Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

giovedì 28 maggio 2026

Humanitas?

Una visione di massima di Martino Mora della prima enciclica di Leone XIV. Occorre leggerla con attenzione prima di un'analisi più accurata. Qui l'indice di quanto osservato finora.

Humanitas?

Magnifica Humanitas, la prima enciclica di Francis Prevost, critica giustamente alcune attuali derive tecno-capitaliste anticristiane a antiumane. Ma nonostante tutto offre un’analisi spuntata e scarsamente incisiva. Ci sono ovviamente i riferimenti d’obbligo a Dio e a suo Figlio, ma l’impostazione di Prevost é chiaramente antropocentrica.

Essa contrappone, per semplificare al massimo, l’umanesimo (buono) al transumanesimo (cattivo).
Quindi la modernità (buona )alla postmodernità e alle sue derive (potenzialmente cattive).

Come un novello Pico della Mirandola (altro che Sant’Agostino!) Prevost cita il termine “dignità”, in riferimento all’uomo più di 100 volte.
Decine di volte fa riferimento ai “diritti umani”, confusi del tutto impropriamente con la legge naturale.

Ad una prima lettura, invece, non vi ho mai trovato il termine “peccato originale”. Tutto questo è del resto perfettamente in linea con l’”umanesimo integrale” dei suoi predecessori dal Concilio in poi.

Orbene è assolutamente ingenuo, diciamo così, pensare come Prevost, che il transumanesimo non sia l’apice dell’umanesimo, del suo spirito originario: profano, borghese, affaristico, secolarizzato, calcolante.

È proprio l’umanesimo che fonda l’idea di un dominio tecnico illimitato sulla natura. È proprio l’umanesimo figlio dello spirito borghese acquisitivo, che antepone gradualmente i beni materiali a quelli spirituali. È proprio l’umanesimo che illude uomo di essere padrone della vita, sua e altrui. È proprio l’umanesimo che posta lo sguardo dal cielo alla terra. E’ proprio l’umanesimo che mettendo al centro l’uomo pone Dio ai margini. E trasforma prima la natura, poi gli esseri umani in oggetti di manipolazione.

Infine il capitalismo. Tutti i tecno futuristi più importanti, da Musk a Thiel, da Karp ad Andreessen, sono imprenditori miliardari che diventano sempre più ricchi grazie alle loro tecno -diavolerie, robot e intelligenza artificiale compresa. Non sarebbe giunto il momento di mettere in discussione il primato del mercato globale ipertrofico?

Una tecnica senza limiti è da sempre complementare a un‘economia senza limiti (il capitalismo) e a un individualismo senza limiti. È il modello sociale e antropologico malato dell’anglosfera. Anche su questo aspetto l’enciclica non sembra toccare il cuore del problema.
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Completo con la segnalazione di un lettore.

Per commentare adeguatamente la nuova enciclica occorre leggerla con attenzione. Nel frattempo, la csutela è d'obbligo, posto che dal Concilio Vaticano II in poi è una corsa a ingannare con belle parole, ad annacquare senza che il lettore se ne renda conto, e talvolta a usare anche spudorate menzogne (una di queste è la famosa questione della "Messa in latino" che rappresenta un falso ideologico che grida vendetta, poiché è tutto fuorché una questione linguistica).

Tuttavia c'è un articolo interessante sull'enciclica di Michael Palaluk, del quale riporto in traduzione un passaggio:

«L’attenuazione del linguaggio sul male intrinseco in materia di aborto (§55)

L’enciclica descrive l’aborto, l’uccisione degli innocenti e l’eutanasia come «scelte che la Chiesa considera gravemente sbagliate». Evangelium Vitae definisce tali atti "intrinsecamente malvagi" e una violazione diretta della legge divina. Il Catechismo definisce l’aborto «gravemente contrario alla legge morale»: formulazioni incondizionate, non espressioni di opinione.

Scrivere «la Chiesa considera gravemente sbagliate» introduce il verbo «considera», che implica che la posizione della Chiesa sia un’opinione tra le altre, mentre la tradizione avanza un’affermazione incondizionata. Non si tratta di una piccola variazione stilistica. Rappresenta un indebolimento misurabile e rilevante della posizione dichiarata dalla Chiesa sulla questione più fondamentale relativa alla vita». Echi della formazione conciliarista...

Invitiamo i soliti critici a prendere atto del fatto senza criticare il Papa. Questi sono tempi terribili, in cui anche le menti migliori sono inquinate. Unica nostra risposta deve essere la preghiera e l'amore. Fare post attaccando personalmente il Papa non serve a niente, e solo aumenta la confusione a dismisura.

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