Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

lunedì 12 dicembre 2022

Una bomba pronta ad esplodere - don Elia

L’ira di Dio si manifesta dal cielo sopra ogni empietà e ingiustizia di quegli uomini che tengono prigioniera la verità di Dio nell’ingiustizia. […] Per questo Dio li ha consegnati alle concupiscenze dei loro cuori per l’impurità, perché disonorino i propri corpi fra di loro. Essi hanno trasformato la verità di Dio in menzogna e reso culto e servizio alla creatura piuttosto che al Creatore, che è benedetto nei secoli. Amen. Perciò Dio li ha consegnati a passioni ignominiose: infatti le loro donne hanno mutato il rapporto naturale in quel rapporto che è contro natura. Similmente però anche i maschi, abbandonato il rapporto naturale con la donna, hanno reciprocamente divampato nelle loro concupiscenze, operando turpitudini maschi fra maschi e ricevendo in sé stessi la ricompensa che occorreva del loro inganno; e come non hanno riconosciuto di possedere Dio nella conoscenza, Dio li ha consegnati a una mente insensata perché facciano ciò che non conviene.
[…] Pur avendo conosciuto la giustizia di Dio, non han compreso che quanti compiono tali cose son degni di morte: non solo quelli che le fanno, ma anche quelli che concordano con coloro che le fanno (Rm 1, 18.24-28.32).

La Provvidenza può a volte disporre che uno, nel corso della stessa giornata, mediti su un certo passo della Scrittura e riceva una notizia sconvolgente connessa proprio a quell’argomento, sul quale egli preferirebbe mille volte non dover tornare, ma che gli si impone per la gravità dell’accaduto. Non si tratta infatti di eventi isolati, ma di crimini perpetrati per decenni ai danni di numerose vittime – se non altro, secondo natura – da un religioso che passa per un grande artista, nonché per teologo e maestro di spirito. In verità non siamo mai stati ferventi ammiratori della sua presunta valentia di mosaicista, benché sia talmente di moda che le sue opere hanno riempito le chiese di mezzo mondo, compresi santuari di altissima frequentazione: le sue figure tutte uguali, con volti inespressivi dai grandi occhi sgranati e impersonali, hanno un che di inquietante e sono lontanissime dai modelli dell’iconografia orientale, di cui sembrano piuttosto una profanazione. Tuttavia non avremmo mai immaginato che si trattasse di un predatore sessuale che ha subìto un processo ecclesiastico dal quale è uscito assolto per prescrizione, anziché per l’insussistenza dei fatti; le misure cautelari prese dal suo superiore generale inducono anzi a pensare che la condotta illecita non sia cessata e che l’intenso ministero di confessore, direttore spirituale e predicatore di ritiri sia sfruttato per adescare e plagiare le prede.

In base a certe indiscrezioni il soggetto sarebbe altresì incorso, per aver assolto una complice, nella scomunica latae sententiae riservata al Romano Pontefice. Se però il capo supremo è stato membro dello stesso Ordine del condannato, anche la più severa delle pene – a quanto pare – può esser rimessa con un tratto di penna poche ore dopo la notifica. Quest’ultimo, per i suoi amici, è disposto persino a bloccare i processi canonici, come avvenuto nel Giugno del 2013 a vantaggio di uno dei suoi grandi elettori, ora deceduto ma non privo di eredi. Sono forse i miracoli della tolleranza zero, tanto solennemente promessa davanti alle telecamere? Il fatto è che lo sfrontato manipolatore, che ha addirittura riammesso all’esercizio del ministero sacerdoti ridotti allo stato laicale per abusi su minori, non gode certo di ottima salute, se è vero che va in ospedale tre volte a settimana per la radioterapia. Sembrerebbe proprio che stessero praticando l’accanimento terapeutico già visto nel caso di altri dittatori tenuti artificialmente in vita per interesse del loro entourage, i cui membri dovevano avere forti timori di perdere l’impunità e altri vantaggi sul piano del potere, della pecunia e del piacere. Tuttavia la morte, come il giudizio particolare, è un’ineluttabile necessità per tutti; sarebbe molto più saggio, di conseguenza, cominciare a fare i conti con quest’evenienza.

Se non è possibile correggere gli errori già commessi, si può almeno smettere di reiterarli. Anche ammesso che quell’anima scampi all’Inferno, dovrà rimanere in Purgatorio sino alla fine del mondo per le colpe di cui si è caricata, non ultima quella di essersi fatta sponsor di una campagna genocida le cui vittime non si contano più. Può anche accadere che un individuo non sia più libero di agire, dovendo sottostare alla volontà di chi ha procurato il suo innalzamento nonché dei collaboratori, non proprio virtuosi, di cui si è circondato; ma cosa si potrebbe ancora perdere, nell’imminenza del redde rationem? Forse la reputazione, se gli “amici” minacciano di aprire certi armadi. Pure questa, però, diventa una preoccupazione superflua di fronte al pericolo della dannazione eterna… sempre che uno ci creda. Il problema è tutto di fede: l’ideologia pseudoreligiosa inventata dai “teologi” moderni l’ha ridotta a vago sentimentalismo esente dal senso di responsabilità, ma non per questo la tremenda realtà del Giudizio cambia o può cambiare, soprattutto se il peccato non è un fatto accidentale, bensì un sistema consolidato.

Un sacerdote ormai maturo, quando era seminarista, aveva intuito che, se fosse entrato in un certo giro, avrebbe fatto una carriera fulminante. Ciò che tuttora lo sorprende è che, all’epoca, non sapeva nulla di una situazione che gli si sarebbe svelata molti anni più tardi, se non che le facoltà pontificie rigurgitavano di studenti dalla condotta non certo encomiabile. Egli è ben consapevole di dover ringraziare il Cielo ogni giorno con la faccia a terra di esser stato preservato dal cadere in quella trappola infernale, vista l’assoluta mancanza, di cui brillava il suo seminario, di formazione ascetica e morale. Come attenuante per chi vi è finito, questa carenza ha il suo peso, dato che, senza una severa e precoce educazione, non basta la nozione intellettuale di una colpa per acquisire la capacità di evitarla. Gli antichi autori spirituali non lesinano precisi consigli e indicazioni pratiche riguardo all’esercizio della castità, ma di tutto questo non si fa più parola nei luoghi in cui si prepara il futuro clero; è molto più facile, purtroppo, che per un’insufficiente vigilanza e selezione dei candidati si apprendano orrendi vizi piuttosto che le virtù.

Difficilmente un risanamento di tale triste situazione sarà avviato dall’alto, almeno nel presente contesto ecclesiale. La Conferenza Episcopale Italiana sta studiando una nuova ratio studiorum per i seminari, certo; abbiamo però fondati motivi di dubitare che affronteranno seriamente la piaga della lussuria e dell’omoerotismo, per non parlare del fatto che, comunque sia, quei testi rimangono quasi sempre lettera morta. Il sinodo sulla sinodalità (neologismo assente sia nella Chiesa antica che nelle attuali Chiese orientali) raccomanda sì l’ascolto di tutti, ma a chi osa evidenziare problemi reali il diritto di parola è di solito negato in partenza. San Benedetto prescrive che, sulle questioni più importanti, sia convocata tutta la comunità e sia data ad ogni monaco la possibilità di esprimere il proprio parere, giacché «spesso il Signore manifesta al più giovane la soluzione migliore» (Regola, 3, 3); nelle nostre assemblee, invece, non c’è spazio per opinioni discordanti. Sarebbe molto più fruttuoso ed evangelico ascoltare anche l’ultimo dei preti, per quanto scomodo, dato che il suo punto di vista è immune da interessi di carriera.

Nella Messa tradizionale, nell’astergersi le mani dopo l’Offertorio, il sacerdote ripete: «Laverò le mie mani fra gli innocenti e girerò attorno al tuo altare, Signore, per ascoltare un canto di lode e per narrare tutte le tue meraviglie. Signore, ho amato l’onore della tua casa e il luogo in cui abita la tua gloria. Non rovinare l’anima mia con gli empi, o Dio, e la mia vita con gli uomini sanguinari, nelle cui mani sono le ingiustizie e la cui destra è ricolma di regali. Io invece nella mia innocenza sono entrato; liberami e abbi pietà di me. Il mio piede sta su terra piana; nelle assemblee ti benedirò, Signore» (Sal 25, 6-12 Vulg.). Sebbene Gesù Cristo sia l’unico sacerdote assolutamente esente da colpe, la scelta decisiva che consente di cooperare con la grazia, per non precipitare in un abisso di peccato, è quella di stare con gli onesti e solo a loro dare confidenza: «Con il santo sarai santo, con l’uomo innocente sarai innocente, con l’eletto sarai un eletto, con il perverso ti pervertirai» (Sal 17, 26-27 Vulg.). Chi ama sinceramente il decoro della casa di Dio, in cui Egli stesso abita (che sia il tempio spirituale della Chiesa o l’edificio materiale in cui si radunano i fedeli), trova la propria felicità nella Sua lode e nel Suo servizio piuttosto che in piaceri illeciti, pur essendo consapevole di non poter fare a meno della grazia per non esser risucchiato nel vortice degli empi, così da poter conservare l’innocenza degli inizi e rimanere al sicuro nella famiglia del Signore.

Diversamente si incorre nel temibile giudizio di san Paolo, la cui pubblica lettura, qualche anno fa, costò a un parroco la rimozione dall’ufficio (mentre quelli che celebrano “matrimoni” sodomitici prosperano senza problemi); eppure si tratta della Parola di Dio, di cui in seminario ci hanno inculcato una devozione quasi esclusiva… Ad ogni modo, l’affondo paolino sui pagani del suo tempo – che piaccia o no – è più che mai attuale, soprattutto nei riguardi dei sacri ministri che deformano la verità divina per giustificare le proprie ripugnanti scelleratezze. Per punizione, Dio ha abbandonato gli empi a tre mali via via più gravi: ai desideri impuri, a passioni ignominiose e, all’apice del traviamento, alla perversione dell’intelletto. Oltre questi terribili castighi che si procurano da sé, essi meritano una pena ancor più grave: la morte, comminata dall’Apostolo non soltanto a chi commette tali turpitudini, ma pure a chi le approva, se non a parole, almeno con i fatti. Se le sue parole fossero applicate alla lettera, che si dovrebbe fare con i prelati corrotti, visto che tale condanna vale già per chi non conosce Cristo?

Sono quelli che Benedetto XVI aveva cominciato a epurare e che, per questo, lo han boicottato con tutto l’odio tipico delle checche clericali, fino a costringerlo a mollare; sarà Qualcun altro a epurarli per sempre, visto che stan seduti sopra la bomba inesplosa dei loro riprovevoli scandali. Nonostante l’età avanzata, il cosiddetto Papa emerito è sorprendentemente ancora fra noi; secondo il segretario, sono cinque anni che potrebbe morire da un momento all’altro, ma la Provvidenza ce l’ha lasciato fino ad ora. Ciò è sicuramente effetto di una precisa disposizione divina, i cui fini saran svelati a suo tempo. Intanto seguiamo il suo esempio di incessante offerta e preghiera per il bene della Chiesa, senza lacerarla ulteriormente, ma amandola e servendola nel dolore. Chiediamo la grazia di saper trasformare ogni scandalo che subiamo in grido accorato e fiducioso da rivolgere al Cielo, sicuri di essere ascoltati. Si avvicina il momento dell’intervento di Dio, che non delude mai i Suoi fedeli, per quanto deboli e zoppicanti, purché rimangano ognuno al suo posto e adempiano il proprio dovere fino in fondo, non recriminando, ma ringraziando.

20 commenti:

mic ha detto...

12 dicembre - Vergine di Guadalupe
Vedi:
https://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2021/12/il-12-dicembre-e-la-festa-della-vergine.html

Non fecit taliter omni natione ha detto...

12 DICEMBRE - BEATA MARIA VERGINE DI GUADALUPE

"Figliolo caro non temere e non affliggerti. Non si turbi il tuo cuore e non preoccuparti né di questa, né di qualsiasi altra infermità. Non sto forse qui Io che sono tua madre? Non stai forse sotto la Mia protezione? Non sono forse Io la fonte della tua gioia? Non sei forse nel cavo del Mio manto, nella croce delle Mie braccia? Cosa vuoi di più? Niente deve affliggerti e turbarti"

Le parole della Madonna a Juan Diego

Anonimo ha detto...

Omelia della Santa Messa dell'11 Dicembre 2022, III Domenica di Avvento Anno A, tenuta da P. Alessandro M. Apollonio, FI.
https://www.youtube.com/watch?v=lStu-fodR6Q

La bellissima omelìa di P.Apollonio e'un unico canto : il cristiano ha perso/abbandonato il suo Centro.

Anonimo ha detto...

Mi chiedo, a questo punto, che schifezze combinino nei seminari per allevare gente così. Alla faccia della solita "crisi delle vocazioni": quelli normali li dentro o non ci mettono piede o scappano subito appena capiscono che gente ci sta dentro.

Catholicus ha detto...

da Commenti Eleison, di Mons. Richard Williamson DCCCIV - 804, uno stralcio magistrale "Al Concilio Vaticano II, infatti, un diabolico complotto per distruggere la Chiesa Cattolica è riuscito a convincere i principali ecclesiastici a sostituire la vera Fede, incentrata su Dio, con una falsa parodia di quella Fede, incentrata sull’uomo. E questi uomini di Chiesa – due Papi e circa 2.000 vescovi – hanno continuato a loro volta a convincere la grande maggioranza di anime Cattoliche in tutto il mondo ad aderire alla nuova religione umanista, perché questi Papi e vescovi, abusando della loro Autorità hanno manipolato tutte quelle anime pronte ad obbedire a coloro che erano stati investiti del mandato di Cristo: far conoscere, predicare e proteggere la Verità, cioè le proprie immutabili verità di salvezza. Perciò i capi del Vaticano II, che sapevano esattamente cosa stavano facendo per distruggere la Chiesa, furono supremamente colpevoli, mentre tutti i vescovi, i sacerdoti e i laici sotto di loro che erano stati ingannati – e si trattava della maggior parte di loro – furono relativamente innocenti. Come dice l’Arcivescovo Viganò, all’epoca non riusciva a credere che i suoi colleghi volessero distruggere la Chiesa. Ora ci crede, perché il confronto con l’immoralità che sempre segue la corruzione della dottrina Cattolica gli ha aperto gli occhi su come l’Autorità abbia tradito la Verità."

Anonimo ha detto...

"¡Viva la Virgen de Guadalupe, Emperatriz de América y Reina de Méjico!" (dal Radiomessaggio di Pio XII ai fedeli messicani in occasione del 50° anniversario dell'incoronazione della Vergine di Guadalupe, 12/12/1945).

Anonimo ha detto...

Legata alla condizione di questa chiesa è legata la condizione del mondo. Il mondo non riuscirà a risollevarsi se non quando la chiesa tornerà ad essere Chiesa Cattolica. E questo è più che mai vero per l'Italia. Se in Italia e nella Chiesa Cattolica che ha sede in Italia non si forma un anche piccolissimo gruppo di consacrati e di politici capaci di mettere al primo posto Dio e la Sua Legge vano sarà ogni altro dire e vana sarà ogni altra azione, non potrà allora che continuare in Italia la deriva della chiesa e dello stato.

Catholicus ha detto...

ha, pardon, dimenticavo il link : https://www.stmarcellinitiative.com/

tralcio ha detto...

La Chiesa ha ricevuto da Gesù una missione ben precisa.
Un'impresa quasi impossibile, se le forze in campo rimanessero solo quelle umane.
Tuttavia la Chiesa ha sempre ricevuto doni "provvidenziali" e contato su aiuti celesti:
la grazia sacramentale, la Presenza Divina, Maria Ss.ma, la custodia angelica, la santità.
La Chiesa ha sempre confidato in questo extra, riconoscendolo e pregando Dio per chiederlo.
Una chiesa che non lo riconosce e non prega, confidando nell'uomo, in se stessa, è Chiesa?
Se i miracoli diventano solo segni e li si "demitizza" riconducendoli a caso, è fede?
La tilma di Guadalupe è integra da quasi cinque secoli ed è un tessuto che dura 10 anni...
E' acheropita, come la sindone di Torino e il volto di Manoppello: chi le ha prodotte?
I colori non sono sulle fibre del maguey, ma dentro. E non sono sostanze note in natura!
Tutte credenze di poveri illusi, di chi "non ha fiducia nella scienza"?
E che fiducia ha nella scienza chi si è bevuta tutta la narrazione vaccinista?
Che cosa ne sa di scienza chi teme l'acqua santa sostituendola con un gel lavamani?
Che cosa sa di scienza chi non accetta le prove scientifiche dei miracoli eucaristici?
O non sa che cosa farsene delle esperienze dei veri esorcisti?
O, ancora, non si degna di ragionare di svariate esperienze di ritorno dalla morte (NDE)?
Ma in che cosa spera chi si attende tutto da un convegno o da una votazione? E' speranza?
Pensare che il vangelo sia un darsi da fare ritenendo tempo perso l'adorazione, è carità?
Sostenere che "Gesù è contento dei nostri peccati" (è solo andato in croce) è logico?
C'è ancora un minimo di verità nella falsità che teme l'ascesi e tollera il vizio?
Andate avanti voi...

Anonimo ha detto...

Ecco cosa avveniva prima dell'apparizione della Santissima Maria Morenita de Guadalupe. Sacrifici umani e in particolar modo di fanciulli. Questo va fatto presente ora più che mai, perché Pachamama o Mamapacha alla quale si sacrificavano vite umane, ne è stato portato l'idolo pagano in Italia, naturalmente per noi cattolici questo è inconciliabile. Perché nemmeno ad Abramo il Signore...pur mettendolo alla prova, chiese di sporcarsi le mani sacrificando il figlio Isacco. Vedasi Genesi 22,1-18 Pentateuco.
MEMORIA! MEMORIA! MEMORIA!

Notizie edificanti ha detto...

Nonostante l'incombere della secolarizzazione e la decadenza della pratica religiosa, la fede rappresenta ancora un aspetto importante in Croazia al punto che il CT della nazionale ha chiesto e ottenuto di far celebrare la Messa in albergo in Qatar. Una lezione anche per noi italiani.

Anonimo ha detto...

288. Pregare significa donarsi a Dio come un incenso profumato che sale al Trono di Dio per sparire in Lui. E Dio si dona a sua volta a coloro che si donano a Lui. So che, nelle profondità silenziose del mio cuore, posso comunque avvicinarmi intimamente a Dio, qualunque siano le circostanze e le sofferenze che il male m’impone. San Giovanni Maria Vianney, uomo di silenzio, grande pastore di anime, totalmente dedito all’annuncio della Parola di Dio e al Mistero della Riconciliazione, il cui volto si trasfigurava di fronte all’Eucarestia, ci dà la più sublime definizione della preghiera: «Vedete, figli miei, il tesoro di un cristiano non è sulla terra, è in cielo. Ebbene! Il nostro pensiero deve rivolgersi là dove è il nostro tesoro. L’uomo ha un bellissimo compito; quello di pregare e di amare. Se pregate, amate: questa è la felicità dell’uomo sulla terra! La preghiera non è altro che l’unione con Dio. Quando si ha il cuore puro e unito a Dio, si sente in sé un balsamo, una dolcezza che inebria, una luce che abbaglia. In questa unione intima, Dio e l’anima sono due pezzi di cera fusi insieme; non li possono più separare. È proprio una cosa bella questa unione di Dio con la sua piccola creatura. È una felicità che non si può comprendere. Noi ci saremmo meritati di non poter pregare, ma Dio, nella sua bontà, ci ha permesso di parlargli. La nostra preghiera è un incenso che Egli riceve con estremo piacere. Figli miei, voi avete un cuore piccolo, ma la preghiera lo ingrandisce e lo rende capace di amare Dio. […] La preghiera è la pregustazione del cielo, la rugiada del paradiso. Non ci lascia mai senza la dolcezza. È come miele che scende nell’anima e addolcisce tutto. Le pene si sciolgono davanti alla preghiera ben fatta, come la neve al sole».

"La forza del silenzio"
Robert Sarah

v.c. ha detto...

Rupnik è sempre stato l'idolo del nostro rettore di seminario e dei seminaristi più lecchini, specialmente quelli neo-catecumenali, che avevano capito bene che per far carriera occorreva fare il tifo per le divinità più recenti del Pantheon clericale. Quindi me ne cantarono di tutti i colori quando definii manieristiche e grottesche (per quelle facce inespressive e quegli occhi troppo cupi) le "opere" del gesuitico gesuita.

Almeno uno dei miei vecchi compagni di seminario, forse un ciellino, usò uno sgorbio rupnikesco per l'immaginetta-ricordino della propria ordinazione sacerdotale. Che tristezza. Se avessero saputo che da anni prima, almeno dal 1993, il sedicente artista tanto quotato era già implicato in molestie sessuali, forse ci avrebbero pensato due volte.

Come dice don Elia, i seminari (non solo di Roma, caro don Elia) rigurgitano di soggetti che moralmente lasciano molto a desiderare. Questo avviene perché da interi decenni non si bada più alla fede, alla virilità, alla dirittura morale, ma solo alla pastoralità (intesa in senso modernista), al dialogo (modernista), all'essere clown di parrocchia.

Anonimo ha detto...

la capacità di queste elevazioni spirituali non è riuscita ad impedire a Sarah di mettersi in coda dietro Pachamama nella pseudo processione
dii ingresso in. S. Pietro.

Bah! ha detto...

"che avevano capito bene che per far carriera occorreva.."

Il primo seminario al mondo ad essere istituito, come risulta da una pubblicazione del 1939 dell'allora monsignor Angelo Roncalli, futuro Papa Giovanni XXIII, fu il seminario di Larino, aperto il 26 gennaio 1564, a soli 53 giorni dalla chiusura del Concilio di Trento, aperto dal Vescovo Monsignor Bellisario Balduino.
Tratto da Wikipedia

A cosa doveva servire il "seminario?
Dove servire per la preparazione culturale e la formazione spirituale dei candidati al sacerdozio..
E, purtroppo,viene fuori che alcuni lo usano per fare la "carriera"come andassare a fare un servizio come qualunque altro impiegato o professionista che dir si voglia.

Anonimo ha detto...

Il Testo Base della Pav è incompatibile con l’enciclica del 1993 Veritatis Splendor di San Giovanni Paolo II. Nel nuovo corso della Pontificia Accademia per la vita si nega l’affermazione che ci sono azioni che non possono mai diventare buone. Oltrepassare questi assoluti morali porta a rovesciare tutto l’insegnamento della Chiesa sul peccato, sul merito, sulla realtà dell’Inferno, sul senso della Creazione e dell’Incarnazione redentiva.

Amen ! ha detto...

Con Santa Teresa d'Avila : Piaccia alla divina Maestà di porvi il rimedio che vede necessario! Amen.

Anonimo ha detto...

Preghiera a Santa Lucia
(composta da Papa Pio X)

O Santa, che dalla luce hai nome, a Te piena di fiducia ricorriamo affinché ne impetri una luce sacra, che ci renda santi, per non camminare nelle vie del peccato e per non rimanere avvolti nelle tenebre dell'errore. Imploriamo altresì, per tua intercessione, il mantenimento della luce negli occhi con una grazia abbondante per usarli sempre secondo il divino beneplacito, senza alcun detrimento dell'anima. Fa, o Santa Lucia, che dopo averti venerata e ringraziata, per il tuo efficace patrocinio, su questa terra, arriviamo finalmente a godere con Te in paradiso della luce eterna del divino Agnello, il tuo dolce sposo Gesù. Amen

O gloriosa martire, luce di santità ed esempio di fortezza, a Te mi volgo e Ti prego di ottenermi dal Sommo Bene la costanza nel praticare le Tue virtù e che io disprezzi, al par di Te, i vani piaceri terreni affinchè possa aspirare ai gaudii eterni. Così sia.

Anonimo ha detto...

Dall'articolo di don Nicola Bux:
Rupnik, tra Tutankhamon e Disney

"L'iconofilia che ha preso i latini sa di patologia. Avendo abbandonato o addirittura distrutto la tradizione figurativa occidentale, si cerca di riempire il vuoto, prendendo le icone orientali e mettendole nel nostro contesto culturale: una de-culturazione."

Anonimo ha detto...

Profonde e pertinenti riflessioni del prof. Leonardo Lugaresi

“Un sacerdote colpevole di fornicazione, per giunta con un’altra persona consacrata, commette certamente un peccato mortale, ma – appunto – cede colpevolmente alla debolezza della sua carne. Se però quel sacerdote pretende di assolvere lui stesso quella persona, fa qualcosa di molto più grave, perché è come se si impadronisse della misericordia e del perdono di Dio, di cui è solo un umile amministratore, per usarli come strumento di potere. Come fa Bonifacio VIII nel canto XXVII dell’Inferno di Dante (ne parlammo a suo tempo qui). Il sacramento così viene trasformato in uno strumento di potere umano: ma questo non è umano, è diabolico”