Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

lunedì 13 marzo 2023

Omelia III Domenica di Quaresima. Qui non est mecum, contra me est: et qui non colligit mecum, dispergit.

Un'omelia per la terza domenica di Quaresima

+ Qui non est mecum, contra me est: et qui non colligit mecum, dispergit. Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde. 
Queste parole, con cui il nostro Signore benedetto conclude la disputa sul Suo potere di esorcizzare i demoni, e che la Chiesa rivolge a ciascuno di noi in questa terza domenica di Quaresima, lasciano poco spazio di incertezza, per così dire. Chiedono chiarezza da parte nostra. Sono per Gesù Cristo? O sono contro di Lui?
Queste domande sono piuttosto severe, dure. Ma dobbiamo ricordarci che esse nascono dalle parole inequivocabili del nostro Signore: Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde. La superficiale comodità di inadempimento dell'astensione non è prevista. Il rifugio di una cosiddetta “neutralità diplomatica” non è un’opzione. Sono per Gesù Cristo? O sono contro di Lui? Devo stare con Lui o essere trovato contro di Lui.

Nigro signanda lapillo: dieci anni fa la catastrofica elezione del Bergoglio, "il Papa Buonasera".

Nigro signanda lapillo: dieci anni fa
la catastrofica elezione del Bergoglio, "il Papa Buonasera".

Vorrei sperare che la tifoseria papista dei kattoliconi da salotto abbia ricevuto sufficienti docce fredde da capire la situazione della Chiesa oggi. E considerata la bergoglizzazione del collegio cardinalizio, temo un suo successore anche se fosse qualificato come "super conservatore" (giacché occorre una virata di 180°, visto che anche 179° significa andare alla deriva e preservare tanti danni del gesuitismo gesuitante).

«...possiamo sperare che prima o poi il ritorno sul Soglio di un Pontefice santo e ortodosso sani questa situazione dichiarandolo illegittimo, invalido, nullo, al pari del Conciliabolo di Pistoia... Il Novus Ordo non merita quindi alcun emendamento, alcuna “riforma della riforma”, ma la sola soppressione e abrogazione...» (mons. Viganò due mesi fa). E.P.

Bergoglio: “Non c'è nessuna contraddizione per un sacerdote nel potersi sposare”.

Negli ultimi 10 anni di pontificato, abbiamo assistito a — e subìto — tattiche rivoluzionarie, pastoralità senza diritto e primato della prassi. Per contro, disposizioni arbitrarie, relativismo morale seguendo il secolo: processi mirati a introdurre verità nuove, che invece hanno creato e creano scandalo, confusione e disarticolazione dell’unità ecclesiale. Insieme all'imposizione di un nuovo dogma: la sinodalità [vedi], sintesi di un processo in cui i mezzi prevalgono sul fine. 
In questi giorni siamo alle prese con le dichiarazioni sul celibato sacerdotale.

Bergoglio: "Non c'è nessuna contraddizione per un sacerdote nel potersi sposare"
“Il celibato nella Chiesa occidentale è una prescrizione temporanea, non è eterna”. Dunque, può essere rivista. Lo afferma Papa Francesco in una lunga intervista a Daniel Hadad, per il portale argentino Infobae, in occasione del decennale dalla sua elezione al soglio di Pietro.
“In realtà, nella Chiesa cattolica ci sono sacerdoti sposati: tutto il rito orientale è sposato. Tutto. Tutto il rito orientale. Qui in Curia - ha spiegato il Papa - ne abbiamo uno, l'ho incontrato oggi: ha una moglie e un figlio. Non c'è nessuna contraddizione per un sacerdote nel potersi sposare. Il celibato nella Chiesa occidentale è una prescrizione temporanea: non so se sia risolta in un modo o nell'altro, ma è temporanea in questo senso. Non è eterna come l'ordinazione sacerdotale, che è per sempre, che piaccia o no. Se si lascia o meno, è un'altra questione, ma è per sempre. Il celibato, invece, è una disciplina” ha aggiunto il Pontefice. [Fonte]
È uno dei casi [qui - qui l'indice] in cui Ratzinger ha rotto il silenzio contemplativo dal 'recinto di Pietro'. qui. Stralcio:

Non è la verità che deve essere sinodale. È la sinodalità che deve essere vera

Indice dei precedenti.
Molti padri sinodali e strenui difensori del movimento sinodale hanno dimenticato che la Verità è una e inamovibile ed è nel Vangelo.

Purtroppo, è sempre più frequente trovare, quasi quotidianamente, affermazioni e proposte di alti vertici ecclesiastici che si scontrano con la tradizione, la morale o la dottrina cattolica. Insomma, sono contrari al Vangelo.

La via sinodale, non solo in Germania, viene utilizzata per cercare di riformulare alcuni aspetti del cattolicesimo. Tutti conoscono l’ossessione imperante in certi ambienti ecclesiali di modificare la morale sessuale della Chiesa, la posizione sull’omosessualità, il celibato sacerdotale o l’apertura del diaconato e del sacerdozio alle donne.

I promotori di questi cambiamenti radicali all’interno della Chiesa trattano la Sposa di Cristo come se fosse un partito politico che organizza un “congresso” per riformulare alcuni suoi postulati al fine di allargare la sua base elettorale anche a costo di rompere con i principi fondanti della la festa. Come si dice colloquialmente, “in politica tutto va bene”, ma non si tratta di fare politica. Si tratta di salvaguardare la fede e la Verità ereditate in 2000 anni di tradizione per continuare a conservarle intatte.

domenica 12 marzo 2023

Una pratica facile contro l’orgoglio: La “piccola via dell’infanzia spirituale”

L’amor proprio
Sesta parte

Una pratica facile contro l’orgoglio:
La “piccola via dell’infanzia spirituale”

di Don Curzio Nitoglia

Prima parte
Seconda parte
Terza parte
Quarta parte
Quinta parte
Sesta parte

I – La “piccola via dell’infanzia spirituale” secondo Benedetto XV

L’Allocuzione di Benedetto XV sulla “piccola via dell’infanzia spirituale”

Il 14 agosto del 1921 Benedetto XV tenne un’Allocuzione intitolata Non è spenta. Il Papa, nella sua Allocuzione, mise in risalto come Suor Teresina fosse arrivata al vertice della Santità, praticando la “piccola via dell’infanzia spirituale” (1).

La “piccola via dell’infanzia spirituale”
Nel prosieguo della sua Allocuzione il Pontefice spiegava cosa fosse “l’infanzia spirituale” (ivi) e in cosa consistesse questo “segreto della Santità” (ivi); poi  invitava i fedeli a “mettersi con coraggio in quella via per la quale suor Teresa del Bambino Gesù raggiunse l’eroismo della virtù” (p. 499).

Dominica III in Quadragesima ("Óculi mei")

Per meglio conoscere l'anno liturgico e le sue gemme spirituali. Vedi Meditazione sulla Quaresima [qui]. Prima Domenica di Quaresima qui; Seconda Domenica di Quaresima qui.

Terza Domenica di Quaresima
Intróitus
Ps. 24, 15-16 - Óculi mei semper ad Dóminum, quia ipse evéllet de láqueo pedes meos: réspice in me, et miserére mei, quóniam únicus et páuper sum ego.
Ps. 24, 1-2 - Ad te, Dómine, levávi ánimam meam, Deus meus, in te confído, non erubéscam. Glória Patri…
Ps. 24, 15-16 - Óculi mei semper ad Dóminum
Introito
Sal. 24, 15-16 - I miei occhi sono rivolti sempre al Signore, poiché Egli libererà i miei piedi dal laccio: guardami e abbi pietà di me, poiché sono solo e povero. Sal. 24, 1-2 - A Te, o Signore, ho levato l’anima mia, in Te confido, o mio Dio, ch’io non resti confuso. Gloria al Padre…
Sal. 24, 15-16 - I miei occhi sono rivolti sempre al Signore …

La Quaresima: tempo di riflessione.
La santa Chiesa che nella prima Domenica di Quaresima, ci propose la tentazione di Gesù a soggetto delle nostre meditazioni, per illuminarci sulla natura delle nostre tentazioni ed insegnarci la maniera per trionfarne, oggi ci fa leggere un passo del Vangelo di san Luca, la cui dottrina viene a completare la nostra istruzione circa la potenza e le manovre dei nostri invisibili nemici. Durante la Quaresima il cristiano deve riparare il passato e garantirsi l'avvenire, poiché non potrebbe fare assegnamento sul primo né difendere efficacemente il secondo, senza avere delle sane idee sull'entità dei pericoli che lo fecero soccombere e su quelli che ancora lo minacciano. Ben a ragione quindi gli antichi liturgisti riconobbero un tratto di materna saggezza nel discernimento con cui oggi la Chiesa presenta ai suoi figli questa nuova lettura, la quale costituisce il fulcro degli odierni insegnamenti.

sabato 11 marzo 2023

Perché credere? Le ragioni della fede spiegate da Fulton Sheen

Il rapporto tra libertà e verità, la coscienza, il peccato e i suoi effetti, l’unicità del cristianesimo e del rapporto con Cristo, le realtà ultraterrene (Inferno, Purgatorio, Paradiso), la preghiera, ecc. Esce in Italia una “Summa” in due volumi degli insegnamenti di Fulton Sheen: Perché credere? 50 risposte sul senso della vita. Precedenti qui - qui - qui - qui

Perché credere? Le ragioni della fede spiegate da Fulton Sheen

«Non sareste in cerca di Dio se non lo aveste già trovato in qualche misura. Siete dei re in esilio, ma avete un regno». Fulton Sheen (1895-1979) ha speso la sua vita terrena nel costante anelito di riportare tutti a riconoscersi come figli di un unico Padre e ad usare della propria libertà nell’unico modo che assicura la gioia (eterna), cioè aderendo alla Verità incarnata: Gesù Cristo. Questo è stato il fine dei suoi sessant’anni di sacerdozio e della sua enorme opera di divulgazione, fatta tra l’altro di 73 libri, articoli, conferenze e più di tre decenni di trasmissioni - prima alla radio e poi in TV - durante le quali teneva incollati milioni e milioni di spettatori, ricevendo poi migliaia di lettere (fino a un picco di 8.500 a settimana), di cui la maggioranza da non cattolici.

Nella vasta opera del venerabile Sheen rientrano anche delle audiocassette che l’allora vescovo ausiliare di New York realizzò nel 1965, all’età di settant’anni (parlando, al suo solito, a braccio), e trascritte dopo la sua morte. Oggi quelle trascrizioni sono disponibili anche in una traduzione in italiano, proposta dalle Edizioni Ares nei due volumi Perché credere? 50 risposte sul senso della vita (titolo originale: Your Life Is Worth Living: 50 Lessons to Deepen Your Faith, Sophia Institute Press). Un’opera che monsignor Robert Barron, vescovo di Winona-Rochester e lui stesso noto predicatore, definisce nella prefazione «quanto di più vicino a una Summa sheeniana». In queste 50 lezioni, come del resto in tutta la sua opera, emergono lo stile brillante e la cultura (non solo teologica) del grande evangelizzatore statunitense, capace di parlare al cuore delle persone di ogni estrazione sociale e allo stesso tempo di esporre in modo chiaro le ragioni della fede.

La forza che ci aiuta ad abbattere l’orgoglio: la personalità del Verbo Incarnato

L’amor proprio
Quinta parte

La forza che ci aiuta ad abbattere l’orgoglio:
la personalità del Verbo Incarnato
di Don Curzio Nitoglia

Quinta parte

La forza onnipotente della Redenzione di Gesù
Qual è la forza con cui possiamo trionfare dell’amor proprio onde poter arrivare all’unione con Dio? Questa forza, sulla quale deve poggiare la vita spirituale di ogni anima, è l’azione redentrice dell’Onnipotenza di Gesù Cristo.

La forza di un’anima proviene dalla conoscenza pratica che essa ha del valore infinito della Redenzione di Gesù.

L’onnipotenza della Redenzione di Cristo deriva dal fatto che la Persona del Verbo incarnato è divina e infinita. Tuttavia, noi riusciamo veramente a vivere quotidianamente questa dottrina che crediamo in maniera teorica?

venerdì 10 marzo 2023

La decomposizione spirituale e quindi morale tocca anche il Centrodestra

Tutti i consiglieri di centrodestra del Veneto (di Lega, Fi, FdI) hanno votato a favore della decisione della giunta Zaia di finanziare con soldi pubblici una clinica per il cambio di sesso, che Zaia definisce "una scelta di civiltà". Ha infatti ragione, perchè solo una civiltà in decomposizione, di cui egli è un esemplare esponente, si assegna queste priorità. 

Come dimostra anche la politica estera del governo Meloni, questo centrodestra condivide, di fatto, gli stessi disvalori della sinistra liberal. È meno invadente, isterico, ossessivo nel nichilismo e nella fasificazione. Non grida al fascismo in assenza di fascismo, non spadroneggia nelle scuole. Ma risponde agli stessi padroni (la plutocrazia atlantica) e la sua rotta  verso la decomposizione spirituale e sociale è esattamente la stessa. (Martino Mora)

L’amor proprio - Quarta parte - La guarigione dell’orgoglio

L’amor proprio
Quarta parte

La guarigione dell’orgoglio
di Don Curzio Nitoglia

Quarta parte

La natura dell’orgoglio
L’orgoglio è un peccato dello spirito, che in sé è meno vergognoso e meno degradante dei peccati carnali, ma è molto più grave di essi (comunque – pure essi – sono “peccati mortali” (1)), poiché ci allontana molto di più e diametralmente da Dio (S. Th., I-II, q. 73, a. 5).

I peccati carnali non si trovano nel demonio, che è un puro spirito e si dannò per il suo orgoglio, il quale lo spinse a gridare “non serviam!”.

La divina Rivelazione ripete assai spesso che l’orgoglio è il principio di ogni altro peccato (Eccli., X, 15), poiché esclude ogni vero e sano rapporto con Dio; cioè, la sottomissione della creatura al Creatore. Perciò, esso interrompe ogni nostra relazione con Dio e ci separa irrimediabilmente da Lui.