Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

sabato 23 maggio 2026

Gli sputi sui sacerdoti e le aggressioni: nella Città Santa i cristiani vivono da perseguitati

Il Rossing center ha registrato 155 incidenti in Israele e a Gerusalemme Est nel 2025. Ieri oltraggiata la statua della Madonna nel convento della Custodia. Precedenti qui.
Gli sputi sui sacerdoti e le aggressioni:
nella Città Santa i cristiani vivono da perseguitati


Folla nazionalista davanti al Muro Occidentale per la "marcia delle bandiere" che ricorda l'annessione di Gerusalemme Est nel 1967/ Reuters

Nei giorni in cui gli arabi sbarrano gli antichi portoni e la Città Vecchia si veste solo del bianco e azzurro della Stella di David, l’anziano religioso che non rinuncia al saio sa già che cosa lo aspetta nelle ore dell’orgoglio nazionalista. «Se le toppe venissero analizzate al microscopio, troverebbero il Dna di tre generazioni di israeliani», dice il frate. Da sistematica ostilità il clima si sta facendo di reiterata e impunita violenza. Al Rossing center for education and dialogue hanno fatto i conti anche per il 2025: 155 incidenti contro cristiani, chiese o simboli religiosi in Israele e Gerusalemme Est di cui 61 attacchi fisici, 52 contro proprietà ecclesiastiche, 28 molestie e 14 deturpamenti. La Cisgiordania è esclusa. Lì i coloni hanno insediato il loro far west dove la notizia, semmai, sono le giornate senza aggressioni. Le pietre bianche e lisce della Via Dolorosa salgono verso il Santo Sepolcro, tra botteghe chiuse, archi bassi incombenti, pattuglie ferme agli angoli. Vengono allontanati gli attivisti non violenti, non la marmaglia violenta che gridando «morte agli arabi», dichiara che in Israele non c’è spazio per chiunque non sia ebreo, musulmano o cristiano che sia.

Ragazzini smagriti e rabbiosi, si muovono in branco, sbarcando da centinaia di bus venuti dalle campagne depredate ai palestinesi. Le bandiere sono un vessillo. Ma le aste che le reggono sono bastoni. Nel quartiere cristiano prendono a calci i portoni, fino a quando non trovano quello che cercano. Vedono l’uomo dai capelli radi e bianchi, una veste scura e un cordiglio bianco a cui è appesa una croce. Gli passano accanto, lo circondano, lo deridono, sputano a terra facendo in modo di colpire il drappo scuro che copre i sandali del religioso. È una pratica ordinaria. Quasi mai denunciata alle autorità. Quasi mai punita.

Sputare sui sacerdoti non è solo disprezzo, è come stabilire un perimetro. Per dirla con padre Nikon Golovko, rappresentante della missione ecclesiastica dell’ortodossia russa: «È un messaggio: la città non appartiene a tutti». Non è solo una sequenza di episodi. «Affrontano punizioni minime, ammesso che la polizia intervenga», dice John Munayer, del Rossing center. «Succede in pieno giorno», aggiunge, «non più ai margini». La contabilità degli episodi racconta una parte. L’altra è nella percezione. Ma i dati misurano anche la distanza. «Entrare in chiesa è proibito», ritiene quasi metà degli ebrei israeliani intervistati dai ricercatori del Rossing. «Il cristianesimo è idolatria», risponde una quota simile. Tra gli ultraortodossi haredi, la statistica è quella dell’unanimità: «È proibito entrare in chiesa» per il 96%, e per il 79% la pratica della fede nel Nazareno «è idolatria».

Non è solo questione di ortodossia. Il risultato è una percezione diffusa: il cristianesimo è «qualcosa da tenere a distanza». Rispetto al 2008, secondo il Rossing Center, diminuisce l’apertura all’insegnamento del cristianesimo e dei suoi testi. Solo il 38% degli intervistati vorrebbe che nelle scuole se ne parlasse. Il 55% è contrario. Sullo studio del Nuovo Testamento il rifiuto sale al 74%. La maggioranza degli israeliani condanna. Non si fa, però, sentire o viene silenziata. Ma per i cristiani locali il punto è un altro. «Non ci sentiamo accettati», ripetono. A Gerusalemme Est lo dice il 54%. «Mi sento a disagio a portare simboli cristiani», afferma il 42%. Solo l’11% parla di aperta accettazione. Il quadro è quello di una doppia minoranza. Cristiani in una città contesa. Cristiani in uno spazio pubblico dove anche un segno religioso può diventare esposizione.

Poi c’è il futuro. Il 36% valuta di lasciare il Paese. Tra i più giovani si supera il 50%. Non è una decisione immediata. È una possibilità concreta. L’emigrazione non nasce solo dalla paura. Viene dalla somma di gesti, silenzi, controlli, esclusioni. E dall’indifferenza. Pochi giorni fa una suora è stata spintonata e presa a calci nella Città Santa. Poco prima erano arrivate le immagini delle profanazioni del soldati israeliani in Libano. E ieri un gruppo di una trentina di giovani si sono dati appuntamento all’ingresso del Convento della Custodia di Terra Santa, e hanno coperto di sputi la statua della Vergine. «Un gesto grave e irrispettoso. Spero nell’intervento di chi può fermare questi episodi che ostacolano ogni tentativo di costruire percorsi di pace in Terra Santa e ovunque non si rispetti la vita e la libertà degli esseri umani», ha reagito padre Ibrahim Faltas, direttore delle scuole della Custodia di Terra Santa. In circolazione c’è un altro video che dimostra il disprezzo nei confronti di segni, statue, simboli del cristianesimo nel cuore antico di Gerusalemme.

Dal Santo Sepolcro la voce sempre allegra di padre Giuseppe Gaffurrini, stavolta sempre è rotta dall’emozione. «Non mi importa che sputino addosso a me e poi mi esprimano solidarietà. Penso alla gente di Gaza – dice – , e mi chiedo quanto sia ipocrita rivolgere parole solidali a noi e poi non dire una parola su quello che succede nella Striscia o in Libano.
Nello Scavo, inviato a Gerusalemme, 17 maggio 2026 Fonte

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Ricordiamo anche quel che avviene nella "democratica" Europa, in particolare in Polonia dove un bell'articolo di oggi su la NBQ tratteggia la criptodittatura del governo Tusk.

Anonimo ha detto...

Segnalo un libro di Paolo Piro, ed. Cantagalli, per capire qualcosa del pianeta musulmano: l'ombra del Jihad sulla Lunga Terra.

Anonimo ha detto...

~ Anche Gesù, dopo esser stato condannato a morte dal Sinedrio illegalmente riunito di notte nella casa di una delle massime autorità giudaiche, fu preso a sputi, dopo essersi dichiarato Figlio di Dio.
"[...] Allora il Sommo Sacerdote si stracciò le vesti, dicendo: 'ha bestemmiato! Che bisogno abbiamo di testimoni? Ecco, voi avete sentito ora la sua bestemmia. Che ve ne pare?' Quelli risposero: 'È reo di morte!'. Allora gli sputarono in faccia e lo percossero con pugni: altri lo schiaffeggiarono, dicendo: 'Indovina, Cristo, chi t'ha percosso?' (Matteo, 26, 65 ss.).
Il Vangelo di Marco, che raccoglie i ricordi di san Pietro a Roma, specifica: "Allora alcuni si misero a sputargli addosso, a bendargli il viso, a dargli degli schiaffi e a dirgli - Indovina! E i servi gli davano delle percosse" (Marco, 14, 65).
Bendandolo e poi schiaffeggiandolo gli gridavano addosso "Indovina, chi ti ha schiaffeggiato!" per significare che lo ritenevano un falso profeta. Era un modo di dileggiarlo, di esprimere il loro giudaico disprezzo.
Luca aggiunge: "E proferivano contro di lui molte altre ingiurie" (22, 65).
Niente di nuovo sotto il sole, dunque. "Come hanno perseguitato me, così perseguiteranno voi", ci ha ammonito il Signore (Giovanni, 15, 20).
Sembra che gli ebrei israeliani stiano commettendo lo stesso errore dei loro Padri, nel rinnegare Gesù Cristo loro Messia e nel perseguitare i suoi fedeli.
Un errore che è finito in tragedia, peraltro preannunciata dal Signore.
Lo Stato israeliano è composito: da un lato laico, dall'altro zelota. La componente laica, erede del giudaismo "liberal", soprattutto americano, per il prossimo mese di giugno, diventato pascolo delle oscene parate del c.d. orgoglio gay, sembra abbia in programma una grande parata omosessuale proprio nei luoghi dove sorgevano Sodoma e Gomorra. E questo dopo che gli archeologi moderni, con sofisticati strumenti di ricerca, comnciano ad affermare di aver trovato in quei luoghi i reperti "vetrificati" di abitazioni distrutte dal fuoco, in sostanza simili a quelli di Hiroshima.

Anonimo ha detto...

Giovanni Paolo II ha tanto lavorato per niente?

Anonimo ha detto...

Il discorso rivolto poco tempo fa da Don Pagliarani ai membri della Fsspx meriterebbe di essere riprodotto su questo blog, se Mic è d'accordo. È un discorso impregnato di vero spirito cristiano, tutto incentrato sull'umiltà e la carità. Sono queste le due virtù che devono esser praticate in occasione delle prossime Consacrazioni di Econe: nessuno spirito polemico, nessun trionfalismo, nessuno zelo amaro, ma la vera carità cristiana, come deve esser praticata da chi, nelle tenebre dell'apostasia dominante, è consapevole di esser rimasto fedele all'insegnamento di sempre della Chiesa.
Don Pagliarani ha invitato i membri della Fsspx a vedere le cose soprattutto dal punto di vista sovrannaturale, nella prospettiva trascendente della salvezza delle anime.
Colpisce la serenità, l'equilibrio veramente sovrannaturale, è il caso di dire, del suo discorso.
T.

Anonimo ha detto...

Credo che Sodoma e Gomorra siano state "ritrovate" da archeologi inglesi. (Visto anni fa bellissimo documentario proprio sul ritrovamento di Sodoma e Gomorra : il documentario e gli studiosi presentati erano inglesi).
Ma mi sembra, da semplice spettatore televisivo, che tutto Israele sia invaso da scavi archeologici. Gli israeliani cercano tracce dell'antico Israele e trovano i luoghi citati dal Vangelo e chiese paleocristiane.
Ma, dopo aver scavato quella che sembrava un'intera collina hanno riportato alla luce un palazzo di 6 piani che e' stato riconosciuto come il palazzo di Erode.
Tutti questi scavi sembrano necessari per confutare l'affermazione dei palestinesi che Israele non e' mai esistito. Anche i palestinesi in Italia cioe' Hannoun (?) e i suoi seguaci affermano questa enorme falsita'.

Anonimo ha detto...

Ho qui sotto il naso alcuni versetti (dall'8 in poi) del primo capitolò del Deuteronomio. Sono stabiliti con precisione , dalla parola del Signore i confini di Israele.
"Ho messo questo territorio in vostro potere , dice il Signore. Entrate in esso e conquistatelo."
Per un ebreo questo versetto e' la parola del Signore. Da mettere in pratica. E noi comè l'interpretiamo ?

da ex studente di Giurisprudenza ha detto...

Questo articolo potrebbe ispirare il mio conoscente, un professore di lettere alle medie, per un altro racconto fantapolitico o ucronico, stavolta sulla sopravvivenza o restaurazione dei regni crociati: ucronico se immaginasse che i Crociati fossero riusciti a resistere, più fantapolitico se immaginerà una restaurazione dopo la prima o la seconda guerra mondiale. Vedremo, le premesse per qualcosa di piacevole come lettura di svago ci sono.

Anonimo ha detto...

«Combattiamo, combattiamo, figliuoli miei, e non abbiamo timore di niente. Ricordatevi che i nemici di Dio spariscono e la Chiesa resta.
...Oh quanti sono i persecutori della Chiesa che sono defunti! e dopo aver sfogato la loro rabbia, dopo aver decimato le anime dei fedeli che servivano a Dio, son morti. E la Chiesa? La Chiesa RIMANE."

Papa Pio IX

Anonimo ha detto...

Cosa dobbiamo sapere? Hantavirus e Ebola: Stefano Montanari e Leonardo Guerra #montanari #guerra
Gatti Montanari
https://www.youtube.com/watch?v=x76YYzqgpHQ&t=9s
Fuori tema?
Ma se e' nell'agenda 2030!