Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

lunedì 18 marzo 2024

Riflessioni al volo su Putin e sull'Ucraina

Segnalazioni dei lettori. Qui l'indice degli articoli sulla guerra in Ucraina.
Riflessioni al volo su Putin e sull'Ucraina 

Nell'importante intervista che ha rilasciato poco fa Putin ha detto una cosa precisa: non solo che "la danza dei vampiri" e dei cannibali occidentali "è finita", non gli sarà più permesso di cibarsi di "carne umana", di derubare chiunque e poi bullizzare anche il derubato e criminalizzarlo. Ha detto una parola: "Sono 500 anni", 500 anni che fate questa roba.
Non è una data a caso, e non è nemmeno un riferimento agli spagnoli o Colombo. È un riferimento precisissimo agli anni che ci separano dal regno di Elisabetta I sotto il quale nascono i servizi segreti, nascono come servizi di sua maestà britannica, ma nasce anche al contempo il club che avrebbe governato il mondo intero, "il potere dietro la corona", dei quali i servizi sono le orecchie e i sicari: nasce l'elite piratesca finanziaria, che diventerà presto dei banchieri, che in genere si nascondeva sotto la dicitura "compagnia delle indie". Nasce l'impero invisibile, quello inglese, che è poi l'impero di un gruppo di oligarchi, in cima al quale da un secolo e mezzo ci sono i Rothschild e il resto è moltiplicazione di cani e pescicani.
È un riferimento agli anglosassoni, alla "testa del serpente" che sta a Londra, nella City asserragliato. L'impero invisibile che regna su tutti gli imperi e i regni, meno il solo che ogni volta gli sfugge da sempre, e indovinate chi!

Quando Putin parla dell'altro Impero, quello magno e visibile, spietato ma pulito, nel senso alla luce del sole, il Romano, lui parla con rispetto sempre del, cito testuale, "Grande Impero Romano".

Putin sa che l'eredità dell'Occidente e tutta la sua cultura è tre cose: GRECI+ROMANI+CRISTIANI.

Gli anglosassoni non furono nessuna di queste cose, nemmeno cristiani: essere "inglesi" è anzitutto una miscredenza, il più primitivo degli ateismi pratici. E a tutte e tre le cose si ribellarono e le combatterono, sovente per mano altrui. E così i loro nemici-compari con i quali infestarono i loro troni bastardi: i teutonici.
E dopotutto la Russia divenne URSS - della leggenda nera sugli zar come tutte le altre leggende nere di conio britannico per tutto quello che non era da loro controllato, ne vogliamo parlare? - divenne impero comunista anche grazie ai marchingegni inventati dagli inglesi, che poi gli si ritorsero comunque contro... Una storia lunga, tanto lunga.

Non a caso fu proprio sotto Elisabetta che si attuò un’estirpazione ferocissima e terroristica (probabilmente senza eguali nella storia) del cattolicesimo dall’isola. Se con suo padre la scissione da Roma fu personalistica e nemmeno minimamente teologica (a differenza di Lutero e affini), con lei la persecuzione si sviluppò in termini talmente estremi che la rottura si fece ideologica e spirituale al punto di “consacrare” la corona inglese a quei poteri invisibili che da quel momento - e fino ad ora, come inteso da Putin - ne hanno sancito una primazia globale pressoché interrotta.
(Perdonate la semplificazione storiografica, scrivo al volo)

* * *
E, ancora:
Io conosco tre livelli di verità:
1 in prima fase quella percepita, vorrei dire conosciuta sensitivamente
2 in seconda fase quella mediata dal desiderio che ne assume le parvenze
3 quella razionale che si muove attraverso binari che sono la risultante della somma delle altrui deduzioni

Quando mi affido alla prima non sbaglio mai: io so prima di conoscere, non è mai il contrario.

Se devo basarmi sulla percezione, sta succedendo questo.
Putin lascia sempre una via d'uscita, che sia onorevole, che non risulta degradante. Ha vinto e questo dato non lo può cambiare nessuno. Può stravincere e l'ha mostrato, ma indugia.
Indugia non per paura, ma per evitare un moltiplicarsi di sacrifici non necessari e spossanti.
Gli USA si allontano di soppiatto, facendo finta di essere in tutt'altre e più importanti faccende affaccendati. Tolgono di mezzo pure il "simbolo", ossia il vero luogotenente americano in Ucraina e presidente di fatto, Vittoria Nuland.
Quindi mandano avanti la maccheronica surreale armata brancaleone europea, come chihuahua che in branco latrano e digrignano i denti contro il mastino napoletano dall'altra parte. Il quale simula un grugnito, che prelude a un abbaio, che prelude al digrigno, che prelude allo sbuffo che prelude all'attacco. Ma non si alza da dentro la cuccia.

I chihuahua di là dal recinto si mettono in fila e continuano ad abbaiare verso l'altra parte. Restano appollaiati lì. Il mastino a cuccia sempre.

Dopo una lunga serie di ululati alla luna, i chihuahua in coro diranno: vedete? Il mastino ha avuto paura di noi e non è andato oltre il recinto, abbiamo vinto! Possiamo andarcene. Gli manderemo un osso di consolazione.

Andiamo ad abbaiare ora contro i cani pechinesi.

Una uscita onorevole, sarebbe. Si traccheggia sino a Trump se ci sarà un Trump: perché i chiuhuahua non hanno capito che la smilitarizzazione che ha richiesto Putin deve esserci. E sarà giocoforza dargliela, e Trump la pensa così. Anche perché si renderanno conto gli europei che Trump la NATO gliela lascia, se la devono pagare e anche gestire da soli. In caso sono affari loro.

È un po' la dinamica dell'accordo "segreto" Kennedy-Kruscev.
(Antonio Margheriti su Facebook)

* * *
Errori di valutazione sulla Russia ma anche sull'Ucraina

Non siamo esperti dei problemi dell'Europa orientale e del mondo slavo. Ce la caviamo come possiamo con qualche buon libro di storia e seguendo i media. L'Errore di valutazione sulla Russia è quello di non considerare la sua legittima aspirazione a non avere un ennesimo Paese nato stavolta in pratica dentro casa, vale a dire un'Ucraina entrata nella Nato. I russi hanno sempre detto che quella era una linea rossa da non oltrepassare, pena gravi conseguenze, politiche e militari. L'Ucraina era armata sino ai denti e pronta ad entrare nella Nato, a giudizio dei russi; quindi, hanno attaccato. Doveva essere un attacco che risolvesse la situazione in poco tempo invece dopo due anni siamo ancora lì. Ma non si tratta ora di disquisire sulle lacune militari dei russi.
L'errore di valutazione di fondo, del quale i media non parlano mai, è stato quello di espandere la Nato il più possibile verso la Russia, e dopo che verbalmente gli americani si erano impegnati a non farlo, nel 1989. Una politica folle tanto più in quanto accompagnata dal desiderio di far cadere il regime (di fatto dittatoriale) di Putin con questa campagna militare. Ci sono stati poi altri errori.
Ma anche nel caso dell'Ucraina non bisogna commettere l'errore di credere che non esista oggi una nazione ucraina, che non vuole essere né polacca né russa. Questa nazione esiste e lo ha dimostrato combattendo, finora valorosamente. Il soldato ucraino merita rispetto per quanto ha fatto finora vedere sul campo. Purtroppo, la dirigenza politica ucraina è quella che è. I confini orientali e meridionali (Crimea) della nazione ucraina devono esser stabiliti tenendo conto della presenza delle forti componenti etniche russe nella zona e degli interessi russi legittimi, ovviamente anche per quanto riguarda la collocazione internazionale della nazione, che deve esser neutrale.
Bisogna però convincersi che una nazione ucraina esiste, con il suo Stato, e che deve esser conservata.
Negli anni venti e trenta nell'Europa occidentale c'erano parecchi esuli ucraini, in genere intellettuali, a Berlino, Parigi e anche a Roma. Ogni tanto qualcuno di loro veniva anonimamente assassinato, indovina da chi.
Chiesero aiuto anche a Mussolini, che poco potè fare, anche quando la guerra contro l'URSS sembrava andare bene (estate del 42) e in Ucraina vi erano più di duecentomila soldati italiani.
Se si aprissero presto seri negoziati di pace, l'Ucraina potrebbe uscire da questa guerra cedendo la Crimea e gran parte del Donbass ma per il resto ancora intatta.
Continuando così, invece, con le munizioni che diminuiscono mentre quelle dei russi aumentano del doppio e del tripolo, l'Ucraina rischia di essere travolta dalla massa russa ed interamente occupata. (Miles)

36 commenti:

Anonimo ha detto...

Ha detto anche molte altre cose, anche riportato una dichiarazione di un Lord che dichiarò stizzosamente 'Un paese così vasto e ricchissimo di risorse, e con così pochi abitanti, non dovrebbe sussistere' ma tempo al tempo, per tutti quelli che abbaiano o miagolano, dipende dai posti ricoperti, di rifiutare appoggio a Israele, ricordo che l'Italia nel 2005 sottoscrisse un accordo bilaterale vincolante su aiuti militari e cooperazioni varie, se la memoria non mi inganna, ché ricordarsi tutti i governi che da noi durano 1 anno o poco più, trattavasi sicuramente di governo di csin, quindi la smettano di dare addosso all'attuale governo di cdx, non lo dico per difendere GM che non mi piace, ma per verità storica, il servizio di leva obbligatoria fu sospeso in Italia, non cancellato, ergo, in caso di follia collettiva tutti i maschi sani da 18 a 45 anni sono chiamati alle armi, Dio non voglia.........

Anonimo ha detto...

Si dovrebbe riflettere molto di più sui vampiri ed i cannibali, i miti vengono da verità storiche che la Bibbia conferma ad una attenta lettura. Hanno a che fare sua uno che l'altro con l'adrenocromo ed il pedosatanismo ( pizza gate ricorda coi Podesta). A questo punto gli imperfetti non vampiri né cannibali che possano vincere ovunque.

Anonimo ha detto...

Chi, da decenni, segue con attenzione gli eventi afferma con tutta chiarezza, e con grande scandalo dei benpensanti nei paesi "occidentali", che Putin è cristiano e persegue una politica cristiana, mentre l'"occidente" ha cessato di esserlo...

Anonimo ha detto...

Mosca terza Roma.
Ma cosa significa questo slogan ?
La prima Roma cadde quando venne invasa dagli eserciti barbarici.
La seconda Roma, Costantinopoli cade in mano all'esercito islamico nel 1453. Il sultano ne fa la sua capitale dopo averla conquistata . Lungo assedio. E dopo la conquista il saccheggio .
Al momento della caduta di Costantinopoli la chiesa di Roma e la chiesa di Costantinopoli erao ormai divise da 4 secoli. I tentativi di riunificazione come il concilio di Ferrara Firenze non erano andati a buon fine. L'occidente non aveva quindidato alcun aiuto a Costantinopoli minacciata dagli islamici. L'unico occidentale che era corso in aiuto di Costantinopoli fu un patrizio genovese che accorse con una nave armata da lui e non certo dalla Repubblica di Genova. Giustiniani Longo era il suo nome.
La fede cristiana era arrivata nella Rus di Kiev solo pochi secoli prima. E quella che era arrivata era la fede ortodossa, non la fede di Roma. Fu cosi che la Russia si trovo' ad essere l'unico impero cristiano che professava la fede inalterata del primo millennio. E fu cosi che Mosca divenne , o meglio si autoproclamo' la Terza Roma.
Ma la Russia di oggi puo' essere considerata degna di essere chiamata la terza Roma ?

Anonimo ha detto...

Condivido l'articolo di Antonio Margherita. L'unico errore di Putin è quello di non voler stravincere per una sorta di longanimità, che poteva forse essere apprezzata nei secoli passati, ma non di certo nel 2024.

Anonimo ha detto...


Il discorso sulla supposta centralità inglese nel processo che ha portato certi poteri occulti non più tanti occulti a governare il mondo o comunque a poter aspirare di governarlo dietro l'usbergo del governo dei tecnici per il bene dell'umanità, mi sembra alquanto forzato.
Con la seconda guerra mondiale l'impero inglese è scomparso sostituito dalla sua pallida ombra, il Commonwealth. Di conseguenza, l'importanza della City è alquanto diminuita. Il centro finanziario che conta è Wall Street, a Manhattan.
L'impero inglese raggiunse la sua massima estensione nel 1929, quando ottenne il mandato sulla Palestina, ultimo tassello, credo il 20% dell'intera susperficie mondiale.
Ma nella II gm si vide che senza l'aiuto americano gli inglesi non avrebbero vinto niente, anzi avrebbero rischiato di perdere parecchio. Come nella I gm. nella quale, tuttavia, da soli distrussero l'impero. ottomano.
Non dimentichiamo anche le colpe della Russia. Quale "leggenda nera" zarista? Da quando hanno cominciato la loro espansione anche a Ovest, dai tempi di Pietro il Grande, i russi hanno tenuto in apprensione l'Occidente. Non va dimenticato che la Grande Caterina propose all'imperatore Giuseppe II viennese, ancora sacro e romano, di dividersi l'Europa tra loro due: a voi Roma, disse, a noi Costantinopoli.
La Russia comunista è stata poi il primo Stato ateo del mondo, facendo scuola e il primo a riconoscere il "diritto" ad abortire liberamente, diritto ancora legittimo, nella Russia di Putin.

Anonimo ha detto...


LSNews pubblica notizie da rapporti dei servizi segreti francesi secondo i quali la situazione in Ucraina è sempre più grave. Mancano anche gli uomini e adesso cercano di mandare anche le donne in prima linea. Si vedono filmati di giovani fanciulle in uniforme che piangono e gridano che non ci vogliono andare perché cosa ci andrebbero a fare? Traduzione in sottotitoli inglesi. Colpisce il linguaggio da caserma praticato dalle giovani. Ma sembra che oggi parlino così dappertutto, o no?
Un altro filmato, sempre nello stesso articolo, fa vedere soldati russi che catturano un soldato ucraino isolato davanti ad un bosco, che poi risulta essere una donna, la quale implora "non lasciatemi qui, sono incinta!", al che un soldato russo dice giustamente: "e allora che ci fai qui?".
Infatti: che ci fanno tutte queste donne negli eserciti, non è roba per loro. Quand'è che si tornerà al buon senso in Occidente e si porrà fine a questo falsissimo ugualitarismo tra maschi e femmine, restituendo ciascuno ai ruoli che gli spettano secondo natura?

Intanto la famigerata Nuland è stata rimossa, sostituita dal militare o funzionario che aveva diretto l'evacuazione dall'Afghanistan.
Più volte si è detto nei commenti su questo blog che l'Ucraina non poteva pensare di vincere la guerra con la Russia. Poteva solo difendersi bene (come ha fatto sino ad una certa data) per poter poi negoziare una buona pace. Adesso in tanti cominciano a scoprire l'acqua calda.
Invece della sconsiderata offensiva estiva degli ucraini (contro tre linee difensive russe fortificate parallele) adesso dicono che ha decimato l'esercito, falcidiando le migliori truppe e i migliori materiali.
Continuando così, quando arriverà l'asciutto i russi, anche con carri armati che sono vecchie carrette degli anni Novanta, ma sorretti dalla loro formidabile artiglieria e dalla massa dei coscritti e dalla superiorità aerea, potranno dilagare e chiudere la partita, occupando l'intero Paese, perché questo è il loro vero obbiettivo. Lo si capiva già dall'offensiva iniziale, che puntava anche verso Odessa.
Una catastrofe, sarà, che aprirà scenari imprevedibili o meglio incontrollabili.
In Ucraina ci vorrebbe un colpo di Stato che cacciasse Zelensky, andasse dove vuole, e aprisse subito trattative con in russi.
Miles

Anonimo ha detto...


Senza il determinante aiuto giudaico massonico britannico (e tedesco) Lenin non sarebbe neanche giunto a Mosca e il comunismo avrebbe battuto il muso.

Silente ha detto...

"Mosca terza Roma" è un mito fondativo della Santa Russia. Mosca è l'erede di Costantinopoli, "seconda Roma", e lo è per motivi dinastici, per motivi religiosi, per motivi geopolitici, oggi possiamo dire anche per motivi di eredità morale. Mentre un invertito occidente sprofonda in una feroce dittatura della correttezza politica, del wokismo, della cancel culture, in cui è reato dire che un uomo è un uomo e una donna è una donna e tertium non datur in Russia l'etica tradizionale e cristiana, la famiglia, la tradizione vengono difese e rispettate.
Silente

Anonimo ha detto...


"Senza il determinante aiuto giudaico-massonico e britannico Lenin non sarebbe neanche giunto a Mosca.."

Veramente arrivò a Pietrogrado, proveniente dalla Svezia, non a Mosca.
Ignoranza anche nei dettagli.
Si continua con questo ritornello, bisogna vedere i giudeo-massoni all'origine di tutto.
Chi conosce le vicende della I gm sa che l'idea di far tornare Lenin in Russia a sabotare il regime zarista fu approvata dallo Stato maggiore imperiale della Germania, dal Generale Ludendorff in pratica. Non è chiaro se sia venuta direttamente ai generali tedeschi o sia stata suggerita loro da qualcuno. Comunque l'approvarono. La responsabilità storica ricade su di loro. I generali tedeschi fecero dare a Lenin degli ovvi finanziamenti dalle banche tedesche, nelle quali c'erano naturalmente anche finanzieri ebrei (sarebbe questa la "prova" del complotto giudeo-massonico, per gli sviati del complottismo? Temo di sì)
Lenin e il suo stato maggiore, dalla Svizzera dove erano esiliati poterono attraversare tutta la Germania in un vagone piombato (conservato ancora in Russia quale monumento della rivoluzione bolscevica) e la neutrale Svezia per giungere alla Stazione di Finlandia di Pietrogrado, cosè chiamata.
IL partito di Lenin era piccolo ma molto determinato, organizzò subito scioperi e sabotaggi nelle ferrovie, che erano il punto dolente della macchina militare zarista e anche di quella civile.
Questi ripetuti richiami (tutti uguali) alle presunte colpe della giudeo-massoneria sono stucchevoli, non dimostrano nulla, servono solo ad alimentare un odio irrazionale contro gli ebrei.
Mi chiedo perché Mic li pubblichi.
Miles

Anonimo ha detto...


Silente, ma dài, lei non prenderà mica sul serio il mito di Mosca Terza Roma? A meno che non abbia apostatato passando alla c.d. Ortodossia...
Se c'è un mito fasullo è proprio quello. Un mito fabbricato dalla politica. E non crederà che Costantinopoli sia la "seconda Roma", sarebbe grave. Di autentiche Rome, come simboli di civiltà e centri spirituali di signiicato mondiale, ce ne sono solo due: quella antica e quella dei Papi.
Le ricordo che comunque in Russia, nonostante si siano evitate le aberrazioni che al momento ci affliggono, l'aborto è sempre legale, lo è anche l'omosessualità, la maternità surrogata impervesa come in Ucraina.
In Russia infine discorsi ancora liberi come quelli che possiamo fare sul blog di mic sarebbero impossibili.

Anonimo ha detto...

Bergoglio lo ha già detto che siamo nella terza guerra mondiale.....almeno due volte o tre, e lui se ne intende di alte sfere. Ha anche capito ( forse dalle profezie) che Roma sarà distrutta e sta suggerendo di trovare una pacificazione per evitarlo... Ma i peccati sociali come aborti finanziati con le tasse, finanziamenti gender, eutanasie, convivenze,adulteri.. richiedono di essere pagati alla giustizia su questa terra ( oltre che singolarmente) con pandemie, attentati, guerre, fame, invasioni e sostituzioni etniche...

Anonimo ha detto...

Al contrario di Biden , di Obama e di Trump forse Victoria Nuland cosi come Blinken conoscono l'Ucraina perche' sono discendenti di ucraini. Quando sono diventati americani ? Non lo so. Ma ai tempi dell'Unione Sovietica raggiungere l'occidente era raggiungere il paradiso.
Passare all' Occidente era il modo di sfuggire al pensiero unico sovietico era cioe' il modo di conquistare la liberta'
Ma Biden non vuole vincere. Con la sua politica ha , di fatto, proseguito la politica filo iraniana di Obama provocando cosi' l'apertura dei secondi fronti sia in Israele che a Bab ed Mandeb.


PUTIN STRAVINCE E QUI SI ROSICA DA MATTI ha detto...

Ha un bel dire il nostro Occidente politico presidiato dalla Nato che la schiacciante affermazione di Putin alle elezioni politiche in Russia sia frutto di manipolazione, coercizione e blindatura. Per cui, il cosiddetto alto rappresentante Ue si arroga autocraticamente il diritto di affermare che l’Unione europea non riconosce e non riconoscerà mai la legittimità di Putin come presidente, invita pertanto tutti i Paesi a cessare ogni contatto con lui. Peccato per l’Alto che il resto del mondo non la pensi come lui, si è anzi precipitato a congratularsi con il rieletto Presidente. Una dichiarazione per tutte, quella che del premier indiano Narendra Modi (l’India, la nazione più popolosa al mondo col suo quasi miliardo e mezzo di abitanti), che ufficialmente dichiara di non «vedere l’ora di lavorare insieme per rafforzare ulteriormente il collaudato partenariato strategico speciale e privilegiato tra India e Russia negli anni venire». Verrebbe quasi di dire: tiè!

Pur di screditare e malfamare il risultato elettorale, hanno messo in circolazione fantasiose e volgari messinscena, come il grottesco video in cui si vedono militari minacciare e fare violenze negli stessi seggi elettorali, video infelicemente girato in qualche hollywoodiano set da strapazzo.

Proprio non ci stanno a riconoscere il fatto che lì la stragrande maggioranza della popolazione sia riconoscente a un uomo che rappresenta il riscatto e la dignità delle tante etnie della sterminata nazione. Proprio non ci stanno i nostri politicanti e giornalanti, abituati come sono ad affluenze che a mala pena raggiungono il 50% e dove il consenso della minoranza votante è gestito da potenti mezzi di disinformazione e condizionamento, naturalmente democratici.

Certo, a loro piaceva la “democratica” Russia dell’eldorado eltsiniano quando potevano colà liberamente scorrazzare e selvaggiamente depredare la grande nazione euroasiatica delle sue innumerevoli risorse, sia naturali che umane. Avevano infatti ridotto quella nazione a un grande far west con pistoleros dalla colt fumante spadroneggianti anche grazie a una prezzolata cricca di venduti. Anni in cui i poveri si contavano a decine di milioni e i bambini si compravano per qualche dannato rublo. Gli piacevano quegli anni in cui festeggiavano la “fine della Storia”, gli piaceva quella democrazia intesa come paradiso dei grandi pescecani della finanza internazionale, libidinosamente gaudenti di totale libertà di azione e sciacallaggio ai danni delle popolazioni russe.

Il sogno dell’Occidente politico è la democrazia, ma niente a che fare con l’idea del popolo che sovranamente decide delle proprie sorti, intesa invece come luogo ove sovranamente regna il Mercato, dio onnipotente che tutto dispone e (dis)ordina. Lo scrittore francese Emmanuel Carrère non molto tempo fa ebbe a dire, a proposito di democrazia, che «i russi l’hanno provata solo nel periodo di Boris Eltsin, quando si sparava per le strade. Più che della democrazia, sentono il bisogno di qualcuno che li protegga dalla democrazia. E Putin ci sta riuscendo abbastanza bene».
Antonio Catalano
19 marzo 2024 ore 05.08

Viandante ha detto...

La cosa paradossale è che noi, enfatizzando la propaganda e la repressione della dissidenza come se ne fossimo esenti, non dovremmo riconoscere il voto popolare plebiscitario a Putin, frutto di scelte sempre più condivise negli anni per cui a ogni nuovo mandato ci sono piu persone che lo votano; almeno da loro non si viene eletti direttamente per attuare politiche imposte da fuori palesemente contro gli interessi di tutti.
E dunque per criticare delegittimando ci vuole una bella faccia tosta...

Anonimo ha detto...

Non ricordo commenti critici sulle vergognose elezioni-truffa americane del 2020

Anonimo ha detto...

Con riferimento alle elezioni russe, si dice che il voto per corrispondenza sia facile da alterare e in Occidente è forse diverso?

Anonimo ha detto...

Così sul Tg5; strano che, in relazione alle elezioni di molti fra i Paesi occidentali, un analogo rilievo non venga assolutamente sollevato e, anzi, si tacci di complottismo chi ne esprima il fondato sospetto... Negli USA è così che hanno vinto i dem
(Antonio Gaslini)

Anonimo ha detto...

Il capo della Commissione elettorale centrale ha ringraziato l'Occidente per aver unito la Russia.

“Voglio dire grazie all’Occidente, ci ha unito. Abbiamo capito maggiormente quanto sia importante stare insieme adesso, più pressione ci viene esercitata, più reagiamo", ha affermato Ella Pamfilova, presidente della Commissione elettorale centrale della Federazione Russa.

Fox News Russia - https://t.me/c/1645380944/14407

Anonimo ha detto...

L'ho già scritto: gli autocrati come Putin fanno gli interessi della propria nazione, a differenza dei pagliacci che fanno i politici e dei politici che fanno i burattini.

da ex studente di Giurisprudenza ha detto...

C'è da chiedersi se il consenso reale verso Putin e la sua leadership sia davvero basso come si crede in Occidente. Probabilmente due terzi dei russi lo sostengono veramente.

Anonimo ha detto...

I poteri occulti stanno governando il mondo a suon di bombe per esportare la loro pace / democrazia da 70 anni e oltre. Se preghiamo finiranno come finì l'esilio babilonese, altrimenti avremo ancora l'ultimo duro pezzo anticristico come da Apocalisse... e lo avremo perchè è scritto e soprattutto non ci convertiremo. Tempo di divisione tra grano e paglia, tra grano e loglio.

Anonimo ha detto...

Prendete queste notizie con beneficio d'inventario, ma da molti filmati di vario genere in cui vengono intervistati Russi di ogni strato sociale, emerge che abbiano molta fiducia in VP, perché soprattutto li ha tolti da una situazione disastrosa di miseria nera e atrocità varie, proprio far west da Ok Corral, ha dato loro dignità di popolo e di nazione, al di là del fatto che sia tutt'altro che un santo, è uno statista con i contro fiocchi, cosa che noi in Italia ci sogniamo da sempre e forse avremo mai, includo anche UE, USA, UK, una pletora di incapaci o gravemente malati, en passant, Trump, discutibile sotto molti punti di vista, aveva stravinto le passate elezioni, molti postini vengono ora allo scoperto affermando che molti voti postali sono stati distrutti e /o non sono mai arrivati.........dicevamo elezioni democratiche, ma mi facciano il piacere.

Viandante ha detto...

"Questo non è il successo elettorale di Putin - ha detto Orsini - ma è il successo della Russia e dei russi che, in un momento ipertragico della loro storia, hanno saputo compattarsi. Avere contro il nemico più temibile del mondo, gli Stati Uniti, la Nato e l'Unione europea, avere un nemico così potente di fronte a sè e riuscire a non dividersi e rimanere uniti intorno allo Stato, perché Putin rappresenta lo Stato, è una prova di forza. Infatti io ho sempre detto stiamo attenti, chiudiamo subito il conflitto perché questo è un Paese molto temibile ed è un Paese che si compatterà attorno allo Stato".

Anonimo ha detto...

Sono pronto a dare ragione a tutti coloro che sostengono che le elezioni russe sono state una farsa.
Solo ad una condizione, però: che riconoscono che lo sono anche le nostre.
Perchè l'elezione popolare di un governo che poi può cadere in qualsiasi momento a causa del mercati finanziari, del debito, dello spread e delle agenzie di rating, non è democrazia. E' plutocrazia.
I russi hanno un Cesare che li governa.
Noi abbiamo l'oro che ci governa. .
E, tra Cesare e l'oro, il meno peggio non è l'oro.

Cesare è infatti un uomo, buono o cattivo. Ha un volto riconoscibile e il suo potere è destinato a finire, prima o poi.
L'oro è un potere impersonale (i "mercati"), illimitato, onnipervasivo - anche attraverso l'egemonia del pensiero unico - e umanamente quasi invincibile.
Tra i russi e noi, chi è messo peggio siamo noi.
Martino Mora

Anonimo ha detto...

https://www.totalitarismo.blog/lindustria-degli-armamenti-e-il-miglior-settore-in-cui-una-nazione-possa-investire/

Anonimo ha detto...

Concordo. E mi piacerebbe sapere perché il Presidente Putin sia da considerarsi un autocrate, ed il sistema politico russo dominato da un unico uomo. Attendo lumi. Valeria Fusetti.

Cit. Davide Lovat ha detto...

DICHIARAZIONE A FUTURA MEMORIA
Esprimo pubblicamente la mia totale solidarietà a Stefano Valdegamberi, consigliere regionale veneto, che viene sottoposto a un attacco violento e irrazionale da Sinistra come da Destra (che poi è solo "Destra della Sinistra", culturalmente inetta e succube).
Questo attacco viene messo in atto perché, essendosi recato personalmente in Russia come osservatore internazionale e aver visto con i suoi occhi, ha osato testimoniare direttamente il sentimento diffuso di favore nei confronti di Putin da parte della larga maggioranza dei russi, nonché lo svolgimento ordinato e pacifico delle operazioni di voto.
In pratica, Valdegamberi ha osato dire la verità, una verità che contrasta con la versione narrata dalla propaganda occidentale in cui siamo immersi 24 ore al giorno, finalizzata all'istigazione al'odio russofobo e alla negazione del punto di vista del nemico, la cui conoscenza è precondizione necessaria per ragionare in vista di una pace possibile.
Piaccia o non piaccia, e senza per questo sostenere in alcun modo Putin e il suo operato, questo sostegno popolare diffuso è un dato di fatto incontrovertibile, dimostrato dall'enorme affluenza alle urne sia in patria che nelle ambasciate estere dove - questo è fuori discussione - nessun russo ha subito pressioni dagli Stati ospitanti.
Rilevare queste cose non significa essere "filo Putin" e obiettare che "anche Hitler e Mussolini avevano consenso" è tanto patetico quanto puerile.
Di fronte a un conflitto che non nasce certo nel 2022 e che rischia di mettere a repentaglio la nostra vita, servirebbe un atteggiamento meno da tifosi, o da cani da guardia aizzati dal padrone globalista, per ragionare pensando al nostro interesse che è quello di avere la pace in Europa e dei rapporti virtuosi con la Russia.
Obiettivi, questi, impossibili finché la libertà di parola e di pensiero sono sottoposti a violenti attacchi ogniqualvolta non ci si allinea col Pensiero Unico del padrone globalista. E proprio qui, dove ci si riempie la bocca di democrazia, sempre più spesso si pretende di mettere in silenzio chi esprime un'idea o un sistema di pensiero dissonante dal coro "politicamente corretto". Ne so qualcosa pure io...

Anonimo ha detto...

Sottoscrivo codesta "dichiarazione a futura memoria" di Davide Lovat, e particolarmente il punto riguardante la "Destra della Sinistra", espressione assai felice e assai veritiera.

Gederson Falcometa ha detto...

"2) Il filocomunismo. Si sviluppa dopo la Rivoluzione di Ottobre russa...".

Caro Catholicus, complimenti per l'iniziativa! In ciò che dice rispetto al filocomunismo, questo comincia a se sviluppare prima della rivoluzione russa con D. Romolo Murri e Teilhard de Chardin. Guarda cosa scrive D. Curzio:

"Il modernismo che don Romolo Murri manifesterà pubblicamente soltanto dopo la scomunica, aveva avuto origine con il tentativo di unire l’insegnamento cattolico, ricevuto soprattutto dal cardinale Louis Billot, con quello dello studioso marxista Antonio Labriola; si trattava così, secondo il progetto di don Romolo Murri, di combinare la filosofia scolastica con il materialismo storico (6). Egli andava, così, ben oltre il modernismo classico che sposava cattolicesimo e kantismo". La democrazia cristiana e il modernismo - Don Romolo Murri, don Luigi Sturzo, Alcide De Gasperi e Marc Saugnier - http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV5182_Nitoglia_Democrazia_Cristiana_e_Modernismo_prima.html

E:

"La dottrina di don MURRI, invece, è non solo catto/liberale ma anche esplicitamente modernista e precorre addirittura il catto/comunismo e la teologia della liberazione, scavalcando il modernismo classico condannato da san Pio X, che si fermava a Kant e Hegel, per giungere al neo/modernismo condannato nel 1950 da Pio XII (Humani generis) e che arriva addirittura a sposare Marx e il socialismo". La democrazia cristiana e il modernismo - Don Romolo Murri, don Luigi Sturzo, Alcide De Gasperi e Marc Saugnier - http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV5182_Nitoglia_Democrazia_Cristiana_e_Modernismo_prima.html

Lo scrittore brasiliano Gustavo Corção ci racconta il rapporto del teilhardismo con il comunismo:

"...l’attenzione data al Telhardismo porta facilmente al comunismo. In altro luogo14, dopo aver enumerato le varie componenti del cosiddetto “progressismo” cattolico, che non è progressista, e ha già cessato di essere cattolico, ho detto quanto segue: «Questi diversi fattori formano un sistema. È così che nel famoso “dialogo” i teilhardisti e i marxisti si sono sempre intrecciati, come ben dimostra padre Philippe de la Trinité15. Nel 10° anniversario della morte di Teilhard de Chardin, nel 1965, il quotidiano Le Monde, come previsto, promosse un'edizione speciale per onorare il celebre gesuita che visse al di fuori della Compagnia e della Chiesa, come indicato da Pe.V.—A. Berto. Tra i collaboratori di Le Monde c'era Roger Garaudy, leader del PC francese con un articolo intitolato 'Pionnier du Dialogue', dove tra gli altri convenevoli, affermava che “Teilhard ha avuto la gloria indiscutibile di aver reso possibile il dialogo tra comunisti e cattolici”.

Più tardi, però, Roger Garaudy confesserà che, come marxista, e nonostante la simpatia che nutriva per il defunto, non poteva accettare la formula con cui Teilhard de Chardin si offriva così generosamente ai comunisti: “La sintesi del Dio cristiano dall’alto, e il Dio marxista in avanti, questo è l’unico Dio che d’ora in poi potremo adorare in spirito di verità”. Da ciò si vede che spettava al comunista testimoniare un attaccamento dottrinale. Garaudy, di fronte alle offerte di Teilhard de Chardin, si sentì obbligato a pronunciare il “nom possumus”". Um velho leigo interroga, Gustavo Corção, traduzione del Google - https://permanencia.org.br/drupal/node/580

Gederson Falcometa ha detto...

In ciò che dice rispetto alla teologia della liberazione questa c'e un problema poco noto, lei é anche una teologia rahneriana. Forse è più ranheriana che marxista, come può leggere:

"L’intento principale del programma di Rahner è di mettere insieme nella Chiesa del futuro la «reale spiritualizzazione» con la «declericalizzazione», «demoralizzazione», «apertura», «democratizzazione» [4]. Una simile Chiesa del futuro può attuarsi soltanto dal basso mediante le cosiddette «comunità di base» (Basisgemeinde) alla cui guida le donne stanno alla pari con gli uomini e nelle quali in concreto l’obbligo del celibato dei preti non ha più senso. La spiritualità diventa così senz’altro sinonimo di impegno sociale di gruppo che ha il diritto di agire e svilupparsi in modo autonomo rispetto all’autorità: errori, questi di Rahner, osserva lo scrittore, che sono oggi molto diffusi". L'avventura della teologia progressista, P. Cornelio Fabro, Estratto dell'Introduzione

Il programma di Rahner è lo stesso di Francesco. Ricordo ancora il testo Rahner e la teologia della liberazione del P. Cavalcoli, O. P. (noto difensore del Concilio), commentando la differenza tra Hegel, Rahner e Marx, scrive:

"Ma Rahner non è lontano da queste posizioni, nonostante l’uso di un linguaggio cattolico tradizionale. Ecco che allora la teologia della liberazione che si può ricavare dal contesto rahneriano non è lontana dalla maniera con la quale prima Hegel e poi Marx concepiscono la liberazione dell’uomo.

La differenza di fondo tra l’impostazione idealista di Hegel e di Rahner, da una parte, e quella di Marx e dei teologi della liberazione, dall’altra, è che mentre nei primi due il punto di partenza del pensiero e dell’essere è l’io assoluto o, come dicono, il “soggetto”, di origine cartesiana, soggetto che all’interno dell’autocoscienza si afferma e si espande fino a porre l’alterità e la socialità, nel caso di Marx e dei teologi della liberazione il punto di partenza è una coscienza collettiva che percepisce il proprio stato di umanità oppressa (la “coscienza di classe” in Marx, la cosiddetta Iglesia popular nei teologi della liberazione)". RAHNER E LA TEOLOGIA DELLA LIBERAZIONE
- https://riscossacristianaaggiornamentinews.blogspot.com/2010/06/rahner-e-la-teologia-della-liberazione.html

Questo ha permesso al P. Giovanni Bastista Libanio essere conosciuto in Italia come un difusore del rahnerismo, in quanto in Brasile è stato uno grandi esponente della teologia della liberazione (Alle radici del rahnerismo: l’Opzione fondamentale - https://www.paginecattoliche.it/alle-radici-del-rahnerismo-lopzione-fondamentale/). La differenza tra rahnerismo e marxismo è che in quanto il primo fa l'opzione fondamentale per il povero, il secondo lo fa per i poveri (questo problema appare anche nel rapporto tra protestantesimo che difende un'unica fonte e la nouvelle théologie che era chiamata dai suoi membri di teologia delle fonti). Il combatte della gerarchia alla teologia della liberazione ha combattuto il suo marxismo, in quanto per altro lato il rahnerismo ha rimasto libero per attuare all'interno della Chiesa. Capisce il problema?

Un caro saluto dal Brasile

Anonimo ha detto...

Circa DUE minuti.
Si tratta del tempo necessario, lo stanno calcolando con maggior precisione i tecnici russi, impiegato da un missile nucleare a giungere a destinazione a Parigi (rif.to Tolstoj, vicepresidente parlamento russo ---notizia su Rai news--).
Chissà quanto impiegherebbe ad arrivare a Roma.

Anonimo ha detto...

GLI ITALIANI GODONO DI UN CERTO STATO DI GRAZIA IN GIRO, ULTIMAMENTE...

Ormai il Che Guevara africano è considerato da quei popoli Putin. Arrivano di continuo notizie, specie dopo la vera parola d'ordine lanciata da Putin ("il ballo dei vampiri è finito, vi siete cibati di carne umana, ma non vi sarà più permesso"), di non solo più e sempre più francesi che vengono buttati fuori a pedate, ma anche gli americani, spesso seguiti i modo meno plateale da tedeschi e inglesi: i francesi non si possono azzardare più nemmeno dire buongiorno là. Cacciano tutti.
Meno gli italiani: nessuno sta facendo storie contro gli italiani in Africa che pure ci sono, e non pochi.

Gli stessi Houtii hanno quasi pregato gli italiani di non mettersi troppo in mezzo, che non ce l'hanno con noi: vogliono mirare dritti su americani inglesi e compagnia "ma non ce l'abbiamo con gli italiani", l'hanno detto e ripetuto, un messaggio chiaro: voi potete pure passare, basta che non ci obbligate a reagire.

Sono settimane che dalla Russia, che sia Putin, che sia la portavoce, citano l'Italia, anzi, "gli italiani", e ne dicono sempre gran bene, più di quanto sia lecito.

Nemmeno loro ce l'hanno con gli italiani e sottolineano (la verità) che sono "popoli amici": lo stesso riguardo non riservano a tutti gli altri, salvo l'Ungheria e la Serbia.

Sono tre segnali diffusi. Che sono certamente un riconoscimento antropologico: non siamo né vampiri, né cannibali, né predatori. Siamo un antico popolo diverso.

Ma a parte questo ci deve essere dell'altro: perché questi guanti di velluto per l'Italia? Certamente Putin conosce perfettamente in quali condizioni militari e diplomatiche si trova, dal 1945, e non può trascurare questo dettaglio. Sa anche che si trova in un punto strategico. Sa persino che ha una grossa sequela di fans in Italia. Sa che è un popolo vessato come nessuno in questi 30 anni.

Un'altra cosa non si è notato abbastanza: salvo scaramucce da cortile, e anche poco credibili, con Crosetto, non hanno mai detto male del governo italiano.

Intanto però in Africa laddove eravamo siamo rimasti e nessuno ci caccia.
Cit. Antonio Margheriti

Anonimo ha detto...

Abbiamo una classe politica smidollata e il rischio è che da preda degli uni diveniamo preda degli altri. l'Italia è in un punto strategico: in mezzo al Mediterraneo, crocevia tra nord e sud, tra est e ovest, tra Europa, Asia e Africa e facciamo gola a tutti coloro a cui serve un ponte. Se avessimo dei politici come quelli della prima repubblica, certamente potremmo sfruttare meglio la nostra posizione, ma con quelli che ci troviamo oggi...

Da Fb ha detto...

Però siamo migliorati.
Prima il governo era diviso tra: la parte del PD che serviva la Germania, la parte che serviva la Francia (Renzi, Gentiloni e c.) e spesso la lotta era tra quali dei due interessi privilegiare.
Adesso siamo solo al servizio degli USA.

Anonimo ha detto...


# Commento di Antonio Margheriti

Mi sembra utopistico. Non contiamo nulla e nessuno vuole che noi si conti qualcosa, impedirebbe questo una notevole serie di giochi di potere nell'area mediterranea. Per questo nessuna Potenza europea voleva un'Italia unita, anche se ancora non tutta unita: guastava a tutte loro il parco giochi mediterraneo, soprattutto dopo il taglio del Canale di Suez (1867 o giù di lì), che fece del Mediterraneo un'arteria vitale (per l'impero britannico) e in particolare dopo che fu scoperto il petrolio.
Gli Houthi non ci vogliono male? E da dove venivano i droni carichi verosimilmente di esplosivo che si stavano dirigendo verso il nostro CT Duilio, in missione scorta delle navi mercantili disarmate, missione legittima per proteggere il traffico internazionale e dal Duilio giustamente abbattuti? Comunque, sui quotidiani si è letto di ripetutte minacce Houthi all'Italia.