Dal Concilio Vaticano II non si viene più scomunicati. Ora non si è più "in piena comunione".
Scomunicati da una Chiesa che non scomunica più nessuno?
In effetti, all'apertura del Concilio nel 1962, Giovanni XXIII espresse il suo desiderio di una Chiesa nuova, libera da condanne e anatemi. Solo i canonisti che non hanno colto appieno lo spirito del Vaticano II – e i giornalisti che prediligono espressioni semplicistiche – possono ancora brandire la scomunica come un assoluto preconciliare, un'ukase tridentino.
Va riconosciuto che la nozione di "comunione parziale", che mira alla generosità, solleva delle vere difficoltà. Si può essere in comunione solo a metà o a tre quarti del percorso? In tal caso, si è per metà scomunicati e per metà in comunione, oppure per tre quarti scomunicati e per un quarto in comunione? Di fatto, la scomunica diventa un concetto relativo, una scomunica dalla geometria variabile.
Oggi la Chiesa non esclude nessuno: "Tutti, tutti, tutti; ognuno ha il suo posto nella Chiesa", ha ripetuto Francesco. I divorziati risposati possono ricevere la comunione caso per caso, a partire da Amoris Laetitia (19 marzo 2016); le coppie dello stesso sesso possono essere benedette, a partire da Fiducia Suplicans (18 dicembre 2023); un cubetto di ghiaccio della Groenlandia può essere benedetto dal Papa (1° ottobre 2025 ); Sarah Mullally, l'"arcivescova" anglicana, può benedire i cardinali in Vaticano (25 aprile 2026)...
La Chiesa oggi è "inclusiva" e misericordiosa verso tutti, tranne che con i sacerdoti e i fedeli legati alla Tradizione bimillenaria, che esclude senza pietà. Perché questo contrasto, in palese opposizione allo spirito del Concilio Vaticano II? Proprio perché coloro che sono legati alla Tradizione si oppongono a questo spirito conciliare "inclusivo", che in sostanza non è altro che un allineamento alle ideologie e ai costumi contemporanei.
«Niente libertà per i nemici della libertà!» gridavano i rivoluzionari. «Niente inclusione per i nemici dell'inclusione!» ripetono le autorità conciliari. La Tradizione immutabile deve essere diluita dalla storia contemporanea, relativizzata secondo l'evoluzione delle idee e dei costumi. Chi non accetta questa inclusione dissolvibile deve essere punito con l'esclusione. Scomunicato da una Chiesa che scomunica la Tradizione.
Cosa accadrà dopo le consacrazioni del 1° luglio 2026? Cosa accadde esattamente nel 1988? La tradizione attrarrà tutti coloro che sono turbati da una Chiesa in ritardo rispetto alle idee e alla morale liberali, tutti quei sacerdoti e fedeli legittimamente preoccupati per il vertiginoso calo delle vocazioni, la graduale chiusura dei seminari, la diffusa vendita dei conventi, il drammatico declino della pratica religiosa…
Essi attenderanno con fiducia che la Tradizione riacquisti il suo giusto posto nella Chiesa, perché sanno che «le porte dell'inferno non prevarranno» (Mt 16,18), dato che Nostro Signore è con la sua Chiesa «fino alla fine dei tempi» (Mt 28,20). Ai loro occhi, tutto il resto è fuffa giornalistica e assurdità canonica. La legge è al servizio della Fede eterna, non di ideologie obsolete, inevitabilmente destinate a diventare superate.
(Fonte: News of Christendom n. 219 - FSSPX News)

1 commento:
Ecco chi veramente odia l'Europa
https://marcotosatti.com/2026/06/08/quello-che-i-cattolici-non-devono-sapere-agostino-nobile/
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