Scrive un lettore:
"Mi è capitato di imbattermi stamattina presto in un finale di articolo di un noto scrittore su un altrettanto noto sito conservatore in cui si citava il (presunto) colloquio avvenuto tra Padre Pio e Mons. Lefebvre, nel quale il primo avrebbe messo in guardia Monsignore e profetizzato il male che sarebbe sortito dalla divisione della Chiesa per via delle sue scelte in contrasto con Roma.Molto perplesso circa tale fatto mi sono documentato velocemente, imbattendomi peraltro in un articolo di pochi giorni fa di Radio Spada nel quale, pur confermando l'avvenuto incontro storico tra i due personaggi, si spiega tuttavia come tale fatto sia ripescato ciclicamente ad uso improprio da chi vuole trarne giovamento e danneggiare la Fraternita'. In proposito, viene citata la dichiarazione di Mons.Lefebvre del 1990 in cui escludeva ogni colloquio e profezia in merito di Padre Pio. Vista la rilevanza della vicenda sarebbe bene fare chiarezza anche su questo stimato blog."
Mi limito a riprendere, insieme alla foto, quanto da noi pubblicato anni fa. E aggiungo, per chi obietta che il momento dell'incontro è precedente alla consacrazione dei vescovi, che padre Pio è ben noto per il suo discernimento degli spiriti e anche per la sua preveggenza. Mi pare evidente che, se avesse avuto da obiettare, non avrebbe baciato la mano e qualcosa avrebbe detto. Oppure, come in altri casi, avrebbe rifiutato l'incontro...
_____________ « È venuto in visita da padre Pio monsignor Marcel Lefebvre, arcivescovo di Synnada (Frigia), superiore generale della Congregazione dello Spirito Santo, e inoltre consultore della Congregazione di Propaganda Fide. Monsignor Lefebvre ha assistito alla Messa di padre Pio e s'è quindi incontrato con lui (vedere foto)» (dal bollettino ufficiale della Casa Sollievo della Sofferenza, 31 marzo 1967).
« L'incontro ebbe luogo dopo la Pasqua del 1967 e durò due minuti. Ero accompagnato da Padre Barbara da un Frate dello Spirito Santo, frate Felin. Ho incontrato Padre Pio in un corridoio, mentre si dirigeva verso il confessionale, accompagnato da due cappuccini. Gli ho detto in poche parole lo scopo della mia visita: che lui benedicesse la Congregazione dello Spirito Santo che doveva svolgere un capitolo generale straordinario, come tutte le società religiose, per un aggiornamento, incontro che temevo avrebbe condotto a dei problemi. Allora Padre Pio gridò: 'Me, benedire un Arcivescovo, no, no, è lei che dovrebbe benedire me!' E si chinò, per ricevere la benedizione. Io lo benedissi, lui baciò il mio anello e continuò il suo cammino verso il confessionale... Questo è stato tutto l'incontro, né più né meno » (da una lettera di Marcel Lefebvre, 8 agosto 1990)

24 commenti:
Chi attribuisce una pur debole veridicità al fatto, oltre alla stupidità, non ha letto una sola riga su p. Pio.
L'immagine è bellissima e mi commuove molto. Grazie Mic.
Aichardus
Leone XIV ha ereditato una crisi – e la sta aggravando
In un articolo di opinione pubblicato il 6 luglio su InfoVaticana.com (“Tribune”), Pedro Gómez Carrizo sostiene che decenni di deriva dottrinale e disciplinare abbiano svuotato l’autorità della Chiesa.
Egli scrive che Leone XIV esige obbedienza dalla Fraternità Sacerdotale di San Pio X, dopo aver trattato per anni altre controversie come negoziabili, contestuali o esenti.
Le priorità di Leone XIV messe a nudo
Roma ha tollerato quelle che Carrizo considera rotture ben più gravi della consacrazione episcopale della FSSPX:
- Il «Cammino sinodale» tedesco, che ha virato verso lo scisma senza alcuna conseguenza.
- Le nomine episcopali negoziate con il Partito Comunista Cinese.
- Le benedizioni alle coppie omosessuali.
- La sperimentazione liturgica.
- La sinodalità, che ha riproposto vecchie eresie sotto le spoglie di «innovazione».
La disponibilità a fare eccezioni in molti ambiti controversi, pur tracciando una linea di demarcazione assoluta nei confronti di Écône, sostiene Carrizo, mette in luce le priorità del Papa piuttosto che la sua forza.
«La firma è di Tucho; il fallimento è di Leone XIV»
Carrizo descrive il cardinale Víctor Manuel Fernández come l’incarnazione di quella «flessibilità» dottrinale che egli ritiene responsabile dell’attuale crisi della Chiesa.
L’azione di Fernández contro la FSSPX ha assunto la forma di una Nota, mentre solo un Decreto penale formale può stabilire lo status di scisma che Roma sta affermando.
Su questa base, Carrizo sostiene che la misura sia viziata dal punto di vista giuridico.
Sebbene Fernández abbia firmato il documento, Carrizo attribuisce la responsabilità al Papa: «La firma è di Tucho; la responsabilità è di Leone XIV».
Carrizo sostiene che Roma possieda l’autorità canonica, ma abbia sperperato la credibilità morale che conferisce forza a tale autorità.
Leone XIV, afferma, ha agito come se bastasse il solo potere giuridico.
Cara Mic, io sono uno di quelli che obbietta che, poiché l'incontro è avvenuto prima, non solo delle ordinazioni episcopali ma anche di quelle sacerdotali, padre Pio non poteva non baciare la mano di questo vescovo regolarmente cattolico. La chiaroveggenza davanti a un vescovo non conta. Poi ho anche riportato la testimonianza di suor Lucia nel post dell'articolo precedente. Come vedi anche suor Lucia ha avuto un prima e un dopo, cioè due modi di comportarsi in modo differente. Inoltre c'è da aggiungere, che lo stesso padre Pio riconosceva che non sempre godeva del dono di profezia per cui ci può anche stare la spiegazione che san Pio incontrò Mons. Lefebvre e non gli disse niente anche perché non sapeva niente. Ripeto, questa foto, oggettivamente non prova niente, né a favore, né contro.
La foto prova che è calunnia. Questo é il punto.
Davide Carollo
Padre Pio era molto schietto e non guardava in faccia a nessuno quando doveva fare dei rimproveri.
Quindi se monsignore era nel torto glielo avrebbe sicuramente fatto notare.
Io mi immagino queste due grandi figure cattoliche, Padre Pio e Mons. Lefebvre, che si guardano negli occhi profondamente, con una vena di malinconia per quel che era e quel che sara' della fede cattolica. Una sorta di timore e tremore al pensiero che l'oscuramento spirituale di Roma gettera' il mondo nel caos.
Non ho conosciuto personalmente Mons. Lefebvre, ma sono solito ammirare la luce profonda che emana dai suoi occhi e la bonta' del suo sguardo.
Padre Pio e Mons. Lefebvre: entrambi, a modo loro, hanno tenuta accesa la fiaccola della speranza e della fede, in grado di dissolvere la nebbia che ha raggiunto i colli.
Questa bella foto di circa 60 anni fa, in questo senso, e' una mirabile testimonianza del passaggio alla storia cristiana di due grandi uomini di fede che non hanno smarrito la Via maestra e che la indicano a coloro che sanno guardare oltre.
Scusate, ma cosa dovrebbe dimostrare questa foto? Mons. Lefebvre sbagliò, e anche di grosso, nonostante padre Pio gli avesse baciato la mano. Invece di mostrare questa foto inutile, perché non fare un thread sulla lettera che padre Pio inviò a San Paolo VI? La ricordate? Notate bene cosa scrisse padre Pio:
Osservatore Romano del 29 settembre 1968.
San Giovanni Rotondo, 12 settembre 1968
Santità,
Approfitto del Vostro incontro con i padri Capitolari per unirmi spiritualmente ai miei
confratelli ed umiliare ai Vostri piedi il mio affettuoso ossequio, tutta la mia devozione verso la Vostra Augusta Persona, nell'atto di fede, amore ed obbedienza alla dignità di colui che rappresentate sulla terra. [...] So che il Vostro cuore soffre molto in questi giorni per le sorti della Chiesa, per la pace del mondo, per le tante necessità dei popoli, ma soprattutto PER LA MANCANZA DI OBBEDIENZA DI ALCUNI perfino cattolici, all'alto insegnamento che Voi assistito dallo Spirito Santo e nel nome di Dio ci date. Vi offro la mia preghiera e sofferenza quotidiana, quale piccolo ma sincero pensiero dell'ultimo dei Vostri figli, affinché il Signore Vi conforti con la sua grazia per continuare il diritto e faticoso cammino, nella difesa dell'eterna verità, che mai si cambia col mutar dei tempi. Anche a nome dei miei figli spirituali e dei "Gruppi di preghiera" vi ringrazio per la parola chiara e decisa che avete detto, specie nell'ultima Enciclica Humanae vitae, e riaffermo la mia fede, la mia incondizionata obbedienza alle vostre illuminate direttive. Voglia il Signore concedere il trionfo alla verità, la pace alla sua Chiesa, la tranquillità ai popoli della terra, salute e prosperità alla Santità Vostra, affinché dissipate queste nubi passeggere, il regno di Dio trionfi in tutti i cuori, mercé la vostra opera apostolica di supremo Pastore di tutta la cristianità.Prostrato ai vostri piedi vi prego di benedirmi, assieme ai confratelli, ai miei figli spirituali,
ai "Gruppi di preghiera", ai miei ammalati, a tutte le iniziative di bene che nel nome di Gesù e con la vostra protezione ci sforziamo di compiere.Della Santità Vostra umilissimo figlio
p. Pio, cappuccino".
Secondo voi a chi si riferiva padre Pio quando parlava di disobbedienza? Secondo me proprio di Lefebvre.Invece di mettere queste inutili foto, parlate di questa lettera.
Ho verificato la correttezza della fonte. Sono basita. Non tanto per il possibile non provato riferimento a mons. Lefebvre, quanto per le espressioni nei confronti di Paolo Vi...
E mi chiedo: completamente di suo pugno, così lunga e articolata a pochi giorni dalla sua morte?
E se fede e ragione hanno un senso, ancora a prescindere da Lefebvre, vi pare che Paolo VI abbia ottemperato a questa preghiera?
"affinché il Signore Vi conforti con la sua grazia per continuare il diritto e faticoso cammino, nella difesa dell'eterna verità, che mai si cambia col mutar dei tempi."
Anonimo 22:29
Si tenga il suo concione stillante odio, si tenga il suo "San Paolo VI"! Mi saluti Sarah Mullally, 'Arcivescovessa Anglicana, assai più degna di rispetto dei suoi amati demolitori della Chiesa Cattolica Apostolica Romana di ieri e di oggi.
VIVA CRISTO RE!
Si riferiva a tutti i contestatori dell'Humanae Vitae: cardinali, vescovi e laici. E non erano pochi.
Non è necessaria la scienza in fusa per capirlo, è citata anche nella lettera.
Ma capisco che le interpretazioni fantasiose siano più succulente.
@ Anonimo 9 luglio 22.29
Padre Pio poteva riferirsi alla conferenza episcopale dei Paesi Bassi che aveva pubblicato il nuovo catechismo olandese il 4/10/1966.
L' enciclica Humanae vitae è stata criticata da molti cardinali, forse anche a questo si riferiva Padre Pio.
Se si vuole far polemica con la sua frase "PER LA MANCANZA DI OBBEDIENZA DI ALCUNI" Padre Pio ha accettato ciecamente senza fiatare il CV II? Cosa impossibile, ma se uno vuole può costruire complotti a piacimento a favore di questa illazione.
L' enciclica Humanae vitae del 1968 è stata l' ultima di Paolo VI non ne ha scritte più per le forti critiche, lui è morto nel 1979, 10 anni senza scrivere nessuna enciclica.
L’annuncio di papa Leone poco prima della consacrazione dei 4 vescovi della Fraternità : “…è una loro scelta…rifiutano di accettare alcuni elementi fondamentali della Chiesa, a cominciare da diversi punti del Concilio Vaticano II. Se prendono questa decisione, mi dispiace. Ma dobbiamo andare avanti».”
Se assumiamo come un assioma, o un postulato, che quell’andare avanti abbia come obiettivo finale la preparazione del Regno dell’Anticristo, allora “tout se tient”, tutto si spiega, come dicono i francesi, ogni novità, nomina, iniziativa che tireranno fuori dal cappello a cilindro sarà sicuramente funzionale al raggiungimento di questo obiettivo. Non dovremo quindi scervellarci per capire iniziative come quelle descritte in questo recente articolo http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV8025_Jackson_Leone_promuove_Prefetta.html
Stante questa chiave interpretativa risulterà ovvia, quindi, la scomunica di Mons. Viganò,, di don Claudio Crescimanno, e da ultimo la ridicola scomunica della FSSPX (per Mons. Strickland non dovrebbe mancare molto); tali atti infatti sono pienamente coerenti al raggiungimento del loro obiettivo, che richiede di far piazza pulita di tutto ciò che si oppone ad esso e smaschera la loro doppiezza, la loro falsità, i loro inganni, i loro tradimenti
NOTA BENE.
La lettera di Padre Pio a Paolo VI citata dal commento delle 22:29 è del 12 settembre 1968, quindi prima della riforma liturgica montiniana e ben prima della fondazione del Seminario di Écone, avvenuta il 1* novembre 1970, se non erro, in modo assolutamente regolare.
Pertanto, Padre Pio non poteva riferirsi a mons. Lefebvre quando nominava i disobbedienti nella Chiesa. Ce l'aveva di sicuro con tutti quelli (non pochi) che avevano attaccato la Humanae Vitae di Paolo VI, che proibiva gli anticoncezionali etc.
Occhio alle date, prima di parlare.
pp
Indipendentemente da come si vedano le cose: Mons Lefebvre è una delle figure più improtanti della Chiesa del 20. secolo. Mi riesce difficile pensare che i carismi di Padre Pio, in un momento così importante, non siano stati attivi. Mi pare più convincente pensare che abbia visto e ne abbia tratto le sue conseguenze. Conseguenze che vediamo in questa foto.
Aichardus
Precisazione utile, per quello che vale:
la lettera a Paolo VI venne redatta dal padre guardiano dell’epoca, p. Carmelo Di Donato da San Giovanni in Galdo. È vero che Padre Pio indicò per sommi capi cosa dovesse contenere. La lesse e la firmò. Questo riporta la Biografia ufficiale, con tanto di nota a piè di pagina.
Anonimo di 10 luglio, 2026 11:06 Scrive:
NOTA BENE.
La lettera di Padre Pio a Paolo VI citata dal commento delle 22:29 è del 12 settembre 1968, quindi prima della riforma liturgica montiniana e ben prima della fondazione del Seminario di Écone, avvenuta il 1* novembre 1970, se non erro, in modo assolutamente regolare.
Pertanto, Padre Pio non poteva riferirsi a mons. Lefebvre quando nominava i disobbedienti nella Chiesa. Ce l'aveva di sicuro con tutti quelli (non pochi) che avevano attaccato la Humanae Vitae di Paolo VI, che proibiva gli anticoncezionali etc.
Occhio alle date, prima di parlare.
Ha ragione, le date contano, Mons. Lefebvre quando ha incontrato padre Pio era, come ho asserito in precedenza, un regorale vescovo cattolico che si sforzava di contrastare del derive conciliari e postconciliari. Per cui padre Pio DOVEVA baciargli l'anello.
Se poi stiamo alla richiesta di benedizione fattagli dal Vescovo e dal diniego di padre Pio, lo si può normalmente intendere come un atto di umiltà ma, volendo fare i complottisti contro Mons. Lefebvre, potremmo dire che si trattò di un rifiuto garbato.
Come vedete, se iniziamo a far dire alle cose più di quello che dicono, è la fine. Io sono un sacerdote e religioso e sono stato abituato a baciare la mano dei sacerdoti e l'anello dei vescovi, anche di quelli pessimi perché in essi si venera la loro autorità. Altro conto è baciare la mano di uno scomunicato ufficialmente.
Padre Pio ricevette la stessa educazione, anzi più ferrea di quella che ho ricevuto io, per cui sapeva bene la distinzione fra profezia (che comunque lascia sembre un briciolo di incertezza perché non si sa se è vera o un inganno del nemico) e sentenza ufficiale della Chiesa: alla prima non si è tenuti strettamente ad obbedire, alla seconda sì.
Riguardo la prima, leggetevi cosa dice san Giovanni della Croce circa le rivelazioni private.
Circa la seconda leggetevi cosa dice san Tommaso sul caso di partecipare alla Messa di un prete scandaloso e di uno punito dalla Chiesa.
Infine, san Francesco d'Assisi, ripeto, san Francesco d'Assisi, davanti agli eretici patarini o manichei lombardi che gli portarono davanti un prete notoriamente concubinario ma non punito dal Vescovo, gli baciò le mani. Nel seguito vi riporto il testo preso dalle fonte così imparate quale riverenza si debba sempre riservare anche certi preti e prelati scandalosi.
Altro passo delle Fonti Francescane: FF 2254 in cui si riporta lo stesso racconto con qualche modifica:
2. Ho sentito narrare (3) che il beato Francesco era giunto
in un paese della Lombardia, dove girava la fama della sua
santita` . Ma un eretico, credendolo uomo semplice, nell’intento di confermare la sua setta e i suoi adepti accorsi sul posto,
vedendo che il prete del paese gli andava incontro, esclamo` :
«Ecco, o buon uomo, che dici di costui che ha la cura della
parrocchia di questo villaggio e tiene con se´ una concubina ed
e` noto a tutti noi che e` macchiato di molti crimini? Che cosa
puo` essere amministrato o dato di puro da lui?».
Il santo, notando la malizia dell’eretico, ribatte´ : «E ` questo
il sacerdote del paese, di cui voi dite tali cose?». Ed essi annuirono.
Egli allora si inginocchio` nel fango e baciandogli le
mani disse: «Queste mani hanno toccato il mio Signore e, comunque
esse siano, non hanno potuto renderlo immondo o
diminuire la sua potenza. A onore del Signore, onora il suo
ministro. Egli puo` essere per se stesso malvagio, per me e`
buono». E cosı` gli eretici rimasero confutati.
Padre Pio fu un fedelissimo figlio di san Francesco per cui imitò il suo Serafico Padre. Da questa foto non si ricava dunque un bel niente!!!!!!!
Ovviamente circa il fatto se padre Pio approvasse o meno le future scelte del Vescovo. Ripeto, qualosa lo sapesse per profezia e non le condividesse, riverì le mani sacerdotali di un Vescovo.
Insomma deve prevalere per forza la vostra ipotesi (ripeto ipotesi) negativa...
Padre Pio non avrebbe forse baciato l’anello di sant’Atanasio, pur essendo stato ingiustamente scomunicato? E che cosa disse Padre Pio del Concilio? Celebrò forse il Novus Ordo?
Se davvero avesse avuto una tale profezia, avrebbe forse baciato l’anello di Mons. Lefebvre? Il suo atteggiamento sarebbe stato ben diverso, e assai più simile a quello tenuto nei confronti di Padre Gemelli durante la sua visita. Il dono della profezia, infatti, non lo accompagnava costantemente; non si può però dire lo stesso del dono di leggere nei cuori. Un vescovo che si reca a San Giovanni Rotondo per chiedere la sua benedizione in vista di un Capitolo Generale è, con ogni evidenza, un buon vescovo. Lo dimostra anche la sua opera: se la Messa tridentina ha continuato a essere celebrata, è perché Dio si è servito di Mons. Lefebvre per difenderne la continuità e la trasmissione. Come avrebbe potuto Padre Pio dire al principale artefice di quest'opera che egli avrebbe causato un grande male alla Chiesa? Soprattutto quando, per alcuni, il bene sembra ridursi alla sola obbedienza formale?
Il vero punto della pubblicazione è confutare la calunnia secondo cui Padre Pio avrebbe pronunciato una presunta profezia sul male che Mons. Lefebvre avrebbe arrecato alla Chiesa. Tutto il resto non è che un cumulo di chiacchiere vuote.
Eh, un giorno conosceremo la verità!
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