Berlino - L'anniversario della Riforma nel 2017 è considerato un evento significativo anche per la Chiesa cattolica, secondo il presidente della Conferenza episcopale tedesca, il cardinale Reinhard Marx. «Lutero non aveva lo scopo di dividere la Chiesa, ma, con i suoi richiami alla riforma, voleva richiamare l'attenzione su ciò che oscurava il messaggio del Vangelo». L'arcivescovo di Monaco, scrive in una colonna del giornale del Consiglio Culturale tedesco Politik & Kultur. «Dopo 50 anni di dialogo ecumenico congiunto, è possibile che un cristiano cattolico legga i testi di Lutero apprezzandoli e impari dai suoi pensieri.» [ fonte ]
Dove sta andando la Chiesa cattolica? La Chiesa Una Santa è viva e immacolata nel Suo Sposo; ma una parte di quella visibile rischia di subire una 'mutazione genetica' o questa è già avvenuta nostro malgrado e ne stiamo vedendo gli effetti? Ci confrontiamo per "resistere", nella fedeltà.
Peregrinatio Summorum Pontificum 2022
lunedì 5 gennaio 2015
Card. Marx: I cattolici possono imparare da Lutero
Appunto, quel che si diceva. Da Die Welt :
L’influsso di Lutero dietro la “tesi Kasper”? Un aspetto del recente Sinodo sulla famiglia
Parlavamo di Lutero e della sua impropria rivalutazione da parte dell'attuale gerarchia, analizzando il falso ecumenismo che essa configura. L'articolo precedente riporta una serie di link al riguardo, con diversi approfondimenti.
Don Stefano Carusi, su Disputationes Theologicae [qui], affronta il tema caldo del momento: le implicazioni sacramentali e teologiche della "tesi Kasper", attendibilmente avallata dal papa regnante, tuttora sul tappeto nelle prossime discussioni dell'Assise Sinodale.
Riprendo di seguito il suo testo chiaro, limpido ed esaustivo, che apre molti usci di comprensione a chi non avesse ancora ben focalizzato la questione.
Cosa si cela dietro la tesi che si è tentato d’imporre al recente Sinodo, la cosiddetta “tesi Kasper” sull’ammissione alla Comunione eucaristica dei divorziati “risposati”? I fattori sono molteplici e senz’altro, come ha coraggiosamente sottolineato Socci, si tratta di una resa totale alle richieste dei “poteri mondani”. Non a caso il Card. Pell, uno degli ecclesiastici che più si sono distinti nella battaglia contro questi conati, ha detto: “è una posta in palio nello scontro fra ciò che resta del cristianesimo in Europa e un neopaganesimo aggressivo. Tutti gli avversari del Cristianesimo vorrebbero che la Chiesa capitolasse su questo punto” (e, detto per inciso, come è motivo di grande gioia vedere che qui c’è stata una tenace resistenza da parte di ampi settori dell’area moderata agli abusi di potere, è al contempo motivo di dolore costatare le mancate resistenze in tanta area Vetus Ordo).
In questo breve studio vorremmo mettere in evidenza un aspetto non secondario. La questione posta è : tali posizioni, aldilà degli addotti pretesti pastorali, non sono forse in una certa coerenza teologica con il Luteranesimo?
"Imparare da Lutero"?
Riprendo il testo che segue dal blog Scuola Ecclesia Mater [qui]. Significativo per la presa d'atto della temperie ecclesiale che stiamo vivendo, mi offre lo spunto per aggiungere, di seguito, un elenco abbastanza esaustivo delle nostre precedenti riflessioni sul tema, che è un vero epocale problema... Meglio esser divisi dalla verità che uniti nell'errore, che non è vera unità - che solo nel Signore può esserci perché è Lui a farla - ma complicità col male. Le volontà umane creano aggregazioni, non unità vera.
La nuova chiesa, nella quale stiamo - come credenti - vivendo, sta superando se stessa: vorrebbe che i fedeli trovassero nell'eresiarca, apostata e spergiuro Martin Lutero la propria fonte d'ispirazione. Questo è il pensiero del cardinale tedesco Marx (nomen omen ....), come ci ricorda Rorate Caeli [qui].Ma c'è anche chi (il card. Koch), alcuni anni fa - sotto Benedetto XVI - si affrettava a rifiutare qualsiasi celebrazione - in ambito cattolico - del V centenario della c.d. riforma protestante avviata da Lutero (v. qui), ma, adesso, sotto altro clima papale (v. qui), dopo aver elaborato un documento unitario in merito (v. qui), giunge ad annunciare celebrazioni unitarie tra cattolici e luterani per .... ricordare (???) Lutero ed il suo scisma e la sua eresia (la c.d. riforma appunto) (v. qui).In tale contesto, l'uscita del card. Marx appare coerente ....Un interrogativo sorge spontaneo: ma sono i luterani a diventare cattolici o i cattolici a diventare luterani?La neo-chiesa si delinea, dunque, sempre più e meglio.A questo punto pare che possano invocarsi, da parte dei fedeli-fans, i neo-santi della stessa:Sancte Martine Lutheri, ora pro nobis;
Sancte Reinhalde Marx, ecclesiae traditiones novator, ora pro nobis;
Sancte Leonarde Boff, Papae Consultor, ora pro nobis;
Sancte Aloysi Ciotti, exemplis novae charitatis, ora pro nobis;
Sancte Johannes Küng, Sacrae Novae "Theologiae" Magister, ora pro nobis;
Sancte Vincenti Bianchi, egregius defensor novae fidei, ora pro nobis;
Sancte Roberte Benigni, doctor novae ecclesiae, ora pro nobis;
Sancte Eugeni Scalfari, pater novae ecclesiae, ora pro nobis;
Sancte Iacinti-Marce Pannellae, novus con-fessor, ora pro nobis;
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Il 2017 - lo ricordiamo - per i cattolici non è l'anniversario della riforma protestante, ma è l'anno centenario delle Apparizioni di Fatima.E la nuova chiesa ci perdonerà se preferiamo le Litanie dei Veri Santi e se, soprattutto, celebreremo quest'evento piuttosto che l'altro, che lasceremo ad altri tristi soggetti.
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Ed ecco l'indice di alcune delle nostre numerose precedenti riflessioni sul tema, che non tutti riconoscono come vero epocale problema, quello del 'falso ecumenismo'. Può essere interessante ripercorrerlo per chi ci leggesse solo ora:
Ed ecco l'indice di alcune delle nostre numerose precedenti riflessioni sul tema, che non tutti riconoscono come vero epocale problema, quello del 'falso ecumenismo'. Può essere interessante ripercorrerlo per chi ci leggesse solo ora:
Se ne è parlato, approfondendo, anche alla fine della discussione in questo articolo.
- La logica del Cardinal Koch. Un caso preoccupante
- Cos'abbiamo da festeggiare per il 500.mo anniversario delle tesi di Lutero?
- Il Cardinal Koch sul V Centenario della Riforma: «non possiamo celebrare un peccato»
- Ci risiamo. A furia di parlarcene, intendono mitridatizzarci?
- Ginevra. Documento sul dialogo cattolico-luterano "Dal Conflitto alla Comunione". Quid?
- Cattolici e luterani stanno per pubblicare un documento comune :« Dal conflitto alla comunione »
- Riflessione sul "dialogo dottrinale" e sul Documento "Dal conflitto alla comunione" (con i luterani)
- Ci risiamo col falso ecumenismo?
- Duetto Koch-Müller: Ebrei e Luterani affratellati dal Concilio, Tradizione cattolica out...
- La loquela del papa in Santa Marta. Perplessità e problemi.
- Sulle esternazioni del Card. Koch
- Celebrazioni Lutero: Card. Koch, il Papa non andrà in Germania (ma eravamo nel 2012....)
- Benedetto XVI sulle questioni dottrinali e l'ecumenismo
- Benedetto XVI, una sintesi purificatrice con i luterani (nella fede)
- Note su Benedetto XVI, Erfurt e Lutero
- Card. Giuseppe Siri. Il falso ecumenismo
- Come accogliere calvinisti, luterani, ortodossi, anglicani - e la FSSPX
- Il Cardinal Koch, Lutero e la Fraternità di San Pio X
domenica 4 gennaio 2015
Tra Alessandria e Roma.
"Historia vero testis temporum, lux veritatis, vita memoriae, magistra vitae, nuntia vetustatis."
(Cicerone, De oratore, II, 9, 35).
Historia magistra vitae, quando fede cultura e passione ci offrono le corrette chiavi di lettura che consentono di decifrare e orientare le esperienze del presente.
Nel sapiente articolo che Andrea Sandri cortesemente ha voluto condividere con noi, possiamo cogliere problemi e dinamiche che illuminano il nostro 'oggi' nella certezza che ogni crisi è un'opportunità di crescita e autentico progresso, se ben affrontata e risolta con impegno critico e responsabile.
Nel sapiente articolo che Andrea Sandri cortesemente ha voluto condividere con noi, possiamo cogliere problemi e dinamiche che illuminano il nostro 'oggi' nella certezza che ogni crisi è un'opportunità di crescita e autentico progresso, se ben affrontata e risolta con impegno critico e responsabile.
Un testo serio, ben costruito in base a fonti autorevoli, che esprime chiari ed espliciti enunciati validi universalmente e in ogni tempo.
Tra Alessandria e Roma.
Brevi considerazioni su “Gli ariani del IV secolo” di J.H. Newman
Brevi considerazioni su “Gli ariani del IV secolo” di J.H. Newman
1 – Una delle principali opere del Seicento teologico inglese è la Defensio Fidei Nicenae[1] del vicario di Siddington Mary’s e futuro Lord Bishop di St David’s George Bull. Pubblicata nel 1685, la Defensio fu approvata da molti autori cattolici e ottenne anche il consenso di Jacques Bénigne Bossuet che la considerò, nel suo complesso, oggettivamente cattolica.
Il titolo polemico dell’opera di Bull corrisponde principalmente all’effettiva urgenza di difendere il Credo di Nicea dalla risorgente eresia sociniana, antitrinitaria e unitariana, in campo protestante, oltre che, nella specifica prospettiva del teologo anglicano, al posizionamento rispetto all’autorità della “Chiesa di Roma” e alla pretesa di questa sede di definire evolutivamente il deposito della fede. Sarà, in realtà, quest’ultimo il tema che occuperà John Henry Newman fino all’atto di conversione ricevuto dal passionista italiano Domenico Barberi nell’eremo oxoniense di Littlemore nel 1845[2].
In particolare le pagine della Defensio costituiscono una risposta all’eresia, che si andava diffondendo tramite le opere di Daniel Zwicker (1612-1678) e di Christopher Sandius (1644-1680), secondo la quale la dottrina ariana con il suo rifiuto della fede trinitaria fu lo sviluppo estremo, negato dai Padri niceni, delle dottrine autenticamente apostoliche dei primi tre secoli[3]. D’altro canto, non meno pericolosa, e tutto sommato divergente soltanto nel giudizio rispetto alle conclusioni degli unitariani tedeschi, appariva a Bull la posizione del gesuita francese Dénis Petau che nel suo De Trinitate (1644) aveva affermato che realmente i padri anteniceni erano incorsi in gravi errori nell’esporre alcuni punti fondamentali della fede cattolica (la Trinità e l’Incarnazione anzitutto) e che il Concilio – allora quello di Nicea ma poi ogni altro concilio ecumenico fino al Tridentino – ebbe l’autorità di condannare le vecchie formule e di definire, in opposizione a esse, l’autentico credo cattolico.
sabato 3 gennaio 2015
Se gli amici di Bergoglio sono i nemici di Ratzinger
Matteo Carnieletto su Il Giornale [qui]. Come non sottoscrivere?
Coloro che avevano attaccato il pontificato di Benedetto XVI si trovano ora a difendere quello di Francesco. Mentre scrittori cattolici come Messori e Socci vengono fulminati da "Avvenire"
Siamo sinceri: Papa Francesco piace alle frange più progressiste della Chiesa.
Le stesse frange che durante il pontificato di Benedetto XVI attaccavano il Pontefice, ora si trovano vestire i panni degli zuavi pontifici e si dimostrano sempre disponibili a difendere il Papa. Il Papa, attenzione, cioè Francesco. Non il papato in quanto istituzione.
Le stesse frange che durante il pontificato di Benedetto XVI attaccavano il Pontefice, ora si trovano vestire i panni degli zuavi pontifici e si dimostrano sempre disponibili a difendere il Papa. Il Papa, attenzione, cioè Francesco. Non il papato in quanto istituzione.
Già all'epoca della pubblicazione di Non è Francesco di Antonio Socci i nuovi difensori della "Chiesa povera per i poveri" non avevano esitato a prender le difese del Papa, attaccando duramente il giornalista senese. Lo stesso è accaduto dopo la pubblicazione dell'articolo di Vittorio Messori lo scorso 24 dicembre. Anzi: Paolo Farinella, sacerdote e firma del Fatto quotidiano che aveva definito il pontificato di Benedetto XVI "una sciagura per la Chiesa", ha lanciato un appello per fermare gli attacchi a Papa Francesco. Farinella convertito sulla via dell'ortodossia cattolica? Niente affatto: ha semplicemente trovato in Francesco un portavoce ideale.
Si segnalano, tra i firmatari dell'appello, anche "Noi siamo Chiesa", che ebbe l'ardimento di apprezzare solamente le dimissioni di Benedetto XVI: "l’atto più innovativo del suo pontificato"; Alex Zanotelli, il missionario pacifista che ha affermato di aver compreso chi fosse Cristo grazie a Gandhi, Martin Luther King, don Milani e don Mazzolari; le Comunità cristiane di Base che sul loro sito ripropongono una recensione del libro Il Dio Queer, ovvero "il Dio frocio, il Dio ricchione", pubblicato dalla casa editrice valdese Claudiana. E, infine (ma l'elenco potrebbe continuare), tra i firmatari c'è anche don Aldo Antonelli, "prete scomodo e prete rosso", che - con candore - il primo novembre 2007, scriveva: "Caro papa Benedetto XVI, non ti capisco" e, dopo una lunga serie di consigli non richiesti, concludeva: "Nei miei studi di teologia ho imparato che i nostri (di noi sacerdoti) interlocutori privilegiati sono i Lazzari della terra. Ho impressione che tu preferisca dialogare con gli Epuloni", ovvero con gli uomini ricchi e potenti.
Così, si invertono le parti: gli apologeti come Messori e Socci che sempre hanno difeso la Chiesa si trovano ora nella posizione di "antagonisti", attaccati da coloro che, smessi i panni di preti di strada, indossano ora le divise pontificie.
Tango in San Pietro mentre la barca va alla deriva
Dopo Messori, che in salsa soft esprime dubbi e parla di svolta ma senza trarre conclusioni su Il Corriere della Sera [qui], Roberto de Mattei, su Il Foglio di oggi [qui]. Un'analisi lucida che apre anche a osservazioni provenienti dal fronte internazionale. Delle prime, su Le Figaro, avevamo parlato qui.
Evidenzio la conclusione di de Mattei che è anche la nostra: «Il tango ballato a San Pietro il 17 dicembre 2014 per il compleanno di Papa Francesco, ricorda un’altra musica: quella che si suonava sul Titanic la notte della tragedia. Ma allora la punta dell’iceberg, apparve all’improvviso, e i danzatori erano inconsapevoli del disastro imminente. Oggi l’iceberg è visibile e c’è chi brinda all’impossibile naufragio della Barca di Pietro. Tante persone però sono in allarme e hanno la forte sensazione, come ha detto il cardinale Burke, che la Chiesa sia una nave alla deriva. Noi siamo tra questi e per questa ragione non abbiamo salutato il 2015 con balli e fuochi di artificio, ma con la ferma decisione di raccogliere l’appello dello stesso cardinale Burke a combattere, da oggi fino al prossimo Sinodo, e oltre, per difendere la verità del Vangelo sul matrimonio». Solo che la questione va ben oltre il Sinodo, che rischia di essere un'altra tappa di quell'insano conciliarismo, espressione ormai evidente del modernismo imperante.
Evidenzio la conclusione di de Mattei che è anche la nostra: «Il tango ballato a San Pietro il 17 dicembre 2014 per il compleanno di Papa Francesco, ricorda un’altra musica: quella che si suonava sul Titanic la notte della tragedia. Ma allora la punta dell’iceberg, apparve all’improvviso, e i danzatori erano inconsapevoli del disastro imminente. Oggi l’iceberg è visibile e c’è chi brinda all’impossibile naufragio della Barca di Pietro. Tante persone però sono in allarme e hanno la forte sensazione, come ha detto il cardinale Burke, che la Chiesa sia una nave alla deriva. Noi siamo tra questi e per questa ragione non abbiamo salutato il 2015 con balli e fuochi di artificio, ma con la ferma decisione di raccogliere l’appello dello stesso cardinale Burke a combattere, da oggi fino al prossimo Sinodo, e oltre, per difendere la verità del Vangelo sul matrimonio». Solo che la questione va ben oltre il Sinodo, che rischia di essere un'altra tappa di quell'insano conciliarismo, espressione ormai evidente del modernismo imperante.
Forse gli storici di domani ricorderanno che nel 2014 in piazza San Pietro si ballava il tango, mentre i cristiani venivano massacrati in oriente e la chiesa era sull’orlo di uno scisma. Questa atmosfera di leggerezza e di incoscienza non è nuova nella storia. A Cartagine, ricorda Salviano di Marsiglia, si ballava e si banchettava alla vigilia dell’invasione dei Vandali e a San Pietroburgo, secondo la testimonianza del giornalista americano John Reed, mentre i bolscevichi conquistavano il potere i teatri e i ristoranti continuavano a essere affollati. Il Signore, come dice la Scrittura, acceca chi vuole perdere (Gv 2, 27-41).
4 gennaio - Il Santissimo Nome di Gesù.
Ci segnala il lettore Marius, da Lugano:
Domenica 4 gennaio 2015 - ore 16,00
Chiesa di S.Carlo, via Nassa, Lugano
Chiesa di S.Carlo, via Nassa, Lugano
È la festa natalizia che viene celebrata questa domenica
nell'antico rito di sempre, per sempre attuale.
Iesus Hominum Salvator - Roma, Chiesa del Gesù
nell'antico rito di sempre, per sempre attuale.
Iesus Hominum Salvator - Roma, Chiesa del Gesù
Di seguito riporto la comunicazione che accompagna l'avviso che è solito inviare ad interlocutori interessati. È un modo efficace per dare sempre maggior visibilità alle celebrazioni promosse di recente, ormai felicemente ricorrenti in tutte le Feste di precetto. Da tener presente come buon esempio.
Dal mistero dell’Incarnazione sgorgano innumerevoli grazie, e una di queste è quella di poter conoscere il nome di Dio.
Sì, perché il Signore si è manifestato e si è rivelato, e ora noi conosciamo il Suo Nome.
Nella lettura, S.Pietro si riferisce alla guarigione di uno storpio, avvenuta nel Nome di Gesù:
“Nel Nome di Gesù alzati e cammina!”.
E senza mezzi termini conclude:
“In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati”.
Da tenere ben presente quando si sente parlare di "dialogo inter-religioso" e, al riguardo, si assiste a eclatanti gesti a dir poco equivoci e discutibili!
venerdì 2 gennaio 2015
Notizie, poteri, buchi neri. Chi ha paura dei lefebvriani?
Interessante puntualizzazione dal blog di Léon Bertoletti [qui].
Un giovane prete, prima incardinato nella diocesi di Vicenza, lo scorso settembre ha celebrato il suo ingresso nella Fraternità sacerdotale San Pio X. Un nuovo Priorato ha nel frattempo aperto a Lanzago di Silea, in provincia di Treviso. Avevo sollecitato alcune testate giornalistiche locali a occuparsi delle vicende, a renderle notizie, ma non ho ottenuto riscontri.
Capita, purtroppo. L'informazione che si congratula per i colori - e che si vanta di toni, tinte, sfumature - frequentemente si appaga di un monocromatismo anestetico, soporifero, a suo modo educativo, gremito di buchi neri.
Quando uno non si accontenta, fa domande. Don Mauro Tranquillo ha ricevuto l'incarico, dal superiore del distretto italiano della Fraternità, di rispondere.
Esiste una sorta di ostracismo, pregiudizio, forse addirittura censura nei vostri confronti?
«La stampa, spesso anche quella locale, non è quasi mai indipendente da poteri che ne dettano le priorità. Penso sia interessante notare quello che la stampa ignora o denigra, e d'altro canto quello che loda in modo unanime, per capire chi ha veramente il potere».
Quindi?
«Gli eventi da lei accennati sono segni dell'attualità dell'opposizione al nuovo corso degli uomini di Chiesa, che ha avuto nuovo impulso con lo stile del nuovo pontificato, così attento a dire ciò che i poteri del mondo si aspettano e richiedono. I cristiani, come profetizzato da Nostro Signore, devono invece trovarsi in opposizione ai poteri del mondo, specialmente a quelli attuali, palesemente contrari all'ordine divino».
La Dottrina non è mai barattabile
L'Editoriale di "Radicati nella fede" del mese di gennaio 2015 [qui] è incentrato sulla pubblicazione in italiano dell'opera di Davies "La riforma liturgica anglicana", tradotto dal francese anni fa da don Alberto Secci,e ora pubblicato dalla FSSPX. A suo tempo ne avevamo parlato qui. Da tener ben presente per gli evidenti riscontri con la temperie attuale. Ringrazio don Stefano che ci ha inviato il testo.
Finalmente è arrivata. È arrivata come dono natalizio quasi inatteso, tanto la si è aspettata. È arrivata come benefico dono per chi ne vuole approfittare. Che cosa è arrivata, direte voi? ma l'edizione in lingua italiana de “La Riforma Liturgica Anglicana” di Michael Davies!
In questi anni ne abbiamo dato ampi stralci su questo bollettino e sul nostro blog, ma mancava la pubblicazione completa della traduzione italiana. Ora, grazie a Dio, c'è.
Questo primo editoriale dell'anno vuole essere semplicemente un sentito invito, perché molti prendano in mano questa bella opera e si immergano nella sua lettura. Lo facciamo con calda decisione, perché per noi fu fondamentale l'incontro con le pagine di Davies. Non possiamo dire che costituirono l'unica motivazione del nostro passaggio al rito antico, ma certamente contribuirono a rischiararne definitivamente le ragioni.
giovedì 1 gennaio 2015
1° Avviso - venerdì 2 gennaio, S. Rosario e Santa Messa di Riparazione
L'annuncio parte da Riscossa cristiana [qui] e fa riferimento a quanto già lanciato qui.
Riprendiamo la proposta, nell'intento di allagare l'informazione perché chiunque si trovi in zona e non abbia difficoltà a raggiungere il luogo dell'incontro possa rendersi presente.
Ma lo facciamo anche perché noi e tutti coloro che leggono queste pagine e decidano di aderire possano comunque unirsi spiritualmente, offrendo la preghiera e l'adorazione in mancanza della possibilità di partecipare alla Santa Messa.
Sarà nostra cura richiamare anche da qui tutti i futuri avvisi.
Ci riproponiamo poi di meglio individuare e segnalare - d'intesa con Riscossa cristiana che tiene le fila dell'iniziativa - i gruppi e i rispettivi punti di raccordo diocesani e regionali che potranno consentire una partecipazione ancor più e meglio strutturata, partendo con fiduciosa convinzione da quanto già presente hic et nunc.
Il Signore non farà mancare le grazie necessarie a questa porzione di Roma perenne e alla Sua Chiesa tutta, in questa temperie totalmente inedita, nella radicata certezza che
i mali si vincono innanzitutto vincendoli nella propria persona, offrendo il proprio corpo e la propria anima a Cristo come umile e docile mattone per la costruzione del suo regno.
Venerdì 2 gennaio 2015 , presso la parrocchia di Sant'Antonio Abate a Linarolo (PV), si terrà il primo incontro di preghiera della Lega cattolica per la preghiera di riparazione, così strutturato:
- ore 16,30 recita del S. Rosario
- ore 17,00 celebrazione della Santa Messa in rito tradizionale.
La recita del S. Rosario e la celebrazione della Santa Messa si terranno in riparazione delle ferite al Sacro Cuore di Gesù, secondo le intenzioni della Lega cattolica per la preghiera di riparazione.Questo appuntamento si rinnoverà ogni primo venerdì del mese; ne daremo sempre avviso su Riscossa Cristiana.Auspichiamo di essere numerosi e poter incontrare i nuovi amici in questa prima occasione di ritrovo e preghiera comune.Sia lodato Gesù Cristo
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