Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

lunedì 11 maggio 2026

Il gruppo di studio 9 è già obsoleto?

Sul tema abbiamo pubblicato una riflessione qui e l'intervento di Mons. Strickland qui. Di seguito, nella nostra traduzione da Substack.com uno stralcio del pensiero di Mark Lambert: "Il rapporto del Sinodo sull'omosessualità reca tutti i segni distintivi dell'era tardo-francescana. I primi segnali di Papa Leone suggeriscono un tipo di discernimento ben diverso". Staremo a vedere...

Il gruppo di studio 9 è già obsoleto?

Ci sono momenti nella vita della Chiesa in cui i documenti ci rivelano molto più di quanto i loro autori intendano. La relazione finale del Gruppo di Studio 9 sulle "questioni dottrinali, pastorali ed etiche controverse" è uno di questi testi. A una prima lettura, appare provvisoria, procedurale e inconcludente. A una lettura attenta, rivela un intero metodo teologico, un istinto ecclesiale e forse persino l'atmosfera morente di un particolare pontificato. Ciò a cui potremmo assistere non è il futuro della Chiesa sotto Papa Leone XIV, ma l'ultimo grande respiro della macchina sinodale di Francesco prima che un nuovo clima si impossessi di Roma.

Il rapporto in sé non nega mai apertamente la dottrina cattolica. Ed è proprio per questo che è così rivelatore. Il linguaggio della rottura è in gran parte scomparso dal discorso cattolico progressista perché la contraddizione diretta ha ripetutamente fallito. Il metodo è cambiato. La nuova strategia non è lo scontro, ma la destabilizzazione. Il dogma non viene respinto categoricamente, ma ammorbidito attraverso un processo, riformulato attraverso l'esperienza e dissolto in un discernimento perpetuo. Il risultato è una sorta di doppio linguaggio ecclesiale in cui nessuna dottrina viene formalmente rovesciata, eppure ogni dottrina viene resa porosa attraverso qualificazioni, ambiguità e l'incessante invocazione dell'"esperienza vissuta". Onestamente non so come abbiano avuto la sfrontatezza di pubblicare queste sciocchezze.

La sezione relativa all'omosessualità espone questo metodo con una chiarezza insolita. Il rapporto dà ampio spazio alle testimonianze di persone in relazioni omosessuali che rifiutano apertamente l'antropologia tradizionale della Chiesa. Una testimonianza descrive l'omosessualità non come una croce, una tentazione o un disordine che richiede castità e conversione, ma come "un dono di Dio" (!!!). Un'altra parla del matrimonio civile tra persone dello stesso sesso come fonte di grazia e fedeltà (!!!!!). Non si tratta di semplici aneddoti illustrativi. Funzionano all'interno del documento come dati teologici, plasmando il quadro attraverso il quale la dottrina stessa dovrebbe essere riconsiderata.

Ancora più sorprendente è la critica esplicita del rapporto a quella che definisce l'applicazione di dottrine "preconfezionate" a situazioni concrete. Qui emerge finalmente il problema più profondo. La vera battaglia non riguarda un particolare insegnamento morale, ma la natura stessa della rivelazione cattolica. La dottrina è qualcosa di ricevuto da Cristo e fedelmente trasmesso dalla Chiesa attraverso la Scrittura e la Tradizione, oppure è qualcosa di continuamente ricostruito attraverso il prisma dell'esperienza umana contemporanea? La Chiesa insegna verità eterne a un mondo in cambiamento, o è il mondo che gradualmente insegna alla Chiesa come reinterpretare se stessa?

Ecco perché tanti cattolici reagiscono istintivamente con disagio al rapporto, pur faticando a spiegarne con precisione le ragioni. Il malessere non è semplicemente morale o politico, ma metafisico. Il documento, infatti, spesso assomiglia meno a un'opera di teologia cattolica e più a un saggio di sociologia terapeutica. Il linguaggio del peccato, del pentimento, della castità e della conversione passa in secondo piano, mentre il vocabolario del riconoscimento, dell'accompagnamento, della visibilità e dell'affermazione si espande progressivamente fino a occupare il centro...
Mark Lambert

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Il gruppo di studio 9 sarà anche obsoleto... ma nelle diocesi il clima franciscano non è morto, tutt'altro!
Avanti tutta con le veglie anti-omo-trans-fobia e vescovi, preti, frati e suore sui carri del Gay Pride. E fedeli in fuga.

Fonte: Vatican/news ha detto...

"In un incontro con i membri della Fondazione Osservatorio Vaticano, Papa Leone XIV ha sottolineato il desiderio della Chiesa Cattolica di cercare Dio nella Sua Creazione attraverso una scienza rigorosa e onesta e ha sottolineato l'importanza di difendere la verità oggettiva. "

Ma dov'è la verità oggettiva nella sinodalità o nel conciliarismo ad oltranza?

Anonimo ha detto...

Io ipotizzo per loro e credo per me che la maggior parte di costoro non ha alcuna regola personale e/o comunitaria che dia forma spirituale alla loro vita quotidiana.
Il resto è dinamismo fancazzista.

Anonimo ha detto...

Che pena questa chiesa allo sfascio, anzi pardon, questo clero allo sfascio, al guinzaglio di Satana come un cagnolino obbediente..." fedeli in fuga"? lo volesse il Cielo, se non è possibile cacciarli, come meritano ( ma ci penserà l' Immacolata a schiacciare la testa al serpente antico, segnando anche la definitiva sconfitta del clero sinidalconciliare) allora bisogna abbandonarli, ignorarli, lontano dagli occhi, lontano dal cuore. Quanto tempo durerà ancora questa falsa Chiesa lo sa solo il Signore, a noi tocca resistere. LJC

Anonimo ha detto...

Ut inimicos sanctae Ecclesiae humiliare digneris, te rogamus, audi nos.