domenica 6 giugno 2021

Domenica fra l'Ottava del Corpus Domini - Proprio della Santa Messa

Chi non può partecipare alla Messa Antica, può seguire il proprio della Santa Messa di oggi, Domenica fra l'Ottava del Corpus Domini. Mentre nelle parrocchie NO si celebra il Corpus Domini, la Tradizione lo ha celebrato regolarmente lo corso giovedì. L'ordinario della Messa Antica può essere scaricato qui. Ovviamente nulla può sostituire la celebrazione in presenza; ma le formule antiche possono essere spunti appropriati di meditazione ma anche di interiorizzazione delle verità perenni che veicolano.

Domenica fra l'Ottava del Corpus Domini
Proprio della Santa Messa

Introitus

Ps 17:19-20.- Factus est Dóminus protéctor meus, et edúxit me in latitúdinem: salvum me fecit, quóniam vóluit me.  ~  Ps 17:2-3.- Díligam te. Dómine, virtus mea: Dóminus firmaméntum meum et refúgium meum et liberátor meus. ~ Glória ~ Factus est Dóminus protéctor meus, et edúxit me in latitúdinem: salvum me fecit, quóniam vóluit me.

Ps 17:19-20.- Il Signore si è fatto mio protettore e mi ha tratto fuori, al largo: mi ha liberato perché mi vuol bene.  ~  Ps 17:2-3.- Amerò Te, o Signore, mia forza: o Signore, mio sostegno, mio rifugio e mio liberatore.  ~  Gloria  ~  Il Signore si è fatto mio protettore e mi ha tratto fuori, al largo: mi ha liberato perché mi vuol bene.

Gloria

Oratio

Orémus. Sancti nóminis tui, Dómine, timórem páriter et amórem fac nos habére perpétuum: quia numquam tua gubernatióne destítuis, quos in soliditáte tuæ dilectiónis instítuis. Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo. Del tuo santo Nome, o Signore, fa che nutriamo un perpetuo timore e un pari amore: poiché non privi giammai del tuo aiuto quelli che stabilisci nella saldezza della tua dilezione. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Oremus
Infra Octavam Corporis Christi

Deus, qui nobis sub Sacraménto mirábili passiónis tuæ memóriam reliquísti: tríbue, quaesumus, ita nos Córporis et Sánguinis tui sacra mystéria venerári; ut redemptiónis tuæ fructum in nobis júgiter sentiámus: Qui vivis et regnas cum Deo Patre, in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo. O Dio, che nell’ammirabile Sacramento ci lasciasti la memoria della tua Passione: concedici, Te ne preghiamo, di venerare i sacri misteri del tuo Corpo e del tuo Sangue così da sperimentare sempre in noi il frutto della tua redenzione: Tu che sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Lectio

Léctio Epístolæ beáti Joánnis Apóstoli
1Joan 3:13-18

Caríssimi: Nolíte mirári, si odit vos mundus. Nos scimus, quóniam transláti sumus de morte ad vitam, quóniam dilígimus fratres. Qui non díligit, manet in morte: omnis, qui odit fratrem suum, homícida est. Et scitis, quóniam omnis homícida non habet vitam ætérnam in semetípso manéntem. In hoc cognóvimus caritátem Dei, quóniam ille ánimam suam pro nobis pósuit: et nos debémus pro frátribus ánimas pónere. Qui habúerit substántiam hujus mundi, et víderit fratrem suum necessitátem habére, et cláuserit víscera sua ab eo: quómodo cáritas Dei manet in eo? Filíoli mei, non diligámus verbo neque lingua, sed ópere et veritáte.

Carissimi, non meravigliatevi se il mondo vi odia. Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli. Poiché chi non ama dimora nella morte: e chi odia il fratello suo è omicida. E voi sapete che chiunque è omicida non ha in sé la vita eterna. Da questo conosciamo l’amore di Dio verso di noi: dall’aver Egli dato per noi la vita: e noi dobbiamo darla per i nostri fratelli. Ma se alcuno avrà tenute per sé le ricchezze di questo mondo e, vedendo il proprio fratello nel bisogno avrà chiuso il suo cuore: come può vivere in lui l’amore di Dio? Figliuoli miei, non amiamo a parole, né a chiacchiere, ma in opere e verità.

Graduale

Ps 119:1-2
Ad Dóminum, cum tribulárer, clamávi, et exaudívit me.
V. Dómine, libera ánimam meam a lábiis iníquis, et a lingua dolósa.

Al Signore mi rivolsi: poiché ero in tribolazione, ed Egli mi ha esaudito.
V. O Signore, libera l’anima mia dalle labbra dell’iniquo, e dalla lingua menzognera.

Alleluia

Allelúja, allelúja,
Ps 7:2

Dómine, Deus meus, in te sperávi: salvum me fac ex ómnibus persequéntibus me et líbera me.  Alleluja.
Alleluia, alleluia,

Signore, Dio mio, in Te ho sperato: salvami da tutti quelli che mi perseguitano, e liberami. Alleluia.

Sequentia
Sancti Thomae Aquinatis, Lauda Sion Salvatorem

Evangelium

Sequéntia ✠ sancti Evangéli secúndum Lucam.
Luc 14:16-24

In illo témpore: Dixit Jesus pharisaeis parábolam hanc: Homo quidam fecit coenam magnam, et vocávit multos. Et misit servum suum hora coenæ dícere invitátis, ut venírent, quia jam paráta sunt ómnia. Et coepérunt simul omnes excusáre. Primus dixit ei: Villam emi, et necésse hábeo exíre et vidére illam: rogo te, habe me excusátum. Et alter dixit: Juga boum emi quinque et eo probáre illa: rogo te, habe me excusátum. Et álius dixit: Uxórem duxi, et ídeo non possum veníre. Et revérsus servus nuntiávit hæc dómino suo. Tunc irátus paterfamílias, dixit servo suo: Exi cito in pláteas et vicos civitátis: et páuperes ac débiles et coecos et claudos íntroduc huc. Et ait servus: Dómine, factum est, ut imperásti, et adhuc locus est. Et ait dóminus servo: Exi in vias et sepes: et compélle intrare, ut impleátur domus mea. Dico autem vobis, quod nemo virórum illórum, qui vocáti sunt, gustábit coenam meam.

In quel tempo: Gesù disse ai Farisei questa parabola: un uomo preparò un grande convito, e invitò molti. E mandò un servo all’ora della cena a ricordare agli invitati di venire, perché ogni cosa era preparata. Ma tutti cominciarono senz’altro a scusarsi. Il primo gli rispose: Ho comperata una villa e debbo uscire per vederla; ti prego di avermi per scusato. E un altro disse: Ho comperato cinque paia di buoi e ora vado a trovarli: abbimi per scusato, te ne prego. E un altro disse: Ho preso moglie, perciò non posso venire. E il servo, ritornato, riferì queste cose al padrone. Allora, il padre di famiglia, irritato, disse al servo suo: Va subito nelle piazze e nelle vie della città, e conduci qui i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi. Disse poi il servo: Signore, è stato fatto come tu hai comandato, e ancora vi è posto. Gli rispose il padrone: Va per le strade e lungo le siepi, e costringi a venire, affinché la mia casa si riempia. Poiché, vi dico, che nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena.

Credo

Offertorium
Ps 6:5

Dómine, convértere, et éripe ánimam meam: salvum me fac propter misericórdiam tuam

O Signore, volgiti verso di me e salva la mia vita: salvami per la tua misericordia.

Secreta

Oblátio nos, Dómine, tuo nómini dicánda puríficet: et de die in diem ad coeléstis vitæ tránsferat actiónem. Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Ci purifichi, O Signore, l’offerta da consacrarsi al Tuo nome: e di giorno in giorno ci conduca alla pratica di una vita perfetta. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Infra Octavam Corporis Christi

Ecclésiæ tuæ, quaesumus, Dómine, unitátis et pacis propítius dona concéde: quæ sub oblátis munéribus mýstice designántur. Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

O Signore, Te ne preghiamo, concedi propizio alla tua Chiesa i doni dell’unità e della pace, che misticamente son figurati dalle oblazioni presentate. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

PRÆFATIO DE NATIVITATE DOMINI

Vere dignum et justum est, æquum et salutáre, nos tibi semper et ubíque grátias ágere: Dómine sancte, Pater omnípotens, ætérne Deus: Quia per incarnáti Verbi mystérium nova mentis nostræ óculis lux tuæ claritátis infúlsit: ut, dum visibíliter Deum cognóscimus, per hunc in invisibílium amorem rapiámur. Et ideo cum Angelis et Archángelis, cum Thronis et Dominatiónibus cumque omni milítia coeléstis exércitus hymnum glóriæ tuæ cánimus, sine fine dicéntes.

È veramente degno e giusto, conveniente e salutare, che noi, sempre e in ogni luogo, Ti rendiamo grazie, o Signore Santo, Padre Onnipotente, Eterno Iddio: Poiché mediante il mistero del Verbo incarnato rifulse alla nostra mente un nuovo raggio del tuo splendore, così che mentre visibilmente conosciamo Dio, per esso veniamo rapiti all’amore delle cose invisibili. E perciò con gli Angeli e gli Arcangeli, con i Troni e le Dominazioni, e con tutta la milizia dell’esercito celeste, cantiamo l’inno della tua gloria, dicendo senza fine

Communio
Ps 12:6

Cantábo Dómino, qui bona tríbuit mihi: et psallam nómini Dómini altíssimi.

Inneggerò al Signore, per il bene fatto a me: e salmeggerò al nome di Dio Altissimo.

Postcommunio

Orémus. Sumptis munéribus sacris, quaesumus, Dómine: ut cum frequentatióne mystérii, crescat nostræ salútis efféctus. Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo. Ricevuti, o Signore, i sacri doni, Ti preghiamo: affinché, frequentando questi divini misteri, cresca l’effetto della nostra salvezza. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Oremus
Infra Octavam Corporis Christi

Fac nos, quæsumus, Dómine, divinitátis tuæ sempitérna fruitióne repléri: quam pretiósi Corporis et Sanguinis tui temporalis percéptio præfigúrat: Qui vivis et regnas cum Deo Patre, in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum.Amen

Preghiamo. O Signore, Te ne preghiamo, fa che possiamo godere del possesso eterno della tua divinità: prefigurato dal tuo prezioso Corpo e Sangue che ora riceviamo: Tu che sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

11 commenti:

Anonimo ha detto...

Per fare la Comunione, ricordiamo:
"il perdono è personale come la responsabilità"
E come la carità. È un merito personale, non un dovere pubblico. Il clero progressista "accogliamoli tutti" è lo stesso che quando succedono certi fatti "è colpa di tutti".

Anonimo ha detto...

FRANCESCO SNOBBA L'UNGHERIA, VISITA PAPALE PASTICCIATA – L’UNICO PAESE EUROPEO CHE SI BATTE PER I CRISTIANI PERSEGUITATI OTTIENE UN TRATTAMENTO DA PAESE NEMICO –
Papa Francesco sta scatenando una crisi diplomatica con l'Ungheria dopo aver espresso riluttanza a visitare il Paese o incontrare i suoi leader politici, limitando invece il suo prossimo viaggio a una sosta di tre ore. Sebbene il pontefice celebrerà la messa di chiusura del 52° Congresso eucaristico internazionale che si terrà a Budapest dal 5 al 12 settembre, non ha intenzione di fare appello al capo di stato cattolico, il presidente János Áder e al primo ministro evangelico Viktor Orbán.

Bergoglio non sopporta chi difende la cristianità! Sa che i cristiani non lo perseguiteranno. Però gli altri, dopo averlo usato, lo porteranno con loro all’inferno

https://www.churchmilitant.com/news/article/francis-snubs-hungary-bungling-up-papal-visit

Teofilo Tridentino ha detto...

Quando da evangelizzatori si diventa politici si nega il tanto osannato "dialogo", accordato a destra e a manca ai nemici della cristianità, a quelli che si giudicano nemici. Allo stesso modo, all'interno della Chiesa, diventa nemico e gli si nega il dialogo, chi è legato alla tradizione....

Anonimo ha detto...

Sono sconvolto, furente, atterrito e scandalizzato.
Papa Francesco, oggi:
«È nella notte in cui viene tradito che Gesù ci dà il Pane della vita. Ci regala il dono più grande mentre prova nel cuore l’abisso più profondo: il discepolo che mangia con Lui, che intinge il boccone nello stesso piatto, lo sta tradendo. E il tradimento è il dolore più grande per chi ama. E che cosa fa Gesù? Reagisce al male con un bene più grande. Al “no” di Giuda risponde con il “sì” della misericordia. Non punisce il peccatore, ma dà la vita per lui, paga per lui».
Gesù a Maria Valtorta, dettato del 31 marzo 1944,a proposito della morte di Giuda:
«Orrenda, ma non inutile. Troppi credono che Giuda abbia commesso cosa da poco. Alcuni giungono anzi a dire che egli è un benemerito perché senza di lui la Redenzione non sarebbe venuta e che, perciò, egli è giustificato al cospetto di Dio.
In verità vi dico che, se l'Inferno non fosse già esistito, ed esistito perfetto nei suoi tormenti, sarebbe stato creato per Giuda ancor più orrendo e eterno, perché di tutti i peccatori e i dannati egli è il più dannato e peccatore, né per lui in eterno vi sarà addolcimento di condanna.
Il rimorso l'avrebbe anche potuto salvare, se egli avesse fatto del rimorso un pentimento. Ma egli non volle pentirsi e, al primo delitto di tradimento, ancora compatibile per la grande misericordia che è la mia amorosa debolezza, ha unito bestemmie, resistenze alle voci della Grazia che ancora gli volevano parlare attraverso i ricordi, attraverso i terrori, attraverso il mio Sangue e il mio mantello, attraverso il mio sguardo, attraverso le tracce dell'istituita Eucarestia, attraverso le parole di mia Madre.
Ha resistito a tutto. Ha voluto resistere. Come aveva voluto tradire. Come volle maledire. Come si volle suicidare.
È la volontà quella che conta nelle cose. Sia nel bene che nel male...».
Guido Villa su Fb

Anonimo ha detto...

Il messalino di mia nonna Palmira "Parrocchiano romano" indica per la seconda domenica dopo Pentecoste : La Santa Messa cantata è " Cibavit", quella del Corpus Domini, siamo infatti nell'ottava. Quindi in questa domenica sia la Santa Messa che le processioni sono quelle del giovedì del Corpus Domini. Meditiamo l'introito "Cibavit ...." e preghiamo !

Anonimo ha detto...


Papa Francesco continua ad insinuare, a quanto pare, che Giuda è stato perdonato.
SEcondo il modo di sentire dei fedeli, da sempre, è molto probabile che Giuda sia
invece andato all'Inferno. Ed è molto probabile che abbiano ragione.
Tuttavia, produrre la "testimonianza" della visionaria Valtorta in proposito, come se Gesù in persona dall'aldilà le avesse confermato la dannazione di Giuda, non è condivisibile; non è a queste fonti "private" che dobbiamo abbeverarci, oltretutto non riconosciute formalmente dalla Chiesa.
T.

Anonimo ha detto...

Veramente mi suscita stupore sentire qua e la' citare Valtorta ( e anche da molti fedeli della Tradizione a volte senti dire " Sì, quella determinata affermazione e' così ,l'ha scritto Valtorta " . Mi stupisce come molti per piu' credere abbiano bisogno di tanti particolari perche' a quel che ho capito (non l'ho letto ne' intendo farlo - ma questo e' un mio problema) queste rivelazioni di Valtorta riportano per filo e per segno il "diario giornaliero di Gesu' e di Maria".

Anonimo ha detto...

"Papa Francesco continua ad insinuare..."

Egli dovrebbe essere in linea con il compito che si è voluto assumere. Quand'anche Giuda fosse stato perdonato, non è detto che lo sarà lui, il cui giudizio sul prossimo solitamente è errato.

Anonimo ha detto...

Ho la certezza che l'osservanza semplice, attenta, grata, onesta dei Dieci Comandamenti è più che sufficiente per farci vivere in santa pace in terra e per farci entrare in Paradiso in carrozza.

mic ha detto...

Di solito escludo i commenti basati su apparizioni o rivelazioni private.
In questo caso, pur non conoscendo né aspirando ad approfondire i testi della Valtorta, ho lasciato correre.

Anonimo ha detto...


In generale, non dobbiamo basarci sulle rivelazioni private. Giustamente questo blog non ha mai concesso loro troppo spazio.

Non possono aggiungere nulla alle verità di fede, sono quasi sempre problematiche dal punto di vista della redazione dei loro "messaggi", è assai facile che vi si mescoli il demonio. Bisognerebbe limitarsi a quelle poche riconosciute dalla Chiesa, in particolare quelle di Fatima. E tuttavia anche in queste non è facile individuare il verificarsi nei particolari di certe profezie in esse racchiuse. Mi riferisco in particolare a quelle concernenti lo scoppio della II gm, la consacrazione della Russia, lo sterminio di intere nazioni (si è già verificato oppure no?).
Tornando al passo citato della Valtorta, vi si dicono anche cose inesatte circa Giuda ossia che non si è pentito. Invece, come risulta dai Vangeli, Giuda si è pentito : "Allora Giuda, che l'aveva tradito, vedendo che egli era stato condannato, preso dal rimorso, riportò i trenta sicli ai grandi Sacerdoti e agli anziani, dicendo: ' Ho peccato, ho tradito il sangue innocente". Ma quelli risposero: 'Che ce ne importa? Pensaci tu!". Ed egli, gettati i denari nel Tempio, si allontanò e andò ad impiccarsi." (Matteo, 27, 3-6).
Si pentì, dunque, ma poi fu sopraffatto dalla disperazione, schiacciato dalla improvvisa consapevolezza dell'orribile misfatto che aveva commesso. Il suo peccato non fu la mancanza di pentimento ma la mancanza di fiducia nella possibilità di perdono.
Questa situazione spirituale autodistruttiva non si verifica spesso nei casi di suicidio? Il suicidio può avere molte motivazioni. C'è sicuramente anche quella che ha spinto Giuda.
Però possiamo dire che in tutti i suicidi ci sia il rifiuto della Grazia, che potrebbe salvarli, quale che sia la motivazione del loro atto. E la dottrina della Chiesa cosa dice in proposito? Che si tratta di peccato mortale (ragion per cui è molto probabile che i suicidi vadano all'inferno, a causa del loro atto, se è peccato mortale). Non dice però che è sicuro che vadano tutti all'inferno, per il solo fatto del loro atto.
Se lo dicesse, si sostituirebbe al Giudizio del Signore, il che la Chiesa non può fare.
Bisognerebbe quindi restare allo "è molto probabile che", senza pretendere una certezza assoluta che non possiamo avere, in questo mondo e nelle nostra umana condizione.
Nel caso di Giuda pesa la gravità inaudita del suo crimine (aver tradito il Figlio di Dio),
che si ritiene di fatto inespiabile.