martedì 15 giugno 2021

Il grande ritorno dei monaci all'abbazia di Solignac, il primo dopo la Rivoluzione

Aggiornamento: Ho preso un abbaglio: avevo letto che i monaci celebreranno nella "forma straordinaria" e purtroppo non ho riletto e riguardato... Celebreranno invece il NO. Quindi nihil sub sole novi... Ringrazio chi lo ha notato e segnalato, mi scuso con tutti voi, che certamente siete partecipi della mia delusione.
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Una bella notizia di cui rallegrarsi. La bella notizia consiste nel ritorno all'uso religioso dell'abbazia abbandonata, ma il rito antico ce lo scordiamo ancora una volta

I monaci benedettini di Clairval hanno deciso di fondare un convento nell'antica abbazia del VI secolo nel Limousin. 
Il loro arrivo è previsto per questa estate. Una rinascita per questo luogo e per la regione.
È un evento nel mondo religioso. L'Abbazia di Saint Pierre-Saint Paul de Solignac, situata nella diocesi di Limoges e priva di vita monastica dalla Rivoluzione, tornerà presto a vivere! Dal 1° agosto, l'abbazia benedettina di San Joseph Clairval, situata a Flavigny-sur-Ozerain Côte d'Or, invierà alcuni dei suoi monaci a fondare un priorato nell'Abbazia di San Pietro e San Paolo di Solignac come annunciato congiuntamente l'11 giugno scorso da Mons. Pierre-Antoine Bozo, vescovo di Limoges, e Dom Jean-Bernard Marie Bories, padre-abate di Saint Joseph a Clairval.

Un primo gruppo quest'estate
La decisione è arrivata al termine di “sei mesi di discussioni e discernimento”, precisano i due responsabili in un comunicato congiunto. I monaci di Clairval hanno approvato questa fondazione con una maggioranza di due terzi. Se i primi monaci arriveranno quest'estate “ per assimilare i luoghi e fare il lavoro necessario per accogliere l'équipe fondatrice ”, sarà solo per la prima domenica di Avvento, domenica 28 novembre 2021, che avrà luogo l'insediamento ufficiale. Da questa data i monaci condurranno in pieno la loro vita monastica, in particolare celebrando nell'abbazia i loro uffici in gregoriano nella forma ordinaria, e vivendo quotidianamente la regola di san Benedetto. “L'installazione dei monaci modificherà la vita della parrocchia”, annunciano Mons. Bozo e Dom Jean-Bernard Marie Bories. I fedeli potranno partecipare a funzioni e messe, e i parrocchiani potranno continuare a celebrare battesimi, matrimoni o anche funerali nella chiesa abbaziale.

Abbandonata dal tempo della Rivoluzione francese, quando gli ultimi quattro monaci si erano ritirati dal sito, l'abbazia di Saint Pierre-Saint Paul de Solignac è stata a sua volta prigione, collegio, fabbrica di porcellane... L'abbazia era rinata accogliendo, alla fine della seconda guerra mondiale, gli oblati di Maria Immacolata poi la Comunità della Parola di Vita. Dal 2004, l'abbazia è vuota, poiché gli Oblati hanno ceduto la proprietà alla diocesi nel 2011. Diversi progetti sono stati ideati negli ultimi anni per l'abbazia fondata nel 7° secolo da St Eloi. Per un certo tempo, avevano pensato alla possibilità di stabilircisi I canonici di Lagrasse, prima di abbandonare l'idea nel febbraio 2020. Era stata evocata anche la realizzazione del progetto Le village de François poi scartata a favore di un'installazione presso l'Abbazia di Sainte-Marie del deserto (Alta Garonna).

Un legittimo orgoglio
Don Jean Bernard Marie Bories e il vescovo Pierre-Antoine Bozo si rallegrano della “ rinascita della vita monastica maschile nel Limousin” e affidano “questo audace progetto alla preghiera di tutti ”.  I due leader religiosi aggiungono: “ In un momento in cui la tendenza è più verso la chiusura dei monasteri che verso la loro fondazione, ciascuno, credente o no, può sentirsi legittimamente orgoglioso di vedere questo patrimonio secolare ritrovare la sua anima.”. Sarà quindi un nuovo incontro bello e profondo quello che avrà luogo questa estate per i monaci benedettini con questa abbazia pregna delle loro radici spirituali. Mentre molte culle spirituali della Francia sono sempre più disabitate o trasformate in grandi superfici o spazi culturali, alcune si stanno risvegliando dopo lunghi anni di assenza; l'abbazia di Saint Pierre Saint Paul de Solignac ne è la prova. Una buona prova. - Fonte 
[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

19 commenti:

Andrea Carradori ha detto...

Grazie per questa bellissima notizia che letifica il giorno della festa patronale di Recanati.
Peccato che non riesco a "condividere" su facebook l'articolo: bisognerebbe fare qualcosa.
Buona giornata!

mic ha detto...

Lo duplico su Romaperenne

mic ha detto...

Lo puoi trovare, per condividere, anche qui
https://roma-perenne.blogspot.com/2021/06/grande-ritorno-dei-monaci-allabbazia-di.html

Anonimo ha detto...

Questa è una notizia essenziale per la vita dei Cattolici del mondo intero. Fiore nel deserto. Le radici non sono morte, vivono, gemmano, fruttificano ancora. Una speranza grande per tutti quelli che sono schiacciati dal presente ipocrita e menzognero. Gloria a Dio nei secoli e pace agli uomini a Lui fedeli!

Anonimo ha detto...

Non tutti i vescovi sono come quello di Digione...

Anonimo ha detto...

Si chiude da una parte e si apre dall'altra.Non si può certo commissariare tutti....

fabrizio giudici ha detto...

Non tutti i vescovi sono come quello di Digione...

... la cosa curiosa è che Flavigny-sur-Ozerain è nella diocesi di Digione (Côte d'Or)... A San Joseph Clairval sono tradizionalisti. Erroneamente pensavo fossero parte della FSSPX (e come tali li avevo menzionati indirettamente qualche giorno fa, nei commenti sui fatti di Digione), ricordando di aver letto qualcosa molti anni fa, di passaggio in paese, su una piccola bacheca a lato del portone, ma non è così - evidentemente avevo male interpretato.

https://fr.wikipedia.org/wiki/Abbaye_Saint-Joseph_de_Clairval
https://www.clairval.com/index.php/en/history/

mic ha detto...

Difficile dunque da decifrare, se non pensando che la FSSP, allontanata, non abbia corrisposto alle aspettative del vescovo (quali di preciso, al di là delle comunicazioni generiche?)

Anonimo ha detto...

Cosa può darti un filosofo

Seneca, mi hanno chiesto di erigere in tuo onore e memoria presso la mia casa un busto o una statua con la tua immagine intera; mi sono rifiutato di farlo perché́ la tua anima, come i tuoi pensieri, non si pietrifica. Il monumento al filosofo non ha alcun senso perché́ è la copia marmorea di quel che era meno significativo di lui, il suo corpo. Ho invece ordinato di ritagliare nel muro del mio giardino che corre lungo il portico la tua sagoma per dire a chi passa o a chi viene a trovarmi: quella breccia a forma d’uomo che vedi aperta nel muro è il ritratto di Seneca; lui è quell’aria che attraversa il muro e lo squarcia, lui è quella vista sul mondo che si apre grazie al suo profilo, lui è quello spazio riempito dal cielo e dai raggi del sole, dagli alberi e dal mare. Mai sagoma vuota sarà più piena di vita, d’intelletto e di anima. Tramite lui continuerò a vedere il mondo al di là del muro.

Vero saggio è colui che ti fa vedere il mondo oltre i muri e i veti, donandoti un’altra vista.

Marcello Veneziani. Vivere non basta (Mondadori 2011)

Natale ha detto...

Faccio notare che nel testo originale accessibile dal link si parla di celebrazione nel rito ordinario: "A partir de cette date, les moines mèneront pleinement leur vie monastique, notamment en célébrant leurs offices en grégorien dans l’abbatiale selon la forme ordinaire du rite romain". Non vedo pertanto particolare ragione di gioia in questa notizia....

mic ha detto...

Mi sto rimbambendo e ho preso un abbaglio: avevo letto "forma straordinaria" e purtroppo non ho riletto e riguardato...
Ringrazio chi lo ha notato e mi scuso con tutti voi, che certamente siete partecipi della mia delusione.

fabrizio giudici ha detto...

Direi che è un mezzo passo indietro, dunque. Dalla pagina di Wikipedia:

À la demande de l'évêque de Dijon, la messe conventuelle est aujourd'hui célébrée selon la forme ordinaire du rite romain, en latin et ad Orientem (en vérité au Sud-Est). La messe conventuelle étant non concélébrée, les moines prêtres célèbrent chaque jour la messe basse, pour la plupart dans la forme extraordinaire du rite romain.

Tous les offices (dont la liturgie des heures) sont chantés en grégorien.


Dunque a Flavigny la messa conventuale è in NO, variante "latino + ad orientem + senza concelebrare", mentre i singoli monaci in maggioranza il VO? Ho letto bene?

mic ha detto...

...mi aveva tratto in inganno e offuscato la vista il gregoriano....

mic ha detto...

Hai letto bene Fabrizio. È un fritto misto..

mic ha detto...

A ben riflettere la differenza con la FSSP sta proprio qui, nel fatto che la Fraternità non è biritualista e non celebra il NO... e il vescovo non ci sta!

fabrizio giudici ha detto...

La FSSP non è biritualista?

PS Mi sono finalmente chiarito un paio di cose:


FLAVIGNY-SUR-OZERAIN - 21150 - Abbaye Saint-Joseph de Clairval

Messes : dimanche et fêtes : 6h20 et 8h
Semaine : 6h10 et 7h50
Renseignements : 03 80 96 22 31 (abbaye)
http://www.clairval.com
OSB


FLAVIGNY SUR OZERAIN - 21150 - Séminaire St Curé d'Ars Maison Lacordaire

Messes : dimanche et fêtes : 10h15 (+7h20 se renseigner)
Semaine : 7h15 en général (sauf 6h50 à certaines fêtes) juillet-août-septembre : 7h45
tél. : 03 80 96 20 74
https://laportelatine.org/district/lieux/page.php?no_dept=21
FSSPX


Non mi sbagliavo dunque sulla presenza della FSSPX a Flavigny-sur-Ozerain: hanno anche loro una sede lì, con un seminario. Ecco perché ho fatto confusione (oltretutto sono passati dieci anni da quando ci sono stato l'ultima volta).

Anonimo ha detto...

Flavigny è una specie di noviziato.

Natale ha detto...

E aggiungiamo pure che a Flavigny-sur-Ozerain vi venne anche girata la commedia anticattolica "Chocolat" (2000), storia di una cioccolateria aperta in piena Quaresima...
https://en.wikipedia.org/wiki/Chocolat_(2000_film)

Anonimo ha detto...


Il Novus Ordo resta attaccato alla pelle della Chiesa come una zecca, non si riesce a disinfestarsi.
Le zecche hanno una puntura spesso fatale. Ci se ne libera solo bruciandole.
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