Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

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martedì 25 agosto 2026

'Quantum potes, tantum aude — osa fare il più possibile': un'intervista a Dom Alcuin Reid

Nella nostra traduzione da AdVaticanum. Dom Alcuin Reid, priore fondatore del Monastero di Saint-Benoît in Provenza, parla ad AdVaticanum del suo monastero e del ruolo centrale della Sacra Liturgia nella vita della Chiesa. Discute di Sacrosanctum Concilium, delle riforme liturgiche post-Concilio Vaticano II, dell'influenza di Papa Benedetto XVI e delle Traditiones Custodes. Precedenti su Alcuin Reid a partire da qui.

'Quantum potes, tantum aude — osa fare il più possibile':
un'intervista a Dom Alcuin Reid


Dom Alcuin Reid è il priore fondatore del Monastero di Saint-Benoît in Provenza, Francia, una comunità benedettina tradizionale nella diocesi di Fréjus-Toulon. Rinomato studioso di liturgia, ha dedicato gli ultimi quindici anni alla guida del monastero nella sua missione di offrire il meglio a Dio attraverso il Rito Romano antiquior.

In questa intervista, egli parla ad AdVaticanum degli ultimi sviluppi del monastero, della sua vita liturgica e della Sacrosanctum Concilium, la Costituzione sulla Sacra Liturgia del Concilio Vaticano II.

mercoledì 17 giugno 2026

Leone XIV sulle ordinazioni episcopali della FSSPX

Ultime notizie da EWTN. Abbiamo le ipsissima verba: Leone XIV parla con i giornalisti fuori dalla villa papale di Castel Gandolfo il 16 giugno 2026. Purtroppo non poteva andar peggio: in perfetta coerenza con l'andazzo modernista irreversibile... Intanto di quale scisma sta parlando e su cosa lo fonda? Concludiamo con le considerazioni di una carissima amica. Il suo pensiero rispecchia quello di tanti cristiani autentici e semplici, cui non sfuggono i problemi ma non ne conoscono le cause da noi più volte sviscerate, individuabili proprio nella rivoluzione storicistica antropocentrica innescata dal concilio; per la quale tutto, anche e soprattutto i dogmi, può esser messo in discussione; ma per nessun motivo si può discutere il superdogma del concilio con l'ormai conclamata sinodalità [qui] — che distrugge l'unità e l'universalità della Chiesa, a partire dal primato petrino —, istituito dallo stesso Signore nostro, Dio nostro.  Dal motore interno potete trovare una marea di articoli e riflessioni sul problema attuale e sulle derive conciliari.  (Maria Guarini)

Leone XIV: le ordinazioni episcopali della FSSPX rischiano di aggravare lo scisma

La Fraternità Sacerdotale San Pio X ha annunciato l’intenzione di consacrare quattro sacerdoti vescovi il 1° luglio senza il permesso di Papa Leone XIV

CASTEL GANDOLFO, Italia — Papa Leone XIV ha avvertito che le previste ordinazioni episcopali della Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) potrebbero spingere il gruppo verso lo scisma, rinnovando l’appello a fermarsi e a rimanere in comunione con la Chiesa.
«Li abbiamo invitati, e sto ancora valutando la possibilità di rivolgere un ulteriore appello, per dire: “Non fatelo. Cerchiamo di vivere la comunione nella Chiesa”. Ma è una loro scelta. Devono comprendere che cosa significhi per loro e per la Chiesa», ha detto il Papa rispondendo alle domande dei giornalisti fuori da Villa Barberini, a Castel Gandolfo, il 16 giugno.

domenica 31 maggio 2026

Monsignor Rey difende la Messa tradizionale e sottolinea l'aumento dei battesimi in Francia.

Nella nostra traduzione da Infovaticana

Monsignor Rey difende la Messa tradizionale
e sottolinea l'aumento dei battesimi in Francia.


Il vescovo emerito di Fréjus-Toulon, Dominique Rey, ha difeso la necessità di tenere le porte aperte ai cattolici legati alla liturgia tradizionale e ha avvertito che la Chiesa deve saper integrare i diversi carismi che rimangono fedeli alla dottrina cattolica.

In un'intervista con Advaticanum, Rey ha affrontato il tema della secolarizzazione in Francia, la situazione della Fraternità Sacerdotale San Pio X, le conseguenze della Traditionis custodes e i segnali di rinnovamento che cominciano a manifestarsi in una società profondamente scristianizzata.

mercoledì 27 maggio 2026

La Casa Generalizia annuncia i nomi dei futuri vescovi

Resi noti i nomi dei sacerdoti della FSSPX che riceveranno la consacrazione episcopale.
La Casa Generalizia annuncia i nomi dei futuri vescovi
26 Maggio 2026

COMUNICATO DELLA CASA GENERALIZIA

In questa ottava di Pentecoste, don Davide Pagliarani, Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, ha la gioia di annunciare i nomi dei sacerdoti della Fraternità scelti per ricevere la consacrazione episcopale il prossimo 1º luglio a Écône.

In uno spirito di rispetto verso l’autorità suprema della Chiesa universale, i dossier di questi sacerdoti sono stati presentati al Santo Padre, accompagnati da alcune spiegazioni necessarie per una corretta comprensione di questa iniziativa, nel contesto molto particolare ed eccezionale di queste consacrazioni episcopali.

I quattro sacerdoti sono:
  • Reverendo don Pascal Schreiber, di nazionalità svizzera;
  • Reverendo don Michael Goldade, di nazionalità statunitense;
  • Reverendo don Michel Poinsinet de Sivry, di nazionalità francese;
  • Reverendo don Marc Hanappier, di nazionalità francese.

lunedì 11 agosto 2025

Leone XIV, un pontificato a tappe?

Ringrazio Res Novae – Perspectives romaines per l'interessante articolo che segue di don Claude Barthe sul papato di Leone XIV.

Leone XIV, un pontificato a tappe?

«Simone, Simone, ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli» (Lc 22, 31-32).
Abbiamo avuto occasione di dire che il pontificato bergogliano, con le sue ampollosità, può ben costituire, se non la fase terminale del post-Vaticano II, almeno l’approssimarsi della sua fine. A condizione, beninteso, che si trovino uomini di Chiesa con la determinazione necessaria per voltare pagina. In assenza ed in attesa di questo, si può sperare nell’adozione di una sorta di realismo a tappe, in virtù del quale lasciar vivere e svilupparsi le forze cattoliche ancora esistenti. È, però, in definitiva al grande ritorno dell’ordine magisteriale che aspira la Chiesa di Cristo e che i suoi pastori devono preparare.

Un papa per «placare le tensioni»
I Papi che si sono succeduti nel post-Concilio hanno riposto tutta la loro energia nel superare le fratture, che avevano inevitabilmente provocato il cedimento liberale della dottrina ecclesiologica e, dopo Francesco, quello della dottrina matrimoniale. Fratture dottrinali spiegate da quella causata dalla riforma liturgica, anch’essa liberale, edulcorata. Nessuna «ermeneutica» ha funzionato per incollare di nuovo i pezzi del vaso rotto. Il messaggio missionario della Chiesa non ha smesso di affievolirsi, allo stesso tempo in cui si assottigliava il numero dei suoi preti e dei suoi fedeli. Inoltre, lo stile di attuazione del pontificato di Francesco ha provocato un caos generalizzato.

venerdì 11 luglio 2025

Come la Chiesa deve recuperare la sacra mascolinità abbandonata

Nella nostra traduzione da Substack.com. una drammatica ma realistica diatriba sulla banalizzazione del sacerdozio conseguente al modernismo e le ragioni della crisi epocale in cui versano le vocazioni, peraltro invece presenti negli ambiti Tradizionali. Precedenti qui - qui.

Prevenire un futuro senza preti
Come la Chiesa deve recuperare la sacra mascolinità abbandonata

San Giovanni da Capistrano incita i soldati alla vittoria sui turchi (particolare di un dipinto presso l'omonima missione in California)

La Chiesa cattolica sulla Terra ha un problema con i preti. Un problema grosso. Non del tipo di cui si legge sui titoli dei giornali. Del tipo che si vede nei seminari vuoti. Del tipo che emerge dalle statistiche e fa sudare i funzionari vaticani sotto i paramenti.

Negli ultimi cinquant'anni, l'America ha perso il 40% dei suoi sacerdoti. La Francia ordina meno uomini ogni anno di quanti la maggior parte delle periferie produca diplomati. I seminari tedeschi rimangono in gran parte vuoti. L'Irlanda fatica a riempire anche solo una classe di seminario. La stessa istituzione sopravvissuta alla persecuzione romana, alle invasioni barbariche e a due guerre mondiali non riesce a convincere i giovani a diventare sacerdoti. Qualcosa di fondamentale si è rotto.

mercoledì 2 luglio 2025

Il rapporto ufficiale del Vaticano rivela le gravi crepe nei fondamenti della Traditionis Custodes

Nella nostra traduzione da Substack.com un nuovo articolo di Diane Montagna, con dettagli  precedentemente non divulgati (trovate anche dei testi da scaricare in calce), che sollevano seri interrogativi sulla motivazione dichiarata del decreto di Papa Francesco del 2021 che limita la messa latina tradizionale. Di certo farà molto scalpore e susciterà reazioni nell'ambito modernista. C'è da dire che Diane Montagna non rilascerebbe mai nulla che non avesse un pedigree perfetto. Da anni si occupa del vaticano, è molto conosciuta e rispettata agli eventi ufficiali dei media vaticani, ed ha una reputazione stellare per il suo giornalismo. Dunque non avrebbe  reso pubbliche informazioni di questa portata se non fossero più che testate. È stata anche destinataria, qualche anno fa, di fughe interne sui sondaggi, quindi questo non è il suo primo rodeo. Lo testimoniano i precedenti nella nostra puntuale traduzione e pubblicazione del momento: qui - qui - qui. Del questionario avevo parlato qui Qui l'indice degli articoli su Traditionis custodes e restrizioni successive.

Il rapporto ufficiale del Vaticano rivela le gravi
crepe nei fondamenti della Traditionis Custodes


CITTÀ DEL VATICANO, 1° luglio 2025 — Sono emerse nuove prove che evidenziano importanti crepe nel fondamento della Traditionis Custodes, il decreto di Papa Francesco del 2021 che ha limitato la liturgia romana tradizionale.

Questo giornalista ha ottenuto la valutazione complessiva del Vaticano sulla consultazione dei vescovi che avrebbe "spinto" Papa Francesco a revocare Summorum Pontificum, la lettera apostolica di Benedetto XVI del 2007 che liberalizzava il vetus ordo, più comunemente noto come "Messa latina tradizionale", e i sacramenti.

Il testo precedentemente non divulgato, che costituisce una parte fondamentale del rapporto ufficiale della Congregazione per la Dottrina della Fede sulla consultazione dei vescovi del 2020 riguardante Summorum Pontificum, rivela che "la maggior parte dei vescovi che hanno risposto al questionario ha affermato che apportare modifiche legislative a Summorum Pontificum causerebbe più danni che benefici".

mercoledì 25 giugno 2025

Un bilancio che non torna: il report dei vescovi francesi e il silenzio sulle vocazioni

Precedenti sulle vocazioni legate alla Tradizione in Francia qui - qui - qui e in generale qui - qui.
Un bilancio che non torna: il report dei vescovi
francesi e il silenzio sulle vocazioni


Città del Vaticano - Nei giorni scorsi, precisamente il 19 e 20 giugno 2025, la Presidenza della Conferenza Episcopale Francese (CEF) è giunta in Vaticano per il consueto incontro con il Pontefice. Ma questa volta l’incontro aveva un peso particolare: è stato il primo incontro ufficiale della Presidenza con Papa Leone XIV, ma anche l’ultimo, giungendo alla vigilia della conclusione del loro mandato. A guidare la delegazione: Mons. Éric de Moulins-Beaufort, arcivescovo di Reims e presidente della CEF, insieme a Mons. Vincent Jordy (Tours), Mons. Dominique Blanchet (Créteil), Mons. Hugues de Woillemont, e la sig.ra Céline Reynaud-Fourton, direttrice per gli Affari Istituzionali e Internazionali. La visita si è aperta con un incontro diplomatico presso l’ambasciata francese presso la Santa Sede e si è conclusa con un’udienza privata concessa dal Santo Padre, durante la quale è stato presentato il bilancio di sei anni di presidenza. Temi affrontati: dalla sinodalità alla bioetica Il resoconto fornito dalla stessa CEF menziona un ventaglio ampio di temi trattati: dalla lotta contro gli abusi all’aumento dei catecumeni, dalla formazione dei sacerdoti alle sfide bioetiche, passando per la solidarietà, l’ecologia, il dialogo interreligioso e – nota non secondaria – le comunità tradizionaliste. Su quest’ultimo punto, non si entra nel dettaglio. Ma che venga esplicitamente indicato nel comunicato suggerisce che se ne sia parlato ed è un tema preoccupante. La domanda resta: i vescovi francesi ne hanno parlato per mettersi in ascolto o per diffondere i propri pregiudizi? Papa Leone XIV ha voluto invece soffermarsi su tre nodi specifici: la crisi ecologica, la crescita dei catecumeni in Francia e la tensione internazionale. Sorprende, però, che i vescovi francesi non abbiano richiamato l'attenzione su una delle vere emergenze della Chiesa francese: le vocazioni sacerdotali.

mercoledì 14 maggio 2025

La liturgia tradizionale riempie le chiese, eppure i prelati continuano ad opporvisi

Mentre le statistiche vaticane documentano un ulteriore calo del numero di sacerdoti cattolici e seminaristi, molti responsabili della Chiesa sembrano decisi a fare qualsiasi cosa fuorché tornare alle pratiche tradizionali — nonostante gli istituti tradizionali continuino a registrare una crescita costante di vocazioni e partecipazione.

Le ultime statistiche ufficiali rilasciate dal Vaticano sulla Chiesa cattolica non sono affatto rassicuranti. È vero che il numero complessivo dei cattolici è aumentato, ma allo stesso tempo il numero di sacerdoti e seminaristi ha continuato a diminuire. In effetti, il calo del numero di seminaristi prosegue senza interruzione dal 2012.

venerdì 28 marzo 2025

Dove il cardinale Roche sbaglia sulla messa latina tradizionale

Nella nostra traduzione da The Catholic Herald una delle tante reazioni alle recenti dichiarazioni del card. Roche [qui - qui]. La riflessione è piuttosto sommaria rispetto alle analisi a cui siamo abituati, sembra di un Neofita, ma ribadisce cose essenziali e conferma la grande diffusione della Tradizione, soprattutto tra i giovani, in tutto l'Orbe cattolico [qui]. Lo scalpore creato dalle restrizioni [qui] ha fatto conoscere la Messa dei secoli provocando l'eterogeneità dei fini.

Dove il cardinale Roche sbaglia sulla messa latina tradizionale

Mi interessava ascoltare il discorso del cardinale Arthur Roche riflessioni nella sua recente intervista al Catholic Herald che celebra il suo Giubileo d'oro, in particolare i suoi commenti sulla Messa latina tradizionale e il suo posto nella Chiesa odierna. 
Mentre esprime opinioni chiare sulle riforme successive al Concilio Vaticano II e sulla devozione di coloro che partecipano alla Messa tridentina, non ho potuto fare a meno di pensare che la sua valutazione abbia trascurato alcune delle ragioni più profonde per cui molti, soprattutto i cattolici più giovani, sono attratti da questa forma di culto. Data l'importanza della liturgia nel plasmare la fede dei laici, credo che le sue osservazioni meritino un esame più attento e ponderato.

martedì 25 marzo 2025

L'impatto della liturgia sulle vocazioni: un'analisi basata sulla Giornata del Seminario

Nella nostra traduzione da Infovaticana un bilancio sulle vocazioni relazionato alla Liturgia.

L'impatto della liturgia sulle vocazioni: 
un'analisi basata sulla Giornata del Seminario

Ogni 19 marzo, festa di San Giuseppe, la Chiesa celebra la Giornata del Seminario, una giornata che ci invita a riflettere sulla realtà delle vocazioni nel mondo.
In un contesto di crisi vocazionale in molti paesi occidentali, questa analisi si propone di esaminare i dati disponibili sul rapporto tra il numero di seminaristi e sacerdoti nei diversi contesti ecclesiali.
Una delle principali conclusioni è che esiste una sorprendente correlazione tra liturgia e vocazioni, evidenziata dal confronto tra gli istituti tradizionali e le diocesi.

Una prospettiva preoccupante nei paesi secolarizzati
Sebbene la situazione vocazionale vari da Paese a Paese, l'analisi dei dati diocesani rivela un fenomeno ricorrente nei Paesi più secolarizzati: il rapporto tra seminaristi e sacerdoti è estremamente basso. In alcuni casi non si riesce nemmeno a raggiungere il tasso di ricambio generazionale, il che mette a rischio la continuità del clero nel medio e lungo termine.

domenica 26 gennaio 2025

La Garde: l'abbazia francese diventata troppo piccola per l'aumento delle vocazioni

Le comunità tradizionali, nonostante tutto, continuano a crescere. Accade in Francia. Nella nostra traduzione da El Debate la notizia e i dettagli. I monaci benedettini costruiscono, spesso con tecniche medievali, un nuovo monastero tipico del XXI secolo.

La Garde: l'abbazia francese diventata troppo piccola 
per l'aumento delle vocazioni

Nel mezzo della campagna francese, nella regione del Lot-et-Garonne , sorge l'Abbazia di Sainte-Marie de la Garde, comunità benedettina che sta portando avanti un ambizioso progetto di espansione. Questo sforzo mira anche a far rivivere la tradizione del 'monaci costruttori', una pratica che risale al Medioevo e che ha lasciato un segno indelebile nell'architettura europea.

L'iniziativa, segnalata dal National Catholic Register qui, nota come “Grande Progetto di Speranza”, è iniziata nel maggio 2023 con la costruzione di un chiostro, di un campanile e di alloggi per i monaci. Le fasi successive prevedono la realizzazione di una chiesa abbaziale, di una cripta, di un complesso alberghiero, di una sala congressi e di un'infermeria.

lunedì 13 gennaio 2025

McElroy e la follia

Ricevo e volentieri condivido un commento del prof. Kwasniewski sulla nomina del cardinale McElroy alla guida della diocesi di Washington. Precedente qui.

McElroy e la follia
La notizia più importante della scorsa settimana, ovviamente, è stato il disgustoso annuncio che il cardinale di San Diego Robert McElroy, che niente meno che il vescovo Thomas Paprocki aveva accusato non troppo sottilmente di eresia circa due anni fa su First Things, è stato nominato nuovo arcivescovo di Washington DC, con l'effetto (come ha osservato seccamente Eric Sammons) non tanto di esaltare l'uomo quanto di sminuire la reputazione della diocesi costretta a riceverlo.

Nelle parole dell'annuncio di Rorate Caeli :
Il vescovo di San Diego, ex-alunno di McCarrick e cardinale nominato da Cupich Robert McElroy, sarà il nuovo arcivescovo di Washington. Sembra abbastanza appropriato che la notizia arrivi mentre il Distretto di Columbia è colpito dalla più grande tempesta invernale degli ultimi dieci anni. Neve e ghiaccio soffiano da ovest, mentre venti gelidi portano il massimo esperto di McCarrick nella capitale degli Stati Uniti.

venerdì 22 novembre 2024

Diebus saltem dominicis. — 6a domenica post Epifania: è tempo di esami

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la meditazione settimanale di p. John Zuhlsdorf, sempre nutriente e illuminante, che ci consente di approfondire, durante l'ottava, i doni spirituali della domenica precedente [vedi].

Diebus Saltem Dominicis —
6a domenica post Epifania: è tempo di esami


"Stai meglio oggi rispetto a quattro anni fa?"

Con l’avvicinarsi e il passare delle elezioni nazionali negli USA, questa domanda ronzava sicuramente nelle menti di molte persone che prestano almeno un po’ di attenzione alle necessità della vita.

Con l’avvicinarsi della risoluzione dell’anno liturgico della Chiesa, la prossima settimana, dovremmo porci la stessa domanda sul nostro benessere spirituale. Nella vita quotidiana prestiamo attenzione ai libri, ai conti di casa, al pagamento delle bollette, al controllo dei nostri bilanci e al progresso o al declino. È importante farlo, anche se queste sono questioni passeggere, l’effimero di un mondo che finirà nel fuoco (cfr. 2 Pietro 3). Quanto più importante è che prestiamo attenzione al progresso o al declino dello stato delle nostre anime, che sono eterne?

venerdì 8 novembre 2024

Sinodalità taroccata: ostinato silenzio sulla Messa antiquior

Sinodalità taroccata se una parte del popolo di Dio, che è innanzitutto parte del corpo mistico di Cristo,  viene ignorato e non se ne prendono in considerazione le ragioni in quella che viene presentata come la nuova frontiera del dialogo ecclesiale ad intra e oggi perfino ad extra. Nella nostra traduzione da National Catholic Register un articolo del vaticanista Edward Pentin sulla riluttanza nel Sinodo a discutere sulla Messa dei secoli. Qui l'indice sulla Traditionis custodes e restrizioni successive. Qui l'indice sul Sinodo

Sinodalità taroccata: 
ostinato silenzio sulla Messa antiquior.

Una delle critiche persistenti all’assemblea finale del Sinodo sulla sinodalità consiste nel fatto che, nonostante la frequente enfasi sull’ascolto e sul dialogo, diverse voci importanti e di rilievo sono rimaste inascoltate. Nella sua valutazione finale del Sinodo, George Weigel ha identificato alcune di queste voci come le coppie felicemente sposate, gli educatori cattolici che resistono alla odierna cultura “woke” e gli operatori sanitari che  vivono la cultura della vita.
Ma un altro gruppo che spicca per la sua assenza è quello dei fedeli che apprezzano la liturgia tradizionale e la tradizione apostolica – un gruppo piccolo ma fiorente sia in termini di vocazioni che di frequentazione della Chiesa, e tuttavia attualmente oggetto di ampie restrizioni vaticane dopo il motu proprio Traditionis Custodes di Papa Francesco del 2021 [vedi]. Durante le fasi di consultazione a livello mondiale del Sinodo 2021-2024, gruppi tradizionali come la Latin Mass Society of Great Britain (LMS) e la Federazione Internazionale Una Voce (FIUV) hanno incoraggiato i loro membri a presentare contributi e in molti hanno risposto condividendo le loro opinioni come parte del processo sinodale.

lunedì 28 ottobre 2024

Quattro argomenti irrefutabili sulla Messa Un testo classico di Jean Madiran del 1980, con commento

Nella nostra traduzione da Via Mediaevalis, la dimostrazione che i principi affermati nella verità non perdono mai di attualità; anzi, vanno ripresi e riproposti.  Peter Kwasniewsi lo fa efficacemente, aggiungendo commenti adeguati ad una efficace riattualizzazione. Segue, sempre nella nostra traduzione, un importante articolo di riferimento che prosegue l'analisi sulla stessa lunghezza d'onda a proposito di Traditionis custodes [qui l'indice degli articoli dedicati alla stessa e successive restrizioni]. 

Quattro argomenti irrefutabili sulla Messa
Un testo classico di Jean Madiran del 1980, 
con commento Peter Kwasniewski

Preambolo
Il mio caro amico e collega Gregory DiPippo ha condiviso con me alcuni contrappunti riguardanti il mio articolo sulla numerazione dei Salmi. In uno spirito di ricerca della verità, vorrei condividerli qui.
Innanzitutto, San Girolamo non fece tre traduzioni del Salterio. Fece due emendamenti, correggendo un testo latino già in uso sulla base del greco. Uno di questi è andato perduto, l'altro è quello nel breviario. Poi fece una traduzione direttamente dall'ebraico.

La storia dei 70 traduttori da cui deriva il termine Septuaginta è universalmente considerata una leggenda storicamente tenue nella migliore delle ipotesi. Ma anche se ogni parola della versione tradizionale fosse vera, si applicherebbe comunque solo alla Torah. Gli altri libri, inclusi i Salmi, furono tradotti piuttosto tardi, e non come risultato di un progetto unitario, ma a pezzetti, da diversi traduttori che lavoravano con approcci diversi. Si pensa generalmente che i Salmi siano stati realizzati nel II secolo a.C., circa 120 anni dopo la traduzione della Torah.

martedì 25 giugno 2024

La risposta di Alcuin Reid all’intervista del prof. Andrea Grillo

Riprendo da MiL la risposta pubblicata il 20 giugno sul blog Rorate Cæli di Alcuin Reid, fondatore del Monastère Saint-Benoît di Brignoles e studioso di liturgia di fama internazionale, all’intervista al prof. Andrea Grillo, docente di Teologia dei sacramenti e Filosofia della religione presso il Pontificio Ateneo Sant’Anselmo e Liturgia presso l’Abbazia di Santa Giustina [vedi]. Qui l'indice dei precedenti e correlati.

La risposta di Alcuin Reid all’intervista del prof. Andrea Grillo

Sbagliato, professor Grillo – ci ripensi!

In mezzo alle «guerre della liturgia» di oltre un decennio fa, padre John Baldovin S.I. pubblicò un articolo: Idoli e icone: riflessioni sullo stato attuale della riforma liturgica (Worship 2010, n. 5). Egli sosteneva che alcuni erano dediti all’idolatria di certe forme rituali, lamentando di aver riscontrato «un tipo paradossale di narcisismo in certi atteggiamenti verso la liturgia, in cui le persone pensano di sostenere una maggiore trascendenza nello stesso momento in cui promuovono un atteggiamento idolatrico verso la liturgia stessa». Prendendo a prestito il fenomenologo francese Jean-Luc Marion, padre Baldovin sostiene che la liturgia dovrebbe invece essere iconica, dove (secondo le parole di Marion) «l’icona non è il risultato di una visione, ma ne provoca una… convoca la vista lasciando che il visibile si saturi a poco a poco dell’invisibile». Padre Baldovin cita ancora: «Nell’idolo lo sguardo dell’uomo è congelato nel suo specchio; nell’icona lo sguardo dell’uomo si perde nello sguardo invisibile che lo prospetta visibilmente» (pag. 389).

venerdì 8 marzo 2024

Cosa bisogna temere quando Francesco concede un’udienza ai Capi della Fraternità San Pietro?

Precedenti a 'partire da qui. Qui l'indice degli articoli su Traditiomis custodes e restrizioni successive

Cosa bisogna temere quando Francesco concede
un’udienza ai Capi della Fraternità San Pietro? 
Fabien Laurent

Nell'immagine: Vaticano - 29 febbraio 2024 Udienza privata di Papa Francesco ai Capi della Fraternità San Pietro. Da sinistra: Don Andrzej Komorowski, Superiore Generale della FSSP, Don Benoît Paul-Joseph, Superiore del Distretto di Francia e Don Vincent Ribeton, Rettore del Seminario San Pietro di Wigratzbad.

“Timeo Danaos et dona ferentes” “Temo i Greci quando portano dei doni”
(Virgilio, Eneide, II, 49)

Perché questa diffidenza a priori? Perché ogni volta che Francesco riceve dei “tradizionalisti” questi dopo un po’ di tempo finiscono con l’essere pesantemente delusi dallo spirito gesuitico del loro ospite romano.
Senza dubbio ci si accuserà di mala fede o di inguaribile pessimismo. Ma i fatti sono i fatti.

giovedì 22 febbraio 2024

P. Pasqualucci. La libertà religiosa della “Dignitatis humanae”, Laico corpo estraneo nel Vaticano II?

In un precedente articolo (qui) si era posto il controverso tema della libertà religiosa e le implicazioni conciliari, mentre in articoli successivi (qui - qui - qui), interessanti oltre che per i rispettivi contenuti anche per le nutrite discussioni suscitate, veniva affrontata la questione della laicità e i rapporti tra Chiesa e stato. Ne riprendo dunque il filo per proporre uno scritto molto esaustivo di Paolo Pasqualucci: l'intero capitolo: La libertà religiosa della Dichiarazione “Dignitatis humanae”, tratto dal libro Unam Sanctam (qui). Si tratta di un testo certamente impegnativo, una vera e propria monografia, con tanto di indice.
Lo propongo anche nella copia in pdf scaricabile qui, per i molti lettori che apprezzano approfondimenti del genere. Si ringrazia l'Editore Solfanelli per aver consentito la pubblicazione.

Indice del cap. XVI
La libertà religiosa della Dichiarazione 'Dignitatis humanae', laico corpo estraneo nel Vaticano II?
da: Paolo Pasqualucci, "Unam Sanctam. Studio sulle deviazioni dottrinali nella Chiesa Cattolica del XXI secolo", Solfanelli, Chieti, 2013, pp. 245-330.

1. Secondo mons. Gherardini, la "Dignitatis humanae" apre la strada all'indifferentismo religioso e morale;
2. | La supposta continuità di DH con la dottrina della Chiesa: gli argomenti del prof. Cantoni; 2.1 Non il Magistero anteriore ma la roncalliana "Pacem in terris" propugnava al nuova dottrina, fissata nell'ambiguo "Proemio" di DH;
3. Una timida critica del prof. Cantoni al Concilio, che coglie tuttavia una lacuna essenziale di DH;
4. La DH "caso tipico moderno dello sviluppo dottrinale"?
5. L'idea della "libertà religiosa" è storicamente un risultato delle Guerre di Religione e del deismo professato dalle filosofie secolaristiche;
6. La critica tendenziosa di Spinoza alle Sacre Scritture quale presupposto del concetto di "libertà religiosa"; 6.1 L'immanentismo di Spinoza nega a priori la possibilità stessa del Sovrannaturale e quindi del miracolo; 6.2 Anche la filologia dimostra, contro Spinoza, che gli Apostoli non insegnavano come semplici "dottori privati"; 6.3 La predicazione apostolica è unitaria e in ogni sua forma viene dallo Spirito Santo; 6.4 Per sostenere che le Lettere degli Apostoli non erano ispirate, Spinoza altera il senso di Mt 10, 19-20 e dell'incipit delle Lettere stesse; 6.5 Per sostenere, alla fine, che gli Apostoli non predicavano una dottrina comune, Spinoza altera li senso di Rm 15, 20; 6.6 diritto ad una libertà religiosa fondata sulla coscienza individuale presuppone una religione di Stato solo "civile", priva di ogni elemento sovrannaturale, incompatibile con il Cristianesimo; 6.7 La vantata libertà di coscienza teorizzata da Spinoza è fictio ed instrumentum regni;
7. Come ha potuto li Concilio "far suo" questo principio della libertà religiosa quale diritto assoluto della persona, che presuppone uno Stato agnostico e ateo, quale lo Stato moderno? Su quasi basi?;
8. DH 2, che definisce il nuovo concetto della libertà religiosa, appare minata da gravi aporie e propone un concetto contraddittorio di verità, incompatibile con quello di verità rivelata da Dio; 8.1 Quale concetto di verità ci propone la DH? Un concetto non conforme alla Tradizione della Chiesa, perché incompatibile con quello di verità rivelata;
9. La dottrina della "libertà religiosa" affonda le sue radici nella Rivelazione? Dall'analisi dei Testi, non si direbbe;
10 I Martiri hanno offerto la loro testimonianza per render gloria a Dio e convertire i Pagani, assai più che per al "libertà religiosa", ed aspiravano ad uno Stato cristiano;
11. La DH salvaguarda l'unicità del Cattolicesimo? La cosa è alquanto dubbia;
12. Quale "diritto naturale" ci propone la DH?
1. Secondo mons. Gherardini, la “Dignitatis humanae” apre la strada all’indifferentismo religioso e morale
Il capitolo più lungo del suo saggio, il prof. Cantoni lo dedica al “caso serio” della libertà religiosa, in relazione allo “sviluppo della dottrina cristiana”271. È un capitolo ricco di lunghe citazioni nel quale viene difesa a spada tratta la nuova dottrina della libertà religiosa propugnata dal Vaticano II, considerata notoriamente tra i punti di “manifesta rottura” con il Magistero precedente da tutti i critici del Concilio. Il testo si trascinò a lungo in Aula provocando aspri dibattiti, come si può facilmente immaginare. Mons. Gherardini, nel suo primo libro sul Concilio, quello sul “discorso da fare”, ha dedicato venticinque fitte pagine di riflessioni a questa famosa Dichiarazione. Il prof. Cantoni non si avventura in una confutazione articolata. Più comodamente, si limita alla sintetica critica nei confronti della libertà religiosa del Vaticano II, contenuta [qui] nell’Epilogo di Quod et tradidi vobis272. Ciò gli è sufficiente per affermare perentoriamente che mons. Gherardini ha affermato cose assolutamente false273. Osserviamo, dunque, attentamente.

martedì 23 gennaio 2024

La pornocrazia, Il bene dal male. Corruzione papale / Papa Francesco – Il peggior Papa della storia?

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la terza e quarta parte di una analisi ad ampio raggio che guarda alla divere crisi attraversate dalla Chiesa nel corso della sua storia millenaria. 

La pornocrazia, Il bene dal male. Corruzione papale

Una delle parti più importanti della Summa, o almeno la mia preferita, è quando San Tommaso considera il miglior argomento contro l’esistenza di Dio:
Obieziome 1. Sembra che Dio non esista; perché se uno dei due contrari fosse infinito, l'altro verrebbe del tutto distrutto. Ma la parola “Dio” significa che Egli è bontà infinita. Se, quindi, Dio esistesse, non ci sarebbe alcun male rilevabile; ma c'è il male nel mondo. Quindi Dio non esiste.
Risposta all'Obiezione 1. Come dice Agostino (Enchiridion xi): "Dio, essendo il sommo bene, non permetterebbe che esistesse alcun male nelle sue opere, se la sua onnipotenza e bontà non fossero tali da trarre il bene anche dal male". Questo fa parte dell'infinita bontà di Dio, il fatto che Egli permetta che esista il male e da esso produca il bene.
Questa concisa affermazione contiene molta saggezza. Non elimina tutto l’orrore e il terrore travolgente del male – a cui solo la filosofia non può rispondere, ma solo la croce – ma mostra l’incredibile profondità del mistero di Dio nella Sua concessione del male, a causa della Sua creazione libertà umana e la sua volontà provvidenziale che trae il bene anche dal male.