Quanto segue è una valida riflessione che tuttavia prescinde dai rischi intrinseci all'islam come teocrazia impermeabile all'integrazione e semmai tendente ad imporsi, in un contesto di invasione indiscriminata, cui si aggiungono le carenze delle nostre istituzioni. Qui l'indice degli articoli dedicati al filo-islamismo.
Modena e gli italiani di carta bollata
Spesso domando ai miei studenti in cosa consista, per loro, l’italianità. Dopo qualche riflesso condizionato — la pasta, la pizza, il calcio — scende il silenzio. Un silenzio vero, greve, quasi imbarazzato. Eppure sono ragazzi italiani da generazioni, figli di famiglie che da secoli respirano quest’aria e calpestano questa terra. Ma non sanno più dire cosa li renda italiani. E non lo sanno perché nessuno glielo ha più insegnato. Dal Sessantotto in avanti, l’Italia ha smesso di raccontarsi a se stessa.
La Francia possedeva, già molto prima della Rivoluzione, una coscienza nazionale salda, feroce, centralizzata. Noi no. Noi non avevamo una lingua davvero parlata dal popolo intero; avevamo dialetti, campanili, municipalismi, diffidenze reciproche. Nel 1861, fra la Lombardia e la Sicilia, c’era ben poco in comune. Non la politica. Non l’economia. Non le classi dirigenti, che si guardavano come soci occasionali costretti a spartirsi un’eredità.
C’era però una fede.
La Chiesa, il calendario liturgico, i santi, le processioni, le campane, i morti benedetti e i bambini battezzati: era quella la trama invisibile che teneva insieme la penisola. L’unico lessico davvero comune fra contadini che non si sarebbero capiti parlando fra loro.
Poi ci siamo messi d’impegno a demolire tutto.
Prima il liberalismo massonico, convinto che bastasse un tricolore cucito su una giacca ministeriale per creare una nazione. Poi il paganesimo fascista, con le sue caricature imperiali da cartolina littoria. Infine il marxismo, che dell’Italia diffidava quanto della cristianità, e che considerava entrambe residui da smaltire nel grande magazzino della Storia.
Eppure qualcosa è sopravvissuto. Sopravvive perfino negli italiani che non credono più a nulla. Sopravvive nella pietà istintiva davanti a una chiesa antica, nei Promessi sposi letti male ma ricordati, nelle Madonne agli angoli delle strade, nelle cattedrali che rendono belle città governate spesso da ceffi incapaci e, per buon peso, spesso anche brutti.
Per questo persino l’agnostico italiano, persino l’ateo cresciuto dentro questa civiltà, conserva di solito un senso del limite. Può bestemmiare, magari. Ma raramente trasforma Cristo in bersaglio ideologico. Raramente scrive “Maledetti cristiani!” o “Gesù lo brucio!”, perché avverte — fosse pure solo culturalmente — di stare toccando qualcosa che appartiene anche a lui. Qualcosa di antico, di comune, di profondamente suo.
Ed è qui che il caso di Modena diventa rivelatore.
Perché quando un uomo, italiano soltanto per certificato anagrafico e carta bollata, urla “Gliela faccio pagare a questi italiani!”, sta dicendo molto più di quanto creda. Sta confessando, nella forma più brutale, la propria estraneità. Non una rabbia privata, ma una lontananza siderale dalla nazione di cui porta i documenti in tasca.
Eppure guai a dirlo.
Guai a osservare che esistono cittadini italiani falsi come monete da tre euro. Formalmente impeccabili, spiritualmente stranieri. Apriti cielo. Si indignano il Quirinale, il Palazzo Apostolico, il Largo del Nazareno e tutta la compagnia sacerdotale del conformismo repubblicano. Quella che passa metà del tempo a negare l’evidenza e l’altra metà a scomunicare chi la nomina.
Perché oggi il vero sacrilegio non è insultare Cristo.
È dubitare dell’infallibilità burocratica della cittadinanza.
Il passaporto come battesimo civile.
La marca da bollo come sacramento nazionale.
E così continuiamo a fingere che una firma in prefettura basti a creare appartenenza, memoria, fedeltà, amore. Come se una nazione fosse un modulo compilato correttamente e non una storia condivisa, un’eredità, perfino una forma dell’anima.
Biagio Buonomo

39 commenti:
Sotto il nome di Salim El Koudri, compaiono due immagini di persone sul web, una reale, dove risulta lampante che fosse di origine marocchina, e una italianizzata con la pelle divenuta più rosea e le orecchie più disciplinate. Mediaset, per esempio, per parlare di Salim, utilizza quella falsa.
Perché mentre i più si ergono a guerrieri contro le fake news, non si accorgono che le fake news vengono diffuse attraverso i "professionisti dell'informazione" e veicolate attraverso i media ufficiali.
Qualche giornale, sbattendo in prima pagina il titolo che Salim avesse chiesto Bibbia e prete, ha lasciato intendere che fosse addirittura cattolico!
Incredibile!
E mentre Modena riempie le piazze contro l'odio (e uno si aspetterebbe che ci si riferisse all'odio di chi - pur essendo stato accolto, fatto studiare senza discriminazione alcuna - ha dimostrato odio contro l'Italia, definendola razzista, e odio contro i cattolici, definiti bastardi di merd@), scopriamo che l'odio è attribuito a chi osa sollevare perplessità circa gli esiti di una immigrazione incontrollata, di gente prevalentemente islamica, e la richiesta che si prendano provvedimenti di buon senso), i sinistri hanno una sola urgenza: convincere che non sia terrorismo ma semplicemente malattia mentale.
Tuttavia un malato mentale e basta quando esce di casa un po' agitato potrebbe dirigersi verso una moschea (ormai diffuse anche in Itali), per esempio, per rilassarsi dopo aver danneggiato persone ed edificio. Invece quello che si evince da tutti gli squilibrati mentali di cultura islamica è che nonostante le schizofrenia, sanno tutelare quelli come loro per colpire invece quelli che percepiscono come nemici. Il problema è l'odio appunto. E il vittimismo molto diffuso e patologico.
Il punto è che quando l'odio è covato da una persona di cultura islamica, gli esiti possono essere quelli visti a Modena e in altre città d'Europa. È il loro modus operandi.
Quindi malattia mentale o no, il problema terrorismo di pone ugualmente. Non serve necessariamente che qualcuno dica: "uccidi". È la cultura islamica che porta a questo. Ed è una cultura che non si vuole integrare. E questo motiva la crescente preoccupazione legata agli ospiti che ha già dimostrato di seminare TERRORE.
Vescovo di Modena difende il terrorista islamico: “Andiamogli incontro”...
L’ennesimo vescovo buonista che consegna il gregge al macello: Monsignor Erio Castellucci e la negazione dell’islamizzazione a Modena... Mentre a Modena un uomo di nome Salim El Koudri – cognome che non lascia spazio a dubbi sulle origini – falcia con l’auto pedoni innocenti, amputando gambe e seminando terrore, il vescovo di Modena Erio Castellucci trova il modo di girare la realtà come un calzino. «È un italiano», sentenzia in un’intervista a Repubblica. «Qui non c’entrano le seconde generazioni… Il punto è intercettare quelle persone che creano attorno a sé delle isole di solitudine». E poi, con la faccia tosta del pastore che ha smesso di riconoscere i lupi: «Chiaramente gli si andrà incontro. In carcere c’è un cappellano cattolico… Bisogna sperare sia l’inizio di un percorso di pentimento». Pentimento. Con una Bibbia. A un uomo che si chiama Salim e che, italiano di carta, ha scelto di vivere come un’isola in mezzo a una società che lui evidentemente non considera sua. Il vescovo, con la solita aria da “buonista di professione”, nega l’evidenza che urla da anni: l’islamizzazione delle nostre città non è un’invenzione della destra, è un fatto documentato, sanguinante, ripetuto. Ma per monsignor Castellucci il problema è la «solitudine». Non il nome, non la cultura, non la religione che da decenni forma giovani nati qui ma con la testa altrove. No. È la mancanza di tornei di calcetto e cori da parrocchia. Questo è il livello di cecità suicida che regna in troppe diocesi italiane. Mentre l’Europa brucia di attentati, accoltellamenti e stragi da parte di “italiani” di seconda o terza generazione che improvvisamente riscoprono il jihad o il risentimento anti-occidentale, i vescovi continuano a predicare dialogo, accoglienza e “sensori di solitudine”. Come se bastasse un prete in carcere per disinnescare una bomba umana costruita in decenni di mancata integrazione, moschee che predicano altro e famiglie che non hanno mai davvero abbandonato la mentalità del paese d’origine. El Koudri non è un caso isolato. È l’ennesimo capitolo della stessa tragedia che si ripete da Parigi a Nizza, da Berlino a Manchester, da Londra a Milano. Giovani con passaporto italiano ma con un’identità fratturata, che vivono in “isole” (parola del vescovo) dove la solitudine non è psicologica: è ideologica. È il rifiuto di una società “infedele” che li ha accolti e che loro, in fondo, disprezzano. Ma guai a dirlo. Guai a chiamare islamizzazione per nome. Meglio parlare di “disturbi schizoidi”, come fa Giuseppe Conte, altro campione di buonismo pentastellato che si affretta a lavarsi le mani: «Non legati ai problemi dell’immigrazione». Certo. Come non erano legati all’immigrazione i camion che hanno schiacciato il mercatino di Natale a Berlino, o il terrorista di Nizza, o i “lupi solitari” di Parigi. Tutti “solitari”, tutti con “disturbi”, tutti improvvisamente impazziti senza un filo conduttore. Il filo conduttore c’è, ed è lungo, nero e scritto nel Corano.
segue
Ma per vescovi come Castellucci e politici come Conte è più comodo fingere che il problema sia la mancanza di attività ricreative. E intanto il gregge – i fedeli italiani, i cittadini normali, le famiglie che pagano le tasse e mandano i figli a scuola – viene lasciato in balia di questa follia. Il vescovo parla di “andargli incontro” con una Bibbia. Come se un uomo che ha deciso di usare l’auto come arma contro innocenti fosse lì lì per convertirsi al Vangelo solo perché gli offriamo un cappellano. È lo stesso buonismo che ha già svenduto interi quartieri europei. Lo stesso che ha trasformato le nostre città in zone franche dove la sharia striscia silenziosa mentre i pastori dormono. Monsignor Castellucci, con questa dichiarazione, non fa solo la figura del pastore ingenuo: fa la figura del pastore che apre il cancello al lupo e poi si stupisce se il gregge viene sbranato. L’islamizzazione non è un’opinione. È un processo in atto, visibile, letale. Negarlo mentre le ambulanze ancora sireneggiano a Modena non è solo ipocrisia. È complicità morale con il massacro che verrà.
L’Italia non ha bisogno di vescovi che “vanno incontro” ai carnefici con la Bibbia in mano. Ha bisogno di vescovi che difendano la civiltà cristiana e la nazione che l’ha custodita per secoli. Fino a quando non lo capiranno, ogni nuovo El Koudri sarà anche colpa loro. E il sangue delle vittime peserà anche sulle loro mani “buoniste”.
Quante probabilità ci sono che un matto qualunque scelga Gianelli come avvocato?
Fausto Gianelli è un penalista modenese. Ma definirlo solo così sarebbe riduttivo. È coordinatore provinciale dei Giuristi Democratici di Modena, membro del Comitato esecutivo dell'ELDH, esponente di spicco di Giuristi e Avvocati per la Palestina (GAP), figura di riferimento del movimento BDS in Italia.
Ha firmato un esposto alla Corte Penale Internazionale contro Meloni, Tajani e Crosetto per presunto concorso in genocidio a Gaza.
Ha svolto missioni come osservatore internazionale in Palestina, Turchia, Medio Oriente, Asia e Sudamerica.
I suoi clienti
Nel dicembre 2025 la DDA di Genova ha eseguito nove arresti nell'operazione "Domino": una rete accusata di raccogliere fondi per Hamas attraverso associazioni umanitarie. Gianelli ha assunto la difesa di Adel Ibrahim Salameh Abu Rawwa, immobiliarista di Sassuolo intestatario di decine di immobili, e di Riyad Abdelrahim Jaber Albustanji, bolognese, co-indagato nello stesso procedimento.
Ha ottenuto la scarcerazione di entrambi criticando le prove basate su intelligence israeliana.
Il legame con l'operazione Domino non è circostanziale.
Nel 2020 aveva già rappresentato API e ABSPP — le due associazioni di Mohammad Hannoun, principale indagato dell'operazione e inserito nel 2024 nella blacklist del Dipartimento del Tesoro USA per presunti finanziamenti all'ala militare di Hamas — nella causa contro la RAI per aver definito Gerusalemme capitale di Israele.
La rete modenese
Gianelli si muove negli stessi circuiti della deputata M5S Stefania Ascari — modenese, penalista, attiva nelle stesse campagne. Il 16 dicembre 2025 Ascari ha convocato una conferenza stampa alla Camera per chiedere la liberazione di Anan Yaeesh, poi condannato a 5 anni e 6 mesi per associazione con finalità di terrorismo, e di Ahmad Salem, in carcere per istigazione a delinquere e autoaddestramento.
A febbraio 2026 Gianelli e Ascari erano insieme alla Sapienza di Roma per difendere Hannoun. La giornalista e attivista Linda Maggiori completa l'ambiente: collabora con Gianelli in serate, festival e campagne BDS.
È questo l'avvocato che la famiglia di Salim El Koudri ha scelto come difensore.
Quante sono le probabilità che un ragazzo schizoide e disoccupato di Ravarino — senza legami noti, senza precedenti, senza una rete politica — elegga come difensore uno degli avvocati più specializzati d'Italia nella difesa di indagati per finanziamento al terrorismo?
Molti parlano dell'attentato di Modena: beh, pure io. Molti dei migranti sono islamici. "Religione(Islam)...fatta più per le bestie che per gli uomini? " Sant'Alfonso Maria de Liguori in : Affetti divoti a Gesù Cristo, dice: "...qual’è la vera (religione) ? ... Forse quella dei Maomettani, ch’è un miscuglio di favole, d’inezie e contraddizioni ? Religione inventata da un infame impostore, fatta più per le bestie che per gli uomini?..."
o, in altro punto: “Del suo (di Maometto) Al Corano pieno di bestemmie e d’inezie”.
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Santa Chiara, quando fermò i saraceni ad Assisi, non è da meno di san Francesco d'Assisi che disse al sultano «...i cristiani agiscono secondo massima giustizia quando vi combattono...";
lo stesso spirito animò santa Caterina da Siena che scrisse al papa Gregorio XI, "Poi di subito, vuole e vi comanda il nostro dolce Salvatore, che voi drizziate il gonfalone della santissima croce sopra gl'Infedeli (musulmani), e tutta la guerra si levi e vadene sopra di loro."
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D'altronde era un pensiero comune in altri tempi, oggi invece...
san Tommaso, per esempio, dice che Maometto era menzognero : «Quindi attenendosi a un astuto disegno, non permise [proibì] la lettura dell’Antico e del Nuovo Testamento ai suoi seguaci, in modo da non essere condannato per le sue menzogne». Summa contra Gentiles, libro I, cap. 6.
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L'Alighieri mette Maometto all'inferno nel Canto XXVIII della Divina Commedia e Giovanni da Modena, illustrando la Divina Commedia, lo rappresenta all'inferno in un affresco nella cattedrale San Petronio a Bologna,
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San Giovanni Bosco dice : “Maometto, il più famoso impostore che fosse mai..."
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"Il mahometismo è il trionfo o meglio l'usurpazione dell'errore sulla verità, dell'iniquità sulla giustizia, della barbarie sull'umanità e la vera civiltà."
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Questo scrive l'abbé (don) René-François Rohrbacher, un prete francese del XIX secolo, molto conosciuto e reputato, nella: Histoire universelle de Église catholique.
Dal 1845 al 1856 fu pubblicata a Milano la traduzione italiana dal titolo Storia universale della chiesa cattolica dal principio del mondo sino ai di' nostri per cura di una società di ecclesiastici, in 29 volumi. Il sacerdote padovano Pietro Balan (1840-1893) fu poi autore della Continuazione della Storia Universale della Chiesa Cattolica dell'ab. Rohrbacher che ebbe vasto successo.
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"SIATE IL RE FINALMENTE DI TUTTI QUELLI CHE SONO AVVOLTI NELLE TENEBRE DELL’IDOLATRIA E DELL’ISLAMISMO"
si legge nell'atto di consacrazione del genere umano al Sacro Cuore di Gesù voluta da Pio XI nel 1925 e parte soppressa dopo il Concilio Vaticano II.
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Pure il diavolo in un esorcismo dice «...Non è bastata la dannazione di Lutero, di Maometto,... io voglio che si danni l'intera umanità...».
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Ancora il diavolo in un altro esorcismo a Loreto, nel 2017 « ...ho cercato in tutti i modi di osteggiare che questa casa (la santa Casa di Nazareth) fosse portata in questo luogo (Loreto), MI SONO SERVITO DEI MIEI SERVI, I MUSULMANI, ma è stato inutile...»
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Dice dunque, esplicitamente "MI SONO SERVITO DEI MIEI SERVI, I MUSULMANI".
Il diavolo è obbligato di dire la verità, anche contro la sua volontà, se minacciato in nome di Gesù e di Maria.
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"L'Islam segue un suo mandato divino che consiste nell'imporre al mondo intero la legge islamica. Nell'Islam vi è il comandamento di "combattere contro i popoli [non-musulmani] finché non riconosceranno che nessuno all'infuori di Allah e Maometto il suo profeta può esser adorato", opera islamica Salih al-Bukhari." (la più importante delle sei maggiori raccolte di ḥadīth; racconto sulla vita del profeta Maometto).
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Testimonianza di padre Douglas Al-Bazi parroco di Erbil – Iraq al meeting di Comunione e Liberazione del 2015 a Rimini.
"...svegliatevi, Il cancro è ormai alla vostra porta, vi distruggeranno. I cristiani in medio oriente, in Iraq, ebbene siamo l'unico gruppo che ha visto il volto del male : l'Islam !"
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Quindi farli venire qui da noi è, semplicemente, FOLLIA PURA.
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Un saluto particolare ai sinistrorsi che contribuiscono a questa invasione ed hanno pure votato NO all'ultimo referendum massicciamente ed hanno vinto anche con l'apporto del voto dei musulmani il che non aiuterà certo a limitare l'invasione, anzi...
Ma non sono i soli, pure molto clero ha contribuito.
Franco Toscano
Per farsi un'idea delle bestiacce e dei mostri che si muovono in certi bassifondi del "cattolicesimo secondario" (come lo definiva Amerio), oggi divenuto semplicemente "cattolicesimo standard", basta scrivere sotto un post di Avvenire espressioni come "aborto è male", "islam è pericolo", "Ursula è brutta", "troppe tasse" e simili.
Cit. Andrea Sandri
Non ho visto post indignati sul branco di adolescenti che ha appena ammazzato una persona di colore solo qualche giorno fa.
Non ho MAI visto post indignati sullo sfruttamento da parte degli italiani dei lavoratori immigrati, che arrivano anche alla malvagità di abbandonare a morire per strada un pover’uomo che ha perso un braccio in un macchinario.
Ma quando vi guardate allo specchio cosa pensate esattamente?
...attività creative...
L'educazione dei bambini, di tutti i bambini, inizia in culla con orari precisi per i pasti, con precisa alternanza tra veglia e sonno, con ore precise per le passeggiate e con un sorvegliato tempo per cominciare a far piano piano da soli. Importante che, da subito, in casa crescano con adulti esemplari, che sappiano comportarsi, attenti a gesti, parole e toni di voce nella norma. Più di una volta mi è capitato di vedere in strada mamme, abiti lunghi e capo coperto, con bambini piccoli ingestibili. Molti credono che l'educazione inizi chissà quando, il quando inizia dalla nascita con ordine e fedeltà alle ore, cioè ai tempi. Ingestibili sono anche quei bambini scolarizzati stranieri, un' amica insegnante mi raccontava di alcuni suoi alunni che non riuscivano neanche a star seduti in silenzio nel proprio banco. Di contro conosciamo la vita dei nostri avi connazionali, sparsi nel territorio, che fin da piccoli avevano compiti da eseguire e bene, erano piccoli 4/5 anni e già lavoravano, senza attività creative, imparavano ad eseguire quanto a loro veniva assegnato dalla mamma, dal padre, dai nonni. I bambini capiscono quando il comando x è necessario, vero ed in ultima analisi è per il loro bene. Chi ha favorito le porte aperte per mischiare i popoli, evidentemente non ha mai vissuto come lavoratore con famiglia in un qualsiasi stato dove gli adulti per primi devono ripercorrere il cammino dell'apprendimento iniziando dalla culla. Dai nostri emigrati in America, abbiamo visto che la sola lingua sì e no l'ha imparata la seconda generazione, mentre molti giovani son diventati mafiosi o servi dei mafiosi cioè si sono perduti. E se lo sbarco in Sicilia è stato favorito dalla Mafia è anche vero che l'aiuto mafioso ha favorito gli USA a mettere i famosi stivali sul terreno Italiano. Ed ancora qui stanno.
Finché saremo divisi ed incapaci di autogovernarci, senza tradirci l'un l'altro, sul nostro territorio governerà qualcuno altro da noi, per dritto o per rovescio che sia. Gli incapaci siamo noi, porte chiuse e all'interno la nostra Religione creduta e vissuta, Cultura Italiana riscoperta e studiata a fondo, Economia gestita sui fatti e non sulle borse sfondate, Scienza e Tecnica semplici per aiutare gli artigiani e facilitare tutti gli spostamenti di vicinanza.
Silvia Sardone su Mediaset infestata dai sinistri:
Ascoltare la sinistra che ci fa la morale dopo i tragici fatti di Modena è indecente. Basta giustificazionismo: non è colpa nostra se una parte degli immigrati non vuole integrarsi e rispettare le regole. Agli stranieri che non si trovano bene qui ricordiamo una cosa: le porte sono aperte, ma in uscita.
Dopo il dramma dell’attentato di Modena da parte di Salim El Koudri, c’è chi arriva perfino a strappare fiori, messaggi di cordoglio e bandiere italiane lasciate per le vittime ed è qui che cade ogni maschera.
Anni di buonismo ideologico e inclusione senza limiti hanno prodotto una sinistra incapace perfino di rispettare il dolore delle persone pur di non mettere in discussione le proprie idee.
Quando l’ideologia diventa più importante delle vittime, il problema non è più politico, ma è morale.
"I musulmani hanno un problema con la violenza"
Il vescovo benedettino Marian Eleganti: "Ogni volta si parla di disturbi mentali soltanto per tutelare l’islam"
Non ha mai visto neanche post sugli italiani sfruttati o sui troppi (anche e sopratutto italiani) caduti sul lavoro perché questo non è un quotidiano ma ci occupiamo principalmente di fede e teologia, cui ovviamente non è estranea la politica. Per questo ogni tanto si parla dei casi più eclatanti e certamente la nostra non è una visione sinistrorsa.
La macchina utilizzata da Salim era praticamente nuova. Oggi uno dei telegiornali ha detto che gli inquirenti hanno sequestrato a Salim 5 telefoni e 4 computer.
Se uno e' senza lavoro come puo' acquistare tutti questi oggetti ?
«Non conta se Salim El Koudri non sembra essere affiliato a reti jihadiste. La grammatica del suo attacco fa ormai parte del terrorismo contemporaneo. E chi parla di integrazione deve dire a cosa: al "volemose bene"?». Intervista all'esperto dell'Università Cattolica Marco Lombardi (di Leone Grotti) https://www.tempi.it/attentato-modena-el-koudri-terrorismo/
Vittorio Feltri sul terrorismo Islamico in Italia e in Occidente!!!
Riporto l’articolo dí Vittorio Feltri Perchè venga letto e apra gli occhi a chi li tiene chiusi
Chi adesso minimizza apre le porte al terrorismo
di Vittorio Feltri
Ciò che è accaduto a Modena ha un nome preciso. E no, non cambia se ci rifiutiamo di pronunciarlo. Possiamo girarci attorno quanto vogliamo, possiamo scegliere parole più morbide, più prudenti, più rassicuranti, ma la realtà resta identica. Un uomo si lancia sulla folla con un’auto, travolge innocenti, li asfalta, poi scende armato di coltello e cerca di colpire indiscriminatamente i passanti. Ci sono persone che lottano tra la vita e la morte. C’è una coppia, marito e moglie, a cui sono state amputate le gambe. Esistenze devastate per sempre.
Eppure, appena si accende la televisione, il primo riflesso collettivo non è comprendere il pericolo, ma negarlo. Non parliamo di terrorismo islamico, per carità, non facciamo supposizioni, non c’è alcuna matrice radicale accertata. È questo il ritornello ossessivo che ci viene ripetuto da ore, su tutti i canali, da tutti gli opinionisti, da tutti i professionisti della cautela ideologica. Tanto che io, per ragioni di salute mentale, ho spento la tv, obbligando mia moglie a tenerla spenta. E non sono mai stato un marito impositivo.
Questa non è prudenza. Questa è codardia. Perché una società che non ha più il coraggio di nominare le cose è una società fragile, indebolita, destinata a soccombere, che si rifugia nella menzogna. La realtà non cambia se cambiamo le parole. Il sangue resta sangue anche se lo chiamiamo criticità. Il terrorismo resta terrorismo anche se lo travestiamo da disagio sociale o squilibrio individuale. Questa nostra ossessione linguistica è diventata patologica. Abbiamo più paura delle definizioni che dei fatti. Più paura di sembrare intolleranti che di difendere i cittadini europei. E così continuiamo a mentire a noi stessi.
Da anni l’Europa vede accadere esattamente questo tipo di attentati. Francia, Germania, Austria, Belgio, Olanda, Regno Unito, Danimarca, Spagna. Auto sulla folla. Camion lanciati contro i mercatini di Natale. Coltelli. Attacchi improvvisi. Lupi solitari radicalizzati dall’islamismo. Sempre lo stesso schema. Sempre lo stesso odio verso l’Occidente. Sempre la stessa volontà di colpire civili innocenti per terrorizzare una società libera. Pensavamo forse che l’Italia fosse immune? No, l’Italia è semplicemente arrivata dopo. Le grandi ondate migratorie qui sono state successive rispetto ad altri Paesi europei. Era inevitabile che prima o poi ciò che abbiamo visto accadere oltreconfine si verificasse anche da noi. E temo che questo sia soltanto l’inizio. Perché il terrorismo contemporaneo è ancora più difficile da prevenire. Non servono più grandi organizzazioni clandestine, campi di addestramento o cellule visibili. Basta un individuo radicalizzato, pieno di odio, convinto che l’Occidente sia il nemico da distruggere. Basta un’auto. Basta un coltello. Basta il fanatismo. Ecco perché negare la matrice ideologica è ancora più folle: significa disarmarsi culturalmente davanti a un pericolo reale.
Io queste cose le sentivo ripetere continuamente da Oriana Fallaci, mia cara indimenticabile amica. Oriana aveva capito tutto molto prima degli altri. Negli ultimi anni della sua vita mi parlava incessantemente del terrorismo islamico, dell’islamismo radicale, della debolezza suicida dell’Europa. Mi esortava: Vittorio, non stare zitto. Devi combatterli con la parola. Era convinta che la più grande minaccia al mondo libero fosse proprio questa: una civiltà incapace di difendere se stessa, incapace perfino di chiamare il nemico con il suo nome.
Aveva ragione lei.
Segue
Oggi vedo un continente stanco, impaurito, paralizzato dal terrore di essere accusato di razzismo. E intanto ci abituiamo all’orrore. Ci abituiamo alle sirene, ai corpi mutilati, ai cittadini travolti, alle donne e agli uomini gambizzati, alle persone massacrate mentre passeggiano. E soprattutto ci abituiamo alla menzogna. La menzogna secondo cui tutto questo non avrebbe nulla a che vedere con l’islamismo radicale.
No. Io non intendo partecipare a questa gigantesca ipocrisia collettiva, a questa patetica farsa. Non resterò zitto, dunque. Non modererò i termini. Non mi adatterò alla recita. Non rinuncerò a compiere il mio dovere: raccontare la verità, che, per quanto faccia schifo, è sempre meno terrificante della mistificazione. Lo devo anche a Oriana, alla quale feci questa promessa.
Perché quanto è successo a Modena non è un episodio qualsiasi. È l’irruzione definitiva anche in Italia di un terrorismo che l’Europa conosce fin troppo bene. E chi oggi continua a minimizzare, a censurare, a negare, non sta difendendo la pace sociale. Sta semplicemente preparando il terreno ai prossimi attentati.
Vittorio Feltri
Ai casi elencati qui sopra nNe parliamo qui anche per l'implicazione religiosa.on è mancato il giusto commento. In proporzione però sono più numerosi i casi in cui la vittima è un italiano autoctono. Di qui la nostra presa di posizione nei confronti dell'immigrazione islamica. Gli attentati di cui parliamo non sono la ritorsione di torti subiti, ma atti di guerra.
@Anonimo del 20 maggio, 2026 13:35
Io non ho neppure mai visto i post indignati delle femministe (e dei loro zerbini) quando una "risorsa" stupra e uccide una donna italiana. Com'è questa cosa? Com'è che state tutti zitti?
Piero
Da quelle parti Modena Verona leggo che han deciso di vaccinare animali a rna.. senza dirlo in etichetta, esclusivamente esperimento per gli italiani...per farci mangiare carne che ci modifichi... tutti....marchi che hanno accettato lessi negroni aia veronesi...
Vladimir I. Ulianov, meglio noto come Lenin, che di rivoluzioni e terrorismo se ne intendeva, disse o scrisse: "Lo scopo del terrorismo è quello di terrorizzare". Scopo bisogna dire pienamente raggiunto in Occidente: la gran massa si precipita a negare l'esistenza del terrorismo, a nascondersi dietro gli argomenti farlocchi ben fustigati da Feltri, perché è già in preda ad una paura fottuta. Sono terrorizzati. L'ignavia dei governi li ha ridotti così.
È il frutto della cultura della vigliaccheria che da noi imperversa dalla fine della II gm.
Le masse, queste masse, sono già pronte a passare all'Islam, per paura soprattutto.
E i preti prima di ogni altro.
Historicus
Aggiungo solo una postilla al doveroso commento di Feltri: l'Islam riempie il vuoto nichilista che domina in Occidente e in Europa in particolare. Hanno disarcionato la civilta' europea, ne hanno distrutto i fondamenti (pensiamo alla surreale e paranoica Unione Europea) e hanno preparato il terreno al famoso "meticciato". Eccolo qua, il meticciato presenta il conto, ma a pagare non sara' il banco, ovviamente.
Anch'io avevo pensato subito all'Islam e alla sua nefasta influenza, soprattutto quando hanno immediatamente tirato in ballo... la malattia mentale. Ricordate cosa dicevano di atti simili compiuti in Francia e Germania?
Perchè cercano di nascondere la cosa in quel modo? Non credo ci sia di mezzo solo chi fornisce petrolio (si potrebbe andare a comprarlo dai Russi, p.es.).
Se non vogliamo ridurre l'Italia come Molenbeek è davvero ora vi fare rispettare leggi, usi e costumi. È vero che molti sono integrati ma in troppi non lo sono e non è certo colpa nostra: NON vogliono accettare la nostra cultura.
L'armata dei quindici anni. Sono tra noi e ci odiano, perché la loro fede non fa sconti.
È stato arrestato per terrorismo a Firenze un quindicenne tunisino “pronto ad agire per l'Isis”. E se provate stupore nel leggere aspettate il prosieguo.
Per lo stesso reato, era già stato arrestato lo scorso ottobre, per poi essere inviato in una comunità per compiere il percorso di recupero.
Tanta bontà e comprensione hanno funzionato secondo voi?
No, manco per niente. Rilasciato il 23 marzo, il giorno dopo ha subito ripreso le sue attività con finalità terroristiche, riallacciando i contatti con il Daesh.
Cercava armi e riceveva istruzioni su dove colpire. Quando lo hanno riarrestato, il GIP ha scritto: "Non ha mutato le proprie pericolose convinzioni ideologiche." Ha proseguito il proselitismo "anche durante il regime di messa alla prova."
Ventiquattr'ore. Il tempo che lo Stato italiano ha impiegato per accorgersi che i propri strumenti giuridici scivolano su questi ragazzi come acqua sul marmo.
Poi tutti dimenticheranno, in prima fila la sinistra italiana, sempre pronta a giustificare dando la colpa agli altri: è la società che li emargina, è la povertà che li radicalizza, è il razzismo che li spinge tra le braccia dell'ISIS.
Mai una volta che il problema sia chi giura fedeltà a un califfato: il problema è sempre chi lo fa notare.
Ma questo ragazzo non è un caso isolato. È l'ultimo di una serie che nessuno vuole leggere per intero.
Ottobre 2024. Taranto. Un diciassettenne tunisino progetta razzi nella sua stanza. Nella cameretta: vessilli dell'ISIS dipinti a mano e manuali di costruzione.
Dicembre 2024. Bologna. Cinque giovani arrestati. Smantellata la cellula "Da'wa Italia." A capo, una ragazza pakistana cresciuta nel capoluogo emiliano. Si era radicalizzata durante il Covid, senza frequentare moschee. Solo Internet.
Gennaio 2026. Cantù, provincia di Como. Un diciassettenne egiziano, autoradicalizzato. Propaganda jihadista su TikTok e Instagram. Contatti con soggetti già arrestati per terrorismo.
Febbraio 2026. Caserta. Un minorenne italiano giura fedeltà all'ISIS, si collega con la Siria attraverso il dark web e distribuisce ai coetanei campani manuali per fabbricare esplosivi.
Novembre 2025. Provincia di Pavia. Un minorenne tunisino studia come costruire ordigni incendiari con sostanze da supermercato. Vuole andare a combattere.
Luglio 2025. Ventidue perquisizioni in tutta Italia. Ragazzi tra i tredici e i diciassette anni. Tredici anni. Dalla Sardegna alla Calabria, dalla Lombardia al Veneto. Bilance per polvere da sparo, componenti per molotov, centinaia di chat con guerriglieri armati.
Il bollettino potrebbe continuare a lungo. Risale al 2018, quando un sedicenne di origine algerina amministrava da Udine un canale Telegram dell'ISIS con duecento iscritti e chiedeva consigli su come far passare una cintura esplosiva ai controlli. Stava valutando un'azione nella sua scuola. Aveva sedici anni.
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I numeri consolidati dicono il resto. Diciannove minorenni attualmente detenuti per terrorismo jihadista; età media sedici anni.
Di questi diciannove, quattordici hanno la cittadinanza italiana. Sono nati qui, cresciuti qui, andati a scuola qui. Sono tra noi, pronti a colpirci alle spalle. E questi sono solo quelli che conosciamo, perché talmente invasati da operare alla luce del sole sui social.
Dal 2023 al 2025 le operazioni di polizia giudiziaria su minori radicalizzati sono aumentate del 285 per cento: da 7 a 27. I tempi di radicalizzazione sono crollati: nel 2002 servivano sedici mesi, nel 2025 bastano poche settimane.
La Relazione dei servizi segreti presentata al Parlamento nel marzo 2026 aggiunge un dettaglio che toglie il sonno: minorenni, italiani sulla carta ma nemici sul serio, utilizzano l’intelligenza artificiale per cercare istruzioni sulla fabbricazione di ordigni.
Un ragazzino solo che interroga un chatbot su come assemblare un esplosivo. Niente moschea, niente predicatore: un algoritmo.
Perfino il legislatore lo ha capito: nell'aprile 2025 ha introdotto l'articolo 270-quinquies.3 del codice penale, che punisce da due a sei anni chi detiene materiale con istruzioni per fabbricare armi e ordigni con finalità di terrorismo.
Una norma che riconosce ciò che il tribunale dei minori ancora finge di ignorare: quando un quindicenne cerca istruzioni per costruire una bomba, non è un ragazzo da recuperare. È un attacco già in corso.
Non si tratta di episodi isolati. Non si tratta di disagio sociale. Non si tratta di fragilità adolescenziale. Si tratta di un esercito che si arruola nelle camerette tra un video su TikTok e un giuramento su Telegram. Un esercito che lo Stato pretende di smobilitare con la messa alla prova. Praticamente una aspirina per curare un tumore.
Non possono e non devono essere trattati come minorenni. Non sono adolescenti che fanno una scritta sul muro o rompono una vetrina.
Sono soldati di un esercito nemico che progettano stragi, e i danni che possono provocare si misurano in vite umane. Trattarli con la messa alla prova non è garantismo: è incoscienza.
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Ed è qui che si nasconde l'errore più grave, più profondo e più ostinato. La presunzione che il nostro modo di ragionare valga per tutti.
Che un percorso rieducativo pensato per il minore che ruba al supermercato funzioni anche per chi giura fedeltà a un califfato.
Che il dialogo, la comunità protetta e l'assistente sociale possano penetrare un sistema di valori che non contempla il dubbio, che identifica il compromesso con il tradimento e che considera la morte per la causa non una tragedia, ma il premio supremo.
Ci si ostina ad applicare categorie nostre - recupero, reinserimento, integrazione - a chi vive dentro un sistema che le rigetta tutte.
Per questi ragazzi il mondo non è diviso tra legale e illegale: è diviso tra credenti e infedeli. La legge italiana non ha alcuna autorità su chi riconosce un'unica legge, quella divina e un unico obiettivo: la sottomissione del miscredente.
Non si recupera chi non si considera perduto. Non si reintegra chi non si è mai sentito parte.
A ogni arresto, a ogni cellula smantellata, parte il ritornello: bisogna dialogare con i musulmani moderati. Separare i buoni dai cattivi. Coinvolgere le comunità. Costruire ponti.
Domanda: qualcuno ha mai sentito l'espressione "cristiani moderati"? "Buddhisti moderati"? "Induisti moderati"? No. Perché nessuna di queste fedi richiede il qualificatore.
Non esiste un problema di estremismo cristiano che renda necessario specificare "moderato" quando si parla di cristiani. Il fatto stesso che si debba aggiungere quell'aggettivo davanti a "musulmano" è già la risposta.
Chi invoca il dialogo con l'Islam moderato sta ammettendo - nel momento stesso in cui pronuncia la frase - che esiste un Islam non moderato sufficientemente vasto da imporre la distinzione.
E sta chiedendo alla parte minoritaria di farsi garante della parte che produce i giuramenti al Califfato nelle stanze di una casa italiana. Con quali strumenti? Con quale autorità? Con quali risultati?
Quattordici ragazzini su diciannove con il passaporto italiano in tasca e il giuramento al Califfato nel telefono.
Integrati sulla carta. Nemici nella testa. Il sistema li ha accolti, istruiti, curati e rilasciati. E loro, un giorno dopo, hanno comprato una nuova sim per ricominciare.
C'è scritto in certi negozi, con quella saggezza amara del commerciante che ha imparato a proprie spese: "Per colpa di qualcuno non fa si credito a nessuno." E, sulle buone intenzioni di chi pretende di recuperarli, il credito è scaduto da un pezzo.
Autore: Roberto Riccardi
In uno degli interventi precedenti si afferma che e' il Corano che proibisce ad ogni islamico di leggere sia il Nuovo Testamento che l'Antico. Ovvero l'ideologia islamica costruisce , attorno ad ogni adepto un muro invisibile che gli impedisce anche solo di avvicinarsi alla cultura cristiana in generale e non solo cattolica.
Dai loro imam viene inoltre predicato il concetto della superiorita' dell' islam rispetto a tutte le altre religioni. E sembra che anche i matrimoni misti siano ostacolati.
Allora davanti a questi fatti una legge di ritiro cittadinanza per tutta la famiglia e ritorno immediato al luogo di provenienza dei genitori. Questo per non ciurlare nel manico dell'è nato qui e/o è nato in nave in aereo ed altre chiacchiere. Così anche i genitori capiscono di essere loro tutori e responsabili. E questa legge deve essere valida fino ai 25 anni dei minori stragisti.
Dopo i 25 anni spedizione immediata al patrio suolo.
Eppoi verifica che questi figli studino con una media del 7 sul serio, fino ai 18 anni, la terza media non basta.Per loro deve essere previsto un doposcuola sorvegliato da insegnanti di lungo corso MASCHI che non diano loro tanta confidenza e che rigorosamente verifichino i compiti e le lezioni studiate. TUTTI devono seguire le lezioni di Religione Cattolica, l'Islamismo lo studiano in privato, a casa loro.Ogni inizio anno devono fare una prova orale con tutti i loro professori su tutte le materie studiate l'anno prima. È ammessa una sola bocciatura alle superiori. Alla seconda bocciatura la famiglia ritorna al patrio suolo.
Purtroppo questa e' solo un'ipotesi. La realta' e' che, dove possibile, le associazioni culturali islamiche cercano di aprire scuole islamiche dove poter insegnare ampiamente la cultura coranica in cui il disprezzo per l'occidente come cultura inferiore diventa materia di studio.
Questo e' gia' successo nelle scuole gestite dall'onu a Gaza. Educazione all'odio dicono gli israeliani.
Islamofobia affermano le associazioni culturali islamiche che si vedessero rifiutare i permessi necessari da qualche nostro comune che considererebbe giusto l'inserimento dei ragazzi immigrati nelle nostre scuole statali.
In passato come ci siamo difesi dall'assalto mussulmano? Con la forza e anche contrattaccando, era l'unico modo possibile. Guerre lunghe e feroci, non c'era alternativa.
La Chiesa era giustamente in prima fila nel difendere le nazioni cristiane dall'assalto dell'Anticristo scaturito dai deserti dell'Arabia.
Oggi invece i capi da tempo hanno tradito. Non mi riferisco solo alle sinistre, ai comunisti, traditori dei propri popoli per vocazione. Mi riferisco all'inaudito tradimento della Chiesa cattolica, evidente sin dai testi del Vaticano II.
Il governo di CD non ha certo tradito, almeno per quanto riguarda il partito di Meloni e la Lega. Ma ha margini di manovra molto limitati, dalla situazione interna ed internazionale, oppresso com'è dalla Chiesa via di testa, dalla magistratura, dai sinistri che mobilitano di continuo la piazza contro, etc. La vittoria del NO al referendum sulla giustizia è stato un duro colpo. Meloni ha cercato di ottenere finora il massimo sempre nell'ambito dei margini ristretti di cui godiamo.
Bisognerebbe far saltare il banco. Credo che Meloni personalmente il coraggio ce l'avrebbe ma è frenata dalla paura di trovarsi completamente isolata.
Che vuol dire far saltare il banco? Proclamare che il problema politico fondamentale è quello dell'estinzione del popolo italiano a causa della denatalità che non si riesce a frenare. Che esiste un circolo perverso in base al quale la denatalità, prodotta soprattutto dalla corruzione dei costumi (abortismo, omosessualismo, trasgressività sfrenata insomma Rivoluzione Sessuale) la si vuole emendare con la "migrazione" di altri popoli, a noi tutti ostili, quando nello stesso tempo la "migrazione" concorre a mantenere la denatalità e quindi la corruzone dei costumi che ci sta divorando.
Per rompere questo perverso circolo bisogna innanzitutto abolire il diritto all'aborto procurato, un crimine che non può diventare un diritto, in nessun modo. Meloni dovrebbe quindi ricordarsi di quando si esprimeva contro l'aborto, prima di essere eletta e trarne le conseguenze. L ' aborto libero, addirittura garantito dallo Stato, è l'anello che salda al muro la catena infetta della Rivoluzione Sessuale.
Nessun popolo in preda alla rivoluzione sessuale può sopravvivere.
Bisognerebbe elaborare una "piattaforma" con questo programma e premere su Meloni perché la attui.
Bisogna anche battere sugli assegni familiari e fare in modo che la mamma si guardi i suoi bambini. Bisogna tornare al matrimonio Cattolico vecchio stile. Ritorniamo a vivere seriamente. La famiglia allargata è un'altra cxzzxtx modernista da cancellare.
Punto primo: tutti entrano senza documenti che tutti perdono prima di salire sui mezzi di trasporto. Chi ha stabilito che si possono far entrare persone senza documenti? E adesso noi dobbiamo fare la carta d'identità con le impronte digitali, NOI!!!!!!!!!!!! Perché lo vuole
l'Europa, ma questa gang europea deve solo che schiattare.
Con tutto il cuore mi auguro che l'Italia presto si desti con tutti gli Italiani che sono sempre stati presi per le terra da questo è
Come ci siamo difesi ?
Anche col martirio. Mai sentito parlare dei martiri di Otranto ?
I loro resti sono conservati in una cappella del Duomo. Siamo nel 1480 (con qualçhe dubbio da parte mia). Se si fossero convertiti all'islam avrebbero avuto salva la vita.
E poi c'e' l'ordine dei Trinitari fondati da Giovanni de Mata. Facevano collette e andavano nei paesi isĺamici a riscattare (cioe' pagavano) coloro che erano stati rapiti e ridotti in schiavitu' dai saraceni.
# elaborare una "piattaforma etica" e poi far pressione (lobbying) su Meloni perché la faccia sua. Almeno come programma. Già sarebbe importante oggi porre il problema dell'aborto, da abolire come falso diritto. Sarebbe un fatto rivoluzionario già porre questo problema.
Ma questo dovrebbe essere solo l'inizio di un discorso più articolato.
Bisogna anche avere il coraggio di dire che i c.d. "migranti" non hanno nessun diritto a venire qui, non può esistere un "diritto a migrare" con il corrispondente dovere di accogliere.
Quale sarebbe il fondamento di questo "diritto"?
Siamo stufi di "vivere nella menzogna", imperante a tutti i livelli, religioso incluso. Anzi, ha cominciato a mentire il Concilio quando, tra altre castronerie, ha preteso di farci credere che noi adoriamo lo stesso Dio dei mussulmani, per i quali la S.ma Trinità è solo idolatria, una bestemmia da punire con la morte. Un autentico dinosauro dentro la stanza, anche se in troppi fanno finta di non vederlo. E di farci credere che la vocazione di Israele è ancora attiva, come se fosse ancora valida la loro attesa del Messia, grazie alla quale considerano nel Talmud Gesù un mago, stregone, impostore, figlio di una "pettinatrice", e chi più ne ha più ne metta. Se la vocazione messianica di Israele è ancora valida, allora il Cristianesimo è un'impostura, se la logica è logica.
E tale lo considerano gli ebrei, un'eresia giudaica caduta nell'idolatria.
Altra famosa menzogna: distinguere tra eterosessuali e omosessuali come se i secondi fossero solo un modo diverso ma legittimo di avere rapporti sessuali. Falsità, perché i rapporti omosessuali, di qualsiasi tipo, sono invece la perversione dei rapporti sessuali normali, secondo natura. E così sono stati sempre intesi, sin dai tempi di Platone.
L'elenco delle menzogne sarebbe lungo.
Oggi la menzogna è protetta dalle leggi, leggi infami, e persino imposta. È un mondo capovolto, che premia il vizio e opprime la virtù. Siamo dominati dal terrore, che non è solo quello, più grave, dei fanatici mussulmani.
pp
«A Modena ci sono precedenti che non vanno sottovalutati. Alcuni mesi fa, poco prima di Capodanno, a duecento metri dal luogo della tentata strage, un ragazzo di origine nordafricana, anche lui nuovo italiano come Salim, ha tentato di sgozzare un prete. Don Rodrigo si è salvato per miracolo. Inutile dire che anche quell’aggressione è stato rubricata come il gesto di un folle»….
QUESTA SOTTOVALUTAZIONE E QUESTO BUONISMO SARÀ LA TOMBA DELLA NOSTRA SOCIETÀ…!!!
La famiglia allargata significa nei fatti che, come agli animali di tanto in tanto vanno in calore, così di tanto in tanto ci si ammoglia, da cui discende un numero x di bambini, che finiscono di essere educati come capita capita oppure dati in adozione oppure abortiti. A breve da questa mescolanza itinerante usciranno società senza regola alcuna. La forza di un popolo risiede nelle poche e fondative regole che il popolo è in grado di darsi e di osservare. La civiltà nasce da queste regole osservate e tra queste fondativa è la famiglia, padre, madre, figli accuditi ed educati fino alla maggiore età. E cura particolare va rivolta ai nonni anziani che vanno onorati ed aiutati nella debolezza della vecchiaia. Come noi oggi possiamo constatare lo sgretolarsi della famiglia ha portato con sé lo sgretolarsi delle società e la tendenza di chiamare amore i tempi del calore ha innestato l'abitudine occidentale di usare parole auliche per coprire verità appartenenti al mondo animale.
Ci siamo difesi anche col martirio dall'Islam, vedi l'esempio dei Martiri di Otranto.
Ma quella fu una testimonianza di fedeltà alla vera fede, se vogliamo una "difesa" del nostro patrimonio spirituale e religioso, tuttavia del tutto ininfluente sul piano pratico.
Lo sbarco in Puglia da parte degli Ottomani era l'inizio di un piano di invasione dell'Italia da Sud, con obbiettivo Roma. I turchi lasciarono una robusta guarnigione per tornare in forze l'anno dopo. La guar nigione fu stretta d'assedio dalle deboli e raccogliticce forze degli Stati italiani del tempo (il papa aveva promosso una Lega contro il turco). Ma il sultano, il famoso Maometto II il Conquistatore (Mehmed Gazi) fu distratto da una serie di spedizioni militari contro Rodi e in altri luoghi e poco dopo morì, forse avvelenato. Così la spedizione fu rinviata sine die. Appresa la morte del sultano la guarnigione turca di Otranto si arrese ma potè ritirarsi. Prima dei Martiri, i truchi avevano massacrato gran parte della città, mandando migliaia di abitanti superstiti in schiavitù nei paesi da loro dominati.
La realtà è che la provvidenziale morte di Maometto II ci salvò dall'invasione militare vera e propria.
Ho citato a memoria ma i fatti sono più o meno questi.
H.
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