Apprendo dalla segnalazione di un lettore che Lifesitenews ha dato notizia che, nel 2026,
la FSSP ordinerà tanti sacerdoti quanti, nel 2025, in tutte le Diocesi tedesche, che sono ventisette; il che grosso modo rappresenta 1 sacerdote per diocesi: un minimo storico...
L'Arcivescovo metropolita di Miami, mons. Thomas Gerard Wenski, ne ha orfinati 12 nella Cattedrale di Omaha, in Nebraska. Santa Cecilia. Riporto alcune significative parole
della sua omelia
Nessuno vuole che vi esauriate: una candela che si consuma lascia un residuo fuligginoso. Anche un sacerdote esausto è un disastro. Ma ci si aspetta che lavoriate sodo: non dovete esaurirvi, ma dovete consumarvi, dedicarvi completamente al servizio di Cristo e della sua Chiesa.
I sacerdoti ordinati quel giorno hanno completato la loro formazione presso il seminario nordamericano della Fraternità sacerdotale di San Pietro: Our Lady of Guadalupe di Denton, in Nebraska.
Mentre la Chiesa cattolica è in evidente calo nella maggior parte dei Paesi occidentali, la Fraternità, fin dalla sua fondazione nel 1988,
ha registrato una crescita costante; tant'è che oggi conta 579 membri (inclusi diaconi e seminaristi), di cui 387 sacerdoti. La loro età media è di trentanove anni.
Mentre la Fraternità sacerdotale di San Pietro sostiene l’insegnamento e la liturgia tradizionali della Chiesa, la maggioranza dei Vescovi in Germania è estremamente liberale e ha sostenuto l’eretico Synodaler Weg, che sta producendo cambiamenti nella dottrina della Chiesa su questioni di moralità sessuale e antropologia.
La Chiesa in Germania è in declino da decenni. Lo scorso anno ha perso oltre 500.000 membri e come già osservato, ha toccato il minimo storico di sole venticinque ordinazioni sacerdotali nelle sue ventisette Diocesi nel 2025, anche se oggi in Germania ci sono ancora oltre 19 milioni di Cattolici. (Maria Guarini)


3 commenti:
Come ricorda Pio XII?
«Pio XII è stato il Papa della mia giovinezza e del mio sacerdozio. L’ho ammirato moltissimo, e l’ho difeso con tutte le mie forze dagli attacchi della sinistra politica e anche dai malumori interni alla Chiesa, che ho scoperto con sorpresa quando sono entrato in seminario a Roma».
È vero però che lei è stato un giovane prete «di sinistra»?
«Non direi proprio. È vero che alcuni lo pensavano, perché ero aperto alle nuove idee e al pensiero critico. In effetti è diffusa la convinzione che questi atteggiamenti possano ritrovarsi solo a sinistra».
Card. Camillo Ruini
(Estratto da un'intervista di Aldo Cazzullo)
Per Dio i numeri contano relativamente, dato che Lui è L’Assoluto. Nel Nuovo Testamento a contare è la qualità della relazione con Dio: dove due o tre sono riuniti nel nome del Signore, Lui c’è. Potrebbe non esserci dove ci si riunisce in trecentomila, ma Lui è diventato una scusa per… c’è gioia in Cielo per un peccatore convertito più che per cento sedicenti giusti che non hanno bisogno di convertirsi. E la festa per la pecorella ritrovata supera la presenza delle novantanove al sicuro… il Vangelo dice la forza dei piccoli numeri se c’è Lui. Allora la crisi della chiesa tedesca (ma l’arcidiocesi mediolanense a guida delpiniana ormai parla la lingua di Frankfurt) è indice della fuga da un cattolicesimo surrogato, dall’inconsistenza di un’esperienza priva di devozione, ma ormai soprattutto struttura e organizzazione, con l’entusiasmo del funzionario a dieci minuti dalla fine del lavoro il venerdì pomeriggio, con l’orario ridotto sindacale e il ticket restaurant come diritto, con la devozione considerata un passatempo per esibizionisti e l’esibizione del proprio secolarismo vantata come un premio per i giusti…
Il Vangelo dei piccoli e dei piccoli numeri sente le risate di questo sinedrio che arringa la massa che si fida ancora di loro… sanno anche farle urlare crucifige! Tutto già’ visto.
“(…) Certamente la divisione fra i Cristiani è sempre un punto doloroso, però loro rifiutano di accettare certi elementi fondamentali della Chiesa, cominciando con diversi punti del Concilio Vaticano II, e se fanno quella scelta, mi dispiace, però noi dobbiamo andare avanti.”
Queste parole le ha pronunciate il Papa in risposta alla domanda postagli da uno dei giornalisti che lo attendevano di fronte al Palazzo Pontificio in merito alle quattro consacrazioni episcopali senza mandato pontificio da parte della FSSPX.
“Noi dobbiamo andare avanti…”: noi chi? La Chiesa che si mette contro la Chiesa pre-CVII? Un Concilio sulla carta non dogmatico? Che frutti orribili ha portato…Come, come possiamo, per seguire quel “noi” in contrapposizione a quel “loro” rifiutare quanto tramandato ed insegnato dalla Chiesa per quasi duemila anni? No, il cuore e la ragione si ribellano, non è possibile mettere il Concilio Vaticano II in cima a tutto, conditio sine qua non…dell’essere cattolici!
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