Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

venerdì 12 giugno 2026

Senza Dio non siamo niente. Facciamo di Lui il nostro tutto

Peter Kwasniewski in onore del Sacro Cuore di Gesù.
Senza Dio non siamo niente.
Facciamo di Lui il nostro tutto

Verità fondamentali
Non esisteremmo nemmeno se Dio non fosse presente in ogni istante e non ci rendesse ciò che siamo. Non saremmo in grado di agire senza la Sua azione in noi. Non possiamo raggiungere la virtù, la santità o la felicità senza di Lui. Gesù lo ha espresso al meglio: "Senza di me non potete fare nulla" (Gv 15,5). Abbiamo un profondo bisogno di pregare ogni giorno. La nostra vita interiore appassirà e alla fine si inaridirà se non ricorriamo alla preghiera quotidianamente. E quando perdiamo la nostra interiorità, diventiamo un guscio vuoto.
Nostro Signore dice nel Vangelo di Giovanni:
Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto quello che ho udito dal Padre mio ve l'ho fatto conoscere. (Gv 15,15)
Egli ci ha donato la Sua amicizia condividendo con noi la Sua vita, la Sua verità, la Sua pace e la Sua grazia. Possiamo descrivere la vita cristiana come una conversazione continua con Cristo, affinché la nostra amicizia con Lui possa crescere sempre più profondamente. Quando moriremo e ci presenteremo al cospetto del Signore, desideriamo che Egli ci riconosca come amici di vecchia data e ci accolga nel Suo regno. Desideriamo sentirLo dire: "Entra, amico mio, ti ho atteso e sperato per tanti anni, e ho tanto gioito nel conoscerti durante la tua vita che non vedo l'ora di dimorare sotto lo stesso tetto con te per sempre".

Allo stesso tempo, Gesù non è semplicemente un amico come un altro amico che potremmo avere; Egli è il Signore della gloria, il grande Re su tutta la terra, colui che ci ha plasmati nel grembo materno, colui che ci ha salvati con l'effusione del Suo sangue sulla Croce, colui che sarà il nostro Giudice, misericordioso e giusto. Il nostro rapporto con Lui dovrebbe quindi essere caratterizzato non solo da familiarità e intimità, ma anche dalla più profonda adorazione, riverenza e abbandono di sé. La prima e più appropriata risposta al Dio-Uomo è l'adorazione, inginocchiandoci come coloro che si avvicinavano a Cristo quando camminava sulla terra, proprio come facciamo noi oggi davanti al Santissimo Sacramento.

Lascia che Dio entri
Questo dialogo continuo con il Signore si svolge in molti modi: nella preghiera personale, formale o informale, con o senza parole; nella lettura e nella meditazione delle Scritture; persino nei nostri contatti con altre persone, nelle quali cerchiamo di vedere Cristo e di relazionarci con Lui. Ma l'incontro più alto ed elevato con Nostro Signore in questa vita avviene nella preghiera pubblica della Chiesa, quella che chiamiamo “sacra liturgia”, che consiste nei riti dei sacramenti, nell'Ufficio Divino e, soprattutto, nel Santo Sacrificio della Messa, in cui Nostro Signore si rende presente in mezzo a noi affinché possiamo adorare il Padre in modo perfetto, in unione con Lui, e riceverlo come pane dei viandanti, cibo dell'immortalità.

Egli desidera che viviamo la Sua stessa vita; desidera che respiriamo con il Suo Spirito; desidera toccare la nostra anima e il nostro corpo con la Sua presenza guaritrice e trasformatrice. Sant'Atanasio disse: "Dio si è fatto uomo affinché l'uomo potesse diventare Dio". Se desiderate che Dio diventi vostro e che voi stessi diventiate di Dio, allora dovete lasciare che Dio entri in voi nel modo scelto da Lui: sotto forma di pane, come vostro nutrimento, come bene fondamentale senza il quale morireste di fame...

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