domenica 2 ottobre 2016

don Curzio Nitoglia. Modernità idealista e post-modernità nichilista. Dall'io assoluto all'uccisione di Dio. Diagnosi e rimedio

MODERNITÀ IDEALISTA E POST-MODERNITÀ NICHILISTA
DALL’IO ASSOLUTO ALL’UCCISIONE DI DIO - DIAGNOSI E RIMEDIO

I- LA DIAGNOSI

L’Idealismo moderno e il culto dell’Uomo

Padre Gabriele Roschini scrive: «l’età moderna, iniziatasi con l’umanesimo, è una marcia verso la conquista dell’Io, che il Medio Evo aveva mortificato in omaggio a Dio. Per riconquistare quest’Io, mortificato da Dio, l’uomo si mise a percorrere freneticamente le vie dell’emancipazione. Venne Lutero col Protestantesimo, e si ebbe l’emancipazione dell’Io dall’autorità religiosa. Venne Cartesio e col suo famoso metodo filosofico segnò l’emancipazione dell’Io dalla realtà e dalla filosofia tradizionale, ossia dalla filosofia perenne che è l’unica vera; emancipazione filosofica portata poi agli ultimi termini da Kant, da Hegel, ecc.... Venne Rousseau e con i suoi principi sociali rivoluzionari segnò l’emancipazione dell’Io dall’autorità civile».

Dal culto dell’Io all’uccisione di Dio

«Questa continua, progressiva emancipazione dell’Io ha poi culminato nella divinizzazione dell'Io Assoluto hegeliano e nella conseguente umanizzazione, o meglio, distruzione nichilistica di Dio. Si è  avuta così l’uccisione nicciana di Dio in omaggio all’Io come volontà di potenza».

La Metafisica dell’Essere contro l’Idealismo & il Nichilismo

“Luce, Amore e Letizia” contro “tenebre, odio e tristezza”

«Ora Dio è luce, amore, letizia, ha cantato il Poeta: “luce intellettual piena d’amore / amore di vero ben, pien di letizia / letizia che trascende ogni dolore” (Paradiso, XXX, 40-42). Tolto di mezzo Dio, si son tolti di mezzo la luce, l’amore e la letizia; e si è avuto tutto l’opposto, vale a dire: tenebre, odio, tristezza». 

Dal Dio infinito all’uomo “finito” o spacciato

«Si è avuto, così, l’uomo “finito” (creato e morto), ossia un cadavere ambulante, cui quadra a pennello l’epitaffio che aveva preparato il Papini per se stesso, prima che fosse risollevato dalla fede di Cristo: “L’ascensione metafisica di me stesso è fallita. Sono una cosa e non un uomo. Toccatemi! Sono freddo come una pietra, freddo come un sepolcro. Qui è sotterrato un uomo che non poté diventare Dio”. La conquista si è mutata in disfatta».[1]

II- IL RIMEDIO

Il Calvario, la Messa e la Corredentrice

Sempre padre Roschini ci porge il rimedio: «Chi potrà far uscire dalla tomba questo Lazzaro, che è l’uomo moderno il quale vi giace da quattro giorni et jam foetet, per ridargli la luce, l’amore, la letizia e la gioia di vivere? Nessun altro all’infuori di Colui ce è la Via, la Verità, la Vita, ossia Cristo crocifisso, assieme a Maria Addolorata, indissolubilmente congiunta a Lui nell’opera della Redenzione. Solo un’adesione e un ritorno pieno, incondizionato al Crocifisso e all’Addolorata può liberarci dalle tenebre, dall’odio e dalla tristezza; può ridarci la luce, l’amore e la gioia. È necessario ricondurre il mondo ai piedi del Calvario. Ora i raggi salvifici del Crocifisso e dell’Addolorata sono concentrati nella S. Messa, che è un ponte tra il mondo e Dio, e raggiungono tutti gli uomini di tutti i tempi e di tutti i luoghi. […]. Cristo e l’Addolorata, nell’opera della nostra Redenzione costituiscono una sola persona morale, come insegna papa Benedetto XV: “l’Addolorata patì talmente e quasi morì assieme al Figlio (“commortua est”), che pativa e moriva e immolò talmente il suo Figlio alla giustizia divina da placarsi, per ciò che le spettava, da potersi dire giustamente che Ella ha corredento con Cristo e sotto Cristo il genere umano (AAS, X, 1918, p. 182)”».[2]

Padre Roschini conclude così il suo aureo libretto: “Sarà questo (Maria Addolorata e la Croce nella Messa) il mezzo più efficace per salvare l’uomo moderno, arrestandolo efficacemente nella sua folle e rovinosa corsa alla conquista dell’Io, e spronandolo non meno efficacemente alla sapientissima conquista dell’Io a Dio”.[3]
d. Curzio Nitoglia
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1. La Santa Messa. Breve esposizione dogmatica, II ed., Frigento (AV), CME, 2010, p. 11.
[può essere richiesto: Suore Francescane dell'Immacolata - Monastero delle Murate 06012 Città di Castello (PG) - email: francescanecittacastello@interfree.it]
2. La Santa Messa, cit., p. 11-16 e 47.
3. La Santa Messa, cit., p. 59.

4 commenti:

mic ha detto...

2 ottobre. Santi Angeli custodi.

"Egli darà ordine ai suoi Angeli di custodirti in tutti i tuoi passi". (Sl 90,11)

Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina custodisci reggi e governa me che ti fui affidato dalla pietà celeste. Amen

Angele Dei, qui custos est mei, me tibi commissum pietate superna, illumina custodi rege et guberna. Amen

tralcio ha detto...

Sintesi asciutta e allo stesso tempo esemplare della deriva del pensiero occidentale.
Lutero, Cartesio, Kant, Hegel, Rousseau... Luce, amore, letizia... invece del "medioevo"!
Dalle cattedrali ai centri commerciali per soddisfare il consumo d'io, domeniche incluse...

Eppure il rimeDio c'è. Un mistero che r-esiste all'io famelico prodotto da tutta questa "luce", da tutto questo "amore" e da tutta questa "letizia".

Se:

-tutto sommato siamo in un mondo in cui molto lavoro ce l'hanno i tecnici della psiche (a livello fisiologico e patologico) e avvocati (davanti e dietro ogni depressione c'è una separazione, e ogni separazione incapace di perdono genera processi a suon di cavilli),
-molta luce è prodotta da "illuminati" con pretese tecnocratiche e autoritarie, non di rado sconfinando nello psichedelico e se persino i benefici del fotovoltaico vengono scaricate sulle bollette di chi i pannelli non li ha,
-la letizia è soprattutto quella di chi "esagera" ebbro dei propri vizi

allora l'amore diventa il lasciapassare di ogni desiderio e passione, da conquistare contro ogni avverso potere, naturalmente Dio (ridotto a idea) incluso.

Adesso che la letizia dell'amore è capace di snaturare i sacramenti come lo fece Lutero, il cerchio parrebbe chiudersi anche dentro i confini del katechon, chiamato a garantire la via di fuga da questo accerchiamento relativista, soggettivista e luciferino...

Nella santa Messa si attua ancora efficacemente l’agire divino di Gesù che salva l'umanità dalla perdizione: Gesù Cristo continua ad offrirsi crocifisso al Padre in sacrificio per ottenerci il perdono e liberarci dal debito che questa società piena di luminosa e innamorata letizia ci impone in tutte le salse, orchestrata da abili manipolatori del soldo e della psiche, plenipotenziari del consumo dell'io e delle (false) promesse di chi uccide Dio.

Nostro Signore sul Calvario fa ogni volta sacrificio di se stesso al Padre, sacerdote, vittima e altare! Sta redimendo l'umanità dal peccato. Chiede comunione di vittime che si offrano in sacrificio di espiazione. La passione di Gesù non è durata solo dal Getsemani alla morte di croce. L'agonia di Gesù non è durata solo le tre ore dalla crocifissione al grido dell'ora nona.

Questa passione e questa agonia dureranno fino alla fine dei tempi, sono in corso!

Il cuore di ogni uomo è la prima linea della battaglia di liberazione e redenzione dal male!
Questa è la letizia dell'amore, non lo sdoganamento del male, promosso a bene...

Il santissimo Sacramento è potenza (per chi crede) che ribalta i rapporti di forza tra gli schiavi e il principe di questo mondo, con i suoi fuochi fatui, elettrici o nucleari, per dirsi prometeicamente in possesso del sole...

Padre Pio diceva: “Il mondo può stare anche senza il sole, ma non senza la santa Messa”.

Ecco il rimedio. Cerchiamo di stare lì, come Maria ai piedi della croce. Nel buio fitto di una situazione in cui il peccato dilaga alla luce artificiale dell'uomo che idolatra l'io...
E facciamolo anche dopo aver assistito alla chiusura del sepolcro, mentre le i soldati stanno a guardia della tomba.

E' il sabato santo... Ma la luce della fede vede oltre.

Anonimo ha detto...

Ottimo intervento. Scultoreo nella sua analisi...condivido!

BA GI ha detto...

Come sempre preciso e tagliente! Analisi impeccable di Don Curzio.