martedì 26 luglio 2016

Preghiera del beato Marco d’Aviano

O grande Dio degli eserciti, guardaci prostrati qui ai piedi della tua maestà, per impetrarti il perdono delle nostre colpe. Sappiamo bene di aver meritato che gl’infedeli impugnino le armi per opprimerci, perché le iniquità, che ogni giorno commettiamo contro la tua bontà, hanno giustamente provocato la tua ira. O gran Dio, ti chiediamo il perdono dall’intimo dei nostri cuori; esecriamo il peccato, perché Tu lo aborrisci; siamo afflitti perché spesso abbiamo eccitato all’ira la tua somma bontà. Per amore di Te stesso, preferiamo mille volte morire piuttosto che commettere la minima azione che ti dispiaccia. Soccorrici con la tua grazia, o Signore, e non permettere che noi tuoi servi rompiamo il patto che soltanto con te abbiamo stipulato.

Abbi dunque pietà di noi, abbi pietà della tua Chiesa, per opprimere la quale già si preparano il furore e la forza degl’infedeli. Sebbene sia per nostra colpa ch’essi hanno invaso queste belle e cristiane regioni, e sebbene tutti questi mali che ci avvengono non siano altro che la conseguenza della nostra malizia, siici tuttavia propizio, o buon Dio, e non disprezzare l’opera delle tue mani. Ricordati che, per strapparci dalla servitù di satana, Tu hai donato tutto il tuo prezioso Sangue. Permetterai forse ch’esso venga calpestato dai piedi di questi cani? Permetterai forse che la fede, questa bella perla che cercasti con tanto zelo e che riscattasti con tanto dolore, venga gettata ai piedi di questi porci? Non dimenticare, o Signore, che se Tu permetterai che gl’infedeli prevalgano su di noi, essi bestemmieranno il tuo santo Nome e derideranno la tua potenza, ripetendo mille volte: “Dov’è il loro Dio, quel Dio che non ha potuto liberarli dalle nostre mani?” Non permettere, o Signore, che ti si rinfacci di aver permesso la furia dei lupi, proprio quando t’invocavamo nella nostra miserevole angoscia.

Viene a soccorrerci, o gran Dio delle battaglie! Se Tu sei a nostro favore, gli eserciti degl’infedeli non potranno nuocerci. Disperdi questa gente che ha voluto la guerra! Per quanto ci riguarda, noi non amiamo altro che essere in pace con Te, con noi stessi e col nostro prossimo. Rafforza con la tua grazia il tuo servo e nostro imperatore Leopoldo; rafforza l’animo del re di Polonia, del duca di Lotaringia, dei duchi di Baviera e di Sassonia, e anche di questo bell’esercito cristiano, che stanno per combattere per l’onore del tuo nome, per la difesa e la propagazione della tua santa Fede. Concedi ai principi e ai capi dell’esercito la fierezza di Giosué, la mira di Davide, la fortuna di Jefte, la costanza di Joab e la potenza di Salomone, tuoi soldati, affinché essi, incoraggiati dal tuo favore, rafforzati dal tuo Spirito, e resi invincibili dalla potenza del tuo braccio, distruggano e annientino i nemici comuni del nome cristiano, manifestando a tutto il mondo che hanno ricevuto da Te quella potenza che un tempo mostrasti in quei grandi condottieri. Fa’ dunque in modo, o Signore, che tutto cospiri per la tua gloria e onore, e anche per la salvezza delle anime nostre.

Te lo chiedo, o Signore, in nome dei tuoi soldati. Considera la loro fede: essi credono in Te, sperano tutto da Te, amano sinceramente Te con tutto il cuore. Te lo chiedo anche con quella santa benedizione, che io conferirò a loro da parte tua, sperando, per i meriti del tuo prezioso Sangue, nel quale ho posto tutta la mia fiducia, che Tu esaudirai la mia preghiera. Se la mia morte potesse essere utile o salutare, per ottenere il tuo favore per loro, ebbene te la offro fin d’ora, o mio Dio, in gradita offerta; se quindi dovrò morire, ne sarò contento. Libera dunque l’esercito cristiano dai mali che incombono; trattieni il braccio della tua ira sospeso su di noi, e fa’ capire ai nostri nemici che non c’è altro Dio all’infuori di Te, e che Tu solo hai il potere di concedere o negare la vittoria e il trionfo, quando ti piace. Come Mosé, estendo dunque le mie braccia per benedire i tuoi soldati; sostienili e appoggiali con la tua potenza, per la rovina dei nemici tuoi e nostri, e per la gloria del tuo Nome. Amen!

11 commenti:

Anonimo ha detto...

Preghiera che ,ogni mattina,viene recitata a Santa Marta per volere del Santo Padre.bobo

La Stampa ha detto...

W il sindaco di Novara!

Tutto a norma di legge, ma inopportuno. Anzi, dice il sindaco di Novara, inaccettabile: «Un uomo di Chiesa non dovrebbe fare utili con l’accoglienza migranti attraverso sue aziende private, a meno di non far ricadere quegli utili sulla comunità. Bisogna scegliere, o si fa il prete, o si fa l’imprenditore».
L’attacco di Alessandro Canelli va diretto a don Zeno Prevosti, il sacerdote legato all’immobiliare «Lisanza» che ha partecipato a più bandi della Prefettura per l’accoglienza migranti. Mettendo a disposizione diverse strutture: alcuni appartamenti in via Massaja, il residence «Arena» alla rotonda Massimo d’Azeglio e da qualche settimana anche il residence «Cristina» di via Ravenna, dove la Prefettura ha dato il via libera per l’accoglienza di una settantina di giovani richiedenti asilo.

Anonimo ha detto...

A proposito di lotta contro i nemici di Dio e della Verità:

http://blog.ilgiornale.it/foa/2016/07/25/rivolta-a-nizza-i-francesi-con-la-poliziotta-che-si-rifiuta-di-mentire-sugli-attentati/

Anonimo ha detto...

Il problema dell’immigrazione non è nuovo. Se n’è già occupato nel secolo XIII S. Tommaso d’Aquino nella sua celebre Summa Theologica (I-II, Q. 105, Art. 3). Ispirandosi agli insegnamenti delle Sacre Scritture, relativi al popolo ebreo, il Dottor Angelico stabilisce con chiarezza quali siano i limiti dell’accoglienza agli stranieri. Forse possiamo trarne qualche lezione.

https://gloria.tv/article/8DJ5uhH4hXFaS1TLFf6rpPsFD

Luisa ha detto...

Preghiera che farà recitare ai giovani in Pologna...non senza aggiungere che devono comunque fare "casino".
"""Scherzi""" a parte non penso sbgaliarmi se prevedo che Jorge Bergoglio, in nome della sua misericordia, si immischierà negl affari interni della Pologna per reclamare l`apertura e l`accoglienza per i cosidetti "migranti".

Anonimo ha detto...

La svolta autoritaria di Erdogan spaventa i cristiani e non solo della Turchia.

http://riforma.it/it/articolo/2016/07/21/minoranze-religiose-turche-timori-e-speranze

Anonimo ha detto...

«Finché siamo agnelli, vinciamo. Se diventiamo lupi, veniamo vinti, perché ci manca allora l’aiuto del Pastore, il quale pasce agnelli, non lupi.»
(San Giovanni Crisostomo)

Anonimo ha detto...

OT. Ma da quale documento Galantino ricava che Sodoma si salvò e non fu distrutta? Abbiamo un caso di occultamento di notizie?

Anonimo ha detto...

Francia, orrore in una chiesa: prete sgozzato, uccisi assalitori
http://www.ilgiornale.it/news/mondo/terrore-ripiomba-francia-uomini-armati-chiesa-1289427.html
Erano solo due depressi. Comunque, bisogna offrire l'altra carotide.
Antonio V.

Anonimo ha detto...


@ "Se diventiamo lupi, veniamo vinti..."

Nella Gerarchia attuale in troppi sono diventati piu' che "lupi", "traditori" della fede, "pecore" in fuga dal recinto. Adesso i sicari di Allah cominciano ad ammazzare i preti (in chiesa) anche in Europa. Vedremo presto se il terrore continuera' a pagare, cioe' se l'attuale clero continuera' a scodinzolare di fronte ai maomettani (ed anzi aumentera' la sua piaggeria, perche' alla pelle tutti ci tengono) oppure se qualche prete si svegliera' finalmente e comincera' a contestare apertamente l'attuale disastroso corso. Colpire la celebrazione della Messa (lasciamo stare adesso che si tratta del NO) significa terrorizzare i cristiani, cominciare ad abituarli all'idea che, se vogliono continuare ad andare a Messa, devono ottenere il permesso dei musulmani, devono prima riconoscere la superiorita' dell'islam, diventare dhimmi, cioe' formalmente sottomessi ad Allah.

@ DA quale documento Galantino ricava che Sodoma non fu distrutta?

Da nessun documento,lo ricava dalla sua mancanza di fede. Nessuno di quelli come lui crede piu' alla storicita' della S. Scrittura.

@ Oltre a Bartolomeo d'Aviano bisognerebbe ricordare Giovanni da Capestrano, il cappuccino che prese parte attiva alla battaglia di Belgrado vinta contro i Turchi, nel 1456. Per suo consiglio (pare) il comandante cristiano (Giovanni Hunyadi) riusci' ad incendiare l'accampamento dei giannizzeri assedianti con fascine di rami secchi immersi nello zolfo lanciate dalle mura, cosa che ne fece perire a migliaia. Dopo di che il frate, alla testa di 1000 uomini, e trascinandosi dietro il resto, assali' le artiglierie d'assedio turche travolgendole... Di frati come questi abbiamo bisogno, oggi. A. P.

carme123able ha detto...

Incompatibilità tra Vangelo e Corano:
È impossibile porgere l'altra guancia, se hai la testa mozzata!