venerdì 25 giugno 2021

Requiescite pusillum!

Dopo tante  chiacchiere e vicende poco edificanti oltre che dolorose abbiamo bisogno di sostare in Colui che ci dà forza... «Venite seorsum in desertum locum et requiescite pusillum» (Mc 6, 31). Contempliamo e invochiamo lo Spirito Santo con la Sequenza inserita in calce.

I doni dello Spirito Santo

Negli uomini la sapienza non è la semplice luce della ragione, ma è luce di fede illuminata che fa discernere e giudicare Dio e le cose divine, nei loro più alti principi, dandone soavità di gusto.

L’intelletto non è semplicemente la forza dell’ingegno che intuisce le verità terrene, ma è penetrante intuizione delle verità rivelate, che pur non sapendone svelare il mistero, sa intenderne la realtà.

Il consiglio non è solo il discernimento che viene dalla prudenza umana, ma è l’intuizione soprannaturale che fa giudicare prontamente e sicuramente ciò che conviene fare nei casi difficili, sempre subordinatamente agl’interessi della divina gloria e dell’eterna salvezza. 

La scienza non è la sterile conoscenza delle leggi create o delle creature, ma è la loro conoscenza nelle relazioni con Dio.

La fortezza non è solo la potenza delle proprie facoltà fisiche o morali, ma è impulso ed energia soprannaturale che rendono l’anima capace di operare intrepidamente grandi cose per la divina gloria e per il bene del Prossimo, soffrendo lietamente nelle difficoltà, e superando ogni ostacolo con la calma energia della volontà affidata tutta a Dio.

La pietà non è una semplice delicatezza del cuore, ma un affetto filiale a Dio, una soave bontà verso le creature quali immagini di Dio, ed una tenera devozione alle persone od alle cose sacre, che fa compiere con premura i doveri religiosi.

Il timore di Dio, infine, non è solo un vago senso di generosità o di onestà, ma è il rispetto filiale a Dio, rispetto che ci allontana dal peccato perché dispiace al Signore, e ci fa sperare nel potente suo aiuto.(Padre Dolindo – Servo di Dio)

Sequenza dello Spirito Santo

Veni, Sancte Spíritus,
et emítte cǽlitus
lucis tuæ rádium.

Veni, pater páuperum,
veni, dator múnerum,
veni, lumen córdium.

Consolátor óptime
dulcis hospes ánimæ,
dulce refrigérium.

In labóre réquies,
in æstu tempéries,
in fletu solácium.

O lux beatíssima,
reple cordis íntima
tuórum fidélium.

Sine tuo númine,
nihil est in hómine
nihil est innóxium.

Lava quod est sórdidum,
riga quod est áridum,
sana quod est sáucium.

Flecte quod est rígidum,
fove quod est frígidum,
rege quod est dévium.

Da tuis fidélibus,
in te confidéntibus,
sacrum septenárium.

Da virtútis méritum,
da salútis éxitum,
da perénne gáudium.
Croce Amen.
Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,
ospite dolce dell'anima,
dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.

O luce beatissima,
invadi nell'intimo
il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,
nulla è nell'uomo,
nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido,
bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
raddrizza ciò ch'è sviato.

Dona ai tuoi fedeli
che solo in te confidano
i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,
dona morte santa,
dona gioia eterna.
Croce Amen.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

La vicenda De Mattei/Viganò ha messo in risalto il fatto che Mons. Viganò per aiutare il gregge deve dar fiducia alle pecore con cui si relaziona, mettendo in conto che, entro il gregge, alcuni lupi possono essere mascherati da pecore ed è quasi impossibile individuarli se non quando, gettata la maschera, passano all'attacco. Questo dar fiducia, da parte di chi non è sprovveduto, ma conosce fin troppo bene il mondo, mostra allora tutta la grandezza che racchiude in quanto da un lato offre il petto all'inaffidabilità del mondo superiore a qualsiasi forza umana e dall'altro lato poggia su Qualcuno antitetico al mondo, sullo Spirito Santo, di cui qui si parla con le parole sante di Don Dolindo.

Concluso il commento mi è balzata alla mente la somiglianza del lupo con il cane da pastore. Simile, ma diverso.

Requiescite ma poi ricordate ha detto...

L'UOMO NUOVO
Uriel Crua

Si rischia di impazzire a vivere in un mondo di catatonici genuflessi, di pericolosissimi mediocri del quieto esistere, nel vuoto di polverosi ottundimenti collettivi.

L'Uomo Nuovo è già nato nel momento in cui un criminale - un vero criminale [ripetete con me: un vero criminale] - auspica (ma in realtà anticipa un ordine perentorio) che gli accessi in ospedale divengano a pagamento per chi non cede al ricatto della sperimentazione (sociale, mica solo medica).

L'Uomo Nuovo è già nato nel momento in cui nessuno mette in galera pazzoidi eugenetisti che violano ogni condotta di buon senso e anzi parlano e straparlano in televisione convincendo milioni di idioti a odiare il nuovo nemico: l'Uomo Libero. A marginalizzarlo. A ricattarlo. Ci fanno le battute. Ci fanno i meme. Si sentono supernamente intelligenti. Ma restano capre addotte da un soffio di psicotici.

L'Uomo Nuovo è già nato nel momento in cui ha accettato di togliere aria e volto ai propri figli senza aprire bocca, senza farsi sanguinare gli occhi, senza sentirsi friggere le midolla.

È doloroso vedere quanto questa sorda deriva antropologica e sociale abbia permeato ogni aspetto della vita. È doloroso constatare quanto la maggioranza abbia accettato questo abominio.

È un pullulìo di vermi monchi. Pronti a schiacciare e a farsi schiacciare.

Occorre reagire.

Ragazzi, è inutile starci a perdere tempo. Solo noi possiamo salvare noi. Uniti. Decisi.

Organizzare una resistenza è necessario per non farci masticare il cranio.
Viviamo tempi pericolosi.
Che ognuno faccia la propria - concretissima - parte.

Anonimo ha detto...

https://www.theunconditionalblog.com/breve-cronistoria-della-faccenda-parte-ultima/

Anonimo ha detto...

http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/scienza-e-societa/giustizia-e-diritti-dei-cittadini/10219-chi-fa-il-proprio-dovere

Invochiamo lo Spirito Santo ha detto...

No, l'obiettivo non è solo criminalizzare il dissenso. Non è più etichettare con assurde nomenclature chi si discosta dalla narrazione dominante. Ora lo scopo è andare oltre. Travalicare le colonne d'Ercole della decenza, avvelenare i pozzi, preparare il terreno per l'assalto autunnale. Chi non si allinea ai dettami dell'autorità, oggi, non è più un semplice negazionista. Non è un banale no vax. È un untore. Un fabbricante di varianti. Un soggetto che occuperà un posto in terapia intensiva a scapito di un responsabile cittadino osservante di tutte le regole. Colui che farà ricadere il paese nell'incubo del lockdown. Colui che è malato perché non vaccinato. È questo il salto di qualità, l'ultimo trucco dei chierici del credo terapeutico.

Albert Camus in " Caligola" scrisse:

" Come tutti gli esseri senz'anima, non potete sopportare chi ne ha troppa. La gente sana detesta i malati. Chi è felice non può vedere chi soffre. Troppa anima! Che seccatura, no? Allora si preferisce chiamarla malattia: e tutti sono in regola, contenti…"

La verità è che coloro che detengono meschinamente le redini del nostro destino hanno paura. Temono chi vuole restare a tutti i costi umano. Detestano chi si ostina a pensare con la propria testa. Non tollerano chi si discosta dall'ortodossia. Mal digeriscono chi ha ancora un' anima, dei valori da difendere. Ed hanno piantato il seme di questo scellerato odio nelle meningi dei nuovi vigilanti della dittatura sanitaria. No, non è il diffondersi di un misterioso virus che vogliono contenere, a tutti i costi. Non è, e non è mai stata, una questione meramente sanitaria. Il vero contagio che vogliono impedire è quello delle idee, della logica,del buonsenso. Quello della vita. La vera malattia che vogliono debellare,a tutti i costi, è la nostra "anima".

Anonimo ha detto...

Chi desacralizza la religione sacralizza la politica e la scienza le quali non sono sacre per definizione:

la sinistra è maestra di idolatria.