Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

giovedì 14 marzo 2024

«Mons. Lefebvre consigliava caldamente questo libro»: intervista con don Fausto Buzzi su “L’illusione liberale” di L. Veuillot

«Mons. Lefebvre consigliava caldamente questo libro»: 
intervista con don Fausto Buzzi su “L’illusione liberale” di L. Veuillot

In occasione dell’uscita in italiano del capolavoro di Louis Veuillot L’illusione liberale, presentiamo questa intervista con don Fausto Buzzi, sacerdote della FSSPX – ordinato da Mons. Marcel Lefebvre nel 1983 – e promotore della traduzione.

RS: Buongiorno don Fausto, essendo tra i promotori dell’iniziativa editoriale che ha portato alla traduzione e pubblicazione in Italia de L’Illusione Liberale di Louis Veuillot, Le facciamo subito alcune domande che vanno al nocciolo della questione: cos’è e cosa ha da dire questo libro alle persone del nostro tempo? È davvero un classico sempre attuale? 

Don Fausto Buzzi: Questo libro ha molto da dire alle persone del nostro tempo. La sua attualità oggi si rivela in modo drammatico di fronte alla spaventosa crisi nella Chiesa. La causa dei mali che soffriamo all’interno della Chiesa è molto chiara. Se noi siamo arrivati a questa situazione gravissima è precisamente perché quel liberalismo che paventava Louis Veuillot e che i passati papi hanno sempre condannato, oggi governa la Chiesa anzi direi la tiranneggia, causando quello che noi vediamo, cioè di aver ridotto la Cristianità a un cumulo di rovine.

RS: Mons. Marcel Lefebvre consigliava la lettura di queste pagine? Può dirci qualcosa di più sul ruolo che ha avuto il volume nella vita intellettuale del “tradizionalismo” e nella Sua formazione?

Don Fausto Buzzi: Per Mons. Lefebvre era chiarissimo che il grande male che ha diretto e dominato il Concilio Vaticano II è stato il liberalismo. Quando ha creato il seminario di Ecône ha avuto sempre a cuore di formare i seminaristi con la sana teologia di San Tommaso ma anche si preoccupava che i seminaristi avessero ben chiaro il gran male del liberalismo. Ecco perché consigliava caldamente i libri che spiegassero profondamente il male del liberalismo con tutte le sue conseguenze nefaste. Uno di questi libri è appunto L’Illusione Liberale di L. Veuillot.

RS: Il libro, come si diceva, ha pagine a modo loro “profetiche”. Oggi la crisi nella Chiesa è un fatto riconoscibile persino dall’uomo comune che si interessa poco di Religione, ma all’epoca era difficile vedere fino a dove “l’illusione liberale” si sarebbe spinta. Su quale aspetto del testo gli ecclesiastici di oggi dovrebbero principalmente concentrarsi?

Don Fausto Buzzi: Mi pare che lo stesso titolo potrebbe essere materia di riflessione. Lo vediamo oggi con i nostri occhi che questi 60 anni di liberalismo hanno portato al fallimento di quello che gli ecclesiastici si sono proposti con il Concilio Vaticano II e le riforme che ne sono seguite. Dopo il Concilio si parlava di una nuova Pentecoste, di una nuova primavera. I risultati ottenuti sono esattamente il contrario. Sarebbe ora che le gerarchie e ogni ecclesiastico riconoscano questa illusione e che il futuro della Chiesa è solo la sua Tradizione.

RS: L’Illusione Liberale è anche un’opera che richiama all’ordine, e in tempi di estrema confusione come i nostri può essere una risorsa importante. Oggi il caos è sempre più forte anche dentro al mondo che in un qualche modo si richiama (o dice di richiamarsi) alla Tradizione. Dando un’occhiata all’attualità, che pensa di ciò che succede attorno a noi? Non c’è il rischio che il liberalismo “uscito dalla porta rientri dalla finestra”?

Don Fausto Buzzi: Sicuramente. Il liberalismo attuale paradossalmente viene usato (diciamo inconsciamente) nell’ambiente tradizionalista per andare contro il liberalismo dominante. Ne vuole un esempio? La liberta di pensiero e la libertà di stampa sono state condannate dai papi, ora se c'è qualcosa che tutti più o meno fanno è usare questa libertà di stampa senza nessun controllo, questo grazie a internet. Questo è liberalismo, anche se ci si scaglia contro gli errori moderni. Diciamo che ormai all’interno della Chiesa si è passati dal liberalismo all’anarchia, e purtroppo anche nel mondo tradizionalista

RS: Grazie per questa conversazione.

Di seguito la nota che illustra il volume, un vero e proprio classico del pensiero controrivoluzionario:

[...] Nota delle Edizioni Radio Spada

«Nella vita pubblica come nella vita privata, c’è un solo modo per sfuggire al regno del demonio, ed è quello di sottomettersi al regno di Dio», ecco una frase di Veuillot che in poco spazio spiega cosa sia e come funzioni l’illusione che dà il titolo a questo libro.

Oggi siamo testimoni del fallimento del cosiddetto cattolicesimo liberale, esattamente nei termini previsti un secolo e mezzo fa dall’Autore, al punto che in molti passaggi risultano descritte in anticipo le follie dei documenti del Vaticano II sulla libertà religiosa, sull’ecumenismo e sui nuovi rapporti della Chiesa col mondo.

«Finora la cappella liberale non ha un’entrata, e sembra essere nient’altro che la porta di uscita dalla grande Chiesa», dice Veuillot, e pare raccontarci i nostri giorni, con una chiesa in uscita che, aprendosi alle novità, ha fatto andar fuori tanti senza riuscire a conquistare nessuno.

Brillante, diretto, efficace: il volume offre un punto d’osservazione ora religioso, ora filosofico, ora sociale e politico ma sempre preciso e convincente. Seppur profetico, l’Autore non poteva immaginare che persino il vertice del Cattolicesimo fosse investito da una così oscura crisi: si prevedeva l’immensa portata della tempesta, ma non si poteva distinguerne ogni aspetto.

Attenzione però: le pagine che seguono non si identificano con il cupo resoconto di un tracollo o con la sterile nostalgia di un passato lontano. No: sono vive, pulsanti e ricche di suggestioni. Danno slancio per compiere il nostro bonum certamen.

Una battaglia ineludibile, più che mai per il cattolico dei nostri tempi.

25 commenti:

Anonimo ha detto...

« Hæc dicit Dóminus Deus : Lavámini, mundi estóte, auférte malum cogitatiónum vestrárum ab óculis meis : quiéscite ágere pervérse, díscite benefácere : qu.rite iudícium, subveníte opprésso, iudicáte pupíllo, deféndite víduam. Et veníte et argúite me, dicit Dóminus : si fúerint peccáta vestra ut cóccinum, quasi nix dealbabúntur : et si fúerint rubra quasi vermículus, velut lana alba erunt. Si voluéritis et audiéritis me, bona terræ comedétis : dicit Dóminus omnípotens. » (Is. 1, 16-19)

Speriamo! Ma noi? ha detto...

Orban da primo ministro si reca negli USA e incontra come fosse non solo il presidente, ma anche quello in pectore Trump: l'intesa tra i due è perfetta, si promettono reciproci vantaggi il tempo di rientrare alla Casa Bianca e Orban dice ufficialmente: "Appena Trump sarà rieletto il giorno dopo dichiarerà chiusa la partita ucraina".
I giornali italiani tacciono. Segno che la notizia è importante.
Soprattutto perché ha tutti i sottofondi di un annuncio di regolamento di conti, a nome di Trump e a nome di Orban, con tutta la dirigenza europea.
Ancora una volta la Meloni potrà salvarsi liberandosi da Crosetto e passando a scodinzolare dietro Orban, premesso che il suo saltare sulle ginocchia di nonno Biden sarà una immagine ben presente nella memoria (ce l'ha) di Trump: la vedremo andare a passeggio con quello invece che con Ursula alla prossima, soltanto che Orban non è un pagliaccio e non è un corrotto, soprattutto non mente mai e mai dice quello che non pensa: è politico di prima scelta, vero, in una parola: una persona seria. E non si presta ai teatrini arlecchineschi dell'italiana o di chiunque.

da ex studente di Giurisprudenza ha detto...

Nonostante il testo originale sia di dominio pubblico da tempo, visto che l'Autore è morto da oltre 140 anni, ho trovato online solo un'edizione americana del 1938. Libro antiquato o scomodo?
L'edizione americana è scaricabile a questo indirizzo, cliccate prima sul cerchio con tre puntini che si vede a sinistra e appaiono le due opzioni di download, PDF ed EPUB:
https://archive.org/details/LiberalIllusion/page/n11/mode/2up?ref=ol&view=theater
se non trovate quella italiana...
Secca non aver trovato quella francese, spesso l'originale può dire molto di più rispetto a una traduzione, specie se distante dal tempo dell'estensione del testo. Almeno a me che ho studiato diritto.

Anonimo ha detto...

Teniamoci stretta la Meloni se non vogliamo sputare sangue con i dracula della sinistra e del ciarpame cattoprogressista. Oggi non c'è di meglio in giro della Meloni e di questo CD, grazie al quale (specie all'azione intelligente di Isabella Tovaglieri, leghista d'acciaio, vedasi intervista su NBQ), è stata ammorbidita la direttiva europea sulle case green, che sarà comunque molto penalizzante per gli italiani, ma speriamo in ulteriori modifiche a livello nazionale nel prossimo futuro.
I vampiri rossoverdi sono quanto di peggio ci sia in circolazione, politicamente parlando, superati solo dalla melma cattocomunista, quella degli eredi di Dossetti, che continuano ad abusare dell'appellativo di cattolico in Italia e in Europa.

M.

Siamo spacciati? ha detto...

La recensione del libro di L. Veuillot L'illusione liberale piacerà a pochi; i cattolici tradizionali (sic!) perseverano nell'illusione liberale con una pietà esemplare! A proposito di illusioni: D. Trump non verrà rieletto. È inutile sperare in qualche buon rivolgimento dell'attuale situazione. Non esistono i mattoni sufficienti per costruire l'edificio bello che noi abbiamo in mente. Quattro mattoni non bastano. Il nuovo ordine mondiale procede a meraviglia: in nome dell'ideologia green tutto sta per cambiare definitivamente, dall'agricoltura alla sparizione del denaro contante (inquina! leggevo poco fa un articolo su Médias-Presses-Info). L'OMS della sanità ci regalerà il passaporto green, in vista di nuove pandemie. A tal proposito, consiglio la lettura del messaggio inviato da Mons. C. M. Viganò alla Prima giornata della memoria dell'Olocausto Sanitario. Quanto sono pericolose le illusioni!

Anonimo ha detto...

Louis Veuillot si prodigò anche per l'arruolamento in Francia di giovani da inviare a sostegno dell'esercito pontificio -gli Zuavi- contro la vile aggressione del satanismo risorgimentale, e per questo gli fu chiuso il periodico che dirigeva.
Logge, sètte protestanti, occultisti (teorici della teosofia come madame Blavatsky) erano (e sono tutt'ora) profondamente anticattolici ed a sostegno dei saccheggiatori garibaldini e loro sodali.
E giova sottolineare come anche oggi valga il consiglio al c.d. Tradizionalismo cattolico di tenersi alla larga da certi ambienti che amano infiltrarlo.

Margotti

Anonimo ha detto...

Domanda a Don Fausto: "il futuro della Chiesa è nella Tradizione": chi è che dice e spiega al fedele se il magistero della Chiesa è in linea con la Tradizione, nel momento in cui l'autorità sbanda?
Tradizione e Scrittura sono la regola remota della fede, mentre il magistero vivente è quella prossima. Se i due entrano in collisione, come è accaduto col CVII e successivamente, che si fa? Caos! Perché alcuni seguono il magistero, altri la Tradizione.
E ancora: può la Chiesa e/o il Papa sbandare nel suo insegnamento? Evidentemente no, poiché assistiti ordinariamente dallo Spirito Santo (non solo nei pronunciamenti ex cathedra). E quindi, cosa ne possiamo dedurre? Che bisogna mettere in discussione l'autorità costituita, in quanto non può sbandare nel suo Magistero (può farlo solo quando parla privatamente o rilascia interviste ecc.).
La sottovalutazione o restringimento del campo proprio dell'infallibilità papale proprio di certa teologia, già condannato dai vari pontefici sino a Pio XII, comporta il deprezzamento dell'autorità papale e la svalutazione del suo Magistero.

Margotti

Anonimo ha detto...


Se Trump vincerà le elezioni, cosa che non è affatto sicura, molto probabilmente continuerà a servirsi della dirigenza italiana allo stesso modo nel quale se ne sono sempre serviti tutti i presidenti degli Stati Uniti, dal 1943 in poi. Essi possono contare su una classe politica, quella nostrana, che al dunque non dice mai di no e si allinea alla politica americana.
Non dimentichiamo che Trump aveva appoggiato Conte, a suo tempo, il quale era al governo. Che il nostro governo sia di destra o di sinistra agli americani non interessa più di tanto, oggi. L'importante è che l'Italia lasci spazio alla penetrazione economica americana e in politica estera garantisca sempre la sua vitale funzione strategica nel Mediterraneo,
ospitando sempre le note basi nato e usa.
Orban comunque ha approvato le ultime sanzioni contro Putin, anche lui ha dovuto cedere su alcuni punti importanti.
Meloni sta facendo una politica estera troppo filoamericana, lo sappiamo, sulla questione ucraina.
La libertà d'azione del nostro governo è piuttosto limitata, ma il problema ce l'hanno anche gli altri governi europei. Il governo tedesco sembra anche più succube del nostro. Chi gli ha distrutto il famoso oleodotto? I tedeschi hanno incassato senza batter ciglio.
Si vorrebbe certamente una maggior indipendenza di Meloni in politica estera ma se guardiamo ai rapporti di forza e ai limiti comunque congeniti alle classi dirigenti italiane postfasciste, educate dall'antifascismo ideologico (l'antifascismo come religione), c'è poco da scialare.
Ma da parte cattolica, c'è una critica costruttiva al presente governo, anche nel settore dei problemi etici?

Anonimo ha detto...


Una buona cosa la traduzione de "L'illusione liberale" di Veuillot.
Un testo istruttivo e utile.
Una sola osservazione di fondo, di carattere generale.
La "nouvelle théologie", quella che ha stravolto il Vaticano II con la complicità dei papi regnanti, era già oltre il liberalismo.
Imbevuta di filosofia dell'azione (Blondel) e di esistenzialismo (Heidegger), rielaborava in chiave immanentistica i temi classici del modernismo. Aveva inoltre il mito della scienza e subiva l'influenza del marxismo e della psicoanalisi.
C'era poi sullo sfondo il pensiero di Nietzsche. Insomma, oltre alla componente "liberale" tradizionale si agitavano e anche prevalevano indirizzi più radicali di quello liberale, a cominciare da quello esistenzialista (rintracciabile nella pastorale "misericordiosa" di papa Francesco); indirizzi che andrebbero sviscerati criticamente.
Bisognerebbe evitare di usare il concetto di liberalismo come un'etichetta che copre tutto, dal Concilio in poi, anche filosofie ben più radicali.

Anonimo ha detto...

Sembra che Don Buzzi confonda il difendere la Fede e la morale con il comportarsi da liberalisti.
A quale "controllo" avrebbero dovuto sottoporsi i tradizionalisti odierni?
A quello dello stato laico e abortista o a quello della chiesa bergogliana, talmente auturavole ed affidabile da averci donato "Amoris laetitia", "Fratelli tutti", "fiducia supplicans" e la dichiarazione di Abu Dhabi?
Se sono "liberali" gli attuali tradizionalisti allora era un "liberale" anche Sant'Atanasio!
A meno che quel sacerdote non consideri liberale essersi opposti ad un intruglio ottenuto grazie a feti abortiti, più nocivo che utile e condannato come eccessivamente nocivo da autorevoli personalità del mondo scientifico.
Un intruglio che è stato distribuito molto prima di aver completato la necessaria sperimentazione e i cui effetti avversi sono stati sistematicamente nascosti da coloro che dovevano controllare.
Un intruglio autorizzato perché sarebbe stato "l'unico metodo" per opporsi ad una malattia che è invece curabilissima se trattata per tempo (e ci sono parecchi studi a tal riguardo).

Rainbow Victory ha detto...

Leggo su L'AntiDiplomatico Telegram (Marinella Mondaini) che l'Europarlamento ha adottato una risoluzione che prevede l'inglobamento dell'Armenia nel "giardino" europeo. Si rafforza sempre di più l'UE, che, anni orsono, ai tempi dell'inattesa elezione di Trump e della Brexit, molti ingenuamente stimavano agonizzante. Purtroppo, nessuno riesce ad eguagliare la tenacia dei "padroni del mondo".

Anonimo ha detto...

Polémia.com

Une nouvelle loi liberticide contre l'identité française

Éric Delcroix (12 03 2024)

Con il testo della legge in allegato.

Anonimo ha detto...

In Slovacchia, si è tenuta una manifestazione di cinquemila persone contro Fico, definito filorusso. La manifestazione è orchestrata dai soliti agitatori globalisti, che stanno fomentando anche in Slovacchia una rivoluzione colorata. Il globalismo non dorme mai.

Anonimo ha detto...

L'illusion libérale esiste in formato pdf su Google libri oppure Internet Archive.

Louis Veuillot : L'illusion libérale, Palmé, Paris, 1866

Anonimo ha detto...


Veuillot vittima della "vile aggressione del satanismo risorgimentale"?

Commento sopra le righe. Dalle biografie di V. su internet si legge che il suo giornale fu soppresso da Napoleone III nel 1860 e poi di nuovo autorizzato a pubblicare nel 1867, regnante ancora il suddetto.
Veuillot aveva il difetto di usare un linguaggio troppo violento, cosa che gli creava parecchie inimicizie.
È considerato un teorico dell'ultramontanismo, cioè di quel legittimismo francese che sosteneva a spada tratta il potere temporale dei papi, così com'era, e sempre nemico di un'Italia unita, quale che fosse la sua forma costituzionale. I legittimisti consideravano e tutt'ora considerano un'Italia unita incompatibile con la libertà della Chiesa, posizione che rivela una visione assai ristretta, unita ad una scarsa conoscenza della storia, anche di quella della Chiesa.

Liquidare il Risorgimento come "satanismo" è forse nello stile ultrapolemico di Veuillot ma poco corrisponde alla verità storica. L'occultismo era venuto di moda dalla metà dell'Ottocento tra l'intellettualità in cerca di emozioni ma farne un elemento essenziale del Risorgimento è cosa del tutto assurda.

Anonimo ha detto...

#anonimo 16:49
Ultramontanismo ha, per la verità, una connotazione più estesa, non limitata alla sola Francia, dove spesso la si relega, ma si identifica anche in un cattolicesimo integrale, in alcuni casi ad esempio con i cattolici sostenitori del Sillabo e, comunque, generalmente si identifica in coloro che credono che la Chiesa non debba occuparsi solo di questioni religiose ma essere luce e artefice della società civile.
Contro il cattolicesimo liberale, quindi, contro l'eresia modernista, contro il delirio del soggettivismo filosofico e via dicendo.
Il Risorgimento resta una pagina cupa e violenta della storia italiana ed europea, nonostante i tentativi di edulcorarla.

Margotti

Anonimo ha detto...

Anonimo delle 11,22, io credo che l' errore consista nel non capire che il liberalismo ha avuto un suo sviluppo, evoluzione e radicalizzazione.
Penso che si possa e si debba parlare di neo liberalismo, ma la radice e la sostanza è quella, sempre di liberalismo si tratta.
Il 68, secondo me, è stato lo spartiacque. Quello che molti,allora, credevano fosse l'inizio della rivoluzione proletaria era semplicemente la genesi di una nuova forma di liberalismo, espressione del neocapitalismo e della nuova "borghesia".
Non a caso, oggi, molti dei protagonisti di allora, oltre a rinnegare di essere stati comunisti(Capanna) si definiscono liberali(Mughini), ed è vero, in effetti.
Non casuale,anche, la trasformazione del PCI in un grande partito radicale(neoliberale) di massa,come preconizzato da Augusto Del Noce.sotto l'egida della borghesia Italiana, famiglia Agnelli in testa.
Un altro capitolo ed approfondimento meriterebbe il così detto compromesso storico, elemento fondamentale di questo processo.

da ex studente di Giurisprudenza ha detto...

@anonimo delle 16:35
Grazie, perchè, se lo si può leggere, dall'originale si può comprendere sempre un qualcosa in più rispetto ad una traduzione.

@ tutti quelli che sono perplessi su cosa farebbe Trump:
Non cambierebbe nulla: cosa potrebbe fare con la Chiesa Cattolica un evangelical isolazionista? Sicuramente l'atteggiamento verso l'Italia in sè resterebbe quello citato, considerarla una colonia militare. Aggiungiamo che Trump non ha studiato Diritto ma Economia, quindi se conosce la Chiesa Cattolica per "sentito dire" è molto.

@anonimo delle 16:49
Solo dopo l'avvento del fascismo si è accettato che l'Italia unita fosse compatibile con la libertà della Chiesa. Con tutto che Mussolini certe libertà, come il foro ecclesiastico, non le ha riammesse.

E adesso una notizia fresca fresca (è stata battuta ieri sera): il centrosinistra si orienta su Conte come canditato Presidente del Consiglio. E perfino Carlo Calenda ha detto che si orienta, per ora ufficialmente solo per le regionali abruzzesi, ad appoggiare il centrodestra, evidentemente per reazione.
Abbiamo Visto cosa Conte e i suoi tirapiedi hanno combinato all'Italia intera: io le chiese chiuse me le ricordo!

L'attuale moglie di Trump, Melania ha detto...

è una croata cattolica. Se non altro per questo motivo, qualche cosa ne deve pure sapere di cattolicesimo, il nostro Trump. Non dimentichiamo che Madame Trump e la figlia, iN Vaticano, ci sono andate con l'abbigliamento classico delle regine cattoliche (ovvero in nero), suscitando le reazioni, a metà tra l'ira e l'ironia, di alcuni evangelical.

Anonimo ha detto...


Repliche

# Di "liberalismi" storicamente ce ne sono stati parecchi. Per sintetizzare: vogliamo dire che il "liberalismo" vantato da un Berlusconi era lo stesso di quello di un Manzoni o di un Benedetto Croce?
C'era poi un "liberalismo politico" che si limitava ad ammettere la necessità di una costituzione e di un governo basato su libere elezioni, e alcuni diritti civili, quali la libertà di opinione, sempre nell'ambito delle leggi. Questo era p.e. il "liberalismo" di un Manzoni, che non coinvolgeva la morale e la religione.
Anche il presidente Pera è considerato un liberale ma certamente non alla maniera di un Capanna e simili.
Bisognerebbe pertanto chiarire, dato che la confusione terminologica sembra oggi piuttosto ampia.

# Ultramontanismo, solo francese? No evidentemente, c'è anche quello spagnolo, per esempio, in particolare dei carlisti o neo-carlisti che dir si voglia. Si stava parlando di Veuillot, francese, intellettuale protagonista dell'ultramontanismo di quel Paese. In generale gli ultramontani sono o erano considerati quei cattolici particolarmente zelanti, accesi sostenitori (anche in Austria o in Baviera) dell'intangibilità del potere temporale dei papi e quindi ostili all'Italia, in generale. Non solo all'Italia risorgimentale, all'Italia in generale, anche preunitaria, in quanto le sue formazioni politiche rappresentassero un pericolo per l'intangibilità dei confini pontifici (e lo rappresentarono, come sappiamo). Gli ultramontani francesi possiamo dire comncino ad apparire al tempo della Cattività Avignonese della Chiesa, nelle feroci polemiche dei pubblicisti di Filippo il Bello contro quelli italiani. Quei pubblicisti consideravano gli italiani un popolo malvagio, indegno di ospitare il papato, che avrebbe invece trovato, dicevano, un sicuro e gradevole rifugio presso il re di Francia (anche troppo gradevole, vedi le invettive di Petrarca, e non solo, contro l'ambiente corrotto della Corte di Avignone).
# Risorgimento avvenimento "cupo e violento" etc. Non si tratta di edulcorare ma di interpretare i fatti storici senza usare etichette prefabbricate, che presentano il Risorgimento appunto con l'etichetta fasulla di evento prodotto dalla Massoneria o dai Satanisti e lì si fermano. Il Risorgimento è stato un fenomeno complesso, al quale hanno partecipato anche i cattolici. Anzi, nacque come neo-guelfismo, ad opera dell'abate Gioberti,che cercò di interpretare in chiave cattolica l'esigenza di riscatto morale che cominciava ad agitare le élites italiane, stanche di tre secoli di umilianti "preponderanze
straniere". Mai letto niente di Gioberti? E la autobiografia di Vittorio Alfieri, il "precursore" del Risorgimento sul piano morale, come la definì Giovanni Gentile?
Forse una ripassata ai testi non sarebbe inutile.

Anonimo ha detto...

"Cajetano dice che l'unico rimedio nel caso di un papa eretico è pregare e far pregare altri affinché muoia! ”

Benoît-Dominique de la Soujeole, O.P., Introduzione al mistero della Chiesa (Washington, DC: The Catholic University of America Press, 2014), 612.

Perché le persone sono così deboli e si offendono così facilmente oggigiorno? Se dici questo genere di cose nel 2024, puoi perdere il lavoro in una scuola cattolica. Ma Cajetano era uno dei nostri grandi teologi, e nemmeno Soujeole è un peso leggero. Chiaramente hanno ragione a dirlo, e dovremmo avere la forza di pregare per un rimedio urgente ad una malattia fuori controllo. Fare qualcosa di meno significa fallire nell'amore per Cristo e la sua Chiesa.

Anonimo ha detto...


Però questo tipo di "rimedio" non sembra che il Signore l'abbia tanto applicato.
Non rientra evidentemente nella "pedagogia" che viene applicata dall'Alto alla Chiesa.
Anche nei confronti di terribiili dittatori, Dio non sembra esser intervenuto.
Hitler si è suicidato, ma solo quando i carri armati russi erano a un centinaio di metri dal suo bunker mentre Stalin è morto nel suo letto a 70 anni suonati.
Troppo facile sarebbe la vita se Dio intervenisse subito ad eliminare i malvagi, laici o chierici.
Dovrebbe allora applicare questa norma anche nei confronti di ognuno di noi, e quanti di noi allora camperebbero a lungo?

Contro il papa che cada nell'eresia e la pratichi bisogna praticare l'aperta critica, soprattutto da parte del clero rimasto fedele al dogma, cosa che nella Chiesa attuale è mancata, dal Vaticano II in poi, che di fatto ha sdoganato tutte le eresie circolanti.
La morte del papa non risolverebbe niente, ne verrebbe uno anche peggiore, mancando la denuncia degli errori che affliggono la Chiesa. Alcuni ecclesiastici si sono svegliati dopo l'avvento di papa Francesco ma il Concilio resta intoccabile.
E finché non lo si denuncerà per quello che è veramente stato, la situazione nella Chiesa resterà grave e potrà persino peggiorare.
T.

Anonimo ha detto...

Le regine cattoliche sono le uniche che si possano presentare davanti ai papi con abiti bianchi, per tutte le altre autorità femminili è di rigore l'abito nero ed il capo velato di nero o con copricapi dello stesso colore, ciò detto vi riporto quanto affermato da Rampini sui 2 candidati alle presidenziali USA, parole testuali 'Uno è deficiente, l'altro è un delinquente'.

Anonimo ha detto...

Legga "parole chiate". O parli con un sacerdote fsspx. Dal vivo però: non stanno su internet. Li vada a trovare

Anonimo ha detto...

L'uscita di scena di Francesco comporterà un terremoto in ogni caso.Le conseguenze saranno imprevedibili vista l'estrema fragilità della Chiesa in questo periodo.Di certo c'è che molto cambierà in bene o in male .Vedremo....