.
Ho il sospetto che questa ossessione nel salvare Giuda sia una specie di "liberi tutti" autoassolutorio.
Enrica

Anonimo ha detto...

“Una questione più complicata che ha suscitato un’intensa discussione tra questi esperti è se Papa Francesco abbia la responsabilità primaria per la crisi in Germania che si è spostata al centro della scena sotto i suoi occhi. In questione sono gli sforzi di Francesco per promuovere la sinodalità, con la possibilità di una maggiore autonomia per le conferenze episcopali nazionali che vogliono modificare la disciplina e la dottrina della Chiesa”.

https://www.ncregister.com/news/us-theologians-echo-fears-of-schism-in-catholic-church-in-germany 

mic ha detto...

Infatti, Enrica. Il discorso della misericordia ad oltranza, senza pentimento, In fondo è un concetto luterano: la salvezza sola fide senza le opere... e senza la responsabilità fondata sul libero arbitrio

Anonimo ha detto...


Bergoglio ou l’obsession de la trahison.
Il sait qu’il est un traître, mais il refuse d’en assumer les conséquences, qui sont, normalement, la pendaison haut et court (comme Judas, lui, le savait) ou le peloton d’exécution.
Il attend maintenant du Dieu qu’il ne cesse de trahir un acte de miséricorde.
Bref, les 30 deniers ne lui suffisent pas, il lui faut aussi le beurre et l’argent du beurre, et, si possible, un pot de confiture pour ses vieux jours…
Fourberie et infantilisme réunis.

Anonimo ha detto...

Gesù si è pronunciato sul destino di Giuda (sarebbe stato meglio per lui se non fosse mai nato: anche un ritardato intellettualmente onesto capirebbe che si allude all'Inferno).
Nessun Papa, nessun vescovo e nessun teologo hanno il potere di contraddire Gesù.
Io ci vedo un mix di superbia intellettuale, di coscienza sporca e di voglia di insinuare che la Sacra Scrittura non è attendibile (della serie: "NON C'ERANO I REGISTRATORI").

Anonimo ha detto...

Non è un caso che si leghi a questa ossessione di "accogliere tutti" al netto di conversione e proposito nel tenersi lontani dal peccato.
Come una volta ho detto al suddetto prete (l'argomento erano le unioni omosessuali) "dietro alla scusa di volerci bene, sotto sotto ci disprezzate. Perché non ci ritenete in grado di osservare i comandamenti di Dio con l'aiuto della Sua Grazia. Ci considerate dei bambini stupidi e, dietro alla vostra idea di un Dio misericordioso, in realtà appare un Dio cattivo che ha dato leggi impossibili da seguire e che necessitano di essere corrette"
Enrica

Anonimo ha detto...

Brava Enrica, glie le ha cantate ben bene a quel prete dal cervello ottenebrato dalle eresie vaticansecondiste. Sessant'anni di castronerie, di vere e proprie eresie, per giungere con Bergoglio alla più sfrontata e sfacciata apostasia, al tradimento di Cristo apertis verbis, all'offesa alla Sua SS.ma Madre (e Madre nostra), a 2 millenni di santa Tradizione cattolica. Ma le pagheranno tutte, cara Enrica, può starne certa Deus non irridetur! Dio non si lascia imbrogliare.

Viandante ha detto...

Il punto non è che non ci ritengono in grado di osservare i comandamenti, ritenuto che comunque questo è quanto pensano. Il punto centrale è che non credono più nella grazia santificante! E questa è pure una deviazione eretica. Certamente di matrice protestante. Ed è per questo che a loro basta credere per essere salvati.

Anonimo ha detto...

Il Confiteor non ê stato sostituito dal Kyrie o, almeno non sempre ma, piuttosto, dal politicamente corretto "confesso a voi fratelli e sorelle"...
Per me è anche peggio.
Antonio

Anonimo ha detto...

... I ratzingeriani che accusano i bergogliani sula base dello sterile personalismo mi sembrano quei malati che si credono sani con 38 di febbre, additando come malati coloro che arrivano a 40.
Lo so anch'io che Ratzinger è umanamente meglio di Bergoglio (ci vuole poco) e probabilmente anche di Wojtyla, ma è solo sulla dottrina che si giudica un pontefice.
La radicale malvagità di Bergoglio sta interamente nella sua totale e maligna deformazione della dottrina di sempre. Ma a tale proposito quante sono state le ambiguità (uso un eufemismo) di Ratzinger? Cit. Martino Mora

Aloisius ha detto...

Però in questo scambio di post che ho avuto qui con un certo T. e un altro Anonimo, ero l'unico a sostenere che Giuda è stato condannato

http://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2021/04/venerdi-santo-2021-via-crucis-in-san.html?m=1

Insistevano a sostenere le loro intepretazioni eretiche e alla fine mi sono stancato, "a lavar la testa all'asino ci si rimette l'acqua e il sapone'.

Ma voi dove eravate?

Aloisius

Marco Toti ha detto...

https://www.corrispondenzaromana.it/dieci-domande-agli-anti-vax/

V. punti 6-7, in cui il prof. si dà la zappa sui piedi.

Anonimo ha detto...


Ci tenete tanto a mandare Giuda all'Inferno?
Un conto è respingere le improponibili misericordie bergogliane,
un conto stabilire noi chi è andato all'Inferno e chi no.
Anche deformare le tesi altrui è un peccato, sia pure
veniale. Meno veniale, forse, è chiamare "asino" chi non condivide
la propria opinione. Ma, si sa, la tolleranza per le
opinioni altrui non è mai stato il forte di certi "tradizionalisti".

Nessuno ha detto che Giuda si è salvato, come sembra voler far
credere Bergoglio.
Piuttosto, che molto probabilmente non si è salvato.
Il che è diverso dal dire: è sicuramente andato all'Inferno.
NOn spetta a noi dare un giudizio definitivo sul destino ultraterreno
di Giuda. Pensiamo ai casi nostri, se riusciremo a resistere alla
persecuzione anticristiana che sta montando sempre più tremenda;
voglio dire, a resistere senza tradire la fede e apostatare.
Il peggio per noi deve ancora venire.

Anche del peggiore assassino spirato sul patibolo la Chiesa
non ti dice che è andato sicuramente all'Inferno. Lo dice forse?

Per quale peccato Giuda sarebbe andato "diritto" all'Inferno?
Il tradimento di Cristo o il suicidio?
Se vi è andato per il tradimento allora non vi è
andato per il peccato contro lo Spirito Santo, consistente
secondo la tradizione nel disperare della divina Misericordia.
Se vi è andato per il suicidio, conseguente alla disperazione
per il male fatto a Cristo, di cui solo allora si rendeva conto,
allora bisognerebbe dire che
ogni suicidio, anche se preceduto da pentimento, è un peccato
contro lo Spirito Santo, ragion per cui ogni suicida andrebbe
automaticamente all'Inferno? Ma questo, pur essendo
il suicidio diretto, fatto con piena conoscenza di causa,
un "peccato grave", e si negava la sepoltura religiosa al suicida
se prima di uccidersi non avesse mostrato segni di pentimento
(CIC 1917, c. 1240), non ha mai spinto la Chiesa ad affermare che
ogni suicida debba ritenersi ipso facto dannato.
Lo sarebbe stato invece Giuda e la cosa risulterebbe dalle
citate, celebri parole di condanna anticipata pronunciate dal
Signore?
La cosa è possibile anche se quest'interpretazione pone
forse dei problemi per ciò che riguarda il dogma
della predestinazione, che nel caso di Giuda allora sarebbe
consistita in una predestinazione alla dannazione ("sarebbe
meglio per lui non esser mai nato", "figlio della perdizione"), contrariamente
a quanto rivelato da san Paolo nella Lettera ai Romani, cap. 9, che ci insegna
esistere solo la predestinazione alla Gloria.
Piuttosto, come mai in passato si concedeva la sepoltura religiosa se
il suicida aveva mostrato segni di pentimento prima dell'atto insano,
in violazione del V Comandamento?
T.

Anonimo ha detto...

Dopo un “Nuovo Ordine Mondiale” post-pandemia, Bergoglio invoca una “governance globale” e “vaccini universali”

https://www.detoxed.info/dopo-un-nuovo-ordine-mondiale-post-pandemia-papa-francesco-invoca-una-governance-globale-e-vaccini-universali/

mic ha detto...

Non pubblico i commenti infervorati sulla perdizione di Giuda. Francamente non li capisco sembrano godere che Giuda sia finito all'inferno... capisco il senso della giustizia posso anche capire (anche se non mi è congeniale) l'enfasi sul rigore, come se si potesse escludere ogni possibilità di pentimento. Non se ne vedono segnali ma non possiamo sapere fino in fondo e credo che sia giusto abbandonare un mistero così grande nelle mani di Dio e concentrarci sulla nostra risposta personale...

mic ha detto...

Dopo un “Nuovo Ordine Mondiale” post-pandemia, Bergoglio invoca una “governance globale” e “vaccini universali”

Sto preparando un articolo

Anonimo ha detto...

Nessuno vuole mandare Giuda all'Inferno.
Si tratta solo di prendere atto di ciò che ha detto Gesù.
Sarebbe stato meglio per Giuda non essere mai nato: non è una frase che possa essere detta di una persona destinata al Purgatorio.
Non è difficile da capire.

Anonimo ha detto...

@ Aloisius
Il punto della questione era che lei legava la sua coerenza personale di cattolico alla dannazione o al perdono di Giuda. Ed è a questo punto che ognuno ha cercato di spiegarle che la 'propria' coerenza cattolica dovrebbe poggiare, da un certo punto in poi della vita, sulla Fede fatta 'propria',cioè sulla nostra capacità di saperne rendere ragione almeno a noi stessi. Tant'è che un commentatore ha usato la la parola 'infantile' quando l'azione personale poggia sull'imitazione degli altri e non su l'imitazione di nostro Signore.

Anonimo ha detto...

Che razza di bugiardo e ipocrita, ben ha fatto Padre Elia (del Patriarcato cattolico bizantino) a scomunicarlo e eleggere mons. Viganò al suo posto ( elezione regolare). Dio conceda la vittoria a mons. Viganò e ci liberi da Bergoglio e da tutta la sua ciurma di eretici, apostati, traditori e ingannatori!

Anonimo ha detto...


# La frase che sarebbe facile da capire. Ne siamo sicuri?

La frase "sarebbe stato meglio per lui non nascere", il Signore la dice subito
prima che Giuda entri in azione, può anche essere intesa come un grave
ammonimento a desistere, era ancora in tempo, non come una dichiarazione
anticipata di condanna alla dannazione.
Più pesante appare invece il riferimento indiretto contenuto nella
grande preghiera di Gesù al Padre in Gv 17, 12, quando affida al Padre
la custodia dei Discepoli : "Finché ero con essi io li conservavo
nel tuo nome, che tu m'hai dato, e li ho custoditi e nessuno di loro
è perito, eccetto il figlio della perdizione, affinché sia compiuta
la SCrittura".
Chi è costui? Il pensiero corre subito a Giuda, ovvio.
Di quale "perdizione" si tratta qui, di quella fisica?
Si riferisce solo al suicidio di Giuda, come fatto? Il LGNT porta
abbondante materiale per dimostrare che l'espressione " ho huios tes
apoleias", "filius perditionis" si riferisce prevalentemente alla dannazione eterna.

Se questo è l'unico riferimento certo alla dannazione di Giuda, non è
comunque prudente dire, da parte nostra, che Giuda "molto probabilmente"
è andato all'Inferno, ma che non sta a noi squarciare il velo del
mistero del Giudizio della sua anima, come ha rilevato giustamente Mic,
sostituendoci al giudizio divino?
C'è poi il riferimento al "compimento delle Scritture", in Gv 17, 12.
Quali Scritture? Si tratterebbe dei Salmi 41, 10 e 109, 8, dove viene
moralmente condannata la figura del traditore (questi Salmi non li ho
trovati io, sono frutto del lavoro degli esegeti).
Attenzione a chi sembra godere al pensiero delle condanne di certi
sventurati peccatori all'Inferno: la "via larga" che conduce da quelle parti si può
imboccare anche in questo modo, no?
T.

Anonimo ha detto...

Scusa Mic ma non sono d'accordo con te.
Il problema non è voler mandare Giuda a tutti i costi all'inferno piuttosto il contrario. C'è qualcuno che vuole santificarlo ad ogni costo.
A parte le importanti motivazioni teologiche,che non sono certo a favore di Giuda, rimane il fatto che tutti quelli che nel corso del tempo hanno voluto salvarlo o erano nemici della Chiesa o atei o eretici. Mi sembra che basti. Il signor T,poi, semplicemente confonde le cose. C'è suicidio e suicidio. Una persona con problemi mentali, ad esempio, potrebbe non avere la capacità di intendere e di volere e, dunque, non è certo paragonabile a chi non crede nella Misericordia divina. Francamente non vedo come ci possa pentire di un suicidio che poi effettivamente si commette.
È come pentirsi per l'idea di voler rapinare una banca e poi effettuare realmente la rapina.

Anonimo ha detto...


Non vedo la "confusione" che mi viene imputata.
Il paragone con la rapina in banca appare infondato: chi prepara la rapina, se si pente, si pente dopo non prima, appunto come Giuda (ci si pente del male commesso, non da commettere).

Che Giuda si sia ucciso perché non credeva nella Misericordia divina (e quindi era convinto
di non poter esser perdonato per il suo crimine, mancanza di fede che rientrerebbe nei peccati contro lo Spirito Santo - sarebbero sei, secondo S. Tommaso, II-II q. 14, a.2), da cosa risulta: dal fatto stesso del suicidio o dall'interiore disposizione di Giuda?
Se risulta dal fatto stesso del suicidio, allora ogni suicida è per ciò stesso dannato.
Insegna questo la teologia morale tradizionale?
Ma allora non si capisce perché la Chiesa, ai tempi di san Pio X, ammettesse la sepoltura in terra consacrata per i suicidi che avessero mostrato pentimento prima di ammazzarsi (CIC 1917, c. 1240 : "Ecclesiastica sepultura privantur nisi ante mortem aliqua dederint poenitentiae signa : 1. Notorii apostatae etc. 2. excomunicati vel interdicti..3. Qui se occiderint deliberato consilio..etc".
Un conto è suicidarsi alla maniera di Hitler, pieni di livore e di odio verso tutto il mondo, senza pentirsi di nulla (e ne avrebbe avuto ben donde, di pentirsi!); un altro, alla maniera di Giuda, che si è amaramente pentito ("ho tradito il sangue innocente!") prima di impiccarsi per disperazione.
Se il peccato contro lo Spirito Santo risulta dall'interiore disposizione del suicida e non dall'atto stesso, allora di questa "disposizione" l'unico giudice può essere solo il Signore (de internis non curat Ecclesia). IL problema riguarda il fatto in sé del suicidio non tanto la questione di Giuda.
Tutta questa discussione nasce dal lassismo bergogliano, dalla sua "misericordia" che tutto sembra accettare, al punto da cercare di imporre la salvezza anche per Giuda. Il suicidio è peccato grave (mortale) contro il V Comandamento, contro la vita. Ma nel CIC del 1983 non sembra più menzionato, forse non ho saputo trovare la rubrica adatta.
T.

Aloisius ha detto...

Per T.:
le chiedo sinceramente scusa per il proverbio sull'asino, era offensivo.
Intendevo dire che lei ha distorto quello che ho scritto e insiste ire nell'attribuirmi la volontà di di mandare Giuda all'inferno.
Siccome ha insistito - accusandomi implicitamente di volermi sostituire al Padre - rinuncio a discutere con lei, questo era il senso del proverbio, che comunque ho sbagliato a usare.
E continuo a non condividere le sue argomentazioni.
Per me la sorte di Giuda non è un affatto problema, perché il Vangelo è chiarissimo e mi basta per sapere che non bisogna tradire il Signore e non bisogna disperare della salvezza.
Se il Signore lo ha salvato, tanto meglio per Giuda.
Ma non seguo né Giuda come esempio, né le vostr argomentazioni sul possibile giudizio divino di salvezza.

Per Anonimo h. 3.39, che mi scrive:

"Il punto della questione era che lei legava la sua coerenza personale di cattolico alla dannazione o al perdono di Giuda... ognuno ha cercato di spiegarle che la Ed è a questo punto che ognuno ha cercato di spiegarle che la 'propria' coerenza cattolica dovrebbe poggiare, da un certo punto in poi della vita, sulla Fede fatta 'propria',cioè sulla nostra capacità di saperne rendere ragione almeno a noi stessi...."

Mai scritta una cosa simile.
Ho scritto l'esatto contrario, cioè che non mi interessa il giudizio divino su Giuda.
Ma da quello che è scritto nel Vangelo, Giuda non e' stato salvato, le vostre argomentazioni non reggono, oltre a essere inutili e dannose

È molto pericoloso, per la vita spirituale, volersi convincere che Giuda si è salvato, perché porta a pensare che il tradimento e disperazione della salvezza portino sempre alla salvezza.

E quindi, che alla fin fine, posso fare quello che voglio tanto mi salvo con la sola fede e l'inferno è vuoto.

Per "ognuno" di voi cercare esempi di vita cristiana è un atteggiamento infantile?
Bene, allora preferisco avere una fede infantile.
Cerco esempi di vita cristiana da seguire, perché sono un peccatore e posso anch'io tradire il Signore.

Le parole di Gesù su Giuda mi fanno tremare, sono chiarissime e durissime.
Non sono certo parole di perdono e salvezza, potete pensare e scrivere quello che vi pare.

Ma vale per i pupi come me, non per i cattolici adulti e maturi come voi.

Ognuno per la sua strada, quindi, io seguo la dottrina e gli esempi dei santi e delle sante.
Non seguo né l'esempio Giuda, né voi, né Bergoglio, su questo punto.

Aloisius

mic ha detto...

Le parole di Gesù su Giuda mi fanno tremare, sono chiarissime e durissime.
Non sono certo parole di perdono e salvezza, potete pensare e scrivere quello che vi pare.


E' vero ma T. ha detto una cosa molto interessante nel suo primo intervento. Il resto delle sue riflessioni successive è conseguente, se ben comprendo. All'inizio infatti ha cercato di porre l'accento sulla dannazione a causa del mancato pentimento post factum di Giuda; il che implica la responsabilità personale nel respingere il perdono che il Signore gli avrebbe certamente accordato. Quello che fa tremare i polsi di T (e non solo i suoi), mi pare sia la possibilità che viene fuori da alcune espressioni drammatiche come "figlio della Perdizione" e "meglio sarebbe stato per lui non essere mai nato" che in questa perentorietà potrebbero lasciar intravedere una predestinazione alla dannazione, che peraltro risulta smentita da san Paolo... E' questo che mi pare T. cerchi di esorcizzare...

Ribadisco poi, per tutti i numerosi commenti che non pubblico perché continuano ad affermare che vogliamo convincerci che Giuda si è salvato, che nessuno di noi ha mai espresso questa convinzione. Tutto porterebbe alla sua condanna; ma chi di noi conosce cosa può essere accaduto tra la sua anima e Dio prima del momento finale? E dunque non vorremmo dare per scontata, anche se probabile, la sua condanna, quasi sostituendoci a Dio in un giudizio finale che non ci compete...

Certo abbiamo invece stigmatizzato Bergoglio perché, al contrario, dà per scontata la sua salvezza e in questo modo è lui che si sostituisce a Dio per il motivo opposto.
Io più che altro resto colpita non da chi parla in termini logici e rigorosi come Aloisius; ma da chi ce la sbatte in faccia la dannazione di Giuda quasi con compiacimento. E' questo che personalmente mi ripugna perché non mi pare un sentimento cristiano, Si tratta è un dramma terribile e suscita raccapriccio e sacro timore e preferisco lasciarlo nel mondo del mistero, pregando di esser degna della misericordia di cui tutti siamo mendicanti...

Anonimo ha detto...

È ovvio che non c'è predestinazione all'Inferno e che Giuda aveva la possibilità di salvarsi anche dopo il suo pentimento.
Ma ciò non toglie che Gesù ha detto che sarebbe stato meglio se Giuda non fosse mai nato.
Non è una frase che possa essere detta di una persona destinata al Paradiso e questo chiude la questione, piaccia o non piaccia a chichessia.
È una questione di prendere atto delle parole di Gesù, non di "volere Giuda all'Inferno" o di sbattere in faccia qualcosa a qualcuno.
Capisco il voler pubblicare ANCHE i commenti che contraddicono in toto od in parte il contenuto dell'articolo ma non capirò mai la CENSURA di chi difende ciò che è sempre stato ritenuto ovvio e con "motivazioni" che sono più che altro PARALOGISMI IRRISPETTOSI che attribuiscono sentimenti, intenzioni e compiacimenti a chi scrive.
Il fatto che poi vengano spesso pubblicati dei veri e propri troll mi fa capire che il criterio di selezione dei commenti da pubblicare è più o meno il seguente: "IL SITO È MIO E PUBBLICO CIÒ CHE VOGLIO IO".
COMPLIMENTI ALLA COERENZA e al RISPETTO verso coloro che dedicano del tempo per cercare di difendere ciò che è sempre stato creduto: CENSURA ED INSULTI!
Meglio calare 1000 veli pietosi!!

Anonimo ha detto...

@ Anonimo 00:41: caro amico, concordo con lei al 100%, anch' io sono arrivato alla sua stessa conclusione (clericalismo laico? informatico? mah...), così sono passato dal nickname all' anonimato, dispiacendomi dover abbandonare il blog e gli amici che lo frequentano. Snch' io difendo le ragioni della tradizione cattica bimillenaria, forse con un eccesso di zelo, talvolta, ragion per cui venivo spesso censurato ( ciò che invece non mi succede in altri blog, dove invece sono apertamente elogiato...). Ma tant' è, apprezzo molto la nostra ospite, la cara Mic, il suo coraggio e la sua battaglia per la causa di NSGC e non l' abbandono. Pace e bene a tutti...

mic ha detto...

Per gli amici che lamentano la censura. Non si tratta di "pubblicare ciò che voglio" perché dal dissenso ragionato c'è spesso qualcosa da imparare e sempre l'opportunità di approfondire. Ma talvolta può capitare che ci siano commenti alcuni obiettivamente sopra le righe o altri redatti con uno stile che urta la mia sensibilità... Non me ne vogliate e andiamo avanti!

Ave Maria ! ha detto...

12.4.1947 Apparizione della Vergine Maria della Rivelazione a Cornacchiola alle Tre fontane .
Roma 25 agosto 1949.

Preghiera alla Vergine scritta nella sala delle Suore Francesi, alle ore 11.00 mentre esse erano nel ritiro spirituale a Via Principe Amedeo, da Bruno Cornacchiola.

Vergine Madre, e mia Regina, Tu che sei tutta Pura, perché rifletti quel Sole che è sorgente di Vita Eterna, Dio Padre;
Tu che sei tutta Santa, perché in Te è incastonata quella Via che conduce alla Vita Eterna: Gesù Cristo, Tuo Figlio Signor nostro;
Tu che sei tutta Immacolata dal concepimento nell'Eternità, perché in Te ritroviamo le virtù e la Sapienza di Dio, in Te risiede lo Spirito Santo;
Deh! Ascolta quel che questo indegno figlio vuole dirTi, umiliato ai tuoi piedi, per la sua santificazione e per la salvezza santificante di tutto il mondo, che solo a Dio appartiene.
Fai che nell’aprire la mia bocca, sia solo lode a Dio Trino e Uno: Padre, Figlio, Spirito Santo; Via, Verità e Vita Eterna, per tutti i benefici che continuamente sono sopra di me. Tu prega per me Madre l’Iddio benefico, affinché possa corrispondere ai Suoi benefici.
Tu implora per me, Madre, il Sommo Iddio Onnipotente, affinché entri in me, e in tutti quelli che lo vogliono, la potenza della Sua Parola, della Sua Verità, della Sua Santità, per parlare, per dire il vero, per santificarmi e santificare gli altri.
Tu che sei Madre, o dolcissima Sposa, Madre, e Figlia di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo, in un solo Dio d’Amore, Tu che sei presso il Trono “Regina “, parla di questo povero peccatore:
- all ‘Eterno Padre che mi perdoni,
- a Gesù Tuo Figlio, che mi salvi e lavi con il Suo Sangue Preziosissimo,
- allo Spirito Santo, Tuo Sposo diletto che mi adombri con la Sua Fortezza, con la Sua Sapienza, e infine con la Sua Potenza di Carità.

Come sei bella, Madre!
Apri il Tuo Cuore e mettimi dentro per ricevere il calore del Tuo Amore santificante e potentissimo presso la Trinità Divina.
Portami vicino al ruscello della Carità affinché possa bere, come fanno i fiori piantati alla riva del ruscello, quell'acqua che disseta e crescere come fiore, per dare gloria a Dio Trino e Uno, per Te che sei Nostra Madre Celeste.
Il Tuo profumo di Santità, Vergine Madre, fai che possa essere il mio profumo!
Il Tuo Giglio che è il candore Eterno presso il Trono di Dio, fai che possa essere io il suo profumo che dà gloria continua al Trono Divino. Fai Madre, che non sia come un terreno che è abbandonato a se stesso, che tutti calpestano se è incolto. Ogni razza di animali e insetti vi prendono dimora; no Madre, ma voglio essere un giardino ove i fiori abbondano e mandano profumo e alimento. Fammi crescere col Tuo latte d’Amore materno, per amarti e in quest’Amore dar gloria a Dio Padre, al Figliolo e allo Spirito Santo, a Dio Uno e Trino nella Carità Divina.

Amen.

mic ha detto...

È ovvio che non c'è predestinazione all'Inferno e che Giuda aveva la possibilità di salvarsi anche dopo il suo pentimento.

Vedete bene che diventa un dialogo tra sordi e poi vi lamentate se ci pongo fine...
Se fosse così ovvio non ci sarebbero stati i dubbi di T. che ho rettamente compreso.
Che Giuda avesse la possibilità di salvarsi lo abbiamo detto e ripetuto, così come abbiamo detto e ripetuto che, anche se tutto farebbe pensare diversamente e il suo comportamento esplicito merita condanna e non la salvezza della falsa misericordia di Bergoglio, non possiamo sostituirci all'imperscrutabile azione di Dio nell'a tu per tu degli ultimi istanti di vita... Et de hoc satis!

Aloisius ha detto...

Non condivido il timore di cadere in una dottrina della predestinazione, riguardo alla sorte dell'anima di Giuda.
Non è un problema di predestinazione e di sostituirci a Dio.

Torniamo terra, terra:
il libero arbitrio comporta una responsabilità di scelta.

Il Signore ci insegna cosa è bene e cosa è male per darci delle indicazioni e farci usare bene questa libertà.

E ci ammonisce sui pericoli a cui andiamo incontro se scegliamo il male, promosso a tutto spiano dal principe del mondo, che senza Cristo ci rigira come pupazzetti e ci porta ad una perdizione ETERNA.

In gioco, infatti, c'è l'ETERNITÀ di tali conseguenze delle nostre scelte, nel bene e nel male.
Quindi il buon Padre, per lasciarci liberi di amarlo liberamente e per il nostro bene, consente che a volte sbattiamo la testa, a volte con ammonimenti, con i "guai a voi", con le parabole che conosciamo su vignaioli assassini, capri, ipocriti, Geenna di fuoco, ecc.

Se ciò è vero - e lo è - Giuda ha scelto satana, tanto che satana entro' in lui.
Il Signore gli disse pure 'di fare presto' quello che ormai aveva LIBERAMENTE DECISO di fare, perché aveva capito che la sua scelta, liberamente presa, era ormai irreversibile.
Era pieno di dolore, perché lo amava, lo aveva scelto come apostolo, ma lo ha lasciato libero di tradirlo e di andare incontro alle conseguenze di tale scelta.

Ciò non toglie che anch'io scelgo satana quando pecco gravemente.
E anch'io 'mi posso scavare la fossa' da solo con i miei peccati, soprattutto in punto di morte, che può anche essere improvvisa.

Quindi le domande sono:
il comportamento di Giuda, a prescindere dalla sua salvezza, è stato negativo o no?

Tradire il Signore per denaro e poi impiccarsi, confidando nella sua misericordia, è una via spirituale buona?

Fa bene allo spirito ed è prudente convincersi che chi tradisce il Signore e poi, disperato, si impicca, alla fine potrebbe essere stato salvato perché nessuno può conoscere il giudizio divino?

È come dire che chi si butta dal quinto piano può sopravvivere.
Può succedere, ma è meglio non farlo e non insegnare a farlo.

Preferisco un sano timore di Dio, basato sulle chiare Parole del Vangelo su Giuda, di certo non positive, anziché confidare troppo sulla sua misericordia per problemi teorici di predestinazione.

Aloisius

Anonimo ha detto...

Premesso che, a mio avviso, i due ultimi interventi di Mic riassumono con equilibrio i termini della questione, vorrei chiarire, se possibile, un punto:
-- Quali parole di Cristo dimostrerebbero la dannazione di Giuda?

Vengono citate sempre le stesse: "sarebbe stato meglio per quell'uomo non esser mai nato."
Parole forti, certamente. Ma se leggiamo Ricciotti, nella sua classica "Vita di Gesù Cristo", parr. 541-543, vediamo che l'illustre autore interpreta queste parole, inserite nella denuncia del tradimento di Giuda fatta da Gesù all'Ultima Cena, come l'ultimo avvertimento a ritrarsi dal baratro nel quale lo sciagurato stava cadendo. Non quindi una frase di anticipata condanna bensì l'ultimo e grave avvertimento a pentirsi e a rinnegare ciò che stava per fare.
Il problema di una predestinazione di Giuda emerge caso mai da altri passaggi: quello della preghiera al Padre di Giov 17 e l'inizio degli Atti degli Apostoli, dove Pietro in persona conferma che il tradimento di Giuda corrispondeva alle profezie delle Scritture :

"[discorso di Pietro per eleggere il sostituto di Giuda] Fratelli, era necessario che si adempisse quanto lo Spirito Santo nella Scrittura ha predetto per bocca di Davide, riguardo a Giuda, il quale si fece guida di coloro che catturarono Gesù. Egli era annoverato tra noi etc." (Atti, 1, 16 ss.). Ciò che dice Pietro concorda con quanto detto dal Signore, Giov 17, 12 f: "..li ho custoditi e nessuno di loro è perito, eccetto il figlio della perdizione, affinché sia compiuta la scrittura.."

La SCrittura, ci indirizza Pietro, è un Salmo di Davide, di quelli detti "messianici", nel quale si annunciava che il Messia sarebbe stato tradito da uno dei suoi: "..Pure un uomo a me caro, nel quale fidavo/ un che mangia il mio pane,/ contro di me si levò.." (Sm 41 (40), 10). La nota dice: "Sembra che si alluda ad Achitofel, intimo consigliere e poi traditore di Davide (2 Sam 15, 12). Tipo caratteristico di Giuda, il traditore di Cristo, come Davide è il tipo del Salvatore (Gv 13,18-17,12); Atti 1, 16).." (La Sacra Bibbia, ed. paol., 1963).
Dunque, era necessario che il Messia fosse tradito da uno dei suoi perché potesse compiere la sua missione.
Che la punizione del traditore possa esser stata la dannazione si potrebbe dedurre dal "figlio di perdizione" col quale Gesù bolla l'unico tra i Discepoli che Egli non ha salvato appunto dalla "perdizione", da intendersi in senso etico-teologico. La profezia è stata realizzata, ed era necessario lo fosse, da uno che era però libero di non prestarsi al Male. Ma allora la profezia non si sarebbe realizzata e il Messia non avrebbe potuto completare la sua missione?
Se la profezia "doveva" comunque realizzarsi allora Giuda era davvero libero di rifiutarsi al tradimento? Risposta: era libero e non lo era perché sappiamo che il nostro libero arbitrio ha bisogno dell'aiuto della Grazia per operar bene. L'aiuto divino per respingere la tentazione di tradire Giuda evidentemente non l'ha avuto. Per sua colpa certamente. Ma anche perché doveva realizzarsi la "profezia"?
La "perdizione" di Giuda era necessaria alla testimonianza della Croce?

È meglio rifugiarsi nella "ignoranza utile" del Manzoni, concetto che sembra esserci anche in Sant'Agostino, quando dice, per non entrare in questi pericolosi ragionamenti, cito a memoria: abbi la fede, segui i Comandamenti, comportati bene, fai quello che puoi e affidati alla divina Misericordia per tutto il resto. Concetto riproposto, mi pare, da Mic quando dice,a proposito di Giuda, che "non sappiamo cosa possa essere accaduto tra la sua anima e Dio prima del momento finale"; per cui non possiamo presumere di affermare con assoluta certezza che la condanna c'è stata, anche se pesanti indizi portano nella sua direzione.
T.

Anonimo ha detto...


A proposito de "IL SITO E' MIO E PUBBLICO CIO' CHE VOGLIO IO"

Anche se Mic seguisse questa logica, e non lo fa, cosa ci sarebbe da scandalizzarsi? Il sito è suo, sì: la responsabilità, civile e penale, di quello che vi viene scritto è interamente sua non degli intervenienti, quasi sempre anonimi o pseudonimi (il che è in sostanza lo stesso). La posizione di Mic non è uguale a quella di chi interviene, bisogna riconoscerle un pieno e totale diritto di scelta o se preferite di censura riguardo ai commenti.
La faccia ce la mette lei, mica quelli che danno fuori da matto se non gli si pubblica un intervento, un commento, una battuta, in genere dicta non destinati a restare negli Annali.
Bisognerebbe darsi una calmata e avere più rispetto per il lavoro, arduo e coraggioso, cui si sobbarca Mic. E forse abbassare un po' la cresta. l'umiltà non è più una virtù cristiana?
O.


Anonimo ha detto...

Giovanni 13

...26 Rispose allora Gesù: «È colui per il quale intingerò un boccone e glielo darò». E intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda Iscariota, figlio di Simone. 27 E allora, dopo quel boccone, satana entrò in lui. Gesù quindi gli disse: «Quello che devi fare fallo al più presto». 28 Nessuno dei commensali capì perché gli aveva detto questo....

Anonimo ha detto...


DA ' VITA DI GESU' CRISTO' di Giuseppe Ricciotti - il traditore svelato:

"Ripresa la cena [dopo la lavanda dei piedi], non c'era tuttavia serenità fra i commensali: gli Apostoli erano rimasti turbati dall'affermazione di Gesù che essi non tutti erano mondi, e desideravano qualche schiarimento in proposito [...] Perciò, quando si riprese a mangiare, Gesù parlando ancora genericamente citò un passo del Salmo (41, 10 ebr.): "Chi mangia il pane mio alzò contro di me il suo calcagno"(Giov 13, 18; Marco 14, 18). E, detto ciò, egli "fu turbato nello spirito", aggiungendo senza nominare alcuno: "In verità, in verità vi dico, che uno di voi mi tradirà". Fu uno sgomento generale" [Tutti chiesero: "Sono forse io, Signore?"]
"Gesù confermò nuovamente senza dir nomi, ma facendo risaltare la qualità particolarissima del traditore: "Uno dei dodici! Chi intinge con me nel vassoio" (Marco 14, 20). Tutti i commensali infatti stendendosi dal loro divano, intingevano il pane e le erbe amare in vassoi comuni che contenevano la salsa pasquale (haroseth) e ciascun vassoio poteva servire a circa tre persone: probabilmente quello in cui intingeva Gesù serviva pure a Giovanni e Giuda.[La maggioranza non capì l'allusione] Gesù aveva alluso al vassoio suo proprio. Ad ogni modo tra i commensali c'era colui che aveva ben capito, e appunto riferendosi a lui Gesù aggunse parole che vollero essere l'ultimo spasimato grido di esortazione, l'estrema segnalazione dell'abisso: "Poiché il figlio dell'uomo se ne va, conforme è scritto circa lui: guai però a quelluomo da cui il figio dell'uomo è tradito! Buona cosa (sarebbe) per lui, se non fosse nato (quell'uomo)" A questo punto Giuda non poteva più tacere [e chiese anche lui: "Sono forse io, Rabbi?"]. Alla domanda di Giuda, che dovette passare inosservata, Gesù fece il supremo tentativo per la salvezza di lui e [...] rispose sommessamente a Giuda: "Tu (l')hai detto!" Era un modo ebraico (ken dibbarta; cfr. Es, 10,20) per dare una risposta affermativa. Ormai non c'era più nulla da fare: il traditore sapeva di essere conosciuto come tale. Scegliesse lui: o consumare il tradimento svelato o implorare il perdone del sempre venerato omaestro."
(rist. Oscar Mondadori, 1989, par. 342-343) ( s e g u e )

Anonimo ha detto...


DA 'VITA DI GESù CRISTO' DI GIUSEPPE RICCIOTTI - Il traditore svelato [seguito e fine]

"La sommessa riposta data da Gesù a Giuda era sfuggita agli altri commensali, salvo forse a Giovanni [tutti volevano sapere e Pietro in particolare, che fece cenno a Giovanni di chiedere a Gesù chi fosse il traditore e Giovanni domandò: "Signore, chi è?"]. La domanda del piccolo amico prediletto fu esaudita, ma per il disgraziato amico che franava verso l'abisso si ebbe ancora un ultimo riguardo.
Nei pasti comuni degli Orientali antichi - e anche dei moderni - era un gesto di cortesia offrire a un commensale un boccone bell'e preparato, cioè un frammento di pane che, chi usava la cortesia, staccava dalla focaccia comune, arrotolava, intingeva nel vassoio dove tutti intingevano, e così porgeva al convitato avvicinandoglielo alla bocca. Alla richiesta dunque di Giovanni, Gesù rispose: "È quello a cui io intingerò il boccone e glie(lo) darò". E staccato un pezzo di pane, lo intinse e dette a Giuda.
Il traditore ancora non era stato svelato, se non segretamente al fido Giovanni, e a quella cortesia di Gesù egli poteva ancora rinsavire; ma, impassibile, Giuda trangugiò il boccone senza dir nulla, mostrando con ciò d'aver fatto la sua scelta definitiva. "E dopo il boccone - commenta qui il testimonio oculare e consapevole di quella scena - allora entrò in lui il Satana."
Tuttavia Giuda stesso non resisté più oltre; si alzò dal suo divano per uscire. "Gli dice pertanto Gesù: "Ciò che fai, fa' presto". Ma nessuno dei commensali capì ciò..." (op. cit., par. 543).

Anonimo ha detto...


Il quadro cronologico-teologico completo dello svelamento del tradimento di Giuda.

Per concludere questa ricostruzione basata sui Testi, come ricostruiti dall'Abate Ricciotti, e si spera utile alle riflessioni dei fedeli, possiamo delineare questo quadro:

1. Durante l'Ultima Cena, Gesù smaschera il traditore a lui stesso e forse al solo san Giovanni, che probabilmente sedeva tra Giuda e Gesù. Gesù si rende conto con sgomento ("dette queste cose si turbò nello spirito e affermò dicendo: " In verità, in verità vi dico uno di voi mi tradirà", Gv 13, 21) che la profezia messianica del Salmo 40 (41), 10 si stava avverando. Mette inutilmente sull'avviso il traditore, prospettandogli l'abisso nel quale stava per cadere.
2. Uscito Giuda per compiere il suo atto nefando, Gesù continua il suo alto insegnamento, testimoniatoci in particolare dal Vangelo di Giovanni. Preannuncia anche il rinnegamento di Pietro, peraltro ben diverso dal tradimento di Giuda e ad esso non paragonabile.
3. Conclude con la grande preghiera al Padre, che si inizia con "Padre, è giunta l'ora, glorifica il tuo Figlio etc." (Giov 17), finito il quale uscì dal Cenacolo assieme ai Discepoli (in 11) per recarsi al Getsemani.
4. Nella preghiera finale, Gesù si presenta al Padre come Colui che ha adempiuto la missione che il Padre gli aveva confidato. Lo dimostra il fatto che Egli consegna alla protezione del Padre i suoi discepoli, che sono la Chiesa in nuce, nessuno dei quali era "perito" tranne ovviamente uno, Giuda, che in quel preciso momento stava mettendo in atto il suo infame proposito. Giuda dunque se ne stava andando in perdizione, filius perditionis (espressione di tipo semitico -M Zerwick SI, Graecitas biblica, Novi Testamenti exemplis illustratur, Romae 1966, parr. 40-43).
5. La preghiera finale di Gesù insiste molto sull'unità tra Lui e i discepoli, tra costoro tra di loro, tra di essi e il Padre tramite la fede in Cristo. E insiste sulla loro separazione dal mondo. La preghiera di estende a coloro che crederanno, per opera dei discepoli. Ma l'unità esclude, oltre al mondo da convertire, anche Giuda il traditore, ovvio.
(Nella pastorale ecumenica odierna questa preghiera è intesa in senso appunto "ecumenico" al mondo del Vat II, come se l'unità dovesse includere tutte le c.d. "denominazioni cristiane", anche se in comunione "meno piena" [?] con la Chiesa cattolica. Tale fasullo irenismo contribuisce certamente a considerare la figura di Giuda alla maniera sbagliata di Bergoglio, come se fosse stato sicuramente perdonato e salvato - vedi il brutto quadro di cui all'articolo).

mic ha detto...

Giuda si è salvato? Il tormentone dei nostri giorni. Catechesi di @P. Serafino Maria Lanzetta
https://www.youtube.com/watch?v=fpDaK0IIl24

Riccardo Paniz ha detto...

Questa su Giuda, è l'ennesima trovata del funambolismo esegetico, trovata la cui portata riduce al rango di birichinate le passate intemperanze esegetiche liberal-protestantiche.

Esempio: io che non sono un esegeta e la Bibbia non l'ho nemmeno letta tutta (come la maggior parte di quanti ne posseggono una, chierici compresi) conosco da sempre un coetaneo che non è esegeta neppure lui; entrambe nel corso della nostra vita siamo stati sempre in paese e sia l'uno che l'altro, abbiamo conosciuto i rispettivi orientamenti di pensiero e il quotidiano menare la vita.

Quell'amico mi pre-muore, dopo aver condotto un'esistenza che, lo so per certo stante quanto premesso, più distante da Dio non si potrebbe.
Penso: "Vorrei tanto che così non fosse, ma il rischio che sia morto immerso ne le peccata mortali è, ahimè, ben concreto".

Così penserei, spontaneamente, senza permettermi di emettere condanne che non mi competono, ma anzi, esprimendo il sincero ed accorato auspicio che in punto di morte egli, con un atto di estremo pentimento, si sia riavvicinato a Dio.

Ma se mi spingessi a ritenere che, senz'altro e per "sola misericordia Dei", quell'amico mio ora trapassato, stia beato tra gli Angeli e i Santi, non solo contrasterei all'insegnamento di S. Agostino che dice "Chi ti creò senza di te, non ti salverà senza di te" ma, e questo sarebbe incomparabilmente peggio, priverei Dio, con un atto di inaudita superbia, della prerogativa di esser Giudice, infinitamente misericordioso come solo Lui può essere, certamente, ma Giudice.

Nasconderei, va da sé, il dogma della giustizia divina, al quale aderisco ogni volta che prego il Credo, sotto la verità della misericordia divina e non inventerei niente di nuovo: come insegna il prof. Radaelli, mi avvarrei, niente più e niente meno, di una forma mentis che rimanda all'escamotage che permise al CVII di essere magistero di II° grado invece che di I°, pastorale invece che dogmatico: il sotterfugio che consentì, e da allora consente parlando a mezza bocca, di non dogmatizzare e di non anatemizzare, di non perdere esplicitamente le verità di sempre, ma di negligerle implicitamente, nascondendole e limitandosi a non pareggiarle; meschino mezzuccio che permise e permette di non infrangere il dogma dell'infallibilità, ma di pretendere al contempo il religioso ossequio, da tutti i fedeli sottoscritto incluso, ecc. ecc.

Mi avvarrei, per farla corta, del "trappolone Roncalli-Ratzinger" che dal CVII in poi, ben oliato e mantenuto efficiente, funge da punto di Archimede per alzare e rovesciare la pastorale in dottrina, liquidando definitivamente quest'ultima e salirei sul variopinto torpedone della chiesa trans-moderna, con l'Iscariota alla guida, scorazzante da un capo all'altro di Gaia, per annunciare l'arrivo imminente della corrente elettrica a chi ancora la ignora e per rammentare a quanti già la conoscono, che (come con blasfema ironia insegna Bultmann) un semplice interruttore che accende la luce in casa deve, di necessità, spegnere in via definitiva ogni residuo di Fede in Dio, spegnendo quella nei Suoi miracoli.

Bene. Anzi...male!

Alla fin fine, si tratta di questo: quegli stessi che non si fanno scrupolo alcuno di revocare in dubbio l'inerranza delle Scritture, sotto il pretesto che al tempo in cui furono redatte non vi erano registratori e videocamere per poter riportare fedelmente fatti e parole, hanno ora, chissà come e chissà per quali vie di rivelazione, acquisito la granitica certezza dell'estremo pentimento di Giuda; il quale pentimento avrebbe indotto il Risorto a rimuovere ogni indugio indegno di un Salvatore postconciliare e dunque gradito al terzo millennio e a strascinare seco in excelsis, la causa efficiente della propria Passione.