martedì 29 giugno 2021

Francesco scrive al gesuita pro Lgbt per complimentarsi

Non ci sorprende. Ci sono i precedenti: qui - qui - qui. Dunque quando dobbiamo registrare notizie come questa, di cosa stiamo parlando? C'è un indice intero...

Dio “si avvicina con amore ad ognuno dei suoi figli, a tutti e ad ognuno di loro. Il suo cuore è aperto a tutti e a ciascuno. Lui è Padre”. Scrive così Francesco in una lettera autografa, in spagnolo, inviata al padre gesuita James Martin, noto per le sue posizioni pro Lgbt. 
[Se ne scrive persino Il Giornale qui significa che abbiamo toccato il fondo. E come ne parla Tgcom24 qui -ndr].
Scritta in occasione del webinar Outreach 2021, che si è tenuto ieri, la lettera  (immagine a lato: leggere ingradita -ndr) è stata resa pubblica via Twitter dallo stesso Martin.

“Lo ‘stile’ di Dio – scrive il papa – ha tre tratti: vicinanza, compassione e tenerezza. Questo è il modo in cui si avvicina a ciascuno di noi. Pensando al tuo lavoro pastorale, vedo che cerchi continuamente di imitare questo stile di Dio. Tu sei un sacerdote per tutti e tutte, come Dio è Padre di tutti e tutte. Prego per te affinché tu possa continuare in questo modo, essendo vicino, compassionevole e con molta tenerezza”.

Francesco ringrazia padre Martin per il suo “zelo pastorale” e per la sua “capacità di essere vicino alle persone con quella vicinanza che aveva Gesù e che riflette la vicinanza di Dio”.
“Prego per i tuoi fedeli, i tuoi ‘parrocchiani’ – conclude il Papa – tutti coloro che il Signore ha posto accanto a te perché tu ti prenda cura di loro, li protegga e li faccia crescere nell’amore di nostro Signore Gesù Cristo”.

Martin ha spiegato che la lettera del papa è arrivata in risposta a un’e-mail con cui il gesuita, che è anche redattore della rivista America, dei gesuiti Usa, ha condiviso alcune informazioni personali, in particolare su un suo nipote, e sulla conferenza Outreach.

Martin, che dal papa è stato anche nominato consulente della Segreteria per le comunicazioni del Vaticano, scrive che “la conferenza Outreach è pensata per coloro che si occupano dei cattolici Lgbt. Inizialmente era previsto per il 2020, ma è stata posticipata a causa del Covid e si è tenuta come webinar di un giorno, a cui hanno partecipato mille iscritti”.

“Avevo informato il Santo Padre della conferenza alcune settimane fa – aggiunge il gesuita – e lo scorso fine settimana mi ha inviato questo bellissimo messaggio”.

Noto da tempo per la sua linea pro Lgbt, Martin è autore del libro Building a Bridge: How the Catholic Church and the LGBT Community Can Enter in a Respect, Compassion and Sensitivity.

Il webinar Outreach 2021 è stato sponsorizzato dal Center on Religion and Culture, da America Magazine e dalla Fordham University.

Tra i partecipanti, il vescovo John Stowe di Lexington, che ha aperto la giornata con una preghiera in cui ha chiesto a Dio: “Creatore onnipotente, che riveli il tuo potere nella misericordia e nella compassione, guardaci mentre ci riuniamo da molti luoghi, uniti nel nostro desiderio di servire, elevare e imparare dai tuoi figli Lgbtq+”. - Fonte

30 commenti:

Valeria Fusetti ha detto...

Dalle parole del Vescovo Stowe apprendiamo che una parte della Chiesa docente ha rinunciato al mandato, conferitole dal Signore della Chiesa, di confermare i fratelli nella fede. Essa è diventata un'anomalia, è una Chiesa discente non di Gesù Cristo ma di chi basa la propria identità nella sigla LGBTQ, rifiutando esplicitamente la Creazione di Dio come Buona. Questa novella chiesa discente rigetta la Rivelazione di Dio e, con essa, tutta la dottrina morale e dogmatica che la Chiesa ha imparato dallo Spirito Santo, e trasmesso cambiando il mondo perché la violenza del male arretrasse. È scandaloso ? Si, lo è. È un'apostasia e come tutte le apostasie nasce dalla "necessità" di giustificare il proprio peccato, ed oggi pure di coinvolgere Dio stesso in questa infamia.Che il Signore liberi al più presto la Sua Chiesa da questa banda di briganti. Vieni Signore Gesù.

Anonimo ha detto...

MARTIROLOGIO ROMANO SECONDO IL CALENDARIO DEL VETUS ORDO

CONOSCIAMO IL SANTO DEL GIORNO: I SANTI APOSTOLI PIETRO E PAOLO

Oggi 29 giugno 2021 si festeggia a Roma il natale dei santi Apostoli Piétro e Pàolo, i quali patirono nello stesso anno e nello stesso giorno, sotto Nerone Imperatore. Il primo di questi, nella medesima Città, crocifisso col capo rivolto verso la terra, e sepolto nel Vaticàno presso la via Trionfale, è celebrato con venerazione di tutto il mondo; l'altro decapitato e sepolto sulla via Ostiènse, è venerato con pari onore.

SAN PIETRO: Pietro nacque a Betsaida in Galilea da poveri genitori. Quegli che doveva divenire il primo Papa, la prima colonna della Chiesa, era un semplice pescatore. Però era uno di quegli israeliti semplici e retti che aspettavano con cuore mondo il Redentore d'Israele.
La natura lo aveva dotato di gran cuore, di mente aperta e di generosità ammirabili. Con suo fratello, con, Natanaele e con altri era discepolo di Giovanni il Battista. Racconta il Vangelo che un giorno il Precursore mentre si intratteneva con due suoi seguaci; vide passare Gesù e disse: « Ecco l'Agnello di Dio ». « I due discepoli, avendo udite queste parole, seguirono Gesù. E Gesù rivoltosi a guardare questi che lo seguivano, disse loro: Che cercate? ed essi risposero: Rabbi, dove abiti? Ed egli a loro: venite e vedrete. Andarono e videro dove abitava e rimasero con lui quel giorno ». « Andrea, il fratello di Simon Pietro, era uno dei due che aveva udito le parole di Giovanni ed aveva seguito Gesù. Il primo in cui s'imbattè, fu il suo fratello Simone a cui disse: Abbiamo trovato il Messia, che tradotto vuol dire il Cristo: e lo condusse da Gesù. E Gesù fissatolo disse: Tu sei Simone figlio di Giona, tu sarai chiamato Cefa che vuol dire Pietro. Poi disse ai due fratelli: venite dietro a me, e vi farò pescatori di uomini. Ed essi, lasciate subito le reti, lo seguirono ».
Da quel momento Pietro non abbàndona più il Divin Maestro. La sua generosità, la sua fede ed il suo amore al Salvatore non hanno più limiti e Gesù lo ricambia con divina generosità. Gesù domanda agli Apostoli: chi dicono che io sia? Udite le varie opinioni degli uomini, riprende: « Ma voi chi dite che io sia? E Pietro risponde: «Tu sei il Cristo, il figlio di Dio vivente » e Gesù gli risponde: « Ed io ti dico che tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte dell'inferno non prevarranno mai contro di lei ». Quando Gesù profetizza la sua passione, Pietro ne è turbato ed esclama: O Signore, non sia mai! Ma ripreso dal Salvatore, protesta: Sono pronto a venire con te anche alla morte. È vero che anche Pietro ha un momento di debolezza, ma subito piange amaramente, ed alla richiesta di Gesù: Pietro mi ami tu? risponde: « Signore, tu sai tutto, tu lo sai che io ti amo ». E Gesù gli risponde: Pasci le mie pecorelle ». Ricevuto lo Spirito Santo, S. Pietro predica agli Ebrei con uno zelo ed un coraggio eroico; a quelli del Sinedrio che l'avevano arrestato e flagellato risponde: «Bisogna ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini » e continua a predicare, contento di aver sofferto qualcosa per il nome di Gesù. Lo vediamo ancora a Genisalemme presiedere il concilio; a Ioppe dal centurione Cornelio; in carcere liberato da un Angelo; ad Antiochia ove fonda la prima Chiesa; a Roma ove stabilisce la sua cattedra di verità e dove sotto Nerone dà la sua vita per l'amato Maestro. La tradizione dice che San Pietro ricordandosi anche in quell'estremo momento del suo peccato, e ritenendosi indegno di morire come Gesù, pregasse i carnefici ed ottenesse di essere crocifisso col capo all'ingiù.

Anonimo ha detto...

...segue
SAN PAOLO: Saulo, in seguito Paolo, nacque a Tarso, capitale della Cilicia, nei primissimi anni dell'era volgare. Fu circonciso l'ottavo giorno, ricevendo il nome di Saulo a ricordo del primo re d'Israele, il più grande personaggio della tribù di Beniamino, cui la famiglia apparteneva. La sua educazione fu austera quale si conveniva ad un figlio di farisei zelanti della legge. Ben presto gli misero in mano la Sacra Bibbia che egli approfondì talmente che, convertito, trasfonderà abbondantemente nei suoi scritti. Frequentò a Gerusalemme la scuola ebraica ed ebbe a precettore il celebre Gamaliele, l'uomo più saggio di Gerusalemme. Da lui si rafforzò nell'amore alle tradizioni ebraiche ed imparò una scrupolosa osservanza delle prescrizioni della legge. Ma a sconvolgere tutta questa educazione, sorse allora la dottrina del Nazareno che riempiva già Gerusalemme di seguaci e dilagava anche nelle vicine province.
Saulo, intransigente fariseo e strenuo difensore della tradizione, li odiò subito a morte. Dopo aver assistito impavido alla lapidazione di Santo Stefano, intraprese la lotta contro di essi, battaglia che doveva portarlo a quel Gesù che egli inconsciamente perseguitava. Ed eccolo cavalcare alla volta di Damasco per perseguitare anche lì i cristiani. Ad un tratto una luce fulgidissima lo abbaglia e lo precipita da cavallo, mentre una voce misteriosa lo apostrofa: « Saulo, Saulo, perchè mi perseguiti? ». Il futuro apostolo tremebondo risponde: « Chi sei, o Signore?... che vuoi che io faccia? ». Il miracolo è compiuto, Saulo da terribile lupo è trasformato in agnello mansueto, nell'Apostolo di cristo.
Da questo momento, il suo cuore, la sua mente, tutta la sua anima inebriata dalla luce divina a null'altro aspirano che alla verità e al Cristo. Egli non conosce pericoli ed ostacoli. Si fa giudeo coi Giudei, greco coi Greci, romano coi Romani e nella sua profonda umiltà si stima debitore a tutti, mentre a tutti porta la luce, la salvezza e la vita. Nelle sue missioni è preso, flagellato, imprigionato, contraddetto, ma il suo cuore è saldo e nulla potrà separarlo dalla carità di Cristo. La sua parola risuonerà ovunque apportatrice di pace, di luce e di salvezza. Dove non può arrivare colla persona, arriva colle sue lettere e collo zelo dei suoi seguaci. Naturalmente tanto bene esacerbava l'animo protervo dei Giudei che dopo averlo combattuto riuscirono ad averlo tra le mani. Ma Paolo appella a Cesare quale cittadino romano e viene condotto a Roma. Quivi l'attendeva nuovamente la prigionia. Ma anche dal tenebroso e tetro carcere mamertino egli lancia al mondo la sua parola scritta. A Roma s'incontrò pure con S. Pietro, Principe degli Apostoli, col quale doveva rendere testimonianza alla verità subendo il martirio. Paolo tratto davanti a Nerone viene condannato alla decapitazione. Un colpo di spada lo getta tra le braccia del suo amato Signore. Era il 29 giugno.

Anonimo ha detto...

...segue
DAL PRIMO SERMONE DI SAN LEONE PAPA SUL NATALE DEGLI APOSTOLI PIETRO E PAOLO

“Senza dubbio, dilettissimi, il mondo intero prende parte a tutte le nostre sante solennità, e la pietà d'una stessa fede, esige che si celebri in ogni luogo con gioia comune ciò che si commemora compiuto per la salvezza di tutti. Tuttavia la festa odierna, oltre la venerazione che s'è acquistata per tutto il mondo, deve avere nella nostra Città un culto speciale ed un'allegrezza particolare; così che là dove i principi degli Apostoli morirono sì gloriosamente, ci sia ancora, il giorno del loro martirio, maggiore esplosione di gioia. Perché son dessi, o Roma, gli eroi che fecero risplendere ai tuoi occhi il Vangelo di Cristo; e che da maestra dell'errore; ti resero discepola della verità.
Son dessi i tuoi padri, i veri pastori, che, per introdurti nel regno celeste han saputo fondarti molto meglio e ben più felicemente di coloro che ebbero cura di porre le prime fondamenta delle tue mura; dei quali colui che ti diede il nome si macchiò dell'uccisione del proprio fratello. Son dessi, che ti hanno innalzata a tanta gloria, che, divenuta nazione santa, popolo eletto, città sacerdotale e reale e, per la Sede augusta del beato Pietro, la capitale del mondo intero, stendi la tua supremazia, grazie alla religione divina, assai più lontano che non fu per la dominazione terrena. Dacché, sebbene resa potente da molte vittorie, avessi steso il diritto del tuo impero e su terre e su mari, tuttavia quello che ti assoggettarono le fatiche della guerra è assai meno di quello che ti ha sottomesso la pace cristiana.
D'altra parte conveniva assai meglio col piano dell'opera divina, che molti regni fossero riuniti sotto un medesimo impero, perché così la predicazione avesse facile accesso e pronta diffusione fra i popoli sottomessi alla autorità suprema d'una stessa città. Ma allorquando questa città, ignara dell'autore della sua elevazione, dominava su quasi tutte le nazioni, essa era schiava di tutti gli errori; e perché non ne rigettava alcuno, credeva di potersi attribuire molta religiosità. Quindi quanto più strettamente il diavolo la teneva incatenata, tanto più mirabilmente è stata da Cristo liberata”.

tralcio ha detto...

Non la faccio lunga con le citazioni, perché basta andarselo a leggere.
Oggi ascoltiamo il vangelo al capitolo 16 di Matteo.

Qualche benpensante estrapola le frasi che fanno comodo.
E dire che con la protestantizzazione avremmo almeno dovuto leggere il testo nel contesto.
Invece no: ti trovi quelli dei "segni dei tempi" che idealizzano Pietro per lasciargli mano libera su tutto e nell'obbedienza più assoluta, perché ha avuto mandato di legare e di sciogliere...

Allora leggiamolo tutto il cap. 16 di Matteo, quando Gesù è più volte lapidario e severo:

-con i farisei che lo mettono alla prova:
"Sapete interpretare l'aspetto del cielo e non sapete distinguere i segni dei tempi?"

-nel giudizio sulla generazione interpellante e nel "dialogare" con essa come si merita:
"una generazione perversa e adultera cerca un segno, ma nessun segno le sarà dato se non il segno di Giona". E lasciatili se ne andò.

-nell'avvertire circa il peccato (il lievito dei farisei d'ogni tempo: l'ipocrita dottrina)
"Fate bene attenzione e guardatevi dal lievito dei farisei e dei sadducei".

-nel non avere fiducia nella Provvidenza e negli interventi del Cielo:
"Perché, uomini di poca fede, andate dicendo che non avete il pane? ... Come mai non capite ancora che non alludevo al pane quando vi ho detto: Guardatevi dal lievito dei farisei e dei sadducei?".

-con Pietro, nel lodarlo per la sua fede:
"Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli"

-ancora con Pietro per richiamarlo all'ordine di dove deve stare perché valga quanto sopra:
disse a Pietro: "Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!"

-infine per tutti, per non fare del cristianesimo la festicciola del mondo unito, gratis:
"Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà".

-richiamando al bene eterno, per la salvezza dell'anima:
"Qual vantaggio infatti avrà l'uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l'uomo potrà dare in cambio della propria anima?"

-anche perché a Dio "non va bene tutto"...
"il Figlio dell'uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e renderà a ciascuno secondo le sue azioni".

Anonimo ha detto...

La lettera di sostegno del Papa a padre James Martin, impegnato sostenitore dei diritti LGBT, pone tra l'altro un problema di metodo, ovvero la contraddizione vissuta come regola del proprio ministero. Così pochi giorni dopo la Nota della Segreteria di Stato che contesta il ddl Zan, arriva un gesto di segno opposto.
Stefano Fontana

Anonimo ha detto...

https://la.m.wikipedia.org/wiki/Petrus

Simon Petrus (mortuus fere anno 65) erat unus ex duodecim apostolis qui Iesum Nazarenum dum vivebat secuti sunt. De vita Petri imprimis in Novo Testamento traditum est.

Anonimo ha detto...

Quest'uomo parla come uno qualunque all'osteria, con parole riciclate dai suoi simili, con un'ottusa retorica da marciapiede. Siamo nei bassifondi di una spiritualità assente, solo pretesa, imitata per lo più malamente. Direi buonismo allo stato infimo, cioè falsità in ambito spirituale appunto. Siamo entro l'epoca della menzogna, quindi dell'ipocrisia, della recita ad oltranza. Mento dunque non sono. Ormai mente anche a se stesso.
In una lunga vita evidentemente non si è mai reso conto che ogni ambito del pensiero, della parola umana, dell'azione umana necessita di regole, di sacrificio per potersi avvicinare il più possibile alla verità, al Vero detto Santo. Ma non è questa una particolarità del solo Cattolicesimo, questa è una particolarità dell'essere umano che cerca onestamente il bene.
Qualcuno dica a questo signore che Uno ha dimostrato una volta per tutte qual'è la strada per rimettere le regole della Verità al posto che a loro compete e questa via si chiama Sacrificio di Sè Stessi.
Se questo signore non conosce questo Unico, Santissimo esempio, si informi. Non è che Lui ha fatto tutto per noi e noi 'ciccia'. No, noi dobbiamo mettere in moto il nostro pensiero secondo regole precise, scegliere le parole corrispondenti alla verità, compiere le azioni giuste verso l'Uno e Trino, verso noi stessi, verso il prossimo.
La Menzogna ha portato molti esseri umani a lasciar e a lasciarsi correre intanto 'ci pensa Lui' e, no! La Sua Imago è chiamata a cooperare con Lui. Il signor J.M.B. si informi dei fatti accaduti, che accadono, che sono sempre su punto di accadere, essendo bene e male il perpetuo incrocio sulla strada della vita di ognuno, prima impariamo a riconoscere il bene e più sicuramente lo distingueremo tra tutte le duplicazioni che il male ne fa per dirottarci nel suo campo. Non possiamo seguirla nella sua contraffazione della misericordia divina, signor J.M.B. Noi ci stiamo allenando al Sì Sì, No No del Maestro, lei si informi e scelga da che parte stare.

Anonimo ha detto...

È evidente, almeno a chi ha occhi per vedere. La sacrosanta tutela delle minoranze è ormai passata in secondo piano. A nessuno interessa più garantire i diritti degli omosessuali. Ora l’obiettivo è un altro: imporre una nuova egemonia culturale.

Dopo essere stata celebrata come faro dei diritti civili per alcune uscite di Papa Francesco, oggi anche la Chiesa bergogliana è accusata di oscurantismo per aver osato esprimere alcune perplessità di natura giuridica sul Ddl Zan, la legge contro l’omotransfobia in discussione in Commissione Giustizia del Senato, che secondo monsignor Gallagher, segretario vaticano per i rapporti con gli Stati, lede la libertà di espressione e viola il Concordato che dal 1984 regola i rapporti fra il nostro Paese e la Santa Sede. Non entriamo nel merito della vicenda, a cui Franco Carinci ha già dedicato un interessante articolo su questo giornale. Tuttavia, non possiamo non notare come ogni voce, anche autorevole, disallineata al pensiero gender venga costantemente demonizzata dal Grande Fratello arcobaleno. Non solo nei rapporti internazionali, ma anche nel mondo della cultura e dello spettacolo.

I registi desiderosi di vincere il Premio Oscar saranno costretti a rispettare il codice deontologico dell’Academy, in vigore dal 2024, che prevede standard rigidissimi. Per citarne alcuni: almeno il 30 per cento del cast deve appartenere a una minoranza etnico-religiosa o Lgbt. In alternativa, un regista può sempre rivolgersi a “donne e/o disabili” per ricoprire ruoli da protagonista o comunque di primo piano. È razzismo al contrario: le persone non vengono più giudicate sulla base delle loro capacità, a prescindere dal sesso e dalla religione, come dovrebbe accadere in una democrazia liberale. No, il colore della pelle e l’orientamento sessuale sono diventati gli unici criteri di giudizio, scavalcando il merito e la competenza.

Da Atlanticoquotidiano ha detto...

...segue
Karl Marx, teorico del socialismo scientifico, vedeva la storia come eterna lotta fra classi dominanti e ceti subalterni. Adolf Hitler, padre del nazismo e peggior dittatore di tutti i tempi, considerava la “razza” come unico criterio per comprendere la realtà. La piega che sta prendendo questo “totalitarismo gender” è ritenere che l’orientamento sessuale, o “identità di genere”, sia la sola chiave di lettura per decifrare e moralizzare il mondo contemporaneo. Perfino Babbo Natale è stato sessualizzato in un romanzo di Pierluigi Buscetta dal titolo “Babbo Natale esiste ed è gay” che sarà pubblicato da Sperling & Kupfer a settembre. E così tanti altri personaggi di fumetti, film e serie tv.



In ottemperanza al conformismo imperante, ciascuno di noi è costretto ad indossare una maschera, a riconoscersi in una delle quattro sigle dell’acronimo Lgbt (andando avanti di questo passo, se ne aggiungeranno a centinaia). E chi rifiuta queste etichette va incontro all’emarginazione, come nei romanzi di Pirandello, dove il protagonista, una volta svelate le illusioni su cui si regge la società, non riesce più a tornare indietro.

Basta retorica. Lo Stato non dovrebbe imporre modelli culturali, divulgando le teorie gender nelle scuole, ma lasciare che ognuno segua le proprie inclinazioni nei limiti imposti dalla legge. Solo così potremo raggiungere la tanto agognata libertà che, per inciso, riguarda tutti e non una singola fetta di popolazione. Se invece vogliamo istituire la tirannia dei diritti, tanto vale trasferirsi in Cina.

Anonimo ha detto...

29 giugno 1951

Un’allodola a Frisinga, settant’anni fa

Mi sentii felice, quando finalmente fui libero da questa bella, ma pur pesante fatica (la stesura della tesi di dottorato, nota di R.), e almeno per gli ultimi due mesi potei dedicarmi interamente a prepararmi al grande passo: l’ordinazione sacerdotale, che ricevemmo nel duomo di Frisinga per mano del cardinale Faulhaber, nella festa dei santi Pietro e Paolo del 1951. Eravamo più di quaranta candidati; quando venimmo chiamati, rispondemmo Adsum, “eccomi”.
Era una splendida giornata d’estate, che resta indimenticabile, come il momento più importante della mia vita.
Non si deve essere superstiziosi, ma nel momento in cui l’anziano arcivescovo impose le sue mani su di me, un uccellino - forse un’allodola – si levò dall’altare maggiore della cattedrale e intonò un piccolo canto gioioso; per me fu come se una voce dall’alto mi dicesse: va bene così, sei sulla strada giusta. Seguirono poi quattro settimane d’estate, che furono come un’unica, grande festa.
Joseph Ratzinger, da “La mia vita: Ricordi” (1927-1977)"

Un sacerdozio lungo come la mia vita.

Era sulla strada giusta.
Non sulla meno ardua,
forse non come l’avrebbe desiderata.
Pronto, sempre di nuovo, a dire “eccomi” come quella prima volta,
nell’estate di Frisinga.
Perché tutto gli ha parlato di Lui.
Come il canto di quell’allodola.
Come tutta la musica del mondo.
E di nient’altro egli ci ha parlato.
Nella sinfonia di parole di cui è maestro.
Se non della festa gioiosa della fede.
Ora il silenzio è il seme, che germoglierà a suo tempo.
Anche se pare solo morire.
Con tutta la gratitudine di cui sono capace.
(Franca Negri)

mic ha detto...

I 70 anni di sacerdozio di Benedetto XVI.
Ha certo lasciato il segno non solo col suo pontificato. Luci e ombre. E che il Signore abbia pietà di lui di noi e ci radichi nella fedeltà secondo il Suo Cuore!

fabrizio giudici ha detto...

Segnalo un paio di interventi di Porfiri:

https://www.marcotosatti.com/2021/06/29/tradizionalismo-cattolico-e-apparizioni-qualche-precisazione-di-porfiri

(la prima parte è raggiungibile dalla seconda)

Per quanto mi riguarda, entrambi gli interventi sono confusi e prolissi, ma individuano un punto effettivamente critico, che così riassumo: "Il tradizionalismo ha un problema di conciliazione tra ragione e fede".

Se Porfiri si fosse limitato a questa sintesi, con un paio di esempi, sarebbe stato un contributo interamente condivisibile.

Mi pare che ci sono due linee che Porfiri individua:

1. il rapporto tra "profezia" e "memoria";
2. il peso da dare alle rivelazioni (tipicamente mariane)

Tratto comune ad entrambi i punti è la prospettiva "apocalittica".

A me pare evidente che Porfiri, con modi ben diversi, solleva comunque lo stesso punto che De Mattei ha sollevato (attacchi personali a parte) su Viganò, ovvero il fatto che sia passato dalla denuncia dell'ambiguità di Francesco sul caso Mc Carrick e dintorni ("memoria") alla prospettiva apocalittica ("profezia"). Il che, per quanto mi riguarda, conferma che, retroscena personalistici o politici a parte, la questione "apocalittica" suscita perplessità nel nostro mondo. Legittime o no (io sono veramente sorpreso da queste perplessità) tuttavia bisogna affrontare la questione.

Perché dico che sono sorpreso da queste perplessità? Perché mi pare che molti stiano inconsapevolmente "normalizzando" la crisi che ci ha colpito, che invece è veramente senza precedenti. Non comprendo come un cattolico sano (quale Porfiri certamente è) possa sottovalutare la questione di un papa che contrasta il deposito della fede in modo così ostinato ed evidente: dico, cosa possiamo volere di più come segno clamoroso dei tempi?

Ma lo dico anche perché non comprendo come sia possibile non affrontare il tema "profetico" nella disputa tradizionalisti vs modernisti vs "palude intermedia". Qui l'analisi di Porfiri è davvero deludente alla massima potenza.

1. Il termine "profetico" è stato inflazionato (in modo anche ridicolo) proprio dal CVII e se ne sono riempiti la bocca i modernisti.
2. Di fatto negli anni '60 sono state formulate due profezie: quella dei modernisti, con la "primavera della Chiesa" e quella di Lefebvre. È difficile immaginare una coppia più contrastante di profezie; e indovina un po' chi ci ha preso? Ecco perché sopra ho usato il termine "ridicolo".
3. Non vedo come non possa essere considerato razionale il fatto che, a posteriori di cinquant'anni, si facciano diverse valutazioni di affidabilità su chi ha profetizzato correttamente e chi ha preso lucciole per lanterne.

C'è un altro punto un cui l'analisi di Porfiri è clamorosamente fallace: il ruolo e l'interpretazione delle apparizioni mariane. Se da un lato ha ragione sul fatto che il mondo tradizionalista fa un po' troppi pasticci mescolando ciò che la Chiesa ha approvato e non (p. es. Garabandal e Anguera) - ed è per questo che io dico che il mondo tradizionalista ha problemi a riconciliare tutto in modo corretto -:

1. È estremamente riduttivo ricondurre tutto solo a Fatima: sappiamo che c'è un filo che parte da La Salette e, oltre Fatima, tocca Akita e Kibeho - stesso tema e dunque c'è un'evidente "insistenza" da parte dello Spirito Santo che dovrebbe far riflettere.
2. Porfiri non cita Medjugorje, che come sappiamo è invece mal considerata dalla stragrande maggioranza del mondo tradizionalista.
3. Interventi come quelli di Socci - che non è affatto tradizionalista - che cita insistentemente Anguera mostrano che la correlazione è molto meno forte di quanto non appaia.

Dunque, concludo: che il mondo tradizionalista abbia problemi è vero e li metto anche in cima alle priorità perché sono collegati alla nostra credibilità. Abbiamo un problema di equilibrio tra fede e ragione. Non è affatto vero, invece, che siano problemi solo nostri.

fabrizio giudici ha detto...

(non sono forse stato chiarissimo in qualche passaggio, ma sto scrivendo tra un impegno ed un altro, tra un'attesa in coda e l'altra...)

Anonimo ha detto...

Che dire? Senza tanti giri di parole direi che si tratta di apostasia e che Bergoglio non è cattolico.
Purtroppo - a meno di un miracolo - le cose andranno avanti così indefinitamente.
Il miracolo possiamo sempre implorarlo dal Sacro Cuore di Gesù, dal Suo Preziosissimo Sangue per intercessione di S. Gaspare del Bufalo... se otterremo qualcosa non si sa, perché sembra che Gesù voglia favorire i Suoi peggiori nemici... forse Egli vuol concedere loro ADESSO prosperità per il po' di bene che possono aver fatto, in quanto DOPO non può più dare loro niente.
È il problema della prosperità dei malvagi e della sventura dei buoni.
Per non disperare leggo e rileggo spesso il Commento a Giobbe di S. Gregorio Magno.

Valeria Fusetti ha detto...

Per quale ragione dovrei sentirmi costretta ad indossare una maschera ? Essere emarginati da una società che odia Dio Trinità è un sollievo, non emarginazione. La vera emarginazione è di chi è separato da Dio Padre, Figlio e Spirito Santo.

mic ha detto...

Grazie Fabrizio,
Sto meditando molto sulla situazione anche alla luce delle mie recenti schermaglie su Fb con diversi interlocutori validi e aggiungo che anch'io sto elaborando molte riflessioni, che raccoglierò in un articolo mettendole insieme alle tue e a quelle di Paolo Pasqualucci...
C'è da dire che l'attacco di De Mattei è stato utile per approfondire atteggiamenti delle altre frange del mondo della Tradizione che non conoscevo e che ci sono d'aiuto per una nuova sintesi che mi auguro faccia fare un passo avanti a tutti....

fabrizio giudici ha detto...

Mic, ti aggiungo un dettaglio secondo me interessante che però non riesco a corredare da link, perché non li ritrovo. Qualche giorno fa negli USA c'è stato l'ennesimo battibecco tra varie "anime" della tradizione USA. Il motivo del contendere è stato una "conferenza sull'apocalisse": a qualcuno proprio non va giù che si trattino certi argomenti (oltretutto il battibecco si è scatenato sul volantino, non erano ancora noti i contenuti). Alla fine, se ho capito bene, tutti o la maggior parte degli speaker non hanno fatto affermazioni tipo "la fine è vicina".

Visto il contesto USA, i critici hanno citato perniciose influenze protestanti. Il millenarismo è un problema primariamente protestante, senza dubbio, e sappiamo di cosa si sta parlando. Però la cosa paradossale, per quanto mi riguarda, è che se devo dare un "merito" ai protestanti statunitensi è che certi hanno mantenuto un atteggiamento attento alla prospettiva escatologica, anche se su basi sbagliate, e questo negli USA ha influenzato positivamente i cattolici (probabilmente meno a disagio rispetto ad un contesto italiano).

Il problema generale è l'innesco di reazioni e controreazioni, che non fa trovare il giusto equilibrio. Come scrivevo sopra, è importante che si ridia il giusto spazio alla profezia, ma eccedere fa danno. Così come usare termini troppo netti e apodittici sul covid e la pandemia.

fabrizio giudici ha detto...

*millenarismo* non è il termine tecnico più preciso, ma ci siamo capiti.

Anonimo ha detto...

"...Non è affatto vero, invece, che siano problemi solo nostri."

La divisione in schieramenti fissi deve essere usata sempre ed esclusivamente per scopi di comunicazione, di trasmissione e questo andrebbe ripetuto ogni volta che si usa questo schema.

Oggi le idee confuse sono da entrambe le parti, è la gradazione che fa la differenza: i tradizionalisti partono avvantaggiati perché hanno dalla loro la Messa VO, la Tradizione, il Catechismo di San Pio X, il fulgido esempio di Mons. Lefebvre, ma non tutti i tradizionalisti sono tradizionalisti doc. A mio parere in pochissimi lo sono, per il semplice fatto che molti sono comunque ancora modernisti in non pochi altri ambiti della loro vita. Dei CVIIisti ormai poco so e niente posso dire, per disposizione naturale, mi sembra, che siano quelli inclini ad andare con la corrente trainante, 'de sinistra' da sessanta, settanta anni.

Per quello che riguarda le profezie, immagini e locuzioni, bisogna andare con i piedi di piombo, il loro moltiplicarsi dice che sempre più persone sono sensibili a percepire chi fisicamente non è presente. Questo però non è proprio solo dei cattolici, ma anche dei cattolici. Come già scritto diverse volte uno scrittore italiano del '900 definisce i Santi i grandi schizofrenici. Quindi qui viene insinuata una patologia nella santità.

Messa da parte la schizofrenia patologica, possiamo dire che alcune persone hanno disposizioni diverse che possiamo chiamare 'aperture' anche al preternaturale e al soprannaturale. Distinguere tra i due ambiti è difficile. L'essere umano ha sempre cercato di aprire questa porta. E vi ha tentato con l'eccesso, droga, magia incantesimi, sacrifici umani di altri da sé, sesso e via eccedendo; oppure al fai da te sottoponendosi alle forze della natura intorno e/o seguendo l'insegnamento di qualche anziano esperto e saggio; con la Rivelazione Dio si rivela all'uomo e gli ordina di seguire la Sua Legge, non mancando di sostenerlo lungo il cammino verso di Lui, una lunga storia di promesse umane, cadute, tradimenti, menzogne infine Dio manda Suo Figlio.

L'imitazione di Gesù Cristo è la strada sicura per poter attraversare quella porta senza danno dell'anima e del corpo. Imitare Gesù Cristo però non è facilissimo e, oggi che siamo in piena contraffazione del Suo insegnamento, ne capiamo ancor più la difficoltà e le mille e mille distorsioni che ne vengono attuate.

Ieri parlavamo della funzione di setaccio del Cristianesimo verso le culture antiche e di quella e quelle poi a esso contemporanee e della sua importanza nella formazione della cultura occidentale. Perché dicevamo questo? Perché per essere setaccio bisogna giudicare, questo sì, questo no, giudicare significa distinguere il vero dal falso, il bene dal male, giudicare significa sbagliare, sbagliare significa correggersi, in una parola significa imparare a pensare e agire giustamente,secondo realtà e verità.

Allora, sotto la sola discrezione di Dio diventa possibile essere trasportati 'oltre'.E' importante sapere che il pensiero e l'azione sono lo strumento principale con il quale lavorano tantissimi altri uomini e molto spesso riescono prima e molto meglio dei cattolici ad aprire quella porta che però senza il Signore Gesù Cristo accede solo al mondo sottile o a quello preternaturale, con tutti gli errori connessi specie per un'anima non pura, né immediatamente purificabile.

Allora che si fa con le profezie, malattia o santità? Questo sarebbe il campo del confessore e del Padre spirituale, essendo ora scarsi entrambi direi prudenza, importante è stare in guardia e affinare la propria vita religiosa, santificarsi senza darsi troppa importanza. Il raffronto si può fare con il poeta, ognuno di noi lo è in potenza, ma pochi sono i grandi, uno è ricordato come Sommo...ed era cattolico.

anelante ha detto...

Dio parla quando vuole e come vuole a chi vuole... che non sia la fine del mondo ormai si è capito ma che sia la fine di questo mondo pure, la fine di quel mondo a cui Gesù dice di non appartenere .... " Io non sono di questo mondo". Che poi coloro che non si salveranno stanno sia destra che a sinistra pure si capisce, destra e sinistra di interpretazioni liturgiche e non solo. Comunque Dio dice che non ci sarebbe stato un altro diluvio perchè l' uomo è corrotto.... ho capito che oggi che la corruzione supera quella del diluvio non ci sarà un intervento eccezionale come allora per porre uno stop, si procederà di peggio in peggio ( e si vede) fino alla fine.... di questo mondo. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvo. Siamo alla scelta grano o zizzania.

Anonimo ha detto...

Più che andare con i piedi di piombo riguardo a profezie e altre cose del genere direi che sarebbe meglio ignorarle e non perderci del tempo. Spesso si tratta di fantasie di matti e poi non se n'è mai avverata una sola.
In questo genere di cose le fregature sono talmente frequenti che...

Anonimo ha detto...

Perchè i vertici della Ue, anche di provenienza popolare (cioè democristiana ) come la von der Leyen e affini, sono diventati omosessualisti fanatici?Possiamo capirlo dei liberali, dei Verdi, dei socialdemocratici, che sempre sono stati anticristiani. Ma i popolari?Non sono moderati? In qualche caso anche conservatori come in Baviera? Allora come mai si sono tutti avvolti nella bandiera arcobaleno contro i signor Orban?
Alla fine le motivazioni dei tradimenti sono spesso molto più terra terra di quelle che supponiamo. Ce lo insegna il Vangelo coi trenta denari di Giuda (solo i romanzieri e i cineasti si sono inventati il Giuda zelota). La motivazione molto semplice, ma anche realistica, è che i plutocrati americani (Soros, Gates e compagnia) se li siano comprati. Se li sono comprati direttamente o indirettamente, attraverso la pressione delle Ong, delle Fondazioni, dei codiddetti "Thin thank" paramassonici d aloro finanziati e quindi controllati. Se li sono comprati o col vile denaro, o col potere e il successo, oppure col sesso: in fondo ci sono sempre le tre S: soldi, sesso, successo. Qualcuno le chiama le tre punte del forcone di satanasso. Non falliscono quasi mai.
La stessa cosa vale per il vaccinismo. Per un tecnocrate della medicina che ci crede devotamete, anzi fanaticamente,ce n'è almeno un altro che non è insensibile, diciamo così, alle pressioni, alle avance, dirette o indirette, delle multinazionali del farmaco.
Vivendo nela civiltà ultracapitalistica del denaro, abbiamo dato all'oligarchia più ricca, cioè quella americana della finanza e delle multinazionali, il controlllo dell'Occcidente.
Eppure i grandi del pensiero ci avavano ammoniti sul pericolo della ricchezza al potere. No, non solo Marx la cui soluzione non era miglione; il comunismo.
Bensì Platone e Aristotele. Non parliamo poi di nostro Signore e dei suoi continui ammonimenti contro Mammona.
E del sommo poeta Dante contro l'avidità borghese "degli uomini nuovi" ci siamo dimenticati?
Ci avevano ammoniti, ma non li abbiamo ascoltati. E ora siamo in gabbia. Soros, Gates (e tanti altri meno esibizionisti di loro ma forse ancora più potenti) hanno in mano l'Europa come hanno in mano l'America. I politici e i giornalisti sono i loro burattini. A libro paga.
Martino Mora

fabrizio giudici ha detto...

Spiegare tutto con la corruzione monetaria è riduzionismo. Mentre c'è chi si chiede come possano essere sprofondati così in basso i "popolari" o "conservatori", io non solo non mi stupisco, ma ho sempre considerato i post-democristiani come i peggiori in assoluto. Basta guardare in Italia: da dove provengono i vari Renzi, Letta, Casini... È il loro "imperativo categorico" a dover per forza fare un compromesso a rovinarli, e questo imperativo categorico fa parte imprescindibile del loro retroterra culturale. Sono nati e cresciuti anche loro nel contesto modernista e alla fine sono semplicemente dei progressisti a velocità ridotta. Ma se la direzione è la stessa, arrivano a transitare per gli stessi luoghi dei progressisti, solo con un po' di ritardo.

PS Avrei voglia di commentare sulle "profezie ... che non se ne è mai avverata una", ma mi rendo conto che con questa premessa è inutile.

fabrizio giudici ha detto...

PS Mi è appena arrivata una email con la pubblicità della conferenza di cui parlavo alle 12:26... Ecco dunque il riferimento:

https://apostasyconference.com

Anonimo ha detto...

"...Spesso si tratta di fantasie di matti e..."

Il matto spesso o ha avuto una vita difficile o era 'strano' e ha una vita difficile. Qui può venirci in aiuto la vita di tanti artisti che hanno ed hanno avuto una sensibilità per capire gli stati d'animo propri, del prossimo, di un ambiente e dal prossimo e dall'ambiente non sono stati compresi, né potevano esserlo perché come prossimo e come ambiente non abbiamo gli strumenti per capire e soprattutto per intervenire su stati dell'anima e della mente che non conosciamo sulla nostra pelle. Così diamo un giudizio sommario che loro sono strani,sono fuori di testa, fuori come un balcone.Il balcone è esposto a tutti i climi e a tutti i tempi appunto. Così molte di queste persone finiscono col trovare nella parola, nella luce quindi nel colore, nel suono la terapia giusta della loro vita, alcuni hanno successo altri no, ma questo non ha importanza l'arte piano piano li guarisce.

Vi è un altro tipo di essere umano in qualche modo non adatto a questo mondo, che non si adatta a questo mondo, per sensibilità, pensiero, volontà, diversità dai suoi simili e questo è l'uomo religioso, anche lui come il matto ha 'certe aperture' della mente e del cuore, anche lui è esposto al mondo elementare , preternaturale, spirituale. Se l'essere umano riceve una buona educazione e formazione è facile che riconosca presto la chiamata del Signore. Altrimenti vagherà a lungo. Una volta intrapresa una vita di Fede, che è vita di regole, è facile che le 'aperture' captino immagini e parole e qui solo un sacerdote capace è in grado di capire chi stia parlando al fedele e di guidarlo. Di solito i bambini semplici, che vivono in una famiglia semplice, sono le trasmittenti migliori. Con gli adulti tutto si complica, perché entrano in gioco tantissimi elementi fuorvianti. Il confessore , il Padre spirituale diventano i garanti delle esperienze 'altre' dell'adulto. Tuttavia è anche accaduto che confessore e fedele siano stati ingannati dal Nemico e solo attraverso un lungo cammino sono stati in grado di riconquistare la pace dell'anima. Questo panorama comprende anche gli autodidatti anche loro malgrado, insomma il ventaglio di possibilità è vastissimo. A dire il vero, nei primi anni del mio rientro nella Chiesa, aspettando ora qui ora là il mio turno al confessionale, c'era un gran confidarsi ogni sorta di esperienze 'altre'. Pensai, ragazzi qui si va alla grande! Col tempo presi le distanze e mi accontentai d'essere costante nel 'poco e bene' quotidiano. Tuttavia la Grazia del Signore paga sempre la sincerità, la costanza, la fedeltà del fedele.

Anonimo ha detto...

1)La corruzione finalizzata ad ottenere soldi e/o potere.
2)La corruzione sessuale.
3)La solitudine spirituale e la paura fisica.
Quando non ci sono punti fermi ma tutto è in caduta libera è difficilissimo riuscire solo a non fare quello che quasi tutti fanno apertamente ed orgogliosamente.Credo che i partiti cattolici,la stampa e molta parte della magistratura abbiano ,riguardo alla situazione che si è venuta a creare, delle responsabilità enormi, ben superiori a quelle degli stessi comunisti (che detesto).Comunque la si guardi questa è una crisi morale di proporzioni gigantesche che tocca tutto e tutti indistintamente.Le lettere scritte a P Martin lasciano il tempo che trovano ,il dramma vero sono quelle decine di migliaia di adolescenti di ambo(?)i sessi che in questi giorni partecipano alle manifestazioni a favore della legge Zan. Fortunatamente le scuole sono chiuse altrimenti sarebbe un carnevale ininterrotto.I sindaci di molte città italiane si mettono alla guida di tali cortei,alcuni con fare baldanzoso come il pessimo Sala a Milano ,altri sembrano quasi degli ostaggi in balia della marea scomposta ed ululante.

Gesu',S.Paolo,P.Montecalvo,tutti rigidi? ha detto...

IL GRANELLINO��
(Mt 8,28-34)
I cittadini (tutti pagani) chiesero a Gesù, dopo aver mandato il diavoli nei corpi dei maiali che andarano poi a finire nella profondità del lago, che lasciasse il loro territorio perché non facesse qualche altro danno economico. Perché non si vuole Gesù nel territorio di una parrocchia? Perché impedisce il traffico della droga. Perché non si vuole Gesù nel territorio di un ospedale? Perché impedisce il traffico del crimine dell'aborto che gonfia le tasche di alcuni abortisti.
Perché non si vuole Gesù nel territorio di una scuola? Perché impedisce la cultura diabolica dei gender. Perchè non si vuole Gesù nel territorio della politica? Perché impedisce di fare leggi per il bene dei poveri, della famiglia e del matrimonio. Perché non si vuole Gesù nel territorio della televisione? Perché impedisce il marciume della pubblicità del male di ogni sorta. Perché non si vuole Gesù in alcuni paesi del Terzo Mondo? Perché Gesù impedisce il classismo.
Perché non si vuole Gesù nel territorio di alcune parrocchie? Perché le sua Parola vera tormenta i lussuriosi incalliti, i ricchi avari, gli intellettuali schizofrenici e i pastori paranoici; perché Gesù impedisce di vivere un cristianesimo tiepido, accomodante e fatto solo di culto. Perché non vuoi che Gesù dimori nel territorio della tua coscienza? Perché non vuoi che la tua coscienza sia continuamente tormentata dal grido interiore: Convertiti oggi e non domani.
Quando si caccia via Gesù dal nostro territorio personale o pubblico significa che non ci sta a cuore la nostra salvezza eterna. Cacciando via Gesù dal nostro territorio, la nostra vita privata e pubblica diventa come una strada piena di cumuli d'immondizia. Il mio Padre Fondatore diceva: "Dove c'è disordine e immondizia lì ci sono i diavoli". Dove ci sono i diavoli lì fiorisce povertà, ingiustizia, violenza, sopraffazione, classismo e calunnia. Amen. Alleluia.
(P. Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti)
PS. Sono ancora a disposizione alcune copie dei seguenti libri di P. Lorenzo:
- Vieni Spirito Santo,
- Il Grande Regista
entrambi sui doni e azioni dello Spirito Santo sulla Chiesa e
- Maria Madre D’amore.
Per richiederli, telefona o invia messaggio WhatsApp ai seguenti numeri: 331 3347521 - 3493165354 - 3388265226.
Per gentile concessione dei Padri Vocazionisti.

Da Stilum Curiae ha detto...

San Paolo nella Lettera ai Tessalonicesi spiega che è solo satana che può con l’inganno riuscire a far interpretare la Verità portando l’uomo a scegliere di vivere nel peccato convinto che sia un bene.

Vorrei brevemente commentare la recentissima lettera di Papa Francesco a padre James Martin, gesuita anch’egli, sostenitore del gay pride, promotore della pastorale LGBTQ nella quale afferma, con rigore di sillogismo aristotelico, che è Dio a creare persone con identità omo e pertanto i cattolici son chiamati a esser pro LGBTQ.

Il sostegno di Bergoglio a padre Martin mi pare essere l’avvio della vera grande riforma del Credo e del Catechismo, è un vero Gran Reset Morale.

Questa lettera infatti non si limita affatto ad appoggiare la sua pastorale LGBTQ. Questa è solo una scusa. Fa ben altro: rivoluziona il senso del peccato, del peccato contro natura. Rivoluziona il senso di natura e legge naturale, il senso di procreazione, il valore della Genesi, dei comandamenti dati a Mosè, del Catechismo della Chiesa.

Perché la vera natura umana non è quella che ci hanno raccontato per millenni al fine di spaventarci, perché i comandamenti a Mosè andavano bene per gli ebrei di tre millenni fa. Perché il catechismo non è più vivibile oggi, e tentare di riuscirci indebolisce l’azione umana e mortifica l’uomo.

Perciò si deve estinguere il peccato. Ma non è mica facile. Anzitutto si deve scegliere un peccato con peccatori “forti e potenti”, pronti ad appoggiare l’iniziativa, che sembrino però oppressi dai persecutori del peccato.

Poi si deve necessariamente rifarsi a Cristo, rivoluzionandone il senso degli insegnamenti, supponendo un Gesù solo misericordioso accogliente, mai giudicante.

Che non corregge mai il peccatore esortandolo a non peccare più.

Ma per carità, non lo corregge perché in realtà non peccava affatto. E non peccava perché non esiste il peccato, esiste il comportamento umano, che a qualcuno piace ad altri no.

Il peccato originale è una leggenda, la storia della redenzione l’hanno inventata i primi apostoli (san Paolo soprattutto).

La scienza oggi spiega tutto quanto veniva attribuito ad una divinità.

Lo stesso concetto di Dio Creatore traballa. Teilhard de Chardin (gesuita) ha spiegato infatti che lo spirito evolve, i dogmi evolvono, la dottrina evolve.

Non che duemila anni fa, mille anni fa, cento anni fa, i Papi abbiano sbagliato quindi nel loro magistero, no (altrimenti dove va a finire la continuità di magistero?).

Ma quello che allora era corretto, oggi non lo è più, perché la natura umana evolve, lo spirito evolve, la coscienza evolve, la fede deve evolvere. (Ma allora, anche LGBTQ è frutto di evoluzione o no?).

Sta nascendo una nuova religione.

Sarà una religione senza peccato, senza peccatori, senza religioni, senza chiese, senza preti, senza Stilum Curiae?

E come faremo senza Stilum Curiae? Dobbiamo fare qualcosa. Cominciamo con il difendere il Summorum Pontificum?

Mons ICS

val ha detto...

E se fosse, per assurdo, che nelle scelte o azioni terribilmente "di sopravvivenza" una sorta di recente, esasperata cupola si fosse sganciata dall'orbita semigaia, silenziando per quel momento di Nota lo sciroccato papocchio? per poi lasciarlo - subito dopo - tra i suoi balocchi mondani, tipo Charlot ne "Il grande dittatore".