Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

martedì 5 luglio 2022

Il cardinale che vide il vero volto della sinistra

Vi propongo un articolo di qualche anno fa, ma sempre attuale, che riguarda una figura di spessore come il card. Siri. Lo riprendo, anche in memoria di Piero Vassallo: è con lui la prima parte dell'intervista. Molto interessante è anche la seconda parte.

Il cardinale che vide il vero volto della sinistra

20 maggio 1906: all'ombra dei palazzi fin de siecle di via Assarotti e tra le penombre di piazza Marsala, vede la luce Giuseppe Siri. Uno dei più grandi arcivescovi genovesi del Novecento (solo Minoretti può forse reggerne il confronto). Un arcivescovo grande ma, soprattutto, lungimirante, la cui grandezza e lungimiranza crescono con il passare del tempo e lo svilupparsi degli eventi.
In questo primo anniversario della nascita, siamo andati alla ricerca di testimoni capaci di superare il doto aneddotico. Di affondare la lama dell'analisi al di là della semplice rievocazione, per giungere al cuore di un insegnamento che non si è certo concluso con la conclusione dell'arco temporale di una vita. E i primi in cui ci siamo imbattuti sono due guardie - una bianca e l'altra rossa - che a lungo, quando le ideologie del Novecento soffiavano violente anche sulla nostra città, hanno incrociato le armi affilate della dialettica. Gli anni sono passati, le ideologie - come sostengono i politologi alla moda - sono tramontate, ma le guardie sono ancora là, nel piccolo locale adiacente alla funicolare di S.Anna. Si chiamano Piero Vassallo e Peppino Orlando, stanno prendendo un caffè sotto il primo sole di primavera. Un sole che abbacina lo sguardo più che scaldare cuori, che molte altre primavere hanno conosciuto nel corso di una lunga vita. Fatta magari di scontri e battaglie, combattute sempre comunque nel leale riconoscimento del valore dell'avversario.

lunedì 4 luglio 2022

In equilibrio precario su un solo punto: la nuova Lettera del Papa sulla liturgia

Nella nostra traduzione da OnePeterFive, una interessante riflessione sulla recente Lettera Apostolica sulla formazione liturgica del popolo di Dio*, che l'autore definisce una pietra tombale (Dio lo voglia!) delle fantasie liturgiche progressiste di questo Pontefice. 
Sui molti riferimenti e implicazioni riguardanti la Sacrosanctum concilium, riprendo quanto già espresso qui. (Qui l'indice dei precedenti].
Sono colpita dal fatto che anche in questo articolo, come già da parte di alcuni conservatori [vedi], si obietti che il Novus Ordo in realtà si sia allontanato dalla SC e, più che del Concilium, esso sia frutto del Consilium.  Lo si afferma partendo dal fatto che Paolo VI affidò il lavoro a uno speciale super-comitato ad hoc, il Consilium ad exsequendam Constitutionem de Sacra Liturgia, i cui progetti raggiunsero il completamento nel Rito riformato e furono da lui approvati diversi anni dopo la conclusione del Concilio. È bene precisare tuttavia che non si può ignorare che la SC oltrepassa la Mediator Dei fin dal primo paragrafo [vedi], rilevando inoltre che il n.47 della stessa Costituzione, sulla "natura del sacrosanto mistero eucaristico", passa sotto silenzio sia il fine propiziatorio (espiatorio) del Sacrificio, che il termine transustanziazione, peraltro inopinatamente assente dall'intero documento. E, se è vero che la stessa Costituzione, ad esempio, non prevedeva l'abolizione del latino e l'estromissione del gregoriano (che anzi definisce come “proprio della liturgia romana”: vedi), essa contiene - dopo affermazioni di principio condivisibili - i famigerati "ma anche" che hanno consentito tutte le eccezioni successive con l'infiltrazione di proposizioni ambigue e teologicamente sospette. Molte le abbiamo individuate e documentate nel nostro indefesso lavoro di anni. Sono queste che permettono di parlare del famoso "contro-spirito del concilio", come lo chiamava mons. Gherardini; cioè dell'innovazione subdola e neppure codificata in senso solenne, ma attraverso la prassi... Ci sono diversi spunti qui. Rimando ai successivi articoli per la marea di puntualizzazioni che ci si imporranno.
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* 'popolo di Dio' è la nuova espressione conciliare che sostituisce quella più forte e pregnante di 'corpo mistico di Cristo'

In equilibrio precario su un solo punto:
la nuova Lettera del Papa sulla liturgia 

Come un’opera di architettura modernista capovolta, la nuova Lettera apostolica del Papa Desiderio Desideravi: sulla formazione liturgica del popolo di Dio è in equilibrio precario su un solo punto: sul fatto cioè che la nuova liturgia di Paolo VI sia il compimento della richiesta di riforma liturgica espressa dal Concilio Vaticano II nella Sacrosanctum Concilium. Sulla veridicità o meno di quest’unico aspetto risiedono - o crollano - tutte le argomentazioni esposte nel documento. Per citare le parole di Francesco:
“Sarebbe banale leggere le tensioni, purtroppo presenti attorno alla celebrazione, come una semplice divergenza tra diverse sensibilità nei confronti di una forma rituale. La problematica è anzitutto ecclesiologica. Non vedo come si possa dire di riconoscere la validità del Concilio – anche se un po’ mi stupisce che un cattolico possa presumere di non farlo – e non accogliere la riforma liturgica nata dalla Sacrosanctum Concilium che esprime la realtà della Liturgia in intima connessione con la visione di Chiesa mirabilmente descritta dalla Lumen Gentium. Per questo – come ho spiegato nella lettera inviata a tutti i Vescovi – ho sentito il dovere di affermare che ‘i libri liturgici promulgati dai santi Pontefici Paolo VI e Giovanni Paolo II, in conformità ai decreti del Concilio Vaticano II, sono l’unica espressione della lex orandi del Rito Romano’ (Motu Proprio Traditionis custodes, art. 1)” (n. 31).

domenica 3 luglio 2022

Il velo islamico non rappresenta in alcun modo un “valore europeo”

Per la campagna social dell’Anno Europeo dei Giovani 2022, l’UE affida ad una donna con hijab il compito di stimolare il dibattito sui valori europei.
Ma il velo islamico non rappresenta in alcun modo un “valore europeo”. In Europa le donne si sono liberate, dopo secoli di battaglie, da simboli di sottomissione come questi e non abbiamo nessuna intenzione di rinunciare alle nostre conquiste in nome del politicamente corretto caro alla sinistra, senza tuttavia trasformare l'emancipazione in prevaricazione al contrario....
Ma intanto, le femministe europee non hanno nulla da dire?
Di fatto tacciono su tutto quanto - e non è poco - esula dai cliché ideologicamente corretti...

Ricordo questo precedente
Una campagna del Consiglio d’Europa contro la narrativa d’odio e la discriminazione ha creato un vero caso in Francia, con Strasburgo che ha finito per cancellare i suoi tweet promozionali dopo le proteste di membri del governo di Emmanuel Macron. 

3 luglio 2022: Domenica quarta dopo la Pentecoste

3 luglio 2022:
Domenica quarta dopo la Pentecoste
Introitus
Ps 26:1; 26:2
Dóminus illuminátio mea et salus mea, quem timebo? Dóminus defensor vitæ meæ, a quo trepidábo? qui tríbulant me inimíci mei, ipsi infirmáti sunt, et cecidérunt.
Ps 26:3
Si consístant advérsum me castra: non timébit cor meum.
V. Glória Patri, et Fílio, et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, et in sǽcula sæculórum. Amen.
Dóminus illuminátio mea et salus mea, quem timebo? Dóminus defensor vitæ meæ, a quo trepidábo? qui tríbulant me inimíci mei, ipsi infirmáti sunt, et cecidérunt.
Introito
Ps 26:1; 26:2
Il Signore è mia luce e mia salvezza, chi temerò? Il Signore è baluardo della mia vita, cosa temerò? Questi miei nemici che mi perséguitano, sono essi che vacillano e cadono.
Ps 26:3
Se anche un esercito si schierasse contro di me: non temerà il mio cuore.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Il Signore è mia luce e mia salvezza, chi temerò? Il Signore è baluardo della mia vita, cosa temerò? Questi miei nemici che mi perséguitano, sono essi che vacillano e cadono.

Il suo nome
La quarta Domenica dopo la Pentecoste fu per lungo tempo chiamata in Occidente Domenica della Misericordia, perché vi si leggeva una volta il passo di san Luca che inizia con le parole: "Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro". Ma essendo stato questo Vangelo trasferito quindi alla Messa della prima Domenica dopo la Pentecoste, il Vangelo della quinta Domenica passò alla quarta; quello della sesta passò alla quinta, e così di seguito fino alla ventitreesima. Il cambiamento di cui parliamo ebbe luogo solo abbastanza tardi in un certo numero di Chiese [1] e fu universalmente riconosciuto solo nel secolo XVI.

sabato 2 luglio 2022

2 luglio. Festa della Visitazione della Beata Vergine Maria a santa Elisabetta.

Nel calendario tradizionale, il 2 luglio è la festa della Visitazione della Beata Vergine Maria a santa Elisabetta.
Evento in cui un bambino non nato sussulta alla presenza del Figlio di Dio, ancora nelle primissime fasi di formazione nel ventre materno.

Elisabetta sentì prima la voce, ma Giovanni sentì primo la grazia. Quella udì secondo l'ordine della natura, questi sussultò per ragione del mistero. Quella sentì l'arrivo di Maria, questi del Signore. Esse s'intrattengono sulla grazia, essi la producono dentro di loro, primo misterioso ufficio di pietà figliale che si annunzia nel bene procurato alle loro madri; e con doppio miracolo le madri profetizzano sotto l'ispirazione dei propri figli. Sussultò il bambino, fu ripiena la madre. La madre però non fu ripiena prima del figlio; ma il figlio essendo ripieno dello Spirito Santo, ne riempì anche la madre. (Omelia di sant'Ambrogio vescovo)

Introitus
Salve, sancta Parens, eníxa puérpera Regem:
qui cælum terrámque regit in sǽcula sæculórum.

Ps XLIV: 2
Eructávit cor meum verbum bonum: dico ego ópera mea Regi.

Graduale
Benedícta et venerábilis es, Virgo María: quæ sine tactu pudóris invénta es Mater Salvatóris.
V. Virgo, Dei Génetrix, quem totus non capit orbis, in tua se clausit víscera factus homo. Allelúja, allelúja.
V. Felix es, sacra Virgo María, et omni laude digníssima: quia ex te ortus est sol justítiæ, Christus, Deus noster. Allelúja
Introito
Salve, o Madre santa, tu hai partorito il Re gloriosamente; egli governa il cielo e la terra per i secoli in eterno.
Sl XLIV: 2
Vibra nel mio cuore un ispirato pensiero, mentre al Sovrano canto il mio poema
Graduale
Tu sei benedetta e venerabile, o Vergine Maria, che senza offesa del pudore sei diventata la Madre del Salvatore.
V. O Vergine Madre di Dio, nel tuo seno, fattosi uomo, si rinchiuse Colui che l’universo non può contenere. Alleluia. alleluia.
V. Te beata, o santa vergine Maria, e degnissima di ogni lode, perché da te nacque il sole di giustizia, il Cristo Dio nostro.

Processione di Riparazione a Reggio Emilia. Messaggio e Video di Mons. Viganò.

Qui il Video del Messaggio sotto riportato. Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.
Messaggio
ai partecipanti alla processione di riparazione 
del Comitato Beata Giovanna Scopelli

Reggio Emilia - 2 Luglio 2022 (annunciato qui)

Cari Fedeli, Laudetur Iesus Christus!
Per quanti partecipano alla processione riparatrice di questa sera, e specialmente per i meno giovani tra essi, sembra quasi incredibile che nel corso di pochi decenni l’Italia possa essersi trasformata in modo così radicale, cancellando l’eredità del Cattolicesimo che l’ha resa grande e prospera tra le Nazioni. Stiamo assistendo ad un processo – apparentemente irreversibile – di apostasia della Fede; un processo inverso rispetto a quello che San Leone Magno descriveva nel celebrare la solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, in cui elogiava il ruolo provvidenziale dell’Alma Urbe: da maestra di errore, Roma è divenuta discepola della Verità, scriveva il grande Pontefice. Oggi potremmo dire, con lo sgomento di figli traditi dal padre, che la Roma dei Martiri e dei Santi da maestra di Verità, è divenuta discepola dell’errore. Poiché l’apostasia presente, che coinvolge l’autorità civile e quella religiosa in una ribellione a Dio Creatore e Redentore, non è partita dal basso, ma dal vertice.

Il dogma della Transustanziazione nella epigrafe eucaristica di San Lorenzo fuori le mura

  1. (Adsp)ICE QUI TRANSIS QUAM SIT BREVIS AC(cipe vita)
  2. (Atqu)E TUAE NAVIS ITER AD LITUS PARAD(isi)
  3. (Der)EGE QUO VULTUM DOMINI FACIAS TIBI PO(rtum)
  4. (Dica)T IAM QUISQUIS HAEC SACRA PERH(auriat ore)
  5. (Glor)IA SUMMA DOMINUS LUMEN SAPIENTIA VIR(tus)
  6. (Cui)US [o: (Ver)US] IN ALTARI CRUOR EST VINUMQUE (videtur)
  7. (Qui)QUE TUI LATERIS PER OPUS MIRAE (pietatis)
  8. (Omni)POTENTER AQUAM TRIBUIS BAPTI(smate lotis)
Guarda, tu che passi, intendi quanto sia breve la vita, e raddrizza il viaggio della tua nave all’approdo del Paradiso, là dove il tuo porto sarà vedere il Signore. Dica ormai chiunque beve queste specie consacrate: “Tu sei la somma gloria, il Signore, il lume, la sapienza, la virtù, il cui [o: vero] sangue è sull’altare e sembra vino; tu, che nella tua onnipotenza concedi con un’opera di mirabile misericordia l’acqua scaturita dal tuo fianco a coloro che sono stati purificati nel battesimo”.

È merito di padre Egidio Picucci avere di recente riportato l’attenzione, con un articolo pubblicato sull’Osservatore Romano dell’11 dicembre 2005, su di un’epigrafe composta di otto versi, unica nel suo genere, collocata nella Basilica di San Lorenzo fuori le Mura a Roma. È la sola conosciuta, tra le epigrafi cristiane antiche, in cui si accenna esplicitamente alla transustanziazione, cioè al fatto che nella santa messa il pane e il vino diventano vero corpo e vero sangue di Cristo. Si legge infatti nel testo, al verso 6, che sull’altare è offerto il sangue (“cruor”) del Signore, che sembra (“videtur”) vino, ma è quel sangue sgorgato insieme all’acqua dal costato di Gesù Cristo crocifisso. 

venerdì 1 luglio 2022

Lettera Apostolica 'Desiderio desideravi': la sagra dei sofismi

Una carrellata di reazioni a caldo sulla recente Lettera Apostolica.
Quasi un anno dopo la Traditionis custodes [vedi indice articoli] con cui è stata ristretta l'applicazione del Summorum Pontificum, arriva un nuovo intervento di Papa Francesco sulla liturgia: Desiderio desideravi, l'ultima Lettera Apostolica pubblicata nel giorno dei santi Pietro e Paolo. Confesso che mi ripugna non poco l'uso delle parole del Signore in un contesto del genere nel quale sembra persistere l'idea di unificare i fedeli sotto lo stesso rito che non è quello dei secoli. Le uniche restrizioni e divieti provenienti dal Soglio sono volte a cancellare chi sceglie il rito tradizionale. Coloro invece che si ostinano a desacralizzare la Santa Messa e a fare di questo sacramento un evento sociale o ideologico, non ricevono alcuna correzione.

Vien da pensare che se condannasse con la stessa severità, oltre ai pizzi e al latino, le stole arcobaleno, i vescovi in bicicletta nel presbiterio, le Messe con benedizioni a coppie gay che raccontano dall'ambone della bellezza del loro "matrimonio", gli ostensori col drone, i balletti durante le liturgie; tutti frutti della creatività conciliarista, nonché le diaconesse e tutto il resto, intanto sarebbe salvaguardata la sacralità della Messa... La comprensione è già inficiata dal santo sacrificio trasformato in cena!

1° Luglio. Preziosissimo Sangue di nostro Signor Gesù Cristo

Al termine del mese del Sacro Cuore, nel pieno dell’estate, quando la vita religiosa generalmente si infiacchisce, ecco che la Chiesa ci ricorda immediatamente quanto è costata, a Nostro Signore, la nostra salvezza: il Suo Prezioso Sangue, versato da subito, con la Circoncisione (altra festa abolita), e poi, nel Gestemani, nel Pretorio, nel Golgotha, con la Passione, e ancora, ogni giorno, simbolicamente, nella Confessione e, realmente, nella celebrazione della Santa Messa, che è la ripetizione incruenta del medesimo sacrificio di più di 2000 anni fa; tutto il mese di luglio, non solo il primo giorno e la prima Domenica, in cui si celebra specialmente, è dedicato al Preziosissimo Sangue, e sempre nel mese di luglio, il giorno 15, si celebra Nostro Signore col titolo di Redentore, a ricordare che la magnificenza della Regalità non è disgiunta dalla sofferenza della Passione! 
Precedenti: Origini della devozione qui - Un tesoro per librare le anime del purgatorio qui - In Sanguine Agni [qui] , Litanie del Preziosissimo Sangue [qui].

1° Luglio. Preziosissimo Sangue
di nostro Signor Gesù Cristo
Hic est enim calix sanguinis mei, 
novi et aeterni testamenti: mysterium fidei:
qui pro vobis et pro multis effundetur
in remissionem peccatorum.
Scopo della festa.
La Chiesa ha già rivelato ai figli della nuova Alleanza il valore del Sangue dal quale furono riscattati, la sua virtù nutritiva e gli onori dell'adorazione che esso merita. Il Venerdì Santo, la terra e i cieli videro tutti i peccati immersi nel fiume della salvezza le cui eterne dighe si erano infine rotte, sotto la pressione associata della violenza degli uomini e dell'amore del Cuore divino. La festa del Santissimo Sacramento ci ha visti prostrati davanti agli altari in cui si perpetua l'immolazione del Calvario e l'effusione del Sangue prezioso divenuto la bevanda degli umili e l'oggetto degli omaggi dei potenti di questo mondo. Oggi tuttavia la Chiesa invita nuovamente i cristiani a celebrare i flutti che si effondono, dalla sacra sorgente: che altro significa ciò, se non che, le solennità precedenti non ne hanno certamente esaurito il mistero? La pace ottenuta da quel Sangue: lo scorrere delle sue onde che riportano dagli abissi i figli di Adamo purificati; la sacra mensa imbandita per essi, e quel calice di cui esso costituisce l'inebriante liquore: tutti questi preparativi sarebbero senza scopo, tutte queste meraviglie resterebbero incomprese se l'uomo non vi scorgesse le proposte d'un amore le cui esigenze non vogliono essere sorpassate dalle esigenze di nessun altro amore. Il Sangue di Gesù dev'essere per noi in quest'ora il Sangue del Testamento, il pegno dell'alleanza che Dio ci propone (Es 24,8; Ebr 9,20), la dote costituita dall'eterna Sapienza che invita gli uomini a quella divina unione di cui lo Spirito di santità procura senza fine il compimento nelle nostre anime.

Cinque lezioni cruciali da imparare dal frastuono causato dalla vicenda roe v. Wade

Precedenti qui - qui - qui - qui - qui.
Cinque lezioni cruciali da imparare
dal frastuono causato dalla vicenda roe v. Wade

La sentenza Roe versus Wade è morta
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La decisione di abrogarla rappresenta molto di più della fine di una legge sbagliata. Cambia il dibattito morale nell’America di oggi. Il frastuono suscitato dal parere del giudice Samuel Alito, che è stato fatto trapelare e che ha preceduto l’attuale sentenza, e ora anche le drammatiche conseguenze di questa nuova decisione, contengono cinque lezioni cruciali per orientarsi nel futuro post-Roe versus Wade.

Le lezioni sono iniziate con la fuga di notizie. La probabile intenzione di chi ha fatto trapelare il parere del giudice della Corte Suprema Alito è stata quella di preparare il terreno per una reazione furibonda. La normale pubblicazione nel mese di giugno di una decisione prima sconosciuta avrebbe limitato la capacità di mobilitazione del movimento pro-aborto. Sia il contenuto trapelato che la buona notizia dell’abrogazione della Roe versus Wade hanno conferito urgenza e passione alla causa della sinistra. La sinistra aveva bisogno di quelle settimane addizionali per fomentare l’isteria collettiva.